19/05/2026 - 10:53

“Ci sono settori economici e famiglie che stanno pagando un prezzo altissimo per questa crisi. Le misure annunciate dal governo alla vigilia del referendum sono state più un’operazione di propaganda che una risposta strutturale. Ora servono interventi mirati per sostenere i comparti più colpiti e i redditi medio-bassi, insieme a un forte lavoro diplomatico per riaprire Hormuz e ridurre le tensioni internazionali. È stato un errore non contestare con chiarezza l’uso della forza da parte di Trump.
Sul fronte energetico paghiamo quattro anni di occasioni perse: la destra ha ostacolato le rinnovabili e oggi ripropone il nucleare, che non può essere la risposta all’emergenza. Serve accelerare sulla transizione energetica e aprire in Europa una discussione sulle deroghe al Patto di stabilità per sostenere investimenti strategici, come abbiamo chiesto anche per la sanità.
Oggi il governo chiede all’Europa di risolvere problemi che ha contribuito a creare indebolendo l’Unione e sostenendo l’aumento delle spese militari chiesto da Trump. Serve un cambio di passo: più investimenti, più diplomazia, più giustizia sociale.”

Lo ha detto a Skytg24 Chiara Braga, Capogruppo Pd alla camera dei Deputati.

 

18/05/2026 - 14:45

“È stato un momento di confronto molto utile, necessario per comprendere lo stato dell’arte della cura della Dna in Puglia. Un grazie sentito a tutti gli operatori che ogni giorno affrontano patologie devastanti sotto il profilo sanitario e sociale e che fanno della Puglia un esempio nazionale, come è stato riconosciuto oggi nel corso dell’evento. L’incremento delle prestazioni negli ultimi 5 anni è stato esponenziale, nell’ordine di oltre il 100%. Questo segnala un problema sociale che ha assunto una dimensione emergenziale. Quindi bene un approccio One mental healt che integri salute fisica, mentale e ambientale in una visione unitaria. Per i Dna questo è particolarmente rilevante: le conseguenze organiche dei disturbi alimentari (cardiovascolari, endocrine, ossee, gastrointestinali, ematologiche) richiedono per definizione un approccio intersettoriale e multiprofessionale che nessun singolo specialista può garantire da solo. E altresì auspicabile potenziare approcci capaci di prevenire il disagio psicologico che è alla base dei DNA, ad ogni livello della società. Ma il dato sull’incremento delle prestazioni erogate nella nostra Regione segnala anche un altro dato: la mancanza di una proporzione tra aumento dei trasferimenti nazionali alla sanità e costo delle prestazioni sanitarie erogate. Il nodo, in una fase storica in cui le regioni italiane espongono disavanzi nei bilanci sanitari, è ormai cruciale. Solo rivedendo le politiche di allocazione delle risorse alla sanità, insieme ad una sempre maggiore ottimizzazione dei costi, sarà possibile difendere il servizio sanitario universale. E sarà, in particolare, possibile affrontare con la giusta capacità di incidere, tutte le patologie e le cronicità emergenti che diventano vere e proprie piaghe sociali”.

Così il deputato dem, Claudio Stefanazzi.

 

17/05/2026 - 22:23

“Quello che è accaduto ieri a Modena è un fatto di violenza grave e sconcertante, che colpisce nel profondo tutti noi. Esprimo la mia vicinanza alle donne e agli uomini feriti e alle loro famiglie, che stanno vivendo momenti tragici. Un ringraziamento sincero ai cittadini che con coraggio e senso di comunità sono intervenuti e hanno impedito che la situazione peggiorasse ulteriormente, alle forze dell'ordine e al personale sanitario”.

Lo ha scritto su Facebook Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

15/05/2026 - 11:55

“Ho firmato le due leggi di in iniziativa popolare promosse dalla Cgil su sanità e appalti. Il diritto alla salute sta diventando sempre più un lusso ed è inaccettabile che a parità di lavoro nella catena degli appalti non ci sia lo stesso salario, gli stessi diritti e le stesse condizioni di sicurezza. Mi auguro che in tantissimi firmino queste proposte in modo tale da avere la forza di farle discutere dal Parlamento”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

