“Il Pd è accanto accanto ai lavoratori del comparto trasporti oggi in sciopero. Comprendiamo le loro rivendicazioni loro la cui responsabilità va ricondotta a Matteo Salvini, un ministro inadeguato, incapace a dare risposte e strategie di miglioramento al sistema del trasporto pubblico locale”. Così Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
“Salvini se la prende con i lavoratori per mascherare la sua totale inadempienza ad affrontare i problemi e a migliorare i servizi. Ma le richieste dei lavoratori sono giuste e lo dimostrano anche i numeri della manovra di bilancio dove il governo ha stanziato solo 120 milioni per il 2025, quando ne servirebbero almeno 1,7 miliardi per sostenere servizi, lavoratori e comuni”, conclude Ghio.
“Un tavolo istituzionale presso il Ministero della Protezione civile per monitorare e risolvere la crisi idrica della Sicilia”: è quanto chiede la deputata Pd in Commissione Agricoltura Maria Stefania Marino presentando un apposito emendamento alla Legge di Bilancio 2025 attualmente in discussione a Montecitorio.
“E’ ormai evidente, come testimoniato anche dai recenti dati Ispra, che la Sicilia sia il territorio maggiormente colpito dalla siccità nel nostro paese con gravissime ripercussioni che riguardano da mesi i bisogni essenziali della popolazione e l’attività delle imprese. E’ quindi necessaria un'attenzione particolare, di concerto con la Regione ed il Commissario straordinario di Governo, per programmare ed effettuare tempestivamente interventi efficaci. Mi auguro che questo emendamento venga appoggiato anche dai deputati di maggioranza del territorio”: conclude Maria Stefania Marino.
“Se oggi il trasporto è bloccato dallo sciopero generale e migliaia di cittadini ne pagano le conseguenze, qualcuno dovrebbe assumersi le vere responsabilità. Mi riferisco a Matteo Salvini che in questa legislatura ha fatto di tutto, tranne che il ministro dei Trasporti”. Lo dice Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera.
“Per lui – continua il deputato dem - le cose vanno sempre bene o, quanto è costretto ad ammettere errori, è sempre colpa di qualcun altro. Ma i numeri parlano chiaro: l'intero comparto trasporti è al collasso per inerzia, mancanza di risorse e assenza di investimenti”. “Nella manovra economica non c'è un solo euro a disposizione per risolvere i problemi ma sono sicuro che Salvini troverà un nuovo capro espiatorio”, conclude Barbagallo.
“Meloni attacca la cosiddetta ‘sinistra al caviale’ dicendo che il suo Governo garantisce molto di più i diritti sindacali rispetto al passato. Non so di quale caviale parli, forse di quello che evidentemente mangia insieme al suo amico plurimiliardario Elon Musk che, come è noto, il sindacato nelle sue fabbriche non lo fa nemmeno entrare. Spero non sia questo il modello a cui si ispira la Presidente del Consiglio quando sceglie ad esempio di convocare i sindacati a manovra abbondantemente chiusa”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“L’ottimismo di Giorgetti si basa su coperture poco solide. Il ministro fa orecchie da mercante e non risponde all’allarme di Bankitalia, Ufficio di bilancio, Cnel e Istat che hanno detto che i numeri della manovra sono fragili e che potremmo avere seri problemi di tenuta nel corso dell’anno” così il capogruppo democratico in commissione bilancio alla camera, Ubaldo Pagano, che ha contestato, punto su punto, al ministro gli effetti dei tagli in particolare quelli che colpiscono profondamente la sanità, il mezzogiorno, le imprese, l’università e i servizi pubblici locali, a partire dai trasporti. L’impianto non regge – conclude Pagano - ed è molto alto il rischio che serviranno interventi correttivi nel corso dell’anno”.
Il ministro Giorgetti nell’audizione di oggi non ha speso una sola parola sulla giustizia, confermandoci in questo modo il preoccupante taglio di 500 milioni per i prossimi tre anni previsto dalla manovra, che abbiamo denunciato fin da subito. I numeri nudi e crudi ci spiegano quanto il governo Meloni ritenga assai poco strategico un settore che è invece cruciale per la crescita del Paese, per la tutela dei diritti dei cittadini e per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr. Il governo è ossessionato da bandiere ideologiche come per la separazione delle carriere dei giudici e dimentica di occuparsi delle esigenze di buon funzionamento che stanno a cuore ai cittadini.
