“Nessuna risposta sul voto fuori sede, il governo tradisce gli impegni presi con le nuove generazioni e non dice nulla su norma sacrosanta che dovrebbe essere estesa anche a lavoratrici e lavoratori.” Così la deputata democratica, Marianna Madia - prima firmataria della proposta di legge ‘voto dove vivo’ - è intervenuta alla
Camera al termine del question time in Commissione Affari Costituzionali, dove il governo avrebbe dovuto spiegare come intende procedere dopo la sperimentazione delle elezioni europee, in cui per la prima volta gli studenti fuori sede hanno potuto votare fuori dalla loro circoscrizione di origine o nel comune di domicilio temporaneo.
“Proprio perché si trattava di una sperimentazione - sottolinea Madia - abbiamo chiesto al governo delucidazioni sul futuro di questa norma di buonsenso, che deve entrare definitivamente a regime ed essere estesa anche alle lavoratrici e ai lavoratori. Ma non è arrivata alcuna risposta, solo un lungo elenco di atti burocratici che non chiariscono minimamente se i fuori sede potranno votare al di fuori del proprio comune di residenza, ad esempio nei prossimi referendum e alle politiche”.
"Oggi la maggioranza di ultradestra ha bocciato la nostra mozione sulla cittadinanza che conteneva due proposte: lo ius soli per le bambine e i bambini nati in Italia da genitori stranieri che risiedano regolarmente sul nostro territorio da almeno un anno; e lo ius culturae che permetterebbe l'acquisizione della cittadinanza dopo 5 anni di frequenza delle scuole italiane, inclusa la scuola dell'infanzia che fa parte, a pieno titolo del percorso di formazione delle bambine e dei bambini.
Una maggioranza e un governo che voltano le spalle alla grande mobilitazione che ha raccolto 500mila firme per il referendum, cittadinanza in pochissimi giorni. L’Italia ha una storia ricchissima di incroci di popoli che l’ha resa un Paese con una cultura composita e vasta. Checché ne dica questa ultradestra, arroccarsi su una legge del 1992 superata dai fatti è miope e impedisce all’Italia di svilupparsi e arricchirsi.
Come ha affermato la collega Ouidad Bakkali rivolgendosi alla maggioranza: “Voi siete alieni che non capite il paese in cui vivete”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Alla prova dei fatti Forza Italia non ha avuto determinazione e coraggio per sostenere le ragioni di una legge per la cittadinanza: nessuna mozione e nessun voto a sostegno di quella presentata dalle opposizioni. Del resto proprio ieri Meloni avvertiva dall’America, che la legge che c’è va bene così. Quello di Fi per i diritti è stato un amore estivo, una passione durata il tempo di un bagno al mare. La battaglia per i diritti di migliaia di bambini e ragazzi nati e cresciuti in Italia non si ferma: chiederemo di discutere la proposta di legge a prima firma Bakkali e sosterremo il referendum per il quale sono state già raccolte le firme necessarie.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati
"Ce l'abbiamo fatta! Il referendum sulla cittadinanza ha raggiunto le 500mila firme nonostante i tentativi di oscurarlo. Non fermatevi: più firme abbiamo, meglio è. Continuate a firmare su www.referendumcittadinanza.it
C'è un Paese che non ha paura delle differenze, di aprirsi e di riconoscere i diritti più elementari a tante ragazze e ragazzi che nascono, crescono qui, studiano qui, lavorano qui, che vivono con noi, che si sentono già italiani a tutti gli effetti, ma si vedono negare la cittadinanza da una legge antica e superata dai fatti.
Facciamo capire a questa maggioranza e a questo governo di ultradestra che c'è un'Italia che guarda al futuro con ottimismo, che crede nel valore delle differenze, che non si fa condizionare da una narrazione che ci vorrebbe chiusi, impauriti e respingenti". Lo scrive Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, sui suoi profili social.
