"Oggi i medici e il personale sanitario hanno deciso di dare un segnale forte contro lo scempio messo in atto sulla sanità pubblica. Hanno perso stipendio e una giornata di lavoro per manifestare contro un governo ipocrita che taglia il fondo sanitario nazionale, taglia le pensioni di medici e personale sanitario e non risolve nessuna delle grandi contraddizioni in cui si trova l’intero comparto. Dalle liste d'attesa alla carenza di personale, dalle enormi differenze territoriali all'assenza completa di medicina di prossimità.
È tutto inaccettabile, i medici e il personale sanitario sono stati la nostra prima fila durante la durissima battaglia contro il Covid e hanno pagato a volte anche con la vita. Il risultato è che ogni anno perdiamo professionisti che si spostano o all’estero o in strutture private con il rischio di abbassare la qualità del servizio pubblico e quindi di lasciare soli gli ultimi e le persone più in difficoltà. Per questo sono in piazza questa mattina, per questo con tutto il Partito Democratico siamo al fianco dei medici e del personale sanitario in questa battaglia, dentro e fuori dal parlamento. Perché è una battaglia per tutelare la professionalità di una categoria, ma è in primis una battaglia di democrazia". Lo dice Marco Furfaro, deputato Pd e componente della segreteria nazionale del Pd a margine della manifestazione del personale sanitario.
“Crosetto: sono pronto a riferire in aula; anzi no, vengo in antimafia; anzi no, vengo al Copasir; è opposizione giudiziaria; anzi no, è solo una preoccupazione. Questo è il ministro della difesa. Questo il governo dei complotti immaginari. Tutto, pur di non parlare di pensioni tagliate, sanità pubblica al collasso, bollette che schizzano, mutui sempre più cari, ...”.
Lo scrive in post la responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani.
“Noi come Partito Democratico abbiamo presentato una serie di proposte strutturali e mirate ad aiutare le fasce più deboli, come le proposte sul salario minimo, i trasporti, rendendoli gratis per gli studenti, la sanità, pensioni e carovita. La maggioranza ha presentato una manovra che sembra più uno spot elettorale, una manovra con proposte strumentali alle imminenti elezioni europee. Per esempio il taglio irrisorio al cuneo fiscale che, peccato, è solo per un anno, quindi non una misura strutturale che perdura nel tempo. Non ci sono misure sui mutui, quindi una manovra non strutturale e regressiva”. Lo ha detto il deputato del Pd Stefano Graziano, ospite di Agorà su Rai Tre.
Approvato all’unanimità odg Graziano su revisione pensioni dei militari
"Bene l'approvazione all’unanimità del nostro ordine del giorno che prevede una revisione delle pensioni dei militari, che con il contributivo rischiano di avere delle pensioni da fame. Il nostro odg prevede delle modifiche del coefficiente di trasformazione applicabile alle pensioni "per vecchiaia" in modo da renderle più eque e aderenti agli attuali limiti di legge. In pratica andiamo ad intervenire con una norma di equità contributiva, disponendo l'equiparazione al coefficiente di trasformazione previsto per il pubblico impiego al momento dell'accesso al pensionamento per limiti di età". Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, Stefano Graziano, primo firmatario del provvedimento.
"Tali coefficienti - spiega Graziano -risultano fortemente penalizzanti per le categorie di personale per le quali sono previste età di pensionamento inferiori rispetto a quelle vigenti per i restanti lavoratori, fra cui proprio il comparto della Difesa, sicurezza e soccorso pubblico, poiché per il pensionamento "di vecchiaia" si hanno limiti diversi in base al grado rivestito. Ne deriva che, anche restando in servizio fino al limite massimo di età previsto da ciascun ordinamento, tale personale non riesce a raggiungere i coefficienti di trasformazione più favorevoli. Questa circostanza, aggravata dalla mancata istituzione di forme di previdenza compensativa, crea una situazione di estremo svantaggio per il personale militare e, alla luce di quanto detto, riteniamo un dato molto positivo che il Governo abbia dato parere favorevole al nostro odg perché in questo modo andiamo a compensare e a creare pensioni più eque anche per tutti i vari gradi dei dipendenti del comparto difesa, dopo una carriera professionale dedicata alla difesa dello Stato e dei cittadini", conclude Graziano.
La partecipazione agli scioperi indetti da Cgil e Uil significa che c’è un disagio profondo nei confronti della politica economica del governo. Negarlo come fanno Meloni e Salvini significa vivere sulla luna. Non vedono che sui salari, sulle pensioni, sul welfare si sta aprendo una frattura enorme con tanta parte della società italiana. Possono precettare uno sciopero, ma non possono precettare la forza della democrazia.
Così Arturo Scotto, capogruppo del Pd in commissione Lavoro della Camera.
"Tantissime persone oggi a Firenze, al punto che piazza Ss. Annunziata non riesce a contenerle.
Un segnale chiarissimo contro una legge di bilancio che dimentica il lavoro povero, la sanità pubblica, taglia le pensioni e pensa di beffare le italiane e gli italiani con qualche contentino come il taglio del cuneo fiscale solo per un anno.
