“Quando, dal primo gennaio 2025, verrà a mancare “Decontribuzione Sud”, le imprese del Mezzogiorno si troveranno a fare i conti con un aumento vertiginoso del costo del lavoro. Come hanno denunciato i sindacati e molte associazioni di categoria, il rischio è che tanti imprenditori si vedranno costretti a licenziare personale. Svinez ha stimato che circa 25.000 lavoratori dipendenti potrebbero perdere il posto a causa del venire meno dell’esonero contributivo. In questo clima di paura per il moltiplicarsi di crisi occupazionali in tutto il Mezzogiorno, l’unico assente è il Governo Meloni che nulla ha fatto per sostituire la misura.”
Così Ubaldo Pagano, Capogruppo PD in Commissione Bilancio alla Camera.
“L’anno scorso - aggiunge - ‘Decontribuzione Sud’ ha coinvolto 3,2 milioni di lavoratori. Solo nel prossimo anno le aziende dovranno far fronte a maggiori costi per quasi 6 miliardi di euro. Il Governo si dia una svegliata e promuova iniziative degne a sostituire questa misura, perché gli striminziti bonus occupazionali che sono stati introdotti faranno la figura del tappo di sughero per riparare una falla enorme nella diga”.
“Il governo deve fermarsi e ripensare i tagli contro i lavoratori di Aci Informatica. L’impatto sociale ed economico di questa misura sarebbe disastroso. Oltre ad essere un durissimo colpo per i 500 dipendenti di Aci Informatica e le loro famiglie, si colpisce un servizio pubblico essenziale e di conseguenza si penalizzano cittadini e imprese, oltretutto aumentando i costi per lo Stato. Da subito come Pd ci siamo mobilitati a fianco dei lavoratori per difendere i loro diritti e la continuità di servizi indispensabili per i cittadini. Facciamo ancora adesso appello al governo e alla maggioranza affinché riveda questa norma prima che sia troppo tardi. Non possiamo permettere che scelte miopi distruggano eccellenze italiane e lascino per strada centinaia di lavoratori e le loro famiglie” così in una nota i deputati democratici Silvia Roggiani e Andrea Casu.
“Questa destra è davvero incredibile: con la manovra prima disfa e poi fa, rivendendo come obiettivi raggiunti quello che all’inizio non aveva fatto o aveva tagliato”.
Così la deputata dem Silvia Roggiani, componente della commissione Bilancio, intervista per i social dei deputati Pd.
“Sugli enti locali – prosegue l'esponente Pd - avevano messo il turnover al 75 per cento, che avrebbe messo in ginocchio i servizi dei nostri Comuni, e adesso sono tornati indietro dopo che il Pd, Anci, tutti, si sono mobilitati. Avevano deciso di estendere la ‘web tax’ anche alle piccole e medie imprese e alle start-up digitali e poi, dopo la giusta sollevazione, sia nostra che ovviamente delle imprese, sono tornati indietro anche su questo. Sull’automotive annunciano lo stanziamento di un miliardo di euro ma dopo che ne hanno tagliati più di quattro. Hanno deciso di promuovere l'IRES premiale, molto richiesta dalle imprese, ma a fronte del fatto della cancellazione dell’ACE. Ora abbiamo un ultimo punto su cui forse vogliono tornare indietro: con la prima Manovra, il governo Meloni ha azzerato il fondo sostegno affitti e morosità incolpevole. Sappiamo benissimo che il tema casa è prioritario per tantissime persone, lo diciamo da almeno tre anni. Forse torneranno indietro, ci auguriamo innanzitutto che non siano stanziate solo briciole e che magari riconoscano tutti gli errori che con questa Manovra hanno fatto. Una manovra contro l'Italia e contro le persone”.
“Anche sulle donne – conclude Roggiani – Meloni dà e Meloni toglie. Prima Meloni abbassa la ‘tampon tax’ e poi Meloni rialza la ‘tampon tax’. Quindi la Premier, donna che dovrebbe essere paladina delle donne, in realtà le donne le va a colpire con una spesa che riguarda le donne per oltre 650 euro all'anno”.
"Di fronte all’impossibilità di dare una risposta a migliaia di persone, il governo e la maggioranza scelgono la fuga, bocciano l’emendamento sul salario minimo e proseguono nell’attacco sistematico alla rappresentanza nella contrattazione collettiva” lo ha detto intervenendo in commissione bilancio alla Camera la capogruppo democratica, Chiara Braga. “Bocciare il salario minimo dicendo che non serve perché basta la contrattazione collettiva è un grande inganno, peraltro aggravato da un governo impegnato in un attacco senza precedenti al sistema di rappresentanza nella contrattazione collettiva. Il correttivo del codice appalti ne è la conferma, poiché contribuisce a impoverire ulteriormente i salari e a ridurre le tutele dei lavoratori”.
