04/05/2026 - 10:29

“Alla luce delle criticità riscontrate nel bando di gara europea n. 3278, pubblicato il 25 marzo 2026 dalla SRR ATO n. 4 Agrigento Provincia Est, relativo all’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani in dieci Comuni del territorio, ne riteniamo necessaria l’immediata sospensione, perché le modalità e i tempi previsti non garantiscono né trasparenza, né qualità nella progettazione del servizio”. Lo dichiara la deputata del Pd Giovanna Iacono.

“Il primo elemento di forte perplessità riguarda i tempi estremamente ridotti concessi alle imprese per la presentazione delle offerte: appena 40 giorni, a fronte dei 90 giorni previsti nel precedente bando del 2018. Una compressione così significativa dei tempi, che rischia di compromettere la qualità delle proposte progettuali, soprattutto in considerazione della complessità del servizio e dell’ampiezza del territorio interessato.
A ciò si aggiunge una tempistica che appare politicamente inopportuna: la procedura di gara e l’eventuale aggiudicazione si collocano a ridosso delle imminenti elezioni amministrative, sottraendo di fatto alla futura amministrazione la possibilità di valutare e indirizzare una scelta strategica per la città e per il territorio.
Preoccupa, inoltre, l’aumento significativo dei costi del servizio per il Comune di Agrigento, con un importo annuo che supera gli 8,6 milioni di euro, rispetto ai circa 7,2 del precedente affidamento. Tutto ciò comporterà il rischio concreto di un ulteriore aggravio della TARI per i cittadini, già tra le più alte d’Italia, senza evidenti miglioramenti nella qualità del servizio.”

“Una gara di tale portata - conclude Iacono - richiede tempi adeguati, approfondimenti tecnici seri e un pieno coinvolgimento delle istituzioni locali, al fine di garantire un servizio qualitativamente migliore, efficiente ed economicamente sostenibile, e realmente vantaggioso per le cittadine e per i cittadini.”

 

29/04/2026 - 15:23

La capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, interviene in merito alle recenti dichiarazioni della direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, dalle quali emerge l’intenzione di avviare una diatriba legale con il Teatro La Fenice riguardo alle modalità del suo licenziamento da parte del sovrintendente.
“Siamo di fronte all’ennesimo caso in cui, oltre al danno, si rischia di aggiungere la beffa. La Fenice, una delle più importanti istituzioni culturali del Paese, si troverà ora a dover gestire una vicenda complessa che, indipendentemente dall’esito, comporterà un significativo impiego di tempo e risorse. Per non parlare del danno reputazionale che è sotto gli occhi di tutti. Quanto sta accadendo è il frutto di una gestione della cultura da parte della destra, e in particolare di Fratelli d’Italia, che sta producendo effetti dannosi diffusi. Le istituzioni culturali vengono caricate dei costi di una politica miope e irresponsabile, che considera la cultura come terreno di occupazione anziché come patrimonio da tutelare e valorizzare. Una volta chiariti tutti gli sviluppi della vicenda, chiederemo in Parlamento di fare piena luce sugli eventuali costi che il caso Venezi avrà determinato per le casse dello Stato italiano. Giuli, che ha responsabilità politiche in questo ambito, dovrebbe riflettere seriamente su quanto sta accadendo e assumersene fino in fondo le conseguenze”, conclude Manzi.

28/04/2026 - 17:53

"Esprimo, a nome del Partito Democratico, la più piena vicinanza e solidarietà alle musiciste e ai musicisti del Teatro La Fenice di Venezia, oggetto di inaccettabili minacce di morte. Si tratta di episodi gravissimi, che colpiscono non solo le persone direttamente coinvolte, ma l’intero sistema culturale del nostro Paese. Di fronte a questi fatti non si può e non si deve mai abbassare la guardia". Lo afferma Irene Manzi, capogruppo del Pd in Commissione Cultura alla Camera. "Ci aspettiamo una presa di distanza chiara e una solidarietà unanime da parte di tutte le forze politiche. La difesa della libertà artistica e della sicurezza di chi lavora nella cultura deve essere un terreno condiviso, sottratto a ogni ambiguità".

