“Siamo francamente perplessi e sconcertati da questa destra che continua a penalizzare la Toscana. Governo e Maggioranza hanno infatti respinto oggi a Montecitorio la nostra richiesta di istituire rapidamente, dopo mesi di ritardi, la Zona logistica semplificata della Regione che avrà il compito di favorire lo sviluppo di nuovi investimenti nelle aree portuali”. Lo dichiarano i deputati Pd Emiliano Fossi e Marco Simiani sul loro ordine del giorno al Decreto Coesione respinto dalla Camera.
“La delibera di istituzione della Zls, approvata dalla Giunta regionale in base alle leggi vigenti, attende da mesi la ratifica del Consiglio dei Ministri e sono già state apportate tutte le modifiche richieste. Tale documento include i porti di Livorno, Piombino, Marina di Carrara e Portoferraio, le due aree intermodali con gli interporti di Guasticce e Prato oltre all'aeroporto di Pisa. Sicuramente la Zls potrebbe costituire un sicuro vantaggio per aree che hanno un livello di crisi industriale complessa come il caso di Livorno o Piombino. Zone che sono state già fortemente penalizzate dalla destra di governo: il governo Meloni è riuscito infatti a togliere 300 milioni di euro di finanziamenti già stanziati con il governo Draghi per i collegamenti ferroviari connessi al porto di Livorno, mentre a Piombino, con la complicità del sindaco di Fdi, non sono arrivate ancora le risorse e le compensazioni previste per il rigassificatore ormai in funzione da un anno. La Zls avrebbe portato risorse ed opportunità ma i cittadini dovranno ancora subire i ritardi e del Governo Meloni”, concludono i dem.
“La bella vittoria del centrosinistra ai ballottaggi dimostra che il campo progressista si sta nettamente rafforzando e rappresenta un’alternativa concreta alla destra. Il Partito Democratico sta diventando sempre più forte e determinante. Mi preme sottolineare un dato simbolico, quello della Toscana: il Partito Democratico torna ad essere il primo partito in regione. Sotto l’azione della nostra segretaria Elly Schlein e in sinergia con una affiatata squadra regionale guidata da Emiliano Fossi, il Partito Democratico è tornato ad essere non solo competitivo, ma ad avere un’anima, a ritrovare un popolo nelle piazze, a gioire ed appassionarsi nel fare politica. E ad avere rapporti con gli alleati basati sulla politica che cambia la vita della gente. Dal M5S ad Avs, dai civici ai moderati, dove abbiamo costruito un progetto per le città senza pensare alle poltrone ma alle persone, abbiamo vinto o ci siamo andati vicini. Non solo. Abbiamo eletto due prime cittadine per la prima volta nella storia delle città di Prato e Firenze. Abbiamo invertito un trend che dava la destra in netta ascesa. Stiamo costruendo coalizioni vincenti, aperte e plurali che partono dai territori mettendo al centro unità, candidati competitivi e programmi radicali e credibili. È iniziata una storia nuova e adesso inizieremo a scriverla, per l’Italia e per la Toscana”. Così in una nota il deputato toscano Marco Furfaro, responsabile iniziative politiche del Pd in segreteria nazionale, commenta i ballottaggi.
