06/03/2026 - 18:58

“Domani sarò a Prato, alla manifestazione “Mai più fascismi, mai più deportazioni”. E ci sarò perché Prato non si tocca. Il cosiddetto “Comitato Remigrazione e Riconquista”, nato da un’iniziativa di CasaPound, Veneto Fronte Skinheads, Rete dei Patrioti, manifesterà proprio domani nel centro della città. Marceranno per sostenere la “remigrazione”, che è una parola farlocca per non dire quella vera: deportazione di tutte le persone migranti. E lo faranno nello stesso giorno e nella stessa città dove, il 7 marzo 1944, i nazifascisti rastrellarono 133 lavoratori pratesi dalle fabbriche, dalle case, dalle strade.  Li rinchiusero nel Castello dell’Imperatore e li caricarono su vagoni piombati diretti a Mauthausen e al sottocampo di Ebensee. Ne tornarono 18. Centoquindici morirono nei lager. Vogliono parlare di deportazione nel giorno esatto in cui Prato ha subìto la deportazione. Dicono che lo fanno per la sicurezza. Ma è una bugia, perché la sicurezza vera è un’altra cosa. La sicurezza è lavoro regolare, contratti, controlli, legalità nelle filiere produttive. È case dignitose, scuole che includono, servizi sociali che non lascino soli né chi viene da lontano né chi è nato qui.
Sicurezza è spezzare lo sfruttamento che umilia tutti, italiani e stranieri, e che a Prato, nelle filiere tessili, è un problema reale, concreto, che non si risolve con le deportazioni ma con la legalità.
Chi sta dietro questa manifestazione non vuole risolvere niente. Vuole solo mettere le persone le une contro le altre, sciacallare sulla paura e creare un capro espiatorio.
Per questo domani sarò a Prato.
La Prato del 7 marzo 1944 ha resistito, ha lottato, non ha avuto paura. Ha pagato un prezzo spaventoso. E per ottantadue anni questa città ha onorato la memoria di quei 133 lavoratori deportati giurando “mai più”.
Domani quel “mai più” va detto di nuovo.
Perché il fascismo a Prato non ha mai avuto spazio. Non ce l’ha avuto 82 anni fa, non ce l’avrà domani, non ce l’avrà mai.

Così sui social il deputato democratico, Marco Furfaro.

 

05/03/2026 - 12:33

“É un dovere essere dove si ricorda chi va a lavorare e non torna a casa, perché ci impone di non togliere lo sguardo e di non aspettare la prossima tragedia per occuparci di sicurezza sul lavoro. È una memoria attiva, soprattutto nei confronti di un uomo che ha sacrificato la propria vita nel tentativo di trarre in salvo i colleghi, finché non ci sarà giustizia”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, oggi a Napoli all’Istituto Tecnico Industriale "A. Righi" nel quartiere di Fuorigrotta, dove si è tenuta la cerimonia di svelamento della targa commemorativa dedicata a Vincenzo Garzillo, morto sul lavoro nella strage della centrale idroelettrica di Bargi mentre tentava di dare l’allarme. L’evento è in occasione della Giornata cittadina per la sicurezza sul lavoro.

“Intitoliamo un laboratorio scolastico a un morto sul lavoro e questo non è un atto simbolico - ha proseguito la deputata dem - Rappresenta invece la volontà ferma delle istituzioni, che su questo tema devono muoversi insieme e senza bandiere politiche per migliorare la situazione, di ribadire che la sicurezza non è un costo ma il pilastro fondante della dignità del lavoro”.“Lo dico qui, in una scuola, a questi ragazzi e a queste ragazze: la cultura della sicurezza e la formazione sono fondamentali. Lo dobbiamo a loro, ai lavoratori e alle lavoratrici di domani, di proseguire oggi su questa strada affinché tragedie come quella di Bargi non avvengano più” ha concluso Gribaudo.

