14/04/2026 - 10:00

“Le segnalazioni su possibili sospensioni  nelle autorizzazioni e nei pagamenti delle pratiche sisma, che chiamerebbero in causa anche Cassa depositi e prestiti, destano forte preoccupazione, perché investono un passaggio decisivo per la continuità della ricostruzione”, dichiara il deputato del Partito Democratico Augusto Curti, che annuncia per le prossime ore un’iniziativa parlamentare.
“Qualora tali circostanze trovassero conferma, ci troveremmo di fronte a una situazione grave e pericolosa che non ha precedenti, il rallentamento dei flussi finanziari inciderebbe sull’avanzamento dei cantieri, sull’equilibrio economico di imprese e professionisti e sulla tenuta sociale di comunità che attendono risposte certe”, prosegue Curti.
“È quindi indispensabile che Meloni e il suo Governo chiariscano senza indugio se Cassa depositi e prestiti abbia disposto o richiesto sospensioni per ragioni normative, regolamentari o finanziarie, e quali iniziative urgenti intenda assumere per garantire continuità alle erogazioni. Nei territori del cratere non sono ammissibili incertezze su un meccanismo essenziale per il regolare avanzamento della ricostruzione”, conclude.

13/04/2026 - 17:21

“Sarebbe grave se, proprio nel giorno in cui la Camera sarà chiamata a votare lo scudo parlamentare per Giusi Bartolozzi, le opposizioni si trovassero decimate a causa delle sospensioni”. Lo ha dichiarato il deputato del Partito Democratico Andrea Casu, intervenendo sull’ordine dei lavori a Montecitorio.
“Domani, infatti, le opposizioni si troveranno con dieci parlamentari in meno - ha sottolineato Casu - impossibilitati a partecipare ai lavori dell’Aula per effetto dei provvedimenti disciplinari ingiusti e sproporzionati adottati nei giorni scorsi. Domani non ci saranno, perché colpiti da sospensioni, Bakkali, Auriemma, Boldrini, Caso, Mari, Cuperlo, De Maria, Ferrara, Fratoianni e Lomuti. Una situazione che rischia di incidere su votazioni considerate particolarmente rilevanti, proprio mentre l’Aula è chiamata a esprimersi su un provvedimento delicato come lo scudo parlamentare. Casu ha sottolineato infine come “questa concomitanza sollevi un tema di equilibrio e correttezza del confronto democratico, evidenziando alla Presidenza della Camera una forte preoccupazione per le possibili ricadute sulla piena agibilità parlamentare e sulla credibilità delle istituzioni”.

 

 

03/04/2026 - 13:02

Il governo continua a navigare a vista sul caro carburanti, incapace di mettere in campo misure strutturali. Il decreto bollette ne è l’ennesima dimostrazione. Si continua a tirare avanti con proroghe temporanee sul taglio delle accise fino al primo maggio, rimandando ogni decisione con un generico “poi vedremo”, come dichiarato dal ministro Giorgetti. Ma cosa si intende fare davvero?
Si vuole continuare a inseguire le emergenze a colpi di decreto, oppure esiste una strategia per stabilizzare in modo duraturo i prezzi di benzina e gasolio? Ad oggi, non è dato saperlo.
Eppure, in campagna elettorale, Meloni e Salvini promettevano con toni altisonanti un taglio significativo delle accise, chiedendo fiducia agli italiani. Promesse rimaste tali. Nessuna riduzione strutturale, nessun intervento concreto.
Il quadro è lo stesso anche su altri fronti. Aumenti di stipendi e pensioni assenti, tutele sanitarie insufficienti, liste d’attesa ancora interminabili. Non si tratta di episodi isolati, ma di un insieme di mancate risposte che delineano con chiarezza le difficoltà economiche e sociali di questo governo.
Più che una direzione politica, emerge una gestione improvvisata, fatta di rinvii e soluzioni temporanee. E intanto i cittadini continuano a pagare il conto.

