Combattiamo silenzio e indifferenza e chiediamo verità con lo stesso coraggio. Rendiamo omaggio alla memoria e al sacrificio del giudice Borsellino e della sua scorta. La lotta alla mafia è lotta per la libertà e la democrazia.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
C'è solo un modo per ricordarli senza offendere la loro memoria. Ricercare con ostinazione la verità oggi dimezzata e continuare a combattere le mafie ogni momento. Cosi in un tweet il deputato Dem Stefano Vaccari
#PaoloBorsellino
#AgostinoCatalano
#EmanuelaLoi
#VincenzoLiMuli
#WalterEddieCosina
#ClaudioTraina
Dichiarazione di Irene Manzi, capogruppo Pd in Commissione Cultura della Camera
Dobbiamo fare in modo che le celebrazioni per il centenario della morte di Giacomo Matteotti escano dalle aule parlamentari e si diffondano in tutto il Paese per fare memoria viva della storia di quest’uomo, dei suoi valori e della sua esperienza parlamentare e politica, esperienza di un parlamentare tenace, appassionato, impegnato nella lotta per i diritti dei lavoratori e per l'emancipazione di contadini e braccianti. Quell'esperienza dei valori della democrazia, dell'antifascismo, della lotta alla corruzione, della questione morale che lui pose rispetto al fascismo proprio in quest'Aula.” Così la deputata del Pd Irene Manzi, relatrice della proposta di legge sulle Celebrazioni per il centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti , già approvata all’unanimità dal Senato. “La proposta di legge - ha proseguito Manzi- non vuole essere una semplice occasione di ricordo, ma una vera, autentica, vitale occasione di formazione della coscienza civile, proprio a cominciare dai più giovani, perché la storia, l'esperienza politica, umana e parlamentare di Giacomo Matteotti si intreccia profondamente con la storia delle nostre istituzioni e con la storia del nostro Paese.” “Nel suo impegno per l'eguaglianza e la giustizia sociale –ha concluso Manzi- e nella sua difesa della sovranità popolare, del libero esercizio del voto, delle istituzioni rappresentative, in quel riformismo praticato nelle azioni parlamentari e nell'impegno appassionato e coerente contro la violenza fascista, prima ancora che questa si facesse regime, Giacomo Matteotti è una figura della storia del nostro passato che parla con forza al nostro presente, al presente delle istituzioni democratiche e al presente della nostra opinione pubblica, per valorizzare e ricordare il valore e l'importanza insostituibile delle istituzioni rappresentative e parlamentari, liberamente elette dai cittadini e dalle cittadine, che sono luogo e spazio di discussione e confronto democratico”.
“Dopo le ultime sparate, abbiamo la certezza che Salvini non ha capito proprio nulla del MES e del senso di questo strumento.”
Così Ubaldo Pagano, Capogruppo PD in Commissione Bilancio a Montecitorio, commenta le dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture in cui si dice "felice se ci espellessero e restituissero soldi".
“A prescindere dall’utilità del meccanismo europeo di stabilità, Matteo Salvini continua a bersagliare l’Europa per nascondere i disastri che questo Governo sta compiendo tra i confini nazionali. L’UE, tanto per rinfrescare la memoria del Ministro, è quella che sta dando all’Italia più di 200 miliardi di euro che questo Governo si sta dimostrando incapace di spendere. L’Europa è quella che per 10 anni ha acquistato i nostri titoli di Stato quando nessuno voleva comprarli, salvandoci dal default.”
“Speravo che dopo il Papete, Salvini - conclude Pagano - avesse imparato la lezione. E invece dobbiamo supporre che ha gravi difficoltà a sopportare il caldo estivo. Lui e la Meloni continuano a sbraitare, isolando il nostro Paese. Quello che non capiscono è che il nostro debito pubblico ci mette in una posizione di grave debolezza e l’isolamento può essere la miccia di conseguenze incalcolabili per la nostra economia.”
