"Ce l'abbiamo fatta! Il referendum sulla cittadinanza ha raggiunto le 500mila firme nonostante i tentativi di oscurarlo. Non fermatevi: più firme abbiamo, meglio è. Continuate a firmare su www.referendumcittadinanza.it
C'è un Paese che non ha paura delle differenze, di aprirsi e di riconoscere i diritti più elementari a tante ragazze e ragazzi che nascono, crescono qui, studiano qui, lavorano qui, che vivono con noi, che si sentono già italiani a tutti gli effetti, ma si vedono negare la cittadinanza da una legge antica e superata dai fatti.
Facciamo capire a questa maggioranza e a questo governo di ultradestra che c'è un'Italia che guarda al futuro con ottimismo, che crede nel valore delle differenze, che non si fa condizionare da una narrazione che ci vorrebbe chiusi, impauriti e respingenti". Lo scrive Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, sui suoi profili social.
"Ho firmato per il referendum sulla cittadinanza perché le bambine e i bambini che nascono o crescono nel nostro Paese, frequentano le nostre scuole, vivono insieme a noi, sono italiani tanto quanto le nostre figlie e i nostri figli. Bisogna cambiare la legge del 1992, il mondo nel frattempo è cambiato e anche il nostro Paese. Ma in Parlamento la maggioranza si rifiuta di prendere atto della realtà e di assumersi le proprie responsabilità, nonostante il Pd e le altre opposizioni abbiano presentato proposte di legge e martedì si discuterà una nostra mozione. Per questo c'è bisogno di una mobilitazione e del sostegno di ciascuna e ciascuno di voi. Fatevi sentire e firmate il referendum. E' facile, potete farlo online in pochi minuti con la Cie o lo Spid. Andate su http://www.referendumcittadinanza.it e firmate!". Lo scrive sui suoi canali social Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Ho firmato online il referendum sulla cittadinanza perché penso che ogni sforzo che vada nella direzione dell'allargamento dei diritti sia fondamentale e vada sostenuto. La legge sulla cittadinanza è semplicemente una legge giusta, e anche il PD ne ha depositato una alla Camera, che serve a dare forma a ciò che è già sostanza e che chi ha figli o nipoti in età scolare non può che confermare. A scuola non ci sono italiani e stranieri, ma solo bambine e bambini. Senza considerare che ce lo insegnano i nostri atleti olimpici e paralimpici, allargare i diritti è un vantaggio per tutti, soprattutto per un Paese che continua a invecchiare nonostante la retorica vuota sulla natalità del governo. Noi ci siamo, per farla al meglio!”.
Lo dichiara il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Ho ascoltato e apprezzato molto il discorso di Elly Schlein a Reggio Emilia e lo sostengo. Posso dire, onestamente, di avervi ritrovato molte delle idee che ho avanzato, spesso in solitudine, nel dibattito interno al Pd già dal 2016 subito dopo la storica sconfitta ai referendum costituzionali nel mio libro ‘Democratici’, fino all’agosto scorso in un lungo articolo per l’Unità nel quale, ricordando un grande discorso parlamentare di Filippo Turati del 1920, noto col titolo di ‘Rifare l’Italia’, ho parlato della necessità di delineare 5 punti sui quali costruire un ‘patto di unità d’azione’ con le opposizioni”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Attenzione - continua Morassut - non serve una semplice formula politica. Nell’immediato è necessario ma serve soprattutto un ‘programma fondamentale’ da impostare partendo dal contributo di intellettuali, scienziati e movimenti e che guardi ad un Europa più forte, come ha detto Draghi e che abbia alla base pace, giustizia sociale e giustizia climatica per tutti e non solo per i più ricchi. Personalmente non mi sento di escludere che un patto unitario tra le forze del progresso possa un giorno assumere forme organizzative più strette con la elastica forma dei partiti movimento moderni, anzi lo auspico”.
“Lo auspico - conclude il deputato dem - perché per cancellare definitivamente le radici del neofascismo e del sovranismo così forti ancora serve una enorme forza, capace di una rivoluzione politica, culturale, sociale e morale. Non è utopia. Nuove generazioni e nuove volontà stanno facendo sentire la loro voce. E presto diventeranno un grido che bisogna indirizzare verso sentimenti positivi e non verso la rabbia. Quindi Forza Elly, bene così”.
“Dopo aver raggiunto 500mila firme complessive in pochi giorni, continua a raccogliere sostegno il Referendum sull’autonomia differenziata. Sono giunte a oltre 500mila le sole sottoscrizioni digitali. È un segnale forte degli italiani contro il Governo a difesa dell'unità nazionale”. Lo dichiara su X il deputato dem Piero De Luca, Capogruppo PD commissione bicamerale questioni regionali.