“Le dichiarazioni del Ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ci confermano ancora una volta che stiamo assistendo a una gestione fantasiosa del bilancio dello Stato. La manovra economica in discussione si basa su previsioni di crescita del PIL che sono state dimezzate dall’Istat, e nonostante questo il Ministro continua a rassicurare che non ci sarà alcuna manovra correttiva. I conti però non tornano e questa ostinazione nel negare la necessità di un intervento correttivo non fa che aggravare i rischi di instabilità finanziaria per il Paese” così il capogruppo democratico nella commissione bilancio della Camera, Ubaldo Pagano.
Nessun fondo per edilizia sociale e vittime morosità incolpevole
“Per il diritto alla casa serve edilizia sociale ma anche sostenere le famiglie vittime di morosità incolpevole. Per questo il Pd ha chiesto al governo di intervenire nella legge di bilancio con un emendamento che stanzia 50 milioni di euro per il fondo affitto e le situazioni di emergenza. Il governo non può ignorare un problema che coinvolge migliaia di famiglie e in tutto il paese. Leggiamo tanti annunci da Fdi ma alla prova dei fatti nella manovra non c’è niente per la casa” così il capogruppo democratico nella commissione bilancio della camera, Ubaldo Pagano, replica alla deputata di Fdi, Augusta Montaruli.
“Dalla Montaruli lacrime di coccodrillo. Nella legge di bilancio per il terzo anno consecutivo non c’è un euro per le politiche della casa. Per questo abbiamo presentato un emendamento che chiede al governo di farsi carico delle difficoltà di migliaia di famiglie. Bisogna avere il coraggio di guardare in faccia la realtà. Il governo risponda all’appello che arriva anche oggi da amministratori e rappresentanti degli inquilini perché ci sia il finanziamento di almeno 50 milioni del Fondo morosità incolpevole, come chiediamo nel nostro emendamento”. Così la deputata democratica, componente della commissione bilancio della camera, Silvia Roggiani replica alla deputata di Fdi Augusta Montaruli.
Secondo il Rapporto OsMed dell’AIFA la spesa farmaceutica nel 2024 mostra un significativo incremento e potrebbe superare di oltre quattro miliardi di euro il tetto stabilito, aggravando il peso per il SSN. Sono preoccupanti le dichiarazioni del Direttore Scientifico dell’AIFA Dott. Russo che denuncia la mancanza di programmazione al Ministero della Salute in termini di spesa e la necessità di integrare i fondi sulla sanità in manovra di bilancio. Ancora di più preoccupa il tasso di disponibilità – solo il 63% - dei farmaci in Italia approvati a livello europeo che costringono i pazienti italiani a curarsi all’estero e a proprie spese”. Così si legge nell'interrogazione del deputato dem Gian Antonio Girelli ai ministri della Salute e dell’Economia sulla spesa farmaceutica nel 2024.
“È dunque essenziale intervenire per contenere la spesa farmaceutica, anche tramite un miglior uso dei generici e un monitoraggio più tempestivo dei dati di spesa. Una soluzione potrebbe essere la riduzione temporanea dei prezzi dei farmaci acquistati dalle strutture pubbliche e rinegoziare la rimborsabilità di farmaci di dubbia efficacia potrebbe non solo ridurre i costi, ma anche migliorare la qualità delle cure”, conclude Girelli.
“I sindaci stanno lanciando un appello, anzi, un allarme importante: la casa è un'emergenza nazionale. Bisogna intervenire perché sono tantissime le famiglie che non riescono ad affittare una casa e questo è l’impegno che dobbiamo prenderci, anche nella legge di Bilancio, anche su quel fondo che è stato svuotato dal governo e che riguardava proprio la morosità incolpevole”. Così la deputata democratica e responsabile nazionale Giustizia del Pd, Debora Serracchiani e Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo dem alla Camera, a margine della manifestazione odierna dei sindaci a Montecitorio, sull’emergenza abitativa.
“I sindaci – aggiungono Serracchiani e Ghio - segnalano un'esigenza fondamentale: quella di dare una risposta, con politiche organiche, per l'emergenza nazionale degli alloggi. Questo governo, da due anni, non risponde in alcuna maniera anzi, ha tagliato due strumenti essenziali: il fondo per il sostegno affitti e il fondo per le morosità incolpevoli. In Manovra abbiamo cercato di ripristinare questi fondi. Vediamo la risposta che saprà dare il governo, se realmente ha l'intenzione di sostenere i sindaci e i cittadini a risolvere un tema così complesso come quello del reperimento degli alloggi”.
Ormai siamo oltre il limite del ridicolo. In una conferenza stampa la Lega, alla presenza di un suo esponente di Governo, presenta un emendamento per non tagliare il turn over per le forze dell'ordine. Chiedendo che il Governo lo accolga.
Peccato però che il taglio del 25% delle assunzioni degli agenti di polizia per il turn over l'abbia previsto il Governo nella Legge di Bilancio. E in particolare l'ha messo proprio il Ministro dell'economia Giorgetti, leghista della prima ora!
Cioè prima tolgono i soldi alla sicurezza con una mano e poi fanno la propaganda per dire che li vogliono rimettere con l'altra mano. Il peggior tipo di gioco delle tre carte, fatto sulle spalle delle Forze dell'Ordine. Veramente incredibile e da irresponsabili verso le italiane e gli italiani.
