12/06/2024 - 19:40

“Volete sostituire le targhe che qui ricordano i plebisciti dell’Unità nazionale, il referendum per la Repubblica e l’approvazione della Costituzione con i simboli di venti staterelli. Ma noi ve lo impediremo per il bene del Mezzogiorno, del Nord e dell’Italia intera”. Così, durante la discussione sull’Autonomia differenziata, il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.

02/06/2024 - 13:47

"Il nervosismo di Giorgia Meloni è evidente. Dopo aver espresso fastidio giorni fa sul prossimo referendum sulle riforme costituzionali imposte dalla destra come voto sul suo operato, oggi la premier cambia nuovamente idea e rilancia le elezioni europee soltanto per pesare il consenso personale. L'Italia che racconta la destra non esiste, cresce soltanto il lavoro povero ed è necessario il salario minimo, mentre la sanità pubblica è al collasso. Nonostante la pandemia, le risorse per il Ssn sono state infatti ridotte rispetto al Pil e i trasferimenti alle Regioni tagliati. Sono oltre 4,5 milioni gli italiani che rinunciano alle cure per problemi economici e per le liste d'attesa lunghissime. La legge Schlein che prevede maggior risorse per la sanità è oggi urgente e necessaria. Bloccarla o rimandarla sarebbe irresponsabile. Dalla sua attuazione dipende la salute di milioni di cittadini e di famiglie in difficoltà”. Così il deputato dem e segretario Pd Toscana, Emiliano Fossi.

29/05/2024 - 18:04

Dichiarazione di Claudio Stefanazzi, deputato Pd

“Quello di Fitto e del Governo Meloni è un attacco vergognoso alla gestione pubblica dell’acqua, che tradisce il voto di 26 milioni di italiani nel referendum del 2011 e vuol essere l’ennesimo regalo ai privati da parte di questo Governo.”

Così Claudio Stefanazzi, deputato pugliese del Partito democratico, commenta la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge della Regione Puglia per rafforzare la natura pubblica dell’acquedotto pugliese, approvata all’unanimità dall’assemblea dei Comuni ANCI e di recente dal Consiglio Regionale, anche col voto di consiglieri di centrodestra.

“Il Ministro Fitto - prosegue il parlamentare Dem- continua la sua guerra senza quartiere alla Regione Puglia, questa volta bloccando una legge che ribadisce il sacrosanto principio che l’acqua è un bene pubblico e pubblico deve restare.” Per Stefanazzi, “Impugnarla tirando in ballo la tutela della concorrenza e il diritto UE significa non conoscere le leggi comunitarie e la giurisprudenza in materia, visto che il modello delineato dalla legge regionale è perfettamente in linea con la normativa e ricalca, peraltro, esperienze già avviate da tempo in altre regioni. È ormai evidente che il Ministro sappia muoversi solo per colpire la Puglia e il Mezzogiorno.
“Acquedotto Pugliese rappresenta un’eccellenza di gestione efficiente e sostenibile per tutt’Italia. – Conclude Stefanazzi – È bene che si sappia che questo Governo non vuole che resti un bene dei cittadini pugliesi ma, al contrario, auspica che finisca nelle mani dei privati”

25/05/2024 - 15:55

“Ho partecipato oggi al Modena Pride per sostenere le battaglie, insieme a tante e tanti, per la parità dei diritti e per una maggiore giustizia sociale. Quale occasione migliore per firmare i referendum promossi dalla Cgil per superare la precarietà e rendere il lavoro più sicuro, per innalzare le tutele contro i licenziamenti illegittimi e per garantire il diritto di reintegrazione al lavoro.
Il lavoro è un bene comune. È il momento di metterci la faccia e rivendicarlo con tutta la forza necessaria, referendum compresi”.

Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

07/05/2024 - 16:35

"Ho firmato i referendum della CGIL perché vogliamo un lavoro tutelato, un lavoro che sia dignitoso, un lavoro che sia stabile e anche che sia sicuro. Perché basta morti sul lavoro, basta licenziamenti illegittimi e anche basta questi contratti a termine che durano tutta la vita. Questi sono i motivi per cui ho ritenuto giusto, oggi, andare alla sede della CGIL di Roma e del Lazio, con il segretario Natale di Cola, per firmare i quattro quesiti proposti dalla CGIL". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

06/05/2024 - 09:20

“Superare il Jobs act era nel programma del Pd alle elezioni politiche del 2022. Nella mozione che ha vinto il congresso era scritto nero su bianco la stessa cosa. E’ un atto di serietà e coerenza la firma di Elly Schlein ai referendum della Cgil. Renzi se ne faccia una ragione”.

Così il capogruppo democratico in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

15/04/2024 - 17:10

“Il ministro Matteo Salvini deve aver scambiato il G7 sui trasporti per un’occasione di campagna elettorale in vista delle elezioni europee. Snocciola dati sulle aperture dei cantieri del Ponte sullo Stretto; annuncia di raccogliere le firme per un referendum sul nucleare, quando ancora non sono stati in grado di trovare una collocazione per il deposito nazionale delle scorie; tuona contro le regole dell’Unione europea legandosi mani e piedi ad un presunto libero mercato regolatore; nonostante i disastri del cambiamento climatico, si congratula con sé stesso per aver fatto modificare la dicitura ‘transizione ecologica’ nella più asettica ‘neutralità tecnologica’; infine, il proclama: se alle elezioni vinciamo noi, mettiamo in soffitta l’approccio ideologico e socialista di Timmermans. Insomma, non c’è che dire. Da Salvini giungono i soliti annunci, ma la verità resta sotto gli occhi di tutti: sulla mobilità sostenibile c’è poco o nulla”.

Così Anthony Barbagallo, capogruppo democratico in commissione Trasporti alla Camera.

05/03/2024 - 15:54

“L’oro verde dell’Italia in campo energetico sono le Rinnovabili e per il futuro occorre investire in questo settore; detto ciò è inevitabile una riflessione complessiva sullo sviluppo di fonti alternative a quelle fossili che non può escludere a priori la ricerca anche nel nucleare di nuova generazione. Il nucleare tradizionale non è una soluzione praticabile, è stato respinto da due referendum e il governo Meloni non riesce ancora ad individuare un sito idoneo per le scorie radioattive ma la ricerca in questi anni ha fatto notevoli passi avanti ed il nostro Paese non può rimanere indietro”.

Lo dichiarano Marco Simiani e Vinicio Peluffo, rispettivamente capogruppo Pd in commissione Ambiente ed Attività produttive della Camera sull’Indagine conoscitiva sul ruolo dell'energia nucleare nella transizione energetica e nel processo di decarbonizzazione, deliberata oggi.

28/02/2024 - 19:30

Governo intervenga davanti a ondata di arresti, violenze e campagna xenofoba

“Tajani dica quali sono le azioni prese dal governo, sia in sede bilaterale che nei consessi internazionali, per fare pressione sul Presidente Saied affinché cessi immediatamente la repressione in Tunisia e sia garantito il ripristino del pluralismo della rappresentanza, nonché il rilascio di tutti i prigionieri politici”. Lo chiedono il responsabile esteri del Pd, Provenzano e i deputati Quartapelle, Porta, Boldrini e Ciani che hanno firmato l’interrogazione parlamentare. “Dal febbraio 2023 – sottolineano - è in corso una ondata di arresti che sta colpendo diversi esponenti politici dell’opposizione, giornalisti, avvocati, sindacalisti, attivisti ed esponenti vari della società civile; arresti accompagnati da una campagna gravemente xenofoba e senza precedenti contro i migranti subsahariani, accusati di programmare una “sostituzione etnica”.