Una risposta chiara a Salvini che ha fatto di tutto per impedire che lo sciopero ci fosse, tentando di limitare un diritto costituzionale fondamentale: le lavoratrici e i lavoratori, i sindacati, tutte le persone che vogliono un paese più giusto non si fanno certo intimidire". Lo dichiara, dalla piazza di Firenze, Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
Dichiarazione di Toni Ricciardi, vicepresidente gruppo Pd Camera
“Se alla fine del mese un pensionato va in difficoltà perché non riesce a percepire la propria pensione significa che come Stato non siamo in grado di garantire un diritto sacrosanto che è quello della dignità e della sopravvivenza delle persone”. Così Toni Ricciardi , vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, replicando al ministro degli Esteri Tajani sulla difficoltà, per moti pensionati italiani residenti in Svizzera, a percepire la pensione “poiché la burocrazia impedisce loro di dimostrare l’esistenza in vita e l'accertamento dell'esistenza in vita – ha aggiunto Ricciardi- è una verifica necessaria ai fini del pagamento delle pensioni Inps all'estero.” Pur dichiarandosi “non soddisfatto” per la risposta del ministro, l’esponente Pd ha “accolto favorevolmente le parole di Tajani sul ruolo dei patronati” “ma questa maggioranza e parte di questo governo – ha concluso Ricciardi- hanno mosso un attacco diretto e frontale al loro ruolo” . Nell’invitare il nostro ministero degli Esteri “a verificare attentamente quali sono le effettive procedure all’interno dell’Inps in un paese che è governato dalle circolari piuttosto che dalle leggi” , l’esponente del Pd ha sollecitato Tajani “a “recuperare il progetto di convenzione tra Maeci e patronati al fine di poter agevolare ed evitare che si ripetano disagi del genere”.
Quando il salario minimo arriverà in Aula a fine novembre, il governo dovrà prendersi le sue responsabilità: per adesso abbiamo assistito solo ad un arroccamento ideologico che nasconde l’incapacità di proporre soluzioni alternative in grado di dare risposte ai 3 milioni e mezzo di lavoratori poveri.
Anche per questo domani saremo in piazza a Roma con i nostri militanti, con le realtà sociali, con le forze politiche che hanno aderito, per rendere evidente che un’alternativa c’è. Un’alternativa a un governo che è stato in grado di presentare una legge di bilancio contro tutte le generazioni: contro i giovani che rivendicano il diritto allo studio, contro le donne penalizzate nel lavoro e nella famiglia, contro i lavoratori che vedono ridotte redditi e pensioni. Saremo in piazza per chiedere più soldi per la sanità perché il diritto alle cure va garantito a tutti e non solo a chi può accedere al privato.
Sono certa che domani saremo in tanti a piazza del Popolo a difendere il Parlamento da una proposta di riforma istituzionale che lo umilia e marginalizza il ruolo del Presidente della Repubblica
E poi saremo in piazza per la pace, per chiedere un’iniziativa forte dell’Europa per il dialogo, In Ucraina come in Medioriente dove si torni a rendere credibile lo scenario dei due popoli due Stati.
Così Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, intervenuta a Radio Immagina.
“L’audizione del ministro della Difesa, Guido Crosetto, è stata interlocutoria e la consideriamo un primo momento di confronto. Al di là di alcuni aspetti condivisibili, bisogna ora lavorare nel Documento di programmazione pluriennale su alcuni punti qualificanti che riguardano il personale, la cyber security e la ricerca. Per ciò che riguarda il personale è fondamentale iniziare a guardare con maggiore attenzione il trattamento economico degli operatori del comparto Difesa. Se, infatti, diciamo di volere un’alta qualificazione, non possiamo più avere le regole attuali di ingaggio, perché siamo ormai completamente fuori mercato. Allo stesso tempo è necessario intervenire per la revisione del sistema pensionistico, poiché con il contributivo puro il personale rischia una pensione da poveri. Anche riguardo la cyber security, per il suo rafforzamento è fondamentale un personale qualificato. Infine, la ricerca scientifica. Puntare su una maggiore ricerca scientifica significa dare più centralità al ruolo del nostro Paese nei consessi internazionali e, allo stesso tempo, offrire ai nostri giovani laureati prospettive occupazionali. L’ho potuto verificare concretamente ieri visitando a nome della commissione Difesa il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali di Capua, esempio di ricerca applicata duale, civile e militare. Inoltre, in una fase internazionale delicata come quella che stiamo vivendo occorre provare a stabilire un sistema di comunicazione con il Parlamento il più efficace ed efficiente possibile”.
Così il capogruppo del Partito Democratico in commissione Difesa della Camera, Stefano Graziano, intervenendo in occasione dell’audizione di Guido Crosetto davanti alle commissioni Difesa della Camera e Affari esteri e Difesa del Senato.