Così Federico Gianassi, capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera.
Nessuna risposta da Giorgetti su 8 miliardi tagliati
“Ho chiesto al ministro Giorgetti una spiegazione sull’approccio punitivo del governo verso gli enti locali e se è a conoscenza delle conseguenze che i nuovi tagli previsti in Legge di bilancio avranno sui Comuni e sulla loro capacità di garantire i servizi essenziali per i cittadini. Dal Ministro non è arrivata nessuna risposta nel merito.
Lo ha dichiarato la deputata Silvia Roggiani (PD), a margine dell’audizione in Commissione Bilancio del Ministro dell’Economia sulla Legge di bilancio.
“Dopo i sacrifici già imposti ai Comuni nella scorsa manovra - ha aggiunto Roggiani – la destra colpisce con nuovi tagli che colpiscono duramente gli amministratori locali: oltre 8 miliardi di tagli sugli investimenti, il turnover limitato al 75%, la drastica riduzione del fondo per i Comuni sotto i mille abitanti, che viene ridotto da 140 milioni a soli 500 mila euro. Il Fondo per l’assistenza ai minori di 100 milioni, misura positiva in linea di principio, che è totalmente insufficiente per rispondere alla reale domanda di assistenza dal momento che solo a Milano si spendono 40 milioni per garantire i servizi ai minori. Altro fatto gravissimo sono i tagli al Trasporto Pubblico Locale che andranno a colpire accordi di programma già fatti, come ad esempio in Lombardia il prolungamento della metropolitana fino a Monza o la metro ‘leggera’ di Brescia, riducendo drasticamente gli importi stanziati in precedenza. Come Partito Democratico chiediamo un deciso cambio di rotta che consenta alle amministrazioni locali di sostenere concretamente i territori e le comunità”.
“L’audizione del ministro Giorgetti purtroppo ci conferma che questa Legge di bilancio è senza visione ed inadeguata a dare una prospettiva futura al Paese. Nonostante i drammatici eventi che hanno sconvolto l’Italia e non solo, l’ambiente resta ancora questo sconosciuto. Anzi, rispetto alle tematiche ambientali si torna indietro di decenni. Non troviamo alcuna risorsa per contrastare il dissesto idrogeologico o interventi per affrontare gli effetti nefasti dei cambiamenti climatici. Ad esempio, a fronte della richiesta da parte del ministro dell’Ambiente di una dotazione di 2,5 miliardi di euro per l’attuazione dei programmi triennali delle Autorità di Bacino, in aggiunta alle risorse della nuova programmazione degli Fsc e alle dotazioni già iscritte in bilancio, si registrano solo tagli lineari agli stanziamenti già esistenti. Meno risorse su mitigazione del rischio idrogeologico e sulle spese delle Autorità di bacino; sui contributi alle regioni e ai comuni per la messa in sicurezza del territorio e degli edifici. Tagli indiscriminati proprio sulla prevenzione del dissesto idrogeologico, in un territorio sempre più fragile e interessato da continue emergenze, ed anche sulle agevolazioni ordinarie per le ristrutturazioni e l’efficienza energetica delle abitazioni. Scelta sbagliata perché penalizzerà anche tantissime piccole imprese del settore dell’edilizia ed un errore strategico anche in vista dell’attuazione della direttiva europea ‘Case green’”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.
Orfini: per ora solo annunci e norme pasticciate che affossano industria audiovisiva e abbandonando lavoratori della cultura
"Come può il ministro Giuli affermare di voler proseguire in continuità con l’azione condotta dal suo predecessore, quando il bilancio di quella gestione è drammaticamente negativo e ha compromesso la credibilità del Ministero della Cultura in Italia e all'estero?" ha dichiarato Matteo Orfini, a nome del gruppo PD alla Camera, durante l’audizione del ministro Giuli sulle linee programmatiche del MiC.