Ecco il testo integrale dell’interrogazione parlamentare

Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Per sapere - premesso che:
in data 20 aprile 2023, è stato arrestato il leader storico, 82enne, del partito islamico tunisino Ennahdha, Rached Ghannouchi con l’accusa di "cospirazione contro la sicurezza dello Stato";
l’arresto si inserisce in un crescendo di atti di violenta repressione attuati dal presidente, Kaïs Saïed che, in meno di due anni, ha concentrato sempre più potere nelle proprie mani fino ad arrivare alla promulgazione della nuova Costituzione, adottata a seguito di un referendum segnato da un altissimo tasso di astensionismo, che sostituisce la Costituzione del 2014, indubbiamente una delle Carte costituzionali più democratiche nel mondo arabo, con un nuovo testo dai tratti fortemente autoritari;
dal febbraio 2023, difatti, è in corso una ondata di arresti che sta colpendo diversi esponenti politici dell’opposizione, giornalisti, avvocati, sindacalisti, attivisti ed esponenti vari della società civile; arresti accompagnati da una campagna gravemente xenofoba e senza precedenti contro i migranti subsahariani, accusati di programmare una “sostituzione etnica”;
lo scorso 19 febbraio Rachid Ghannouchi, ha manifestato la sua solidarietà con uno sciopero della fame in sostegno ad altri sei politici in carcere che la settimana prima avevano adottato questa forma di protesta per denunciare i metodi autoritari del presidente Kais Saied; 
negli ultimi mesi in Tunisia si è assistito a un ulteriore deterioramento della situazione interna, sia sul fronte economico, politico e sociale; 
il paese vive anche una profonda crisi economica, per cui scarseggiano da mesi beni di prima necessità, il tasso di inflazione è oltre il 10%, il tasso di disoccupazione superiore al 15 %, il debito pubblico sfiora il 100% del Pil e, dunque, la tensione sociale è molto alta. In tale contesto, si è registrato il rifiuto da parte del presidente della Repubblica Kaïs Saïed di sottoscrivere l’accordo negoziato dal suo governo con il Fmi per un prestito di 1,9 miliardi di dollari -prestito che serviva a favorire la stabilità-, mentre la Banca mondiale ha sospeso i dialoghi con la Tunisia, preoccupata per le condizioni della comunità subsahariana;
stante la situazione di volatilità economica, molti analisti sono preoccupati che il paese possa proclamare un default sul debito estero. Questo scenario avrebbe gravi ripercussioni anche per l’UE e l’Italia, sia in termini economici che di ulteriori flussi migratori;
al riguardo si rileva come nella prima metà del 2023 la Tunisia abbia superato la Libia come numero di partenze per l’Italia;
inoltre, il Presidente Saïed ha intrapreso una campagna anti-migranti senza precedenti nella storia del Paese utilizzando affermazioni gravemente xenofobe che sono state seguite da crescenti violenze e maltrattamenti da parte delle autorità tunisine nei confronti dei migranti subsahariani;
il 16 luglio 2023 è stato firmato il memorandum d’intesa per una partnership strategica e globale fra Unione europea e la Tunisia al fine di ridurre il numero degli arrivi dal paese, un accordo però privo delle necessarie condizionalità sullo stato di diritto e la tutela dei diritti umani in Tunisia;
in merito al memorandum, Giorgia Meloni ha affermato che “questo partenariato deve diventare un modello per le relazioni dell’Unione europea con gli altri Paesi del Nordafrica”;
in realtà sono state espresse parecchie critiche al MOU, in particolare, la commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Dunja Mijatovic, ha dichiarato che: “Gli Stati membri del Consiglio d'Europa dovrebbero insistere sulla chiara salvaguardia dei diritti umani in qualsiasi ulteriore cooperazione in tema di migrazione con la Tunisia. Le tutele di ogni tipo di diritti umani devono essere una parte integrante di ogni attività di cooperazione sulla migrazione tra gli stati membri del Consiglio d'Europa e i paesi terzi, Tunisia inclusa. (...) Le gravi violazioni dei diritti umani recentemente riportate contro rifugiati e migranti in Tunisia rendono solo più stringente che tali tutele siano contemplate":-
quali iniziative intenda intraprendere il governo, sia in sede bilaterale che nei consessi internazionali, per fare pressione sul Presidente Saied affinché cessi immediatamente la repressione in Tunisia e sia garantito il ripristino del pluralismo della rappresentanza, nonché il rilascio di tutti i prigionieri politici.
FIRMATARI
PROVENZANO, QUARTAPELLE, PORTA, BOLDRINI, CIANI

