09/06/2025 - 20:08

“Oltre 14 milioni di votanti al referendum meritano rispetto come dice Elly Schlein. Le battaglie difficili si fanno perché nessuno ha mai regalato niente al mondo del lavoro. L’unica resa dei conti che interessa agli elettori è quella contro la precarietà che uccide il futuro dei giovani”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

09/06/2025 - 19:31

Più di 14 milioni di italiane e italiani non hanno avuto paura di andare a votare e di chiedere più diritti. Lo hanno fatto nonostante l’invito a disertare le urne da parte delle più alte cariche dello stato come il Presidente del Senato. Chi voleva educare gli italiani a stare a casa ha fallito perché i cittadini vogliono essere liberi di scegliere e di indicare al governo una rotta per l’Italia.

I quasi 13 milioni che si sono espressi per i sì sono comunque più degli elettori che hanno eletto il governo Meloni: far finta di non vedere questo dato è irrispettoso di chi si è recato alle urne. Per noi, questa è la base per costruire l’unità e lavorare per l’alternativa a partire dalla condizione e dai problemi veri delle persone.

Ora le battaglie per un lavoro più stabile e più sicuro, una cittadinanza per chi vive nel nostro paese, continuano in Parlamento e nel paese.Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

 

09/06/2025 - 18:29

“La destra italiana ha caldamente invitato gli italiani a disertare le urne del referendum.
14 milioni di elettori italiani hanno invece deciso di andare a votare smentendo chi oggi è al governo.
Un numero peraltro superiore anche ai 12,3 milioni di voti ottenuti dal centro-destra nelle politiche del 2022, che ha quindi poco da cantar vittoria”.

Lo scrive in una nota Federico Fornaro, dell’ufficio di Presidenza del gruppo PD alla Camera.

 

09/06/2025 - 18:28

"Purtroppo il quorum non è stato raggiunto e i 5 referendum non sono passati. Questo dato si inserisce in un contesto in cui sempre meno persone votano, come dimostrato nelle scorse elezioni europee in cui ha votato meno del 50 per cento degli aventi diritto. Un fenomeno che deve farci riflettere perché meno partecipazione significa una democrazia più debole. E' la ragione per cui nessuno mai dovrebbe invitare le persone a non andare alle urne, anzi!
Ma la voce dei 15 milioni di votanti che tra ieri e oggi sono andati nei seggi ad esprimersi sui cinque quesiti, la stragrande maggioranza dei quali condividendone l'obiettivo, deve essere ascoltata.
Grazie a tutte le persone, associazioni, comitati che si sono mobilitati in queste settimane senza risparmiarsi.
Noi continueremo a batterci, in Parlamento e ovunque, per un lavoro dignitoso, stabile e sicuro e per i diritti delle persone che vivono regolarmente in Italia e si sentono parte integrante di questo Paese".
Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

06/06/2025 - 16:42

“La decisione della Rai di bloccare per ben due volte la diffusione del comunicato sindacale dell’Usigrai sulla consultazione referendaria rappresenta un atto gravissimo. Si tratta di un vero e proprio doppio bavaglio, che nega ai giornalisti del servizio pubblico il diritto fondamentale di esprimersi su temi che toccano direttamente i diritti dei lavoratori e la qualità democratica dell’informazione.
Ma il bavaglio imposto non è un caso isolato. La responsabilità più grave è politica: la maggioranza, premier in testa, ha scientemente disertato ogni confronto pubblico sul referendum, sottraendosi al dibattito, eludendo ogni responsabilità di informazione, e contribuendo così a un vero e proprio sabotaggio del diritto di voto dei cittadini. Un comportamento che va chiamato con il suo nome: ostruzionismo istituzionale intollerabile. Il referendum è uno degli strumenti più alti della democrazia diretta, garantito dalla Costituzione. Ricordare ai cittadini che si vota non è propaganda: è dovere civico, giornalistico e istituzionale. Chi lavora nel servizio pubblico lo sa bene. Chi lo dirige, evidentemente no” così i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai.

 

06/06/2025 - 13:30

“Cinque sì convinti, per dare maggiore dignità al lavoro e combattere la precarietà. Cinque sì convinti, per garantire diritti e integrazione alle tante persone che risiedono in Italia, sono nate in Italia, vanno a scuola con i nostri figli e che sono costrette a vivere in una incertezza infinita per i tempi di cittadinanza. Cinque sì convinti per proteggere un'Italia che assiste alla deriva anti-democratica da parte di un governo che vuole minare i suoi cardini costituzionali e che ha paura della partecipazione civile e del diritto di voto. Cinque sì convinti nelle urne elettorali, per referendum dell'8 e 9 giugno”. Così in una nota la deputata Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera.

 

06/06/2025 - 11:04

“Il 67 per cento dei bambini con background migratorio è nato in Italia e frequenta le nostre scuole. Questo dato, da solo, racconta l’enorme ingiustizia che si consuma quotidianamente ai danni di migliaia di bambine e bambini: crescono nel nostro Paese, parlano la nostra lingua, condividono lo stesso percorso educativo dei loro coetanei, ma non hanno le stesse opportunità di vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana”. Così la deputata Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura e responsabile nazionale Scuola del Pd.

