30/04/2026 - 11:18

“Il Dfp 2026 è la resa di un governo che ha smarrito la realtà, rifugiandosi in tecnicismi per nascondere un vuoto di visione”.

Così la deputata dem, Francesca Viggiano, intervenendo in Aula nella discussione generale sul Dfp.
“I tagli di quattro miliardi a Transizione 5.0 e i costi energetici fuori controllo - aggiunge - condannano le Pmi alla marginalità. Sul sociale il quadro è drammatico: il programma Gol è una scatola vuota che ignora la povertà lavorativa e l’inflazione. State dimenticando giovani e donne, trasformando il welfare in un lusso per pochi eletti. Non accetteremo che il futuro dell’Italia sia sacrificato a una ragioneria senza anima. Questo non è un piano di crescita, ma un rinvio che esclude i fragili e smantella le filiere. Il PD si opporrà a questa Italia a due velocità per restituire centralità al lavoro vero. È tempo - conclude - di investire sul capitale umano, non di gestire il Paese come un liquidatore”.

 

29/04/2026 - 13:11

“Con questo ennesimo Decreto Primo Maggio il Governo arriva tardi e male, aggirando i problemi di chi lavora e rimane in povertà. Sono mesi che chiediamo il salario minimo subito, che agisce immediatamente per alzare gli stipendi. Perché non ci vogliono ascoltare?”

 

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, rispondendo alle domande delle tv fuori da Montecitorio.

 

“Ancora una volta non c’è nulla di utile per i rider: chiediamo l’approvazione della nostra norma che davvero aiuterebbe quei lavori, la proposta di Legge Griseri Prisco. Basta andare avanti a decreti legge: le proposte per delle leggi ad hoc, come quella sul salario minimo, ci sono, è ora che il Governo ci ascolti” conclude Gribaudo

 

17/04/2026 - 12:50

“Dopo le posizioni già espresse da Malagò e da altri rappresentanti del mondo sportivo, anche il presidente Petrucci si unisce al fronte di coloro che individuano nell’azzardo una presunta soluzione ai problemi finanziari del calcio, del basket e dello sport in generale. Le proposte avanzate, dalle quote dedicate alla destinazione della raccolta delle scommesse allo sport, fino alla revisione delle norme sulle sponsorizzazioni legate al betting e alla cancellazione del divieto di pubblicità introdotto dal Decreto Dignità, delineano una visione che desta forte preoccupazione”.

Così il deputato dem e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari, coordinatore dell’Intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo.
“Non sembrano bastare - aggiunge - i dati impressionanti sulla raccolta, che ha raggiunto i 164 miliardi di euro, né le evidenti conseguenze sociali e sanitarie che questo settore genera: difficoltà economiche, indebitamento, usura, infiltrazioni criminali e fenomeni di riciclaggio. Tutto ciò si inserisce in un contesto in cui una quota significativa di cittadini e famiglie vive in condizioni di povertà o vulnerabilità, mentre i salari continuano a perdere potere d’acquisto. Siamo di fronte a una situazione paradossale.  Un fenomeno di tali dimensioni rispetto al quale i massimi dirigenti dello sport italiano sembrano voltarsi dall’altra parte, eludendo le proprie responsabilità nella gestione di un sistema in evidente difficoltà. A questo si aggiunge il tema dell’invarianza del gettito erariale, fermo a circa 11,4 miliardi di euro nel 2025, nonostante un aumento della raccolta di circa 8 miliardi. Un elemento che evidenzia le incongruenze già segnalate dalla Corte dei Conti nel 2024, tra i volumi di gioco, le entrate effettive per lo Stato e i costi sociali generati da giochi e scommesse. Proseguire su questa strada - conclude - significa immaginare un futuro dello sport sempre più legato all’azzardo, una prospettiva che riteniamo inaccettabile e che impone una riflessione seria e responsabile da parte delle istituzioni e del mondo sportivo”.

 

09/04/2026 - 18:06

Stop alla cassa integrazione, in tre mesi di vertenza nessuna soluzione da Ministero Lavoro 
“Con l’annuncio della mancata proroga della Cassa integrazione per i lavoratori dei supermercati ex Gicap di Messina il Governo Meloni condanna oltre 180 famiglie alla disperazione ed alla povertà, privandole di ogni tutela e prospettiva di futuro. In oltre tre mesi di vertenza il Ministero del Lavoro - nonostante le richieste dei sindacati, le prese di posizione degli enti territoriali ed interrogazioni depositate sulla vicenda – non ha fatto niente per evitare un licenziamento ingiusto ed incomprensibile. Come Partito Democratico continueremo a batterci, in tutte le sedi istituzionali, per garantire dignità e diritti ai lavoratori”: è quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino.

