04/08/2025 - 13:00

Oggi ad Ancona, Meloni ha promesso di tutto: manca solo “sarà tre volte Natale”. Lo fa per aiutare il suo amico di gioventù Acquaroli, lo fa perché sa bene che da solo il Presidente delle Marche non avrebbe niente da raccontare, visto come ha ridotto la sanità pubblica.
A Meloni, versione Wanna Marchi, non crede più nessuno: dalle accise alla riforma delle pensioni, le italiane e gli italiani hanno imparato che sono solo promesse elettorali. Nella realtà si traducono in tagli ai servizi, aumento delle tasse e della povertà.

Così in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, Capigruppo PD alla Camera dei Deputati e al Senato. 

 

31/07/2025 - 12:22

“Leggiamo stupiti della pubblicazione il 29 luglio di una interrogazione parlamentare della Lega, partito ancora al momento di maggioranza, al ministro del Lavoro sul libro bianco delle pensioni per 2030 annunciato dal direttore generale dell’Inps, Valeria Vittimberga. Nel testo si dice esplicitamente che questo annuncio ‘eccede le competenze tecnico-amministrative dell’Inps’ e che scavalca il Parlamento. E’ del tutto evidente che ci troviamo davanti a un cortocircuito tra Lega e Fratelli d’Italia sulla partita delle pensioni. Cosa già accaduta in passato, visto il naufragio di tutte le promesse leghiste sul superamento della Legge Fornero. Questa interrogazione appare una dichiarazione implicita di sfiducia nei confronti della ministra Calderone nonché dei vertici Inps in quota Fdi. Chiediamo se è ancora Marina Calderone alla guida del ministero del Lavoro o se è stata commissariata nel frattempo da qualche sottosegretario alla presidenza a Palazzo Chigi. Chiediamo pertanto l’immediata audizione in Commissione della ministra: siamo stanchi di assistere a queste guerre di potere nel centrodestra sulla pelle dei pensionati e dei lavoratori”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

 

10/07/2025 - 17:00

No a fondo amianto incrementato e esteso e nessun riconoscimento del lavoro portuale usurante

“Dopo tre anni che presentiamo emendamenti, ordini del giorno e interventi, non si può più accettare la parola 'valutazione' quando si parla del tema della tutela del lavoro portuale.  Sul Dl infrastrutture ne abbiamo visto di tutti i colori: tentativi di allentare le normative anti-mafia, emendamenti per avere carta bianca nella destinazione militare di alcune opere, deroghe sparse ma totale assenza di una strategia e di pianificazione del sistema infrastrutturale e nessuna attenzione sul lavoro”. Lo dichiara la deputata Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo sull'ordine del giorno proposto al Dl Infrastrutture.
“Questo decreto doveva trattare anche di portualità, ma aspettando la fantomatica riforma degli scali, di misure sui porti neanche l'ombra”, ha sottolineato Ghio. “Soprattutto nessuna delle misure attese per i lavoratori portuali: nessun riconoscimento del lavoro usurante, nessuno sblocco del fondo per l'anticipo pensionistico promessa anche questa volta non mantenuta. Analogo ragionamento va fatto sui nostri emendamenti respinti sul fondo amianto: nessun incremento e nessuna estensione di applicazione alle compagnie portuali come abbiamo richiesto". “Dopo tre anni, continuare a dire 'valutiamo' significa voltare le spalle a lavoratori e loro famiglie che hanno patito le estreme conseguenze per patologie correlate all'amianto e non all'obbligo morale di riparare, almeno in parte, una tragedia che le istituzioni non hanno saputo prevenire. È una questione di dignità, che purtroppo il governo non ha”, conclude Ghio.

 

10/07/2025 - 12:28

“L’Italia si sta spegnendo lentamente. La natalità è crollata e l’invecchiamento della popolazione avanza inesorabile.
I numeri parlano chiaro: Per ogni 100 persone in età lavorativa (20-64 anni), oggi ci sono già circa 58 persone a carico (bambini e anziani).Tra pochi anni saranno 70. La spesa pensionistica ha già raggiunto il 17% del PIL, oltre 300 miliardi di euro all’anno. Meno lavoratori dovranno sostenere un carico crescente di pensioni e servizi pubblici. Non è una questione ideologica, é un dato strutturale. Se non nascono più bambini, chi garantirà domani la tenuta del sistema produttivo, del welfare, dell’istruzione, della sanità? Il rischio è un collasso annunciato che avrebbe bisogno di un’azione politica condivisa e di diversi anni per produrre effetti. ll vero dramma è che di tutto questo si parla troppo poco, non è in cima all’agenda pubblica. Eppure, è il punto da cui dipende il nostro futuro”. Lo scrive sulle sue pagine social, Mauro Laus, deputato Pd componente della commissione Lavoro della Camera.

