21 mesi consecutivi di crollo della produzione industriale, 120mila persone in cassa integrazione, due milioni di under 35 via dall’Italia, il taglio dei coefficienti di trasformazione che ridurrà le pensioni di migliaia di italiani. La situazione del mondo del lavoro nel nostro paese diventa sempre più difficile. E i trionfalismi del Governo sono letteralmente ridicoli. Nel 2025 la priorità deve essere il superamento di tutte le forme di lavoro precario che questo governo ha ulteriormente alimentato con le proprie leggi: dalla liberalizzazione dei contratti a termine all’eliminazione del tetto sui contratti somministrati, dall’incremento dell’uso dei voucher all’esplosione dei contratti misti. Occorre raccogliere l’appello di Mattarella per contro la precarietà e per salari dignitosi contro il lavoro povero”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Con l’approvazione della Legge di Bilancio sono state confermate dal Governo Meloni tutte le misure punitive contro i nostri connazionali residenti all’estero riducendo le loro pensioni, eliminando l’indennità di disoccupazione per chi rientra ed infine aumentando le spese procedurali per chi vuole legittimamente richiedere la cittadinanza italiana. Il provvedimento che lascia sgomenti è quello dello stop per il 2025 all’adeguamento degli importi pensionistici agli aumenti del costo della vita delle pensioni superiori al minimo erogate dall’Inps ai residenti all’estero per risparmiare circa 8 milioni di euro annui sulle già misere pensioni di decine di migliaia di cittadini italiani residenti all’estero ed è un accanimento vergognoso. Altra misura penalizzante è l’eliminazione dell’indennità di disoccupazione fino ad ora prevista per gli emigrati che rimpatriano. Il Governo ha quindi cancellato l’unica misura di sostegno economico prevista dalla legislazione italiana a favore degli emigrati che rimpatriano e si trovano in una situazione di disagio economico e di difficoltà occupazionale. Ulteriori misure penalizzanti per i discendenti dei nostri connazionali sono quelle che recano disposizioni in materia di riscossione di contributi per il riconoscimento della cittadinanza e per certificati o estratti di stato civile. Viene ad esempio incrementato il diritto da riscuotere per il trattamento della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana di persona maggiorenne.A questo governo importa solo vessare gli italiani all’estero non calcolando il patrimonio che rappresentano per l’Italia. Noi continueremo a batterci per modificare queste misure ingiuste. Rappresentiamo l’Italia nel mondo, siamo cittadini di serie A. e dovranno come tale trattarci”.
Così Nicola Carè, deputato democratico eletto nella circoscrizione Asia, Africa, Oceania, Antartide.
“Torna l'austerità per tutti, le mancette elettorali, il ponte sullo Stretto, i tagli al Mezzogiorno e alla sanità, mentre la crescita si avvia verso lo zero virgola”. Così, sui social, il Gruppo parlamentare del Partito Democratico evidenzia le principali criticità della manovra approvata ieri sera dalla Camera, che la capogruppo a Montecitorio, Chiara Braga, ha definito “ingiusta, inefficace e iniqua”. I democratici stigmatizzano i tagli indiscriminati a regioni ed enti locali (-12 miliardi di euro) e la sforbiciata lineare a tutti i ministeri, il cui conto – sottolineano – come sempre, sarà pagato dai più poveri: lavoratori dipendenti e pensionati, a cui non solo verranno aumentate le tasse, ma saranno ridotti i servizi pubblici essenziali, come sanità, welfare, scuola e trasporto pubblico locale. I democratici evidenziano anche il diritto alla sanità negato, mentre oltre 4 milioni di italiani rinunciano a curarsi. Il governo fa crollare gli investimenti nella sanità al minimo storico, bocciando l’emendamento presentato dal PD, che chiedeva 5,5 miliardi in più all'anno per il Servizio Sanitario Nazionale.
