04/06/2025 - 16:03

“Se la Cgil ha deciso di promuovere un referendum è perché il governo Meloni ha lavorato senza sosta a terremotare i diritti del mondo del lavoro da due anni e mezzo a questa parte. L’iniziativa della Cgil è una scelta legittima e prevista dalla Costituzione. E’ inconcepibile che un sottosegretario al Lavoro chieda le dimissioni di Maurizio Landini, il segretario della più grande organizzazione dei lavoratori italiani. Claudio Durigon questa volta ha passato il segno. Landini fa il suo mestiere: rappresentare le persone in carne e ossa, che per vivere devono lavorare, e difenderne i diritti, anche attraverso lo strumento referendario. Finora invece Durigon non si capisce quale mestiere faccia, visto che si è limitato a varare leggi che hanno ulteriormente precarizzato il lavoro e tradito le promesse elettorali della Lega sulle pensioni. Non esiste in nessun Paese democratico al mondo che il governo attacchi l’autonomia del sindacato confederale. A meno che qualcuno non pensi di sostituirlo con un sindacato corporativo, come funzionava durante il Ventennio, che dice sempre sì a chi comanda”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

 

04/06/2025 - 14:17

“Votare sì ai prossimi referendum è un atto di coerenza. In tema di cittadinanza l'Italia ha una delle normative più restrittive d'Europa che impedisce ai tanti giovani nati e cresciuti nel nostro Paese di essere italiani a tutti gli effetti. Vi dicono che così si regalerà la cittadinanza, falso. L’unica che regala cittadinanze è proprio Meloni ad esempio con Milei recentemente. E i criteri rimangono identici, reddito, italiano livello b1, nessun precedente penale ed essere in pari con tasse e versamenti, verrebbe da dire che alcuni ministri e sottosegretari vedrebbero la propria domanda rigettata. Oggi la burocrazia allunga fino a 14 anni il tempo per ottenere la cittadinanza e abbandona le persone in una condizione di precarietà e incertezza, legata ai continui rinnovi del permesso di soggiorno”. Lo dice in una nota la deputata Pd, Ouidad Bakkali.
“Mentre la presidente Meloni – sottolinea l'esponente dem - prende in giro gli italiani su quello che farà nel seggio e la seconda carica dello Stato addirittura invita all'astensione, il voto diventa ancora più cruciale per le sorti della democrazia in Italia. Votare sì non solo è giusto, ma è la risposta che il popolo italiano può e deve dare a chi, come questo governo, ha paura della partecipazione civile,  paura dell'espressione del voto libero dei cittadini e agisce in spregio delle istituzioni democratiche”, conclude Bakkali.

04/06/2025 - 13:20

“L’8 e il 9 giugno saremo chiamati ad esprimerci sui temi referendari, tra cui quello fondamentale del diritto alla cittadinanza. Mi rivolgo in modo personale e accorato, se posso, al mondo dello sport, agli sportivi e alle sportive, che questo tema lo hanno già affrontato e in parte risolto. Così il deputato dem Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Pd, in un video pubblicato sui canali social dei deputati dem.
“Basta guardare – ha aggiunto l’esponente Pd - le immagini della nostra Nazionale di pallavolo femminile, oppure pensare alla squadra di atletica leggera, o a grandi campionesse come Jasmine Paolini o Sara Curtis: è evidente che lo sport rappresenta già un modello di società inclusiva e funzionante. Un modello dove il merito, l’impegno e la partecipazione sono riconosciuti prima ancora del luogo di nascita o della cittadinanza formale”.

“Per questo — ha concluso Berruto — rivolgo un appello a tutti gli sportivi e a tutte le sportive: diamo forza a questo modello, invitiamo al voto e sosteniamo con convinzione un grande ‘Sì’. È un piccolo passo, ma concreto, verso il riconoscimento del diritto di cittadinanza per tante ragazze e ragazzi che in Italia vivono, studiano, crescono, giocano e vincono. È un segnale importante che lo sport può dare al resto della società civile”.

 

04/06/2025 - 11:42

“Consigliamo a Giorgia Meloni di uscire dalla bolla e confrontarsi con la realtà. Perché i numeri non mentono mai. L’Istat certifica che ad aprile 2025 i contratti a termine crescono dello 0,8 per cento, il lavoro autonomo dell’1 per cento mentre calano le assunzioni a tempo indeterminato di mezzo punto. Significa che siamo davanti a quello che sosteniamo da tempo: le misure del Governo producono precarietà e bassi salari. Per questo vanno reintrodotte le causali sui contratti a termine. La Presidente del Consiglio fa campagna per l’astensione al referendum dell’8 e 9 giugno per questo: i dati li conosce benissimo e sa che sull’occupazione stabile il suo è un fallimento totale”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

