“Stamane alla Camera nella solennità della Sala della Regina. Si tiene la presentazione della Fondazione intitolata a Giulia Cecchettin. Ad aprire l’incontro il vice presidente della Camera, Giorgio Mulè: legge un breve intervento, racconta di quella vita rubata e la restituisce nella sua umanità. Va ringraziato. Parla la ministra Roccella, rivendica forse più di quanto fatto realmente, ma anche nel suo caso con equilibrio e rispetto. Parla Gino Cecchettin. Lo fa con emozione, oggi ricorre un anno esatto da quando seppe che Giulia non sarebbe più tornata. Descrive l’anno trascorso, i sentimenti vissuti, il peso insopportabile del dolore e la decisione di rovesciarlo nella lotta che affronta. Cita l’udienza, nomina “Filippo”, trasmette una forza e potenza d’animo che lascia turbati per la grandezza. La sala si leva in piedi e lo abbraccia. Prima di lui, aveva parlato con un video registrato il ministro dell’Istruzione e del merito, Valditara. Esibisce al bavero della giacca il simbolo del suo partito. Parla e attacca il pericolo dei migranti (in quella sede, in quella cornice, dinanzi a quella sofferenza immensa). Nella sala un silenzio doveroso, ma misto all’imbarazzo di parole completamente fuori sincrono con l’importanza della giornata. Forse verso chi è chiamato a svolgere compiti superiori alle sue capacità, la sola reazione è un sentimento di umana commiserazione” così sui social il deputato democratico Gianni Cuperlo che ha partecipato questa mattina alla presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin alla Camera dei deputati.
La manovra del governo Meloni fa cassa sugli italiani all’estero con un taglio verticale di 55 milioni, anche per finanziare la follia del progetto dei migranti in Albania. Il blocco della rivalutazione per i pensionati italiani all’estero, per recuperare 8 milioni, è un’ingiustizia e contrasta con le norme europee. Lo stop alla disoccupazione per i rimpatriati è una vergogna. Persone che hanno creduto nello Stato hanno deciso di rientrare, hanno generato nuove entrate tributarie non previste, adesso vengono penalizzate dal governo. Il Pd ha presentato emendamenti puntuali per sanare questa ingiustizia inaccettabile.
Così il deputato Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
“Il Governo e la maggioranza continuano a ignorare le gravi violazioni dei diritti umani in Tunisia, bloccando ogni iniziativa per chiedere la liberazione di prigionieri politici, sindacalisti e attivisti. Nonostante la situazione critica, la maggioranza ha bocciato in commissione Esteri la nostra proposta di prendere una posizione chiara per garantire a queste persone un processo equo e condizioni di detenzione rispettose dei diritti umani. È grave anche che il Governo si rifiuti di sollecitare un’indagine europea urgente sulle condizioni dei migranti in Tunisia, ignorando le molte denunce di abusi e violenze, e continui a considerare la Tunisia come un paese sicuro. Infine, il Governo impedisce qualsiasi iniziativa per sostenere il ripristino dello Stato di diritto, l’indipendenza della magistratura, la libertà di stampa e di manifestazione in Tunisia, rifiutando di fare pressioni internazionali per la ripresa della democrazia e dei diritti fondamentali. Il Governo oggi è venuto in Commissione a negare l’evidenza, dicendo in sostanza che in Tunisia va tutto bene, un atteggiamento che non fa onore né all’Italia né alla storica amicizia col popolo tunisino, e mina la nostra credibilità nella difesa dei diritti umani e dei principi democratici”. Così una nota del responsabile Esteri del Pd, il deputato Peppe Provenzano.
“Meloni fa sapere di ascoltare attentamente le parole del Presidente Mattarella, ma poi sono stati presentati emendamenti dalla relatrice di Fdi al decreto flussi che arrivano addirittura a cancellare le sezioni immigrazione dei tribunali, nel disperato tentativo di coprire la figuraccia internazionale dei centri in Albania. Qualcosa non torna. La verità è che il governo dovrebbe prendere atto, una volta per tutte, dell’inutilità di quel progetto e fare un passo indietro per evitare ulteriori via vai di migranti tra Italia e Albania e danni economici insensati per il Paese” così la capogruppo democratica in commissione Affari costituzionali, Simona Bonafè.