"Ribadiamo con fermezza la nostra posizione su questa vicenda e, più in generale, sul modo in cui il partito della Presidente Meloni, attraverso ministri e figure istituzionali legate alla cultura, sta gestendo le politiche culturali del Paese. Un approccio divisivo, spesso caratterizzato da toni e modalità che alimentano tensioni e contrapposizioni, che il sistema culturale italiano non merita. Il ministro Giuli rivendica a parole l’autonomia della cultura, ma nei fatti assistiamo a un utilizzo delle istituzioni culturali – dai musei ai teatri, fino alle fondazioni liriche – come terreno di scontro identitario e politico. Il caso di Venezia rappresenta purtroppo uno degli esempi più evidenti di questo fallimento".

 

28/04/2026 - 14:50

“Già queste prime audizioni hanno fatto emergere numerosi aspetti tecnici e costituzionali che non consentono un esame lampo della legge elettorale. Al Parlamento servono tempi e modalità adeguate all’importanza di questa riforma”. Lo afferma la capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè.
“La maggioranza – aggiunge – non può pensare di approvarla da sola. Il testo all’esame è il frutto di un accordo interno alla sola maggioranza, ma quando si scrivono le regole del gioco è necessario condividerle insieme, con un confronto ampio e trasparente”.

24/04/2026 - 13:27

Intervento nella notte alla Camera del deputato PD Andrea Casu, nel corso della seduta fiume sul decreto sicurezza, durante la quale il Partito Democratico è intervenuto con 58 interventi, definendo il provvedimento “il fallimento dell’azione del Governo Meloni” in materia di sicurezza.

 

Nel suo intervento, Casu ha criticato l’operato dell’Esecutivo, parlando di “modalità totalmente discrezionali” nell’assegnazione delle risorse pubbliche, con riferimento a diversi settori, a partire da quello culturale.

 

Il deputato ha quindi fatto riferimento alla presenza in Aula del Sottosegretario alla Cultura Cannella, richiamando quanto riportato nelle ultime ore dalla stampa, in particolare da La Stampa in un retroscena firmato da Ilario Lombardo.

 

“Diamo il benvenuto in Aula al Sottosegretario Cannella – ha dichiarato Casu – di cui abbiamo appreso dalla stampa una certa capacità nel reperire risorse, riuscendo da vicesindaco di Palermo a finanziare per 600.000 euro un progetto cinematografico denominato ‘Tf45’ di cui è coautore. Chiederemo conto in altre sedi di questa situazione, perché è fondamentale comprendere quali siano i criteri con cui vengono assegnate le risorse pubbliche in Italia”.

 

Casu ha inoltre definito “una ferita politicamente molto grave” la mancata assegnazione di fondi al film su Giulio Regeni.

 

“Tuttavia oggi siamo qui per discutere di sicurezza – ha proseguito – e proprio per questo servono risorse per la sicurezza dei cittadini”.

 

Il deputato ha quindi richiamato la bocciatura degli emendamenti PD sia alla Camera che al Senato, sottolineando la necessità di interventi immediati: “Servirebbero le risorse per far scorrere la graduatoria dei 2.700 vice ispettori e realizzare tutte le assunzioni necessarie delle forze dell’ordine”.

 

24/04/2026 - 13:23

Giuli chiarisca immediatamente’

I deputati democratici della Commissione Cultura della Camera hanno depositato un’interrogazione parlamentare al Ministero della Cultura per fare piena luce su quanto emerso in queste ore sugli organi di stampa, in particolare in un articolo a firma di Ilaria Lombardo.

Secondo le ricostruzioni giornalistiche, il neo-sottosegretario alla Cultura Cannella avrebbe ricevuto, in qualità di autore, finanziamenti dal Ministero della Cultura per la produzione di un’opera cinematografica. Una circostanza che, se confermata, impone la massima trasparenza e un chiarimento puntuale.

“Non formuliamo giudizi preventivi – dichiarano i deputati dem – ma riteniamo doveroso verificare che tutte le procedure di assegnazione dei fondi pubblici siano avvenute nel pieno rispetto delle norme e senza alcuna ombra”.

La questione, sottolineano i parlamentari, riguarda non solo il caso specifico ma un principio generale: “Chi si candida a ricoprire un ruolo così delicato come quello di sottosegretario alla Cultura, chiamato ad affrontare dossier fondamentali tra cui proprio i criteri e le modalità di assegnazione delle risorse al settore cinematografico, deve poter garantire assoluta limpidezza e assenza di conflitti o opacità”.