Colpite anche le pensioni minime e gli italiani all’estero. Le pensioni minime, che dovevano arrivare a 1.000 euro al mese, crescono solo di 3 euro lordi al mese. Previsti tagli anche per le pensioni degli italiani all’estero. Ignorate le infrastrutture del Mezzogiorno e le aree interne abbandonate. Le infrastrutture del Sud restano ferme, mentre il governo destina 15 miliardi per il ponte sullo Stretto, sottraendo risorse cruciali a tutto il Mezzogiorno, alle infrastrutture e alle strade locali già programmate dalle amministrazioni. Nuove tasse per i cittadini: aumenta il carico fiscale. Dal 1° gennaio, 17 milioni di italiani che possiedono un’auto diesel scopriranno che il carburante costerà di più, a causa dell’aumento delle accise, così come il canone Rai. Il governo aumenta il carico fiscale senza prevedere un reale intervento a favore delle famiglie, riducendo nel contempo le detrazioni fiscali. Tagli alla scuola, all’università e alla cultura. Il diritto all’istruzione è messo in crisi con centinaia di milioni di euro di tagli a un sistema educativo che avrebbe bisogno di risorse e misure per rafforzare l’insegnamento di sostegno, potenziare il tempo pieno e le mense scolastiche e garantire la gratuità di libri e trasporti scolastici per tutti. Colpite anche l’università e la ricerca: nessun intervento strutturale e ulteriori tagli a tutti i settori culturali.
No al salario minimo. È stata bocciata la proposta del PD di introdurre il salario minimo, ribadendo che sotto i 9 euro l’ora non è lavoro, ma sfruttamento. “Continueremo la nostra battaglia”, affermano i democratici, che hanno appena depositato oltre 120mila firme per mettere la legge d’iniziativa popolare in cima all’agenda politica.
Assenza di politiche industriali per la transizione ecologica. Mancano completamente all’appello politiche industriali adeguate, come conferma il drastico taglio al fondo per l’automotive e l’assenza di misure per supportare la transizione ecologica e affrontare l’emergenza climatica. Privatizzazione delle infrastrutture pubbliche. Restano forti dubbi e incertezze sulla privatizzazione di Anas e Ferrovie, un altro passo verso la cessione di asset strategici dello Stato. Colpito il terzo settore. Il governo estende la spending review colpendo le donazioni alle realtà del terzo settore, che quotidianamente offrono supporto alle comunità locali. Ritorno della legge "mancia". Torna la legge mancia, con 113 milioni di euro distribuiti in micro-interventi settoriali che appaiono più come “micro-mance” clientelari che come misure utili al Paese.
"La legge di Bilancio del governo Meloni si basa su due pilastri: una ingiustizia e una bugia.
Una grande ingiustizia perché in barba alla Costituzione il prezzo di questa manovra sgangherata sarà pagato dalle fasce più deboli e fragili della società: lavoratori, pensionati, redditi bassi. E una grande bugia perché proprio a quelli, ai più fragili, ai meno protetti, avevate promesso tagli alle tasse, aumento delle pensioni, incremento dei salari. Non c'è nulla, nemmeno una delle promesse elettorali annunciate dalla destra. E' diventata una legge mancia, un insieme di misure sbagliate, inefficaci e inique".
Lo ha scritto su Facebook Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Dopo l'ordine del giorno approvato a nostra prima firma l'otto ottobre scorso, oggi la Camera ha approvato all'unanimità un altro ordine del giorno trasversale (a firma Rizzetto, Furfaro, Scotto e altri) che impegna il governo ad adottare ogni provvedimento utile, anche con un confronto con la Fondazione Enasarco, per tutelare gli iscritti i cui contribuiti versati in anni di lavoro sono rimasti inulitizzati. Stiamo parlando di 700 mila persone che da anni lamentano di aver versato contributi durante la loro carriera senza ricevere alcuna prestazione corrispettiva una volta raggiunta l'età pensionabile. Dopo questo altro atto trasversale, ora il governo dia seguito a questo impegno che ci siamo presi verso la vita di tante lavoratrici e lavoratori". Così in una nota Marco Furfaro, capogruppo dem in Affari Sociali e membro della segreteria nazionale, e Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione lavoro.
Ciò che abbiamo visto nel iter di questa manovra è talmente imbarazzante che la 76esima fiducia dall’inizio della legislatura è l’ultimo dei nostri problemi: con le auto-accuse di Bignami in Commissione, siete la prima maggioranza della storia che si fa ostruzionismo da sola. Siamo alla terza legge di bilancio del Governo Meloni e le uniche misure utili al Paese sono quelle che avete ereditato dal Governo precedente. Per il resto torna in voga l’austerità per tutti, le mancette elettorali, il Ponte sullo Stretto, il Sud al guinzaglio del potente di turno. Il punto non è far quadrare semplicemente i conti, ma a chi far pagare il conto: avete deciso di farlo pagare ai più poveri!” Così il deputato dem Ubaldo Pagano annunciando il voto contrario del Pd alla fiducia sulla Legge di Bilancio.