09/04/2026 - 15:59

“Oggi abbiamo incardinato in commissione Lavoro alla Camera la nostra proposta unitaria sul salario minimo. Una misura di civiltà che cambierebbe la vita a 4 milioni di persone che nonostante abbiano un lavoro si trovano in condizione di povertà. Giorgia Meloni e la sua maggioranza non hanno più scuse: affrontino questa emergenza votando la nostra proposta, anziché pensare solo a cambiare la legge elettorale”.

 

Così Marco Sarracino, deputato dem della segreteria nazionale del Pd.

 

02/04/2026 - 12:31

“I dati Istat parlano chiaro: i lavoratori dipendenti in povertà sono oltre il dieci per cento. La destra non ha fatto nulla per alzare i salari, se non qualche pannicello caldo. Ora Meloni chiede al ministero del Lavoro qualche intervento per contrastarlo. Non servono misure spot. Serve il salario minimo. Ci hanno fatto perdere tre anni di tempo per la loro furia ideologica. Si muovano e si siedano con noi per costruire una misura di civiltà”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

30/03/2026 - 19:20

“I dati diffusi oggi da ARERA, con un aumento dell’8,1% per i clienti vulnerabili nel secondo trimestre, confermano esattamente ciò che avevamo denunciato in Commissione durante l’esame del decreto bollette: il provvedimento del Governo è debole, tardivo e incapace di proteggere famiglie e imprese da nuovi shock energetici.”

Lo dichiara Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Camera e deputato del Partito Democratico.

“Non siamo di fronte a un evento imprevedibile. L’impatto delle tensioni internazionali sui prezzi del gas – e quindi dell’elettricità – era già evidente. Lo abbiamo detto con chiarezza nel corso della discussione parlamentare e abbiamo presentato emendamenti puntuali per rafforzare le misure a favore dei consumatori, in particolare dei più vulnerabili. Quegli emendamenti sono stati respinti dalla maggioranza.”

“Il risultato è sotto gli occhi di tutti: mentre il Governo faceva propaganda, le bollette aumentavano. E aumentano proprio per le fasce più fragili, quelle che avrebbero dovuto essere maggiormente tutelate.”

“Il nodo resta irrisolto: il prezzo dell’elettricità continua a essere legato al gas. Finché non si interviene su questo meccanismo, ogni crisi internazionale si scaricherà automaticamente sulle bollette degli italiani. È esattamente quello che sta accadendo oggi. È la conferma che avevamo ragione: gli interventi del Governo sono insufficienti e temporanei, mentre serve una strategia strutturale.”

“Il Partito Democratico aveva avanzato proposte concrete: ampliamento della platea dei beneficiari, rafforzamento del bonus, strumenti automatici contro la povertà energetica, interventi sulla formazione del prezzo e utilizzo delle risorse derivanti dagli extraprofitti energetici. Proposte tutte bocciate.”

“Il decreto bollette – lo abbiamo detto e oggi i numeri lo certificano – non costruisce alcuna protezione stabile. Redistribuisce risorse esistenti senza modificare l’architettura del sistema.”

“Serve un cambio di passo immediato. Il Governo smetta di inseguire l’emergenza e affronti finalmente le cause strutturali del caro energia. Altrimenti questi aumenti non saranno un’eccezione, ma la normalità.”

“Per questo chiediamo interventi urgenti e mirati: rafforzamento delle tutele per le famiglie, revisione del meccanismo di formazione del prezzo, utilizzo pieno delle risorse disponibili e un piano energetico industriale serio. Il tempo della propaganda è finito.”

 

28/03/2026 - 10:20

Abbiamo trasformato il diritto alla cura in un bonus contro la povertà.

