“Oggi - dichiara Chiara Gribaudo Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia - saremo a Prato con una missione conoscitiva viste i gravi fatti che sono emersi anche nella cronaca nazionale.”
Continua la deputata democratica Gribaudo: “Andiamo sui territori per raccogliere le testimonianze ed avviare così un lavoro anche su questi comparti - moda e logistica in particolare - dove si intrecciano più aspetti di sfruttamento e di illegalità.”
Nel corso della giornata si svolgeranno alla Prefettura di Prato le audizioni di Sindaci della Provincia, sindacati, Confindustria, Confartigianato, Camera di Commercio, forze dell’ordine e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
"Ancora una volta un suicidio e ancora una volta nel carcere pratese della Dogaia, il quarto da inizio anno, mentre il totale di detenuti che si sono tolti la vita nei penitenziari italiani sale a 77, ai quali vanno aggiunti sette agenti di polizia penitenziaria. L’ultima vittima aveva 50 anni era italiano e stava scontando una pena definitiva che si sarebbe dovuta concludere tra sei anni, nel 2030. Nella casa circondariale di Prato, oltre ai suicidi, si contano ogni anno 200 casi di autolesionismo e ad aggravare la situazione ci sono sovraffollamento e carenza endemica di personale. La crisi penitenziaria continua a non essere affrontata da questo governo e i numeri lo certificano. 15mila detenuti oltre i posti disponibili, le migliaia di agenti mancanti alla polizia penitenziaria. Siamo di fronte ad una situazione inaccettabile per un Paese civile. In carcere durante l'esecuzione della pena il detenuto deve conservare i diritti fondamentali perché le carceri non sono il deposito di una parte di umanità da nascondere ma luoghi di rieducazione dove deve essere garantita un'esistenza degna e la possibilità di riappropriarsi della propria vita una volta scontata la pena".
Lo afferma Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali alla Camera e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“La violenza è da condannare sempre senza se e senza ma. Quanto accaduto questa notte a Seano (Prato) durante il presidio di protesta organizzato da Sudd Cobas è inaccettabile. Il Pd Toscana è vicino ai lavoratori che mentre manifestavano pacificamente per i loro diritti sono stati aggrediti da un gruppo di persone non identificate. Muovere azioni così brutali contro lavoratori in sciopero ha dell’inverosimile e non può essere tollerato in una società democratica. Chi lotta per il diritto di lavorare con dignità, per un orario di lavoro equo e per il rispetto delle normative sul lavoro non può essere lasciato solo. Ci auguriamo che le Forze dell’ordine facciano al più presto luce su questa vicenda identificando gli aggressori” così in una nota congiunta il deputato dem e segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi e il deputato dem e membro della segreteria nazionale del Pd Marco Furfaro.
Le imprese della Costa Toscana non possono beneficiare degli incentivi previsti per le Zls dal Decreto Omnibus e per un semplice motivo: la Zona logistica semplificata della Regione Toscana ancora non esiste, e soltanto a causa dei colpevoli ritardi del Governo Meloni. Nonostante le dichiariazioni rassicuranti di numerosi parlamentari di destra del territorio (la lista è lunga), che hanno ripetuto per giorni il contrario, la mancata istituzione è stata certificata ieri dalla Camera di Deputati che ha approvato un ordine del giorno proprio per accelerarne l’iter”: è quanto dichiarano i deputati Dem Marco Simiani ed Emiliano Fossi.
“Nonostante i proclami del governo Meloni sull'export, la realtà del settore tessile e' ben diversa con un calo significativo della produzione del comparto moda di quasi il 10% per i primi sei mesi del 2024. L'incontro con il tavolo del distretto tessile pratese ci consegna un quadro drammatico sul quale e' necessario che l'azione del governo sia piu' rapida possibile”. Cosi' dichiarano i Deputati Christian Di Sanzo e Marco Furfaro del Partito Democratico. “Da parte nostra, abbiamo manifestato pieno appoggio e ampia disponibilita' a recepire nei provvedimenti legislativi le misure che servono per aiutare il settore a Prato. Avevamo già presentato emendamenti e odg per un fondo di 10 milioni per Prato nel DL energia e nel ddl Made in Italy, proprio come fatto al tempo del governo Draghi, emendamenti e odg bocciati dalla maggioranza. In aggiunta le scarse risorse (15 milioni per la valorizzazione di filiera e 10 per la transizione verde per il 2024 per tutto il comparto a livello nazionale) approvate nel ddl Made in Italy aspettano ancora i decreti attuativi, nonostante il ddl sia stato approvato a dicembre 2023; siamo a fine 2024 e ancora non abbiamo visto un euro nel distretto - come al solito il governo approva, ma non eroga i fondi che promette. Oltre a un fondo straordinario per il distretto tessile pratese, vi sono problemi urgenti a partire dalla deroga degli F24 che e' stata esclusa dal decreto omnibus ed e' fondamentale recuperarla nel decreto concorrenza in discussione alla Camera; cosi' come la cassa integrazione in deroga attraverso la destinazione dei residui. Il distretto tessile pratese c'e' e merita la giusta visibilita' e riconoscimento a Roma, per risolvere questioni come il riconoscimento di distretto energivoro e la sua valorizzazione - per questo il nostro impegno non manchera' come in passato”.