 

 

04/03/2026 - 16:08

Le deputate e i deputati del Partito Democratico sono stati ascoltati oggi dall’Ufficio di Presidenza della Camera in merito a quanto accaduto a fine gennaio, nella settimana della giornata della
Memoria, in relazione alla conferenza stampa promossa da CasaPound Italia.
Nel corso delle interlocuzioni con l’Ufficio di Presidenza, le deputate e i deputati dem hanno ribadito al presidente Lorenzo Fontana la gravità della vicenda, ricordando che lo stesso, prima di annullare la conferenza stampa, l’aveva già definito “inopportuna” l’iniziativa. È stata inoltre sottolineata la presenza, tra i relatori che avrebbero dovuto partecipare alla conferenza stampa, di soggetti che si richiamano esplicitamente al fascismo e al nazismo e che in passato hanno assunto comportamenti violenti nei confronti delle istituzioni democratiche e delle forze dell’ordine, con episodi oggetto anche di rilievi penali.
I parlamentari del Pd hanno richiamato anche la recente sentenza del Tribunale di Bari che ha condannato, in primo grado, dodici militanti di CasaPound per i reati di riorganizzazione del partito fascista e manifestazioni fasciste. “Anche per questo – spiegano – non si comprendono eventuali richiami al Regolamento o sanzioni nei nostri confronti: la presenza in sala stampa è avvenuta nel rispetto dei valori costituzionali e delle prerogative parlamentari, per evitare che le istituzioni fossero utilizzate contro i principi su cui si fondano”.
Nel corso delle audizioni, i deputati dem hanno inoltre segnalato le recenti dichiarazioni del portavoce di CasaPound, Luca Marsella, che ha affermato: “I mandanti dell’omicidio di Lione sono i deputati del Pd. È la mafia antifascista”. Parole definite “gravissime”, che – secondo il gruppo parlamentare – confermano il clima di tensione che tali associazioni intendono alimentare nelle sedi istituzionali. Così una nota del gruppo Pd alla Camera.

 

23/02/2026 - 15:40

“La memoria di Valerio Verbano non può e non deve essere terreno di propaganda politica. Tentare di trasformare una giornata di ricordo in uno scontro ideologico è un errore grave e irrispettoso verso la città e verso una famiglia che da oltre quarant’anni chiede verità e giustizia”. Lo dichiara in una nota Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico.

“Le polemiche sollevate da esponenti di Fratelli d’Italia mistificano la realtà e rischiano di avvelenare un momento che dovrebbe unire, non dividere.

Voglio esprimere piena solidarietà a Paolo Marchionne, presidente del Municipio III, per il lavoro serio e responsabile che sta svolgendo. Marchionne ha operato con equilibrio e correttezza, nel solco dei valori democratici e della memoria condivisa. Questo momento di ricordo merita rispetto, non polemiche costruite ad arte”, conclude Di Biase.

 

18/02/2026 - 13:40

“L’incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro è una tragedia che ferisce Napoli e l’intero Paese. Quando si spegne una luce della cultura, è l’Italia tutta a perdere un pezzo della propria anima”. Così Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Partito Democratico della Campania, interviene dopo il grave incendio che ha danneggiato lo storico teatro napoletano. “Raccolgo e sostengo con convinzione l’appello lanciato dal sovrintendente della Fondazione Petruzzelli. La proposta di destinare una parte dei ricavi del Festival di Sanremo alla ricostruzione del Sannazaro è un’idea seria, concreta e di grande impatto simbolico. Napoli è culla della canzone italiana e della cultura teatrale: legare il Festival di Sanremo a un gesto di solidarietà verso uno dei suoi teatri storici sarebbe un segnale forte di unità nazionale. Chiediamo al Governo e alla Rai di battere un colpo. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha assicurato un intervento rapido: ora servono impegni chiari e risorse concrete. Accanto all’azione istituzionale, è fondamentale promuovere una grande campagna di mobilitazione per reperire i fondi, coinvolgendo tutti gli attori e le istituzioni anche culturali e del mondo dello spettacolo. Il Teatro Sannazaro non è solo un luogo fisico: è un presidio di identità, memoria e creatività che brillava nel cuore di Napoli e deve tornare a farlo al più presto. La cultura napoletana è patrimonio mondiale, e la sua tutela è una responsabilità collettiva. Fare della prossima edizione di Sanremo anche un momento di solidarietà nazionale sarebbe un messaggio potente: la cultura non si lascia sola. Napoli non si lascia sola e anche la Rai dovrebbe dare il suo contributo”.

