Approvare emendamento Serracchiani- Scotto per aumentare indennizzi e risarcimenti
La deputata democratica Debora Serracchiani ha partecipato oggi alla Camera alla giornata conclusiva dell’Asbestos International Forum, un evento di tre giorni dedicato all’analisi delle problematiche connesse all’amianto. "È importante continuare a parlare di amianto perché sarebbe sbagliato pensare che tutto sia stato fatto e risolto” – han detto la democratica sottolineando come, al contrario, “secondo alcuni studi scientifici, non abbiamo neppure ancora raggiunto il picco delle malattie correlate. È quindi fondamentale agire per prevenire, curare e bonificare. Per questo l’appello al governo, e in particolare al ministero dell’ambiente, rappresentato al forum dalla viceministra, Vannia Gava, di approvare l’emendamento alla manovra a firma Serracchiani e Scotto che chiede di ampliare la platea dei beneficiari dei risarcimenti, aumentare la percentuale di indennizzo e l’una tantum attualmente prevista. Inoltre, l’emendamento chiede di eliminare il fondo introdotto nella scorsa manovra a favore delle società a partecipazione pubblica, destinando quelle risorse al Fondo Vittime Amianto originario. “Servono risposte concrete – ha concluso Serracchiani - a un tema che richiede un impegno serio e continuativo su cui non dobbiamo abbassare la guardia”.
Ancora una volta, il governo dimostra di agire con pressapochismo e mancanza di rispetto verso il Parlamento. Mentre la commissione bilancio sta lavorando sulla legge di bilancio, emergono notizie non ufficiali su emendamenti mai discussi, costringendo il sottosegretario Federico Freni a scusarsi per “notizie non autorizzate” circolate sui media. Questo modo di procedere è inaccettabile: il governo si sottrae ancora una volta al confronto nelle sedi competenti,” denuncia il capogruppo democratico in commissione bilancio della Camera, Ubaldo Pagano- “La pezza è peggio del buco – aggiunge - invece di garantire trasparenza e rispetto per il Parlamento, il governo si affida a scuse tardive che nulla tolgono alla gravità di un metodo di lavoro che mortifica le istituzioni e dimostra una grave chiusura a ogni forma di confronto democratico”.
Bocciato emendamento Pd su abbassamento iva per cure veterinarie
“Per questo governo il benessere degli animali è all’ultimo posto e quindi non c’è da stupirsi che abbia bocciato un emendamento del Pd come quello che avrebbe abbassato l’Iva per le prestazioni sanitarie veterinarie dal 22 al 10%”. Lo dichiara la Deputata del PD e garante per gli animali del Comune di Roma, Patrizia Prestipino, a proposito dell’emendamento PD alla manovra bocciato che prevedeva l’abbassamento dell’Iva per le prestazioni sanitarie veterinarie dal 22 al 10%.
“Era un emendamento oltretutto di buon senso - aggiunge Prestipino - che andava incontro a tutte quelle famiglie che possiedono un animale domestico e che hanno meno possibilità economiche per provvedere alle cure dei loro animali. Il governo Meloni addirittura ad inizio della legislatura attuale ha cancellato un emendamento che nella precedente legge di bilancio invece era stato approvato a mia prima firma che prevedeva la possibilità di somministrare farmaci umani agli animali, il che avrebbe comportato dei costi molto ridotti. Evidentemente a questo governo, nonostante aumentino vertiginosamente le famiglie che possiedono animali domestici, non interessa della salute e del benessere né degli animali né evidentemente delle famiglie che li possiedono”.
“È vergognosa la bocciatura dell’emendamento alla manovra a mia prima firma in cui si chiedeva l’abbassamento dell’aliquota Iva dal 22 al 10% sulle prestazioni per i medici veterinari. Era una norma di buon senso che andava incontro alla richiesta reiterata negli anni da parte di medici veterinari e cittadini che lamentano un carico fiscale improprio ed eccessivo su prestazioni di natura sanitaria che riguardano gli animali. Di fatto il governo abbandona non solo i medici veterinari ma tutti i cittadini che possiedono un animale domestico e tutte le aziende agricole e di allevamento di animali”. Lo dichiara il deputato del PD Luciano d’Alfonso a margine della seduta di bilancio, primo firmatario emendamento bocciato in commissione che abbassava l’Iva dal 22 al 10% per le prestazioni medico veterinarie.
