12/03/2026 - 14:51

Regione chiarisca su dimissioni della commissaria Asp annunciate da Fdi

“Ormai sulla sanità siciliana siamo al surreale. Oggi un deputato nazionale di Fratelli d’Italia comunica, a mezzo stampa, le dimissioni della commissaria straordinaria dell’asp di Siracusa. Non l’assessorato, non il governo della Regione, ma un deputato. Ora pretendiamo di sapere se l’assessorato abbia mai ricevuto una comunicazione di dimissioni da parte della commissaria straordinaria, quando l’abbia ricevuta e soprattutto perché non abbia comunicato correttamente questo fatto lasciando, sostanzialmente, gestire all’onorevole Cannata una questione pubblica con modalità da fatto privato.
La triste verità è che la sanità in Sicilia è completamente allo sbando, con un governo regionale che oramai non controlla più nulla, con le aziende sanitarie terra di conquista e scorribanda piegate agli interessi particolari di questo o quel deputato che si erge a satrapo.
Al centrodestra della salute dei siciliani pare non interessare, dell’efficenza del sistema ancor meno. Tutti gli interessi sono per le poltrone, gli affari spesso illeciti e il potere.
Uno scenario desolante, mentre Schifani non dice una sola parola e continua a fingere di governare una situazione oramai ed evidentemente non più gestibile. Se ne vada, lo faccia per la Sicilia e porti via con se le scorie di una stagione di vergogne e miserie”. Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari del PD Anthony Barbagallo e Antonio Nicita.

 

12/03/2026 - 11:13

"Abbiamo presentato un’interrogazione in Commissione di Vigilanza rivolta all'Amministratore Delegato della Rai per fare piena luce sull'assunzione di Giada Balloch. Secondo quanto si apprende da organi di informazione, la Balloch risulterebbe contrattualizzata dall'azienda con una modalità 'ibrida' in qualità di social media manager. L’obiettivo della collaborazione sarebbe il rilancio dei contenuti di 'Domenica In' al fine specifico di promuovere sui social l’immagine di Tommaso Cerno, attuale direttore de 'Il Giornale', volto del programma della domenica di Rai1 e conduttore della striscia quotidiana '2 di picche' su Rai2."
"Il caso appare estremamente opaco sotto il profilo della trasparenza e dell'opportunità. Giada Balloch è infatti figlia di Stefano Balloch, esponente di spicco di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia, il quale risulta unito civilmente dal 2022 proprio a Tommaso Cerno. Ci troviamo di fronte a un intreccio di rapporti politici e personali che solleva interrogativi inquietanti sulla gestione delle risorse del servizio pubblico e sulle modalità di selezione del personale."
"Con il nostro atto ispettivo chiediamo all'Ad Rai di conoscere ufficialmente quale sia stata la modalità di reclutamento di Giada Balloch e in base a quali comprovate competenze sia stata scelta. È necessario chiarire se, in questa selezione, abbiano influito i legami di parentela con esponenti del partito di maggioranza e i rapporti personali con il conduttore di cui la stessa Balloch dovrebbe promuovere l’immagine. La Rai non può essere utilizzata per assecondare logiche familiari o di fazione."

Così i componenti del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza Rai.

 

05/03/2026 - 18:16

“Si è svolto oggi, nella Sala Berlinguer presso gli uffici del Gruppo PD alla Camera dei Deputati, un incontro di ascolto e confronto con le principali rappresentanze di categoria e dei lavoratori del cluster portuale, insieme ad amministratori locali delle città portuali, dedicato alla riforma della governance dei porti approvata dal Consiglio dei Ministri nel dicembre 2025 e che prefigura la creazione della società Porti S.p.A. L’incontro ha registrato una partecipazione ampia e qualificata. Nel corso degli interventi sono emerse diverse criticità rispetto alla riforma, a partire dal metodo adottato, caratterizzato dal mancato coinvolgimento delle parti interessate nella fase di elaborazione del provvedimento. Numerosi contributi hanno inoltre evidenziato questioni di merito, tra cui il rischio di uno svuotamento delle Autorità di Sistema Portuale di risorse economiche e umane, con possibili ricadute sulla loro capacità di sostenere i costi di funzionamento della futura Porti S.p.A. e di garantire l’efficacia della governance portuale. Al di là del percorso della riforma, attualmente in stallo in attesa dello sblocco da parte della Ragioneria dello Stato, restano aperte diverse questioni su cui il sistema portuale attende risposte concrete: dalla semplificazione e dalla chiara definizione dei rapporti di governance, al tema dei dragaggi, fino allo sblocco di alcune richieste legate al lavoro portuale, come il fondo di incentivo all’esodo, mantenendo fermo il principio di un mercato regolato. È emersa inoltre con forza l’esigenza di un sostegno reale alla rete dell’intermodalità e alle infrastrutture dell’ultimo miglio, non limitato alle sole aree strettamente portuali. A tre anni dalla risoluzione sulla portualità presentata in Parlamento e a fronte dell’annuncio di una riforma che rischia di non concretizzarsi mai, mancano ancora risposte puntuali alle questioni che il sistema pone da troppo tempo. A questo quadro si aggiunge la complessa situazione internazionale che, se dovesse protrarsi, richiederà interventi di sostegno e politiche mirate per garantire stabilità e competitività al sistema portuale nazionale. Il Partito Democratico si attiverà nelle Commissioni competenti e in Parlamento con proposte puntuali sui diversi temi emersi, sollecitando il Governo a fornire risposte concrete a un settore strategico per l’economia e lo sviluppo dell’intero Paese”.

