27/10/2025 - 15:31

“Il Governo deve rivedere subito il provvedimento che riduce del 10% le risorse destinate ai progetti sui beni confiscati alla criminalità organizzata. È un taglio miope e ingiusto, che colpisce soprattutto i piccoli Comuni, già impegnati con lavori appaltati e interventi avviati grazie ai fondi PNRR.
Queste risorse non sono solo numeri di bilancio, ma strumenti di riscatto civile e di rigenerazione sociale. Ogni bene confiscato che torna alla collettività è un simbolo concreto di legalità, e bloccare o ridurre questi progetti significa indebolire la risposta dello Stato contro le mafie.
Penso al caso di Cesa e a tanti altri Comuni del Mezzogiorno che rischiano di fermare cantieri già avviati per mancanza di copertura finanziaria. È inaccettabile. Il Governo Meloni garantisca la piena copertura dei fondi originari e introduca norme di salvaguardia per i progetti in corso. La lotta alla criminalità non può subire tagli: servono coerenza, visione e rispetto per il lavoro dei sindaci e delle comunità locali”. Lo dichiara Stefano Graziano, deputato del Partito Democratico, in seguito all’appello del sindaco di Cesa, Enzo Guidi, ai parlamentari casertani, alla presidente del consiglio Meloni e all’Anci sul no al taglio del 10% dei fondi per i beni confiscati per progetti già appaltati.

14/10/2025 - 19:21

“Ancora un nulla di fatto sulla manovra. La maggioranza continua a rimandare la presentazione di un testo, paralizzata da un braccio di ferro interno che dimostra l’assenza di una visione comune. Non emergono misure concrete e tutto lascia prevedere che sarà il terzo flop della politica economica del governo Meloni. In questi anni solo le risorse del PNRR hanno permesso al Paese di non scivolare in recessione, mentre il ministro dell’Economia Giorgetti si sta rivelando ininfluente: non c’è traccia di una vera politica economica né di una politica industriale. Le dichiarazioni odierne del ministro – “La prospettiva è abbastanza delineata, venerdì i particolari” – confermano la confusione e l’improvvisazione con cui il governo sta affrontando una fase delicata per famiglie, imprese e conti pubblici. L’Italia ha bisogno di scelte serie e di una manovra capace di sostenere crescita, lavoro e investimenti, non di annunci e rinvii continui” così il capogruppo democratico nella commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano commenta l’ennesimo rinvio da parte del CdM, dell’approvazione della manovra.

 

09/10/2025 - 18:00

“Sul Dpfp il governo è reticente e il documento tace perché non dice ciò potrebbe e dovrebbe dire. Il governo non ha mai fornito al Parlamento informazioni adeguate sul documento che sulla programmazione resta oscuro, allusivo, incomprensibile. La manovra programmatica porterà ad un aumento del Pil pari a zero nel 2026 e 0,1 nel 2027/28. Senza gli investimenti del Pnrr, ereditati dai governi precedenti, sarebbe recessione. Questo governo sa solo galleggiare”. Così la deputata e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra nella dichiarazione di voto sul Documento programmatico di finanza pubblica.
“Dal 2027 – continua la parlamentare dem - l'età per il pensionamento aumenta di tre mesi e peggiorano i canali di uscita anticipata, esattamente il contrario di quanto dichiarato dall'attuale maggioranza in campagna elettorale attaccando la ministra Fornero. Non c'è nulla sulla spesa degli enti decentrati che non tiene più il passo dell'inflazione e cala in termini reali: come faranno a fornire i servizi ai cittadini?”
“Sulla sanità mancano le risposte su spesa e finanziamento e, secondo la Corte dei Conti, mancheranno 13 miliardi nel 2028. La pressione fiscale cresce smentendo il punto principale del governo Meloni: con il fiscal drag, il sistema tassa di più i lavoratori che hanno aumenti contrattuali che li difendono appena dall'inflazione. Il governo è reticente, il documento tace: che pena”, conclude Guerra.

02/10/2025 - 16:19

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza sta diventando purtroppo il piano dei ritardi e dei rimpianti. Ai gravi ritardi accumulati si sommano tagli a progetti fondamentali: trasporti regionali, iniziative per le persone con disabilità, centri per l’impiego e politiche attive del lavoro, interventi contro il rischio idrogeologico in Emilia-Romagna, Toscana e Marche. Una situazione critica e preoccupante, che rischia di compromettere il futuro dell’Italia e dell’Europa”. Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Affari europei alla Camera.