“Avete ucciso il terzo settore – continua il capogruppo Pd in Commissione Bilancio - tagliato risorse alla scuola, state facendo morire la sanità pubblica perché per voi è più importante bruciare 800 milioni di euro per la farsa in Albania che assumere 6.000 infermieri e spendere 113 milioni per ripristinare la Legge Mancia. Avete aumentato le pensioni minime di soli 3 euro lordi e rubato 13 miliardi a tutto il Sud per realizzare l’unico collegamento stabile di cui siete capaci: non il ponte sullo Stretto ma quello tra un fallimento e un altro!” “Vi negheremo convintamente, come sempre e fino alla fine di questo incubo, la nostra fiducia”, conclude Pagano.
“È una legge di Bilancio profondamente riscritta dagli emendamenti del governo, trasformati in fittizi emendamenti dei relatori per non fornire i dati tecnici e costringere la Commissione ad esprimersi con un solo voto sull'intero pacchetto. Una legge priva di elementi cruciali come la politica industriale, priva di un piano, il salario minimo, le risorse per la sanità pubblica e per la scuola. C'è la volontà del governo di spingere verso la privatizzazione della sanità, della scuola e del sistema pensionistico”. Così la deputata dem Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd e relatrice di minoranza della Legge di Bilancio in discussione alla Camera.
“Quel poco che c'è è frutto del lavoro delle opposizioni che con poche risorse hanno permesso il raddoppio delle assunzioni degli ispettori sul lavoro per garantire maggiore sicurezza, tema per noi ineludibile, la stabilizzazione delle assunzioni di ricercatori e dei tecnici del Cnr, perché la ricerca è fondamentale per lo sviluppo del paese e il finanziamento di un servizio di sostegno psicologico nelle scuole per fronteggiare il disagio degli studenti post Covid”, conclude Guerra.
Grazie al Pd unica norma approvata per italiani all’estero
“Nella notte è passato l’emendamento Pd alla manovra per il potenziamento dei fondi per i Comites, 600 mila euro, che rappresentano una prima boccata di ossigeno dopo anni di tagli verticali. I Comites sono degli organismi rappresentativi della collettività italiana all’estero, eletti direttamente dai nostri connazionali residenti all’estero e che rappresentano le esigenze dei cittadini italiani residenti all’estero nei rapporti con gli uffici consolari con i quali collaborano, per individuare le necessità di natura sociale, culturale e civile della collettività italiana”. Lo dichiarano i deputati del Pd eletti nelle circoscrizioni estere Christian Di Sanzo, Toni Ricciardi, Fabio Porta e Nicola Carè, a proposito dell’emendamento alla manovra del PD a prima firma di Sanzo che prevede lo stanziamento di un fondo di 600 mila euro per i Comites.
“Si tratta - sottolineano i dem - di una promessa da parte del Pd mantenuta, un impegno concreto del Pd per i tanti italiani all’estero, i 7 milioni di persone della “21esima regione d’Italia” che vedono nei Comites un punto di riferimento. Di contro da parte della maggioranza e del
Governo c’è stata una completa disattenzione e noncuranza nei confronti dei cittadini italiani residenti all’estero. Questo emendamento rappresenta l’unica norma per la nostra comunità all’estero e senza questo sarebbero stati trattati come cittadini di serie B quando invece sono una forza lavoro importantissima per il nostro Paese. Ovviamente continueremo fino all’ultimo minuto utile a cercare di far cambiare idea a questo governo che vuole bloccare la rivalutazione delle pensioni per gli italiani all’estero”, concludono i deputati Pd.
“Oggi, dopo il parere negativo da parte del Governo, la maggioranza di destra ha appena bocciato l’emendamento chiamato “Legge Griseri” che prevede lo stop alle consegne con le allerte meteo e l’istituzione di un fondo diversificato per chi lavora sotto contratto e per gli autonomi in grado di coprire la giornata lavorativa” lo dichiara la vicepresidente nazionale del PD Chiara Gribaudo.
“Una proposta di buonsenso e di civiltà - continua Gribaudo - con una cifra da stanziare tra l'altro piccolissima rispetto agli stupendi dei ministri che si alzano. Auspicavo piena convergenza. Non è così.”
