"Dopo anni di tentativi e tanta disattenzione da parte del Parlamento, è partito oggi in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati il cammino che potrebbe finalmente portare nelle scuole italiane la conoscenza dell'emigrazione del nostro Paese nel quadro delle migrazioni contemporanee": è quanto dichiara il deputato eletto in America Meridionale, primo firmatario della proposta di legge sottoscritta dai colleghi eletti del Partito Democratico all'estero Ricciardi, Di Sanzo e Carè.
"Sono grato al Presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, per avere compreso la valenza unica di un provvedimento che consentirà ai nostri ragazzi di conoscere il più grande fenomeno sociale della storia d'Italia e di farlo in maniera innovativa e multidisciplinare con riferimento al fenomeno migratorio nel suo complesso, emigrazione e immigrazione", ha aggiunto il parlamentare del PD.
"Alla capogruppo del PD in Commissione Cultura, Irene Manzi, e al relatore del provvedimento, Toni Ricciardi, va poi un mio personale e affettuoso ringraziamento, per l'entusiasmo e la competenza che hanno voluto assicurare all'avvio dell'iter di una legge che finalmente renderà giustizia alla memoria della nostra storia di emigrazione, promuovendo al tempo stesso solidarietà e accoglienza verso tutte le comunità migranti, dentro e fuori il nostro Paese", così ha concluso il Vice Presidente del Comitato italiani nel mondo della Camera dei Deputati.
"In queste ore a Lucca è successa una cosa gravissima. Il consiglio comunale, a maggioranza di centrodestra, che sostiene una giunta con dentro due assessori che fanno riferimento a Casapound, ha respinto una mozione dell’opposizione che chiedeva l’intitolazione di una strada all’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini. Una cosa gravissima. L’immagine del presidente Pertini è un’immagine che appartiene alla storia di tutto il paese, un antifascista italiano che per le sue idee che si è fatto 14 anni di carcere per attività clandestina, per poi fuggire e diventare segretario del Partito socialista nell’Italia occupata dai nazisti. Un padre costituente. Una delle personalità più riconosciute e unitarie del Novecento italiano che l’8 luglio 1978 con 832 voti su 995 divenne il settimo Presidente della Repubblica eletto con la più larga maggioranza della storia repubblicana. Questa destra, ormai ostaggio dell’estrema destra, ha perso completamente la bussola della democrazia e lo spettacolo che ci regalano quotidianamente è uno spettacolo imbarazzante e ignobile. Si vergognino di aver infangato la memoria di un grande Presidente". Così in una nota Marco Furfaro, parlamentare toscano e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“Ciò che è accaduto per mano dell’uomo può sempre accadere di nuovo. Questa consapevolezza è un valore democratico fondamentale. La Shoah è ancora oggi un monito, perché la sua radice profonda è l’odio verso l’altro, il disprezzo per la persona e per ciò che è. La soppressione sistematica di milioni di esseri umani non accadde all’improvviso, bensì fu l’ultima tappa drammatica del processo di disprezzo e svalutazione della dignità. In Italia, affonda le radici nelle scelte del fascismo. Quegli elenchi che i nazisti avevano in mano esistevano grazie alle scelte del regime del 1938 e dal censimento degli ebrei italiani voluto proprio per principi razzisti e antisemiti. Le nostre scelte, per non essere annacquate nella retorica, richiedono coerenza nei comportamenti. Ci chiedono di portare nelle nostre vite, tutti i giorni, l’impegno a tenere viva la cultura del valore delle differenze”.
Così il deputato democratico della commissione Cultura e presidente della Fondazione del Pd, Nicola Zingaretti, intervenendo in Aula per dichiarare il voto favorevole del Gruppo all’istituzione del Museo della Shoah di Roma.
“Il Museo di Roma - ha aggiunto - sarà importante come presidio di memoria autorevole e vigile nel futuro. Dovrà essere fonte scientifica preziosa e autorevole per tutto il mondo a tutela della storia. Oggi è una giornata importante. Se ci potessero ascoltare tutti coloro che in queste e ore di 80 anni fa stavano partendo per la morte, potremmo dire siamo qui. I vostri carnefici hanno perso. Il Parlamento della Repubblica, di un Italia libera e democratica - ha concluso - non vi ha dimenticato e ci impegniamo, non vi dimenticherà mai”.
