08/04/2025 - 20:19

“Finora la premier Meloni ha spiegato che i dazi non erano una catastrofe, poi Giorgetti ha proposto una sospensione del Patto di Stabilità mentre Salvini suggeriva di negoziare direttamente con Trump senza l'Europa. Dopo la confusione e l'immobilismo, il governo, ora, posto di fronte alla realtà dell’impatto devastante che i dazi avranno sulla nostra economia e occupazione, decide di annunciare una risposta nazionale rimodulando fondi del PNRR e sottraendo fondi di coesione. Si tratta di un annuncio vuoto e rischioso però. Anzitutto non si chiarisce da quali progetti si dovrebbero recuperare risorse pari ad 14 miliardi del Pnrr, superiori anche a quelle del programma Transizione 5.0. Ci dica Meloni quali interventi saranno cancellati, quante scuole, asili, ospedali, residenze universitarie, infrastrutture salteranno. Attenzione. La verità è che il governo non è stato in grado di spendere le risorse europee e adesso, nel tentativo di tappare la propria impreparazione e assenza sui Dazi, rischia di aprire inevitabilmente altre criticità. Lo stesso vale per i fondi delle politiche di coesione. Si faccia chiarezza e si lavori nel caso per prevedere a sostegno delle filiere produttive colpite risorse che siano aggiuntive, non sostitutive di interventi già destinati alle nostre famiglie e comunità, peraltro con vincoli specifici di destinazione territoriale. Altrimenti si tratterà solo di un gioco delle tre carte, che pagherà l'intero Paese”.

 

Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.

 

08/04/2025 - 12:43

A pagarne sono le fasce più deboli, famiglie e lavoratori

 

“Eni Versalis, partecipata dal governo, ha fatto scelte contro i lavoratori e contro la logica del mercato.

Tra le cause scatenanti di questa crisi industriale di Ragusa, Priolo e Brindisi vi è certamente quello del costo dell’energia. Al sud costa molto di più. Fino ad ora le misure messe in campo dal governo sono state impercettibili. Per le famiglie ma anche per le imprese.

Decarbonizzare la chimica come affermato dal governo rischia di diventare un annuncio sterile, ma a pagarne le spese sono i più deboli: come le famiglie sulla famosa tassa Ets che dovrebbe colpire i colossi dei trasporti e, invece, si abbatte sulle famiglie delle due grandi isole, in questo caso invece colpisce l'ultimo anello della catena, il più debole, i lavoratori.

In questi mesi a discapito degli annunci è mancato proprio il confronto con i lavoratori: a fine febbraio siamo stati proprio sotto la sede dell’Eni a far sentire le nostre ragioni ma il nostro appello per un vero confronto è rimasto inascoltato. Ministro Urso assente”.

Lo ha detto in Aula il deputato del Pd, Anthony Barbagallo, presentando la sua interrogazione al Governo su Eni Versalis.

“Non siamo per nulla soddisfatti delle dichiarazioni del governo in Aula oggi - ha poi replicato Barbagallo - che confermano lo smantellamento della chimica di base in Italia.

Il rinvio a sedicenti tavoli di coordinamento, senza un utilizzo convinto delle risorse dell’Fsc e del Pnrr, sembrano misure per alimentare la melina e non avviare un confronto vero con le parti sociali, la politica e le regioni interessate.

La decisione di Eni incide sull’intero sistema industriale del Paese: un progetto che, con la chiusura dei cracking di Brindisi e Priolo, metterà a rischio 20 mila posti di lavoro nei petrolchimici italiani e vedrà aumentare i costi di produzione per l’80 percento, in piena guerra commerciale con i dazi imposti da Trump e i crolli delle borse mondiali di queste ore.

Il governo e la politica devono assumersene la totale responsabilità e non voltarsi dall'altra parte come hanno fatto in questi mesi”, ha concluso Barbagallo.

