"Un Frecciarossa che si blocca nella campagna romana per due ore e mezza con il caldo asfissiante e con bambini ed anziani in difficoltà, ma senza che il Ministro Lollobrigida lo abbia chiesto, ė comunque una notizia. Dopo questa disavventura, Matteo Salvini si ricorda subito di essere ministro della Infrastrutture e annuncia in tutta fretta che convocherà i vertici di Ferrovie dimenticandosi però che il governo di destra li aveva nominati pochi mesi prima. Di fronte a questa arroganza e dilettantismo del Governo Meloni ci sarebbe da ridere se non fossero coinvolti migliaia di cittadini e passeggeri fragili non tutelati , e la reputazione del servizio ferroviario nazionale". è quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi.
Governo faccia il suo dovere e non attacchi agli alluvionati
“'Per l’alluvione telefonate a me, a Bignami e a Meloni che comandiamo noi. Non rivolgetevi ad altri'. Se non fosse che le sofferenze di famiglie e imprese per i danni subiti, dopo un anno, siano ancora enormi, verrebbe da ridere per la mancanza totale dell’abc istituzionale dimostrata da membri di governo e deputati come Buonguerrieri e Bignami. Piuttosto abbiano rispetto delle famiglie colpite dall'alluvione, le quali non si rivolgono né a un partito né a un altro, ma chiedono solo risposte dalla istituzioni e fatti concreti dal governo. Le cifre irrisorie per gli indennizzi ai beni mobili sono state diffuse proprio dal duo Buonguerrieri-Bignami: 3000 euro per una cucina, 750 euro a stanza. Ci piacerebbe sapere quanto hanno speso loro per le cucine di casa.
In ogni caso il governo si rassegni. L’impegno per i ristori era il 100%. Il giochino di fare annunci, polemiche e intanto far passare il tempo con la speranza di far dimenticare tutto e non dare risorse, è finito". Così il deputato dem Andrea Gnassi, ex sindaco di Rimini.
"Il governo Meloni - conclude Gnassi - tiri fuori il decreto con le risorse e le coperture concrete che il Pd ha proposto in tutti questi mesi. Questa settimana scriva in quel decreto la cifra di 2,5 miliardi per privati e famiglie che, da queste parti, non sono mai stati né saranno succubi né 'di chi comanda’, né semplicemente di chi governa, a livello locale e nazionale. I romagnoli si sono rivolti alle istituzioni perché facciano il loro dovere, è ora che il governo faccia il suo. A chi è stato colpito si dia ciò che è dovuto. Speriamo che attaccare gli alluvionati il 2 giugno, Festa della Repubblica, per le loro legittime richieste sia l’ultima brutta pagina scritta da chi ha promesso e non ha mantenuto".
"I rider sono oggi il simbolo del lavoro precario, sottopagato, con turni estenuanti, pochi diritti e pericoli continui. Per questo motivo la 'Casa dei rider', lanciata dalla candidata a sindaco di Firenze del centrosinistra Sara Funaro, in collaborazione con la Cgil, è uno strumento utilissimo e una iniziativa di civiltà che dovrebbe essere replicata in tutte le città italiane". Lo afferma il deputato dem e segretario Pd Toscana Emiliano Fossi, in merito alla sede di sosta per i ciclofattorini del food delivery, che sarà realizzata a Firenze.
"I rider - ha concluso Fossi - hanno anche e soprattutto una funzione sociale, garantendo l'erogazione di beni e servizi a domicilio. Una comunità solidale ha quindi l'obbligo di dare la possibilità a questi lavoratori di usufruire di un luogo confortevole dove riposarsi e ristorarsi tra una consegna e l'altra".
“Era il segreto di Pulcinella: lo sapevano tutti da prima che ottenesse il prestigioso paracadute di direttore del Museo e del Real Bosco di Capodimonte a Napoli gentilmente offertogli dal ministro della Cultura Sangiuliano. Oggi finalmente è ufficiale: Eike Schmidt è il candidato sindaco della destra e la prima cosa che fa è attaccare la nostra candidata del centrosinistra. Sara Funaro indicata in maniera monarchica? Vien da ridere: Funaro è stata scelta qui a Firenze dalla nostra comunità senza interferenze romanocentriche. Schmidt invece è stato scelto nei palazzi romani occupati dalla destra che ha l’unico obiettivo di abbattere Firenze.