18/02/2026 - 11:11

Il Partito Democratico ha avallato la richiesta di un’informativa del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sulla violenza politica. Lo ha detto intervenendo in Aula Federico Fornaro componente dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd.
“Alla richiesta di un'informativa del Ministro Piantedosi sulla questione della violenza politica, io sarei potuto non intervenire, condividendo dalla prima all'ultima riga le parole del collega Bonelli, a cui va la solidarietà dell’intero gruppo del Pd. Però sento, come altri che hanno vissuto la stagione degli anni di piombo, una responsabilità maggiore”.
Fornaro richiama il peso delle parole e la memoria di quegli anni: “La violenza non si esprime solo con le armi, non si esprime soltanto con atteggiamenti, ma anche e soprattutto con le parole. Le parole sono pietre, sono pietre che colpiscono, e noi tutti abbiamo la responsabilità di non dimenticare questo”.
Un passaggio è dedicato esplicitamente alle Brigate Rosse e alla lezione istituzionale di quella stagione: “Nessuno della Democrazia Cristiana, partito di governo, provò ad abusare dell'etichetta di Brigate Rosse per criminalizzare i partiti della sinistra. Io credo che questa lezione vada imparata, vadano distinti i comportamenti e individuate con chiarezza le responsabilità che sono come allora fuori dall'aula parlamentare”.
“Le grandi forze politiche di quel periodo scelsero la strada della collaborazione istituzionale per sconfiggere la violenza, non cercando di strumentalizzare. Il nemico della violenza politica deve rimanere fuori da queste aule, fuori dalle istituzioni democratiche”.
Infine il riferimento ai social: “Noi oggi abbiamo un nemico in più. Lo dico non per criminalizzare questo strumento, ma sono i social. Dobbiamo avere più attenzione ai commenti che stanno sotto questi nostri post e abbiamo il diritto e dovere di cancellare quelli che inneggiano alla violenza”.

 

18/02/2026 - 08:44

Oggi 18 febbraio alle 15, alla Camera dei Deputati, Sala Berlinguer del gruppo del Partito Democratico ci sarà la presentazione del libro di Andrea De Maria, deputato del PD, "A partire da Marzabotto, Fare politica della Memoria fra impegno civile e istituzioni. ". Dialogheranno con l' autore  Pier Ferdinando Casini, Gianni Cuperlo, la Presidente del gruppo PD alla Camera Chiara Braga, il Presidente nazionale dell' Anpi Gianfranco Pagliarulo, Eloisa Betti. Intervistati da Laura Galesi.  La presentazione sarà trasmesso in diretta streaming sul Canale YouTube del Gruppo parlamentare del Partito Democratico della Camera al seguente link:

https://youtube.com/@deputatipd

 