“Ad oggi – aggiunge l’esponente dem – il governo deve ancora spendere circa 110 miliardi di euro in meno di un anno, avendone spesi solo 86. Eppure, il ministro Fitto non ha chiarito quali misure intenda adottare per accelerare. Abbiamo chiesto di attuare il piano, non di smontarlo. I ritardi non sono imputabili agli enti locali, che sono in regola, ma soprattutto ai ministeri nazionali. Serve meno propaganda e più impegno concreto: meno centri in Albania e più centri per l’impiego in Italia”.

“Saltare questo piano – conclude De Luca – significa soprattutto penalizzare il Mezzogiorno, cui era destinato almeno il 40 per cento dei progetti territorializzabili per ridurre i divari di servizi e infrastrutture. Quella scelta non fu casuale, ma frutto di una visione politica coraggiosa della passata legislatura, che ha reso possibile il Next Generation EU e il Pnrr. Se oggi il Paese dispone di queste risorse, è grazie al lavoro dei democratici e dei progressisti. Il governo Meloni, invece, rischia di dissipare un patrimonio economico e sociale decisivo per il futuro dell’Italia”.

 

01/10/2025 - 14:12

“Il PNRR rischia di diventare il Piano nazionale dei Ritardi e dei Rimpianti. A meno di un anno dalla scadenza, mancano all’appello 110 miliardi di euro da spendere e 280 obiettivi da raggiungere: un fallimento annunciato, certificato dalla nuova richiesta di revisione. Il Ministro è venuto qui in Parlamento con un documento vuoto, 11 pagine in cui non dice nulla sul contenuto reale di questa ennesima modifica, solo indicazioni generiche. Una specie di Manuale delle Giovani Marmotte, che offende il ruolo delle Camere e ignora il confronto istituzionale. Nessuna chiarezza su progetti cancellati, fondi persi, ritardi gravi dei ministeri competenti. Tagli agli asili, sanità territoriale, transizione ecologica e infrastrutture nel Mezzogiorno: è inaccettabile! Il Governo sta smantellando il Piano, anziché attuarlo. Chiediamo rispetto del cronoprogramma, stop ai tagli e no all’utilizzo delle risorse PNRR per la difesa”. Lo ha detto in Aula il deputato del Partito Democratico, Piero De Luca, in dichiarazione di voto sul Pnrr.

“Far fallire il Piano vuol dire bruciare la possibilità storica di migliorare le condizioni di vita nel nostro Paese. Ma vuol dire anche mettere in discussione il senso politico del PNRR, quale simbolo di un’Europa vicina ai cittadini e ai territori, simbolo del lavoro che dovremmo svolgere per un’Europa sempre più forte, autorevole e autonoma da un punto di vista strategico. Il problema è proprio questo. Voi nell’Europa non ci credete, e non lavorate né per difenderla né per rafforzarla, come dimostra il fatto che non è chiara la vostra posizione sul prossimo quadro finanziario pluriennale. Attuare il PNRR vuol dire difendere gli interessi del nostro Paese, ma vuol dire anche collocare l’Italia dalla parte giusta della storia, quella immaginata nel Manifesto di Ventotene, quella federalista, volta a costruire gli Stati Uniti d’Europa. Se il prossimo anno non riuscirete a portare a termine il Piano nei tempi e modi previsti come vi abbiamo indicato, avrete il dovere politico di rassegnare le dimissioni perché responsabili dinanzi alla storia ed al Paese di aver bruciato il futuro dell’Italia e quello dell’Europa intera", ha concluso Piero De Luca.

 