 

05/03/2026 - 17:07

“La presidente del Consiglio doveva venire oggi in Aula a riferire sulla situazione in Iran. Chiediamo che lo faccia al più presto. Per questo tutte le opposizioni hanno proposto anche in capigruppo di distinguere le comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo da quelle necessarie sul conflitto in Iran: due passaggi diversi, che meritano tempi e un confronto parlamentare adeguati”. Lo ha detto, intervenendo in Aula alla Camera, il deputato del Pd Andrea Casu, che ha preso la parola per stigmatizzare i toni e le modalità con cui il capogruppo di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, ha reagito alle legittime richieste delle opposizioni. “Durante la Conferenza dei capigruppo  - ha spiegato Casu - abbiamo registrato una forte insofferenza, con interruzioni e toni minacciosi da parte del capogruppo Bignami nei confronti della nostra capogruppo Braga. Sono atteggiamenti inaccettabili, che non aiutano il corretto svolgimento del confronto parlamentare e per i quali sarebbe doveroso chiedere scusa. Non ci faremo intimidire: è evidente che la maggioranza è in difficoltà davanti a un passaggio che la presidente del Consiglio dovrebbe affrontare in Parlamento da cui, invece, continua a scappare”.

05/03/2026 - 10:48

“Le notizie emerse sulla stampa sulle recenti assunzioni all’interno di AGEA, l’agenzia che gestisce una parte fondamentale dei fondi destinati agli agricoltori italiani, sollevano interrogativi che non possono essere ignorati”.

Lo dichiara la deputata del Pd Antonella Forattini, capogruppo Pd in commissione Agricoltura della Camera.

“Secondo quanto riportato da un’inchiesta giornalistica, tra i nuovi ingressi figurerebbero militanti e figure riconducibili all’area politica di Fratelli d’Italia, molti dei quali provenienti da Gioventù Nazionale. Se tali ricostruzioni fossero confermate, saremmo di fronte a una gestione delle strutture pubbliche che contraddice apertamente la narrazione del cosiddetto ‘governo del merito’”.

“Forse non è un caso – aggiunge – che proprio ad AGEA , attraverso un emendamento del relatore al Coltiva Italia, il governo abbia deciso di destinare nuove risorse : 40 milioni di euro in tre anni, ai quali si aggiunge la possibilità per l’Agenzia di trattenere una quota del 2 per cento per la gestione delle pratiche. Risorse pubbliche rilevanti che appaiono destinate a finalità estranee ai compiti dell’Agenzia”.

“AGEA dovrebbe essere un presidio tecnico al servizio degli agricoltori, che da anni chiedono meno burocrazia e pagamenti più rapidi dei fondi europei. Per questo è indispensabile che resti una struttura trasparente e imparziale, non uno strumento per costruire strutture parallele attorno al ministero”.

“Forse è proprio per questo – conclude Forattini – che il governo non dovrebbe avere alcun timore a rendere pubbliche tutte le procedure di selezione e i curricula delle persone assunte. Per questa ragione chiederò l’audizione dei vertici di AGEA in Commissione Agricoltura e presenterò una richiesta di accesso agli atti sulle modalità di selezione del personale”.