Dichiarazione di Valentina Ghio vice capogruppo Pd Camera
“Con questa legge di bilancio il governo mostra il suo vero volto e le promesse fatte crollano come un castello di carta di fronte alle scelte fatte in manovra. Le risorse stanziate nella sanità sono infatti completamente insufficienti e sono state utilizzate in prevalenza per l’adeguamento contrattuale, nulla invece per l’incremento del personale medico e infermieristico, indispensabile per risolvere i tanti nodi di un sistema sanitario in affanno a partire dalla riduzione delle liste d'attesa. L’impostazione della spesa sanitaria di questa manovra, al netto degli incrementi contrattuali e degli incrementi inflazionistici, ci fa tornare indietro di dieci anni e, non solo non prevede stanziamenti adeguati per nuove assunzioni, ma penalizza medici e personale sanitario che possono andare in pensione ricalcolando al ribasso l’assegno. Un ribasso che colpirà anche insegnanti e diverse figure professionali dipendenti della Pubblica amministrazione, penalizzando 150.000 lavoratori. Sono così smascherate le bugie di un Governo che disattende le sue stesse promesse tagliando pensioni e sanità pubblica”, così la deputata e vicecapogruppo alla Camera Valentina Ghio commentando la manovra.
“Con la legge di bilancio si colpiscono pesantemente centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici, in particolare i dipendenti degli enti locali, degli Ufficiali giudiziari, delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliere del Servizio sanitario nazionale e delle aziende pubbliche dei servizi alla persona. Una cosa vergognosa. Il governo decide, in maniera inspiegabile, un ricalcolo al ribasso del rendimento delle pensioni. Uno scherzetto che costerà a migliaia di professionisti una perdita consistente. Dopo il definanziamento al Sistema Sanitario Nazionale, si colpiscono i lavoratori dei servizi pubblici, essenziali categorie che vivono da anni, sulla propria pelle - si pensi ai medici - le difficoltà quotidiane dei tagli rimanendo però la prima interfaccia per i cittadini. Il governo Meloni-Salvini oltre a tutte le bugie raccontate ai cittadini sulle pensioni aggiunge anche questo schiaffo al mondo del lavoro. È inaccettabile, daremo battaglia in Parlamento e scenderemo in piazza l'11 Novembre a Roma, per impedire questo sopruso e smascherare questo governo di bugiardi”. Così in una nota Marco Furfaro, deputato e componente della segreteria del Partito Democratico.
"Le associazioni di categoria hanno ragione, è necessaria una riflessione complessiva sui periodi dei saldi, non soltanto in relazione ai mutamenti climatici che spostano le stagioni, ma anche per rilanciare e salvaguardare l'intero comparto del commercio al dettaglio che comprende oltre 400mila punti vendita in tutta Italia: un settore in gravissima crisi a causa della concorrenza online, dell'aumento dei costi energetici, del costo del denaro e dell'inflazione. Ad oggi il periodo degli sconti rischia di essere l'unico incentivo per un settore chiave dell'economia e dell'occupazione nazionale che il governo Meloni, nonostante i tagli a sanità, servizi e pensioni, ha assolutamente dimenticato”. Lo dichiara in una nota il deputato dem Marco Simiani.
“La Legge di Bilancio è riuscita a ricompattare il governo Meloni; nonostante le manfrine, i falsi screzi ed i finti summit ha infatti trovato la quadra su tutto: tagli alle pensioni., inasprimento della Fornero, ripristino Iva sui prodotti di prima necessità per l’infanzia, aumento delle tasse sulla casa e riduzione dei finanziamenti a sanità e servizi pubblici. A questo punto siamo sicuri che la maggioranza non presenterà alcun emendamento migliorativo: il Partito Democratico proverà comunque a fare la sua battaglia in Parlamento”: è quanto dichiara Emiliano Fossi, deputato Pd e segretario regionale del Partito Democratico della Toscana.
"Salvini e Meloni finanziano una parte del ponte sullo Stretto, che non ha ancora un progetto, togliendo risorse alle infrastrutture stategiche del centro sud, i cui progetti sono pronti da anni. Non sappiamo se i lavori del Ponte inizieranno il prossimo anno ma siamo sicuri che sono stati sottratti soldi già stanziati ad opere già immediatamente cartierabili come l’Interporto di Livorno, la Roma-Pescara, la Orte-Falconara, la chiusura dell’anello ferroviario di Roma ed il completamento dell’elettrificazione della tratta Catanzaro Lido-Reggio Calabria. Ma non finisce qui: la destra al governo per assicurare altre risorse al Ponte ripristina la Legge Fornero, taglia le pensioni, aumenta l'iva sui prodotti per l'infanzia, aumenta le tasse sulla casa: dopo le mirabolanti promesse elettorali la vergogna non ha limiti": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
"Da Giorgia Meloni e Matteo Salvini arriva un duro colpo per le lavoratrici e i lavoratori che vedono allontanarsi il diritto alla pensione, con il ritorno a riforme precedenti. Una aggressione sistematica ai diritti dei lavoratori senza nessuna strategia, visto che è scomparsa dai radar anche la discussione sulle pensioni di garanzia. Ci opporremo in ogni sede a questo approccio che smentisce le promesse elettorali della destra e rappresenta una disfatta della Meloni e di Salvini. Ancora una volta la realtà è più forte della propaganda elettorale".
Così il deputato e membro della segreteria nazionale Pd Marco Sarracino.