04/06/2025 - 10:59

“Il referendum è uno strumento fondamentale di partecipazione diretta alla vita democratica del Paese. Per cui noi invitiamo davvero tutti i cittadini a recarsi ai seggi, a esprimere il proprio voto e a far sentire la loro voce. Per questo trovo onestamente fuori luogo, diseducativi e privi di senso istituzionale, a maggior ragione in un momento in cui trionfano astensionismo e disaffezione, alcuni messaggi che sono stati lanciati da esponenti del governo con l’invito ad andare al mare o ad occuparsi di altro. Allo stesso modo è una grave presa in giro la dichiarazione della presidente del Consiglio, che ha detto che si recherà al seggio ma non ritirerà la scheda per non far raggiungere il quorum. Noi crediamo che invece si debba andare a votare, si debba esprimere il proprio voto, si debba votare per un Paese più giusto in cui i lavoratori possono davvero andare sul posto di lavoro con tutele e garanzie adeguate anzitutto rispetto alla sicurezza. Assistiamo da anni a una strage silenziosa di vittime sul lavoro che non è più tollerabile." Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, su Rai3 a Rai Parlamento.

03/06/2025 - 19:32

“Le frasi di Salvini sono inammissibili. Non solo è scandaloso che un ministro della Repubblica sostenga apertamente l’astensionismo, ma attaccare l’opposizione che il 7 giugno sfilerà per chiedere la pace e il cessate il fuoco dicendo che strumentalizza i morti di Gaza a fini referendari è di una gravità senza precedenti. Non si permetta, proprio lui che si è fatto fotografare con Netanyahu nonostante il mandato di cattura internazionale della Corte penale per gravi crimini contro l’umanità. Solo un aspirante autocrate può mettere in discussione il diritto delle minoranze di fare politica senza dover chiedere il permesso a chi comanda”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

03/06/2025 - 13:42

“Chi sostiene che non si deve votare al Referendum dovrebbe guardarsi allo specchio e riflettere su quello che ha fatto finora ad esempio sulla sicurezza sul lavoro. I numeri non mentono mai e rivelano quanto il Governo perda tempo e non applichi nessuna misura efficace. La cosiddetta patente a crediti, che è poco più di una gigantesca autocertificazione, riguarda quasi 800mila imprese edili. Di queste hanno attivato la patente circa la metà, 432mila. Al 30 aprile del 2025 i controlli effettuati sono stati poco più di 12mila, ovvero il 2,7 per cento delle aziende, e le sospensioni - che non significa interruzione di attività - sono state appena 21, ovvero lo 0,0004 per cento. Sono dati del Ministero del Lavoro che ha risposto a una interrogazione del Pd qualche settimana fa. Quando la Calderone dice che stanno facendo tanto per limitare i morti sul lavoro racconta balle. In un Parse dove nel 2024 sono morti 1080 operai nei cantieri queste misure sono poco più che simboliche. Per queste ragioni vanno messi in campo strumenti straordinari: dall’eliminazione del massimo ribasso alla fine dei subappalti a cascata, dall’assunzione di almeno mille ispettori in più alla responsabilità in solido delle imprese committenti. Quest’ultima misura è prevista nel referendum dell’8 e 9 giugno. Davanti all’immobilismo del Governo e alla gravità dei numeri occorre andare a votare in tanti anche per questo”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

03/06/2025 - 13:20

"Quanto stabilito dalla Direzione Generale della Rai, come evidenziato oggi anche da una sentenza del Tribunale del lavoro di Busto Arsizio, rappresenta una misura discriminatoria gravissima. Obbligare alla fruizione forzata di ferie o aspettativa non retribuita i dipendenti e collaboratori che abbiano aderito a partiti, sindacati, comitati referendari o movimenti politici è inaccettabile in una democrazia. Una decisione che conferma il livello allarmante di degenerazione del servizio pubblico radiotelevisivo e la concezione autoritaria, padronale e profondamente antidemocratica con cui l’attuale governance sta gestendo la Rai. Siamo di fronte a un’idea di servizio pubblico che calpesta la libertà di pensiero, di espressione e di partecipazione civile dei lavoratori. Chiediamo con urgenza l’immediata eliminazione di questa disposizione palesemente discriminatoria: chi lavora in Rai non può essere punito per le sue idee o per il suo impegno civile e politico. La Rai è un patrimonio di tutti, non un feudo di chi oggi la governa pro tempore" così il capogruppo Pd nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano.

03/06/2025 - 13:03

“Giorgia Meloni va a votare ma non va a votare. L’ennesima presa in giro di una presidente del consiglio che non sa scegliere tra più sicurezza sul lavoro o più precarietà. Noi invece sappiamo da che parte stare, e per questo invitiamo a votare 5 Sì, per un’Italia più giusta e con più diritti” così il deputato democratico, Marco Sarracino.

02/06/2025 - 16:30

"Il 2 giugno di 79 anni fa gli italiani e, per la prima volta, le italiane scelsero la Repubblica e votarono l'assemblea costituente. Da quel lavoro, ispirato ai valori della Resistenza, nacque la Costituzione con i suoi principi cardine: l'uguaglianza senza discriminazione alcuna, il lavoro: “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, che con i referendum dell'8 e 9 giugno vogliamo più sicuro, stabile e dignitoso, e la pace sancita nell'articolo 11: "l'Italia ripudia la guerra". Un valore da cui discende tutto, che difenderemo con la manifestazione del 7 giugno per Gaza.
Viva la Repubblica, viva l'Italia inclusiva e pacifist". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato 

02/06/2025 - 12:30

Nel giorno della Festa della Repubblica, in cui celebriamo i 79 anni dal referendum che ha sancito la nascita della Repubblica e l’introduzione del suffragio universale maschile e femminile, l’appello all’astensione lanciato dalla destra è un atto politicamente e culturalmente blasfemo.
Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, durante un’iniziativa a Isernia.

