"Oggi, nella tenuta di Suvignano, uno dei più grandi beni confiscati alla criminalità organizzata, ho partecipato ad un incontro sul caporalato in Toscana, organizzato dalla Flai - CGIL a cui hanno partecipato anche braccianti.
Non è vero che il caporalato esiste solo al sud e non è vero che riguarda solo l'agricoltura e solo i migranti.
In Toscana c’è, secondo il rapporto dell’osservatorio Pacido Rizzoto, e va debellato prima che si allarghi ulteriormente.
Ed è in un luogo simbolico, restituito alla legalità, che abbiamo voluto affrontare questo tema parlando della legge 199 del 2016 che tutti hanno riconosciuto essere una buona legge ma che va implementata anche negli aspetti che riguardano la prevenzione.
Per questo ci siamo impegnati a chiedere un incontro con le prefetture e l'INPS che sono i soggetti individuati dalla legge per un coordinamento soprattutto per quanto riguarda le sezioni territoriali del lavoro agricolo di qualità.
Ringrazio Mirko Borselli segretario generale della Flai CGIL Toscana e Rossano Rossi segretario generale della CGIL Toscana.
Ed è stato bello rivedere Marco e Stefano Arcuri, il figlio e il marito di Paola Clemente, operaia morta nei campi della Puglia nel 2015. Da allora, non si sono mai fermati nella loro lotta contro il caporalato in tutta Italia. Grazie". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
“10mila euro di multa e 20 giorni di fermo amministrativo della nave per non aver consegnato le persone soccorse a chi le avrebbe riportate nei campi di detenzione da cui fuggivano: queste sono le “regole” che il governo sta imponendo col decreto ONG del 2 gennaio 2023 a chi salva vite in mare.
Ha fatto bene, l’equipaggio della Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans, a non rispettare le prescrizioni di questo decreto, che è contrario al senso di umanità e prefigura una violazione del diritto internazionale, anche secondo la giustizia italiana: per aver ubbidito all’ordine di riportare in Libia (identificata dalle Nazioni Unite e dalla Commissione Europea come paese e porto non sicuro) le persone soccorse i comandanti della nave italiana Asso Ventotto sono stati condannati dal Tribunale di Napoli.
Cosa avrebbe dovuto fare, l’equipaggio della Mare Jonio? Intendo chiederlo al Ministro dell’Interno Piantedosi con un’interrogazione parlamentare. Tutta la mia solidarietà e la mia gratitudine va all’equipaggio della nave, che nonostante tutto mantiene la forza e la lucidità di non consegnare 69 persone (tra cui bambini di 7 e 5 anni, e di 2 mesi) alle milizie libiche”. Lo dichiara la deputata del Pd, Rachele Scarpa.
"Quattro giorni fa, durante la mia visita all'hotspot di Pozzallo, in Sicilia, ho visto una situazione che mi ha profondamente preoccupata e addolorata. Ragazzi e ragazze in camerate enormi insieme agli adulti e, soprattutto, due giovanissime somale con segni di violenze e torture su tutto il corpo, raggomitolate su materassi sporchi poggiati a terra, con il terrore negli occhi. È allarmante che l'ultimo decreto immigrazione del governo Meloni, da lunedì in discussione in commissione Affari costituzionali della Camera, voglia cancellare le speciali tutele previste per i minori". Lo dichiara Laura BOLDRINI, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. "Il testo del governo - spiega - mette infatti ragazze e ragazzi dai 16 anni sullo stesso piano degli adulti, prevedendo di potere ospitarli nelle stesse strutture di chi ha più di 18 anni in caso di mancanza di posti in quelle a loro dedicate. Una promiscuità pericolosa per i più giovani e che impedisce di attuare le misure previste a loro sostegno. Invece di aumentare le tutele per i minori non accompagnati, di garantire le cure necessarie, di organizzare un'accoglienza dignitosa di cui c'è un enorme bisogno il governo Meloni decide di cancellare le garanzie previste dalla legge Zampa. Condivido, dunque, la preoccupazione delle maggiori associazioni italiane che si occupano di richiedenti asilo e migranti per il peggioramento della condizione dei minori non accompagnati che il decreto comporta, in contrasto perfino con la Convenzione dell'Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Una decisione che, oltre a essere disumana, porta discredito al Paese". "In Parlamento contrasteremo con fermezza queste misure", conclude BOLDRINI.