14/05/2026 - 17:01

"A pochi giorni dal 17 maggio, giornata internazionale contro l'omolesbobitransfobia, ribadiamo che vogliamo un Paese in cui l’uguaglianza sia reale e vissuta ogni giorno dalle persone. Dall'approvazione delle unioni civili, 10 anni fa, non è stato fatto un solo passo avanti, anzi l'Italia è tornata indietro per l'accanimento del governo Meloni contro le persone LGBTQIA+. L'ultimo rapporto di Ilga Europe che piazza l'Italia al 36esimo posto su 50 Paesi, è impietoso.
Questa destra ha preso di mira i diritti per piantare bandierine ideologiche e identitarie: basti pensare alla circolare Piantedosi contro le famiglie con due mamme, sconfessata dalla corte Costituzionale, alla legge Varchi che ha reso la gestazione per altri "reato universale", al ddl Valditara che vieta l'educazione sessuale e affettiva nelle scuole primarie e impone il consenso informato alle medie e alle superiori, e al ddl Schillaci-Roccella sull’accesso ai trattamenti sanitari per le persone trans minorenni.
Quando nel 2027 vinceremo le elezioni, (perché le vinceremo!), lavoreremo per garantire diritti e tutele che ancora sono negati.
Ci vediamo domani, dalle 9.30 al centro congresso Frentani di Roma per un confronto tra le associazioni LGBTQIA+ e i partiti progressisti". Lo ha dichiarato oggi nell'aula della Camera, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

14/05/2026 - 12:38

“Rivedere lo status degli MMG, figure sulle quali molto si fonda la revisione del servizio sanitario nazionale, significa aprire una campagna di confronto tesa a rimotivare la scelta di una professione, individuare le tante criticità che ne determina l’abbandono, comprendere come sviluppare un rapporto multidisciplinare con specialistica e ospedale. Di tutto c’è bisogno meno che di un approccio conflittuale, nei confronti degli MMG e ora, a quanto si legge, persino all’interno del ministero. Ora per poter sviluppare un utile confronto mi chiedo, quale è la posizione del governo in merito?”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato Pd e vicepresidente della commissione Inchiesta Covid, commentando la riforma proposta dal ministro Schillaci e le conseguenti critiche del sottosegretario Gemmato alla riforma nella parte che riguarda i medici di medicina generale.

13/05/2026 - 18:14

“Il vergognoso ddl caccia selvaggia ha concluso oggi l'esame dei subemendamenti in commissione Ambiente al Senato riuscendo ad aggravare ulteriormente la portata di questa orrenda e pericolosa riforma aggiungendo nuove specie cacciabili, come l'oca, lo stambecco e il piccione o autorizzando la caccia in spiaggia. I cittadini italiani devono sapere cosa sta facendo questa maggioranza. E devono sapere anche che pagheranno i danni economici e ambientali se il Parlamento non avrà il necessario ripensamento per fermare lo scempio della Legge 157. Come ripetiamo da tempo, chiediamo al governo una ricognizione scientifica. I ministri non la fanno perché hanno paura di dover rivelare verità oggi nascoste ai cittadini. Ovvero che gli italiani pagheranno per le procedure d infrazione, per gli animali importati dai mercanti di selvaggina con l'aumento di tutti i rischi sanitari che questa pratica assurda comporta, pagheranno - in particolare gli agricoltori - per la mancanza di investimenti nella prevenzione dei danni da fauna, della gestione della PSA, gli italiani pagheranno per la maggiore circolazione di armi e l'assenza di carabinieri forestali nelle campagne. E pagheranno le nuove generazioni che vedranno sacrificate ancora una volta la natura, la biodiversità, la salute e l'ambiente per l'egoismo delle corporazioni armiere venatorie e di certa politica accondiscendente”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate del PD Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.

 

 

13/05/2026 - 09:10

I dati sono ormai inconfutabili. Due report indipendenti del 2026 - “Allevamenti intensivi in Lombardia” di EStà, Legambiente, Essere Animali e Terra!, e “Padania avvelenata” di Greenpeace e Università di Siena - fotografano una crisi ambientale e sanitaria che non ammette più rinvii.
In Lombardia si concentra il 40% dei capi bovini e suini nazionali. Il carico di azoto è oltremodo insostenibile e le emissioni climalteranti degli allevamenti lombardi crescono mentre quelle totali nazionali calano. Nel 2025, la stazione con i peggiori livelli di PM10 in Lombardia non era a Milano, ma a Soresina, in provincia di Cremona. L’Italia è il paese europeo con il maggior numero di morti attribuibili al particolato fine: 43.083 nel 2023. Su tutto questo incombono tre procedure di infrazione europea: per la Direttiva Nitrati, per i superamenti di PM10 e per l’NO2.
Di fronte a questo quadro, il Governo continua a non agire. La mia proposta di legge per il superamento degli allevamenti intensivi giace da due anni nei cassetti della Commissione Agricoltura senza che sia stata calendarizzata una sola audizione. È un’inerzia che ha un costo preciso, in termini di salute pubblica e crisi climatica. Ho presentato una - ennesima - interrogazione a Pichetto Fratin, Schillaci e Lollobrigida su questo argomento: entro fine 2026 la Commissione europea si pronuncerà sull’estensione della Direttiva IED agli allevamenti bovini: un’occasione che l’Italia ha già sprecato nella recente revisione e non può sprecare ancora. Chiedo al Governo di sostenerla e di avviare un piano di riconversione agroecologica della zootecnia padana. La proposta di legge è pronta. Il Parlamento la discuta”. Lo dichiara in una nota la Deputata del PD Eleonora Evi.

