23/10/2025 - 17:02

“Nelle bozze che circolano della manovra la crisi dei trasporti non esiste. Non solo non ci sono le risorse necessarie a evitare i tagli di servizi nel trasporto pubblico locale, garantendo almeno gli 800 milioni di euro necessari a coprire l’aumento dei costi per l’inflazione, ma manca anche la destinazione vincolata di tutte le risorse necessarie a coprire interamente il rinnovo dei contratti per le lavoratrici e lavoratori che il governo, nell’accordo siglato il 20 marzo 2025, aveva promesso di trovare con la rimodulazione della accise che ancor prima Meloni e Salvini avevano, a più riprese, promesso di abolire. Ma quante volte vogliono riuscire a rimangiarsi la parola nella stessa legislatura?”. Così in una nota congiunta i componenti democratici della commissione Trasporti alla Camera, Andrea Casu e Anthony Barbagallo, rispettivamente vicepresidente della commissione e capogruppo, Ouidad Bakkali, Valentina Ghio vicepresidente del Gruppo Pd e Roberto Morassut, componente della presidenza del Gruppo Pd.

23/10/2025 - 12:11

“Questa legge di bilancio non migliora la situazione economica e sociale del Paese, anzi la peggiora. Non c’è niente sulla crescita, non c’è nulla per le famiglie se non degli sconti come se fossimo al supermercato, e aumenta l’età per andare in pensione. Dovevano abolire la Fornero e cancellare le accise sulla benzina, invece peggiorano tutto”.

 

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla legge di bilancio.

 

23/10/2025 - 11:47

Ma quale governo della stabilità, quello Meloni è il governo dell’austerità: hanno presentato la manovra più piccola degli ultimi anni, con coperture incerte e senza misure per la crescita.

Litigano sugli affitti brevi, non hanno una strategia per lo sviluppo e mancano del tutto politiche industriali. Taglio delle tasse irrilevanti e pochi euro per le pensioni: quindi non sarà minimamente compensato l’aumento del carrello della spesa né i costi dell’energia che pesano su famiglie e imprese e che sono i più alti d’Europa. Per non parlare della sanità, dove gli investimenti raggiungono il minimo storico degli ultimi anni.

Mancano anche i 25 miliari di euro per le imprese annunciati per fronteggiare l’aumento dei dazi, tema che la Premier si rifiuta di affrontare dopo non aver ottenuto alcun vantaggio dal suo rapporto privilegiato con Trump.

L’unica certezza ancora una volta è il premio all’infedeltà fiscale perché in questo paese le tasse le pagano sempre e solo gli stessi: lavoratori e pensionati. A quest’ultimi la manovra cancella anche le ultime agevolazioni rimaste come opzione donna.

Lo ha detto ad Agorà Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

23/10/2025 - 10:48

“Quella del governo Meloni è una manovra figlia di nessuno: improvvisata, scritta all’ultimo minuto per tenere insieme una maggioranza divisa e senza visione. È un provvedimento che si caratterizza soprattutto per ciò che non c’è: misure per la crescita, per il lavoro stabile, per i salari, per contrastare la povertà. Si regalano piccole mance a categorie diverse, ma senza una strategia complessiva”. Lo afferma la deputata Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Partito Democratico, in un’intervista diffusa sui canali social dei deputati dem.

“Sul fisco – aggiunge l’esponente Pd – il governo restituisce solo briciole dopo aver tolto 25 miliardi ai lavoratori dipendenti, e sul lavoro continua a ignorare la necessità di regole sulla rappresentanza e sulla contrattazione negli appalti. Sulle pensioni poi siamo di fronte a un vero arretramento: cancellata ‘Opzione donna’, bloccati i canali di pensione anticipata e dimenticati disoccupati, persone con disabilità e donne con carichi familiari. È un’impostazione che tradisce ogni promessa elettorale.”

“Anche sulla Sanità – conclude Guerra – le risorse sono del tutto insufficienti. La spesa cresce, ma i finanziamenti non tengono il passo: a pagare saranno ancora una volta i cittadini, con l’aumento delle addizionali regionali e l’impossibilità di garantire i livelli essenziali di assistenza. E il tetto sulle assunzioni resta, condannando ospedali e servizi pubblici alla paralisi. È una manovra sbagliata nel metodo e nel merito, e a farne le spese saranno i più fragili”.