Lo dichiara Silvio Lai, deputato Pd della Commissione Bilancio della Camera

 

02/04/2026 - 11:47

"Nell'Italia di Giorgia Meloni si sospendono per 5 giorni parlamentari antifascisti, me compresa, che hanno pacificamente impedito a neofascisti e neonazisti di varcare la soglia della Camera dei deputati e usare la sala stampa.

Ci avrebbero dovuto ringraziare per aver impedito un tale sfregio e invece siamo stati giudicati colpevoli di antifascismo e per questo non potremo partecipare ai lavori della Camera per 5 giorni. Una decisone vergognosa e pericolosa, voluta dalla destra nell’ufficio di presidenza della Camera e di cui Fontana si assume la responsabilità, un segnale per dare soddisfazione alla galassia neofascista e neonazista che infatti ha prontamente esultato, promettendo di tornare presto a Montecitorio.

Di contro, sempre nell’Italia di Giorgia Meloni, si prepara lo scudo per salvare la ex capa di gabinetto del ministro Nordio dal processo per il caso Almasri e si sanziona senza conseguenze un ex sottosegretario che ha omesso di comunicare alla Camera la sua partecipazione in una società intestata alla figlia diciottenne di un prestanome della camorra.

L'antifascismo è la prima garanzia per la democrazia di questo Paese e non ci può essere spazio nelle istituzioni della Repubblica per chi si richiama esplicitamente al periodo più buio della nostra storia contemporanea, segnato da una dittatura sanguinaria e liberticida com'è stato il fascismo.
Sappiamo che per la destra che è al governo la Costituzione è un fastidio perché si basa proprio sull'antifascismo. Stanno provando in ogni modo a smontarla e a indebolirne i valori fondamentali, ma noi la difenderemo nelle urne, nelle piazze e in Parlamento. I fascisti non possono entrare nelle istituzioni della Repubblica. L'ho detto e lo ripeto: lo rifarei altre 100 volte". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

28/03/2026 - 10:20

Abbiamo trasformato il diritto alla cura in un bonus contro la povertà.

“Il disegno di legge sui caregiver proposto dalla ministra Locatelli non solo è insufficiente, ma culturalmente sbagliato. Parliamo di circa 7 milioni di persone, soprattutto donne, per lo più in età lavorativa, che non tanto per scelta, ma per necessità rinunciano anche al lavoro per un carico di cura insostenibile. Una situazione aggravata dalla mancanza di servizi: mancano i servizi di residenzialità, l'assistenza domiciliare integrata, i centri diurni, che oggi danno risposta a una percentuale risibile degli over 65. L'Italia copre infatti con i servizi di residenzialità solo il 3% degli over 65, in un paese che ne conta circa 15 milioni, di cui 4 gravemente non autosufficienti". Così la deputata Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari Sociali.

"La legge – aggiunge Malavasi - individua quattro categorie di caregiver suddivise unicamente in base alle ore di assistenza, una scelta infelice che sminuisce il ruolo di chi si prende cura di una persona dal punto di vista umano, relazionale, nelle piccole necessità quotidiane, un ruolo che fa la differenza nella vita di milioni di anziani,  disabili e fragili. E riconosce un contributo economico solo a chi è convivente e ha un carico di cura di almeno 91 ore settimanali: meno di un euro all'ora. Abbiamo trasformato il diritto alla cura in un bonus contro la povertà. Il Pd chiede una legge universale, equa e strutturale. Una legge che dia piena dignità a tutti i caregiver, anche non conviventi e anche a chi non ha rapporti di consanguineità con la persona assistita. Non possiamo obbligare le persone a convivere con chi ha necessità, soprattutto oggi con una società molto frammentata, che registra circa il 30% di persone che nelle grandi città vive da solo. Il discrimine deve essere il carico di cura, non la residenza anagrafica. Si tratta di una visione anacronistica e non rispondente alla realtà e al bisogno delle nostre comunità".