“Condividiamo e sosteniamo l'iniziativa delle più importati Associazioni italiane a internazionali contro il Dl Immigrazione e Sicurezza. È assolutamente fondata la loro preoccupazione ed è sacrosanto l'appello che hanno lanciato contro le ultime norme volute dal governo con il Dl 133, che mettono a rischio i diritti dei minori stranieri migranti. È un grave errore pensare di introdurre procedure che rischiano di far espellere minorenni, che devono essere tutelati più di chiunque altro e che sono protetti dal diritto internazionale. Così come è un errore mettere giovani ragazze e ragazze stranieri non accompagnati negli stessi centri di accoglienza con gli adulti costringendoli a una condizione di promiscuità pericolosa, inaccettabile e da sempre vietata. La scelta di derogare al numero massimo di persone nei centri di accoglienza è la dimostrazione dell'associazione incapacità del governo di affrontare questa fase in modo adeguato. Non solo condividiamo l'iniziativa autorevole del mondo dell'associazionismo contro il Decreto appena incardinato alla Camera, ma come Partito Democratico faremo di tutto in Commissione e in Aula per impedire che anche questo scempio venga realizzato”.
Così il deputato democratico della commissione Affari costituzionali ed ex vice ministro dell’Interno, Matteo Mauri.
Dichiarazione di Rachele Scarpa, deputata Pd
“109 persone di troppo: è questo il corpo del reato che costa 20 giorni di fermo amministrativo e migliaia di euro di multa alla nave open arms. È il decreto Ong, applicato in tutta la sua cinica semplicità: chi effettua più di un salvataggio alla volta, viene punito. La colpa di open Arms è di aver rispettato la legge del mare e il diritto internazionale. Dopo aver effettuato, coordinata da MRCC un salvataggio e ricevuta un'altra segnalazione di richiesta di soccorso da un’imbarcazione alla deriva, essendo la nave più vicina ha raggiunto e salvato anche quei naufraghi.
Pericolosi criminali? No. 94 minori non accompagnati su 109 persone. Sono loro e i loro soccorritori i capri espiatori, gli oggetti di propaganda della destra al governo. Siamo con Open arms: salvare vite non è reato.
"La Tunisia non è un paese sicuro. E non si tratta di chissà quale oscuro complotto che vuole screditare il governo Meloni. Lo dice la sezione immigrazione del Tribunale di Firenze che è stata chiamata a esprimersi sul ricorso proprio di un cittadino tunisino a cui è stato negato lo status di rifugiati perché il suo Paese è ritenuto sicuro.
E per definire la Tunisia come paese non sicuro, il Tribunale cita fonti accreditate. Tra queste anche il nostro ministero degli Esteri secondo cui, scrivono i giudici, "la Tunisia è investita da una grave crisi democratica con una significativa concentrazione di tutti i poteri in capo al presidente Saied". Il Tribunale cita anche le elezioni, definite democratiche dal governo Meloni, ma alle quali ha votato solo il 9% dell'elettorato. A questo si aggiungono informazioni raccolte da fonti quali l'Onu e il Consiglio d'Europa, ad esempio, sulle "terribili condizioni" a cui vengono costretti i migranti subsahariani che si trovano nel Paese, fatti oggetto di una violenta campagna d’odio lanciata dal presidente Kais Saied in persona. Posso anche testimoniare direttamente, essendo stata da poco in Tunisia con il collega Peppe Provenzano, che nel paese si avverte forte un clima di paura a causa di misure repressive messe in atto nei confronti chiunque critichi il presidente. L’accusa è di complotto contro lo Stato. Dopo aver inviato l’esercito a sbarrare l’ingresso ai deputati eletti in Parlamento, dopo aver destituito il governo, dopo aver rimosso il Consiglio della magistratura e aver fatto arrestare i leader delle opposizioni, Saied ha trascinato la Tunisia verso la dittatura.
La lista dei paesi sicuri va dunque aggiornata escludendo la Tunisia e per le cittadine e i cittadini che arrivano dal paese nordafricano "non può ritenersi giustificata la deroga alle regole relative al diritto di asilo e all'accesso alla giustizia” come dicono, ancora, i giudici di Firenze". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"Dieci anni fa, davanti a Lampedusa, annegavano almeno 368 persone, prevalentemente eritree: uomini, donne, bambini in fuga da un regime spietato e in cerca di pace e sicurezza.