01/10/2025 - 12:50

“Il Pnrr doveva essere un’opportunità di rilancio per il nostro Paese ma il governo l’ha trasformato in un’occasione perduta. Le tante rimodulazioni hanno avuto il solo scopo di accentrare a Palazzo Chigi la programmazione e la spesa degli obiettivi indipendentemente dall’efficacia e dall’efficienza di questa scelta: un disastro per il Paese”. Così il deputato Claudio Michele Stefanazzi, intervenendo alla Camera sulle comunicazioni del ministro Foti sul Pnrr.
“L’anima del Piano, ovvero la coesione territoriale, la parità di genere e le politiche per i giovani sono scomparse. Che fine hanno fatto – chiede il parlamentare dem al ministro - i 60mila nuovi alloggi per studenti universitari e il potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro? La stessa sorte dei 100mila posti negli asili nido: tutti cancellati. Il target europeo di posti in asilo per popolazione sarà raggiunto solo perché il Governo ha consentito alle regioni del Nord di raggiungere percentuali oltre il 70%, condannando il sud a rimanere sotto il 10%. I fondi e gli investimenti per il Sud o vengono eliminati o finiscono in un progetto fallimentare come il Ponte sullo Stretto”.
“Il PNRR è un ‘regalo’ che questo governo ha ereditato e sprecato per la sua incapacità. Le risorse potevano essere spese per la sanità pubblica, invece che continuare a favorire quella privata e utilizzate per costruire infrastrutture laddove non esistono”, conclude Stefanazzi.

 

26/09/2025 - 11:25

“Rivolgo un appello al governo Meloni: non ostacoli l'immediato recepimento della direttiva europea del 2024 a tutela dei giornalisti e della libertà di informazione”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Unione europea alla Camera, intervistato sui canali social dei deputati dem.

“La direttiva – ricorda l'esponente Pd – introduce garanzie fondamentali per proteggere cronisti e reporter da azioni intimidatorie e cause temerarie, strumenti usati per limitare e condizionare l’attività giornalistica. Si tratta di una norma urgente e necessaria, che andava recepita nella legge di delegazione europea ora in discussione in Parlamento. Il governo ha scelto di non inserirla, dimostrando ancora una volta scarsa attenzione verso il lavoro dei giornalisti”.

“Secondo i dati dell’Ordine – aggiunge De Luca – nel nostro Paese le azioni vessatorie contro la stampa sono aumentate in misura preoccupante, fino a raggiungere livelli record rispetto ad altri Stati membri. Per questo presenteremo un emendamento mirato, affinché l’Italia non perda altro tempo e garantisca finalmente una cornice normativa coerente con i principi europei”.

Il deputato dem denuncia anche “il rapporto complicato tra governo e stampa, evidente nelle rarissime conferenze del Presidente del Consiglio. Meloni fugge dal confronto perché preferisce alimentare una narrazione di comodo, evitando le domande sui problemi realialari fermi, sanità sottofinanziata, costo della vita in crescita, Pnrr in affanno, mancanza di una politica industriale. Per noi la libertà di stampa è sacra, un presidio irrinunciabile della nostra democrazia. Faremo di tutto perché l’Italia recepisca questa direttiva senza ulteriori ritardi”.

24/09/2025 - 18:54

“Dietro i numeri del bilancio si nascondono scelte politiche profonde, e quei numeri ci parlano della vita concreta delle persone. La propaganda del governo non può nascondere la realtà: l’Italia non sta meglio, anzi famiglie e imprese sono sempre più in difficoltà. I dati Istat ci dicono che quasi un italiano su dieci vive in povertà assoluta, e tra loro il 14% sono bambini e adolescenti. L’Eurostat certifica che oltre il 10% dei lavoratori sono poveri, anche a tempo pieno, mentre il governo ha cancellato la proposta di salario minimo e rinunciato a dare risposte concrete. Sul fronte della sanità, 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi e le liste d’attesa sono sempre più lunghe”.

Così Silvia Roggiani, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula alla discussione generale sul Rendiconto e Assestamento.

“Nonostante la propaganda - ha aggiunto - la spesa sanitaria in rapporto al Pil resta sotto la media europea e Ocse. La crescita economica è ferma: produzione industriale in calo da oltre due anni, previsioni di crescita ridimensionate allo 0,5% nel 2025 e 0,7% nel 2026. Anche il Pnrr è stato sprecato: sono stati tagliati più di 100mila posti nido, un’occasione persa per il Paese e un peso scaricato ancora una volta sulle donne. Mentre la pressione fiscale resta al 42,5%, record dal 2020, il governo continua con condoni e rottamazioni, arrivati ormai alla quarta edizione in tre anni. E mentre le banche registrano utili stratosferici, si rifiuta di introdurre una tassa sugli extraprofitti che potrebbe restituire risorse a cittadini e servizi. Questi sono i numeri che ci avvicinano alla prossima legge di bilancio. Dobbiamo dare un’anima ai numeri: l’anima di un Paese che si occupa di chi non ha lavoro, di chi lavora ma è sfruttato, di chi non riesce a pagare l’affitto, dei giovani che lasciano l’Italia e delle donne che rinunciano a una famiglia perché il peso della cura grava solo su di loro. Questo - ha concluso - è il vero senso della politica, e su questo il governo Meloni continua a mancare l’appuntamento”.