17/02/2026 - 11:56

Quanto accaduto a Chioggia durante le celebrazioni del Giorno del Ricordo è un fatto grave che merita piena chiarezza».
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Rachele Scarpa, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione e del Merito in merito all’esecuzione, da parte di studenti della scuola secondaria di primo grado “Pascoli-Galilei” dell’Istituto Comprensivo Sottomarina Nord, del brano “Di là dell’acqua”, riconducibile al repertorio della Compagnia dell’Anello, durante la cerimonia organizzata dal Comune di Chioggia il 10 febbraio scorso.
«Stiamo parlando di un gruppo storicamente associato all’area neofascista italiana. È inaccettabile che, in un contesto istituzionale e con il coinvolgimento di studenti minorenni, possa essere proposta musica legata a quell’immaginario culturale e politico», afferma Scarpa.
«Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza che appartiene a tutta la Repubblica e deve essere celebrata nel rispetto rigoroso dei valori costituzionali. La scuola pubblica è presidio di pluralismo, educazione democratica e memoria condivisa. Per questo ho chiesto al Ministro se sia a conoscenza dei fatti, se siano state avviate verifiche tramite l’Ufficio scolastico regionale e quali iniziative intenda assumere per evitare il ripetersi di episodi analoghi».
«Non si tratta di alimentare polemiche – conclude Scarpa – ma di ribadire un principio fondamentale: nelle istituzioni della Repubblica non può esserci spazio, nemmeno in forma indiretta o simbolica, per riferimenti culturali riconducibili a ideologie incompatibili con la nostra Costituzione».

 

12/02/2026 - 14:51

“Quando ricordiamo l'Arandora Star non possiamo limitarci ad una commemorazione formale con parole di circostanza. Con l'affondamento del transatlantico britannico, silurato da un sommergibile tedesco, il 2 luglio 1940 non rappresenta solo una tragedia del mare ma il fallimento della politica quando c'è della paura alla logica della colpa collettiva. L'Arandora Star ci lascia due lezioni: nessuna democrazia deve cedere mai alla tentazione della colpa collettiva e nessun Paese è al riparo dalle conseguenze delle proprie scelte autoritarie. Quanto si abolisce il controllo democratico, si concentra il potere e s'abbraccia la strada dell'aggressione con alleanze di regimi totalitari, le conseguenze non restano confinati nei palazzi del potere ma ricadono sui cittadini tutti, anche quelli più lontani”. Lo dichiara il vicepresidente PD alla Camera, Toni Ricciardi sulla proposta di istituire la Giornata nazionale per il naufragio della Arandora  Star.
“Molti degli italiani presenti sull'imbarcazione britannica – continua il parlamentare dem - non erano fascisti, né militari, né sovversivi: erano semplicemente emigranti, uomini che avevano costruito con fatica la loro vita in un Paese che ritenevano la nuova casa. Più di 800 morti di cui 446 italiani, non furono solo responsabilità britanniche e del presidente Churchill, perché la scelta di Mussolini dichiarare guerra alla Francia e al Regno Unito non fu inevitabile ma una decisione politica e opportunistica, senza un reale dibattito pubblico, un parlamento libero e una stampa indipendente. Una scelta che trasformò migliaia di italiani nel mondo in sudditi di una potenza nemica e classificati come nemici. Senza quella scelta, gli italiani non sarebbe stati arrestati in massa o imbarcati sull'Arandora Star”. “Fare memoria oggi significa sottrarsi alle semplificazioni per colpevolizzare gli altri: sarebbe una memoria parziale, fragile. La democrazia non è un dettaglio formale ma una garanzia sostanziale ed è forte quando sa distinguere e tutelare”, conclude Ricciardi.

 

10/02/2026 - 16:50

"Il senatore La Russa ha perso l’ennesima occasione per assolvere, con disciplina ed onore, al suo ruolo di presidente del Senato e di seconda carica dello Stato. Ha trasformato la Giornata del ricordo per atteggiarsi a fazioso interprete degli avvenimenti storici facendo omissioni e strumentalizzando quanto tragicamente successo in quella parte di territorio. L’importante per La Russa non era rinnovare la memoria, in maniera condivisa, in un evento solenne davanti al Presidente della Repubblica Mattarella, per riconoscere le responsabilità, le omissioni e i silenzi certo, e riaffermare il rifiuto di ogni barbarie ma gettare discreto su altre parti politiche e istituzionali".

Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
"Ricordare le foibe e l’esodo forzato di istriani, fiumani e dalmati - aggiunge - significa confrontarsi con una delle ferite più profonde e complesse della storia europea del Novecento e il dramma vissuto dalle migliaia di italiani residenti nell’area del confine orientale, che  furono uccisi o costretti ad abbandonare le proprie terre, vittime di una violenza cieca brutale che colpì anche civili innocenti e segnò intere comunità.
Significa però al tempo stesso non cancellare il contesto storico in cui maturò il dramma delle foibe a cominciare dalle responsabilità del fascismo, dalle politiche di occupazione, dalla repressione e snazionalizzazione, dalle stragi e dalle brutalità commesse nei Balcani, che alimentarono un ciclo di odio e vendetta culminato in nuove atrocità. Tenere insieme queste verità non indebolisce il ricordo, lo rafforza. Solo una memoria onesta, completa e condivisa può restituire dignità alle vittime, evitare semplificazioni ideologiche e trasformare il passato in una lezione per il presente. Il senatore La Russa - conclude - se lo ricordi la prossima volta prima di rappresentare in modo inadeguato la seconda carica dello Stato".

 

10/02/2026 - 12:09

Il Giorno del Ricordo rende omaggio alle vittime delle foibe, agli esuli giuliano-dalmati, ai loro familiari e alle associazioni che da anni custodiscono con tenacia la memoria di una tragedia segnata dal dolore, dal lutto e dalla perdita.

Donne e uomini, anziani, molti bambini, furono costretti a lasciare le proprie case, perseguitati per la loro appartenenza etnica e culturale, per le idee politiche, per la fede.

Di fronte a quella storia di odio e divisione, rinnoviamo oggi il nostro impegno a costruire pace e giustizia, affermando con forza i valori della convivenza, del rispetto e della dignità della persona. È anche grazie a una grande idea di Europa, fondata sulla riconciliazione e sulla cooperazione tra i popoli, se questi valori hanno potuto affermarsi. Ma non dobbiamo mai darli per scontati.

Se oggi la tragedia delle foibe è riconosciuta come tragedia nazionale, è anche grazie a un lavoro condiviso, non a una battaglia di parte. Siamo convinti che la memoria serve a costruire una società più giusta, non a riaprire ferite per convenienza politica.

Le foibe sono una pagina tragica della nostra storia e meritano memoria, rispetto e verità.

 

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

07/02/2026 - 17:40

«Non è un rischio, è ormai una certezza: questa legislatura verrà ricordata come una delle più inconcludenti della storia repubblicana».
Lo dichiara Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati e deputato del Partito Democratico.
«Le dichiarazioni del sottosegretario Morelli che arrivano a evocare il ritorno dell’Italia agli “anni bui del terrorismo” a seguito di episodi gravi ma circoscritti sulle infrastrutture ferroviarie, dovrebbero essere oggetto di condanna unanime delle istituzioni e non strumentalizzate politicamente per dare vita polemiche allucinanti, irresponsabili e totalmente scollegate dalla realtà. Siamo molto preoccupati per l’ennesimo uso strumentale di fatti ancora oggetto di accertamento da parte delle autorità competenti, piegati a una narrazione utile solo a creare allarme sociale e a distrarre gli italiani dalle evidenti incapacità di governo.
Chi ha responsabilità istituzionali dovrebbe garantire serietà, misura e rispetto della verità, non utilizzare il proprio ruolo per alimentare paura e tensioni nel Paese. Paragonare quanto accaduto a una stagione storica segnata dal terrorismo significa mancare di rispetto alla memoria collettiva e alle vittime di quegli anni.
A pochi mesi dalla fine della legislatura, Giorgia Meloni e la sua maggioranza tentano di riscrivere il racconto di questi anni per nascondere il proprio totale fallimento, ma il bilancio è sotto gli occhi di tutti: nessuna riforma strutturale, nessuna visione per il futuro, solo propaganda, vittimismo e continuo scaricabarile.
È questa l’eredità che lasceranno agli italiani. Ed è una certezza, come
lo sono le inefficienze del sistema trasporti italiano create da Salvini che colpiscono ogni giorno passeggeri e lavoratori e nessuna strumentalizzazione riuscirà mai a nascondere».

