"L'Eurostat ci dice che le peggiori quattro regioni europee per il tasso di occupazione femminile sono la Sicilia, la Campania, la Calabria e la Puglia. Un dato drammatico che dovrebbe spingere il governo, e in particolar modo il ministro Fitto, ad una sterzata e ad invertire la rotta sul Pnrr che, lo ricordiamo, è stato pensato e voluto con l'obiettivo principale di contrastare le diseguaglianze. Quelle risorse servono proprio a questo: aumentare la coesione territoriale, diminuire le diseguaglianze di genere e tra generazioni, aumentare le opportunità occupazionali. La destra fa finta di non vedere che la vera emergenza è rappresentata da quelle centinaia di migliaia di persone, spesso giovani e donne, che abbandonano il nostro Mezzogiorno per andare all'estero in cerca di opportunità e un futuro migliore". Così il deputato dem e responsabile Sud e Coesione della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino.
“Chiediamo al ministro Fitto di informare il Parlamento sui progetti relativi al nuovo Capitolo REPowerEu inviati alla Commissione”. È la richiesta contenuta in un'interrogazione del gruppo PD alla Camera, a prima firma De Luca, rivolta al ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
“Apprendiamo infatti solo da fonti di stampa che il Governo ha trasmesso alla Commissione una serie di schede descrittive del nuovo Capitolo REPowerEU nazionale, per verificare l’ammissibilità dei relativi interventi. Nonostante le dichiarazioni sull‘importanza del dibattito parlamentare, registriamo dunque che nei fatti da parte del governo non c’è alcuna volontà di coinvolgere il Parlamento nella revisione e nell’aggiornamento di un Piano che è il più grande investimento degli ultimi decenni. È necessario invece dare piena evidenza pubblica delle schede descrittive dei progetti RepowerEu su cui il Governo starebbe lavorando."
"Sono la totale estraneità del contenuto dell'emendamento sulla Corte dei Conti rispetto al decreto in discussione e l'arroganza con cui questa maggioranza lo difende, a darci conferma della volontà di sottrarsi alla vigilanza della Corte dei Conti. Il Presidente Carlino è stato molto chiaro nel corso della sua audizione sui rischi di questa formulazione. Però, a quanto pare, la maggioranza continua a prendersela con tutti quelli che osano esprimere elementi di criticità nei confronti dell'azione di Governo. Stanno facendo passare un messaggio fuorviante e ambiguo, ovvero che non hanno speso le risorse del Pnrr perché ci sono troppi controlli, quando invece le ragioni sono legate solo ed esclusivamente alla propria incapacità. Per questo noi continueremo ad opporci con forza nel metodo e nel merito a questo atto di prepotenza contro un organo terzo". Così il deputato e membro della segreteria nazionale Pd Marco Sarracino.
“Dopo le dichiarazioni nette e precise del presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, che definiscono il controllo concomitante come propulsivo dei tempi di attuazione amministrativa dei progetti del Pnrr, chiediamo una sospensione dei lavori delle commissioni congiunte e un ripensamento radicale da parte di governo e maggioranza di destra: si sta giocando pericolosamente con le istituzioni della Repubblica“.
Lo dichiarano i capigruppo dem delle commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera, Simona Bonafè e Arturo Scotto.
“Nel ringraziare unita il Governatore Visco per il suo impegno, l’Italia dovrebbe ascoltare con attenzione il suo messaggio: abbiamo bisogno di progressività fiscale, salario minimo, politiche sui migranti e tanti altri importanti e chiari obiettivi”.
Lo scrive su Twitter il deputato del Partito Democratico, Nicola Zingaretti.
Tweet di Enzo Amendola, deputato Pd
Da sette mesi buio e zero trasparenza sui progetti del #PNRR. Ora il Governo vuole estromettere la Corte dei Conti dal suo ruolo di controllo.