12/05/2026 - 18:43

"Quello che ci viene chiesto di convertire oggi è un provvedimento che ha già esaurito la sua principale misura operativa da settimane: il taglio delle accise ha smesso di produrre effetti il 7 aprile scorso. Siamo al 12 maggio. Stiamo convertendo in legge qualcosa che appartiene già alla cronaca passata. Siamo già al terzo intervento del governo su questa materia nel giro di poche settimane. Tre decreti, tre rincorse, tre rattoppi d'urgenza che fotografano plasticamente l'assenza di una strategia. O forse è proprio questa la strategia del governo Meloni: la strategia del rattoppo. Nel merito: una riduzione delle accise per soli venti giorni, indiscriminata, che ha trattato allo stesso modo il multimilionario con il parco auto di lusso e il lavoratore pendolare che fa i conti a fine mese per fare il pieno.". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Pd Claudio Stefanazzi, componente della commissione Finanze, annunciando il voto contrario del Gruppo dem al decreto carburanti.

“Noi – ha aggiunto l’esponente Pd - avevamo proposto la selettività, una carta carburante legata all'ISEE per concentrare le risorse su chi ne ha davvero bisogno. Avremmo prodotto un effetto redistributivo reale. Il governo ha scelto diversamente, come ha candidamente ammesso lo stesso ministro Giorgetti di fronte alle critiche del Fondo Monetario Internazionale: era una scelta politica. Benissimo: assumetevene la responsabilità. La copertura finanziaria è il punto più grave. Quasi 530 milioni coperti con tagli lineari ai ministeri: 86 milioni alla salute, di cui 35 sulla prevenzione e 25 sulla ricerca sanitaria; 20 milioni sull'istruzione; 15 sulla ricerca scientifica; 96,5 sulla mobilità stradale; 25 sulla cultura; 25 sulla cooperazione allo sviluppo. Si taglia la prevenzione sanitaria per finanziare uno sconto temporaneo alla pompa. Si taglia la ricerca per coprire un rattoppo di venti giorni. Questo si chiama rovesciamento delle priorità”.

"Esistevano alternative: il meccanismo dell'accisa mobile avrebbe finanziato la misura senza toccare un euro dei ministeri; la tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere, dottata da governi di ogni orientamento in tutta Europa, avrebbe – ha concluso Stefanazzi - redistribuito risorse straordinarie a beneficio di famiglie e imprese. Entrambe le proposte sono state bocciate. E intanto questo governo continua a liquidare la transizione ecologica come una bizzarria di Bruxelles, anziché riconoscerla per quello che è: la condizione per rendere il Paese meno vulnerabile agli shock energetici. Per tutte queste ragioni il Partito Democratico vota contro".

 

12/05/2026 - 15:18

"Dalla destra solo sciacallaggio. Il governo dia risposte sugli organici delle forze di polizia"

"Il primo pensiero, in queste ore, va al ragazzo di ventitré anni che stanotte è stato accoltellato in piazza Mercatale mentre difendeva una collega, dopo un turno di lavoro. A lui e alla sua famiglia tutta la nostra vicinanza. Il nostro grazie ai sanitari del 118 che sono intervenuti e alle forze di polizia che hanno fermato i presunti aggressori". Lo dichiara Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del PD di Prato.

"Siamo di fronte a una violenza inaudita. Una violenza che, stando alle prime ricostruzioni, vedrebbe tra gli aggressori anche un minorenne. E’ un dato allarmante su cui tutti dovremmo riflettere con attenzione, invece di lanciare attacchi. Eppure, mentre il ragazzo aggredito versa ancora in gravi condizioni, la destra cerca di imputare al Partito Democratico le responsabilità che sono del governo e del Ministero dell'Interno, forse dimenticandosi che Meloni e Salvini sono al governo da quasi quattro anni e che a Prato non hanno dato un agente in più. Nemmeno uno. Ricordo ancora una volta agli esponenti della destra che la sicurezza in Italia è competenza esclusiva dello Stato. Le forze di polizia dipendono dal Ministero dell'Interno. Da anni sentiamo parlare di rinforzi e da anni le promesse del governo Meloni non si traducono in fatti. Gli agenti che arrivano a Prato non bastano nemmeno a coprire il turnover dei pensionamenti e dei trasferimenti. È ora di smetterla con la propaganda sulla pelle delle persone. Il governo metta sul tavolo un piano serio di rinforzi degli organici. Lo faccia presto. Prato non chiede slogan, chiede risposte concrete a chi oggi ha responsabilità di governo".