“Gli emendamenti presentati dalla relatrice di Fdi al decreto flussi sono gravissimi e, visti gli attacchi delle scorse ore, sembrano scritti su X da Musk”, così il capogruppo democratico nella commissione affari europei della camera, Piero De Luca commenta gli emendamenti presentati dalla deputata di Fdi Sarà Kelany e sottolinea come “mentre il governo decide di costituirsi in sede europea presso la Corte di giustizia per cercare di difendere la compatibilità con le norme europee dell'accordo Italia-Albania il partito della presidente Meloni interviene a gamba tesa sull’organizzazione della giustizia interna per esautorare di fatto i tribunali immigrazione dalle decisioni sulle convalide dei trattenimenti dei migranti”.
“L'ennesimo attacco della maggioranza alla magistratura e ai migranti ha un numero preciso, è il 16.4. E cioè il numero di uno dei dieci emendamenti presentati ieri sera al DL Flussi con cui il Governo vuole togliere alle sezioni specializzate in immigrazione dei Tribunali il compito di decidere sulla convalida dei trattenimenti dei richiedenti asilo disposti dai Questori, per passarlo alle Corti d’Appello. Un modo per vendicarsi nei confronti di chi non ha piegato la testa di fronte alle forzature volute della Presidente del Consiglio sui fallimentari Centri in Albania. Per farlo viene tolta la competenza a chi è più competente in materia. Una vera e propria assurdità. Che, tra l'altro, non farà che ingolfare ulteriormente le Corti d'Appello. Ma a quanto pare al limite non c'è mai fine. Perchè con questi emendamenti la maggioranza riesce anche a togliere il diritto all'accoglienza a molti migranti, copre con il segreto la fornitura di motovedette ad altre nazioni, rende ancora più facile la confisca delle Navi ONG che salvano le vite in mare e rende possibile l'espulsione di un migrante anche se è in attesa dell'esito del ricorso fatto davanti a un giudice. Tutte norme assurde, sia dal punto di vista umanitario che da quello del rispetto del diritto europeo e della Costituzione italiana”. Così in una nota il responsabile nazionale sicurezza del Pd, il deputato democratico, Matteo Mauri.
“Mentre Meloni tace e non difende la nostra sovranità dall’attacco di Musk, i suoi con il favore delle tenebre agiscono contro la magistratura” è secco il commento della responsabile giustizia del Pd, la deputata democratica Debora Serracchiani agli emendamenti della relatrice di Fdi al decreto flussi che, sulla convalida di trattenimento migranti esautora i tribunali dell’immigrazione e fa decidere alle
Corti d'Appello. “Siamo davanti a un mostro giuridico mai visto, cambiano i giudici invece
di riflettere sull’assurdità dell’accordo Italia-Albania. Nordio batta un colpo e dimostri di non essere stato definitivamente commissariamento”.
"A che titolo Elon Musk pensa di poter dire cosa devono o non devono fare i giudici italiani? Cosa gli dà il diritto di interferire con un potere indipendente di uno stato sovrano che non è neanche il suo?
La presidente Giorgia Meloni tenga a bada il suo idolo e gli dica di astenersi dal mettere in atto queste invasioni di campo. Oppure il "sovranismo" serve solo per attaccare le leggi europee sui migranti?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“L’attacco di Elon Musk ai giudici italiani sulla sentenza riguardante i migranti trasferiti in Albania rappresenta un’inaccettabile ingerenza negli affari interni del nostro Paese. A prescindere dalle opinioni sulla decisione del Tribunale di Roma, su cui si esprimerà la corte di giustizia europea, è grave che Munsk si senta politicamente autorizzato a delegittimare l’autorità giudiziaria italiana con frasi come "questi giudici devono andarsene. Il governo italiano deve reagire con fermezza, difendendo l’operato dei giudici e ribadendo che le nostre istituzioni non si piegano né a pressioni straniere, né alle influenze e ai ricatti delle multinazionali. È paradossale che Giorgia Meloni, che si proclama difensore della sovranità nazionale, accetti in silenzio questo attacco ai valori costituzionali e all’autonomia dei nostri organi giudiziari” così in una nota la capogruppo democratica nella commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè.
Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Il governo si fermi e metta fine a questa pagliacciata che sta minando la credibilità delle nostre istituzioni e creando un clima di intollerabile ostilità verso la magistratura. Il Tribunale di Roma non ha portato avanti alcun atto politico, ma si è limitato ad applicare la legge. Il governo dovrebbe prenderne atto e riflettere sul fatto che non è accettabile approvare decreti volti ad aggirare principi fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione e dalla normativa europea sui diritti umani. Quanto sta accadendo è molto grave, anche perché sta generando costi elevati per le casse dello Stato e un inutile impiego di personale delle forze dell’ordine che potrebbe essere invece destinato al presidio del territorio italiano.” Così in una nota la capogruppo democratica nella commissione affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè.
