13/06/2024 - 17:13

"Inneggiare alla X Mas è un gestaccio? è peggio cantare Bella Ciao". Non sono le parole di un ubriaco, ma le vergognose dichiarazioni di Andrea Crippa, vice segretario della Lega. Caro Crippa, ti rinfresco la memoria. Oggi sai che giorno è? è il 13 giugno. E sai cosa accadeva il 13 giugno di 80 anni fa nella mia terra? A Forno, frazione di Massa, in Toscana? Rastrellamenti, torture, furono uccise 68 persone, quasi tutti civili, anche una donna e un bambino. Tra le vittime del massacro vi era anche il comandante dei Carabinieri Ciro Siciliano, che invano aveva cercato di salvare i civili. Cinquantuno civili furono poi mandati nei campi di concentramento in Germania. E sai chi ammazzarono senza pietà quelle donne, quei bambini, quelle vittime innocenti? I nazisti e i loro lacché: i fascisti della X Mas. Non chi cantava bella ciao ma quelli che piacciono a te, a Salvini, a Vannacci, tradirono l'Italia e ammazzarono senza pietà. Questa è la nostra storia. E non permetteremo a nessuno di infangarla, tanto meno a questi fascisti di ritorno. Fattene una ragione, Crippa. E sempre bella, ciao. Viva l'Italia Antifascista". Così Marco Furfaro, deputato e segreteria nazionale PD, risponde alle parole di Crippa, vice segretario della Lega, in un video postato dai canali social del partito.

13/06/2024 - 11:07

“Ho un'inquietudine profonda perché a mia memoria non si era mai venuti alle mani al centro dell'emiciclo di Montecitorio. Ieri si è andato oltre la normale dialettica parlamentare. Nelle tante ricostruzioni ho sentito la parola rissa ma non l'ho letta nella ricostruzione verbale della presidenza dove si parla solo di disordini. Non sono disordini, siamo difronte a un'aggressione preordinata e premeditata”. Lo ha detto il deputato dem Arturo Scotto intervenendo il Aula di Montecitorio per contestare il quanto scritto nel verbale della seduta di ieri durante la discussione sull'autonomia differenziata.

“Ieri il deputato Donno è andato dal ministro Calderoli per porgergli la bandiera italiana. Ministro Calderoli perché ha paura del tricolore sul quale lei ha giurato?”, ha concluso Scotto.

11/06/2024 - 11:56

“Enrico Berlinguer ha lasciato un segno profondo nella storia democratica del nostro Paese e il suo ricordo vive ancora oggi nella memoria collettiva, a quaranta anni di distanza dalla sua morte, anche tra coloro che per ragioni di età non hanno avuto modo di conoscerlo in vita. E’ questo un fatto straordinario che dà ancora più lustro alla figura di un grande personaggio politico così vicino alle ragioni e alle aspettative di quella parte di popolo in continua ricerca di riscatto sociale e della dignità spesso negata”.

Lo dichiara il deputato Pd, Silvio Lai, che questa mattina, nel giorno dell’anniversario della morte di Berlinguer, ha partecipato a Sassari alla cerimonia di deposizione di una corona in corrispondenza della casa natale del leader in viale Dante.

“Per noi sardi - aggiunge - vi sono molti motivi in più per ricordarlo a cominciare dal fatto che la Sardegna è stata per tutta la vita, anche a distanza, la terra di Enrico Berlinguer. Un legame forte, valoriale che si riscontrava anche nel suo profilo personale: sobrio, privo di fronzoli e al tempo stesso rigoroso nei comportamenti che addolciva con un sorriso accogliente in grado di non far mai pesare ruoli e funzioni. Rimarrà per sempre il suo esempio - conclude - perché ci ha consegnata una idea nobile della politica lontana dagli interessi personali e dalle convenienze, capace però di guardare sempre agli interessi collettivi, con coraggio e determinazione”.

 

30/05/2024 - 14:56

"Cento anni fa, Giacomo Matteotti, deputato antifascista e segretario del Partito Socialista Unitario, pronunciava il suo ultimo discorso alla Camera.
Un discorso che fu una denuncia delle violenze fasciste perpetrate durante le elezioni che lui chiedeva venissero annullate.
Fu la stessa violenza fascista ad ucciderlo pochi giorni dopo, il 10 giugno 1924, come lui stesso aveva previsto.
Mussolini in persona ne rivendicò l'omicidio, manifestando, una volta per tutte, la natura del suo regime dittatoriale in cui nessuna opposizione, nessuna critica, nessuna libertà sarebbero state più possibile.
Matteotti rimane un simbolo della lotta contro il fascismo la cui memoria va preservata e tramandata ai più giovani perché non diano mai per scontate le libertà e i diritti su cui si fonda la Repubblica, conquistati dalla lotta antifascista". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