“Prato è storicamente una città contendibile. Fino a pochi mesi la destra era certa di vincere, pensava a Prato come il cavallo di Troia per arrivare alla conquista della Regione Toscana. E invece oggi Prato festeggia un caso politico che parla al Paese, un modello che può e deve diventare esempio nazionale per il centrosinistra. E non solo e non tanto per la straordinaria vittoria di Ilaria Bugetti al primo turno: un fatto storico. Ilaria è infatti la prima sindaca donna di Prato, una donna preparata, empatica, competente, che ha fatto dell’ascolto e la prossimità la cifra della sua vita. Ma la vittoria al primo turno è il frutto di uno schema nel quale si è costruito attorno a lei un progetto politico vincente e convincente, con una visione di città al centro e alleanze fatte intorno ad essa. Alleanze larghissime, con chi ha voluto partecipare al programma della città e non pensare alle poltrone: Pd, sinistra e moderati, il Movimento Cinque Stelle e Più Europa. Chi è voluto rimanere fuori da questo schema non è nemmeno entrato in Consiglio comunale. Perché le persone non ne possono più delle ambiguità: o si sta da una parte o dall’altra. Il PD di Prato diventa il primo partito in città, è guidato da un segretario, Marco Biagioni, e da una segreteria di giovanissimi che ha coinvolto persone di tutte le età. La vittoria di Prato segna la vittoria di una donna che rompe il tetto di cristallo, di una generazione che si prende la guida di una coalizione politica, di una comunità che costruisce un progetto di alleanze largo, che non ha paura di esporsi ed essere netti sui temi che riguardano la vita della gente. Una storia da imparare per tutte le forze di opposizione nazionale, da prendere ad esempio per vincere anche nel Paese”. Così in una nota Marco Furfaro, deputato e responsabile iniziative politiche della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“Questa città va solo ringraziata. Ancora una volta combatte e sfodera orgoglio dinanzi alle ingiustizie. Prato non si piega, mai. Nemmeno dinanzi a un governo che taglia le risorse per i comuni, per i più fragili, che non investe sul distretto tessile e che fa arrivare briciole agli alluvionati. Prato ha bisogno di una guida che la rappresenti nel suo orgoglio e quella guida non può che essere Ilaria Bugetti. Un grande grazie a lei perché ha parlato di Prato e dei pratesi, di come andare avanti dopo il grande lavoro della giunta Biffoni, di come non lasciare indietro nessuno e rilanciare il distretto per farlo competere nel mondo dentro sfide nuove e complicate.
Mi dispiace dirlo, ma la destra pratese è stata deprimente. E non parlo nemmeno del loro candidato a sindaco, Gianni Cenni, ha fatto la sua grigia campagna parlando solo di buche. Zero idee, ma almeno non è scaduto nello schifo visto in questi giorni. La destra pratese, mentre la nostra candidata correva in lungo e in largo per la città per discutere di problemi e futuro, ha attaccato Bugetti solo sul personale. Anche stupidamente, perché gli attacchi personali non solo allontanano le persone dalle istituzioni, ma danneggiano tutti, in primo luogo chi li fa.
Probabilmente perché la destra pratese al governo e in Parlamento non ha fatto nulla per la città. Le poche cose arrivate per il tribunale di Prato le abbiamo ottenute a furia di incalzare il governo con ordini del giorno, interrogazioni e proposte. Idem sul carcere. Loro facevano passerelle e annunci con i ministri, noi lavoravamo con la città per chiedere al governo di intervenire su tessile, economia e alluvione per Prato, non per il centrosinistra o per una parte politica. Sono mesi che ci battiamo mentre la destra pratese in Parlamento votata contro la città o come ignavi non spingevano nessun bottone per non inimicarsi chi gli aveva dato la poltrona. Questa è la vera vergogna. Ma i pratesi non sono stupidi, domenica sapranno chi scegliere tra la città e chi si piega per ambizione personale ai partiti romani”.
Così Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale PD, a margine di un’iniziativa elettorale a Prato.
"La prossima settimana ci sarà un passaggio parlamentare molto importante. In aula voteremo la PdL a mia prima firma che prevede l'istituzione del medico di base alle persone senza dimora. Dopo l'approvazione degli emendamenti all'unanimità in commissione affari sociali, siamo al passo finale di un provvedimento di civiltà che mi rende molto orgoglioso. È stato un percorso lungo, ma essenziale per ridare dignità a decine di migliaia di persone senza dimora. Persone senza casa, senza residenza e quindi senza un pieno diritto alla salute. Un’ingiustizia contro la quale ci siamo battuti da anni senza mollare di un centimetro. Riuscire a riconoscere il medico di base a persone così fragili e in difficoltà così estrema significa riportarli in una condizione di cittadinanza e far percepire che lo Stato sa prendersi cura anche delle marginalità sociali e sa ridare una speranza. Tutto questo però non sarebbe stato possibile senza l'aiuto di associazioni come Avvocato di Strada e senza personalità come il suo Presidente Antonio Mumolo. A lui devo un grazie enorme per aver portato avanti questa battaglia. È un passo di civiltà e un allargamento della sanità pubblica". Lo afferma Marco Furfaro, capogruppo in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale del PD, in un incontro a Prato con alcuni operatori sanitari che si occupano di persone senza dimora.
“Piena solidarietà alla Cisl di Firenze – Prato e ferma condanna per le scritte offensive e le minacce che hanno vandalizzato la sede territoriale”. Lo dichiara la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè.
“Il ruolo delle associazioni sindacali è centrale per garantire la rappresentatività dei lavoratori e la tutela dei loro diritti. Attaccare vigliaccamente i sindacati vuol dire minare le basi del confronto democratico e screditare la concertazione”, conclude Simona Bonafè.