“Ricordiamo oggi il rastrellamento nazista del ghetto ebraico di Roma, il 16 ottobre del 1943. Un momento tragico che ha segnato per sempre la memoria di questa città. Lo ricordiamo nella consapevolezza che nel mondo e nella stessa Europa non è finita la tragedia degli olocausti, dei rastrellamenti e delle stragi per razzismo, fanatismo, sessismo e omofobia. Il mondo delle libertà e della globalizzazione non può esistere senza la piena affermazione dei diritti insopprimibili di ogni donna e di ogni uomo in quanto essere vivente, senza ogni altra classificazione”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Coltivare la memoria per combattere la cultura dell’odio. Roma/Auschwitz - 16 ottobre 1943/2022”.
Lo scrive su Instagram, il deputato democratico e presidente della Fondazione del Pd, Nicola Zingaretti.
C’erano donne, anziani, bambini, persino neonati. 1024 ebrei romani deportati ad Auschwitz. Solo 16 persone tornarono dopo il rastrellamento del Ghetto di Roma. Fare memoria della violenza nazifascista e insegnare ai giovani a difendere libertà e democrazia.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
"Provo tristezza, che deve trasformarsi in indignazione, che deve trasformarsi in una riforma radicale del settore. L'ennesima bufera che sta per abbattersi sul mondo del calcio non può che alimentare ancora una volta lo sconcerto verso un mondo che ha perso ogni credibilità, che continua a negarsi la necessità di una trasformazione culturale radicale e che parta dalle fondamenta. Nessuno vuole anticipare sentenze, al momento resta agli atti solo l’autodenuncia di Nicolò Fagioli, e gli avvisi di garanzia notificati a Sandro Tonali e Nicolo Zaniolo nel ritiro della Nazionale a Coverciano. Il resto lo capiremo nelle prossime ore". Lo dichiara in una nota il deputato dem Mauro Berruto, responsabile Sport del Partito Democratico.
"Il mondo del calcio - aggiunge l'esponente Pd - ha sradicato le sue radici, piantate da più di un secolo nel terreno delle passioni, del senso di appartenenza e identità. Piantate con forza nella memoria storica e nel cuore della gente, dei praticanti, degli appassionati, dei tifosi. E siamo qui a chiederci 'come è stato possibile?'. È stato possibile perché il calcio ha prima trasformato i suoi tifosi in clienti, allontanandoli dagli stadi e costringendoli ad acquistare due, talvolta tre diversi pacchetti offerti da pay-tv, poi si è venduto l’anima a finanziatori, spesso provenienti da altri paesi e diciamo non sempre cristallini, poi ancora ha esportato il suo prodotto verso nazioni con giganteschi scheletri nell’armadio in termini di sportwashing. E in tutto questo, e di nuovo, le scommesse. A maggior ragione quelle illegali un vero malaffare, spesso funzionale anzi necessario al riciclaggio e alle attività criminali. Mi dispiace, ma le giustificazioni non possono essere l’incoscienza o la noia”.
“È perfino impietosamente banale - conclude Berruto - ricordare che lo sport, che da poche settimane ha ricevuto il riconoscimento di diritto costituzionale, con la recente modifica dell’Art. 33 della carta, è fatto anche di doveri: come quello dei tesserati di non scommettere su eventi sportivi, come quello di rispettare la propria società, i propri compagni, i propri avversari, gli arbitri, i dirigenti, i tifosi”.
Questa sera sarò al Memoriale della Shoah a Bologna con la Comunità Ebraica. Per ricordare le vittime della barbarie di Hamas. Nel luogo dedicato ai milioni di ebrei sterminati dai nazisti e dai fascisti. Un monito per chi ascolta, anche in Italia, le sirene dell' antisemitismo.
Lo ha scritto su X Andrea De Maria, deputato Pd
“La diga sul torrente Vanoi è un’opera dannosa per il territorio e che porta rischi molto più concreti dei supposti benefici dei quali parla il presidente Zaia. Lo hanno ben detto il sindaco di Lamon e il segretario provinciale del Pd di Belluno, Alessandro Del Bianco. La valle del Vanoi ha una classe di pericolosità idraulica molto elevata (cosiddetta P4), il massimo riconosciuto, e con un intervento del genere, una diga di oltre 126 metri, nell’area si rischiano disastri simili a quello del Vajont, che stiamo ricordando proprio in questi giorni. A distanza di 60 anni da quella tragedia sembra si vogliano percorrere gli stessi errori. Una vera e propria ‘offesa alla memoria’, riprendendo le parole dell’ingegnere Dal Paos. È assurdo che un progetto vecchio e superato venga messo tra le priorità che la Regione Veneto ha indicato per contrastare la siccità nella nostra regione”.