“Con la bocciatura dell’emendamento alla Legge di Bilancio sulla riduzione dell’Iva sulle prestazioni medico veterinarie, la maggioranza decide di voltare le spalle a quel 30% di italiani che possiede un animale da compagnia e alle migliaia di aziende agricole di allevamento. Si tratta di un grave errore. L’emendamento presentato dal Partito Democratico puntava a ridurre l’aliquota Iva dal 22 al 10%, proprio per dare una risposta positiva alle richieste più volte espresse da cittadini e medici veterinari per il carico fiscale ingiusto ed eccessivo. Parliamo di prestazioni di natura sanitaria, con una diretta ripercussione sulla sanità pubblica, oltre che sugli animali, e quindi da considerare di stretto interesse pubblico che meritava se non l’esenzione, almeno la riduzione di un'Iva del tutto ingiustificata”.
Così il deputato democratico della commissione Bilancio della Camera, Silvio Lai.
“Condividiamo la soddisfazione del Ministro Salvini per l’intesa preliminare tra imprese e sindacati per il rinnovo dei contratti degli autoferrovieri siglata nella notte al Mit. Ma come sa benissimo anche lui per perfezionarlo non basta un comunicato è indispensabile potenziare il fondo nazionale trasporti. Si può fare subito, partiamo dagli emendamenti che abbiamo presentato alla Manovra” così il vicepresidente della commissione trasporti della camera, il deputato democratico, Andrea Casu primo firmatario dell’emendamento dem in manovra che chiede più fondi per il trasporto pubblico locale che sottolinea “finché non ci saranno i fondi, c’è poco da esultare”.
"Presentano progetti di riqualificazione e recupero dei centri storici, inviano a CasaItalia, dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, migliaia di progetti, 1179 dei quali, a fronte di attente valutazioni, sono considerati ammissibili e finanziabili eppure dal 2 agosto al Ministero dell’Interno si sono dimenticati di loro e le procedure di assegnazione non vanno avanti. Si tratta di migliaia di piccoli comuni che hanno partecipato ad un apposito Bando conseguenza di precise disposizioni normative eppure non stanno arrivando ai Comuni assegnatari dei contributi le comunicazioni ufficiali con le relative indicazioni e tempistiche di erogazione". Così si legge nell'interrogazione dal deputato dem Silvio Lai presentata al ministro dell’Interno per sapere se vi è consapevolezza del ritardo accumulato e se si intenda procedere con assoluta celerità per chiudere i procedimenti avviati. "I piccoli comuni hanno bisogno di avere certezze sulle loro disponibilità finanziare per programmare la loro attività in particolare nel periodo che precede una nuova annualità amministrativa. Sarebbe davvero disdicevole accumulare ulteriore ritardo e il ministro Piantedosi ne dovrà rispondere. Se mancassero le risorse la manovra di bilancio è la sede giusta per dare copertura ai progetti ammissibili, se invece si tratta di un ritardo burocratico, questo non sarebbe una novità in un Governo", conclude Lai.
"Quello che arriva oggi in quest’Aula è un provvedimento contenente davvero disposizioni eterogenee e poco organiche tra loro, mescolando tematiche in materia di lavoro, università, istruzione, senza una visione strutturale e di sistema.
In questo decreto per esempio a proposito dei progetti di internazionalizzazione degli Its Academy si fa cassa utilizzando risorse che dovrebbero servire per altro e, in particolare, per una finalità fondamentale come quella della divulgazione della cultura della sicurezza e della salute sul lavoro. Per non parlare dell'ennesimo intervento correttivo d’urgenza per la realizzazione degli obiettivi relativi ai posti letti per gli studenti universitari entro giugno 2026. L’ennesima norma tampone che deve affrontare la grave carenza di posti letto pubblici e di alloggi a prezzi accessibili per studenti universitari. Non sono sufficienti interventi parziali o finanziamenti limitati una tantum, per risolvere la crisi abitativa servono interventi seri e strutturali che aiutino a creare un sistema universitario più equo, accessibile e inclusivo.
