29/01/2026 - 17:10

“Nella mozione presentata dalla maggioranza di destra ci sono una serie di falsità che meriterebbero un fact checking vero e proprio. Scrivono che monitoreranno l’aumento dell’età pensionabile avanzando l’ipotesi di intervenire nella prossima legge di bilancio. Nel frattempo per il 2027 e il 2028 c’è un aumento di tre mesi netto per il 96 per cento dei lavoratori italiani. Votato da loro. Poi annunciano interventi sulla flessibilità in uscita: eppure hanno svuotato opzione donna e tutti gli interventi su gravosi e usuranti. Infine, si impegnano a proseguire il tavolo con le parti sociali sulla previdenza. Una presa in giro: non viene convocato da 2 anni e 7 mesi, esattamente dal 23 giugno 2023. Chiediamo alla destra una cosa molto semplice: la smettano di prendere in giro gli italiani”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

29/01/2026 - 15:46

“Sulle pensioni si è consumato il più grande tradimento della destra. Avevano annunciato di abolire la Fornero invece hanno aumentato l'età pensionabile di tre mesi e nella discussione di oggi, dove le opposizioni insieme hanno chiesto di bloccare l'aumento dell'età pensionabile. Il governo non si è impegnato, ha detto che monitoreranno e forse faranno qualche intervento troppo poco non si prendono in giro le persone che lavorano e che soffrono.” Lo ha detto il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, a margine del voto finale alle mozioni sulle pensioni.

“Il governo Meloni - ha aggiunto l’esponente dem – sta programmando la riduzione del potere d’acquisto di milioni di italiani. Ricordo il rifiuto di approvare il salario minimo, il rinnovo dei contratti del pubblico impiego che recupera solo un terzo dell’inflazione perduta e le politiche che incentivano la precarietà. Tutto questo produce oggi salari bassi e domani pensioni povere, soprattutto per i giovani e per le donne. Salvini disse ‘se non abolisco la Fornero prendetemi a pernacchie’. Bene, secondo le stime della Cgil ci sono almeno 55 mila lavoratori che rischiano dal 2027 di restare senza reddito e senza contribuzione, avendo aderito a misure di uscita anticipata. Dal 2027 si lavorerà un mese in più, dal 2028 due mesi in più: chi ha già firmato accordi rischia di restare scoperto per tre mesi, senza ammortizzatori sociali”.

“Nel Milleproroghe – ha concluso Scotto - è comparso l’ennesimo condono per i datori di lavoro che non applicano correttamente i contratti collettivi e vengono condannati dalla magistratura. Ancora una volta questa destra sceglie di stare dalla parte degli sfruttatori e non degli sfruttati”

 

28/01/2026 - 15:25

“Il sottosegretario Durigon dice oggi, rispondendo al Question time di Avs, che il governo vuole contenere l’aumento automatico dell’età pensionabile. Purtroppo le chiacchiere stanno a zero: dal 1° gennaio 2026 si va in quiescenza più tardi di un mese e nel 2027 saranno complessivamente tre i mesi in più. Lo hanno deciso loro stessi con la Legge di bilancio. Se vogliono tornare indietro votino, domani la mozione unitaria delle opposizioni che chiede lo stop all’adeguamento automatico. Ai lavoratori va detta sempre la verità”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

27/01/2026 - 16:39

“Siamo curiosi di capire cosa farà il centrodestra sulla mozione presentata unitariamente dalle opposizioni sulle pensioni. Oggi la Cgil, con uno studio pubblicato ieri, annuncia che ci saranno altre migliaia di esodati, circa 55 mila, dopo la scelta fatta in legge di bilancio di adeguare all’aspettativa di vita l’età pensionabile. Sono i primi effetti del tradimento delle promesse fatte in campagna elettorale, innanzitutto dalla Lega. Chiediamo un confronto serio sulle misure concrete cha abbiamo presentato: nessuno può giocare più con la vita di chi lavora”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