 

 

24/09/2025 - 17:25

“Il ministro Foti continua con il gioco delle tre carte sul Pnrr e a pochi mesi dalla scadenza, a causa dei gravi ritardi accertati, il governo rischia il più grande fallimento politico della storia del Paese. Uno strumento unico di quasi 200 miliardi per il rilancio dell'Italia, ottenuto grazie allo straordinario lavoro politico del Pd, dei governi precedenti e da figure eccezionali come il compianto David Sassoli, viene dilapidato dal governo Meloni”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato e capogruppo Pd in Commissione Affari esteri, in replica al ministro Tommaso Foti durante il Question time alla Camera.
“Il governo – continua il parlamentare dem – doveva attuare e non smontare il Pnrr con cinque revisioni che si sono confermate inadeguate. Il risultato finale è impietoso con una spesa totale pari al 40% di quello che andrebbe fatto e 110 miliardi che vanno ancora spesi. La spesa in sanità è ad un terzo, con 6 milioni di italiani sono costretti a rinunciare alle cure. E sono già saltati posti per asili nido, case ed ospedali di comunità, infrastrutture strategiche”. “Non c'è nessun successo come dichiara Foti e alle prossime elezioni, a partire dalle regionali, il governo dovrà rispondere del perché ha bruciato investimenti fondamentali per le famiglie e le imprese”, conclude De Luca.

13/09/2025 - 14:32

“L’Europa nasce per la Pace e rappresenta l'unica vera garanzia di sicurezza, stabilità, crescita e benessere, difesa delle nostre democrazie e dei nostri diritti, in un momento storico così difficile e delicato".  Lo ha dichiarato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee alla camera, che ha partecipato all’evento “La forza degli Stati Uniti d’Europa” alla Stazione Marittima di Napoli.
"Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono state un forte richiamo alla responsabilità e alla serietà. Oggi siamo dinanzi a un passaggio storico che impone uno sforzo collettivo di maturità. Bisogna rafforzare l'integrazione europea per difendere al meglio gli interessi dei nostri cittadini. L'opposto di quello che sta facendo la destra. Ed invito poi tutte le forze politiche ad abbassare i toni: alcune dichiarazioni ascoltate in queste ore da membri del Governo sono per noi inaccettabili. Il dibattito politico va riportato entro canali di confronto su valori, contenuti, programmi e idee, ma sempre nel merito".
Sul piano nazionale, De Luca non nasconde “profonda delusione per le politiche del governo Meloni”, giudicate insufficienti su lavoro, sanità e sviluppo. Il PNRR, ha ricordato, rappresenta una nuova Europa della solidarietà, costruita insieme. Con il governo Conte II e con il campo progressista abbiamo ottenuto risultati straordinari, come il Next Generation Europe e il PNRR destinato per il 40% delle risorse al Mezzogiorno. Questo deve essere il punto di partenza per il lavoro programmatico da portare avanti anche in Campania”.
Un richiamo, infine, alla necessità di accelerare sull’attuazione: “I dati sulla spesa del PNRR sono drammatici e segnalano un ritardo pericoloso, che rischia di penalizzare soprattutto il Sud. È una responsabilità che non possiamo eludere. Se fallisce il Piano fallisce anche la possibilità di renderlo strutturale in futuro”, conclude De Luca.

12/09/2025 - 12:57

“Le parole della Presidente Meloni sul Sud sono ancora una volta improntati ad una propaganda del tutto fuori luogo. I dati Istat non possono essere usati in maniera strumentale per giustificare e camuffare una realtà complessiva molto diversa purtroppo. Questo Governo si è rivelato finora nemico del Mezzogiorno. Anzitutto ha tagliato risorse fondamentali: 3,7 miliardi tolti al fondo perequativo infrastrutturale, oltre 1 miliardo sottratto al credito d'imposta della Zes Unica e relativa cancellazione del dimezzamento IRES per le nuove attività economiche, 5,3 miliardi venuti meno con la cancellazione di “Decontribuzione Sud”. Alla lista, che sarebbe ancora più lunga, aggiungiamo i ritardi drammatici nella spesa degli interventi PNRR, in settori strategici come infrastrutture, sanità, lavoro, istruzione, agricoltura, destinati in particolare al Sud. Senza considerare le numerose crisi industriali che non ricevono risposta e l'impoverimento reale delle famiglie per l'aumento drammatico del costo della vita e la riduzione costante dei salari reali. Altro che fine dell’assistenzialismo, il Governo sta mettendo fine al futuro del Mezzogiorno”. Lo dichiara Piero De Luca della presidenza del gruppo Pd alla Camera.