Questo purtroppo è l’ennesimo decreto del Governo Meloni temporaneo e senza prospettive". Lo ha detto in Aula Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura di Montecitorio, intervenendo in discussione generale sul dl Pnrr lavoro, università, ricerca e istruzione.
“Un decreto che investe davvero poche risorse in istruzione e ricerca, come del resto fa la stessa manovra di bilancio - ha aggiunto Manzi - con i tagli al personale scolastico o al Fondo di finanziamento ordinario delle università.
I prossimi giorni saranno molto importanti per avviare una discussione seria all’interno della Commissione bilancio su questi ed altri temi, ci auguriamo che la maggioranza sia disponibile a farla insieme a noi. Altrimenti non è all’opposizione che avrete fatto un torto, ma al Paese e al suo futuro”.
“L’ex ministro Fitto continua a raccontarsi una verità parallela alla realtà. Dopo mesi, insiste nel dire che l’elevato numero di richieste per il credito di imposta Zes Unica sia un grande successo suo e del governo. Eppure tutti, imprenditori in primis, la vedono all’opposto: la Zes unica è stato un inganno in piena regola che ha comportato soltanto l’abbassamento vertiginoso del credito dal 60% promesso a percentuali irrisorie, inferiori addirittura al 20%. Fitto prima o poi capirà che il successo di una politica pubblica non si misura sulla grandezza di ciò che prometti, ma sull’effettiva capacità di mantenere la promessa che hai fatto. In questo senso, la sua Zes è un fallimento da ogni punto di vista”.
Così Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera.
“Sulla necessità di interventi strutturali - aggiunge - ci basterebbe sottolineare che sotto la sua gestione è stato definanziato l’80% del fondo infrastrutturale perequativo, è cessata ‘decontribuzione Sud’ e con questa manovra sono stati tolti 5,3 miliardi di euro al Mezzogiorno per il prossimo triennio. Dal 1° gennaio sulle imprese meridionali graveranno tutti i costi derivanti dalla mancata proroga dell’esonero contributivo. Ma noi abbiamo fiducia che dall’alto del suo ruolo europeo si adoperi giorno e notte per uno strumento concreto che blocchi almeno l’aumento del costo del lavoro nel Mezzogiorno a partire dal prossimo anno. Continueremo a vigilare - conclude - sugli impegni che ha preso”.
“Consiglio dei ministri e vertice di maggioranza non hanno sciolto i nodi del confronto al loro interno, se non per confermare le strategie che accontentano i soliti noti di questo Paese. Il problema dei 21 mesi di calo ininterrotto della produzione industriale resta purtroppo solo sullo sfondo. Ogni giorno registriamo nuove crisi aziendali e nuovi posti di lavoro a rischio, ma nella legge di bilancio presentata dalla destra non c’è alcuno strumento per invertire la rotta”.
Così il capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera, Ubaldo Pagano.
“A poche ore dal voto in Commissione Bilancio degli emendamenti è necessario un cambio di passo da parte del governo sulla manovra economica. Alle promesse elettorali devono seguire fatti concreti e soprattutto, l'esecutivo deve garantire efficienza e sicurezza nel settore dei trasporti, garantendo le giuste risorse per evitare la crisi di un comparto già in grande difficoltà. Mi riferisco in particolare al caro voli e alla continuità territoriale dove non è stato investito neanche un euro a fronte del costo fino a 800€ per il volo Milano-Catania. Per non parlare poi del trasporto su rotaia dove da questa estate ogni giorno è nero: i treni arrivano e partono con ore di ritardo se non vengono cancellati all'improvviso. Ma a calmierare i prezzi ecco che arrivano i due treni 'Sicilia Express' per le vacanze: peccato che per arrivare da Torino a Messina servano 'solo' 16 ore e 40 minuti. Insomma, una manovra invisibile”. Così il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera e segretario regionale siciliano.
Bocciato emendamento Pd alla Manovra
“Il governo continua con scelte discriminatorie che fanno cassa sui diritti dei lavoratori stranieri. È stato ingiustamente bocciato il nostro emendamento che avrebbe eliminato una norma discriminatoria nei confronti dei contribuenti extracomunitari”. Così la deputata democratica Matia Cecilia Guerra commenta la bocciatura del suo emendamento alla manovra da parte della Commissione Bilancio della Camera.