“Congratulazioni e buon lavoro ad Agnese Carletti, prima donna ad essere eletta Presidente della Provincia di Siena e a Marcello Pierucci, neo presidente della Provincia di Lucca. Siamo certi che avranno l’entusiasmo, la professionalità e le capacità per guidare un ente significativo per l’erogazione dei servizi, soprattutto nelle zone marginali e che mantiene comunque numerose e diversificate competenze che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini. Ai precedenti presidenti, David Bussagli a Siena e Luca Menesini a Lucca, va il mio ringraziamento per l’ottimo lavoro svolto. Un ‘in bocca al lupo’ anche ai nuovi eletti del Partito Democratico nei consigli provinciali di Arezzo, Livorno, Lucca, Pisa, Prato e Siena: un successo che premia e consolida il buon governo del centrosinistra a guida Pd nei territori della Toscana”. Così Marco Simiani, deputato Pd.
Forza Italia oggi ha scelto di barattare il suo emendamento, vagamente migliorativo, per smontare in coerenza con le altre forze di maggioranza, un pezzo del nostro ordinamento giuridico, cioè che le madri incinte e i bambini piccoli in carcere non ci dovrebbero stare. Un bambino che passa la sua infanzia in carcere non impara a parlare e dice solo “apri” e “chiudi”. Un bambino che passa la sua infanzia in carcere non impara a camminare sull'erba e perde l'equilibrio la prima volta che lo metti su un prato e viene sottoposto a una deprivazione sensoriale, relazionale e affettiva senza precedenti e semplicemente inimmaginabile. Vorrei che oggi ci ricordassimo che questo orrore sta per essere consentito semplicemente per assecondare un'esigenza propagandistica principalmente della Lega, come ci ha spiegato, molto chiaramente, l'onorevole Matone in Commissione. Stiamo scegliendo di togliere questa garanzia che il nostro ordinamento giuridico garantiva per colpire le madri rom, punendo il soggetto e non punendo la condotta e scegliendo il soggetto da punire su base etnica. Oggi è una buona lezione di come non fare una legge.
Così Rachele Scarpa, deputata Pd, intervenendo in Aula.
Hanno chiesto il voto di fiducia per il decreto carceri. Mentre votavamo il ministro Nordio prospettava altre soluzioni alla Meloni: evidentemente come sostenevano era solo propaganda.
E infatti non sapendo come agire lo stesso Nordio decideva di chiedere aiuto a Mattarella.
L’improvvisazione al governo, un insulto al Parlamento dopo aver rifiutato ogni confronto e ogni suggerimento.
Intanto oggi un’altra persona moriva suicida a Prato.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Oggi un altro detenuto si è impiccato nel carcere di Prato. Si tratta del 65esimo dall’inizio dell’anno. Quando il dramma del sovraffollamento ha cominciato a provocare l’aumento dei suicidi di detenuti e agenti, la presidente del Consiglio Meloni e il ministro Nordio hanno convocato un Consiglio dei ministri e varato il 70esimo decreto legge. Forse l’unico che avrebbe potuto rispettare i criteri di necessità e urgenza. Abbiamo provato a presentare emendamenti sul merito a un decreto così scarno che dalla stessa maggioranza ne sono arrivati un diluvio. Eppure, nonostante un tema così trasversale, nessun emendamento delle opposizioni è stato preso in considerazione. Addirittura non abbiamo mai visto in Aula il ministro Nordio, lo stesso che affermava ‘smettetela con il panpenalismo’. L’esatto contrario di ciò che ha fatto al governo. Non è qui perché non ha il coraggio di metterci la faccia a dimostrazione del suo fallimento. Ma soprattutto questo decreto non affronta il tema del sovraffollamento. Non c’è nulla sulle misure cautelari, sulla liberazione anticipata, su permessi, premi. Nulla viene attuato nell’immediato e spesso è inattuabile anche in futuro. Coloro che hanno scritto l’articolo 27 della Costituzione avevano provato sulla loro pelle cos’è il carcere: ‘Bisogna aver visto’, citando Pietro Calamandrei. Andate a vedere come si vive in carcere, ma poi abbiate il coraggio di approvare misure utili per chi vive e lavora in carcere”.