07/02/2026 - 16:27

"Ieri sera, Telemeloni ha toccato vette inarrivabili. Durante la cronaca della cerimonia di inaugurazione dei Giochi olimpici invernali Milano - Cortina, il direttore di RaiSport Petrecca è riuscito a non pronunciare mai il nome di Ghali durante la bellissima esibizione in cui recitava la poesia di Rodari "Promemoria".
E la regia non gli ha mai dedicato un primo piano: riprese da lontano, ampie, per non farlo vedere al pubblico a casa.
Una vera e propria censura che viene dopo l'avergli intimato di non dire nulla, di non recitare la poesia anche in arabo, dopo avergli tolto l'inno nazionale.
Qual è colpa di Ghali? Aver preso posizione contro il genocidio a Gaza quando in pochi osavano farlo? Essersi esposto pubblicamente a sostegno del popolo palestinese? Essere, per questo, inviso al governo? O essere un italiano di seconda generazione? O forse tutto questo insieme.
Il trattamento riservatogli è razzismo istituzionalizzato in diretta TV davanti a milioni di persone. Una vergogna indegna del servizio pubblico". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

03/02/2026 - 20:23

“Oggi è il 3 febbraio. Dieci anni fa veniva ritrovato il corpo di Giulio Regeni nei pressi di una prigione dei servizi segreti egiziani”. Lo ha ricordato in Aula il deputato del Partito Democratico Gianni Cuperlo, intervenendo a fine seduta nel decennale del ritrovamento del corpo del ricercatore italiano.

“Dieci anni - ha aggiunto l’esponente dem - sono molti: dieci anni di bugie, di depistaggi. Ma nonostante questo una famiglia e un’intera comunità si sono battute ogni giorno per la verità e la giustizia. Paola e Claudio, i genitori di Giulio, Irene la sorella, Alessandra Ballarini, l’avvocato della famiglia, sempre presenti a Fiumicello ogni 25 gennaio. Nel docufilm di Simone Manetti ‘Giulio Regeni:tutto il male del mondo’, con testimonianze pazzesche di quanto accaduto nei giorni del sequestro e della tortura, basate anche sulle dichiarazioni rese da un testimone oculare nel processo a carico di quattro ufficiali della National Security egiziana. Ora quel processo riprenderà, dopo una sentenza della Corte costituzionale, giungerà a sentenza per dare giustizia ad un ragazzo e dignità ad un Paese che, nel definire l’Egitto un Paese sicuro, ha sacrificato una parte della propria dignità sull’altare degli interessi”.

“Vittorio Foa - ha concluso Cuperlo - quasi centenario diceva ai ragazzi di un liceo di Formia: ‘i valori non si insegnano, i valori si vivono’. Giulio lo ha fatto, e anche per questo, come dicono Paola e Claudio ‘lui che non c’è più oggi continua a fare cose’. Mi piace pensare che il Parlamento della Repubblica italiana si inchini alla sua memoria”.

 

30/01/2026 - 16:01

"Questa mattina, insieme ad altri colleghi parlamentari dell'opposizione, abbiamo difeso la dignità della Camera dei Deputati da una conferenza stampa sulla cosiddetta 'remigrazione', riconducibile a persone che si dichiarano apertamente fasciste. Difendere le istituzioni significa difendere la Costituzione, la democrazia e la memoria storica del nostro Paese, perché certi orrori non si ripetano. Per me questo impegno ha un valore ancora più profondo, venendo dalla terra di Giacomo Matteotti, simbolo del coraggio democratico e della lotta contro il fascismo. La sua storia ci impone di non restare mai in silenzio di fronte a chi nega i valori fondamentali della Repubblica". Così in una nota la deputata PD Nadia Romeo.

 

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