 

04/03/2026 - 19:39

“Il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione a risposta scritta ai Ministri della Giustizia e dell’Economia e delle Finanze in merito all’utilizzo di un elicottero in dotazione alla Guardia di Finanza per la partecipazione del Ministro della Giustizia a un’iniziativa pubblica sul referendum. L’interrogazione, a prima firma di Debora Serracchiani, è stata rivolta anche al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per conoscere motivazioni, modalità di autorizzazione, costi dell’operazione, inquadramento dell’evento come impegno istituzionale o politico e per fare piena luce su eventuali danni arrecati al campo sportivo interessato dall’atterraggio.

04/03/2026 - 11:02

"Ho provveduto a segnalare alle nostre autorità diplomatiche in Argentina la grave violazione delle regole elettorali da parte del massimo organismo di rappresentanza degli italiani della circoscrizione consolare di Rosario (la seconda per numero di elettori dopo Buenos Aires). Con un lungo post nel quale si illustrano le modalità del voto referendario si indica a titolo "esemplificativo" la indicazione della croce sul "SI" con tanto di foto illustrativa.  Ho provveduto a denunciare situazioni simili,  in alcuni casi meno eclatanti ma altrettanto gravi, alle autorità competenti e presenterò immediata interrogazione parlamentare a MAECI” così il deputato democratico eletto all’estero Fabio Porta.

25/02/2026 - 17:09

“La ministra Calderone afferma che il governo si occupa sin dal suo insediamento della stabilità del mondo del lavoro. Pensiamo che sia esattamente il contrario e lo confermano i comunicati citati dalla stessa ministra dai quali emergono vergognose condizioni con cui vengono trattati i riders nel nostro Paese. Sono in 20 mila sotto la soglia di povertà e il governo continua ad opporsi al salario minimo. L'unica evidenza che sfugge a Calderone è la realtà in cui versa il mondo del lavoro e per questo non riesce a dare risposte”. Lo dichiara il deputato e Responsabile Coesione territoriale del PD, Marco Sarracino, in replica alla ministra Calderone durante il Question Time alla Camera.
“Da questo governo – sottolinea il parlamentare dem - non è stata emanata una sola legge per combattere il precariato e le diseguaglianze nel lavoro: vale per i riders così come per il mondo della moda e dell'agricoltura dove si assistono a gravissimi episodi di sfruttamento. L'unica certezza data dal governo Meloni è l'instabilità lavorativa”.
“Che fine a fatto la delega sui salari di cui la ministra si è presa l'incarico? Nel silenzio di Calderone, i giovani vanno via dall'Italia perché è difficile trovare un lavoro e soprattutto con un salario dignitoso. Il governo dovrebbe concentrarsi sulla soluzione dei problemi e non della scaletta di Sanremo. Un governo contro i congedi parentali, contro il salario minimo e contro i diritti dei lavoratori”, conclude Sarracino.

24/02/2026 - 16:10

“Il governo non può annunciare misure per il lavoro nel Mezzogiorno e poi lasciarle bloccate nei meandri amministrativi”.

 

Lo dichiarano i deputati PD, Silvio Lai e Arturo Scotto, che hanno presentato un’interrogazione in commissione Lavoro alla ministra Calderone.

“La decontribuzione prevista dalla legge n. 207 del 2024 e dalla legge n. 199 del 2025 - spiegano - rappresenta uno strumento importante per sostenere l’occupazione stabile e ridurre il divario territoriale. Per il 2026 sono stati stanziati oltre 1,5 miliardi di euro. Tuttavia, molte imprese del Sud, in particolare quelle di maggiori dimensioni, segnalano l’impossibilità di accedere concretamente al beneficio a causa del mancato sblocco dei flussi Uniemens e dell’attivazione dei codici di conguaglio da parte dell’Inps. Non si tratta di dettagli tecnici, ma di certezze per chi investe e assume. Il ritardo rischia di compromettere la programmazione aziendale, generare tensioni finanziarie e indebolire la credibilità delle politiche di decontribuzione. Il Mezzogiorno non ha bisogno di annunci, ma di strumenti pienamente operativi e tempestivi. Chiediamo al governo di assumersi le proprie responsabilità, chiarire immediatamente le ragioni del ritardo e intervenire con urgenza per garantire la piena operatività della misura, valutando anche modalità di recupero delle agevolazioni non fruite nel 2025. Se si vuole davvero sostenere il lavoro stabile nel Sud - concludono - occorre passare dalle dichiarazioni ai fatti, assicurando tempi certi e un’applicazione uniforme delle norme”.