Per questo motivo, nell’interrogazione si chiede al Ministero della Cultura di fornire con urgenza tutta la documentazione relativa al procedimento di finanziamento: dai bandi ai criteri di selezione, dalle commissioni valutatrici agli atti finali di assegnazione.

“È una questione di trasparenza nei confronti delle istituzioni e dei cittadini – concludono i deputati PD – e di tutela della credibilità di un settore strategico come quello culturale e audiovisivo. Giuli deve fare piena luce”.

 

22/04/2026 - 13:20

La verifica della copertura finanziaria di un provvedimento è un passaggio sostanziale e fondamentale per l’equilibrio di bilancio e il rispetto della Costituzione. Il parere “favorevole” al Decreto Sicurezza espresso dalla Commissione Bilancio mostra evidenti dubbi sulla quantificazione degli oneri e sulla copertura economica di alcune norme e dunque in contrasto all’articolo 81 della Costituzione.

Per questo i capigruppo di opposizione hanno chiesto un incontro al Presidente Fontana per chiarire le fonti di finanziamento del decreto, per una riflessione sul ruolo della Commissione e sulla qualità del processo legislativo sotto il profilo finanziario.

Di seguito il testo della lettera.

Onorevole Presidente,

con la presente intendiamo sottoporre alla Sua attenzione una questione di particolare rilievo istituzionale concernente il ruolo e le funzioni della Commissione bilancio, con specifico riferimento all’esercizio delle prerogative connesse alla verifica del rispetto dell’articolo 81 della Costituzione.

Nel corso dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge in materia di sicurezza (A.C. 2886), sono emerse criticità significative sotto il profilo della quantificazione degli oneri e della relativa copertura finanziaria di alcune disposizioni – in particolare degli articoli 19, 20, 21 e 24 – che incidono su istituti suscettibili di produrre effetti finanziari rilevanti.

In particolare, il ricorso a formulazioni generiche, quali il riferimento alle “facoltà assunzionali previste a legislazione vigente”, non appare idoneo a soddisfare il requisito costituzionale della previa quantificazione degli oneri, né a garantire una effettiva dimostrazione della copertura. A fronte di puntuali richieste di chiarimento formulate in sede consultiva dalla Commissione bilancio, il Governo non ha fornito elementi informativi idonei a consentire una verifica compiuta degli effetti finanziari delle norme.

Nonostante tali carenze istruttorie, la Commissione bilancio ha espresso parere favorevole sul provvedimento. Tale circostanza pone un problema di ordine generale, attinente al corretto esercizio della funzione di garanzia che la Commissione è chiamata a svolgere nell’ambito del procedimento legislativo.

Come è noto, la verifica della copertura finanziaria non costituisce un adempimento meramente formale, ma rappresenta un presidio essenziale a tutela dell’equilibrio di bilancio e della conformità delle leggi ai principi costituzionali. In tale prospettiva, la mancanza di una puntuale quantificazione degli oneri rischia di determinare uno scostamento tra il piano formale delle dichiarazioni di neutralità finanziaria e quello sostanziale degli effetti reali delle disposizioni.

Alla luce di quanto sopra, si ritiene opportuno avviare una riflessione condivisa sul ruolo effettivo della Commissione bilancio e sulle modalità con cui essa esercita le proprie funzioni istruttorie e di garanzia, al fine di assicurare il pieno rispetto delle prerogative parlamentari e dei vincoli costituzionali.

Pertanto, Le chiediamo di voler valutare l’opportunità di un incontro con la Presidenza della Camera, cui possano partecipare i Presidenti dei gruppi parlamentari, finalizzato ad approfondire le questioni sopra richiamate e ad individuare possibili linee di indirizzo volte a rafforzare la qualità del procedimento legislativo sotto il profilo finanziario.

Confidando nella Sua sensibilità istituzionale sul tema, restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro.

 

 

20/04/2026 - 12:01

Lettera al Presidente per convocare commissioni.  

 

E’ in corso un tentativo da parte della maggioranza di indebolimento del procedimento legislativo che sempre più rischia di compromettere la capacità dell’Assemblea di deliberare in modo pienamente informato, anche su aspetti sensibili come diritti fondamentali e profili costituzionali.

È quanto denuncia una lettera al Presidente Fontana contro la decisione di non convocare le commissioni per i pareri sul Decreto Sicurezza inviata da Chiara Braga e Luana Zanella, capigruppo del Pd e di Avs alla Camera dei Deputati.