Ora però viene il bello e non vediamo l’ora di sfidarli per mostrare alle fiorentine e ai fiorentini due modelli radicalmente diversi di città. Funaro negli ultimi 10 anni ha vissuto ogni metro della nostra città, servendola come assessora, mentre Schmidt nei 10 anni da direttore degli Uffizi è stato presentissimo nelle comparsate mediatiche e televisive, ma non si è mai affacciato nei nostri quartieri. Sara Funaro corre senza paracadute solo per amore di Firenze, Schmidt per assecondare la sua vanità con una poltrona bella e comoda dove tornerà in caso di sconfitta. E se mai decidesse di dimettersi dal museo di Napoli lo aspetterebbe un nuovo paracadute in qualche altro museo italiano.
Da molti mesi noi siamo in cammino per difendere la bellezza e la dignità di Firenze, da oggi siamo ancora più determinati al fianco di Sara Funaro per costruire insieme alle fiorentine ed i fiorentini la città di domani” dichiara il deputato dem Federico Gianassi.
“La direttiva sui rider è oggettivamente un passo in avanti dopo anni di assoluta deregulation in Ue. Un segnale a milioni di lavoratori e di lavoratrici: la precarietà e il sotto-salario non sono un destino. Appena Bruxelles avrà varato definitivamente la direttiva sui rider chiederemo al Parlamento italiano di recepirla immediatamente. Auspichiamo che questa norma di civiltà non faccia la stessa fine del salario minimo”.
Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera.
Intervento minimale e tagliati due anni di sconto sulle barriere architettoniche
A leggere il decreto sul 110% non si sa se piangere o ridere. Siamo al bluff e al controbluff tra i partiti di maggioranza e il
Ministro Giorgetti. Alla fine, sul 110%, abbiamo la montagna che partorisce un topolino mentre FI gioisce come avesse raggiunto chissà quale risultato.
Altro che esultare, in realtà l’estensione per 8 mesi per chi ha un ISEE inferiore a 15.000 euro non farà che far litigare i condomini e bloccherà comunque i cantieri. In più la sorpresa del blocco dello sconto in fattura dal primo gennaio del bonus sulle barriere architettoniche, le cui risorse vengono usate per coprire i maggiori costi della mini estensione del 110 ai redditi più bassi.
La possibilità del bonus sulle barriere architettoniche era previsto sino al 2025: come al solito si cambiano le regole in corsa mettendo in ginocchio chi aveva pianificato i lavori nei prossimi due anni e le aziende che avevano esteso la propria attività facendo nuove assunzioni a cui dovranno rinunciare con la disoccupazione conseguente di molti giovani.
Chissà se anche su questo bonus si griderà alle truffe per giustificare quello che è: raschiare il barile perchè non si vogliono prendere i soldi dove ci sono i potenti.
Lo dichiara Silvio Lai, deputato PD della Commissione bilancio della Camera
“ È incredibile e sconvolgente come la destra continui a mistificare la realtà. Per coprire la figuraccia e l'irrilevanza del Governo sulla riforma del Patto di stabilità, per sviare l'attenzione dalla clamorosa sfiducia a Giorgetti e la gravissima spaccatura in maggioranza, per distrarre dal fatto che il Governo non ha una linea unitaria in politica estera ed europea, Fazzolari tira dal cilindro l'ultima battuta che non fa ridere ma fa solo piangere, dicendo che il Mes non serve all'Italia. Gli ricordiamo, come ha fatto poco fa l'Eurogruppo, che, ratificare la riforma del Mes avrebbe prodotto notevoli effetti positivi. Avrebbe rafforzato la stabilità della zona euro di cui fa parte l'Italia. Avrebbe assicurato un paracadute pubblico a tutti i risparmiatori, anche italiani, in caso di crisi bancarie sistemiche, evitando il rischio di mettere le mani nei conti correnti dei privati. E soprattutto, come ha chiarito lo stesso Mef lo scorso giugno, avrebbe migliorato il rating dei nostri titoli di Stato, consentendo in sostanza di pagare meno soldi degli italiani per interessi sul debito. Risorse che la destra ha deciso oggi di bruciare sottraendole ai nostri cittadini e mettendo in pericolo la tenuta finanziaria del Paese. Altro che non serve. Pur di non smentire la falsa demagogia di questi anni, la destra sta sacrificando e devastando gli interessi nazionali dell'Italia e degli italiani”. Lo dichiara il deputato democratico Piero De Luca, capogruppo in commissione Politiche Ue.