 

24/02/2026 - 11:35

“Morti, feriti, animali domestici uccisi. La stagione venatoria appena conclusa ha lasciato dietro di sé una scia di episodi drammatici che non possono essere ignorati. Chiediamo al governo trasparenza e dati certificati anche ai fini della adeguatezza delle misure di prevenzione adottate con norme e regolamenti e conseguente copertura dei rischi nei contratti delle società assicuratrici”. Lo dichiara la deputata del Pd, Eleonora Evi, prima firmataria di una interrogazione al Governo, firmata anche dai deputati del PD Mauri, Roggiani, Prestipino e Barbagallo.

“Gli episodi di cronaca si moltiplicano. I fatti dei Nebrodi, così come tanti altri incidenti riportati dalle cronache locali e nazionali, dimostrano che il tema della sicurezza nelle aree rurali non può più essere rimandato. I cittadini, i cacciatori stessi, meritano risposte chiare”, aggiunge Evi.

“Chiediamo al Governo di richiedere all’IVASS – Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni – una comunicazione dettagliata al Parlamento sui dati relativi all’assicurazione obbligatoria connessa alla caccia: numero e ammontare degli indennizzi liquidati, modalità di verifica dell'adempimento, distinzione tra polizze collettive delle associazioni venatorie e contratti individuali. Si chiede inoltre che siano resi disponibili dati disaggregati su morti, feriti, danni a cose e animali d’affezione uccisi o feriti, suddivisi per tipologia di caccia e per regione. Solo con dati certi si possono costruire politiche efficaci per la sicurezza di tutti.
Vorremmo sapere quali iniziative concrete il Governo intenda adottare per rafforzare la sicurezza nelle campagne italiane alla luce dei dati acquisiti”, conclude la dem.

 

20/02/2026 - 13:10

“Il provvedimento sulla manipolazione delle campagne elettorali e referendarie attraverso l'uso dell'Intelligenza artificiale sui social, che in Commissione è stato ritenuto cruciale trasversalmente, è stato stoppato inspiegabilmente e irragionevolmente dal governo. Il rischio di inquinamento nel nostro Paese e a livello internazionale è reale e la proposta di legge, a prima firma Ascani, delinea modalità di intervento chiare per risolverlo”.  Lo dichiara il deputato PD Andrea Casu in discussione generale sulla proposta di regolamentazione dell'IA sui social.
“La questione – sottolinea il parlamentare - è di portata gigantesca, se consideriamo che 44 milioni di italiani sono attivi sui social e se un italiano su due si informa prevalentemente su Internet. Che informazione passa sui social network? È certificata o verificata? Se è vero che abbiamo norme che regolamentano i giornali e le tv, non possiamo dire lo stesso per questi nuovi strumenti. È urgente porre rimedio, intervenire per tutelare la nostra democrazia: se il voto non è libero e consapevole, vengono minate le basi della nostra vita democratica”.
“La proposta di legge che vuole il PD modifica la disciplina della propaganda elettorale vigente per adeguarla ai nuovi mezzi di informazione e comunicazione, perché siano riconoscibili e sanzionabili contenuti ingannevoli e manipolati prodotti con l’IA, un'innovazione tecnologica non neutrale ma di proprietà privata. Lavoriamo su questa proposta di legge allora, colleghi, tutti insieme, con responsabilità e impegno”, conclude Casu.

18/02/2026 - 13:20

Adeguamenti al Codice della strada, campagne di comunicazione mirate e risorse dedicate per promuovere una nuova cultura dello spazio urbano

Sempre più italiani si muovono a piedi o in bicicletta. Secondo l’ultimo Rapporto sulla mobilità dell’ISFORT oltre il 28% degli spostamenti quotidiani avviene in queste modalità: ma sicurezza e infrastrutture restano il nodo cruciale da sciogliere al fine di rafforzare la tutela di pedoni e ciclisti e promuovere concretamente la mobilità attiva. È in questo contesto che si colloca la nuova proposta di legge presentata oggi alla stampa dalla deputata Valentina Ghio: un progetto che ha visto la collaborazione di FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, coinvolta nella redazione del testo col supporto di Andrea Colombo, esperto legale di mobilità e sicurezza stradale.

“Questa proposta di legge nasce da un dato evidente: sempre più persone scelgono di muoversi a piedi o in bicicletta, ma spesso in condizioni di elevata vulnerabilità. Serviva quindi un intervento organico che aggiornasse le norme e introducesse una gerarchia della mobilità centrata sulla tutela di pedoni e ciclisti” – dichiara l’on. Valentina Ghio prima firmataria della proposta di legge

“Non si tratta solo di modifiche tecniche, ma di un cambio di prospettiva – prosegue Ghio –

Siamo tutti pedoni e le strade devono diventare luoghi più sicuri e vivibili, dove camminare o pedalare sia una scelta normale e non un rischio. Inoltre strade meno trafficate sono un vantaggio anche per chi non può fare a meno di utilizzare la macchina.