"Purtroppo, agli annunci e alle buone intenzioni del ministro non seguono fatti concreti," ha proseguito Orfini, elencando le numerose "promesse mancate" e criticando "l’accettazione passiva, senza lottare, dei drammatici tagli alla cultura previsti dalla legge di bilancio". Orfini ha evidenziato che, per il terzo anno consecutivo, il bilancio del MiC subisce “tagli feroci e include norme sciatte e inadeguate, come quella sul tax credit cinema, che non solo taglia, ma introduce l'ingresso dello Stato nella catena dei diritti delle società di produzione cinematografica. "Una norma 'sovietica', del tutto inapplicabile, che sembra mirata unicamente a colpire l’industria cinematografica, già colpita pesantemente dal governo con effetti drammatici sulle piccole produzioni indipendenti e sull’occupazione nel settore che è in stallo" ha denunciato Orfini.
"Incomprensibile," ha aggiunto il deputato democratico, "è anche la decisione del Ministero di non finanziare, per il terzo anno consecutivo, l’indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo, una tutela essenziale la cui attuazione andrebbe accelerata non certo rinviata di anno in anno come sta facendo il governo".
Orfini ha infine esortato il ministro Giuli a “intervenire per superare la desertificazione delle infrastrutture culturali in Italia, proponendo investimenti mirati in biblioteche, librerie e teatri e misure di sostegno alla domanda culturale. Per ora solo annunci e norme pasticciate – conclude Orfini sottolineando come “l’esame della manovra di bilancio sarà il vero banco di prova per verificare l’azione del ministro Giuli, che anche oggi ha promesso cambiamenti nel corso dell’esame" ha concluso Orfini.
“Il ministro Giorgetti conferma la mancanza di visione a lungo termine di questo governo, proponendo nella manovra misure temporanee e parziali che non affrontano alla base i problemi economici italiani. L’estensione della tassazione, come la web tax, che andrà a colpire le piccole e medie imprese e la mancanza di investimenti in settori chiave come la digitalizzazione, sono il segno della miopia di questo governo. La manovra manca di politica industriale e non stanzia risorse per migliorare l’accesso al credito delle Pmi. Le uniche agevolazioni riguardano coloro che hanno interesse a dichiarare meno, per pagare meno imposte, concedendo, con il concordato preventivo biennale, la possibilità di concordare il reddito da dichiarare con il rischio di generare le cosiddette frodi carosello perché una volta pattuito il fatturato c’è il rischio che si incentivi la fatturazione ‘per altri’”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, commentando le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione oggi sulla manovra di fronte alle commissioni Bilancio congiunte.
“Questa legge di Bilancio – ha concluso Merola - è l’ennesima occasione sprecata per il rilancio del Paese e per rendere l’Italia più competitiva, giusta e preparata per le sfide future. Una legge di Bilancio che durante le audizioni in commissione ha dimostrato tutta la sua fragilità con i numeri che non tengono perché sono solo frutto della propaganda del governo e non della realtà”.
“Nella relazione ci saremmo aspettati delle risposte alle tante domande che sono arrivate dalle audizioni fatte in questi giorni. Domande e dubbi non posti da noi, i brutti e cattivi dell’opposizione, ma da soggetti istituzionali, dalla Banca d'Italia, dall’Ufficio parlamentare di bilancio. Oggi ha detto che nel quarto trimestre le cose andranno meglio rispetto al terzo trimestre, dove invece si è registrata una sostanziale stagnazione. Noi vogliamo che questa dichiarazione sia pregna di fiducia. Tuttavia, all'interno di questa Legge di Bilancio scontate l'incremento delle entrate dirette e indirette facendo in modo che queste siano di fatto strutturali, ma sia Banca d'Italia che l’Ufficio parlamentare di bilancio sostengono che queste coperture sono, per usare un eufemismo, piuttosto fragili, si sbagliano? Sul Mezzogiorno e le imprese del Sud, effettuate tagli rispetto alle dotazioni precedenti importantissimi, un saldo negativo di circa 9 miliardi nel triennio. Ritiene che questi tagli aiuteranno una parte del Paese che aveva mostrato segni di vitalità, trainando la crescita degli ultimi 5 anni?”. Così il deputato dem Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio, replicando al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sulla manovra di fronte alle commissioni Bilancio congiunte.
“Tagliate – ha concluso Pagano - sulla formazione universitaria, su 22 mila contratti di ricerca solo 2000 potranno essere stabilizzate. Che facciamo di questo capitale umano altamente formato lo regaliamo all'estero? E tagliate sul trasporto pubblico locale, mettendo solo 120 milioni di euro su una stima di tutti i soggetti auditi di 1,7-1,8 miliardi. Voi pensate di poter garantire il diritto costituzionale alla mobilità, mettendo meno del 10 per cento rispetto al fabbisogno?”.