03/07/2025 - 11:24

"Tajani disarmante nell’audizione di oggi in Parlamento, ha evidentemente perso ogni senso delle proporzioni. A Gaza ci sono più di 133mila feriti, oltre a decine di migliaia di persone affette da patologie di vario genere che non si possono curare e rischiano di morire per mancanza di medicine e di elettricità, oltre al fatto che la stragrande maggioranza degli ospedali sono stati bombardati. E lui parla del trasferimento di 200 malati con famiglie da Gaza in Italia come un grande successo del governo italiano, un contributo straordinario. Un governo, non dovrebbe limitarsi a soccorrere malati e feriti. Dovrebbe preoccuparsi che non ci siano più persone uccise e ferite dalle bombe e dai proiettili. Dovrebbe condannare i crimini commessi da Netanyahu e incalzarlo per far cessare lo sterminio del popolo palestinese. Dovrebbe mettere le sanzioni, non solo ai coloni, come dice Tajani, ma al governo israeliano. Dovrebbe sospendere ogni accordo di cooperazione militare e commerciale, non inviare armi. Ma di tutto questo nulla viene fatto dal governo Meloni. E poi nessuna risposta alle domande su dove troveranno i fondi - decine e decine di miliardi l’anno - per arrivare al 5 per cento del Pil in spesa per la difesa. Hanno messo un’enorme ipoteca sul futuro del nostro welfare, sulla sanità, sulle pensioni, su scuole e università a favore della spesa militare e non si vogliono neanche assumere le loro responsabilità, mistificano la realtà ingannando l’opinione pubblica che chiede migliore sanità e pensioni dignitose anziché  nuovi missili e carri armati". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine dell'informativa dei ministri Tajani e Crosetto alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

23/06/2025 - 20:30

"Siamo contrari all'obiettivo di portare al 5% la spesa militare, è irrealistico e dannoso. Lei non ha detto la verità, vorrebbe dire 87 miliardi di più all'anno, sarebbe la fine dello stato sociale italiano, il colpo di grazia alla sanità, alla scuola, alle pensioni. Sanchez ha dimostrato che si può dire di no". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nelle dichiarazioni di voto, dopo le comunicazioni della premer alla Camera.

04/06/2025 - 16:03

“Se la Cgil ha deciso di promuovere un referendum è perché il governo Meloni ha lavorato senza sosta a terremotare i diritti del mondo del lavoro da due anni e mezzo a questa parte. L’iniziativa della Cgil è una scelta legittima e prevista dalla Costituzione. E’ inconcepibile che un sottosegretario al Lavoro chieda le dimissioni di Maurizio Landini, il segretario della più grande organizzazione dei lavoratori italiani. Claudio Durigon questa volta ha passato il segno. Landini fa il suo mestiere: rappresentare le persone in carne e ossa, che per vivere devono lavorare, e difenderne i diritti, anche attraverso lo strumento referendario. Finora invece Durigon non si capisce quale mestiere faccia, visto che si è limitato a varare leggi che hanno ulteriormente precarizzato il lavoro e tradito le promesse elettorali della Lega sulle pensioni. Non esiste in nessun Paese democratico al mondo che il governo attacchi l’autonomia del sindacato confederale. A meno che qualcuno non pensi di sostituirlo con un sindacato corporativo, come funzionava durante il Ventennio, che dice sempre sì a chi comanda”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

 