“La smettano di fare la morale, di parlare di “popolo” e bugie varie perché l’unica cosa che fanno è aumentare i privilegi di chi già li ha. Sulle pensioni, sugli stipendi degli infermieri, sul salario minimo, sulle tutele a lavoratori e lavoratrici non muovono un dito. Per in Ministri un bell’aumento di 7mila euro al mese. Ecco la destra sociale di Giorgia Meloni” conclude la deputata dem.
“Col favore delle tenebre, stanotte la maggioranza ha presentato un maxi emendamento che di fatto era una nuova legge di bilancio. Con idee piuttosto chiare: aumentare gli stipendi ai membri del governo, aumentare i pedaggi autostradali, aumentare il prelievo fiscale sui voli. Nemmeno un euro in più per i salari, la sanità o la scuola. Neanche quel ridicolo aumento delle pensioni minime per il quale cercano ancora la copertura. Unica spesa certa gli 800 milioni di euro per i centri in Albania, quello scandaloso spreco di risorse che sarebbero potute essere usate per asili, assunzioni o sanità. Ora si fermino e utilizzino le prossime ore per accogliere le proposte delle opposizioni per limitare i danni della loro incompetenza che vogliono far pagare al paese”.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Le stime dell’Istat sul dimezzamento della crescita del PIL rendono evidente che la Legge di Bilancio è poco solida. I conti non tornano ed è già alto il rischio di una manovra correttiva in primavera: il Governo deve chiarire subito come intende evitarla, invece di ricorrere a soluzioni tardive che porterebbero solo a nuovi tagli ai servizi e aumenti delle tasse. Il vertice di maggioranza di oggi sia chiaro su questi punti. Nel merito della manovra chiediamo un ripensamento radicale delle priorità: servono più risorse per sanità, pensioni, salari e servizi pubblici essenziali, dalla scuola ai trasporti. È tempo di scelte coraggiose e responsabili per garantire stabilità e sostegno ai cittadini”. Così in una nota il capogruppo democratico nella commissione bilancio della camera, Ubaldo Pagano alla vigilia del vertice dei leader di maggioranza con Meloni e Giorgetti.
“È la nostra Costituzione a riconoscere ai magistrati onorari un ruolo nell'ordinamento giudiziario che nel corso degli anni è cresciuto acquisendo importanza molto rilevante fino ad occuparsi del 50% delle cause civili e dell'intero insieme dei reati penali minori. L'infrazione comunitaria ha posto in evidenza dubbi sulla compatibilità tra la normativa nazionale e quella dell'Unione soprattutto sul deficit che i giudici hanno subito in materia di diritti essenziali perché esclusi dallo status di lavoratori dipendenti. Il ddl che oggi votiamo non riesce a risolvere tutte le questioni avanzate dall'infrazione comunitaria, non soddisfa le richieste legittime dei magistrati e lascia il fianco scoperto a iniziative di rivalsa per i diritti negati.” Così il deputato dem Marco Lacarra intervenendo in Aula annunciano l'astensione del Pd sul voto del ddl sulla magistratura onoraria.
“In Commissione - continua il parlamentare - il Pd ha presentato emendamenti per coprire le lacune al ddl in materia di indennizzi, dell'ingiusto obbligo di gestione separata Inps per i magistrati non esclusivisti e i costi per il ricongiungimento pensionistico. Su questi punti il governo è rimasto sordo e le coperture finanziarie restano insufficienti”. “Insomma questa è una norma che non riconosce ai magistrati onorari il giusto riconoscimento e importanza che rivestono per lo Stato italiano”, conclude Lacarra.
Pacchetto di emendamenti per far sentire voce delle comunità
“Questa Legge di Bilancio oltre a tagliare risorse, è particolarmente punitiva con gli italiani all’estero, a partire dalla misura che blocca la rivalutazione delle pensioni per i soli pensionati residenti all'estero. Come ogni anno, continuiamo a portare avanti le istanze delle nostre comunità attraverso precisi emendamenti alla manovra: la soppressione del blocco sulla rivalutazione delle pensioni, il rinnovo una tantum dei passaporti per gli ultra 70enni in modo da snellire il lavoro dei Consolati, l'aumento dei finanziamenti per i Comites/Cgie, il riadeguamento dei salari per i contrattisti dei Consolati e dell'Ice, l'incremento del finanziamento per i consolati onorari, il finanziamento delle Camere di Commercio all'estero, la possibilità di iscriversi al servizio sanitario nazionale per i residenti Aire extra-Ue, la promozione della lingua e cultura italiana nel mondo. Siamo l'unica forza politica che ha segnalato emendamenti per gli italiani all'estero e li porta in discussione in commissione Bilancio. La nostra vicinanza alle comunità all'estero si riflette nella nostra azione in Parlamento, e anche quest'anno nell'esame della Legge di Bilancio in Parlamento faremo sentire forte la voce di queste comunità”.Così il deputato democratico eletto nella Ripartizione Nord e Centro America, Christian Di Sanzo, intervenendo eletto nella Ripartizione Nord e Centro America, intervenendo alla conferenza stampa del Pd sugli emendamenti in Legge di Bilancio per gli italiani all'estero.