“Queste – conclude Malavasi - sono le misure che consideriamo indispensabili: informazione, servizi di sollievo e sostegno, supporto psicologico, percorsi di formazione, flessibilità lavorativa, smart working e, punto del tutto assente nella proposta Locatelli, il riconoscimento dei contributi previdenziali e pensioni anticipate. Per tutti i caregiver, nessuno escluso, con tutele crescenti in base al carico assistenziale. Abbiamo bisogno che le donne possano continuare a lavorare. Senza contributi figurativi, le donne che oggi si prendono cura di un familiare diventeranno le anziane povere di domani, continuando a essere l'anello più debole anche all'interno del nucleo familiare. La cura non può essere un fatto privato, da risolvere tra le mure domestiche, ma richiede un sistema di welfare con servizi all'altezza di questo momento storico. Le poche risorse previste dalla legge vengono peraltro sottratte da fondi già dedicati alla disabilità e alla non autosufficienza, e vengono destinate a una platea molto ristretta, creando ulteriori discriminazioni in un mondo che chiede semplicemente dignità".

 

20/03/2026 - 16:20

Martedi 24 marzo ore 14.30 l’on. Eleonora Evi presenterà la Proposta di Legge "Delega al Governo per l'istituzione di codici ATECO specifici, linee guida nazionali sulle pensioni feline e istituzione di un Ente Nazionale di Certificazione nel settore felino". Si tratta della prima proposta di legge per una disciplina organica nazionale dedicata ai servizi professionali rivolti ai gatti domestici.

L'Italia conta oggi oltre undici milioni di famiglie proprietarie di un gatto. Un mercato in costante espansione che include pensioni feline, servizi di cat sitting, consulenza comportamentale e day care e che si è sviluppato in assenza di qualsiasi quadro normativo di riferimento, generando incertezze burocratiche, fiscali e sanitarie tanto per gli operatori quanto per gli utenti.

La proposta di legge intende colmare questo vuoto attraverso tre strumenti di intervento coordinati, sui quali i proponenti illustreranno contenuti, motivazioni e prospettive di sviluppo nel corso della conferenza.

Alla conferenza parteciperanno Massimo Persichino Founder de “Il Condomicio” e ASS.N.O.F Associazione Nazionale Operatori Felini.

 

17/03/2026 - 12:57

Hanno chiesto i voti promettendo di abbassare l’età pensionabile, ma dopo 3 anni oggi l’Inps lo dice chiaro: dal 2027 sarà necessario raggiungere 67 anni e un mese di età per andare in pensione.

E così il governo Meloni scarica ancora una volta il peso dei conti pubblici su lavoratrici e lavoratori.

Non si può continuare a chiedere sacrifici a chi ha già dato tutto, a chi svolge lavori gravosi, a chi ha carriere discontinue o precarie. Mentre il carrello della spesa aumenta e il prezzo dei carburanti raggiunge picchi mai visti per colpa di une guerra voluta dal loro amico Trump, servono misure per un lavoro dignitoso, stabile e ben retribuito.  E un sistema pensionistico che non usi la previdenza solo come un bancomat.

 

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

11/03/2026 - 11:02

“La maggioranza fa un parere con 16 prescrizioni al governo, dimostrando di essere spaccati su tutto, anche sulla sanità militare”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del Pd, Stefano Graziano e Ilenia Malavasi, rispettivamente capogruppo in commissione Difesa e Affari sociali della Camera, a proposito del decreto legislativo sulle disposizioni in materia di revisione della struttura organizzativa  e ordinativa della sanità militare.

“La maggioranza con 16 osservazioni bacchetta il governo sulla sanità militare. E da non dimenticare che anche tutti i sindacati militari si sono espressi contro questa riforma che non tiene conto dei reali bisogni dei militari.

In più in un momento così delicato a livello internazionale, con un quadro politico complesso, ci si occupa della sanità militare invece di occuparsi del benessere degli operatori della difesa (alloggi, pensioni, stipendi). Noi abbiamo chiesto al Governo di sospendere questa riforma e cambiare radicalmente tutto. È evidente ancora una volta che questo governo ha fallito anche su tema della sicurezza e difesa”, concludono i capigruppo dem.