"L'iniziativa del Presidente Giani di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la legge sull’autonomia differenziata è pienamente condivisibile ed ha l'obiettivo di sostenere un regionalismo solidale che non mini l’unità nazionale. Il ricorso della Regione Toscana si aggiunge allo straordinario segnale dato dai cittadini con il raggiungimento delle 500 mila firme a sostegno del referendum raccolte in poche settimane. La legge Calderoli oltre a spaccare il paese con cittadini di serie A e cittadini di serie B, crea 20 staterelli con competenze diverse, produce una confusione totale di regole burocratiche fra regione e regione. Il contrario di quello che serve al paese per la competitività e la coesione sociale". E’ quanto dichiara la vicepresidente dei Deputati Pd Simona Bonafè sul ricorso della Regione Toscana presso la Corte Costituzionale.
“Le 500mila firme sottoscritte online - e quindi già certificate - contro la Legge sull’Autonomia differenziata, ottenute in poche settimane ed a cui si aggiungeranno quelle cartacee, sono un chiaro avviso di sfratto al Governo Meloni. La destra abbia ora il coraggio di non rimandare il referendum soltanto per mantenere il potere”: è quanto scrive sui social il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
"Qualche giorno fa Iole Mancini, partigiana di 104 anni, ha chiesto di poter firmare il referendum contro l'autonomia differenziata. L'ha fatto con lo stesso amore per l'unità del Paese, per la democrazia e per l'uguaglianza che spinse migliaia di giovani a ribellarsi al nazifascismo liberando l'Italia. Grazie all'Anpi di Roma, che fa parte del comitato promotore del referendum, siamo riusciti ad esaudire il suo desiderio. E' stata una gioia per me, dato che le prerogative di parlamentare me lo consentono, convalidare la sua firma.
Grazie Iole, per essere sempre un esempio di impegno civico per tutte e tutti noi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“L’autonomia differenziata divide il Paese, accentua le disuguaglianze tra Nord e Sud, e lascia il Mezzogiorno in una condizione di precarietà che ostacola lo sviluppo, aggravando le già serie difficoltà di crescita. In dieci giorni abbiamo raccolto oltre 500 mila firme per il referendum abrogativo, ma la mobilitazione continua in tutte le regioni d’Italia. È ancora possibile firmare ai banchetti nelle città o online, tramite SPID. C’è ancora tempo. La nostra risposta sarà ancora più forte e decisa, a tutela dell’unità del Paese e del Mezzogiorno”. Così sui social il deputato democratico, Stefano Graziano.
"Ho firmato online per il referendum contro l'autonomia differenziata, la legge "spacca Italia" che riduce il nostro Paese a 20 piccoli staterelli in concorrenza tra loro dove tutte e tutti vivremo peggio, con servizi meno efficienti. E questo succederà al sud quanto al nord.
Per questo bisogna mobilitarsi raccogliendo più firme possibili e, poi, andando a votare in massa per fermare questa riforma scellerata.
Firmate tutte e tutti: farlo online è semplicissimo, ma se preferite farlo in modo tradizionale, potete trovare banchetti in tutto il territorio.
Mandiamo un segnale chiaro a questo governo: difendiamo l'unità e l'integrità dell'Italia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, in un video pubblicato sui suoi canali social
"Il risultato ottenuto in pochi giorni, con 500 000 firme per il referendum sull'autonomia differenziata è un risultato straordinario - ha detto Piero De Luca, capogruppo dem in commissione bicamerale per le Questioni Regionali, a Today.it - che dà un segnale politico forte al governo Meloni di forte opposizione e contrarietà a questa riforma spacca Italia. Puntiamo ad andare oltre verso 1 milione di firme. C'è un'onda di mobilitazione popolare che sta dicendo no a un'autonomia che non aiuta la semplificazione del Paese o lo rende più efficiente, ma è un pastrocchio che rompe l'unità e la coesione nazionale, aumentando irrimediabilmente le diseguaglianze. Gli italiani, in ogni parte della Penisola, se ne stanno rendendo conto".
“Con questo provvedimento, riportate a livello di governo centrale alcune delle competenze regionali proprio in materia di programmazione territoriale, disattendendo il principio di leale collaborazione tra regioni e governo. Vi invitiamo a prestare attenzione a questo, perché la vostra linea è sempre meno chiara agli italiani. Se voi stessi siete contro l'autonomia differenziata, allora venite con noi a raccogliere le firme per il referendum contro l'autonomia differenziata, così poi gli italiani stessi potranno esprimersi sull'idea che vogliono di governo e di Stato, e indicarvi una strada, perché voi, evidentemente, una strada chiara, non l'avete”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Christian Diego Di Sanzo, esprimendo il voto contrario del Gruppo Pd al Dl materie prime critiche.