 

03/04/2025 - 13:31

Sui bandi per la realizzazione delle colonnine è lo stesso ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti a certificare il fallimento del suo governo, ammettendo che gli obiettivi stabiliti dal Pnrr sono da riprogrammare. La sesta relazione sullo stato di attuazione del Piano evidenzia infatti tutte le difficoltà per l’installazione delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. Con i bandi 2024 saranno realizzate poco più di 3.800 stazioni di ricarica rispetto alle oltre 18.000 previste, con un utilizzo dei fondi per poco più di 96 milioni di euro rispetto ai 640 disponibili, mentre si susseguono le rinunce dei soggetti che erano stato ritenuti idonei e ammessi al beneficio. Per garantire la copertura dei restanti punti di ricarica, il governo ha avviato interlocuzioni con Anas Spa e Rfi Spa, che si sono impegnate a valutare l'opportunità di contribuire alla costruzione delle colonnine, promuovendo una rete su tutto il territorio nazionale. A questo punto vorremmo conoscere quale sia il risultato di questa interlocuzione e quali siano le decisioni assunte. La nostra preoccupazione è che, viste le evidenti difficoltà dovute ad un mercato ancora immaturo ma anche ad una gestione molto approssimativa da parte del governo, l’Italia possa essere chiamata a restituire i fondi ricevuti dall’Europa. Continueremo a tenere alta l’attenzione perché non possiamo permetterci di sprecare questa opportunità.”

Così il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente PD in Commissione Trasporti alla Camera, primo firmatario dell’interrogazione Pd al governo presentata insieme ai deputati dem Barbagallo, Peluffo, Simiani, Ghio e Morassut.

 

02/04/2025 - 18:46

“Ha ragione il Presidente Mattarella: i dazi americani sono un errore profondo. Trovo inquietanti gli effetti che ricadranno sulla nostra economia, ma è altrettanto inquietante il sovranismo di chi appoggia l’amministrazione Trump, lasciando l’Italia e l’Europa in questa situazione”. Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico.

“Al Governo spetterebbe di esprimersi su decisioni cruciali in questo momento, invece Meloni sembra più impegnata a tenere per le maniche Tajani da una parte e Salvini dall’altra - prosegue la deputata dem - Con queste divisioni del Governo e con la logica del doppio forno indeboliamo ancora di più l’Italia, è drammatico politicamente ma lo sarà ancora di più economicamente. Si parla di 23mila aziende a rischio, di 415mila lavoratori e lavoratrici e di 36 miliardi di euro: sono numeri preoccupanti che corrispondono alle vite di centinaia di migliaia di persone”.

“Abbiamo un export importante verso gli USA, intanto la nostra economia non gode di buona salute e le ultime crescite sono dovute al Pnrr e non alle decisioni politiche di Governo. Dalle previsioni uscite oggi, i dazi arresteranno del tutto la crescita: quando il Governo si renderà conto che da queste ore cruciali dipende il futuro dell’Italia e dell’Europa?” Conclude Gribaudo.

 

02/04/2025 - 17:14

“Oggi è il 2 aprile e ci saremmo aspettati un atto concreto dal ministro Salvini, la nomina del commissario straordinario per la Diga di Vetto. Nel Decreto sulle Emergenze e PNRR con un emendamento del relatore era stato inserito il termine di 30 giorni per la nomina del commissario straordinario. Eppure, oggi quella scadenza è arrivata – il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1 marzo – ma in atti ufficiale il commissario ancora non c’è.
L’urgenza dichiarata di assumere in capo al Governo l’iter per la realizzazione dell’infrastruttura idrica, nonostante il percorso e gli stanziamenti già messi in atto dalla Regione Emilia Romagna per il progetto dell’opera, con il raccordo di tutti gli enti territoriali e istituzionali interessati, non trova a oggi una adeguata risposta. Cosi come non aveva trovato risposta la nostra richiesta di una nomina di alto profilo e competente, che almeno fosse fatta d’intesa con la Regione stessa in rappresentanza del territorio di competenza.  Se secondo le dichiarazioni della maggioranza di governo serviva accelerare la lentezza di chi stava seguendo l'iter e come primo atto non sono stati rispettati i tempi da loro previsti e ci si impiega più di un mese a nominare un commissario, quanto tempo sarà impiegato per trovare le risorse che mancano per il progetto e poi per la successiva realizzazione?
La domanda finale è inevitabile: dobbiamo aspettarci l’ennesima divisione politica della maggioranza nell’individuazione di una figura adeguata all’importanza dell’infrastruttura, una dimenticanza di un ministro troppo impegnato su tematiche di non stretta sua competenza o invece una semplice errore di calendario rispetto a una scadenza di legge? Qualsiasi sia la risposta la partenza non fa sicuramente ben sperare sul futuro.” così i dem Andrea Rossi e Ilenia Malavasi.