La solita destra allergica al dissenso. Ne ho parlato stasera a #Metropolis di @repubblica
“Sul Pnrr stiamo assistendo a uno spettacolo inaccettabile. L’ultimo colpo di scena è particolarmente grave: con l’emendamento al decreto PA depositato oggi, si vuole limitare il controllo della Corte dei Conti. Non è bastato mettere a rischio i fondi con una gestione dilettantesca e con la volontà di accentrare a Palazzo Chigi. Ora dimostrano di non sopportare verifiche sul loro operato. Crediamo sinceramente che si sia superato il limite della decenza istituzionale”. Lo dichiarano i deputati dem Simona Bonafé e Arturo Scotto.
Sul PNRR il Governo è allo sbando, mette a rischio i soldi dell’Europa e vuole cancellare la facoltà di controllo della Corte dei Conti. Aver deciso di gestire tutto da Palazzo Chigi finora ha prodotto solo ritardi. Ora non vogliono più nemmeno essere controllati. Non è accettabile, ci opporremo in ogni modo a questa ennesima forzatura.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Dichiarazione di Piero De Luca, vicepresidente deputati Pd
Il Governo conferma la propria insofferenza ai controlli e presenta un emendamento in cui elimina il c.d. controllo concomitante della Corte dei conti sui fondi del Pnrr. È un atto gravissimo che mette a rischio la trasparenza e la sana gestione finanziaria delle risorse europee, in conflitto con le norme e i princìpi stessi del regolamento UE, 2021/241. Un attacco che certo non risolve i problemi dei ritardi del Governo nell'attuazione dei progetti, ma anzi li aggrava. E mostra l’incapacità della destra sulle spalle del Paese.
"È inaccettabile che il governo, intollerante ai controlli, decida di limitare l'azione della magistratura contabile. Oltre ad essere un ennesimo tassello di una deriva autoritaria si tratta di azione che contrasta con le decisioni dell'Europa sul Pnrr".
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd
“L’emendamento sulla Corte dei Conti presentato oggi dal Governo sul decreto PA da solo vale un intero decreto. Il governo vuole sottrarre tutto PNRR e il Piano nazionale per gli investimenti complementari al controllo concomitante della Corte dei Conti. In aggiunta si toglie una prerogativa del Parlamento di poter richiedere relazione alla Corte dei Conti in itinere dei progetti PNRR.
Tutto questo con buona pace dell’invito del Presidente della Repubblica a non stravolgere i decreti con emendamenti governativi e parlamentari. E’ inaccettabile questo tentativo di alterare l’equilibrio dei poteri sul modello delle democrature.”
Lo scrive in una nota Federico Fornaro (PD), della commissione Affari costituzionali della Camera
“Il Governo mette sotto tutela la Corte dei Conti limitandone potere di controllo sul Pnrr. Un fatto molto grave che stigmatizziamo e che ci mette in contrasto con Ue. La destra combatte l’autonomia di qualsiasi organismo autonomo che garantisce la trasparenza della spesa”.
Lo scrive su Twitter il deputato del Gruppo Pd-Idp, Arturo Scotto.
Pnrr, alluvione, inflazione vengono dopo, forse
“La priorità della destra è limitare i diritti. Pnrr, alluvione, asili, inflazione vengono dopo, forse. Ora la loro urgenza è attaccare le famiglie arcobaleno e i loro figli: la corsa forsennata in commissione giustizia per una legge folle lo dimostra. Continueremo a opporci”. Lo scrive su Twitter il deputato dem e responsabile diritti della segreteria nazionale del PD Alessandro Zan.
“La destra boccia la mozione del Partito Democratico sul caro affitti. Una mozione che chiedeva di rispettare gli impegni del Pnrr, vigilare sulla destinazione per il diritto allo studio dei nuovi alloggi da realizzare, istituire un tavolo permanente di confronto che coinvolga gli organismi studenteschi, aumentare i fondi per i contributi di locazione e per la concessione di borse di studio. La destra non dà risposte a studentesse e studenti e ancora una volta sceglie di non aggredire nel concreto la questione giovanile. Noi continueremo a combattere, nel Parlamento e nel Paese”.
Così il deputato dem, Nicola Zingaretti, che questa mattina è intervenuto nell’Aula della Camera per esprimere il voto favorevole del Gruppo Pd alla mozione dem sul tema del “caro affitti”.