 

04/03/2026 - 14:08
“La giornata internazionale della donna 2026 ha un significato particolarmente profondo: 80 anni fa, l'8 marzo l'Unione donne in Italia scelse di restituire all'intero Paese una ricorrenza di grande valore simbolico e politico e riprendere quella celebrazione significò riaffermare il protagonismo delle donne nella ricostruzione del Paese”. Lo dichiara la vice presidente del Gruppo PD alla Camera, Simona Bonafè.
“Quella del 1946 – continua la parlamentare dem - fu una scelta che non cadeva nel vuoto ma frutto di un cammino e battaglie già avviate, di una presenza femminile già affermata nella Resistenza, nel lavoro e nei movimenti sociali e civili. Le donne italiane erano già lì pronte a riprendere un discorso interrotto e sempre più avanti del posto in cui un mondo al maschile le aveva collocate, limitandone gli spazi e riconoscimenti.
“L'8 marzo – sottolinea Bonafè - va ben oltre il significato di una singola giornata: è un momento di consapevolezza e di responsabilità, utile per riflettere sul cammino compiuto e, soprattutto, su quello che c'è ancora da fare sui diritti, sul percorso individuale e, soprattutto, nei numeri. La disuguaglianza è evidente negli stipendi, nelle carriere, nelle pensioni e nelle barriere fatte di stereotipi e poteri radicati che ancora persistono”.
“Non solo l'8 marzo ma ogni giorno le donne staranno in prima fila e, come nel tempo hanno saputo conquistare gli spazi che meritavano, continueranno, anzi continueremo a farlo insieme raccogliendo l'eredità di chi ha aperto varchi prima di noi e ci affida la responsabilità di allargali ancora affinché siano spazi di diritti, opportunità e libertà per tutte e tutti”, conclude Bonafè.

 

04/03/2026 - 13:00

"Abbiamo chiesto alla ministra del Lavoro Calderone di venire a riferire in Aula sulla tenuta finanziaria del sistema pensionistico. Non per ascrivere responsabilità al governo, ma perché è un dovere morale e politico spiegare ai cittadini, ai lavoratori e alle lavoratrici italiane che oggi hanno 30, 40 e 50 anni quale sarà il loro futuro pensionistico". Lo dichiara il deputato dem Mauro Laus, componente della commissione Lavoro, intervistato sui canali social del gruppo Pd alla Camera.

"È una questione di una semplicità unica. Da quei dati — sottolinea l’esponente dem — ogni forza politica sviluppa le proprie soluzioni per rendere più chiara la situazione e dare consapevolezza ai lavoratori sul loro futuro previdenziale. Parliamo del rapporto tra lavoratori e pensionati. Niente di più, niente di meno. "Per essere chiaro, nessuno entra in un negozio a fare la spesa senza sapere quante risorse ha nel portafoglio. Qui non è una competizione su chi ha ragione e chi ha torto: parliamo dell'ABC. Se i cittadini non hanno questi dati, di cosa parliamo? Come possiamo sviluppare e spiegare delle politiche sul lavoro?".

"Chiediamo alla ministra – conclude Laus - di riferire in Aula con dati attendibili e proiezioni chiare e scientifiche. Su quelle si apre il confronto politico. Ma c'è anche un altro tema: il Parlamento non può essere silente. Abbiamo formalmente tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario e al potere legislativo va garantita almeno la possibilità di un confronto reale".

 

03/03/2026 - 16:21

“I dati diffusi oggi dall’Istat dicono una cosa molto semplice: la spesa quotidiana delle famiglie continua ad aumentare. L’inflazione generale è all’1,6%, ma i beni alimentari e quelli per la cura della casa e della persona crescono del 2,2%. L’inflazione di fondo, quella che misura l’andamento reale dei prezzi al netto dell’energia, è salita al 2,4%. I servizi registrano un aumento del 3,6%”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Silvio Lai.

“Non stiamo parlando di voci marginali, ma di ciò che incide ogni settimana sul bilancio delle famiglie. Aumentano i trasporti, aumentano gli alimentari freschi, aumentano i servizi. Intanto salari e pensioni non recuperano il potere d’acquisto perduto. E mentre questi numeri fotografano una pressione già in atto, i mercati energetici stanno reagendo all’escalation militare in Medio Oriente. Il prezzo del petrolio è già in forte rialzo e anche il gas sta registrando tensioni. Non è più un rischio teorico: è una dinamica che si sta producendo ora. Questo significa carburanti più cari, costi di trasporto in aumento e una nuova spinta inflattiva che rischia di scaricarsi direttamente sulle famiglie con il Governo italiano semplice spettatore”.