27/01/2026 - 16:25

“Oggi in commissione ci siamo astenuti sugli investimenti da 1 miliardo sui sistemi d’armi perché chiediamo al governo che venga messa sul tavolo una discussione seria tra spese per il personale, spese per l’esercizio e spese per gli investimenti. Non è accettabile che il Governo propenda e si preoccupi solo degli investimenti senza pensare al personale delle forze armate e relativi esercizi. Il rapporto dovrebbe essere 50% investimenti, 25% personale e 25% esercizio. Oggi siamo completamente sbilanciati, 50-10-40.
Questo non va bene perché significa uno sbilanciamento sugli investimenti a danno dell’esercizio.
E questo non lo diciamo noi del Pd, ma lo dicono i capi di stato maggiore delle diverse forze armate audite.
In più vogliamo che il governo intraprenda una discussione seria sul benessere del personale delle forze armate che significa stipendi adeguati, pensioni e alloggi, temi che questo governo ha trascurato completamente”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera, in merito al voto di astensione odierno del Pd in commissione Difesa a proposito degli investimenti su armamenti militari.

26/01/2026 - 13:32

“E’ molto importante l’intesa unitaria tra Pd, M5S e Avs sulle pensioni. Avanziamo con la mozione una proposta concreta per bloccare l’aumento dell’età pensionabile e per dare una risposta alle giovani generazioni a cui è stata garantita solo una vita di precarietà e bassi salari. Su questo terreno chiediamo coerenza tra le parole e i fatti da parte di chi ci governa. Sulle pensioni si è consumato il più grande tradimento degli ultimi anni da parte della destra. Ora non possono più mettere la testa nella sabbia: dovranno confrontarsi con un testo scritto”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

26/01/2026 - 13:24

Quello che ha fatto il governo sulle pensioni è il più alto tradimento consumato a scapito degli elettori. Avevano promesso l’abolizione della Fornero e invece fanno crescere di anno in anno l’età per la pensione.
E al tempo stesso hanno eliminato tutte le altre possibilità che garantivano un minimo di flessibilità per alcune lavoratrici e lavoratori. Nel frattempo non è stato preso alcun provvedimento per la crescita né per migliorare le condizioni del lavoro, non vogliono il salario minimo e non hanno innalzato le pensioni minime come avevano promesso. Oggi un lavoratore povero guadagna meno che in qualsiasi altro paese europeo, ma se è un pensionato al minimo è ancora più povero.
La mozione, a prima firma Pd, che abbiamo presentato insieme a M5s e ad Avs chiede al governo di bloccare l’innalzamento dell'età pensionabile, garantire la gratuità dei riscatti della laurea, proteggere i giovani con una pensione minima garantita, combattere la precarietà e alzare i salari oggi per avere pensioni migliori domani.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

23/01/2026 - 10:05

“La ragioneria dello Stato stima che l’adeguamento automatico delle pensioni di vecchiaia all’aspettativa di vita crescerà di altri tre mesi nel 2029. Dopo che la destra, nonostante tutte le promesse della campagna elettorale, già in legge di bilancio ha  aumentato l’età pensionabile, chiediamo un chiaro stop. Ci vuole un intervento legislativo che blocchi questa tendenza. Da lunedì inizia una discussione in Parlamento sulle pensioni, vedremo chi fa sul serio”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

20/01/2026 - 19:12

“I dati Oxfam certificano una realtà inaccettabile: in Italia salari e lavoro dipendente sostengono quasi metà del gettito fiscale, mentre i profitti, che pesano di più sul Pil, contribuiscono in modo nettamente inferiore. È il paradosso per cui oggi paga più un’infermiera di chi ha un grande patrimonio”. Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, commentando il nuovo rapporto Oxfam sulle disuguaglianze.