18/12/2023 - 16:11

“Oggi il Presidente del Senato e fondatore di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, ha gettato la maschera e indicato qual è il vero obiettivo della riforma del premierato: ridurre gli attuali poteri del Presidente della Repubblica, nonostante la stragrande maggioranza degli italiani, come testimoniano i sondaggi, abbia a più riprese dimostrato di avere piena fiducia dell’operato del Quirinale. Ragione in più dunque per contrastare in Parlamento e se sarà necessario con il referendum il premierato in salsa meloniana, pensato non certo per rispondere ai bisogni dell’Italia, ma piuttosto per demolire alla fondamenta la repubblica parlamentare e provare a limitare l’azione istituzionale di Mattarella, costantemente ancorata al pieno rispetto degli equilibri sanciti dalla nostra Costituzione”.

Lo scrive in una nota Federico Fornaro, componente della Commissione Affari Costituzionali della Camera e dell’ufficio di Presidenza del gruppo Pd a Montecitorio.

24/04/2023 - 17:14

Il referendum per l'allungamento della pista dell'aeroporto dell'isola d'Elba è stato purtroppo un flop annunciato. Le evidenti criticità organizzative e il coinvolgimento dei cittadini di un solo comune, nonostante l'importanza della infrastruttura per l'intera isola, rendono inutile questa consultazione. È ora fondamentale che le istituzioni e la politica inaugurino una riflessione seria e concertata sul futuro dell'aeroporto che non può in alcun modo chiudere o ridimensionare il suo ruolo per elbani o turisti. Anche il governo si occupi della vicenda, visto che a ottobre scadrà la continuità territoriale aerea da e per l’Elba e ancora non si è affrontato il tema del suo rifinanziamento”.

Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione  Ambiente alla Camera, sul referendum svolto a Campo nell'Elba e che ha visto l'affluenza del 36% degli aventi diritto senza raggiungere il quorum.

06/04/2023 - 12:49

“L’aeroporto dell’Elba rappresenta uno strumento indispensabile per assicurare il diritto alla mobilità nell’isola e sostenere la crescita sociale, economica, occupazionale e turistica dell’intero territorio. Va sicuramente tutelata la sostenibilità ambientale dell’isola, che non è a rischio con questo intervento infrastrutturale, ma rifiutare a priori l’ampliamento della pista equivale a rinunciare alla mobilità aerea da e per l’arcipelago toscano.
Ritengo che la modalità di coinvolgimento diretto della popolazione riguardo a tale decisione andrebbe allargata a tutti i comuni dell’isola.
Nella scelta che faranno i cittadini, è fondamentale tenere a mente che già oggi l’aeroporto dell’Elba è un presidio a tutela del diritto alla salute e allo studio universitario e che impiega attualmente una quindicina di persone più l’indotto”. Lo dichiara il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, in merito al referendum consultivo sull’ampliamento dell’aeroporto rivolto ai residenti che avrà luogo il 23 aprile.