“Per questo il decreto bollette presentato dal Governo appena dieci giorni fa appare già superato. È stato costruito su uno scenario energetico stabile che oggi non esiste più. Senza meccanismi automatici di protezione contro gli shock energetici, rischia di diventare rapidamente inefficace. Le famiglie italiane hanno bisogno di certezze in una fase internazionale così instabile. Non si può continuare a rincorrere gli eventi. Serve una strategia strutturale per difendere il potere d’acquisto prima che l’onda dei rincari si scarichi di nuovo sui bilanci delle persone”.

 

03/03/2026 - 12:02

L’aumento del carrello della spesa è un segnale chiaro: il costo dei beni essenziali continua a crescere e a pesare sulle famiglie, mentre salari e pensioni non tengono il passo.
Non parliamo di numeri astratti, ma di difficoltà quotidiane per milioni di persone. Il Governo deve intervenire con misure concrete per difendere il potere d’acquisto, sostenere i redditi e contrastare le disuguaglianze.
Le famiglie non possono essere lasciate sole soprattutto in un contesto internazionale fortemente instabile e con prevedibile crescita del costo dell’energia.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD palla Camera dei Deputati.

 

26/02/2026 - 10:32

Dal governo Meloni fallimento su sicurezza, giustizia e tasse

“Il primo dato importante è che un ministro della Repubblica che fa anche il vicepremier dovrebbe essere un po' più attento nelle parole e soprattutto quando si sbaglia dovrebbe chiedere scusa, dovrebbe avere il coraggio di dire che ha sbagliato perché è nella responsabilità di un leader politico e la prima strumentalizzazione è stata esattamente la sua”. Lo ha detto Stefano Graziano, capogruppo PD in commissione difesa della camera ospite di agorà Rai3, riferendosi alle parole del vicepremier Matteo Salvini sul caso di Rogoredo.

“La seconda cosa che vorrei dire è che il nostro Paese, oggi governato dal Governo Meloni, rispetto a tre anni fa in cui c’era il Governo Draghi, è sicuramente meno sicuro. Se uno chiedesse a qualsiasi cittadino cosa ne pensa, direbbe certamente che questo governo ha fallito sui tre temi principali della sua azione, quello sulla sicurezza, sulle tasse e quello che riguarda la giustizia”, ha aggiunto Graziano.

“Penso che il decreto sicurezza sia un errore profondo. Fare un periodo in cui non si sa se l’indagato ha l’avviso di garanzia o meno, è profondamente sbagliato. Va data invece la tutela legale ai poliziotti e alle forze dell’ordine. Nessuno si deve sentire al di sopra della legge; tutti dobbiamo essere uguali rispetto alla legge; tutti devono avere la sicurezza e la condizione di essere difesi davanti alla legge.

Perché c'è Rogoredo? Rogoredo dimostra di essere un sobborgo in condizioni drammatiche ed è il fallimento delle politiche della sicurezza di questo governo. Quando noi diciamo lo Stato deve difendere il cittadino onesto e che io condivido, è chiaro ed evidente che chi più ha giocato sul tema della sicurezza e ha soffiato sul tema della sicurezza, avrebbe dovuto risolvere il problema di quelle zone come Rogoredo.

In più aggiungerei che io stesso sono sostenitore di una politica di sicurezza per le forze dell’ordine, ma dobbiamo dire con chiarezza che le forze dell'ordine da questo governo non hanno avuto un aumento di stipendio; c'è un problema che riguarda le assunzioni del personale; c'è un problema che riguarda gli alloggi; c'è un problema che riguarda le pensioni. Allora la mia domanda rivolta al governo è: ce ne occupiamo degli operatori di sicurezza oppure declamiamo soltanto delle politiche e delle parole senza nessuna azione concreta?”, ha concluso Graziano.