03/06/2025 - 13:42

“Chi sostiene che non si deve votare al Referendum dovrebbe guardarsi allo specchio e riflettere su quello che ha fatto finora ad esempio sulla sicurezza sul lavoro. I numeri non mentono mai e rivelano quanto il Governo perda tempo e non applichi nessuna misura efficace. La cosiddetta patente a crediti, che è poco più di una gigantesca autocertificazione, riguarda quasi 800mila imprese edili. Di queste hanno attivato la patente circa la metà, 432mila. Al 30 aprile del 2025 i controlli effettuati sono stati poco più di 12mila, ovvero il 2,7 per cento delle aziende, e le sospensioni - che non significa interruzione di attività - sono state appena 21, ovvero lo 0,0004 per cento. Sono dati del Ministero del Lavoro che ha risposto a una interrogazione del Pd qualche settimana fa. Quando la Calderone dice che stanno facendo tanto per limitare i morti sul lavoro racconta balle. In un Parse dove nel 2024 sono morti 1080 operai nei cantieri queste misure sono poco più che simboliche. Per queste ragioni vanno messi in campo strumenti straordinari: dall’eliminazione del massimo ribasso alla fine dei subappalti a cascata, dall’assunzione di almeno mille ispettori in più alla responsabilità in solido delle imprese committenti. Quest’ultima misura è prevista nel referendum dell’8 e 9 giugno. Davanti all’immobilismo del Governo e alla gravità dei numeri occorre andare a votare in tanti anche per questo”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

01/06/2025 - 15:12

"La ministra Calderone, ‘laureata' in precarizzazione del mondo del lavoro, oggi da Genova spiega che il giorno dopo il referendum continuerà a lavorare sulla sicurezza del lavoro. La domanda è: perché non lo ha fatto prima? Visto che la sua patente a crediti si è rivelata nient’altro che una gigantesca autcertificazione che ha riguardato solo la metà delle imprese edili a cui sono stati fatti meno del 2 per cento dei controlli e appena 20 sospensioni di patente. Sono dati dell’Inail rispondendo a una interrogazione del Pd, non della Cgil. Fanno solo chiacchiere”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

"Dopo tanti decreti inutili - conclude Scotto - dove la parola sicurezza è stata usata e abusata solo per reprimere chi dissente e chi protesta, una sola misura doveva fare il governo per decreto: introdurre il principio della responsabilità delle imprese committenti lungo la catena degli appalti. Per la destra però il dramma di 3 morti sul lavoro al giorno non è un urgenza. Perché non vogliono toccare interessi consolidati e continuare a garantire l’impunità dei colletti bianchi. Il referendum dell’8 e 9 giugno è una risposta all’azione dannosa e inefficace del governo e della ministra Calderone. Bisogna andare a votare".

 

31/05/2025 - 16:00

"La ministra Calderone, ‘laureata' in precarizzazione del mondo del lavoro, oggi da Genova spiega che il giorno dopo il referendum continuerà a lavorare sulla sicurezza del lavoro. La domanda è: perché non lo ha fatto prima? Visto che la sua patente a crediti si è rivelata nient’altro che una gigantesca autcertificazione che ha riguardato solo la metà delle imprese edili a cui sono stati fatti meno del 2 per cento dei controlli e appena 20 sospensioni di patente. Sono dati dell’Inail rispondendo a una interrogazione del Pd, non della Cgil. Fanno solo chiacchiere”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

"Dopo tanti decreti inutili - conclude Scotto - dove la parola sicurezza è stata usata e abusata solo per reprimere chi dissente e chi protesta, una sola misura doveva fare il governo per decreto: introdurre il principio della responsabilità delle imprese committenti lungo la catena degli appalti. Per la destra però il dramma di 3 morti sul lavoro al giorno non è un urgenza. Perché non vogliono toccare interessi consolidati e continuare a garantire l’impunità dei colletti bianchi. Il referendum dell’8 e 9 giugno è una risposta all’azione dannosa e inefficace del governo e della ministra Calderone. Bisogna andare a votare".

 

07/05/2025 - 15:03

“Gravi disagi per i pensionati italiani che percepiscono una pensione dalla Germania” lo denunciano in una interrogazione parlamentare i deputati democratici Maria Cecilia Guerra e Toni Ricciardi che sottolineano come “a causa dell’attuale blocco della procedura di rilascio dei certificati da parte del Finanzamt Neubrandenburg RiA – l’ufficio fiscale tedesco competente – migliaia di cittadini italiani che hanno lavorato in Germania rischiano di subire una doppia imposizione e di non poter compilare correttamente la dichiarazione dei redditi in Italia”.
“Secondo la Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Germania- spiegano i democratici - i pensionati italiani hanno diritto a detrarre la tassazione tedesca dal reddito imponibile in Italia. Ma per farlo è necessario ottenere un certificato dall’amministrazione tedesca. Oggi, questa procedura risulta praticamente paralizzata per l’alto numero di richieste provenienti dall’Italia, lasciando i cittadini senza strumenti e con scadenze fiscali ormai imminenti. È inaccettabile - concludono - che il diritto dei contribuenti venga ostacolato da inefficienze burocratiche. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano dovrebbe intervenire subito per garantire ai pensionati italiani il pieno rispetto degli accordi internazionali e per semplificare un iter che si sta trasformando in un vero e proprio calvario amministrativo”.