Di seguito il testo della lettera.

Egregio Presidente, Roma, 20 aprile 2026 Al Presidente della Camera dei deputati On. Lorenzo FONTANA SEDE con la presente si intende sottoporre alla Sua attenzione una questione di particolare rilievo concernente le modalità di esame del disegno di legge A.C. 2886, recante la conversione del decreto-legge in materia di sicurezza. Come è noto, il corretto svolgimento del procedimento legislativo, anche con riferimento ai disegni di legge di conversione dei decreti-legge, presuppone il pieno coinvolgimento delle Commissioni parlamentari competenti, sia in sede referente sia in sede consultiva, al fine di garantire una valutazione approfondita, sistematica e tecnicamente adeguata dei contenuti normativi. Nel caso di specie, il provvedimento è stato assegnato in sede consultiva alle Commissioni III (Affari esteri), IV (Difesa), V Bilancio e Tesoro), VI (Finanze), ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria, VII (Cultura), IX (Trasporti), XI (Lavoro), XII (Affari sociali), XIV (Politiche dell'Unione europea). Tuttavia, allo stato, risultano convocate per l'espressione del prescritto parere unicamente le Commissioni III (Affari esteri) e V (Bilancio e Tesoro), mentre le ulteriori Commissioni assegnatarie non risultano poste nelle condizioni di esercitare le proprie prerogative. È ben noto come nella prassi parlamentare non manchino precedenti di provvedimenti pervenuti all'esame dell'Assemblea in assenza dei pareri delle Commissioni in sede consultiva. Tuttavia, nel caso in esame, tale circostanza si inserisce in un quadro procedurale già compromesso, alla luce delle modalità con cui il decreto-legge è stato esaminato nel precedente ramo del Parlamento e della inaccettabile ristrettezza dei tempi disponibili presso la Camera. In tale contesto, la mancata attivazione della sede consultiva determinerebbe un ulteriore vulnus al corretto procedimento legislativo, incidendo in modo rilevante sulla pienezza del coinvolgimento delle Commissioni competenti, sulla qualità complessiva dell'istruttoria parlamentare e sulla possibilità per l'Assemblea di deliberare su un testo adeguatamente istruito sotto tutti i profili rilevanti, inclusi quelli costituzionali, ordinamentali, finanziari e di tutela dei diritti fondamentali. Alla luce di quanto sopra esposto, si chiede pertanto che la Presidenza voglia valutare l'opportunità di assumere le necessarie iniziative affinché tutte le Commissioni competenti in sede consultiva siano tempestivamente convocate e possano esprimere i rispettivi pareri sul disegno di legge A.C. 2886, in coerenza con le finalità di garanzia e di qualità della legislazione sottese al sistema delineato dal Regolamento della Camera. Confidando nella Sua attenzione al rispetto delle prerogative parlamentari e delle garanzie procedurali, si porgono distinti saluti.

Chiara Braga, Luana Zanella 

 

14/04/2026 - 14:38

Con la nomina della commissione provinciale per il congresso prende avvio il percorso congressuale che interesserà, nelle prossime settimane, tutti i livelli organizzativi del partito: i circoli, le unioni comunali e la federazione provinciale.

Si apre una fase importante della nostra vita democratica, che si svolgerà nel rispetto delle regole definite dal regolamento congressuale regionale approvato il 7 febbraio 2026, che disciplina tempi e modalità di svolgimento dei congressi su tutto il territorio. Nel percorso congressuale definito dal pd regionale e nazionale rientra anche l’Unione Comunale di Pisa, che non ha completato il percorso del congresso straordinario sospeso lo scorso luglio e che celebrerà anch’essa il congresso in questa tornata.

Una scelta resa necessaria per armonizzare il calendario congressuale. Dobbiamo essere grati alla comunità democratica cittadina per la lunga attesa di una decisione ed il nuovo sforzo ora chiesto.

Arriviamo a questo appuntamento dopo mesi di lavoro intenso sul territorio: un impegno diffuso nei circoli e nelle comunità locali, una gestione attenta e rigorosa del tesseramento che ha potuto appurare la credibilità di una appassionata comunità di militanti e, soprattutto, due importanti campagne elettorali che ci hanno visto protagonisti e vincenti, sia alle elezioni regionali sia nel recente appuntamento referendario.