 

26/02/2026 - 10:28

Dal governo Meloni fallimento su sicurezza, giustizia e tasse

“Il primo dato importante è che un ministro della Repubblica che fa anche il vicepremier dovrebbe essere un po' più attento nelle parole e soprattutto quando si sbaglia dovrebbe chiedere scusa, dovrebbe avere il coraggio di dire che ha sbagliato perché è nella responsabilità di un leader politico e la prima strumentalizzazione è stata esattamente la sua”. Lo ha detto Stefano Graziano, capogruppo PD in commissione difesa della camera ospite di agorà Rai3, riferendosi alle parole del vicepremier Matteo Salvini sul caso di Rogoredo.

“La seconda cosa che vorrei dire è che il nostro Paese, oggi governato dal Governo Meloni, rispetto a tre anni fa in cui c’era il Governo Draghi, è sicuramente meno sicuro. Se uno chiedesse a qualsiasi cittadino cosa ne pensa, direbbe certamente che questo governo ha fallito sui tre temi principali della sua azione, quello sulla sicurezza, sulle tasse e quello che riguarda la giustizia”, ha aggiunto Graziano.

“Penso che il decreto sicurezza sia un errore profondo. Fare un periodo in cui non si sa se l’indagato ha l’avviso di garanzia o meno, è profondamente sbagliato. Va data invece la tutela legale ai poliziotti e alle forze dell’ordine. Nessuno si deve sentire al di sopra della legge; tutti dobbiamo essere uguali rispetto alla legge; tutti devono avere la sicurezza e la condizione di essere difesi davanti alla legge.

Perché c'è Rogoredo? Rogoredo dimostra di essere un sobborgo in condizioni drammatiche ed è il fallimento delle politiche della sicurezza di questo governo. Quando noi diciamo lo Stato deve difendere il cittadino onesto e che io condivido, è chiaro ed evidente che chi più ha giocato sul tema della sicurezza e ha soffiato sul tema della sicurezza, avrebbe dovuto risolvere il problema di quelle zone come Rogoredo.

In più aggiungerei che io stesso sono sostenitore di una politica di sicurezza per le forze dell’ordine, ma dobbiamo dire con chiarezza che le forze dell'ordine da questo governo non hanno avuto un aumento di stipendio; c'è un problema che riguarda le assunzioni del personale; c'è un problema che riguarda gli alloggi; c'è un problema che riguarda le pensioni. Allora la mia domanda rivolta al governo è: ce ne occupiamo degli operatori di sicurezza oppure declamiamo soltanto delle politiche e delle parole senza nessuna azione concreta?”, ha concluso Graziano.

24/02/2026 - 18:02

“Nelle pensioni si vede la maggior discriminazione che caratterizza tutta la vita delle donne. Questo rendiconto è utile perché ci fotografa una realtà di cui bisogna prendere atto e per cui bisogna intervenire: ecco perché chiediamo più congedi e di investire in modo diverso sul lavoro femminile”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, alla presentazione della rendicontazione di genere di CIV Inps presentata questo pomeriggio a Roma.

“Questo dipende dalle ingiustizie che ogni donna deve affrontare nel corso della propria vita lavorativa: mancata attività, discontinuità nelle carriere, retribuzioni più basse - ha proseguito la deputata dem - Soprattutto la questione salariale è evidente, in generale per chi lavora come riportato dalla scorsa analisi CIV ma in particolare per le donne. Il salario minimo favorirebbe un aumento al rialzo degli stipendi e servirebbe ad abbattere il gender pay gap”.

“Questi dati sono preziosi perché ci restituiscono una realtà evidente su cui nemmeno la propaganda di Governo può continuare a chiudere un occhio. La certificazione di genere, promossa dalla Legge 162 del 2021, e la trasparenza salariale che ci viene chiesta dall’Unione Europea possono essere degli strumenti adeguati per migliorare la situazione, ma devono essere affrontati con serietà e in modo strutturale, non con bonus una tantum” ha concluso Gribaudo.

 

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