"Giorgia Meloni era davvero pronta, non a governare il Paese ma a rispondere al telefono e a rivelare magari i segreti di Stato al primo imitatore disponibile. Ancora una volta però non è la destra a essere completamente inadeguata ma gli altri ad essere 'impostori'. Ci sarebbe da ridere se non fosse in gioco la sicurezza del Paese e dei cittadini. La credibilità ormai è purtroppo andata”. Lo scrive su Facebook il deputato dem Emiliano Fossi, segretario del Partito Democratico della Toscana.
Duecento milioni per 72 Paesi africani. Scontro in maggioranza su Africa?
“Dal Piano Mattei tanto decantato, di cui non sappiamo nulla, ai 200 milioni in Legge di bilancio per 72 Paesi africani. Avete letto bene, 72 Paesi. Se non fosse preoccupante per le ripercussioni che simili proposte possono causare, verrebbe da ridere. C’è voluto un viaggio in Africa, la montagna, un incontro utilizzato per fare altissimi proclami e probabilmente costato più dell’intero fondo per la cooperazione, per far partorire a Meloni e al governo un simile topolino. ‘L’Africa non si aiuta con la carità ma con la collaborazione’, aveva sostenuto Giorgia Meloni davanti al presidente della Repubblica in Mozambico. Poi arriva la Legge di bilancio e scopriamo che il governo istituisce un Fondo per la collaborazione ‘orizzontale’ per l’Africa. Orizzontale al punto di togliere a chi conosce e lavora sul territorio come le Ong la possibilità di accedervi forse? Orizzontale perché se ne avvantaggerà qualcuno che ha già una massiccia presenza? Orizzontale perché non si capisce”.
Lo dichiara Stefano Vaccari capogruppo Pd della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Allo stesso tempo - aggiunge - fatichiamo a capire come possano 200 milioni essere distribuiti con una qualche efficacia su 72 Paesi con un miliardo e 216 milioni di abitanti. Pensano forse di ‘poterli aiutare a casa loro’ così? Mentre la loro casa cade a pezzi per i cambiamenti climatici, noi gli proponiamo un piccolo orto con qualche zucca? Forse non è chiaro, forse i numeri e la propaganda non tornano, non stanno insieme, non quadrano. O forse la presidente Meloni ha voluto interessare direttamente la presidenza del Consiglio di un tema che da sempre gestisce il ministero degli Esteri in accordo con i maggiori rappresentanti della cooperazione internazionale? Stanno usando l’Africa - conclude - anche come terreno di scontro interno a una maggioranza sempre più visibilmente divisa?”.
Dichiarazione di Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa.
Come per il salario minimo, ora sui rider la giustizia arriva prima della politica e condanna Deliveroo e Uber Eats a pagare milioni di euro di contributi. Il parlamento non può più far finta di nulla . Serve regolamentare il settore, dove permane stabilmente una situazione del tutto incontrollata, dove manca chiarezza sui contratti, sulle tutele, le ferie e i giorni di malattia. Di fronte a questa nuova e per certi versi rivoluzionaria decisione di un tribunale, sarebbe una colpa grave se la politica rinunciasse a svolgere il proprio dovere.
“La sentenza del Tribunale di Milano che obbliga Deliveroo Italy e Uber Eats Italy a versare all'Inps i contributi per migliaia di rider, perché in realtà non hanno lavorato come autonomi, è estremamente significativa. Si afferma in via giurisprudenziale in Italia un principio già riconosciuto a livello europeo dalla Corte di giustizia sulla verifica della reale natura delle prestazioni dei riders. Tutto questo dimostra ancora una volta il ritardo in cui ci troviamo in Italia in tema di lavoro, tutele e giustizia salariale. La destra batta un colpo. Occorre intervenire per sfoltire il numero delle tipologie contrattuali e introdurre una disciplina specifica che preveda un contratto ad hoc per i rider, regolamentando questo lavoro con una giusta retribuzione e assicurando con i necessari diritti”.