30/05/2024 - 13:35

Cento anni fa il discorso in Parlamento di Matteotti di denuncia delle violenze e dei brogli fascisti. Per la fermezza della sua opposizione fu assassinato dagli squadristi di Mussolini. Da oggi un seggio in Aula a perenne memoria del suo sacrificio e del suo esempio.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

30/05/2024 - 11:52

“Cento anni fa, Giacomo Matteotti denunciava alla Camera le violenze e i brogli commessi dal partito fascista per vincere le elezioni. Questo atto di coraggio, compiuto con determinazione e grande senso di giustizia, gli costerà la vita. L'Italia ha conosciuto il prezzo della libertà e della democrazia, conquistate attraverso il sacrificio di uomini come Matteotti. Il suo esempio ci ricorda l'importanza di vigilare continuamente per proteggere i valori democratici e i diritti civili. La memoria di Giacomo Matteotti ci ispiri a costruire una società più giusta e libera, in cui i valori democratici siano sempre rispettati e tutelati”: è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani, a margine della Giornata celebrativa per i cento anni della morte di Giacomo Matteotti svolta oggi, giovedì 30 maggio, nell’Aula di Montecitorio.

 

28/05/2024 - 15:25

“Le assenze spesso valgono più di tante parole, come il vuoto di oggi nei banchi del governo alla Camera per la commemorazione per il 50° anniversario della strage di piazza della Loggia a Brescia. Un comportamento inaccettabile e un oltraggio alla memoria delle vittime innocenti e alle loro famiglie. Il governo si scusi.”

Lo scrive in una nota il deputato democratico, Federico Fornaro, dell’ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera.

23/05/2024 - 10:38

Impegno civile, studio e intelligenza. L’eredità di Falcone è anche un metodo nuovo per combattere la mafia. Un insegnamento che è rimasto. E non il solo. Alla sua memoria, a quella della moglie e degli uomini della scorta dedichiamo oggi pensieri e lavoro politico.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

16/05/2024 - 12:48

Da governo giravolta imbarazzante. Ora rispettino promesse

“Siamo felici che grazie alla mobilitazione locale, a cui abbiamo voluto dare voce con la nostra interrogazione, e all’invito del presidente della Repubblica, finalmente gli archivi del processo Vajont potranno rimanere nel territorio dove quella tragedia è avvenuta e dove i suoi segni rimangono indelebili nella memoria delle persone. La smentita raffazzonata del sottosegretario Mazzi alle sue stesse dichiarazioni in Aula di poche ore prima è già di per sé un fatto così imbarazzante che non merita molti commenti, se non quello che di fronte a questioni così delicate una maggiore attenzione da parte di chi ricopre incarichi di governo sarebbe necessaria”.Così Rachele Scarpa, deputata Pd della provincia di Belluno.

“Siamo molto contenti - aggiunge Alessandro Del Bianco, segretario provinciale Pd Belluno - che l’interrogazione e la conseguente negativa risposta del governo abbia sortito nel territorio un immediato riscontro e che, dopo la nostra iniziativa, si siano alzate forti le voci di istituzioni locali e associazioni legate al disastro del Vajont. Felici perché, insieme, abbiamo fatto fare un dietrofront al governo che oggi non solo si rimangia le parole, ma promette di fare restare le carte del processo del Vajont a Belluno. Il processo del Vajont non è solo immagine, non è solo documento da poter digitalizzare. È materia viva, è monito perenne e visibile quanto il territorio e le comunità che lo gestisce. Ora - conclude - continueremo a controllare e pungolare il governo affinché le promesse diventino realtà”.