“È il momento – aggiunge l’esponente dem - di colmare questo vuoto normativo e umano. Votare SÌ al referendum non è solo un atto politico, ma un gesto di giustizia verso una generazione che vive da italiana pur senza esserlo per legge. È necessario guardare alla realtà delle nostre aule scolastiche, dove la legge attuale non riesce più a rappresentare ciò che accade ogni giorno”.

“L’8 e il 9 giugno – conclude Manzi - sono un’occasione decisiva per cambiare rotta e riconoscere diritti a chi li merita. Andiamo a votare e votiamo SÌ: per una scuola che include, per un’Italia più giusta, per un futuro davvero comune”.

 

06/06/2025 - 10:34

“Ad oggi, per fare solo richiesta della cittadinanza italiana, sono necessari dieci anni di residenza continuativa e legale nel nostro Paese. Ma a questi si aggiungono poi anni di burocrazia, attese e intese, portando il tempo complessivo a 15, 18, a volte anche 20 anni. È un’attesa lunghissima, una vera e propria umiliazione e sofferenza per persone che spesso sono nate, cresciute, studiano e lavorano in Italia”. Lo denuncia la deputata dem Rachele Scarpa, responsabile nazionale Giovani del Pd.

 

“Proponiamo - conclude Scarpa - di portare gli anni richiesti per poter presentare la domanda di cittadinanza da 10 a 5, mantenendo invariati tutti gli altri criteri previsti dalla legge. Questo semplice cambiamento ridurrà sensibilmente i tempi e restituirà dignità a migliaia di persone che vivono ogni giorno come italiane, pur senza esserlo formalmente. Per noi è solo una ‘X’ sulla scheda. Per loro è un cambiamento radicale nella vita. L’8 e il 9 giugno andiamo a votare e votiamo cinque SÌ a in particolare votiamo Sì al quinto quesito sulla cittadinanza”.

 

06/06/2025 - 10:04

“Ignorate chi vi dice di starvene a casa. Ignorate chi vi ripete che tanto non cambia mai nulla. Ignorate, soprattutto, una Presidente del Consiglio che, nel giorno della Festa della Repubblica, annuncia che andrà alle urne ma non ritirerà la scheda. Tradotto in italiano si chiama astensione, un tentativo evidente di far fallire il quorum. Ma gli italiani non sono fessi”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

 

“Gli italiani sanno bene – conclude Scotto – che l’Italia è una Repubblica fondata sul diritto al lavoro, non sulla libertà di licenziare. È per queste ragioni che invitiamo tutte e tutti a recarsi in massa alle urne domenica e lunedì. Il referendum è un’occasione concreta per dire basta alla precarietà e per riconoscere diritti a chi oggi è escluso. Dipende da noi, da ciascuno di noi”.

 

06/06/2025 - 09:47

“La sicurezza sul lavoro è una cosa seria. Lo afferma la deputata dem Cecilia Maria Guerra, responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico, intervenendo nel dibattito pubblico sui referendum promossi in materia di diritti del lavoro e cittadinanza, con particolare attenzione al quarto quesito, dedicato alla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.

“Il grosso degli incidenti sul lavoro – spiega l’esponente dem – si verifica lungo la catena degli appalti e dei subappalti. E perché accade? Perché si scelgono spesso imprese che offrono minori garanzie in termini di sicurezza e magari pagano anche meno i lavoratori. Questo sistema è inaccettabile”.

 La deputata Pd sottolinea quindi la necessità di introdurre meccanismi di responsabilità solidale: «Chi affida un appalto deve rispondere della qualità dell’impresa a cui assegna il lavoro. Deve essere responsabile in solido del pagamento dell’indennizzo al lavoratore che subisce un incidente. L’indennizzo, almeno, deve essere certo”.

«Per questo – conclude Guerra – dobbiamo votare sì a tutti i referendum, ma in particolare al quarto, quello sulla sicurezza sul lavoro. Perché la vita e la dignità dei lavoratori non possono essere sacrificate sull’altare del risparmio o dell'efficienza a tutti i costi”.

 

06/06/2025 - 09:46

“Giorgia Meloni annuncia che voterà al referendum, ma in realtà non lo farà. È l’ennesima presa in giro da parte di una Presidente del Consiglio che continua a sfuggire a una scelta fondamentale: da che parte stare. Tra un’Italia con più diritti e un’Italia più precaria, tra la sicurezza sul lavoro e l’indifferenza verso chi ogni giorno rischia la vita. Lo dichiara il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno del Partito Democratico, che aggiunge: “Noi invece sappiamo bene da che parte stare: dalla parte di chi vuole più giustizia sociale, dalla parte di chi chiede più tutele per i lavoratori, dalla parte di chi non si rassegna a un Paese segnato dalla precarietà e dall’insicurezza.