“Chi dovrebbe essere il primo custode dell’importanza del voto - ha aggiunto l’esponente dem - e quindi della democrazia, oggi si ammutina per meri interessi di parte. È da settimane che Giorgia Meloni schiva una domanda semplicissima: andrà a votare o no? La verità è che ha paura della volontà popolare”.

“Oggi - ha concluso Scotto - la premier governa con il consenso del 27% degli aventi diritto, poco più di 12 milioni di voti. Questo atteggiamento dimostra che Meloni si sente più un’oligarca che una Presidente del Consiglio. E purtroppo si comporta come tale. Abbiamo pochi giorni davanti a noi per dare un segnale forte e chiaro: l’8 e il 9 giugno andiamo tutti a votare. Perché la Costituzione non si diserta. Si onora, con la partecipazione e con l’impegno democratico”.

 

01/06/2025 - 16:12

"Presenterò un’interrogazione parlamentare urgente al ministro degli Interni sui video gravissimi pubblicati dal segretario dei giovani della Lega di Roma. I cittadini vengono invitati a stracciare le schede elettorali del referendum in segno di disprezzo verso la democrazia. I leghisti non solo danno spazio nei video a queste azioni deplorevoli ma invitano anche la cittadinanza a replicarle in vista del voto dell’8 e 9 giugno. Salvini dica una parola su questa schifezza indescrivibile. E’ un ministro della Repubblica, ha giurato sulla Costituzione, non può giocare così con il voto dei cittadini". Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

01/06/2025 - 15:12

"La ministra Calderone, ‘laureata' in precarizzazione del mondo del lavoro, oggi da Genova spiega che il giorno dopo il referendum continuerà a lavorare sulla sicurezza del lavoro. La domanda è: perché non lo ha fatto prima? Visto che la sua patente a crediti si è rivelata nient’altro che una gigantesca autcertificazione che ha riguardato solo la metà delle imprese edili a cui sono stati fatti meno del 2 per cento dei controlli e appena 20 sospensioni di patente. Sono dati dell’Inail rispondendo a una interrogazione del Pd, non della Cgil. Fanno solo chiacchiere”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

"Dopo tanti decreti inutili - conclude Scotto - dove la parola sicurezza è stata usata e abusata solo per reprimere chi dissente e chi protesta, una sola misura doveva fare il governo per decreto: introdurre il principio della responsabilità delle imprese committenti lungo la catena degli appalti. Per la destra però il dramma di 3 morti sul lavoro al giorno non è un urgenza. Perché non vogliono toccare interessi consolidati e continuare a garantire l’impunità dei colletti bianchi. Il referendum dell’8 e 9 giugno è una risposta all’azione dannosa e inefficace del governo e della ministra Calderone. Bisogna andare a votare".

 

01/06/2025 - 11:27

"C’è una generazione di donne e uomini che hanno conosciuto solo la precarietà e il part-time involontario. Sono milioni in questo Paese. Il governo Meloni ha aggravato questa situazione allargando a dismisura i voucher, il lavoro interinale ed eliminando le causali sui contratti a termine. Il referendum dell’8 e 9 giugno significa invertire una tendenza, dare più potere a un pezzo di società condannata a bassi salari e tutele inesistenti. La destra ha paura della loro voce e invita al l’astensionismo. Ci sarà una sorpresa perché l’Italia vuole cambiare”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, durante un’iniziativa a Benevento.

31/05/2025 - 16:00

"La ministra Calderone, ‘laureata' in precarizzazione del mondo del lavoro, oggi da Genova spiega che il giorno dopo il referendum continuerà a lavorare sulla sicurezza del lavoro. La domanda è: perché non lo ha fatto prima? Visto che la sua patente a crediti si è rivelata nient’altro che una gigantesca autcertificazione che ha riguardato solo la metà delle imprese edili a cui sono stati fatti meno del 2 per cento dei controlli e appena 20 sospensioni di patente. Sono dati dell’Inail rispondendo a una interrogazione del Pd, non della Cgil. Fanno solo chiacchiere”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

"Dopo tanti decreti inutili - conclude Scotto - dove la parola sicurezza è stata usata e abusata solo per reprimere chi dissente e chi protesta, una sola misura doveva fare il governo per decreto: introdurre il principio della responsabilità delle imprese committenti lungo la catena degli appalti. Per la destra però il dramma di 3 morti sul lavoro al giorno non è un urgenza. Perché non vogliono toccare interessi consolidati e continuare a garantire l’impunità dei colletti bianchi. Il referendum dell’8 e 9 giugno è una risposta all’azione dannosa e inefficace del governo e della ministra Calderone. Bisogna andare a votare".

 

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