Così la deputata democratica e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo al Dl Carceri.
"Quattro suicidi in sette mesi. L'ultimo poche ore dopo che il governo si è nuovamente rifiutato di prendere un impegno per uscire da una situazione emergenziale che la città di Prato - dalla Camera penale si sindacati, dalle forze dell'ordine al personale che ci lavora - aveva definito di crisi e non più sostenibile. Un altro suicidio pochi giorni dopo la visita di una parlamentare della maggioranza che parlava di un carcere tenuto bene e di nessuna emergenza. Purtroppo, la realtà a volta è terribile. E oggi nonostante gli appelli siamo a contare nuovamente una vita spezzata. In Parlamento in queste ore stiamo approvando il dl carceri, una misura tanto urgente quanto inutile, che non aiuterà il carcere di Prato come nessun altro carcere a uscire da una situazione di emergenza. Non so come faccia Nordio a fregarsene di Prato e di tutte queste morti, ma la cosa certa è che continuare così, senza intervenire, significa macchiarsi di una responsabilità disumana". Così Marco Furfaro, deputato eletto nel collegio pratese e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico.
"Oggi la maggioranza ha dato parere contrario e bocciato un ordine del giorno che chiedeva al governo di intervenire per sanare la situazione di crisi della Casa Circondariale di Prato. Evidentemente la situazione di difficoltà del personale, la mancanza di ruoli apicali tra cui il comandante, le blatte e le cimici nei materassi, le celle senza docce o senz'acqua, la mancanza di carta igienica, le temperature roventi, non sono abbastanza per il governo che considera Prato evidentemente una città di serie b. Grave poi l'ipocrisia delle parlamentari del territorio, che continuano a parlare dell'attenzione del governo, quando poi in pratica non c'è niente e il carcere - in particolare personale e detenuti - sono lasciati in balia di loro stessi. D'altronde, quando una parlamentare della maggioranza parla di "un carcere tenuto bene", la dice lunga sul grado di consapevolezza della città che ha la destra. Evitino però di prendere in giro il territorio, perché riguarda persone in carne ed ossa non privilegiati della politica come noi". Così in una nota Marco Furfaro, deputato toscano e membro della segreteria nazionale del PD.
“Il sistema europeo Ets (Emission Trading System), creato dalla direttiva europea sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, prevede vendita e acquisto di quote di emissioni sul mercato. Alle industrie operanti nei settori elencati nella direttiva (manifattura, energia, Pmi, edilizia, aviazione, trasporti, per esempio) vengono assegnate delle quantità di emissioni possibili; tutto ciò che viene emesso oltre la quota assegnata deve essere comprato sull’Ets da aziende più virtuose che vendono le loro o dagli Stati. Per spingere sulla riduzione delle emissioni bisogna ridurre le quote disponibili su questo mercato. La maggioranza ha accolto la nostra proposta di destinare le risorse derivanti dalla vendita delle quote di emissione a investimenti di sostenibilità ambientale, in particolare sulla incentivazione del trasporto ferroviario delle merci. Peccato però che il governo non abbia condiviso l’idea di utilizzarle per la riduzione di inquinamento delle navi, quando sono ormeggiate nelle città portuali e neppure per sostenere il riciclo dei materiali da rifiuto e abbassare i costi del loro trasporto”.
Così Marco Simiani, Vinicio Peluffo, Christian Di Sanzo e Sara Ferrari, che oggi è intervenuta in commissione Ambiente e infrastrutture per esprimere il parere del Pd sul recepimento da parte dell’Italia della direttiva europea sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
“È stata anche respinta - aggiungono - la nostra richiesta di introdurre misure per tracciare e rendere trasparenti le operazioni legate a queste riduzioni, in modo da consentire al consumatore finale di avere maggiori informazioni nel momento in cui sceglie un prodotto o un servizio da un’impresa. Per questo, come Pd, pur apprezzando l’accoglimento di alcuni nostri contributi, abbiamo espresso un voto di astensione per sottolineare l’inadeguatezza del testo della maggioranza”.