Questa è l'ennesima dimostrazione che la destra finge di avere a cuore la polizia a favore di telecamere, ma poi fa esattamente il contrario. Come risulta chiaro anche vedendo le scarsissime risorse previste per il rinnovo del contratto di lavoro, che non pareggiano nemmeno l'inflazione di questi ultimi anni.
Così il deputato dem Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.
“Ieri è stata una giornata importante per il Parlamento. Il voto - anche dei colleghi del centrodestra - all’ordine del giorno di Simona Bonafé, passato in maniera sorprendente al vaglio dell’Aula, ha prodotto un’indicazione chiara al governo: occorre una soluzione strutturale sugli ammortizzatori sociali nel settore della moda per l’intero 2025. Ora si tratta di essere conseguenti nella legge di bilancio. Bisogna dare respiro a un settore che vede oltre 130mila addetti a rischio lavoro e migliaia di imprese esposte al rischio di chiusura. Quando il Parlamento decide, il governo non può girarsi dall’altra parte e ignorarlo”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Ancora una volta un colpo durissimo del governo per le donne e per le famiglie. La premier Meloni prima promette la riduzione della ‘tampon tax’, ovvero la tassa sui prodotti per l'igiene femminile e sui prodotti per l'infanzia e oggi il governo respinge un nostro emendamento che va in questa direzione. Da gennaio le famiglie pagheranno molto di più e ancora una volta la premier Meloni dimostra che non sa stare dalla parte delle donne”. Così Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo dem alla Camera, intervistata per i social dei deputati Pd.
"Una bocciatura inspiegabile e irragionevole. La maggioranza e il governo, pur di non accogliere una proposta delle opposizioni, hanno affossato l’emendamento del Partito Democratico che mirava all’abolizione della Tampon Tax. Una misura sostenuta da tutte le forze di opposizione, che avrebbe ridotto l’IVA dal 10% al 5% sui prodotti per l’igiene femminile e su alcuni articoli per la prima infanzia. Parliamo di un costo pari a 180 milioni di euro, destinati a correggere l’innalzamento dell’IVA al 10% introdotto dal Governo Meloni. Un aumento che rappresenta un grave passo indietro rispetto ai diritti sociali, alla tutela della salute e all’equità di genere. La battaglia contro la Tampon Tax è molto più di una questione fiscale: è una battaglia per garantire alle donne e alle famiglie un accesso equo a beni essenziali, per promuovere la giustizia sociale ed economica e per riconoscere l’importanza di politiche che tutelino non solo la salute e l’igiene della donna e del bambino, ma anche la maternità e la famiglia. Questa decisione della maggioranza e del governo è profondamente sbagliata e penalizza milioni di donne. Noi continueremo a combattere per un’Italia più giusta, equa e solidale". Così la deputata democratica, componente della commissione affari sociali della camera, Ilenia Malavasi.
"È vergognoso che la destra abbia respinto l'emendamento del Partito Democratico che proponeva di ridurre l'IVA dal 10% al 5% sui prodotti per l’igiene femminile e la prima l'infanzia. Una misura concreta e di buon senso bocciata da un Governo guidato da una donna che non pensa alle donne, che sceglie di portare avanti leggi disegnate dagli uomini per gli uomini. Ancora una volta, la destra dimostra di essere lontana dai bisogni reali delle delle donne”. Così Silvia Roggiani, deputata Pd in Commissione bilancio, intervenendo nel corso dell'esame degli emendamenti alla legge di Bilancio, in particolare sull’emendamento a prima firma Furfaro che proponeva di ridurre l’Iva dal 10% al 5% sui prodotti per l’igiene femminile e la prima l'infanzia.
“La maggioranza ha bocciato il mio emendamento, sottoscritto da AVS, M5S e Azione, per abbattere la cosiddetta "tampon tax".
Una tassa odiosa che rende persino il ciclo mestruale un lusso e che le donne sono costrette a pagare per usufruire di beni di prima necessità come gli assorbenti.
Il mio emendamento alla legge di bilancio avrebbe ridotto l'Iva su questi prodotti dall'attuale 10% al 4%. A causa del voto contrario della destra, non è stato possibile.
E così, mentre gli italiani possono acquistare il tartufo fresco con un'Iva agevolata, le donne non possono fare altrettanto per gli assorbenti.
Prima lo smantellamento di Opzione Donna, poi i 114.000 posti tagliati agli asili nido dal PNRR, in seguito l'ok agli anti-abortisti nei consultori, adesso questo: quello della destra è un attacco sistematico ai diritti e al corpo delle donne.
Obbedienti, zitte, buone, meglio ancora se a casa e magari in cucina. È così che FdI, Lega e Forza Italia immaginano e vogliono ancora le donne. Non ve lo consentiremo”. Lo scrive sulle sue pagine social Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali di Montecitorio a proposito della bocciatura dell’emendamento PD alla manovra a sua prima firma che proponeva l’abolizione della tampon tax.