"587mila euro. Questa è l'enorme cifra di risorse che il governo taglierà a Prato. Mancheranno così fondi essenziali per aiutare chi è in difficoltà o per agevolare le aziende del nostro distretto. Complimenti a Giorgia Meloni e a tutta la destra pratese per il grande risultato di governo e per questo ‘regalo' alla città. Dopo i tagli al fondo affitti, ai fondi contro la povertà, i mancati ristori per l'alluvione, i mai arrivati aiuti, un altro colpo alla nostra comunità. Il tutto mentre il candidato della destra va a Roma a inchinarsi senza proferire parola alla cara leader che sta impoverendo la città. Prato si merita di meglio e reagirà, come sempre”. Così il deputato dem Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali.
“La metropolitana di superficie fra Prato e l’aeroporto di Firenze è una opportunità straordinaria: promuove il diritto alla mobilità, snellisce e decongestione i flussi di traffico e riduce le emissioni nocive di un territorio vasto con un’alta densità abitativa. L’obiettivo per i prossimi mesi sarà quello di incalzare il governo per reperire, di concerto con la Regione Toscana ed i comuni interessati, le risorse pubbliche necessarie per realizzare una infrastruttura che potrebbe dare un impulso decisivo alla crescita del sistema produttivo ed occupazionale locale ed alla qualità della vita dei cittadini”:
Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati Pd Emiliano Fossi, segretario Dem della Toscana, Marco Furfaro, capogruppo In Commissione Affari sociali, Marco Simiani, capogruppo in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici e Federico Gianassi capogruppo in Commissione Giustizia.
“La destra a Prato sta toccando livelli inarrivabili. Cenni copia incolla da giorni idee già strutturate o programmate dalla giunta Biffoni, un'intera comunità alluvionata non ha visto un euro dal governo, nel silenzio delle parlamentari pratesi e del candidato sindaco della destra. Ora l'ultima è la venuta da Roma di un ministro sconosciuto ai più a spiegarci come fare economia circolare. Che tenerezza. Peccato, a saperlo prima avremmo insegnato qualcosa a Mazzetti e Pichetto Fratin sulla capacità di una città come la nostra, a differenza del governo, di intercettare fondi europei, costruire filiere di produzione sul riciclo, posti di lavoro, progetti di sostenibilità ambientale all'avanguardia in Europa. Infine, la ciliegina sulla torta: vogliono fare un inceneritore a Prato. La grande idea della destra pratese nell'anno 2024 è un inceneritore. Della serie dire cose a caso e dirle pure male. Una preghiera: quando siete pronti a discutere seriamente di come fare andare avanti questa città e la smetterete di usarla per fini elettorali, noi siamo pronti. Nel frattempo, un unico consiglio: i pratesi meritano di meglio”.
Lo dichiara Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale PD.
"Sono appena uscito dalla casa circondariale di Prato, accompagnato dal consigliere comunale Lorenzo Tinagli, e ringrazio i funzionari del carcere, la polizia penitenziaria, i sindacati, gli educatori, i volontari per la disponibilità offerta in un quadro vergognoso per loro e per le persone detenute. Il carcere è sovraffollato, con circa 600 detenuti a fronte di 400 posti disponibili, e la polizia penitenziaria è sottoposta a una condizione di stress e pressione disumana. Una carenza di organico, irrisolta nonostante le promesse del governo Meloni, del comparto polizia penitenziaria che riguarda ogni settore: funzionari (-80%), ispettori (-52%), sovrintendenti (-65%), agenti (-6%). Questo si riflette nel funzionamento del carcere e nel compimento delle sue prerogative costituzionali, con questa carenza è impossibile fare corsi, utilizzare l'impianto sportivo, persino attivare percorsi per il lavoro o far arrivare la posta dei familiari ai detenuti. Un quadro desolante, presenterò un'interrogazione affinché il governo decida di smetterla con le promesse e finalmente dia risposte concrete. E invito pure i parlamentari pratesi a fare lo stesso".
Così Marco Furfaro, deputato e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico, a margine della visita alla Casa circondariale di Prato.
“Passano da 10 a 69 i Teatri della Toscana che verranno dichiarati monumento nazionale. Si tratta di un riconoscimento che premia la tradizione artistica, drammaturgica, operistica e musicale della Regione e valorizza edifici storici di grande valore culturale ed architettonico. Si tratta del frutto del lavoro del Pd fatto in Aula che ha imposto al governo di inserire dei nuovi criteri nella legge e di conseguenza di allargare il numero dei teatri riconosciuti”.