“Il disegno di legge sui caregiver proposto dalla ministra Locatelli non solo è insufficiente, ma culturalmente sbagliato. Parliamo di circa 7 milioni di persone, soprattutto donne, per lo più in età lavorativa, che non tanto per scelta, ma per necessità rinunciano anche al lavoro per un carico di cura insostenibile. Una situazione aggravata dalla mancanza di servizi: mancano i servizi di residenzialità, l'assistenza domiciliare integrata, i centri diurni, che oggi danno risposta a una percentuale risibile degli over 65. L'Italia copre infatti con i servizi di residenzialità solo il 3% degli over 65, in un paese che ne conta circa 15 milioni, di cui 4 gravemente non autosufficienti". Così la deputata Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari Sociali.

"La legge – aggiunge Malavasi - individua quattro categorie di caregiver suddivise unicamente in base alle ore di assistenza, una scelta infelice che sminuisce il ruolo di chi si prende cura di una persona dal punto di vista umano, relazionale, nelle piccole necessità quotidiane, un ruolo che fa la differenza nella vita di milioni di anziani,  disabili e fragili. E riconosce un contributo economico solo a chi è convivente e ha un carico di cura di almeno 91 ore settimanali: meno di un euro all'ora. Abbiamo trasformato il diritto alla cura in un bonus contro la povertà. Il Pd chiede una legge universale, equa e strutturale. Una legge che dia piena dignità a tutti i caregiver, anche non conviventi e anche a chi non ha rapporti di consanguineità con la persona assistita. Non possiamo obbligare le persone a convivere con chi ha necessità, soprattutto oggi con una società molto frammentata, che registra circa il 30% di persone che nelle grandi città vive da solo. Il discrimine deve essere il carico di cura, non la residenza anagrafica. Si tratta di una visione anacronistica e non rispondente alla realtà e al bisogno delle nostre comunità".

“Queste – conclude Malavasi - sono le misure che consideriamo indispensabili: informazione, servizi di sollievo e sostegno, supporto psicologico, percorsi di formazione, flessibilità lavorativa, smart working e, punto del tutto assente nella proposta Locatelli, il riconoscimento dei contributi previdenziali e pensioni anticipate. Per tutti i caregiver, nessuno escluso, con tutele crescenti in base al carico assistenziale. Abbiamo bisogno che le donne possano continuare a lavorare. Senza contributi figurativi, le donne che oggi si prendono cura di un familiare diventeranno le anziane povere di domani, continuando a essere l'anello più debole anche all'interno del nucleo familiare. La cura non può essere un fatto privato, da risolvere tra le mure domestiche, ma richiede un sistema di welfare con servizi all'altezza di questo momento storico. Le poche risorse previste dalla legge vengono peraltro sottratte da fondi già dedicati alla disabilità e alla non autosufficienza, e vengono destinate a una platea molto ristretta, creando ulteriori discriminazioni in un mondo che chiede semplicemente dignità".

 

25/02/2026 - 17:09

“La ministra Calderone afferma che il governo si occupa sin dal suo insediamento della stabilità del mondo del lavoro. Pensiamo che sia esattamente il contrario e lo confermano i comunicati citati dalla stessa ministra dai quali emergono vergognose condizioni con cui vengono trattati i riders nel nostro Paese. Sono in 20 mila sotto la soglia di povertà e il governo continua ad opporsi al salario minimo. L'unica evidenza che sfugge a Calderone è la realtà in cui versa il mondo del lavoro e per questo non riesce a dare risposte”. Lo dichiara il deputato e Responsabile Coesione territoriale del PD, Marco Sarracino, in replica alla ministra Calderone durante il Question Time alla Camera.
“Da questo governo – sottolinea il parlamentare dem - non è stata emanata una sola legge per combattere il precariato e le diseguaglianze nel lavoro: vale per i riders così come per il mondo della moda e dell'agricoltura dove si assistono a gravissimi episodi di sfruttamento. L'unica certezza data dal governo Meloni è l'instabilità lavorativa”.
“Che fine a fatto la delega sui salari di cui la ministra si è presa l'incarico? Nel silenzio di Calderone, i giovani vanno via dall'Italia perché è difficile trovare un lavoro e soprattutto con un salario dignitoso. Il governo dovrebbe concentrarsi sulla soluzione dei problemi e non della scaletta di Sanremo. Un governo contro i congedi parentali, contro il salario minimo e contro i diritti dei lavoratori”, conclude Sarracino.