Una delle più grandi tragedie del mare. Ricordo, perché ero Presidente della Camera e andai con una delegazione di deputate e deputati. Ricordo lo strazio di tutte quelle bare nell’hangar dell’aeroporto dell’isola. E anche l’allora premier Enrico Letta volle rendere omaggio alle vittime. E subito dopo istituì la missione Mare Nostrum.
Oggi, a Lampedusa, insieme a ragazze e ragazzi di tutta Europa, il Comitato 3 Ottobre ha organizzato diversi eventi tra cui la rassegna “A Europe of Rights” per ricordare quella tragedia, nessun rappresentante del governo ha avvertito la necessità di partecipare alle commemorazioni. Pensavamo fossero illazioni di stampa. Abbiamo aspettato fino ad ora. E invece no! Nessun ministro si è scomodato. Neanche un sottosegretario E la cosa, forse, più grave è che non abbiano sentito neanche una dichiarazione di cordoglio della premier. Speriamo di sbagliarci noi, ma temo di no perché, anzi, in questi giorni abbiamo dovuto sentire esponenti di primo piano della maggioranza sostenere che bisogna “dissuadere i salvataggi” e che gli stati europei che finanziano le navi umanitarie vogliono fare “invadere l’Italia dai migranti”, che chi salva le persone in mare rappresenta “un pericolo per l’Italia”.
Invece di fare la guerra alle ONG o attaccare altri stati europei e, addirittura, la magistratura, il governo dovrebbe farsi capofila di un’operazione europea di monitoraggio e salvataggio, ma non lo fa. Così come servono vie legali per entrare in Italia e in Europa, rivedere l’accordo di Dublino prevedendo anche la redistribuzione tra gli stati membri, riformare la legge Bossi-Fini che lo stesso Gianfranco Fini ha definito obsoleta. E anche questo il governo non lo fa. Serve che l’Unione europea elabori una strategia e stringa accordi con i paesi di origine dei migranti per rafforzare la cooperazione internazionale fondata sul rispetto dei diritti umani. E invece di smantellarla, serve tornare all’accoglienza diffusa e una piena attuazione della Legge Zampa sulla tutela dei minori non accompagnati.
Basta misure inefficaci, basta decreti propaganda, basta cercare un nemico al giorno, basta urlare al complotto. Siete al governo: assumetevi le vostre responsabilità a cominciare dal salvare seriamente le vite in mare". Così oggi nell'aula di Montecitorio Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente sui diritti umani nel Mondo.
“Il 3 ottobre 2013, davanti a Lampedusa, 368 vite umane furono spezzate. L'Italia reagì da sola istituendo Mare Nostrum. Oggi più che mai è necessaria una missione Mare Nostrum europea accanto a canali legali di ingresso e alla revisione di ‘Dublino’. Bisogna fare di più, insieme”.
Lo scrive su X il capogruppo Pd in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca.
"A Lampedusa 10 anni fa una strage senza precedenti. 368 morti, profughi che fuggono da guerre e fame. Anche oggi si continua a morire. L'EU tentenna e la destra torna a parlare di respingimenti. Serve una responsabilità comune per salvare le vite e vie legali per ingressi in UE". Lo scrive sui social il deputato PD Stefano Vaccari dell'Ufficio di Presidenza della Camera.
Dichiarazione di Matteo Mauri, deputato Pd
La decisione del Tribunale di Catania di non convalidare il primo provvedimento di trattenimento di un migrante disposto da una Questura è la dimostrazione che il Decreto voluto dal Governo è semplicemente illegittimo e inapplicabile. Il fatto strano non è la scelta del Tribunale di Catania, che ha usato argomenti giuridicamente solidi e che abbiamo evidenziato anche noi nelle scorse settimane, ma il commento del Capogruppo di FdI alla Camera Tommaso Foti. Foti si stupisce che un giudice legga e comprenda le Direttive Europee, invece di interpretarle e forzarle come sta facendo il Governo.
Quando la propaganda va al Governo inevitabilmente non può che produrre danni e figuracce internazionali.