02/04/2025 - 16:37

“Il PD vuole sapere se il governo può confermare o no che tutte le opere del Pnrr verranno realizzate, perché pare che il piano sia diventato più un atto di fede che una missione del Paese. È evidente che il ministro Foti abbia ereditato una situazione catastrofica, dove il suo predecessore Fitto, con successive rimodulazioni, ha trasferito tutti gli obiettivi da raggiungere solo nell'ultimo anno e mezzo”. Lo chiede il deputato Ubaldo Pagano, capogruppo PD in Commissione Bilancio, intervenendo in Aula durante il Question time al ministro Foti sullo stato di attuazione del Pnrr.
“Con l'ultima relazione sullo stato del Pnrr depositata dal governo – continua l'esponente dem -  ci troviamo davanti alla commedia dell'assurdo: da un lato Foti rassicura sulla piena attuazione del piano e, dall'altro, Giorgetti chiede la proroga di un anno perché tanti progetti sono a rischio. Che fine faranno le case ed ospedali di comunità, gli asili nido, le residenze per gli studenti universitari, gli interventi per dissesto idrogeologico e le linee ferroviarie del Mezzogiorno?”, conclude Pagano.

 

02/04/2025 - 16:09

“Le parole del ministro Foti confermano e aumentano la confusione relativa allo stato d'attuazione del PNRR. Il governo cosa pensa di fare? Evidentemente vive su Marte e non sa leggere i dati. Mette la polvere sotto il tappeto e continua a dire che va tutto bene. In attesa della relazione semestrale depositata in estremo ritardo non abbiamo avuto più notizie del Piano. Ci siamo rivolti a Chi l'ha visto. Lo abbiamo ritrovato sulla carta, ma le condizioni reali sono drammatiche e la responsabilità è tutta vostra. Il governo ha già cancellato finora 500 case ed ospedali di comunità, 100.000 posti in asili nido, 10 miliardi di euro di investimenti nei comuni. Come se non bastasse, la spesa si attesta oggi a circa 63 miliardi, la metà dei 122 miliardi ottenuti finora, il 30% delle risorse complessive. Restano da spendere in pochi mesi oltre 130 miliardi. Serve dire altro?” Così il deputato Piero De Luca, capogruppo PD in Commissione Politiche europee, intervenendo in replica al ministro Foti durante il Question Time alla Camera.
“Peraltro – continua l'esponente dem - lo stesso Ministro Giorgetti smentisce clamorosamente Foti, avanzando la volontà di chiedere una proroga della chiusura del Pnrr per i ritardi in corso, ignorando che la proroga non è consentita a Bruxelles”. “Avete parlato di una nuova rimodulazione. Vogliamo sapere quali opere saranno mantenute e quali cancellate. Questo doveva dirci oggi il ministro Foti e invece non ha dato alcuna risposta. La premier Meloni ci metta la faccia e venga in Parlamento a dire la verità. Fatevi aiutare se non siete in grado. Altrimenti vi assumerete la responsabilità storica di bruciare il futuro del Paese”, conclude De Luca.

01/04/2025 - 18:03

“Con una risoluzione approvata in Commissione bilancio la maggioranza ritiene di avere autorizzato il governo a far fare una drastica cura dimagrante al Def, atteso in parlamento entro il 10 aprile. Si nascondono dietro le nuove regole europee per ridurre il contenuto informativo del Documento e per trasformarlo da strumento di programmazione e indirizzo politico in vista della futura legge di bilancio, a strumento di monitoraggio delle politiche già decise nella precedente legge di bilancio. In aperto contrasto con la normatività in essere. Con l’effetto di negare il ruolo di indirizzo del Parlamento, il ruolo di controllo delle autorità indipendenti e il diritto ad essere informata in modo trasparente di tutta la collettività. Il governo, secondo loro, non sarebbe tenuto a dare neppure vaghe informazioni su cosa intende fare in campi rilevanti come: l’adeguamento della età pensionabile alle aspettative di vita, l’aumento della spesa per la difesa, la richiesta di una proroga per la scadenza del Pnrr? Una scelta inaccettabile nel merito ma anche nel metodo. Continueremo a batterci, contro l’idea che con una decisione di maggioranza il governo possa agire in contrasto con la legge e comprimendo il ruolo del parlamento” così la deputata democratica, Maria Cecilia Guerra.