"Ho firmato per il referendum sulla cittadinanza perché le bambine e i bambini che nascono o crescono nel nostro Paese, frequentano le nostre scuole, vivono insieme a noi, sono italiani tanto quanto le nostre figlie e i nostri figli. Bisogna cambiare la legge del 1992, il mondo nel frattempo è cambiato e anche il nostro Paese. Ma in Parlamento la maggioranza si rifiuta di prendere atto della realtà e di assumersi le proprie responsabilità, nonostante il Pd e le altre opposizioni abbiano presentato proposte di legge e martedì si discuterà una nostra mozione. Per questo c'è bisogno di una mobilitazione e del sostegno di ciascuna e ciascuno di voi. Fatevi sentire e firmate il referendum. E' facile, potete farlo online in pochi minuti con la Cie o lo Spid. Andate su http://www.referendumcittadinanza.it e firmate!". Lo scrive sui suoi canali social Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Ho firmato online il referendum sulla cittadinanza perché penso che ogni sforzo che vada nella direzione dell'allargamento dei diritti sia fondamentale e vada sostenuto. La legge sulla cittadinanza è semplicemente una legge giusta, e anche il PD ne ha depositato una alla Camera, che serve a dare forma a ciò che è già sostanza e che chi ha figli o nipoti in età scolare non può che confermare. A scuola non ci sono italiani e stranieri, ma solo bambine e bambini. Senza considerare che ce lo insegnano i nostri atleti olimpici e paralimpici, allargare i diritti è un vantaggio per tutti, soprattutto per un Paese che continua a invecchiare nonostante la retorica vuota sulla natalità del governo. Noi ci siamo, per farla al meglio!”.
Lo dichiara il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Ho ascoltato e apprezzato molto il discorso di Elly Schlein a Reggio Emilia e lo sostengo. Posso dire, onestamente, di avervi ritrovato molte delle idee che ho avanzato, spesso in solitudine, nel dibattito interno al Pd già dal 2016 subito dopo la storica sconfitta ai referendum costituzionali nel mio libro ‘Democratici’, fino all’agosto scorso in un lungo articolo per l’Unità nel quale, ricordando un grande discorso parlamentare di Filippo Turati del 1920, noto col titolo di ‘Rifare l’Italia’, ho parlato della necessità di delineare 5 punti sui quali costruire un ‘patto di unità d’azione’ con le opposizioni”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Attenzione - continua Morassut - non serve una semplice formula politica. Nell’immediato è necessario ma serve soprattutto un ‘programma fondamentale’ da impostare partendo dal contributo di intellettuali, scienziati e movimenti e che guardi ad un Europa più forte, come ha detto Draghi e che abbia alla base pace, giustizia sociale e giustizia climatica per tutti e non solo per i più ricchi. Personalmente non mi sento di escludere che un patto unitario tra le forze del progresso possa un giorno assumere forme organizzative più strette con la elastica forma dei partiti movimento moderni, anzi lo auspico”.
“Lo auspico - conclude il deputato dem - perché per cancellare definitivamente le radici del neofascismo e del sovranismo così forti ancora serve una enorme forza, capace di una rivoluzione politica, culturale, sociale e morale. Non è utopia. Nuove generazioni e nuove volontà stanno facendo sentire la loro voce. E presto diventeranno un grido che bisogna indirizzare verso sentimenti positivi e non verso la rabbia. Quindi Forza Elly, bene così”.
“Dopo aver raggiunto 500mila firme complessive in pochi giorni, continua a raccogliere sostegno il Referendum sull’autonomia differenziata. Sono giunte a oltre 500mila le sole sottoscrizioni digitali. È un segnale forte degli italiani contro il Governo a difesa dell'unità nazionale”. Lo dichiara su X il deputato dem Piero De Luca, Capogruppo PD commissione bicamerale questioni regionali.