Per rendere concreto questo cambiamento istituiamo il Fondo nazionale per la mobilità attiva e introduciamo strumenti a supporto degli enti locali.

Investire sulla mobilità attiva significa investire in salute, ambiente e città più inclusive, a misura di tutte le persone”, conclude la deputata.

Puntuale e articolato, il testo si fa interprete di un nuovo scenario urbano, abbracciando numerosi aspetti della mobilità. I cambiamenti proposti non coinvolgono solo il Codice della Strada ma estendono la propria efficacia anche al Codice Civile. Fra i diversi punti del codice stradale interessati dalla proposta si trova, innanzitutto, l’ampliamento delle definizioni. Il concetto di mobilità attiva viene introdotto a monte, con una distinzione fra le figure di “utente più forte” – chi utilizza mezzi con maggior massa, potenza o velocità – e di “utente della mobilità attiva”. Le nuove definizioni sono determinanti per introdurre una gerarchia che tuteli gli utenti più esposti in caso di collisione. Con la modifica del secondo comma dell’articolo 2054 del Codice civile, infatti, viene stabilito che, in caso di incidente, il conducente del veicolo più pesante o potente è considerato, fino a prova contraria, maggiormente responsabile.

La proposta introduce numerose misure volte a incentivare gli spostamenti a piedi e in bici e a proteggere l'incolumità degli utenti attivi. Ad esempio, i marciapiedi dovranno avere una larghezza minima di 2 metri, e i guidatori dovranno superare i ciclisti almeno a un metro e mezzo di distanza in ogni caso. Inoltre, i Comuni potranno installare più facilmente attraversamenti pedonali rialzati (dove avviene la maggior parte degli investimenti mortali), e i mezzi pesanti dovranno essere dotati di sensori elettronici per rilevare la presenza laterale di pedoni e ciclisti negli angoli ciechi.

Luigi Menna, Presidente di FIAB Italia, ha dichiarato: “Questa proposta di legge concentra l’attenzione sulla mobilità ciclistica quotidiana, ritagliando un ruolo importante ai ciclisti che ogni giorno percorrono le strade cittadine, statisticamente più pericolose. La diminuzione delle collisioni stradali passa obbligatoriamente attraverso la prevenzione, in particolare limitando la velocità degli autoveicoli – ad esempio tramite i passaggi pedonali e ciclabili rialzati e ampliando gli spazi urbani sicuri per ciclisti e pedoni, come le zone urbane e scolastiche”

La proposta introduce chiare norme per la governance, risorse e monitoraggio: è infatti prevista l’istituzione del CIPOMA, Comitato Interministeriale per le Politiche di Mobilità Attiva, che ha il compito di assicurare il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici e la Direzione Generale per la Mobilità attiva preso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Comuni e altri enti si dovranno dotare di strumenti mirati per valutare in modo continuativo l’efficacia delle politiche adottate e la validità delle infrastrutture implementate.

Viene istituito il Fondo nazionale per la mobilità attiva, con una dotazione iniziale pari a 300 milioni di euro per il triennio.

La costruzione di un reale cambiamento culturale nella mobilità passa inevitabilmente attraverso un’adeguata formazione e informazione. In questa prospettiva, la proposta a cui anche FIAB ha dato il proprio contributo prevede interventi specifici sull’educazione alla tutela della mobilità attiva. Un ruolo centrale è assegnato anche alla comunicazione: la pubblicità degli autoveicoli dovrà essere accompagnata da messaggi che promuovano la guida sicura, l’uso della mobilità attiva, di quella condivisa e del trasporto pubblico. A tal fine, una quota pari al 5% delle spese pubblicitarie destinate alla promozione dei veicoli sarà utilizzata per realizzare campagne istituzionali dedicate alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale.

 

17/02/2026 - 19:05

“Bene l’approvazione dell’emendamento al milleproroghe che proroga la Cassa integrazione per le aree di crisi complessa, un intervento necessario per sostenere lavoratrici, lavoratori e territori che stanno attraversando gravi difficoltà industriali.