Lo dichiara la deputata democratica della commissione Ambiente eletta nel collegio Venezia-Treviso-Belluno, Rachele Scarpa, e da sabato il Pd raccoglierà nei comuni del territorio le firme contro il progetto.
“Voglio unirmi all’appello dei comuni e dalla Provincia di Belluno - ha aggiunto - che, unitamente ai loro vicini trentini, sono stati chiarissimi nel rigettare un’opera che viene portata avanti senza confronto con il territorio e con investimenti pubblici consistenti (un milione di euro già speso per la progettazione e 150 già richiesti dalla Giunta Zaia allo Stato per finanziare l'opera). Insieme alla deputata eletta nella provincia di Trento, Sara Ferrari, - ha concluso - presenteremo un’interrogazione al ministro Pichetto-Fratin affinché si fermi la progettazione dell’opera e si mettano in agenda interventi capaci di risolvere veramente le criticità idriche del Veneto senza comprometterne le parti più fragili”.
Prima di parlare di cose che non conosce il ministro Crosetto farebbe bene ad informarsi e a visitare, se non gli procura l'orticaria, il Sacrario di Marzabotto. Le sue accuse al sindaco della città medaglia d'oro al valor militare per il sacrificio dei suoi abitanti nella lotta di liberazione, Valentina Cuppi, sono davvero inopportune e vergognose. Tanto per chiarire di nuovo come ha fatto la sindaca Cuppi: il Sacrario è identificabile con la Cripta Ossario che il Ministero della Difesa ha ricevuto in consegna dal Demanio dello Stato per la sua custodia e conservazione. Crosetto parla di altre opere che non esistono perché di proprietà del Comune rimane solo il terreno circostante. I caduti per mano della barbarie nazifascista sono raccolti nei loculi ricavati lungo le pareti della cripta, in tombe singole o in urne collettive distinte per località. Pensa il ministro che nel Sacrario ci siano altri edifici, magari pure un punto ristoro? Non sa di cosa parla. Vuole fare una cosa giusta? Affidi la proprietà della Cripta Ossario al comune di Marzabotto e sapranno loro come tutelare quel luogo e come rinnovare la memoria. Lo faccia, se troverà il coraggio giusto, per onorare quelle vittime alle quali la nostra democrazia deve molto.
Lo dichiara il deputato PD Stefano Vaccari, dell'Ufficio di Presidenza della Camera.
“Cesare Terranova fu tra i primi ad intuire la potenza criminale e violenta della mafia, in cui si stava manifestando la scalata dei corleonesi capeggiati da Riina e Provenzano. Lo ricordiamo oggi, nel 44esimo anniversario del barbaro omicidio per mano mafioso, in cui morì anche il suo fidato collaboratore, il maresciallo di pubblica sicurezza, Lenin Mancuso”. Lo dichiara il segretario regionale del PD Sicilia e componente dell’ufficio di presidenza della commissione nazionale Antimafia, Anthony Barbagallo.
“Terranova fornì – prosegue - un grande contributo di conoscenza del fenomeno mafioso in un’epoca in cui era praticamente impossibile anche solo pronunciare la parola mafia. Lo fece sia da magistrato sia, dl 1972 al ‘79, in qualità di componente della commissione nazionale antimafia, firmando insieme a Pio La Torre la relazione critica di minoranza in cui venivano evidenziati i rapporti tra mafia, politica e imprenditoria. Ricordarlo oggi - conclude – è particolarmente significativo: facciamo memoria su un simbolo integerrimo dello Stato proprio nel giorno in cui l’ultimo simbolo dell’ala stragista di cosa nostra, Matteo Messina Denaro, è morto”.
Dichiarazione di Luciano D’Alfonso, deputato Pd
“A differenza di quanto pensa e dice Marsilio, la situazione in Abruzzo è profondamente diversa. A cominciare dalle piste dell’aeroporto di Pescara, sempre meno frequentate dagli aerei, per finire – tristemente – alla presunta risanata sanità regionale.” A dirlo è il deputato del Pd Luciano D’Alfonso che replica “a muso duro” al discorso del governatore Marsilio alla convention di FDI.