01/04/2025 - 16:41

“Dopo il clamoroso fallimento dei mesi scorsi, che ha costretto il ministero della Giustizia a rinviare più volte l’allargamento del processo penale telematico, apprendiamo dai media che si registra oggi l’ennesimo flop: i problemi che secondo Nordio sarebbero stati risolti entro il primo aprile, continuano infatti a creare criticità nei tribunali di tutta Italia. Il sistema giudiziario nazionale, nonostante le risorse stanziate dal Pnrr, è palesemente al collasso. In questo quadro desolante, che dovrebbe costringere l'esecutivo ad intervenire con rapidità, registriamo soltanto le parole di un governo che rivendica falsi risultati quando siamo in presenza di azioni che hanno prodotto esclusivamente ritardi, disservizi e fallimenti”.

Così il capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, Federico Gianassi.

 

27/03/2025 - 10:56

Il Pnrr doveva servire per infrastrutture, imprese, tutela del territorio, scuole e asili nido. Il Governo ha scelto di ridimensionare tutto e comunque con enormi ritardi. Ora chiede più tempo all’Europa per nascondere liti tra Ministri e incapacità che denunciamo da tempo.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

27/03/2025 - 10:08

"Sul Pnrr si preannuncia un disastro e, come ormai avviene su molte altre questioni, si stanno palesando due governi. Uno che continua la propaganda e l’altro che prova ad evitare il disastro. I fatti sono noti: l'Italia ha ottenuto un finanziamento di 122 miliardi di euro. Al momento ne ha spesi solo 63. Ne deve incassare (e spendere) altri 73 entro un anno. Il ministro Foti, anche oggi, dice che va tutto bene e siamo puntuali. Al contempo, il ministro Giorgetti, che sa quanto la cassa della finanza nazionale dipenda dal Pnrr, sta già trattando da mesi per il rinvio. Il governo, per coprirsi le spalle, dà la colpa ai Comuni per i ritardi accumulati, ma occorrerebbe ricordare che Fitto ha perso 15 mesi per smantellare la struttura di sostegno e spostare dal Mef al suo ministero la gestione dei fondi per farsi le sue assunzioni, con l’assenso della premier e annullando i controlli della Corte dei Conti che davano fastidio. In queste bizzarre dinamiche governative si consolida il disastro, ma per Meloni, Giorgetti e Foti 'va tutto bene madama la marchesa'. Meloni venga immediatamente in Parlamento per riferire sullo stato di attuazione del Pnrr". Così il deputato Pd Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.

 

27/03/2025 - 09:53

“I dati presentati oggi dalla Corte dei Conti confermano l’urgenza di un’operazione verità sugli investimenti del PNRR e sul rispetto della loro realizzazione, sia in termini di spesa che di tempistiche. Finora il governo ha agito nella totale mancanza di trasparenza, con ministri che hanno sempre negato i ritardi, smentiti ora in modo eclatante dalla relazione della Corte.
Meloni deve riferire al più presto in Parlamento. Non è più accettabile che il governo continui a nascondere la realtà ai cittadini e alle istituzioni. Il PNRR doveva rappresentare una svolta storica per il Paese, ma la sua attuazione è stata gestita con superficialità e opacità. E i dati confermano purtroppo i ritardi nell'attuazione che rischia di far saltare investimenti fondamentali in sanità, istruzione, politiche sociali, infrastrutture. È in Parlamento che deve essere fatta chiarezza su questo fallimento. La Presidente del Consiglio non può più sottrarsi al confronto: riferisca subito sullo stato reale del Piano e spieghi perché il governo continua a rallentare il Piano e immagina proroghe invece di garantire investimenti concreti e tempestivi per il futuro dell’Italia”. Lo ha detto il capogruppo democratico della commissione affari europei della camera, Piero De luca, intervenendo questa mattina in apertura dei lavori nella seduta di Montecitorio. “Meloni venga in Parlamento serve un’operazione verità e trasparenza  sullo stato di attuazione di un progetto di investimento che doveva rappresentare una svolta storica per il nostro paese e che il governo sta invece mettendo in discussione per le proprie incapacità, come conferma la richiesta del ministro Giorgetti, riportata da Repubblica, di una proroga con rinvio del termine finale di attuazione del Piano”.