Oggi il Partito Democratico pisano può ripartire con forza, consapevole delle proprie radici e delle energie che lo attraversano. Il percorso congressuale sarà un momento vero di partecipazione, confronto e rilancio, aperto al contributo degli iscritti, dei militanti e di tutte le sensibilità che compongono la nostra comunità politica. È questo lo spirito che anima il nostro partito, fondato sul pluralismo, sulla partecipazione e sulla trasparenza dei processi decisionali  .

Abbiamo davanti a noi sfide politiche e amministrative decisive. Nelle prossime settimane  saremo impegnati nelle elezioni amministrative che riguarderanno quattro comuni della nostra provincia, tra cui Cascina. E soprattutto dobbiamo fin da ora costruire il percorso per tornare alla guida dell’Amministrazione comunale di Pisa nel 2028.

Per farlo serve un Partito Democratico forte, unito e radicato, capace di interpretare i bisogni della comunità e di costruire un progetto credibile di governo per la città e il territorio. Il congresso non è solo un passaggio statutario: è l’occasione per rafforzare la nostra proposta politica, valorizzare nuove energie e consolidare una classe dirigente all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte.

Da qui ripartiamo: con serietà, apertura e responsabilità.

Vinicio Peluffo, deputato Pd e Commissario Federazione provinciale PD Pisa 

 

14/04/2026 - 14:02

“Sulla partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia, continuiamo a registrare ambiguità da parte del governo. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a parole si è schierato, ma tutto si è poi trasformato in un nulla di fatto, eccezion fatta per la sanzione minacciata dalle istituzioni europee. Non è certo a colpi di carte bollate che si gestisce il patrimonio culturale italiano”. Così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, che denuncia la “forte preoccupazione per le modalità con cui il governo sta procedendo, che finiranno per determinare un taglio di 2 milioni di euro ai finanziamenti alla Biennale”.
“È lecito chiedersi come sia possibile che il Ministero non riesca a dialogare nemmeno con figure che esso stesso ha contribuito a nominare, per giungere a decisioni di buon senso senza dover ricorrere allo scontro. Questa inattività rischia di tradursi nella perdita di importanti fondi europei, che rappresentano un sostegno essenziale per il sistema culturale e per il prestigio internazionale delle nostre istituzioni”

13/04/2026 - 17:23

"Le modalità della manifestazione di ieri al Pilastro a Bologna, le minacce al Sindaco Lepore, a cui va tutta la mia solidarietà, gli atti vandalici contro sedi istituzionali ripropongono un tema che ho sollevato più volte. Il dissenso è sempre legittimo ed è giusto si possa esprimere liberamente, ma in democrazia quella legittimità viene meno di fronte a qualunque deriva di violenza e di intolleranza. La storia d' Italia ci insegna che quando si legittimano violenza ed intolleranza  i rischi di una deriva incontrollabile sono grandissimi. Tutte le forze politiche e sociali sono chiamate ad essere nettissime sul rifiuto della violenza, rifiutando  qualsiasi ambiguità". Così Andrea De Maria, deputato PD.

 

 

13/04/2026 - 15:41

“Non è stato insultato solo il Santo Padre, guida morale e spirituale per miliardi di fedeli, ma con lui tutte le donne e gli uomini che nel mondo sentono forte in questi tempi terribili l’incessante richiamo alla pace, al dialogo, alla difesa della dignità umana che rappresenta con il suo messaggio e con il suo esempio.

L’arroganza di Donald Trump ha toccato il punto più basso in queste ore e la Presidente Meloni non può continuare a fare finta che non sia successo, il Governo Italiano deve reagire con nettezza, con parole inequivocabili e definitive di condanna, come paese, come istituzioni democratiche non possiamo continuare a piegarci senza reagire, a sottometterci a chi per perseguire contro di noi i propri interessi politici ed economici è pronto a calpestare tutto, anche la figura del Papa”. Lo ha detto in Aula il deputato del Pd Andrea Casu, intervenendo a nome del Partito Democratico “per chiedere alla Presidenza nelle forme e nelle modalità che riterrà opportune di far pervenire a Papa Leone XIV tutta la vicinanza, la solidarietà e il sostegno del gruppo del Pd per gli ignobili attacchi e minacce che ha subito in queste ore da Donald Trump. Ci auguriamo che tale vicinanza e sostegno siano condivisi da tutte le forze politiche presenti in Parlamento”, ha concluso Casu.