10/02/2026 - 16:49

"Nel giorno in cui la cronaca ci racconta dell'ennesimo naufragio con 53 dispersi di cui 2 bambini e a una settimana dalla più grande strage di migranti del Mediterraneo con almeno 1000 morti in mare durante il ciclone Harry, avvenuta nella più totale indifferenza, il Parlamento europeo affonda il diritto d'asilo approvando la lista dei cosiddetti "paesi terzi sicuri" e dei "paesi d'origine sicuri".
Ma il diritto d'asilo è soggettivo, riguarda le singole persone: un paese può essere sicuro per alcuni e non per altri. E un’Europa che deve cercare "paesi terzi sicuri" a cui delegare la gestione delle procedure d’asilo e la sorte di chi cerca protezione dimostra tutto il suo declino.
Un colpo mortale inferto da una Ue ormai a trazione di nazionalisti e dell'ultradestra, che adotta politiche xenofobe e controproducenti che non servono né a limitare le partenze, né a regolare i flussi, né a impedire i morti in mare, né
l'arrivo di barche e barchine carice di persone in fuga da guerre, regimi dittatoriali o dalla povertà. Politiche che servono a rendere più fragili le nostre democrazie e a smantellare uno dei diritti fondamentali su cui si basava l'Ue e previsti dalla nostra Costituzione: il diritto d'asilo, appunto.
Una dimensione miope che festeggia l'Ue che si rende fortezza, che tradisce la sua identità, che minaccia "blocchi navali" e considera i richiedenti asilo e i rifugiati come nemici e minacce alla sicurezza.
Invece di prevedere corridoi umanitari e canali di ingresso legali si chiudono gli occhi davanti alla realtà e si seppelliscono i valori fondanti dell'Ue". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

10/02/2026 - 12:10

"Vogliamo trasformare l’eredità di Alberto Manzi in un progetto concreto per le nuove generazioni. per questi motivi presenteremo a Montecitorio una proposta di legge per istituire il Centro Studi 'Alberto Manzi' a Pitigliano, nel trentennale della sua scomparsa, per affrontare le sfide dell’analfabetismo funzionale, delle nuove povertà educative e dell’integrazione linguistica e culturale": con queste parole i deputati Pd Marco Simiani e Irene Manzi annunciano il deposito del provvedimento.

"Il Centro Studi non sarà solo un luogo di conservazione, ma un motore di ricerca, formazione e inclusione, con il coinvolgimento delle università del territorio, a partire dall’Università di Siena, l’Università per Stranieri di Siena e il Polo Universitario Grossetano; è prevista inoltre una stretta sinergia e collaborazione con la Rai. Nei prossimi giorni depositeremo il testo alla Camera, chiedendo una rapida calendarizzazione, con l’obiettivo di approvare la legge e realizzare il Centro entro il 2027, anno del trentennale della scomparsa di Alberto Manzi": concludono.

 

09/02/2026 - 16:22

Povertà, sfruttamento, assenza di diritti e tutele: in una parola, caporalato. Lo denunciamo da tempo: le condizioni di lavoro dei rider sono indegne di uno Stato democratico e ringrazio la Procura di Milano per aver avviato il controllo giudiziario per Foodinho”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla disposizione urgente del pm milanese Paolo Storari con l’accusa per la società di delivery del colosso spagnolo di caporalato.

“Resta molto grave che si muova la Magistratura quando la politica, nonostante le segnalazioni, tace - prosegue la deputata dem - Sto ancora aspettando che venga calendarizzata la mia proposta di Legge Griseri Prisco che tratta anche di queste tematiche, diritti e tutele per i rider, ma dopo quasi un anno dalla presentazione, e dopo esser stata bocciata come emendamento nella Legge di Bilancio dell’anno scorso, ancora nessun segnale”.

“Dagli accertamenti risultano sotto la soglia di povertà il 75% dei lavoratori con uno scostamento medio di circa 5.000 euro annui lordi. Questa non è dignità. Questo non è lavoro. È, appunto, caporalato e bisogna porvi rimedio” conclude Gribaudo.

 

09/02/2026 - 12:26

“L’inchiesta della Procura di Milano su Foodinho-Glovo conferma ciò che denunciamo da tempo: nel nostro paese esiste un vero caporalato digitale che sfrutta migliaia di rider, li paga sotto la soglia di povertà e aggira i contratti collettivi attraverso il controllo algoritmico. È una forma moderna di sfruttamento che colpisce soprattutto chi è più fragile e che richiede una risposta legislativa immediata": ė quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi.