Lo dichiarano i deputati Pd eletti in Toscana, Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Laura Boldrini, Marco Furfaro, Arturo Scotto e Christian Di Sanzo, sull’emendamento approvato oggi dall’Aula di Montecitorio alla Legge sui Teatri storici italiani che ha incluso tutte le strutture con almeno 100 anni di età.
LISTA PARZIALE
Teatri della Toscana inseriti nel testo di legge in Commissione:
1. il Teatro Petrarca di Arezzo;
2. il Teatro Signorelli di Cortona;
3. il Teatro del Maggio musicale fiorentino di Firenze;
4. il Teatro Verdi di Firenze;
5. il Teatro comunale del Giglio di Lucca;
6. il Teatro Guglielmi di Massa;
7. il Teatro dei Rassicurati di Montecarlo (Lucca);
8. il Teatro Verdi di Pisa;
9. il Teatro Manzoni di Pistoia;
10. il Teatro dei Rinnovati di Siena;
LISTA PARZIALE
Teatri della Toscana inseriti nel testo di legge in Aula:
11. Teatro dell'Accademia dei Ricomposti di Anghiari
12. Teatro dei Dovizi di Bibbiena
13. Teatro della Società filodrammatica di Bucine
14. Teatro comunale Wanda Capodaglio di Castelfranco di Sopra
15. Teatro comunale di Castiglion Fiorentino
16. Nuovo Teatro Comunale di Bagno a Ripoli
17. Teatro Regina Margherita di Barberino Val d'Elsa
18. Teatro Giotto di Borgo San Lorenzo
19. Teatro Manzoni di Calenzano
20. Teatro Dante Carlo Monni di Campi Bisenzio
21. Teatro Garibaldi di Figline Valdarno
22. Teatro Goldoni di Firenze
23. Teatro Niccolini di Firenze
24. Teatro dell'Affratellamento di Firenze
25. Teatro della Pergola di Firenze
26. Teatro di Cestello di Firenze
27. Teatro di Rifredi di Firenze
28. Teatro degli Animosi di Marradi
29. Teatro Niccolini di San Casciano in Val di Pesa
30. Teatro Società Filarmonica Giuseppe Verdi di Tavarnelle Val di Pesa
31. Teatro degli Industri di Grosseto
32. Teatro dei Concordi di Roccastrada
33. Teatro Castagnoli di Scansano
34. Teatro dei Concordi di Campiglia Marittima
35. Teatro Carlo Goldoni di Livorno
36. Teatro dei Vigilanti di Portoferraio
37. Teatro Solvay di Rosignano Marittimo
38. Teatro comunale di Pietrasanta
39. Teatrino di Vetriano di Vetriano di Pescaglia
40. Teatro Politeama di Viareggio
41. Teatro Animosi di Carrara
42. Teatro della Rosa di Pontremoli
43. Teatro Francesco di Bartolo di Buti
44. Teatro Marchionneschi di Guardistallo
45. Teatro comunale di Lajatico
46. Piccolo Teatro della Soffitta di Pisa
47. Teatro De Larderel di Pomarance
48. Teatro dei Coraggiosi di Pomarance
49. Teatro Persio Flacco di Volterra
50. Teatro Yves Montand di Monsummano Terme
51. Teatro Mauro Bolognini di Pistoia
52. Teatro Mascagni di Popiglio
53. Teatro Metastasio di Prato
54. Teatro Politeama di Prato
55. Teatro dei Varii di Colle di Val d'Elsa
56. Teatro del Popolo di Colle di Val d'Elsa
57. Teatro degli Astrusi di Montalcino
58. Teatro Poliziano di Montepulciano
59. Teatro della Società dei Concordi di Montepulciano
60. Teatro della Grancia di Montisi
61. Teatro del Popolo di Rapolano Terme
62. Teatro Comunale Ciro Pinsuti di Sinalunga
63. Teatro Comunale degli Oscuri di Torrita di Siena
64. Teatro Comunale Vittorio Alfieri di Castelnuovo Garfagnana
65. Teatro Comunale Cristoforo Colombo a Valdottavo di Borgo a Mozzano
66. Teatro del Popolo di Castelfiorentino
67. Teatro della Misericordia di Vinci
68. Teatrino della Villa Medicea di Poggio a Caiano
69. Teatro Argentina di Camaiore
"I disagi e le frane che stanno impattando sul collegamento fra Prato e la Val Bisenzio è molto preoccupante. È di fondamentale importanza trovare nel più breve tempo possibile una soluzione perché il disagio sta impattando profondamente sul tessuto produttivo e sulla vita di centinaia di lavoratori, studenti e persone che si spostano per motivi di salute. La SR 325 costituisce l’unica strada di comunicazione che percorre continuativamente la valle del fiume Bisenzio e consente quindi di collegare il Comune di Prato con la città metropolitana di Bologna attraversando i Comuni di Vaiano, Cantagallo e Vernio, e per questo è una