Dichiarazione di Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Unione Europea
“Il ministro dell’Economia Giorgetti, audito stamane in Parlamento, ha purtroppo confermato le negative e preoccupanti valutazioni che come Partito Democratico abbiamo fatto immediatamente dopo la presentazione della nuova legge di Bilancio. Vengono drammaticamente confermati i tagli, in particolare a settori vitali per lo sviluppo e la crescita del sistema paese e per il sostegno alle famiglie. Tagli che penalizzeranno pesantemente la sanità pubblica, il Mezzogiorno, i nostri Comuni. E sarà inevitabile che tali scelte impattino negativamente sui servizi ai cittadini. Peraltro, ci troviamo di fronte a una serie davvero significativa di menzogne a partire dalle coperture della legge di Bilancio stessa, che sia la Banca d’Italia, sia l’Ufficio parlamentare di Bilancio hanno giudicato molto fragili. Dobbiamo infine registrare che tutte le audizioni in commissione Bilancio hanno sin qui smontato i numeri della propaganda del governo. Insomma, un manovra senza respiro, che mette le mani nelle tasche degli italiani e peggiora la qualità di vita nel Paese. Il tutto per le risorse limitate a causa dei parametri del nuovo Patto di Stabilità negoziato dal Governo e della crescita ridotta a zero anche e soprattutto per il rallentamento nell'attuazione del Pnrr che la destra ha colpevolmente insabbiato".
“La Lega di cui Giorgetti è vicesegretario ha tradito tutte le promesse della campagna elettorale. Va detto con molta nettezza, anche alla luce delle parole pronunciate dal ministro dell’economia in audizione oggi alla Camera. Dovevano abolire la Fornero, invece allungano l’età pensionabile fino a 70 anni nel pubblico impiego, che in fondo è la vera vittima di questa manovra. Si taglia la sanità pubblica, si reintroduce il blocco del turn over nei comuni, si nega ai lavoratori statali il recupero pieno del potere d’acquisto perduto, addirittura favorendo la firma separata nel contratto del pubblico impiego, si concedono 3 centesimi al giorno in più sulle pensioni minime: un capolavoro di macelleria sociale. Questa è l’unica verità cruda e nuda di questa Legge di Bilancio. Giorgetti sicuramente lo sa, a breve cominceranno ad accorgersene anche gli elettori”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, commentando le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sulla manovra di fronte alle commissioni Bilancio congiunte.
“È un governo sordo quello che porta avanti la manovra economica perché non sente le richieste di aiuto del comparto trasporti che domani è costretto a scioperare creando criticità per tutti i cittadini. La legge di bilancio vede i trasporti solo come un peso da tagliare e non prevede alcun finanziamento o investimento”. Così il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione trasporti.
“Che dire poi dell'abbandono del trasporto elettrico – continua il parlamentare - dove il governo non ha previsto nessun incentivo e continua ad essere assente sulla realizzazione delle 31mila colonnine approvate e finanziate dal Pd nella precedente legislatura? Che sia ecologica o digitale, l'esecutivo è allergico alla parola 'transizione' e preferisce vivere alla giornata piuttosto che guardare ad un futuro sostenibile”. “Di ideologia e propaganda non si può campare a lungo: i problemi restano, anzi aumentano”, conclude Barbagallo.
“È una manovra punitiva verso tutto il settore dell’istruzione e della cultura. Tagli inaccettabili agli organici della scuola, oltre 7 mila posti tra docenti e personale tecnico amministrativo, che andranno a creare problemi al funzionamento dell’assetto scolastico. Tagli ai fondi per affrontare la dispersione scolastica e stretta sul turn over anche per quel che riguarda le Università, che si aggiunge alle pesanti misure che hanno riguardato il Fondo di finanziamento ordinario alle Università. Sulla cultura siamo di fronte a mezzo miliardo di danni in tre anni e all’assenza di misure per settori importanti come quello editoriale. Una manovra che disinveste sul futuro del Paese”. Lo ha detto Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Scuola e Cultura di Montecitorio a margine dell’audizione del Ministro Giorgetti.