Conviene che Foti, Meloni e Salvini riflettano su questo piuttosto che provare a piegare la Magistratura ai propri desideri. L'incapacità conclamata di gestire l'accoglienza, il desiderio irrefrenabile di apparire come gli sceriffi del mare e l'isolamento rispetto ai principali Paesi europei mettono l'Italia in una situazione che non si merita che fanno male al nostro Paese.
"Sull'immigrazione il governo italiano e' ormai piu' che imbarazzante e sta trascinando il Paese in un vicolo cieco: liti continue con i partner europei, toni minacciosi nei confronti di chi e' in disaccordo, accanimento contro le Ong che salvano vite in mare e ora anche contro i presunti "falsi minori". Come ha detto la ministra tedesca Annalena Baerbock "ogni vita umana conta, ogni persona che annega durante la traversata nel Mediterraneo non e' solo una morte di troppo perche' si tratta sempre anche di un padre, una figlia, un amico". La ministra ha anche parlato di rivedere il regolamento di Dublino che penalizza i paesi di primo approdo dei migranti come l'Italia. Questa a mio avviso e' l'unica posizione politica, giuridica e umana da tenere, che denota la statura di un Paese e non si sottrae alle proprie responsabilita': salvare vite umane in mare e condividere a livello europeo la gestione dei richiedenti asilo. A questa posizione il governo italiano e i partiti di maggioranza rispondono in modo dissennato. Esponenti della Lega sostengono che la Germania, finanziando l'attivita' del salvataggio di alcune Ong, commette "un atto ostile verso l'Italia". Mentre in FdI c'e' chi dice che il governo vuole "dissuadere" i soccorsi pensando che cosi' si contengano gli arrivi. E contemporaneamente il governo si accanisce contro i presunti "falsi minori", cancellando le principali garanzie previste dalla legge Zampa. Secondo le nuove regole, i ragazzi di 16 anni che sono arrivati soli, saranno costretti a stare nei centri insieme agli adulti, esposti cosi' a rischi di abusi. Anche questa e' solo becera propaganda sulla pelle dei piu' fragili. I minori arrivati quest'anno sono meno di quelli arrivati lo scorso anno. Non c'e' alcuna emergenza se non la carenza di strutture di accoglienza a cui il governo dovrebbe provvedere e non lo fa. Nessuna di queste misure ha effetti reali sulla gestione dei flussi: e' solo crudele repressione utile a mostrare il pugno duro agli occhi, soprattutto, dell'elettorato di destra deluso. Un quadro desolante e preoccupante rispetto al quale Meloni, se fosse lungimirante, dovrebbe riflettere e cambiare rotta". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui ditti umani nel Mondo.
“In sede parlamentare durante la trattazione del dl immigrazione il Partito Democratico, con un emendamento a mia firma, ha posto in modo deciso il tema delle risorse per il comune di Lampedusa e il tema del risarcimento dei danni per le imprese locali. Il continuo stato di emergenza impedisce la programmazione di investimenti e l'esercizio ordinario di alcune attività imprenditoriali. Serve anche un tavolo condiviso con i rappresentanti del territorio per la programmazione e distribuzione delle risorse. Lampedusa e i lampedusani non possono essere lasciati soli”. Lo dice il deputato e segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, che ieri proprio da Lampedusa ha dato il via alla Festa regionale dell’Unità con un convegno dal titolo “SOS Europa”. Presenti, tra gli altri, il capogruppo Pd in Senato, Francesco Boccia, la deputata dem Giovanna Iacono, il capogruppo Pd all’Ars, Michele Catanzaro e il capogruppo Pd al comune di Lampedusa, Totò Martello.
“L'emergenza migranti ha avuto in questi mesi picchi di presenze mai viste prima. E' stato possibile fronteggiare l'emergenza - ha concluso Barbagallo - grazie alla disponibilità dei lampedusani e allo sforzo delle forze dell'ordine e dei volontari. Certamente è sotto gli occhi di tutti il fallimento del governo Meloni nelle politiche di accoglienza”.