 

22/10/2025 - 18:28

Oggi, in commissione Affari costituzionali della Camera, è stato adottato, come testo base dei lavori, il disegno di legge del Governo che è in realtà un testo concordato a livello istituzionale col Campidoglio. Per questa ragione abbiamo espresso una posizione favorevole. Abbiamo, tuttavia, sottolineato la necessità di dare rapido seguito a quella parte delle intese Governo-Campidoglio che prevedono la costituzione di una commissione paritetica che dovrà redigere una legge ordinaria che individui risorse e mezzi per assolvere alle nuove competenze legislative. Soprattutto abbiamo chiesto che già in questa manovra di legge di bilancio ci siano risorse speciali per Roma Capitale. Solo in presenza di queste garanzie si potranno ritenere sincere le intenzioni di riformare davvero, da parte del Governo, i poteri e le prerogative della Capitale” così il deputato democratico, componente dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd alla camera, Roberto Morassut.

 

22/10/2025 - 16:41

“Interventi minimali, risorse insufficienti e tagli consistenti alla dotazione del ministero dell’Agricoltura: questa, in sintesi, è la fotografia della legge di bilancio appena bollinata, che conferma l’indifferenza del governo verso un comparto ormai abituato a ricevere risposte solo di fronte alle emergenze, e mai politiche strutturali. Nel frattempo, imperversano i dazi dell’alleato Trump, mentre settori strategici come quello del grano e del vino richiederebbero tutele mirate e strategie di medio-lungo periodo. A maggio, puntualmente, il governo tornerà ad ‘accorgersi’ della siccità e della crisi idrica, e come in una giostra felliniana torneranno a girare le autobotti per tentare di dare un minimo ristoro”.

Così i componenti Pd della commissione Agricoltura alla Camera, Antonella Forattini (capogruppo), Maria Stefania Marino, Nadia Romeo, Andrea Rossi e Stefano Vaccari.

“Sorgono però - aggiungono - domande imprescindibili: come il governo italiano sta spingendo la Commissione Europea a rivedere la malsana proposta di accorpamento dei fondi Pac con quelli della Coesione? E come pensa di intervenire per ripristinare il taglio consistente previsto per il settore agroalimentare? Infine, sarebbe utile sapere che fine ha fatto il Coltivitalia, annunciato in maniera roboante lo scorso luglio con una dotazione di un miliardo di euro: è ancora fermo al Mef, alla ricerca delle coperture finanziarie maldestramente previste? Oppure anche in questo caso si utilizzerà il machete per stralciare alcune delle misure programmate? Domande - concludono - che meritano una risposta”.

 

 

22/10/2025 - 16:27

“Non solo il governo non è riuscito a mantenere le promesse elettorali di mandare le persone in pensione prima, ma dalla manovra di bilancio emerge che non è neppure in grado di tutelare i più fragili ed impedire che si formi un nuovo blocco di esodati” Così la deputata e vicepresidente del Gruppo Pd, Valentina Ghio durante il Question time al ministro Giorgetti.
“Il quadro che emerge dalla bozza di manovra sulle pensioni è allarmante” sottolinea la parlamentare dem. “Dopo mesi di promesse sulla sterilizzazione dell'adeguamento dell'età pensionabile e la speranza di vita, il governo aumenta i requisiti con un mese in più per il 2027 e due mesi per il 2028 e cancella le uniche misure che garantivano la flessibilità dell'età in uscita come quota103 e opzione-donna, già pesantemente colpita nei tre anni di governo Meloni”. “Mentre il governo stringe drasticamente la platea dei beneficiari dell'Ape Sociale, lascia senza reddito chi ha già avviato dei percorsi di uscita anticipata. Di fatto crea dei nuovi esodati”, conclude Ghio.

22/10/2025 - 16:14

“Il testo bollinato della Manovra conferma i tagli al settore del cinema e dell’audiovisivo. Il piccolo ritocco annunciato non cambia la sostanza: mezzo miliardo di taglio al fondo cinema e ai finanziamenti all’industria audiovisiva italiana. La sforbiciata resta pesante e insostenibile per un comparto già duramente colpito dalle ultime leggi di bilancio” così una nota del del deputato democratico, componente della commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini. “Il ministro Giuli - prosegue Orfini - ha tentato di nascondere l’entità del danno alludendo oggi in Senato a un possibile ripensamento, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: il governo sta mettendo in pericolo un settore strategico creando danni enormi in termini produttivi e occupazionali. Il cinema italiano è una risorsa culturale, economica e identitaria per il Paese. Penalizzarlo significa indebolire una delle industrie creative più vitali del Made in Italy.”