infrastruttura strategica essendo anche l’unica alternativa possibile in caso di interruzione della A1. La sicurezza della SR 325 deve essere prioritaria attivando sia risorse regionali che quelle del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale assegnate alla Toscana come quelle FSC 2014-2018 anche studiando soluzioni di collegamento alternativo che mettano in connessione la vallata con le principali strade nazionali e pianificando nuove fermate ferroviarie a ridosso dell’arteria stradale. È un impegno che oltre ai comuni, regione e ANAS, deve prendere anche il governo perché la valle sta pagando un elevatissimo costo sociale che va arginato immediatamente". Lo dichiara in una nota Marco Furfaro, deputato toscano e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“I suicidi in carcere in Italia non sono più un’emergenza, sono diventati la norma. E’ una situazione drammatica ma sembra di urlare contro un muro di gomma. Oggi un’altra tragedia nel carcere di Prato, dove un detenuto si è impiccato in cella. E’ il secondo caso in un mese in quel penitenziario, 21 suicidi da inizio anno. Praticamente uno ogni due giorni. E’ incredibile che davanti a una situazione del genere, in cui i suicidi, come denunciato da Antigone, sono diventati un ‘fatto strutturale’, dal governo non si senta l’esigenza di intervenire. Sono morti, vite spezzate dietro le sbarre a causa delle condizioni di detenzione che si registrano nelle carceri italiane, non ci si può girare dall’altra parte”. Lo afferma la deputata dem Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia.
"Finalmente il governo sblocca i fondi per i lavori al tribunale di Prato. I parlamentari pratesi della destra avevano fatto annunci e zero fatti. Passerelle con i ministri sul territorio, per poi votare contro in aula o non pronunciare parola. Per questo avevamo presentato un ordine del giorno per impegnare il governo sul tribunale, cui avevamo ricevuto rassicurazioni dal sottosegretario alla giustizia. L'aula poche settimane fa ha approvato un atto che ora vede compimento con un primo sblocco di fondi, necessario anche se ancora non sufficiente. Dopo l'ordine del giorno approvato dal Partito Democratico che impegnava il governo sui lavori di miglioramento e ristrutturazione del tribunale di Prato, la destra pratese anziché sostenere l'impegno e combattere assieme, denigrò l'atto parlamentare, schernendo un impegno per Prato. Fa tenerezza ora vederle provare a rivendicare un risultato per il quale non hanno fatto niente, ma per quanto ci riguarda va bene così: siamo interessati a Prato, non a conservare le poltrone a suon di propaganda". Così in una nota Marco Furfaro, deputato eletto nel collegio pratese e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“Il Partito Democratico si batte per difendere il sacrosanto diritto al lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori. L'incontro di stamattina lo testimonia. Il nostro obiettivo è aiutare a salvaguardare il sito di Pomigliano per difendere l'occupazione e la tenuta di un sito industriale strategico per il Sud e per l'intero Paese. Un'eventuale riduzione o chiusura della produzione produrrebbe un danno sociale drammatico incalcolabile, tenuto conto anche delle ricadute sul sito di Pratola Serre e sulle oltre 400 industrie dell'indotto collegate. Il Governo è stato finora completamente assente su questa vicenda ed in generale sulle politiche industriali. Ha fatto solo propaganda ma nessuna azione concreta. Il nostro Paese non si difende scrivendo Made in Italy nella denominazione del Ministero delle Imprese, ma con interventi economici e strategie efficaci. Chiediamo che il Governo intervenga subito, convocando l'azienda, per un Piano industriale serio e concreto. Non c'è tempo da perdere.”
Lo ha dichiarato il deputato dem Piero De Luca nell'intervento durante l'iniziativa del Pd sulla vertenza Stellantis a Pomigliano D’Arco.
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