“Altro che regione apripista, attacca D’Alfonso. Voglio ricordare al presidente in scadenza che abbiamo già perso i voli per Milano Linate e Torino, e che a fine ottobre subiremo un’altra drastica riduzione dei collegamenti a causa dello stop a dieci voli. Non solo: fu la giunta che presiedevo a stanziare 29,4 milioni per le infrastrutture aeroportuali. E la sua, cosa ha fatto oltre a partorire un Cda della Saga diviso su tutto? Se invece allude alle “piste” fatte da certi dirigenti del Comune di Pescara, allora gli diamo ragione. In quel senso, di aperture ne sono state fatte diverse.” “E poi – aggiunge l’esponente del Pd in una nota- è surreale che Marsilio parli della Ferrovia Pescara-Roma come di una vittoria, o forse è il segnale di una chiara confusione mentale. Questo collegamento, che il governo di centrodestra ha tolto dal PNRR, dovrebbe sostenersi con i fondi di coesione e sviluppo. Ci piacerebbe sapere da dove arriveranno le risorse, perché progetti e cantieri nascono soltanto se c’è copertura finanziaria. Servono 6 miliardi e 305 milioni di euro, e intanto abbiamo perso un miliardo 465 milioni del PNRR: occorrono atti tipici dei ministeri competenti, e non chiacchiere tra amici di partito.” Infine, il capitolo della sanità regionale, dove D’Alfonso manda un messaggio chiaro alla destra: “Altro che sanità risanata. La memoria breve non aiuta: esattamente sette anni fa, il 15 settembre 2016, il Consiglio dei Ministri deliberava l’uscita dell’Abruzzo dal commissariamento della sanità, grazie al lavoro diuturno svolto da me e dall’assessore Silvio Paolucci. Piuttosto, Marsilio ci dica come intende risolvere il problema delle liste d’attesa, che da quando c’è lui a palazzo Silone si sono allungate a dismisura.”
“Il 15 settembre 1993 veniva ucciso dalla mafia padre Pino Puglisi. Un uomo semplice, di origini modeste, che spese la propria esistenza al servizio dei ragazzi avversando le organizzazioni criminali nel quartiere Brancaccio, a Palermo. Mi preme ricordare che don Pino Puglisi ebbe sempre una grande passione educativa, che lo portò ad assumere, accanto ai compiti sacerdotali, degli incarichi come insegnante in molte scuole siciliane. Il suo impegno dietro la cattedra si protrasse per oltre trent'anni, fino al giorno della morte”. Lo ha affermato il deputato del PD e componente della commissione antimafia Anthony Barbagallo che oggi lo ha ricordato partecipando ad alcuni incontri nelle scuole medie e superiori nel Catanese. Oggi ricorre il trentesimo anniversario dell’omicidio per mano mafiosa di don Pino Puglisi, proclamato beato.
“Abbiamo voluto conoscere e fornire un contributo – ha aggiunto Barbagallo - semplice ma significativo affinché ne resti memoria proprio nelle giovani generazioni per cui don Pino spese la propria vita”.
“Oggi ricorre il terzo anniversario dell'omicidio di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso a Colleferro dopo un violento pestaggio. Proprio oggi abbiamo approvato alla Camera la legge sul bullismo e sul cyberbullismo, che mette a punto nuovi strumenti per il contrasto alla violenza giovanile e per favorire progetti educativi e di inclusione. E’ solo una coincidenza, ma oggi il nostro voto a favore di questa proposta di legge è un riconoscimento alla memoria di un ragazzo ucciso a calci e pugni mentre tentava di difendere un coetaneo”. Lo afferma la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, capogruppo del Pd in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.
“La legge – aggiunge Di Biase - rappresenta un passo in avanti per la tutela dei più giovani e segna un passo in avanti nel campo del contrasto al cyberbullismo, un fenomeno crescente nella nostra società che produce gravi conseguenze sui minori. Tra le misure previste anche il coinvolgimento dei servizi socio-educativi presenti sul territorio in sinergia con le scuole e l’adozione di codici di comportamento per l’utilizzo delle piattaforme online. Inoltre, si rafforza il sostegno psicologico scolastico, per favorire lo sviluppo e la formazione della personalità degli studenti”.
“Sono passati 41 anni dal vile assassinio del generale Dalla Chiesa, della moglie Manuela Setti Carraro e dell'agente Domenico Russo. Continuare a ricordare il sacrificio di chi ha combattuto le mafie è un dovere morale. Per la memoria collettiva e la coscienza democratica del Paese”. Lo scrive sui social il deputato PD Stefano Vaccari, Segretario di Presidenza della Camera.