“Andate a creare – ha aggiunto l’esponente Pd - un Comitato tecnico per le materie prime critiche focalizzato sull'attività di ricerca e di estrazione, invece di guardare anche a tutto il resto della filiera. Un Comitato nel quale, come abbiamo fatto notare più volte attraverso gli emendamenti, attraverso gli ordini del giorno, mancano rappresentanti del mondo della ricerca, delle associazioni professionali, del mondo dell'industria, manca un'attenzione verso chi può darvi una vera capacità di guardare al futuro con la ricerca e l'innovazione e manca l'attenzione verso i lavoratori”.
“Ci presentate – ha concluso Di Sanzo - un provvedimento sgangherato, raffazzonato, magari ottimo a piazzare alcuni amici, ma che manca dell'ambizione necessaria a questo Paese, che trascura gli enti locali e contraddice la vostra stessa azione di governo. Un provvedimento che, alla fine, nel metodo soprattutto, ma anche nella sostanza, non può trovarci d'accordo”.
L’Intergruppo: calendarizzare riconoscimento Stato
Questa mattina un gruppo di bambini Saharawi ha fatto visita alla Camera dei Deputati, su invito dell’Intergruppo parlamentare di amicizia con il popolo Saharawi. Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera e presidente dell’Intergruppo, insieme ai deputati Alessandro Battilocchio e Silvio Lai, hanno accompagnato i bambini dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che si è intrattenuto con loro e con una delegazione del Fronte Polisario guidato dalla responsabile in Italia, Fatima Mahfud.
Vaccari ha illustrato al presidente Fontana le motivazioni che spingono ormai da anni un gruppo di parlamentari, di maggioranza e di opposizione, a sostenere istituzionalmente le iniziative del popolo Saharawi cacciato dai propri territori dai militari marocchini. Oggi quel popolo vive in esilio nel deserto algerino ed è oggetto di soprusi in assoluto contrasto con le risoluzioni dell’Assemblea generale dell’Onu che chiedono il ripristino della legalità e lo svolgimento di un referendum per l’autodeterminazione del popolo Saharawi.
Il gruppo dei bambini Saharawi sono stati accompagnati da alcuni sindaci e amministratori dei comuni di Fara Sabina, Riano, Rignano Flaminio, Pontassieve, Anguillara Sabazia, Campi Bisenzio, Poggio Caiano, perché per un periodo dell’estate saranno ospiti di famiglie e associazioni dei suddetti comuni. Una vacanza necessaria anche per avere la possibilità di cure sanitarie che non avrebbero ottenuto nei territori di esilio.
L’Intergruppo parlamentare, tra le varie iniziative, sostiene la calendarizzazione di una mozione parlamentare per impegnare il governo ad intervenire in tutte le sedi europee ed internazionali perché venga riconosciuto al popolo e alla Repubblica Araba Saharawi il diritto di scegliere il proprio futuro.
"L'autonomia differenziata è una proposta secessionista sbagliata perché rompe lo spirito del regionalismo solidaristico previsto dalla Costituzione. Dopo le delibere dei 5 consigli regionali a guida centrosinistra è partita una mobilitazione popolare di raccolta firme per il referendum abrogativo. Un successo, viste le oltre 200000 sottoscrizioni raccolte on line finora. Trovo fuori luogo gli attacchi di uno Zaia particolarmente nervoso ad uno strumento di partecipazione democratica dei cittadini". Lo dice Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione bicamerale questioni regionali, in un'intervista a l'Unità.
"Questa battaglia peraltro -aggiunge il dem- ha mandato in tilt la stessa maggioranza, a conferma delle nostre preoccupazioni rispetto ad un provvedimento sbagliato e pericoloso che spacca l’Italia. La mancata previsione di risorse per l’attuazione preventiva dei livelli essenziali di prestazione dei servizi pubblici fondamentali su tutto il territorio nazionale, la possibilità di utilizzare il cosiddetto residuo fiscale, la facoltà di stipulare da subito intese nelle materie non Lep, porterà inevitabilmente le regioni più ricche a diventare sempre più ricche e quelle più fragili a collassare. Si cristallizza per legge la presenza purtroppo di cittadini di serie A e di serie B. Ma l'Italia intera diventerà più debole e meno competitiva, divisa in 20 politiche e normative in settori strategici. Questa autonomia leghista tradisce anche le esigenze di semplificazione e di modernizzazione dell'Italia avvertite dai ceti produttivi del Nord".