"L'iniziativa del Presidente Giani di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la legge sull’autonomia differenziata è pienamente condivisibile ed ha l'obiettivo di sostenere un regionalismo solidale che non mini l’unità nazionale. Il ricorso della Regione Toscana si aggiunge allo straordinario segnale dato dai cittadini con il raggiungimento delle 500 mila firme a sostegno del referendum raccolte in poche settimane. La legge Calderoli oltre a spaccare il paese con cittadini di serie A e cittadini di serie B, crea 20 staterelli con competenze diverse, produce una confusione totale di regole burocratiche fra regione e regione. Il contrario di quello che serve al paese per la competitività e la coesione sociale". E’ quanto dichiara la vicepresidente dei Deputati Pd Simona Bonafè sul ricorso della Regione Toscana presso la Corte Costituzionale.
“Le 500mila firme sottoscritte online - e quindi già certificate - contro la Legge sull’Autonomia differenziata, ottenute in poche settimane ed a cui si aggiungeranno quelle cartacee, sono un chiaro avviso di sfratto al Governo Meloni. La destra abbia ora il coraggio di non rimandare il referendum soltanto per mantenere il potere”: è quanto scrive sui social il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
"Qualche giorno fa Iole Mancini, partigiana di 104 anni, ha chiesto di poter firmare il referendum contro l'autonomia differenziata. L'ha fatto con lo stesso amore per l'unità del Paese, per la democrazia e per l'uguaglianza che spinse migliaia di giovani a ribellarsi al nazifascismo liberando l'Italia. Grazie all'Anpi di Roma, che fa parte del comitato promotore del referendum, siamo riusciti ad esaudire il suo desiderio. E' stata una gioia per me, dato che le prerogative di parlamentare me lo consentono, convalidare la sua firma.
Grazie Iole, per essere sempre un esempio di impegno civico per tutte e tutti noi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“L’autonomia differenziata divide il Paese, accentua le disuguaglianze tra Nord e Sud, e lascia il Mezzogiorno in una condizione di precarietà che ostacola lo sviluppo, aggravando le già serie difficoltà di crescita. In dieci giorni abbiamo raccolto oltre 500 mila firme per il referendum abrogativo, ma la mobilitazione continua in tutte le regioni d’Italia. È ancora possibile firmare ai banchetti nelle città o online, tramite SPID. C’è ancora tempo. La nostra risposta sarà ancora più forte e decisa, a tutela dell’unità del Paese e del Mezzogiorno”. Così sui social il deputato democratico, Stefano Graziano.
"Ho firmato online per il referendum contro l'autonomia differenziata, la legge "spacca Italia" che riduce il nostro Paese a 20 piccoli staterelli in concorrenza tra loro dove tutte e tutti vivremo peggio, con servizi meno efficienti. E questo succederà al sud quanto al nord.
Per questo bisogna mobilitarsi raccogliendo più firme possibili e, poi, andando a votare in massa per fermare questa riforma scellerata.
Firmate tutte e tutti: farlo online è semplicissimo, ma se preferite farlo in modo tradizionale, potete trovare banchetti in tutto il territorio.
Mandiamo un segnale chiaro a questo governo: difendiamo l'unità e l'integrità dell'Italia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, in un video pubblicato sui suoi canali social
"Il risultato ottenuto in pochi giorni, con 500 000 firme per il referendum sull'autonomia differenziata è un risultato straordinario - ha detto Piero De Luca, capogruppo dem in commissione bicamerale per le Questioni Regionali, a Today.it - che dà un segnale politico forte al governo Meloni di forte opposizione e contrarietà a questa riforma spacca Italia. Puntiamo ad andare oltre verso 1 milione di firme. C'è un'onda di mobilitazione popolare che sta dicendo no a un'autonomia che non aiuta la semplificazione del Paese o lo rende più efficiente, ma è un pastrocchio che rompe l'unità e la coesione nazionale, aumentando irrimediabilmente le diseguaglianze. Gli italiani, in ogni parte della Penisola, se ne stanno rendendo conto".