14/05/2024 - 17:15

"Joyce Lussu Salvadori è stata una protagonista della storia del '900: partigiana antifascista, femminista, poetessa, scrittrice, ecologista, attivista a sostegno dei movimenti di liberazione in molte parti del mondo e medaglia d'argento al valor militare. Nonostante i vari tentativi della famiglia di trovare un interlocutore istituzionale che possa fare della casa dove Joyce visse un centro aperto e vivo che consenta di preservare e perpetuare la sua memoria e il suo operato, la dimora nel Comune di Fermo è in vendita. Quella casa è stata a lungo cenacolo culturale e politico, simbolo del grande impegno di Joyce Lussu e della capacità di aggregare persone ed idee, luogo di incontro e dibattito, e anche oggi, a distanza di 25 anni dalla sua scomparsa, ha un grande valore che andrebbe preservato attraverso un'azione pubblica. Per queste ragioni abbiamo chiesto al Ministro della Cultura, in azione congiunta con la Regione Marche e il Comune di Fermo, di acquistare Casa Lussu, preservandone la finalità pubblica, favorendo un'azione di valorizzazione e conservazione della memoria di Joyce Lussu". Questo è il testo del question time in Commissione Cultura presentato dal gruppo Pd della Camera a prima firma Irene Manzi, al sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi.
“La risposta interlocutoria del sottosegretario con cui 'il ministero si riserva di procedere a ulteriori accertamenti circa l'acquisto' della casa - ha aggiunto Manzi - apre uno spiraglio significativo che ci motiva a proseguire nell’impegno per il coinvolgimento di tutte le istituzioni locali coinvolte. Creare una casa museo legata alla figura di Joyce Lussu Salvadori è doverosa per l'importanza del patrimonio culturale di Joyce per il nostro Paese. Nei mesi scorsi la petizione promossa dal centro studi Joyce Lussu per favorire la tutela di casa Lussu ha raccolto più di 20 mila firme e si lega all’approvazione da parte del Comune di Fermo della mozione che impegna l’amministrazione locale nella tutela di quella dimora. Si tratta di elementi importanti che il Ministero e la Regione Marche non possono ignorare”.

14/05/2024 - 14:17
È arrivata oggi la risposta del Ministero della Cultura all’interrogazione presentata dai deputati Scarpa e Fassino, in cui si chiedeva di rendere definitivo il trasferimento del fondo di archivio processuale del disastro del Vajont presso la sede dell’Archivio di Belluno. Il Ministero ha risposto che, una volta finita la digitalizzazione, gli archivi processuali torneranno all’Aquila, mentre a Belluno rimarrà copia digitale. Una risposta del tutto insoddisfacente per il Partito Democratico. 

Rachele Scarpa, deputata per la provincia di Belluno, ha replicato in aula che non può ritenersi soddisfatta della risposta: “La risposta del ministero è una chiusura senza senso. Il prezioso lavoro di digitalizzazione dell’archivio non può essere ragione di sottrazione della documentazione fisica dal luogo dove è avvenuta la tragedia. Come ha sottolineato il Presidente della Repubblica l’anno scorso alla cerimonia per il sessantesimo anno dal disastro, l’enorme valore di quei documenti per la popolazione locale rende “opportuno, se non doveroso” il tenere le carte a Belluno, perché ora rivestono una finalità di memoria, mentre il loro trasferimento all’Aquila fu per un’ormai esaurita finalità giuridica.
È una questione che tocca ancora da vicino il cuore e la memoria di tutti i bellunesi e di tutto il popolo Veneto. Il disastro del Vajont fu un evento unico per gravità e responsabilità umane nell’impatto ambientale e nel sacrificio di vite in nome del profitto. Ha ancora tanto da insegnarci, e le voci di quel processo meritano di essere conservate vicino alle comunità che ancora oggi ne conservano le cicatrici sulle pareti delle loro case o nel racconto di genitori e nonni.” Conclude l’On Scarpa.

Alessandro Del Bianco, segretario provinciale del PD di Belluno, aggiunge: “La risposta del governo ci lascia quanto mai stupiti e sdegnati. Il governo si nasconde dietro questioni di lana caprina concentrando la sua risposta solo sulla digitalizzazione, come se questo fosse un processo come tanti. Come se questo fosse un fondo di archivio comune. Serviva oggi un segnale politico del Governo conseguente alle parole sacrosante di Mattarella del 9 ottobre. Serviva  perché è un atto di giustizia anche se mai potrà essere risarcito il dolore per quanto accaduto. I materiali del fondo processuale sono oggi il lascito per le generazioni future. Un monito per evitare altre azioni scellerate (si pensi all’invaso del Vanoi). Un lascito costituito non solo da immagini ma anche da atti originali che trovano forza proprio nella loro materialità e , soprattutto , nell' essere ubicati nel territorio ancora oggi visibile come  teatro del disastro.  La digitalizzazione va benissimo, ma non sostituirà mai vedere e toccare quei documenti, quei plastici, quelle foto. E farlo qui, sul territorio, magari a compendio di una visita sulla diga e ai luoghi colpiti, vicino alle comunità custodi di questo disastro senza eguali nel mondo”.

 

 

13/05/2024 - 20:13

Non è solo un oltraggio alla memoria di un grande uomo politico. È l’offesa a migliaia di donne e uomini che hanno creduto e lottato per un ideale di giustizia sociale, democrazia e libertà.  Solidarietà alla famiglia.

Lo scrive su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, commentando l’atto vandalico alla tomba di Enrico Berlinguer.