02/03/2023 - 13:19

“In occasione dell’assemblea di classe congiunta dell’I.I.S. “Majorana-Cascino” di Piazza Armerina, regolarmente autorizzata, sul tema della legalizzazione della cannabis, con ospite un dirigente dell’associazione ‘Meglio Legale’, che coinvolge parlamentari e medici, imprenditori e avvocati, giornalisti e semplici cittadini, nonché promotrice del referendum sulla legalizzazione della cannabis e di diversi incontri sul tema su tutto il territorio nazionale, alcuni agenti del locale commissariato sono intervenuti interrompendo lo svolgimento dell’assemblea, chiedendo le generalità dei rappresentanti d’istituto che avevano organizzato l’assemblea. Nonostante l’interruzione, l’assemblea si è comunque regolarmente tenuta. Esprimiamo il nostro stupore per l’intervento, sproporzionato, delle forze dell’ordine, in apparenza per verificare chi fossero i promotori di un libero confronto su un tema profondamente discusso e sentito dall’opinione pubblica nazionale, ma che ha avuto il pessimo retrogusto di una vera e propria intimidazione. Vorrei sapere dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, se siamo ancora in un Paese democratico dove i cittadini sono liberi di radunarsi senza subire l’arbitrarietà dei controlli da parte delle forze dell’ordine”. Lo ha detto in Aula la deputata democratica Maria Stefania Marino, nel corso degl’interventi di fine seduta.

24/02/2023 - 12:14

L’appello al voto del candidato alla segreteria del Pd toscano: “Basta chiamare i militanti solo quando si avvicinano le elezioni”

 “Per restituire il Pd ai militanti, a chi quotidianamente lo vive e lo fa vivere, propongo di creare una piattaforma di consultazione permanente, anche online, con referendum interni e primarie delle idee. Dobbiamo ripartire da qui, per tornare a decidere tutte e tutti insieme”.

Emiliano Fossi, candidato alla segreteria del Pd toscano, lancia due proposte per cambiare il Pd che farà diventare realtà se sarà eletto segretario alle primarie di domenica 26 febbraio.

“Dobbiamo cambiare il Partito Democratico della Toscana per tornare a vincere, per cambiare il futuro della nostra regione - sottolinea Fossi -. Dobbiamo dire basta alle scelte fatte da pochi contro il volere dei molti, scelte che si sono anche rivelate sbagliate e che stanno continuando a farci perdere. I militanti devono essere protagonisti, non solo una volta ogni 4 anni e non solo per fare volantinaggio in prossimità delle elezioni”.

“La base - conclude Fossi - deve tornare a contare e partecipare attivamente alle scelte del partito. Si deve ripartire dalle persone in carne e ossa, a cui si deve rispetto e che hanno bisogno di contare e riacquistare entusiasmo”.

 

17/12/2022 - 12:00

Dichiarazione del deputato dem Stefano Vaccari, presidente dell'Intergruppo parlamentare di amicizia con il popolo Saharawi 

Dopo i fatti del Parlamento europeo serve agire per celebrare il referendum.

“Si è ricostituito nelle settimane scorse l'intergruppo di amicizia con il popolo Saharawi, presieduto dal deputato dem Stefano Vaccari, al quale aderiscono parlamentari di maggioranza e di opposizione, in continuità con le precedenti legislature. L'obiettivo è sostenere istituzionalmente le iniziative del popolo Saharawi cacciato dai propri territori dai militari marocchini che occuparono impunemente quell'area dopo la decisione della Spagna di rinunciare all'assurda "sovranità" coloniale. A nulla sono valse le iniziative internazionali, deliberate dall’Assemblea generale dell’ONU per lo svolgimento di un referendum per l’autodeterminazione del popolo Saharawi. Le notizie di questi giorni che provengono dal Parlamento Europeo confermano quanto più volte denunciato dall'Intergruppo parlamentare italiano in sintonia con quello europeo. Ci sono forze e politici che hanno lavorato per mantenere la posizione di dominio del Re del Marocco, di condizionamento delle scelte del Parlamento europeo, e che contrastano gli aneliti di libertà, non violenza e di giustizia espressa da oltre 40 anni dal

Fronte Polisario in rappresentanza di tutto il popolo Saharawi. Continueremo a batterci in direzione ostinata e contraria proponendo al Parlamento italiano la discussione di una mozione per impegnare il Governo ad un’azione decisa per il rispetto dei diritti umani nel Sahara Occidentale e lo svolgimento del referendum per l’auto determinazione di questo popolo dimenticato.

 

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