“D’altronde, l’antimeridionalismo è uno dei caratteri distintivi del programma di questo Governo e la Riforma sull’autonomia differenziata ne è la testimonianza più viva.
Questo progetto puntava a dividere e spaccare letteralmente in due l'Italia, cristallizzando per legge diseguaglianze e disparità oggi esistenti, violando il principio di unità, solidarietà e coesione nazionale, fondamento essenziale della nostra Costituzione.
Il Sud non ha bisogno di slogan su dati pur incoraggianti, che non riflettono però la reale condizione di vita nel Mezzogiorno – aggiunge De Luca –  ma di un'attenzione concreta e di interventi strutturali seri per ridurre i divari e garantire pari opportunità a tutti i cittadini  Non accettiamo narrazioni di comodo: il Mezzogiorno merita verità, non propaganda”.

 

10/09/2025 - 16:00

“Il ministero del Lavoro è ultimo in Italia per capacità di spesa delle risorse del Pnrr: appena l’11%. Un dato vergognoso, che dovrebbe spingere la ministra Calderone a chiedere scusa, invece di inviare il sottosegretario Durigon raccontare in commissione Lavoro alla Camera che ‘va tutto bene’. Il vero fallimento del governo Meloni è sulle politiche economiche e sociali: cresce il lavoro povero, cresce la povertà, viene negato il salario minimo e resta drammatica l’insicurezza nei luoghi di lavoro. Questa volta le risorse per cambiare davvero ci sarebbero, ma la destra non ha mai creduto nel Pnrr: perché il Pnrr è coesione sociale, mentre Meloni vuole l’autonomia differenziata; il Pnrr è transizione ecologica, mentre la destra continua a negare la crisi climatica. La verità è semplice: con l’11% di spesa da parte del ministero del Lavoro, la destra ha scelto di non investire sul futuro del Paese”.

Così i deputati democratici della commissione Lavoro, Marco Sarracino, Arturo Scotto, Emiliano Fossi, Chiara Gribaudo, Mario Laus.

 

29/08/2025 - 15:22

“E’ un dato di fatto che l'economia si è fermata e che crescono le diseguaglianze. Nel contesto in cui abbiamo ancora indicatori positivi grazie alle risorse del Pnrr, che non dobbiamo mai dimenticare sono conquistate dai governi di centrosinistra, l'aumento del lavoro povero e precario è un'aggravante nei confronti del Governo Meloni. Fa venire la pelle d'oca sentire esponenti della maggioranza citare i dati dell'occupazione femminile, se una donna su tre lavora part-time, se la metà guadagna meno di ottomila euro lordi l'anno significa che c'è un problema devastante nel mondo del lavoro che riguarda prima di tutto la condizione di donne e giovani che deve essere affrontato subito”. Cosi' il deputato Pd Andrea Casu a Coffee Break su La 7, commentando i dati Istat sull'economia. “Di fronte alla fuga dei neo laureati che scappano all'estero – continua il parlamentare dem - come possiamo consolarci con la crescita dell’occupazione degli over50? Questo Governo sta bruciando intere generazioni e per invertire la rotta è necessaria una svolta radicale a partire dal salario minimo”. “Anche se Giorgia Meloni preferisce tenere la testa sotto la sabbia e fingere di non vedere la realtà è che la vita degli italiani è nettamente peggiorata negli ultimi tre anni sotto la sua guida come dimostrano i sei milioni di italiani che nel 2024 hanno rinunciato alle cure, le difficoltà crescenti che stanno affrontando le persone che vivono nelle aree interne, sempre più colpite dalla crisi dei trasporti, e le imprese che stanno pagando il prezzo dei dazi di Trump”, conclude Casu.

 

04/08/2025 - 16:10

"Più che un decreto Economia è un decreto per le rendite, per continuare a proteggere le posizioni dominanti e scaricare sui cittadini, lavoratori e contribuenti, i costi delle inefficienze, delle rinunce politiche e dei ritardi del Governo. I miglioramenti apportati grazie agli emendamenti dell'opposizione non sono sufficienti per dare il nostro voto favorevole al provvedimento".