“La disposizione proposta dal Governo esclude ingiustamente dalle detrazioni per familiari a carico i lavoratori stranieri i cui familiari risiedono all’estero, una misura che appare in contrasto con il diritto dell’Unione Europea. Ricordiamo che i titolari di permesso di lungo periodo e di permesso unico lavoro hanno diritto a un trattamento paritario rispetto ai cittadini italiani per quanto riguarda le agevolazioni fiscali.
Una simile esclusione genera disuguaglianze in palese contrasto con i principi di equità e giustizia sanciti dal quadro normativo europeo e nazionale”.
“Pare che anche la maggioranza stia ripensando a tornare indietro su alcune delle misure sbagliate della sua legge di bilancio, cosi come da subito abbiamo chiesto con gli emendamenti del Partito Democratico. Penso all'abolizione del blocco parziale del turn over per gli enti locali, al rifinanziamento del fondo affitti azzerato dalle due precedenti manovre, allo stop a un ampliamento ingiustificato della web tax a piccoli operatori che gia pagano l'imposta sui redditi. Bene, ma ci sarebbe piaciuto discuterne insieme gia oggi in commissione.
Niente invece ancora sulle proposte finalizzate a fronteggiare le gravi crisi industriali che attanagliano il paese o a stabilire infine un salario minimo legale che metta uno stop alla corsa al ribasso dei salari.
Temi che non sembrano appassionare questa maggioranza quanto la battaglia per intestarsi questa o quella riduzione, temporanea, di imposta per questa o quella categoria di fortunati contribuenti. Questione di priorità”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, deputata Pd e responsabile nazionale Lavoro.
“Un’alluvione ti porta via la casa o l’azienda su cui hai investito tutta la vita? Il Governo non ti dà un euro. Non paghi le tasse o non rispetti la legge, per di più mettendo in pericolo la salute del prossimo? Il Governo ti premia. La decisione di cancellare le multe ai No-Vax è l’ennesima pagina di vergogna scritta da Giorgia Meloni. Spiegate ai medici e agli infermieri questa indegna cambiale elettorale sulla loro pelle. Spiegate a chi la legge l’ha rispettata che è un fesso. Spiegate a chi, a causa del Covid, ha perso un proprio padre, madre, figlio, amico, parente che è stato tutto uno scherzo.
Avete creato un precedente devastante per la credibilità dello Stato. E se dovesse riaccadere, perché può riaccadere, tra negazionisti e regali ai No-Vax quale risposta dovremmo aspettarci per contenere un virus? Aprire nuovi cimiteri?
Vergognatevi” così sui social il responsabile nazionale welfare del Pd, il deputato democratico, Marco Furfaro.
“Alleluia, il governo e la maggioranza di destra riconoscono l’errore commesso e annunciano, come dal Pd chiesto da tempo, il rifinanziamento della Zes unica Sud e della Zes agricola. Ora li aspetteremo al varco”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, dopo la notizia diffusa da Fratelli d’Italia sull’accordo raggiunto con il governo sulle integrazioni alla manovra finanziaria sulla Zes unica e sulla parte agricola ivi ricompresa.
“Da tempo - aggiunge - ci eravamo fatti interpreti di questa esigenza tanto che sul tema abbiamo attivato specifiche iniziative parlamentari, dal sindacato ispettivo alle proposte emendative. L’ultima è sulla manovra finanziaria, attualmente in discussione, con un emendamento che non solo interviene sul 2024, per riparare al pasticcio commesso dal ministro Lollobrigida sui tempi di attuazione della misura prevista lo scorso anno, ma che prevede anche per il 2025 le agevolazioni economiche con un importo superiore al precedente. Ora vedremo come la maggioranza vorrà procedere in Parlamento. Basterebbe votare l’emendamento del Gruppo Pd che peraltro abbiamo inserito tra gli emendamenti segnalati. Sarebbe grave - conclude - che agli annunci fatti non seguano gli atti conseguenti”.