“Sta diventando come l’araba fenice”
“Ministro, oggi lei ha un’occasione quasi storica: far luce su quello che sta diventando uno dei più grandi misteri italiani: il Piano Mattei. La Presidente del Consiglio ne aveva parlato un anno fa nel suo discorso di insediamento alle Camere. Da allora, non abbiamo saputo nulla. Se non che avete scomodato un grande antifascista per un piano che evidentemente non c’è. Perché questo Piano Mattei sta diventando un po' come l'araba fenice: “che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”. Gli unici luoghi in cui non ne avete parlato, sono proprio quelli in cui avreste la responsabilità di farlo: il Consiglio dei Ministri e il Parlamento. Azioni, progetti, risultati attesi, cifre. Questo sarebbe un Piano. Non lo pretendiamo. Ma almeno un sito, un volantino, qualcosa da leggere, uno straccio di idea, quello sì. Invece, anche oggi ministro Tajani non ci ha dato nessun elemento concreto, nessun impegno reale.
Ha solo confermato tutti gli errori di impostazione che sospettavamo. State piegando tutta la politica estera al contenimento dei flussi migratori, esponendoci al ridicolo di fronte al consesso della Nazioni, a quei paesi africani che subiscono la pressione di milioni di profughi di guerra, sete e fame ai loro confini e ai quali parlate di “emergenza immigrazione” per le poche decine di migliaia di persone che la vostra scelleratezza ha concentrato a Lampedusa. Gli unici progetti e investimenti reali sono legati all’energia fossile, secondo un modello “estrattivo” che è l’esatto contrario dello spirito di cooperazione paritaria. Allora basta menzogne. Mentre parlavate di Mediterraneo e Africa avete tagliato 50 milioni alla cooperazione allo sviluppo, marginalizzando tutti gli operatori coinvolti. Ma pensate davvero di competere, da soli, con potenze come Cina, Russia e Turchia? Serve l’Europa. E con voi manca l’Europa. La Francia dice non saperne nulla. La Repubblica federale tedesca è stata paragonata dal partito del suo collega vice premier alla Germania nazista. Non la invidio, domani, quando incontrerà la sua omologa a Berlino.
Su priorità strategiche come il Mediterraneo e l’Africa, ci dovrebbe essere se non condivisione, almeno un confronto. Accettate di farlo in Parlamento, di fronte al Paese. Perché vi negate? Cosa avete da nascondere?”
Così Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri della segreteria nazionale del Pd, nella replica in Aula al ministro degli Esteri durante il Question Time.
“Nel messaggio che l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Carla Garlatti, ha consegnato oggi in occasione dell'illustrazione della Relazione al Parlamento sulle attività svolte nel 2022, si sottolinea come i diritti di bambini e ragazzi vadano messi al centro delle politiche pubbliche in maniera strutturale, coinvolgendoli nelle scelte, puntando su prevenzione e recupero, rifiutando la rincorsa delle emergenze e il nascondersi dietro la propaganda. Ma da questo punto di vista, possiamo solo constatare come il governo Meloni e la sua maggioranza di destra stiano invece andando nella direzione opposta operando contro l’infanzia e i minori. Lo dimostra l’atteggiamento dell’esecutivo sulla vicenda delle detenute madri, che continuano ad essere recluse insieme ai loro bambini e non in strutture idonee alla loro particolare condizione, ed anche l’assenza di una politica per quanto concerne i migranti minori non accompagnati, come emerso nell’ultimo decreto. Governo, quindi, decisamente bocciato”.
Lo dichiara la responsabile Giustizia del Partito Democratico e deputata della commissione Giustizia, Debora Serracchiani.
“Un governo forte con i deboli e debole con i forti. Lo abbiamo visto in queste ore, cambiando in tutta fretta le norme che tassano le banche ma ipotizzando, nel Consiglio dei Ministri di oggi, il pugno duro contro gli adolescenti stranieri che arrivano in Italia. Mai un governo aveva messo in discussione la presunzione della minore età per i migranti, ma l’esecutivo di Giorgia Meloni ora sta valutando questa decisione insieme a nuove regole sull'accoglienza che smantellano le garanzie per i più giovani”. Lo afferma in una nota la deputata dem Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.
“Un messaggio ribadito con chiarezza oggi anche dall'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, Carla Garlatti. E' impensabile - sottolinea l'esponente Pd - che nei casi dubbi debba essere il minore straniero a dover dimostrare la propria età".
"Si aggiunga - conclude Di Biase - che la bozza del decreto prevede modifiche alla legge 47, introducendo promiscuità nel sistema di accoglienza tra adulti e minori. C'è tempo per ripensarci, per conservare umanità nelle decisioni e non usare i minori stranieri come simbolo delle politiche contro l'immigrazione".