“In Parlamento giace da tempo una mia proposta di legge contro il caporalato, pensata proprio per colpire anche queste nuove forme di sfruttamento nel delivery e nella logistica, ma il governo continua a tenerla bloccata. La destra preferisce occuparsi di propaganda mentre ignora i problemi reali dei lavoratori. Servono regole chiare, tutele e salari dignitosi: il lavoro non può essere sacrificato in nome dei profitti delle piattaforme": conclude.
 

 

22/01/2026 - 16:16

“Il Partito Democratico sostiene la pdl per valorizzare e riconoscere le attività educative e ricreative non formali, non solo come scelta di equità e di pari opportunità, ma anche come investimento fondamentale per favorire il benessere dei ragazzi e delle ragazze in una fase segnata da forte fragilità sociale ed economica”. Lo ha detto in Aula alla Camera Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, esprimendo il voto favorevole del Partito Democratico al provvedimento.

“L’inizio del 2026 – ha ricordato l’esponente dem - è stato segnato da fatti drammatici che hanno coinvolto studenti e studentesse, imponendo una riflessione sulla sfida educativa del nostro Paese, caratterizzato da quasi 6 milioni di persone che vivono in povertà assoluta, di cui oltre un milione di minorenni. Una condizione che incide direttamente sull’accesso alle opportunità educative, con il rischio che l’uguaglianza formale dei diritti si trasformi in una disuguaglianza sostanziale e che la povertà venga trasmessa di generazione in generazione, diventando una condizione di non ritorno. Servono spazi di ascolto, luoghi di aggregazione, occasioni di crescita, relazioni sane e fiducia in un Paese dove povertà educativa, disagio giovanile e dispersione scolastica sono tra le più alte in Europa. Questa legge riconosce il protagonismo del terzo settore, degli oratori, degli enti di promozione sportiva e culturale, capaci di costruire reti territoriali e patti educativi di comunità in percorsi di coprogettazione virtuosi come solo una comunità educante può fare".

“Il Fondo istituito prevede – ha concluso Malavasi - risorse non sufficienti e la delega può essere un’opportunità o un’occasione persa. Chiediamo al governo di dare seguito rapidamente al mandato parlamentare, con risorse e strumenti stabili, perché per il Partito Democratico l’educazione resta il principale strumento di giustizia, coesione sociale e crescita del Paese”.

 

20/01/2026 - 19:12

“I dati Oxfam certificano una realtà inaccettabile: in Italia salari e lavoro dipendente sostengono quasi metà del gettito fiscale, mentre i profitti, che pesano di più sul Pil, contribuiscono in modo nettamente inferiore. È il paradosso per cui oggi paga più un’infermiera di chi ha un grande patrimonio”. Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, commentando il nuovo rapporto Oxfam sulle disuguaglianze.

“Il fatto che i salari rappresentino il 38% del Pil – sottolinea l’esponente dem - ma garantiscano il 49% delle entrate fiscali e contributive, mentre i profitti, pari al 50% del Pil, si fermino al 17%, dimostra che il sistema fiscale italiano continua a penalizzare il lavoro e a premiare le rendite, ampliando sempre di più la forbice delle disuguaglianze. La scelta del governo Meloni di intervenire sull’Irpef in modo marginale, destinando più della metà delle risorse all’8% dei redditi più alti, va esattamente nella stessa direzione: meno equità, meno trasparenza, più povertà, più fragilità sociale. L’aumento della ricchezza dei miliardari italiani, cresciuta nel 2025 di oltre 54 miliardi di euro, 150 milioni al giorno, mentre oltre 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta, condizione di disagio che colpisce sempre più famiglie che lavorano, è intollerabile”.

“Non c’è alcuna lotta alle disuguaglianze – conclude Malavasi - se si continua a considerare tabù misure come una tassazione equa, mentre si ricorre a nuovi condoni e rottamazioni che minano la fedeltà fiscale e colpiscono chi le tasse le paga sempre fino all’ultimo euro. Come Partito Democratico continueremo a chiedere un fisco più giusto, che alleggerisca il peso su salari e pensioni e combatta seriamente l’evasione. Senza equità fiscale non c’è coesione sociale, né tutela della salute e del benessere delle persone più fragili”.

 

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