Il decreto Lavoro del governo Meloni è un concentrato di cinismo sociale, un incoraggiamento all’espansione del nero, una spintarella all’evasione contributiva, un colpo secco al sindacato, un manifesto carico di arroganza nei confronti della parte più debole della società. Nei fatti alimenta la precarietà, non la combatte. Introduce la liberalizzazione totale dei contratti a termine e allarga la sfera dei voucher. Dunque legalizza lo sfruttamento e lo schiavismo in alcuni settori come l'agricoltura. Interviene poi sul reddito cittadinanza tagliando il sussidio per oltre 400.000 nuclei familiari e restringendo ulteriormente la possibilità di accesso all'assegno di inclusione.
Ci troviamo di fronte ad una manovra politica chiara che ha l’obiettivo di colpire il lavoro, indebolirlo nella sua dignità e nella sua capacità di contrattazione e affossare i poveri che sono i veri colpevoli per questa destra della mancata crescita del Paese. Vi siete presentati come quelli che non vogliono disturbare “chi vuole fare”. L’avete spacciata come libertà e invece si trattava di una semplice licenza di arbitrio. Restano invece scolpite nella nostra memoria le parole di un grande leader politico, Enrico Berlinguer: “Noi vogliamo una società che rispetti tutte le libertà, meno una: quella di sfruttare il lavoro di altri esseri umani, perché questa libertà tutte le altre distrugge e rende vane”. Per queste ragioni il nostro no è forte e convinto. Perché lavoro e libertà non possono mai essere separati.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, intervenendo in Aula per la dichiarazione di voto sul decreto lavoro.
“L’incidente ferroviario di Viareggio è un simbolo tragico delle contraddizioni della modernità. Morire quando si crede di essere al sicuro, nelle proprie abitazioni, a causa di carenze nella manutenzione dei convogli, di protocolli insufficienti, di convenzioni logistiche scellerate che hanno permesso passaggi, ad alta velocità, di treni con carichi esplosivi nelle stazioni in prossimità di edifici e centri città, è inaccettabile. Come è altrettanto insostenibile che dopo 14 anni, nonostante le cause accertate, non siano stati individuati i colpevoli della strage. Una nostra delegazione sarà presente questa sera alla fiaccolata di commemorazione mentre in Parlamento formuleremo proposte e progetti per celebrare il giusto ricordo delle vittime e promuovere buone pratiche per garantire la sicurezza ferroviaria”: è quanto riporta una nota congiunta dei deputati e senatori Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Laura Boldrini, Marco Furfaro, Christian Di Sanzo, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.
"Il Sindaco di Calderara di Reno Gianpiero Falzone ha reso noto che un imprenditore del territorio ha esposto nella sua proprietà su fronte strada un impianto pubblicitario in cui era inserito oltre al nome dell'azienda, la scritta "Italiano Vero" e l'immagine stilizzata di Mussolini. La Polizia Locale è intervenuta subito facendolo rimuovere e sanzionandolo con verbale amministrativo. Aldilà del mancato rispetto di procedure amministrative, siamo di fronte a molto altro. A un riproporsi di occasioni che si configurano come esaltazione del Fascismo e della figura di Mussolini. Reagire sempre con grande determinazione a fatti come questo significa difendere i valori costituzionali e con essi la nostra Democrazia. Significa rispettare la memoria delle vittime del Fascismo e di chi è caduto per la Libertà. Grazie al Comune di Calderara di Reno per la fedeltà che ha dimostrato alla Costituzione".
Così Andrea De Maria, deputato PD.
Tweet di Andrea Casu, presidenza gruppo Pd Camera
Oggi, come ogni anno, siamo a Roma in Lungotevere Arnaldo Da Brescia per tenere sempre viva la memoria di Giacomo Matteotti nel giorno in cui venne aggredito, rapito e ucciso dai sicari di Mussolini. Martire per la democrazia e la libertà, scelse di combattere a costo della propria vita la feroce violenza del fascismo.
Un esempio che mai dimenticheremo #GiacomoMatteotti #10Giugno
“È inammissibile che la strage ferroviaria di Viareggio, di cui ricorre tra poche settimane il 14esimo anniversario, non abbia ancora un colpevole. La data del processo della Cassazione-Bis è stato fissata per il prossimo mese di ottobre, ma i ritardi del procedimento sono evidenti e spesso incomprensibili". Così il deputato del Pd Marco Simiani, dopo aver incontrato oggi a Roma il presidio dei familiari delle vittime di fronte al Palazzo della Corte di Cassazione.