Resta adesso però davvero incomprensibile la scelta del Governo e della maggioranza di bocciare l’emendamento del Partito Democratico che prevedeva una analoga proroga anche per le PMI del settore della moda.

Il comparto sta vivendo una crisi capillare, con aziende che chiudono ogni giorno e una filiera in forte sofferenza. Una situazione che riguarda uno dei settori trainanti del Made in Italy, pilastro della nostra economia.

Non intervenire significa lasciare sole migliaia di imprese e lavoratori e abbandonare un settore strategico per il Paese. Per questo continueremo a chiedere al Governo di assumersi le proprie responsabilità e di garantire strumenti adeguati anche alla moda”.

Così Simona Bonafè, capogruppo Pd in Commissione Affari costituzionali della Camera.

 

17/02/2026 - 17:22

La censura dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci nello spot di apertura dei collegamenti RAI per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sta facendo il giro del mondo, come riportato oggi anche dal The Guardian. L’opera originale, conservata alle Gallerie dell’Accademia di Venezia nel Gabinetto Disegni e Stampe, è stata mostrata in versione modificata, con la rimozione dei genitali. Secondo i componenti democratici della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, la RAI si sarebbe lavata le mani, scaricando la responsabilità sulla Olympic Broadcasting Services, ma la questione riguarda direttamente la tutela del patrimonio culturale nazionale in ambiente digitale e il suo corretto sfruttamento ai sensi del codice dei beni culturali. Per questo il Partito Democratico ha depositato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta per “chiedere al Ministero della Cultura se l’utilizzo dell’immagine sia stato autorizzato, se l’autorizzazione includesse l’adattamento grafico e la profonda alterazione dell’opera originale, a quanto ammonti il pagamento ricevuto dal Ministero per i diritti sull’opera, se il Ministro Giuli fosse a conoscenza dell’uso e se gli uffici preposti del MIC ritengano corrette le modifiche apportate a un pezzo così fondamentale del patrimonio culturale”. Lo si legge in una nota dei componenti democratici della Commissione Cultura che sottolineano la “necessità di chiarire le responsabilità e le modalità dell’autorizzazione, e più in generale se sia stato rispettato il dettato del codice dei beni culturali per la riproduzione delle immagini del patrimonio culturale in contesti digitali e mediatici”.

 

17/02/2026 - 10:53

“La decisione annunciata da Vantive, controllata dal fondo Carlyle, di mettere in vendita lo stabilimento Gambro Dasco di Medolla, in provincia di Modena, rappresenta un fatto gravissimo che mette a rischio centinaia di posti di lavoro e colpisce uno dei poli storici e strategici del biomedicale italiano”.

 

Lo dichiarano i deputati del PD, Stefano Vaccari, Andrea De Maria e Maria Cecilia Guerra, che hanno presentato un’interrogazione ai ministri delle Imprese e del Lavoro per chiedere un intervento urgente del governo.

“Dopo mesi di attesa di un piano industriale mai arrivato - proseguono i parlamentari Pd che a novembre avevano già presentato un’interrogazione rimasta inevasa - e dopo l’impegno assunto dall’azienda al tavolo regionale di dicembre, la comunicazione della vendita del sito rappresenta una rottura unilaterale e inaccettabile. Ancora una volta assistiamo a scelte dettate esclusivamente da logiche finanziarie di breve periodo, senza alcuna visione industriale e senza rispetto per un territorio che ha costruito nel tempo competenze, innovazione e occupazione qualificata".

I parlamentari PD sottolineano come il sito di Medolla sia un punto di riferimento per l’intera area Nord modenese e per il comparto biomedicale nazionale, eccellenza riconosciuta a livello internazionale.

“Chiediamo ai ministri competenti - aggiungono - di attivare immediatamente un tavolo nazionale, in raccordo con la Regione Emilia-Romagna e con le organizzazioni sindacali, per garantire la piena salvaguardia occupazionale, vigilare sulle modalità e sui tempi dell’eventuale cessione, favorire la ricerca di soggetti industriali solidi e affidabili, definire un vero piano di rilancio produttivo e tecnologico del sito. Non si può consentire che un asset strategico per la competitività del Paese venga smantellato senza un confronto trasparente e senza un progetto industriale credibile. Il governo deve assumere un ruolo attivo e responsabile per difendere lavoro, competenze e filiera produttiva. La mobilitazione dei lavoratori e delle istituzioni locali dimostra che il territorio è unito. Ora - concludono - serve una risposta chiara e concreta da parte dell’esecutivo”.

 

 

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