 

22/10/2025 - 16:11

"L'aumento dell'età pensionabile è il modo più facile per ottenere la sostenibilità del sistema pensionistico. Facilissimo: si aumenta il periodo che si deve passare al lavoro, lasciando fermo quello che si passa in pensione. Questa modalità, progettata da Maroni e messa a regime da Berlusconi, non può essere una soluzione per sempre, non è socialmente  sostenibile, specie in Italia, che ha la più alta età pensionabile di tutta Europa. È da gennaio che come Pd chiediamo che si discuta, anche nel confronto con i sindacati, una soluzione strutturale. Il governo ha passato questo tempo ad alimentare la speranza di un congelamento dei tre mesi di aumento, per arrivare a ipotizzare una pezza al problema, pasticciata, a due giorni dalla legge di bilancio. Una finta soluzione che penalizza i soggetti più fragili, tra cui caregiver, invalidi civili, disoccupati e donne con problematiche familiari". Lo dichiara la deputata e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra in replica al ministro Giorgetti durante il Question Time alla Camera.
"La manovra ha l'esito di sconfessare il proclama numero uno del governo Meloni: il superamento della legge Fornero. Il governo ha fatto al contrario, restringendo così tanto la possibilità di uscita anticipata - ape sociale, opzione donna e persino quota 103 - da renderne quasi irrilevante la totale soppressione. In definitiva l'unica cosa che è andata in pensione anticipata con l'azione di questo esecutivo sono le sue mendaci promesse", conclude Guerra.

22/10/2025 - 12:23

Promesse tradite: crescono tasse, età pensioni e lavoro povero

“Siamo alla quarta Manovra del Governo Meloni ma il bilancio, quello vero, è fallimentare: promesse elettorali disattese, famiglie e imprese lasciate sole, lavoro sempre più povero”: è quanto dichiara il deputato Dem e segretario Pd della Toscana, Emiliano Fossi sul provvedimento bollinato oggi, mercoledì 22 ottobre, dalla Ragioneria generale dello Stato.

“Giorgia Meloni aveva promesso meno tasse e più sostegni. Oggi la pressione fiscale è al 42,8 per cento del Pil, la più alta degli ultimi dieci anni. L’età pensionabile aumenta, ‘Opzione Donna’ viene cancellata e le donne continuano a essere penalizzate. È un governo che parla di famiglia, ma ignora che oltre 2,2 milioni di nuclei familiari vivono in povertà assoluta.”

“Con il governo della destra è cresciuto il lavoro precario, sottopagato e nei settori a bassa produttività: un lavoratore su dieci è povero, e tra le donne la quota supera il 25 per cento. Altro che rilancio dell’occupazione stabile. Dopo quattro anni di promesse mancate, la Premier non può più dare la colpa agli altri: i numeri certificano che ogni promessa è stata tradita. Il Partito Democratico continuerà a battersi per un fisco più giusto, pensioni dignitose e lavoro stabile per tutti”: conclude.

 

22/10/2025 - 12:22

“È arrivato il momento di parlare dei problemi reali dei cittadini, a partire da chi non riesce più a permettersi un affitto o una casa in cui vivere serenamente. In tutta Italia, da Nord a Sud, cresce l’emergenza abitativa: lo denunciano gli enti locali, le associazioni e le audizioni svolte in commissione. È un tema che non può più essere rinviato”. Lo ha detto in Aula alla Camera, Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, richiedendo un’informativa urgente a Giorgia Meloni e Matteo Salvini sul Piano Casa.

“Il governo – ha aggiunto l’esponente Pd - da tempo annuncia un Piano Casa che però non arriva o appare frammentato e senza direzione. Nell’articolo 134 della manovra relativo al Fondo sociale per il clima, sono previsti quasi 9 miliardi per l’efficientamento energetico delle abitazioni, ma non c’è ancora chiarezza su come saranno utilizzati. È grave che una misura così importante resti sulla carta, mentre migliaia di famiglie non riescono più a sostenere il costo dell’abitare”.

“Serve – ha concluso Simiani - un confronto vero in Parlamento. Chiediamo che la commissione esamini subito le proposte di legge delle opposizioni già depositate e che il governo venga a riferire su quali interventi intenda adottare. Le famiglie, gli inquilini, chi ogni mese fatica a pagare l’affitto meritano risposte concrete, non annunci”.