 

27/03/2025 - 09:30

La relazione della Corte dei Conti conferma gravi criticità nell’attuazione del PNRR, con ritardi su istruzione, welfare, inclusione e salute. Questi ambiti, fondamentali per la coesione sociale e la riduzione delle diseguaglianze, restano ai margini dell’azione di governo, dimostrando l’assenza di una visione chiara sulle reali emergenze del Paese”. Così in una nota il capogruppo democratico nella commissione Affari sociali della Camera e responsabile welfare del Pd, Marco Furfaro commenta la relazione della Corte dei Conti sullo stato di avanzamento del Pnrr. “Inoltre - aggiunge Furfaro - se fosse confermata l’intenzione del ministro Giorgetti di chiedere uno slittamento del Pnrr, come riportato da Repubblica, saremmo di fronte all’ennesima dimostrazione dell’incapacità del governo di programmare e utilizzare le risorse disponibili. Un fatto gravissimo che segnala l’inefficienza nella gestione dei fondi e la mancanza di una strategia per affrontare le urgenze sociali.

Questa situazione certifica l’assenza di una reale volontà di abbattere le diseguaglianze e garantire diritti fondamentali ai cittadini. Il governo, invece di agire con responsabilità, continua a rinviare, compromettendo il futuro del Paese”, conclude Furfaro.

 

26/03/2025 - 17:27

“Un grandissimo pasticcio. Solo così si può commentare la sentenza non definitiva del Tar Lazio sui ricorsi sui contratti di filiera del settore agroalimentare legati ad uno specifico bando del Pnrr. Il tribunale, al momento, non ha bloccato le graduatorie, come richiesto, ma ha valutato comunque affrettata l'istruttoria stabilendo che venga riconvocata la commissione giudicante per rivalutare i progetti esclusi ed eventualmente riscrivere le graduatorie. Una sorta di salvacondotto per quanto deciso, per non bloccare i fondi che altrimenti sarebbero andati persi, ma certamente un cartellino rosso per il Masaf che male ha gestito l'intera vicenda sulla quale in più occasioni, anche attraverso il sindacato ispettivo, avevamo sollevato, come gruppo Pd, grande preoccupazione e puntuali osservazioni”.

Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

“Le risposte del Masaf - aggiunge - erano state sempre di negazione delle criticità messe in evidenza ed ora purtroppo ci rendiamo conto che si è voluta coprire l'evidenza che avrebbe potuto mettere in ginocchio l'intero comparto. Adesso è il momento di voltare pagina. Si seguano velocemente le prescrizioni del Tar e non si perda ulteriore tempo dando riscontro a chi giustamente aveva portato in Tribunale la questione visto che entro giugno di quest’anno, come ci aveva risposto il ministero ad una interrogazione, dovrebbe essere prevista la sottoscrizione dei contratti di filiera per almeno il 50 per cento dei due miliardi di euro a disposizione. Resta sullo sfondo anche il tema della bancabilità dei progetti. C’è il serio rischio per alcuni progetti di non avere l’avallo da parte del mondo del credito ed altri potrebbero essere condizionati dagli alti tassi di interesse. Ce la faranno? Ci auguriamo di sì ed incalzeremo perché questo avvenga. Risorse non se ne devono perdere - conclude - ma occorre pure che le garanzie vengano date a tutti i partecipanti al bando in maniera equanime ed equilibrata senza quella fretta (interessata?) che pure il Tar ha evidenziato”.

 

25/03/2025 - 14:18

Governo venga in Parlamento, servono misure straordinarie

 

“Il commissario straordinario nazionale, Nicola Dell’Acqua, annuncia che la prossima sarà un’estate difficilissima dal punto di vista della siccità. A questo punto diventa davvero incomprensibile la ragione della funzione del commissario se la sua azione si limita esclusivamente a fotografare lo stato dei bacini poco prima dell’estate. Ma purtroppo parliamo di un commissario indicato da un governo che nega i cambiamenti climatici e che non fa nulla per affrontare le emergenze. Dove sono finite le risorse del fondo perequativo infrastrutturale che prevedeva risorse per le reti idriche? Dove sono gli interventi del Pnrr? Dov'è quella attenzione per il Sud che la premier millanta nei suoi video? La verità a questo punto è che se la natura non provvede con la pioggia, davvero sarà una estate difficile per le comunità meridionali. Ma che politica è quella che si affida alla speranza? Servono misure straordinarie. Sicilia, Basilicata, Sardegna, Puglia, sono già in difficoltà. Per questo presenteremo una interrogazione al governo. Così non si può più andare avanti”.

 

Così il deputato democratico e responsabile Pd per la Coesione territoriale, Sud e aree interne, Marco Sarracino.

 

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