“Il fatto che i salari rappresentino il 38% del Pil – sottolinea l’esponente dem - ma garantiscano il 49% delle entrate fiscali e contributive, mentre i profitti, pari al 50% del Pil, si fermino al 17%, dimostra che il sistema fiscale italiano continua a penalizzare il lavoro e a premiare le rendite, ampliando sempre di più la forbice delle disuguaglianze. La scelta del governo Meloni di intervenire sull’Irpef in modo marginale, destinando più della metà delle risorse all’8% dei redditi più alti, va esattamente nella stessa direzione: meno equità, meno trasparenza, più povertà, più fragilità sociale. L’aumento della ricchezza dei miliardari italiani, cresciuta nel 2025 di oltre 54 miliardi di euro, 150 milioni al giorno, mentre oltre 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta, condizione di disagio che colpisce sempre più famiglie che lavorano, è intollerabile”.

“Non c’è alcuna lotta alle disuguaglianze – conclude Malavasi - se si continua a considerare tabù misure come una tassazione equa, mentre si ricorre a nuovi condoni e rottamazioni che minano la fedeltà fiscale e colpiscono chi le tasse le paga sempre fino all’ultimo euro. Come Partito Democratico continueremo a chiedere un fisco più giusto, che alleggerisca il peso su salari e pensioni e combatta seriamente l’evasione. Senza equità fiscale non c’è coesione sociale, né tutela della salute e del benessere delle persone più fragili”.

 

09/01/2026 - 15:36

“La distanza tra Giorgia Meloni e la realtà degli italiani è siderale. Mentre sei milioni di persone rinunciano a curarsi per motivi economici e il potere d’acquisto continua a crollare, Meloni annuncia il suo “piano Artico”, trasformando le emergenze quotidiane in show mediatico.
Dalla sanità alle politiche sociali, dai bassi salari alle pensioni, dalla sicurezza all'immigrazione, dalla crescita agli investimenti, le sue risposte restano sempre le stesse: “stiamo lavorando” o “sarà il focus del prossimo anno”. Nel frattempo, senza il Pnrr saremmo in recessione e milioni di cittadini stanno peggio di tre anni fa, costretti ad affrontare difficoltà concrete che il governo non è in grado di risolvere. Gli italiani non possono più aspettare annunci vuoti e promesse inesistenti, tutte puntualmente tradite. Serve attenzione reale, interventi concreti e soluzioni immediate. La distanza siderale tra Meloni e la vita reale delle persone è ormai intollerabile” così una nota del capogruppo del Pd nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.

 

09/01/2026 - 15:21

“Due ore e mezza davanti alla stampa e non abbiamo mai sentito la parola “sanità”, nemmeno per una delle tante promesse impossibili, nemmeno se nel 50 per cento dei comuni con meno di 5 mila abitanti manca il medico condotto; non abbiamo mai sentito la parola “povertà”, nemmeno di fronte alla fila di 400 metri a Natale per la mensa dei poveri a Milano. Il paese reale non interessa alla premier Meloni.
Sul caro vita la Presidente del Consiglio arriva a negare l’evidenza. Di fronte ai dati ufficiali che certificano il peso dell’inflazione su salari e pensioni, Meloni sostiene che le rilevazioni non mostrerebbero gli effetti delle sue misure per presunte “ragioni tecniche”: quando i numeri smentiscono la propaganda del governo, il problema non sono le politiche sbagliate, ma i dati stessi. Come se la realtà fosse sbagliata e non le scelte dell’esecutivo.
L’azione del governo si esaurisce in un repertorio ormai stanco di formule di rito come fossimo al primo anno di legislatura: “stiamo intervenendo”, “è in agenda”, “lo faremo”. Espressioni ripetute per mascherare l’inerzia di un esecutivo che non mette in campo risposte vere. Una conferenza stampa fatta per sopravvivere.
Per il resto è il solito repertorio, simpatie e comprensione delle scelte trumpiane, l’Unione europea non esiste, le spaccature nella maggioranza nemmeno, attacco alla magistratura in vista del referendum, risposte sicuritarie a qualsiasi problema: un mondo in cui ognuno se la deve cavare da solo in un paese più povero, più diviso e più spaventato, con imprese sempre più in difficoltà e stipendi sempre più bassi”. Così i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia e il capo delegazione dem a Bruxelles Nicola Zingaretti.
 