Così Silvio Lai, deputato Pd della commissione Bilancio, intervenendo in Aula sul decreto Economia.

"Nel decreto - aggiunge - non c'è nessuna misura riferibile alla programmazione economica, dall'industria al lavoro, dai salari ai dazi, nel mentre si è aggravata la fase della decrescita come segnalato dall'Istat. Peraltro sotto il profilo dell’urgenza e della sua regolarità il decreto è un omnibus che la Corte Costituzionale ha già denunciato ed è stato bocciato dagli organismi superpartes del Senato, perché non è chiaro cosa abbia indirizzato le scelte normative del Governo nel provvedimento. Siamo alla confusione totale. Quando ci sono soluzioni, queste sono inique e pericolose come quelle sul payback dei dispositivi medici. È stata presentata come una mediazione, ma il risultato finale è che pagano le piccole aziende (quanto le grandi) che hanno fornito prodotti al Servizio Sanitario Nazionale per errori di programmazione. Sulle opere pubbliche fuoriuscite dal Pnrr, ora ammesse al fondo per le opere indifferibili, siamo davanti a un paradosso: si usano risorse ordinarie per coprire fallimenti straordinari, senza alcuna analisi pubblica su chi ha sbagliato, quali enti hanno perso tempo, quali gare non sono partite. Nel decreto ci sono anche disposizioni sulle cripto-attività, fintech, startup. Bene. Ma tutto si riduce a modifiche formali e strumenti di incentivo senza visione. Nessuna connessione con il sistema scolastico, l’università pubblica, la formazione dei giovani. E poi emerge il modo con cui il lavoro viene trattato da questo Governo che voleva aumentare a 4 anni la precarietà e dare il via ai contratti di zona. Per l’esecutivo Meloni il lavoro è solo merce come fossimo nell’800. Sulla Sugar tax ennesimo rinvio. Ormai siamo ad 800 milioni di costi che hanno pagato i cittadini per far risparmiare le grandi aziende come Coca-Cola e Pepsi. La sintesi è: rendita privata, costo pubblico. Il nostro voto contrario è la coerente conseguenza dell'ennesimo scadente decreto. Di economia - conclude - speriamo di occuparcene la prossima volta".

 

03/08/2025 - 13:47

“Il tempo delle bugie è finito da un pezzo. Oggi servono serietà e responsabilità rispetto a una vicenda che denunciamo da mesi: l’attuazione del PNRR è in grave ritardo per colpa del governo Meloni e rischiamo seriamente di perdere una parte rilevante delle risorse disponibili. La scadenza del 2026 non è in discussione. L’Europa è stata chiara: non ci saranno proroghe. Chi, nella maggioranza, continua ad alimentare illusioni su possibili rinvii mente agli italiani. Vogliamo sapere una volta per tutte come intendono salvare il PNRR che, peraltro, è l’unico fattore che sta sostenendo la debolissima crescita del Paese”. Lo scrive in una nota Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione politiche europee alla camera

“Ad oggi, i dati sono drammatici: la spesa effettiva è poco sopra il 30%, e restano da mettere a terra investimenti per oltre 120 miliardi di euro. In alcuni settori chiave, penso alla sanità, alle politiche del lavoro, alle infrastrutture, siamo di fronte a ritardi clamorosi, accompagnati da continue modifiche e revisioni del Piano che dimostrano solo confusione e mancanza di visione. Una vera e propria Caporetto. Come denunciamo da tempo, nell’indifferenza, ignavia ed incapacità del governo, ci stiamo avvicinando a un punto di non ritorno. Eppure, nonostante gli allarmi, si continua a perdere tempo prezioso, mentre il Paese rischia di perdere risorse decisive per il suo futuro”.

“Ogni euro non speso, ribadisce De Luca, è un’occasione persa per modernizzare l’Italia, creare lavoro, rafforzare la coesione sociale e la sostenibilità ambientale, ridurre le diseguaglianze. Non possiamo permetterci di fallire. Sarebbe una responsabilità storica. Chiediamo al Governo di smettere di prendere tempo, raccontare favolette e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Serve un’accelerazione immediata. Il PNRR è un patrimonio nazionale ed europeo. Sarebbe un delitto non cogliere questa opportunità”. Così conclude il dem

 

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