Così il capogruppo del Partito Democratico in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca.
Fare chiarezza sui contratti, garantire a tutti i lavoratori e lavoratrici uguali diritti - contributi, malattie, ferie - legiferare per tutelare il lavoro cominciando dal salario minimo prima che agisca la magistratura. Le buone ragioni della sentenza di Milano
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Dichiarazione di Mauro Berruto, deputato Pd e responsabile Sport del Partito democratico
In questo mondo al contrario il Governo dei patrioti vuole, con la legge di bilancio, tagliare i bonus fiscali per ricercatori e ricercatrici italiani che hanno deciso di tornare in Italia e vuole lasciarli alle società di calcio che ne hanno fatto il più distorsivo e improprio degli usi, azzerando i vivai e i settori giovanili di ragazzi italiani per acquistare improbabili giovani calciatori stranieri solo per averne un vantaggio fiscale. Poi l’Italia non si qualifica per i Mondiali e gli stessi patrioti chiedono le dimissioni dei vertici federali. Sembra una barzelletta, ma non fa ridere.
“Lasci che io le esprima la mia personale vicinanza e solidarietà per essere stato lei chiamato oggi a rispondere ad una interrogazione che si rivolgeva a tre ministri. Nel rispetto delle prerogative di questo Parlamento erano, sono, i ministri dell'Interno, della Difesa e il già citato ministro Salvini delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ministri direttamente o indirettamente interessati e coinvolti nella vicenda e per la quale noi oggi abbiamo chiesto un legittimo, è necessario chiarimento. Ma è comprensibile, basta guardare i banchi di quest’Aula, i banchi del governo, i ministri avevano avuto altri impegni e non hanno ritenuto di rispondere e hanno mandato lei”. Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato dem Gianni Cuperlo, durante lo svolgimento delle interpellanze urgenti, rivolgendosi al sottosegretario all’Ambiente e la sicurezza energetica, Claudio Barbaro.
“Signor sottosegretario - ha concluso Cuperlo - lei si ricorda quella gag formidabile di Antonio De Curtis alias Totò? Lui entrava in scena ridendo come un pazzo e raccontava la sua spalla comica di un tizio che la mattina chiamandolo Pasquale lo aveva ricoperto di ceffoni. E alla domanda su che cosa trovasse da ridere, quel genio della comicità napoletana replicava ‘e che so Pasquale io?’. Ecco, lei da oggi in avanti, glielo dico con sincera simpatia, sarà per me il sottosegretario Pasquale. Nessuna polemica nei suoi confronti, ma se può e non le costa fatica, io le sarei personalmente grato se vorrà far pervenire ai tre ministri in questione la nostra insoddisfazione per il testo che le hanno consegnato da leggere qui questa mattina”.
“Carrello tricolore? Se il problema da affrontare non fosse serio verrebbe da ridere. Il governo pensa di affrontare il consistente aumento dei prezzi con una misura temporanea, sperimentale e alla quale si aderisce su base volontaria. Chissà se al governo lo sanno che alla grande distribuzione, settimana dopo settimana, su molti prodotti, si fanno sconti anche superiori a quelli previsti dal carrello tricolore. E il cittadino si informa e si regola di conseguenza. Anche perché il risparmio, come dimostrano le prime indagini, è veramente irrisorio. Ciò che non vuol fare il governo è affrontare strutturalmente la questione. Aumentare gli stipendi e tassare gli extraprofitti. Tagliare le accise sulle benzine e combattere l'evasione fiscale. Prevedere una vera fiscalità progressiva come prevede la Costituzione.
Di contro il governo di progressivo prevede solo, nei prossimi anni, il taglio alla sanità pubblica. Anche in questo caso che il governo vada a sbattere contro un muro, e succederà presto, non interessa molto ma purtroppo a rimetterci sarà ancora il Paese”. Lo dichiara Stefano Vaccari, dell'Ufficio di Presidenza della Camera e capogruppo PD in Commissione Agricoltura.
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