 

10/04/2026 - 15:21

"Solidarietà al collega Peppe Provenzano che ieri sera è stato letteralmente aggredito dal conduttore durante una puntata di Porta a Porta, su Rai1. A Provenzano è stato intimato di stare zitto per ben due volte, una modalità del tutto estranea a ogni deontologia professionale.
Toni e gestualità così aggressivi e totalmente fuori luogo non sono giustificabili né ammissibili da parte di chi conduce una trasmissione, soprattutto sulla TV pubblica, e dovrebbe mantenere una posizione di terzietà". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

10/04/2026 - 13:42

“La scelta del ministero della Cultura di non finanziare il docufilm dedicato a Giulio Regeni è stata  grave e con motivazioni purtroppo deboli e politiche , come sembrano confermare anche le dimissioni avvenute in questi giorni di Paolo Mereghetti, Massimo Galimberti e ieri di Ginella Vocca, componenti delle sottocommissioni Cinema del Mic. Abbiamo posto la questione anche in Aula, durante il question time, con un’interrogazione a prima firma della nostra segretaria Elly Schlein, per chiedere spiegazioni sulle valutazioni compiute dalla sottocommissione ministeriale  che appaiono  motivate più da intenti politici che da ragioni artistiche ”. Lo afferma Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura alla Camera.

“Il ministro – aggiunge l’esponente dem - ha preso le distanze dalle decisioni della commissione, ma il punto riguarda anche le modalità con cui queste commissioni vengono formate. In queste ore emergono notizie giornalistiche che collegano componenti delle commissioni a esponenti della maggioranza, del partito della Presidente del Consiglio Meloni e del ministro Giuli, delineando una vera e propria filiera interna ai processi di valutazione. Il caso del docufilm su Regeni è emblematico e dimostra come il metodo Giuli che vuole la politicizzazione delle commissioni, la riduzione delle risorse e un approccio egemonico rappresentino un mix micidiale per l’industria cinematografica. Un’industria che, giustamente, sta reagendo e alla quale va tutta la nostra solidarietà. La cultura e l’arte cinematografica devono restare libere dalla politica”.

“È un quadro – conclude Manzi - che conferma ancora una volta come questo governo sia più interessato all’occupazione di ruoli e cariche che a sostenere davvero la cultura e l’intero settore cinematografico, come purtroppo i tagli dell’ultima legge di bilancio sembrano confermare”.

 

10/04/2026 - 09:53

“Ho presentato insieme alla collega Maria Cecilia Guerra un’interrogazione al ministro per lo Sport e i giovani per fare piena luce sulla decisione della Figc di affidare, a partire dal 2035, la produzione e distribuzione dell’album delle figurine della Nazionale al gruppo Topps, escludendo di fatto Panini, storica eccellenza italiana e leader mondiale del settore”.

 

Lo dichiara Stefano Vaccari, deputato Pd e segretario di Presidenza della Camera.

“Non si tratta solo di una scelta commerciale - prosegue Vaccari - ma di una decisione che ha un forte impatto simbolico, economico e industriale. Panini rappresenta da oltre sessant’anni un pezzo importante dell’immaginario collettivo legato al calcio. Dalle informazioni disponibili emergono inoltre elementi di criticità nelle modalità con cui l’accordo sarebbe stato approvato perché inserito tra le varie ed eventuali del Consiglio federale, senza un confronto preventivo, senza il parere della Lega Calcio di serie A e senza il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. È necessario chiarire perché non sia stata attivata una procedura realmente aperta e competitiva, capace di garantire piena trasparenza e pari opportunità tra operatori. Ancora più rilevante è il fatto che l’intesa entrerà in vigore solo nel 2035, ma vincola già oggi anche le future governance federali”.

Con l’interrogazione Vaccari chiede al governo se sia a conoscenza della vicenda, quali elementi abbia acquisito in merito ai contenuti e alle modalità del contratto tra Figc e Topps e quali iniziative intenda assumere “per assicurare il rispetto dei principi di trasparenza e libera concorrenza@.

“Trasparenza, correttezza e tutela delle eccellenze italiane non possono essere considerate aspetti secondari. Per questo - conclude Vaccari - continuerò a seguire con attenzione questa vicenda, nell’interesse del sistema sportivo e produttivo del Paese”.

 

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