08/01/2026 - 12:23

Calano gli occupati e aumentano i prezzi della spesa. Mentre pensioni e salari restano sempre fermi. Dopo tre anni di propaganda, il governo Meloni deve fare i conti con la realtà: servono misure per favorire la crescita e sostenere famiglie e imprese.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

30/12/2025 - 17:52

«Esprimo rammarico e profonda delusione per una manovra di bilancio che, ancora una volta, non offre risposte adeguate agli italiani residenti all’estero». Lo dichiara l’on. Nicola Carè, a margine del dibattito parlamentare. «Nel testo della manovra – osserva Carè – sono presenti soltanto stanziamenti limitati e marginali a favore di organismi e strutture che operano per le nostre comunità nel mondo. Misure certamente utili, ma del tutto insufficienti e prive di una visione strategica capace di affrontare i nodi reali che da anni attendono risposte». «Mancano interventi strutturali su cittadinanza, pensioni, sicurezza sociale, servizi consolari e diritti, così come manca una reale valorizzazione del contributo economico, culturale e sociale che milioni di italiani all’estero continuano a garantire al Paese. Ancora una volta, gli italiani nel mondo non trovano spazio nell’idea di Italia che emerge dalla legge di bilancio».«È una mancanza che dispiace – prosegue il deputato – perché alimenta una distanza tra lo Stato e una parte fondamentale della sua comunità nazionale. Gli italiani all’estero non possono essere considerati una voce residuale o un costo da contenere».«Da parte mia – conclude Carè – non verrà mai meno l’impegno parlamentare per colmare questa lacuna, per difendere i diritti delle nostre comunità, rafforzare lingua, cultura e servizi, e costruire finalmente politiche pubbliche all’altezza del ruolo che gli italiani nel mondo svolgono per l’Italia. È una battaglia di giustizia e di dignità che continuerò a portare avanti con determinazione».

30/12/2025 - 17:44

“Una misura al ribasso, senza visione, con gravissime dimenticanze come le pensioni e la questione salariale che non sono pervenute: pagheremo questa Manovra per i prossimi anni e a rimetterci di più saranno le fasce su cui invece dovremmo investire, i giovani”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla Legge di Bilancio in approvazione alla Camera.

“Non c’è nulla per combattere il lavoro povero, di cui questo Governo si ostina così duramente a negare l’esistenza - prosegue la deputata dem - Non basta mettere sotto il tappeto i problemi e fare finta che non ci siano, come è stato fatto con il Decreto Sicurezza sul lavoro: questo Paese si meritava infinitamente di più, e sicuramente non l’aumento della pressione fiscale che, tra fiscal drag, imposte e accise, rende inutile il micro intervento sui redditi medi”.

“Ancora una volta a destra dimostrano tutta la loro mediocrità, mascherata da buon senso e voler tenere in ordine i conti. Volevano salvare la faccia, si mostrano per quello che sono: interessati solamente ad arrivare alla fine del mandato, senza pensare ai reali problemi degli italiani” conclude Gribaudo.

30/12/2025 - 14:52

"La bocciatura dell'ordine del giorno del Pd sulle pensioni è la dimostrazione che nel prossimo anno ci riproveranno. Chiedevamo che venisse definitivamente escluso l’azzeramento del riscatto della laurea e l’allargamento delle finestre ai fini dell’uscita anticipata, che avrebbe portato a un ulteriore vertiginoso aumento dell’età pensionabile, ma hanno detto No. Dunque, hanno smentito anche la Lega che promette a destra e manca cose che non può mantenere. Dicano la verità agli italiani: stanno tradendo tutte le promesse elettorali".

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

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