Meloni richiami vicepremier, da loro attacco alla separazione dei poteri
“Ancora un attacco violento inaccettabile da parte dei due vicepremier nei confronti della magistratura italiana. I giudici del Tribunale di Roma hanno agito nel pieno rispetto delle leggi italiane e della normativa europea. Come si può affermare che i giudici stiano agendo fuori dei limiti della legge o in modo politico, quando operano un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia Europea, chiedendo chiarimenti sull'interpretazione e applicazione delle regole dell'UE. Come possono essere accusati di fare politica giudici che utilizzano in modo rigoroso una procedura giudiziaria del tutto legittima, che è un pilastro fondamentale della stessa Unione europea?” Così Piero De Luca, capogruppo PD in Commissione Affari Europei della Camera. “Meloni -Conclude De Luca - richiami i vicepremier che, loro sì, stanno mettendo in discussione la separazione dei poteri”.
"Sono al porto di Shengjin, in Albania, all'hotspot voluto dal governo italiano, dove si sta preparando la partenza dei 7 richiedenti asilo arrivati appena un paio di giorni fa. La nave è già giunta dall’Italia, dopo che i giudici di Roma hanno sospeso la convalida del trattenimento rimandando la decisione alla Corte europea di giustizia.
Altre sette persone sballottate dal Mediterraneo all'Albania e poi di nuovo dall’ Albania all'Italia: un sistema con evidenti falle che causa disfunzioni giuridiche, logistiche e umanitarie, oltre che un enorme spreco di risorse economiche sottratte ai reali bisogni delle italiane e degli italiani. Da quello che doveva essere un modello per l’Europa siamo arrivati all’ennesima prova di dilettantismo di questo governo.
Gli attacchi ai giudici dei due vicepremier sono vergognosi: è il governo che non rispetta la separazione dei poteri e tenta di scaricare sui magistrati la propria incapacità di gestire il fenomeno migratorio". Lo dichiara, dal porto di Shengjin, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Serracchiani, tribunale di Roma impeccabile ha applicato legge europea
“Ancora una figura barbina da parte del governo che dimostra che con le forzature e con i trucchetti per aggirare la legge non si va da nessuna parte. L’unico effetto è quello di condannare persone esauste, che arrivano in Europa per scappare da violenze e discriminazioni, a nuovi viaggi e trasferimenti estenuanti. Una scelta crudele e vergognosa che sta peraltro determinando danni enormi al bilancio dello stato” così la responsabile nazionale giustizia del Pd, la deputata democratica, Debora Serracchiani che aggiunge: “Il tribunale di Roma ha applicato la legge in modo impeccabile che non può prescindere dalla normativa europea”.
“Un Governo veramente vergognoso.
Alla faccia del cosiddetto "modello Albania".
Questo è il "modello Meloni": violazione dei diritti, forzature istituzionali, poliziotti sottratti al proprio lavoro in Italia e soldi buttati dalla finestra! Quanto ci metteranno ancora per smetterla con questa buffonata?!” Così sui social il responsabile nazionale sicurezza del Pd, Matteo Mauri.
“Questa struttura dal di fuori sembra un carcere di massima sicurezza in mezzo alle montagne, con muri alti 4 metri. All'interno ci sono rinchiusi 7 richiedenti asilo che non hanno commesso alcun reato, neanche quello di immigrazione clandestina perché sono stati intercettati in acque internazionali. E per 7 persone, all'interno di questa struttura carceraria, ci sono centinaia di lavoratori e rappresentanti delle Forze dell'ordine che non hanno nulla da fare. È una situazione surreale”. Così la deputata dem Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo in visita al centro di detenzione di Gadjer in Albania.
“Questa è la storia di un grande fallimento. È la storia dell’incapacità di gestire il fenomeno migratorio a vantaggio della propaganda del governo Meloni. Si vuol far credere che con questa struttura, vuota, si risolva il problema dell'immigrazione, quando a Lampedusa continuano ad arrivare centinaia di migranti e il centro è pieno. Spero che Giorgia Meloni viva quantomeno un grosso imbarazzo nell'aver fatto spendere tantissimi soldi pubblici in questo modo scriteriato e nell'usare richiedenti asilo come fossero palline da ping pong, come marionette nelle mani di chi deve fare il suo spettacolo di propaganda. Questa ‘trovata’ che doveva diventare un modello da seguire in Europa, si sta trasformando in un boomerang”.