“È necessario fare chiarezza sulle responsabilità ma è altrettanto fondamentale onorare il ricordo di chi ha perso la vita, promuovendo progetti di prevenzione nei confronti di questo tipo di incidenti. Per questi motivi sto valutando l'opportunità di presentare una proposta di legge che istituisca a Viareggio un museo-memoriale dedicato alle vittime con un centro studi sulla sicurezza ferroviaria" conclude Marco Simiani.
"Con le nuove piogge di questo fine settimana si è allagato il Sacrario dei Caduti di Marzabotto. Il Comitato Onoranze ai Caduti di Marzabotto è intervenuto subito e ha messo in sicurezza questo luogo della Memoria così importante per tutto il Paese. A seguito degli eventi legati al maltempo ci sono stati già danni molto rilevanti alla viabilità a Monte Sole, che impediscono l'accesso ad alcuni luoghi dell'eccidio del 1944 di Marzabotto, Monzuno e Grizzana, ai parenti delle vittime, alle scolaresche, ai visitatori. Già molte visite scolastiche sono state annullate per l'impossibilità di raggiungere Monte sole con i pullman. Su quei luoghi è in atto un impegno finanziario del ministero della Cultura. Nell'ambito della ricostruzione in Emilia-Romagna sono convinto che i ministeri competenti, Cultura e Difesa, possano e debbano mettere in campo risorse per salvare un riferimento fondamentale per l'identità democratica e civile del Paese. Intendo assumere, in accordo con il Comune, il Comitato Onoranze ai Caduti, i familiari delle vittime di Marzabotto una iniziativa parlamentare in merito".
Così Andrea De Maria, deputato del Partito Democratico.
"L’insediamento della commissione antimafia nel giorno in cui cade la 31 ricorrenza dell'assassinio per mano mafiosa di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro sarebbe dovuta essere nella scia di un impegno univoco e riconosciuto da tutti, senza divisioni. Così invece non è.
Una presidente del consiglio che dopo tanti anni ha un mandato politico, e non subisce un governo tecnico, dovrebbe riservare particolare attenzione all’unità del Paese piuttosto che a suddividere piccole spoglie di potere. Onorare la memoria del martirio per mano mafiosa richiederebbe scelte condivise, per non abbassare la guardia nella lotta alle mafie, per costruire e accrescere la cultura della legalità, per mantenerla come patrimonio comune di tutto il Paese. Le divisioni nelle istituzioni fanno il bene delle mafie e il male del Paese. Ne vale la pena presidente Meloni?". Lo dichiara il deputato del Pd, Silvio Lai.
Oggi, 31 anni fa, l’assassinio per mano mafiosa di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti Vito Schifani. Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Onorare la memoria del loro sacrificio significa non solo non abbassare mai la guardia nella lotta alle mafie ma lavorare ogni giorno per accrescere la cultura della legalità. Il ricordo della loro indomabile dedizione alla difesa delle istituzioni e del Paese sia per tutti noi costante fonte di ispirazione.
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd
31 anni fa la strage di Capaci, morirono il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta: Montinaro, Schifani e Dicillo. La memoria sostiene la lotta alla mafia, per difendere ogni giorno la libertà e la democrazia.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Come ogni anno, domenica 7 maggio militanti di estrema destra si raduneranno in camicia nera sulle rive del lago di Como, a Dongo e a Giulino di Mezzegra, luoghi simbolo della caduta del fascismo, per inneggiare e commemorare, con tanto di chiamata del ‘Presente’ e saluto romano, le gesta di Mussolini, della Petacci, dei gerarchi fascisti uccisi. Una manifestazione apologetica del regime e dell’ideologia fascista che continua a non fare i conti con il passato e la storia. Quella stessa storia che 78 anni fa ha inappellabilmente sconfitto e vinto il fascismo con la guerra di Liberazione e la Resistenza. Un’esibizione ideologica praticata da nostalgici, neofascisti ed estremisti di destra che faticano a riconoscersi nei valori dell’antifascismo, cardini sui quali è fondata la Costituzione e la nostra democrazia. Per questo, domani domenica 7 maggio dalle 8, sarò a Dongo, in Piazza Paracchini, al presidio di protesta organizzato dal Coordinamento antifascista comasco e dall’Anpi”.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.