06/05/2024 - 12:58

“Occorre irrobustire e non disperdere la memoria per capire il presente e costruire il futuro – sottolinea Nicola Zingaretti, presidente della Fondazione Demo -. La collaborazione di Demo con la Fondazione Gramsci nasce da questa fondamentale premessa. Oggi pomeriggio alle 17.30 il primo appuntamento inaugura un ciclo di cinque incontri per approfondire temi e parole chiave strategici per noi e per il nostro futuro”. Il ciclo di incontri è intitolato “Il passato e il presente. Temi e parole chiave”. Tema dell’incontro di oggi “Attualità e Storia”; si proseguirà, sempre nello stesso orario, il 13 maggio con “Fascismo/Antifascismo”. E ancora Migrazioni (16 maggio); Europa (30 maggio); Cittadinanza (5 giugno). Relatori: Michele Colucci, Alessio Gagliardi, Alessandra Gissi, Umberto Gentiloni, Silvio Pons, Angela Romano. Le lezioni saranno trasmesse in diretta streaming sui canali delle due Fondazioni.

29/04/2024 - 15:24

Come ogni anno, anche ieri a Dongo e a Giulino di Mezzegra, in provincia di Como abbiamo assistito a manifestazioni e celebrazioni di chiaro stampo neofascista, con persone in divisa nera e inquadrati militarmente che ancora una volta hanno offeso la memoria di quei luoghi, dove la storia ha scritto una pagina determinante della sconfitta della vergogna fascista. Un pellegrinaggio funebre politicamente deplorevole e atti gravissimi, come la chiamata del “saluto fascista”, che contrastano la giurisprudenza di merito e di legittimità.
Per questo abbiamo chiesto con un’interpellanza urgente al Ministro Piantedosi di sapere se le forze di polizia presenti abbiano proceduto all'identificazione dei manifestanti fascisti in particolare a Dongo, dove il luogo e il numero limitato dei partecipanti sicuramente lo consentiva.
Abbiamo inoltre chiesto se, in caso di mancata identificazione, ciò sia avvenuto in base a direttive, e da parte di quale autorità, governativa o di polizia, anche alla luce di pregresse dichiarazioni del Ministro dell'Interno sull’utilità dell'identificazione personale come nel caso dell’antifascista che manifestò il suo pensiero nel Teatro alla Scala di Milano.
Nell’interpellanza depositata si chiede infine se, tra gli appartenenti a forze di polizia, vi fossero ufficiali di polizia giudiziaria e “se, in tal caso, alcuno di essi abbia proceduto alla redazione ed inoltro di notizia di reato”.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati e Federico Fornaro, deputato Pd,  firmatari dell’interpellanza urgente.

29/04/2024 - 11:39

“Siamo contrari a questo testo sull’autonomia differenziata. Intanto di 2400 emendamenti ne sono stati discussi e votati solo 70, meno del 3 per cento. Ma nel merito assistiamo al ruolo del parlamento e della sua funzione legislativa completamente svuotata dal centralismo sia del governo nazionale che di quello regionale. E ancora la determinazione dei Lep, il regionalismo competitivo, l’istruzione parcellizzata, il fatto di aver usato una legge ordinaria e non di rango costituzionale per trattare questo provvedimento sono tutti segnali che sappiamo porteranno ad una sempre maggiore diseguaglianza fra il Nord e il Sud, fra regioni più avanzate e regioni meno. Non si rispettano nemmeno i dettati del Pnrr, che dovrebbero colmare le diseguaglianze con il Mezzogiorno e le aree interne ma quelle risorse vengono spostate da un’altra parte. Questa riforma ricalca pedissequamente quanto già dichiarato dal ministro Calderoli nel lontano 1994 quando scrisse in un suo libro dal titolo evocativo «Mutate Mutanda» che sarebbe venuto a Roma per distruggere il SSN, e quando qualche tempo dopo dichiarò che l’Italia è come un corpo in cancrena, bisogna tagliare le parti malate, in alto, all’altezza di Pesaro. Ebbene così come il ministro Calderoli dimostra la sua coerenza politica, il Pd esprime tutto il suo disprezzo per la narrazione costruita. Sono 30 anni che la Lega sostituisce la questione settentrionale a quella meridionale.

Infine, la maggioranza abbia rispetto e memoria della loro storia e non dimentichi le parole di Giorgio Almirante, quando nelle sedute del 26-27 gennaio del 1970 disse che se le regioni fossero diventate luoghi di legislazione e di spesa politicizzata, il debito pubblico sarebbe scoppiato. Il debito esplose a partire dal 1975 e 50 anni dopo, probabilmente la storia gli ha dato ragione”.

Lo ha detto in Aula Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo PD alla Camera, relatore di minoranza sull’Autonomia differenziata.

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