03/05/2025 - 15:00

Una bomba demografica pronta a esplodere. Entro il 2035, l’Italia perderà quasi 3 milioni di persone in età lavorativa: dai 37,3 milioni del 2025 si scenderà a 34,4 milioni.
Significa meno lavoratori, meno produzione, meno crescita economica. E allo stesso tempo più spesa per pensioni, sanità e assistenza, perché la popolazione sarà sempre più anziana e fragile.
Questo è l’effetto di un calo demografico ormai strutturale, che rischia di indebolire profondamente la nostra economia e il nostro sistema sociale.
A soffrire saranno le imprese, il mondo del lavoro, la tenuta dei conti pubblici.
Una società con pochi giovani e tanti anziani non regge, se non si cambia rotta con scelte politiche coraggiose.
È una sfida epocale. Che impone di ripensare le politiche industriali, il ruolo della formazione, l’organizzazione del lavoro e il nostro modello sociale.
Anche su questo tema, il governo ha il dovere di spiegare agli italiani e alle italiane quale visione intende proporre per il futuro del Paese.
Si potrà condividere o meno, ma una risposta va data.
Questo lo chiederemo in Commissione Lavoro e in Aula nei prossimi giorni.

Così il deputato del Pd Mauro Laus.

 

24/04/2025 - 11:51

“Con questo Documento di Finanza pubblica ci troviamo di fronte a una brutta pagina per il Parlamento, che viene privato del suo diritto di indirizzo e controllo dell’attività del governo. Da documento di ‘programmazione’ abbiamo subito la sua trasformazione in atto di semplice ‘monitoraggio’, con la scusa che ci troviamo in un momento di incertezza. Ma è proprio nei momenti di incertezza che il Parlamento deve essere messo in condizione di sapere dove la maggioranza intende condurre il Paese. Come avvenuto anche al tempo del Covid. Tutto il potere è oggi invece nelle mani del governo con una totale assenza di trasparenza. Tutto questo con deputati di maggioranza che non prendono mai la parola. Silenzio assoluto. Una maggioranza schiacciante e schiacciata sul governo. Non vengono forniti dati e nota metodologica. Si citano ‘politiche invariate’ senza dire quali esse siano. Nulla sui dazi. Sulla difesa non sappiamo neanche quanto stiamo spendendo oggi e su quali voci, altro che annunci della Meloni sul 2%. Anche su pensioni, sanità e fiscal drag, questo documento rappresenta uno schiaffo al Parlamento”.

 

Così la deputata democratica e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra, intervenendo in Aula nella discussione generale sul Documento di Finanza pubblica.

 

08/04/2025 - 13:47

Congelare adeguamento automatico età pensionabile

“Abbiamo depositato oggi una proposta di legge che congela definitivamente l’adeguamento automatico dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita. Per il Pd i 67 anni per la pensione di vecchiaia sono un limite invalicabile. Il Governo dovrà confrontarsi finalmente con un testo e smetterla con le promesse fatte in questi due anni e mezzo o fantomatici decreti che introducono misure parziali. Dovevano abolire la Fornero e invece hanno smontato tutti gli istituti della flessibilità in uscita, da opzione donna all’ape sociale. Adesso non sanno come evitare anche l’ingiustizia che colpirà quasi 50mila lavoratori dal 2027 che rischiano di fare la fine degli esodati, senza pensione e senza stipendio. Chiediamo la calendarizzazione immediata della nostra proposta”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

31/03/2025 - 15:59

“Durigon ha promesso che il Governo bloccherà l’aumento dell’età pensionabile. Come e quando? Qui ci sono 50mila persone a rischio esodati? Serve una risposta immediata. Hanno fatto tanti decreti inutili in questi due anni e mezzo, forse questa volta sarebbe opportuno promuoverlo. Ci facciano capire come vogliono procedere. Altrimenti queste dichiarazioni appaiono solo un altro capitolo del congresso della Lega in corso”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

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