 

«Ecco perché, mentre la destra diserterà le urne – conclude Sarracino – noi ci saremo. Ci saremo per votare cinque sì, per un’Italia più giusta, più sicura, con più diritti”.

 

05/06/2025 - 12:14

“Ci sfugge come il sottosegretario Durigon - che ieri chiedeva le dimissioni di Landini - possa avere scelto come consulente legale, sebbene a titolo gratuito, nel suo staff ministeriale un giuslavorista il cui merito principale è stato quello di aiutare la Gkn a licenziare 400 lavoratori. E lo ha rivendicato pure in un post su Facebook in passato. La domanda al sottosegretario è ovvia: il Governo lavora al servizio delle imprese che vogliono licenziare o per evitare che le persone vengano sbattute in mezzo a una strada senza una giustificazione? Poi non c’è da meravigliarsi se la Lega in primis lavora a sabotare i referendum dell’8 e 9 giugno che chiedono la reintegra in caso di licenziamento illegittimo. Chiediamo a Durigon di fare un gesto di coerenza rimuovere questo consulente dallo staff ministeriale”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

05/06/2025 - 10:58

“Solo negli ultimi giorni c’è stata più attenzione ai temi del referendum ma sappiamo bene che c’è stata poca informazione, soprattutto sulla tv di Stato. Invito le persone ad andare a votare perché è uno strumento di partecipazione vero. È un cattivo esempio chi ricopre ruoli istituzionali e invita ad andare al mare, poi non lamentiamoci se quando si va a votare per le elezioni politiche l’astensione cresce. I referendum parlano di contrasto alla precarietà del lavoro, più attenzione alla sicurezza e meno burocrazia per la richiesta della cittadinanza, temi cioè che riguardano la vita concreta delle persone”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su Sky Start, sul referendum dell’8 e 9 giugno.

 

05/06/2025 - 10:44

“Il voto per i referendum di domenica 8 e lunedì 9 giugno è per il futuro. Il futuro dei giovani e del Paese”. Così Chiara Braga, presidente dei deputati del Partito Democratico, lancia, con un video sui canali social dei deputati dem, un appello forte e chiaro alla partecipazione democratica in vista dell’imminente consultazione referendaria.

“I referendum – aggiunge l’esponente Pd - ci danno l’opportunità di modificare leggi concepite in altre stagioni economiche e sociali: troppe volte il profitto si costruisce sullo sfruttamento del lavoro. La precarietà è sempre più diffusa e impedisce a chi vuole costruirsi un futuro di farlo in serenità”.

La capogruppo dem alla Camera sottolinea l’impegno del Partito Democratico su un tema centrale: “Per noi la sicurezza sul lavoro è una priorità assoluta, messa a rischio da norme sbagliate, come quelle che prevedono subappalti a cascata dove è impossibile individuare responsabilità e garantire risarcimenti certi. Il partito democratico invita a votare 5 sì per il lavoro e l’inclusione.
Vogliamo garantire a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori il diritto a un lavoro stabile, sicuro e più protetto in casi di licenziamenti illegittimi. Serve andare a votare per dire basta alla precarietà e fermare una destra repressiva che limita i diritti di lavoratrici e lavoratori”.

“Il quinto referendum – conclude Braga - chiede di dimezzare i tempi per chiedere la cittadinanza italiana per chi è nato, vive stabilmente e lavora regolarmente nel nostro paese: un quesito semplice che può cambiare la vita di oltre due milioni persone, molti giovani, che di fatto oggi sono cittadini di serie B. Per questo vi invitiamo ad andare a votare: perché con il voto possiamo davvero contribuire a cambiare le cose. Anche per questo la destra invita all’astensione. Hanno paura del voto e non vogliono consentire alle cittadine e ai cittadini di decidere. Non vogliono che sia il nostro voto democratico a garantire più tutele per i lavoratori e più inclusione nella nostra società. Domenica e lunedì andiamo a votare e votiamo cinque ‘Sì’”.

 

04/06/2025 - 16:03

“Se la Cgil ha deciso di promuovere un referendum è perché il governo Meloni ha lavorato senza sosta a terremotare i diritti del mondo del lavoro da due anni e mezzo a questa parte. L’iniziativa della Cgil è una scelta legittima e prevista dalla Costituzione. E’ inconcepibile che un sottosegretario al Lavoro chieda le dimissioni di Maurizio Landini, il segretario della più grande organizzazione dei lavoratori italiani. Claudio Durigon questa volta ha passato il segno. Landini fa il suo mestiere: rappresentare le persone in carne e ossa, che per vivere devono lavorare, e difenderne i diritti, anche attraverso lo strumento referendario. Finora invece Durigon non si capisce quale mestiere faccia, visto che si è limitato a varare leggi che hanno ulteriormente precarizzato il lavoro e tradito le promesse elettorali della Lega sulle pensioni. Non esiste in nessun Paese democratico al mondo che il governo attacchi l’autonomia del sindacato confederale. A meno che qualcuno non pensi di sostituirlo con un sindacato corporativo, come funzionava durante il Ventennio, che dice sempre sì a chi comanda”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

 

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