 

22/10/2025 - 11:29

“Altro che ‘manovra in divenire’: in divenire ci sarà solo la crisi di interi settori della cultura, a partire da quello cinematografico e audiovisivo, che il governo sta sacrificando sull’altare dei propri pregiudizi ideologici e dei veleni interni alla maggioranza apportando tagli scellerati”, così la capogruppo del Pd in commissione cultura alla Camera, Irene Manzi, replica al ministro Giuli, che ha cercato “di sminuire le critiche che tutti i settori della cultura stanno muovendo nei confronti della sua gestione”.
“Non esistono manovre in divenire – aggiunge Manzi – i conti dello Stato sono chiari, e i tagli che Giuli ha avallato in Consiglio dei ministri ricadranno sui comparti culturali per tutto il prossimo anno e compromettendo anche investimenti pluriennali. Il resto sono solo prese in giro, che confermano l’assenza di consapevolezza e ascolto del governo Meloni delle reali difficoltà che stanno attraversando interi settori di sua competenza come il cinema e lo spettacolo dal vivo , e che Giuli continua a fingere di non vedere.”

 

22/10/2025 - 10:53

“Ancora una volta, la cultura viene trattata dal Governo come un costo da tagliare, non come un investimento per il futuro del Paese. Il taglio di oltre mezzo miliardo di euro al Fondo Cinema è un colpo durissimo per un settore già provato da incertezze, decisioni improvvisate e assenza di visione strategica. Le associazioni di categoria, con una rinnovata e non scontata unità, denunciano le gravissime ricadute occupazionali e produttive di questa scelta e chiedono lo stop a uno smantellamento che colpisce una delle eccellenze italiane riconosciute nel mondo”

Così in una nota il deputato democratico, componente della commissione cultura della Camera, Matteo Orfini. “Il Governo, - aggiunge il democratico - invece di ascoltare, continua a usare la cultura come strumento politico e ideologico, colpendo in modo pretestuoso i settori considerati “ostili” solo perché liberi e non allineati.

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ignora colpevolmente gli appelli del mondo del cinema e delle arti, limitandosi a eseguire, come un liquidatore fallimentare, il mandato politico della Presidente Meloni: smantellare un comparto vitale, indipendente e pluralista. Un settore che fino alla "cura Meloni" ha restituito lavoro e ricchezza in misura assai superiore alle risorse pubbliche investite.

Chiediamo al Governo di fare marcia indietro su questi tagli irresponsabili e ingiustificati e di avviare un confronto serio con chi ogni giorno fa vivere la cultura italiana”, conclude Orfini.

 

21/10/2025 - 14:48

La norma sugli affitti brevi va anche bene ma per chi ha tante superfici affittate e fa trust, non per le piccole famiglie che integrano lo stipendio o la pensione e poi dovrebbe essere accompagnata da una più attenta normativa urbanistica sui troppo facili cambi di destinazione d’uso che stanno crivellando i centri storici”. Lo scrive in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.

 

“In questa finanziaria - continua Morassut - manca qualunque idea sugli affitti lunghi e sul sostegno al mercato dell’affitto per il quale sarebbe cosa buona e giusta favorire la destinazione all’affitto concordato coi Comuni del 20 per cento della nuova produzione edilizia residenziale, magari con qualche incentivo di superficie. Il mercato dell’affitto ‘lungo’ va totalmente ricostruito, perché sul vecchio patrimonio di proprietà sono passati cinquant’anni di storia e non tornerà più”.

 

21/10/2025 - 13:25

“Esecutivo intervenga subito per stanziare risorse promesse”

“Con un livello di dilettantismo inarrivabile, la destra prima annuncia i fondi per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego negli enti locali, indicati dalla stessa Premier Meloni in conferenza stampa come una priorità per i nostri territori, e poi nella bozza della legge di bilancio che circola in queste ore quei fondi spariscono. È la propaganda che supera di molto la realtà. Una scelta che lascia senza parole e che, se confermata, rappresenterebbe un colpo durissimo per i Comuni, già schiacciati da tagli e vincoli di bilancio. Chiediamo al Governo di chiarire immediatamente e di garantire il rinnovo dei contratti, per riconoscere il valore del lavoro pubblico nei territori e assicurare ai cittadini servizi efficienti e di qualità.”

Lo dichiara la deputata Silvia Roggiani, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

 

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