“Un pacchetto di emendamenti - ha aggiunto - che ho portato avanti insieme ai colleghi del Pd eletti all'estero, Toni Ricciardi, Fabio Porta e Nicola Care', grazie al fatto che il Partito Democratico è l'unica forza davvero organizzata che rappresenta in Parlamento tutte le Ripartizioni della Circoscrizione Estero”.
Dare priorità a salari, pensioni minime e fondo transizione automotive
“Il centrodestra non può scaricare sul Parlamento le sue contraddizioni. Le guerrette di potere tra la Lega e Forza Italia sul canone Rai non interessano gli italiani. La priorità si chiamano: ‘salari troppo bassi’ e dunque la necessità di andare verso il salario minimo; ‘pensioni’, dopo la presa in giro dell'aumento delle pensioni minime di poco più di un caffè al mese e poi ‘politiche industriali’, il governo ripristini il fondo sulla transizione nell'automotive. Abbiamo migliaia di lavoratori del comparto automotive di Stellantis che rischiano la cassa integrazione o ci sono già. E’ una grande questione nazionale sulla quale nessuno può voltarsi dall'altra parte”. Lo dice Arturo Scotto, capogruppo dem in commissione Lavoro alla Camera, in un video pubblicato sui canali social dei deputati Pd.
Pd unico gruppo parlamentare che ha segnalato emendamenti, parlamento converga
"Il Governo Meloni ha tradito tutte le promesse fatte agli italiani all'estero. Per il Partito democratico è una battaglia fondamentale che faremo nella legge di Bilancio sostenendo gli emendamenti che abbiamo presentato e segnalato a partire da quello sulla rivalutazione dell'indicizzazione delle pensioni. Siamo l'unico gruppo parlamentare a pensare agli italiani all'estero, oltre 6 milioni di concittadini, la cosiddetta 21esima regione italiana". Così Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, in apertura della conferenza stampa del Pd sulla presentazione del pacchetto di emendamenti alla legge di Bilancio sugli italiani residenti all'estero.
"Gli emendamenti riguardano principalmente la richiesta di soppressione del blocco rivalutazione dell'indicizzazione per i pensionati che vivono all'estero. Stiamo parlando di 8 milioni di euro, uno scippo vero e proprio, che si spalmerà fino al 2034. Un italiano all'estero che prende mille euro al mese, dal 2026 perderà ogni mese 50 euro, oltre all'eccedenza dell'anno. È un atto gravissimo", ha spiegato Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera ed eletto all'estero nella circoscrizione Europa.
Gli altri emendamenti segnalati – hanno aggiunto i deputati Pd eletti all’estero Porta, Carè, Di Sanzo riguardano il rinnovo dei passaporti, sul modello spagnolo - che funziona benissimo e che prevede il rinnovo una tantum per gli over 70enni. Un modo per snellire il sistema dell'emissione dei passaporti del 30/35% dei siti consolari con risparmi economici e vantaggi evidenti per i nostri concittadini. Inoltre – aggiungono- proponiamo per i frontalieri un ampliamento dello smart working dal 25% al 40% come prassi consolidata in Europa negli altri Paesi ed è un emendamento a costo zero per lo Stato. Ed ancora il supporto attraverso uno stanziamento di 500.000 euro sia nel 2025 che nel 2026 per il contributo alle spese di funzionamento del CGIE e dei COMITES, due organismi rappresentativi della collettività italiana all'estero. "Non era mai capitato – ha concluso il responsabile Pd italiani nel mondo, Luciano Vecchi - di vedere una legge di bilancio punitiva per gli italiani all'estero. Tutto questo accade solo perché i partiti che sostengono questo Governo non godono di ottima salute all'estero".