“Tre suicidi in sette mesi. Blatte, celle senza docce e temperature roventi. Personale sottoorganico e mancanza di ruoli apicali. Una situazione terrificante che fa vergognare Prato in tutta Italia. Basterebbe questo per dire che il carcere della Dogaia è in una situazione emergenziale, come confermato da tutti gli addetti ai lavori. Invece, Mazzetti di Forza Italia parla di una fantomatica ‘campagna di parte contro il governo’. Lo fa dopo aver pronunciato parole inaccettabili per chiunque conosca la situazione che quotidianamente vivono i reclusi e gli operatori carcerari di Prato. Non solo, sostiene che il governo si sta occupando di carceri. Certo, ma in modo opposto a quello che serviva. Il dl carceri era ino dei pochi decreti legge che aveva ragioni di urgenza vista la tragica situazione delle carceri. Ma rappresenta un’occasione sprecata. Tanto è vero che è in vigore già da un mese e non c’è stata alcuna inversione di tendenza. Nessuna misura contenuta nel decreto alleggerirà le problematiche del carcere. Resta sovraffollamento, restano scoperture di organico, restano le disastrose condizioni dell’edilizia carceraria. Spiace per Prato e per l'Italia che Mazzetti arrivi a negare l’evidenza. Le consiglio di abbandonare il vittimismo, tanto in voga tra i suoi colleghi di governo, e di mettersi a disposizione della città. Se farà questo passo, riscoprendo anche quei valori liberali che Forza Italia vorrebbe rappresentare, ci troverà disponibili al dialogo, pronti a condurre insieme tutte le battaglie necessarie per cambiare in meglio le condizioni di vita e di lavoro all’interno della Dogaia”. Così Marco Furfaro, deputato toscano e membro della segreteria nazionale del PD, sul dl carceri.
“Esprimo piena solidarietà e vicinanza al magistrato Luca Tescaroli, procuratore capo di Prato, che ha ricevuto una lettera con minacce di morte gravissime e infami.
Tescaroli è un servitore dello Stato che per anni si è occupato di indagini sulle stragi mafiose, lavoro che gli era già costato l'aver ricevuto altre minacce, sostanziata con un pacco sospetto fattogli recapitare direttamente a casa. Oggi, a distanza di un anno, l'episodio si ripete. Non è accettabile. A lui, ancora solidarietà. E l'augurio che i responsabili di questi gesti, barbari e irricevibili, vengano presto individuati e perseguiti a norma di legge” così in una nota il deputato democratico, Marco Furfaro.
“Sabato sera un detenuto di 27 anni si è suicidato nel carcere ‘La Dogaia’ di Prato, in Toscana. Nello stesso carcere, nella notte tra venerdì e sabato, una ventina di carcerati del reparto media sicurezza avevano organizzato una protesta. Siamo al sessantesimo suicidio in carcere del 2024 in Italia. Le proteste avvengono per la situazione, già disumana, che diventa ancora più grave nel momento in cui, con l’arrivo dell’estate, si alzano le temperature, rendendo la permanenza nelle celle insostenibile, con pochissime ore d’aria durante la giornata e troppo spesso senza un adeguato sistema di ventilazione. Il detenuto che si è tolto la vita è stato trovato impiccato nella sua cella, era italiano e stava scontando una pena definitiva che si sarebbe dovuta concludere tra otto anni, nel 2032. Ogni anno nella casa circondariale di Prato si registrano 200 casi di autolesionismo. Purtroppo ad aggravare la situazione de ‘La Dogaia’ rispetto alle altre case circondariali della Toscana, oltre al sovraffollamento e alla carenza endemica di personale, vi è anche la mancanza di un direttore titolare e di un comandante titolare. Per questi motivi ho depositato un’interrogazione al ministro della Giustizia Nordio perché siamo di fronte ad una situazione inaccettabile per un Paese civile. In carcere durante l'esecuzione della pena il detenuto deve conservare i diritti fondamentali perché le carceri non devono diventare il deposito di una parte di umanità ma luoghi di rieducazione dove è garantita un’esistenza dignitosa e la possibilità di riappropriarsi della propria vita una volta scontata la pena”.
Lo afferma Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali alla Camera e membro della segreteria nazionale.
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