 

12/05/2026 - 14:45

"Le dichiarazioni del ministro degli esteri albanese Hoxha, che esclude un rinnovo del protocollo Albania nel 2030, è l'ennesima prova del fallimento del governo Meloni.
Centinaia di milioni e di fondi pubblici sprecati per un progetto che non ha minimamente influito sulla gestione dei flussi migratori, non ha mai funzionato e che ora si dimostra anche senza futuro. Un investimento a perdere solo per un po' di propaganda quando quei fondi avrebbero potuto dare un po' di ossigeno, ad esempio, alla sanità pubblica che è sempre più in difficoltà. Meloni e questo governo ne dovranno rispondere". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

12/05/2026 - 12:16

“Quella che emerge oggi dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri albanese Ferit Hoxha è una vicenda che, se non fosse stata estremamente onerosa per lo Stato italiano, avrebbe persino del ridicolo. I centri in Albania non solo non hanno funzionato e non stanno funzionando, ma hanno già determinato uno spreco enorme di risorse pubbliche per un progetto propagandistico che si è rivelato fallimentare sotto ogni punto di vista.
Adesso scopriamo persino che, nella follia di questa operazione, non esiste neanche una certezza sulla durata dell’accordo, con il governo albanese che di fatto ha già fatto un passo indietro, escludendo un rinnovo oltre il 2030. È la conferma che il governo Meloni ha costruito una gigantesca operazione d’immagine senza solide basi politiche, giuridiche e diplomatiche.
Mentre gli italiani affrontano problemi reali, dalla sanità ai salari, l’esecutivo continua a bruciare denaro pubblico in strutture inutili, simbolo di una propaganda costosa e inefficace.” Lo dichiara Matteo Orfini deputato del Pd.
 

08/05/2026 - 12:02

“Sentire parlare del commissariamento della Sanità pubblica del Molise, come provvedimento straordinario dopo 17 anni, non è certo un ritratto realistico. Le gestioni straordinarie sono limitate nel tempo per risolvere una contingenza, ma dopo 17 anni diventano strutturali come scelta del governo di governare una Regione ledendo la sua autonomia costituzionale”. Lo dichiara la Capogruppo PD in Commissione Affari sociali, Ilenia Malavasi durante l'interpellanza urgente al governo per chiedere il superamento del commissariamento sanitario in Molise.
“Cosa ci sta a fare un commissario – avverte la parlamentare - se il disavanzo della Sanità molisana continua a crescere? È un fallimento totale. E anche questa volta si penalizzano le aree più interne del Paese e quelle con maggiori fragilità”.

“Il taglio dei servizi essenziali come il punto nascita dell'Ospedale di Isernia, la trasformazione dell'Ospedale di Agnone in Ospedale di comunità, la.soppressione dell'emodinamica di Termoli, il taglio delle guardie mediche e dei servizi di continuità assistenziale – continua la dem - significa scegliere un destino nefasto per il Molise e costringere le persone ad abbandonarlo. Il SSN deve essere garantito su tutto il territorio attraverso una rete capillare vicina a ogni cittadino. Non è così per il Molise dove il solo ospedale Cardarelli di Campobasso resterà l'unica struttura provvista di tutti i servizi essenziali. Ma i 60 minuti di 'presa in carico' di cui parla il sottosegretario Durigon sono un tempo enorme se si parla di un'emergenza sanitaria, non è un tempo accettabile per la garanzia della cura e la tutela della vita”. “Il governo sta abbandonando il Molise e i suoi cittadini, impoverisce zone già fragili di servizi essenziali, un'irrazionale desertificazione che aumenterà i costi dei cittadini - già penalizzati da una delle più alte tassazioni del paese - costretti a rivolgersi alle cure private. Il governo si fermi e apra un confronto reale con il territorio, con la Regione, gli enti locali, i sindacati e il Terzo settore per arrivare a scelte condivise e non calate dall'alto, per definire insieme un cronogramma chiaro per uscire dal commissariamento e rilanciare la sanità pubblica molisana. Il Molise e i suoi cittadini meritano di non essere abbandonati, meritano rispetto e diritti. A noi sembra il minimo sindacale e per questo ci batteremo in ogni sede e con ogni strumento, sempre al fianco dei cittadini e delle cittadine molisane” conclude Malavasi.
 

06/05/2026 - 14:29

"Le aree interne non sono un problema da gestire, ma una risorsa da liberare. È un po' facile riempirsi la bocca di investimenti portati a casa da chi governava prima, soprattutto quando si è espressione di un movimento politico che a quegli stanziamenti era nettamente contrario. E diventa incredibile sentire descrivere come tutto sia risolto e tutto vada per il meglio, quasi dimenticando la realtà". Lo ha detto in Aula alla Camera Gian Antonio Girelli, deputato del Partito Democratico, intervenendo ieri sulla mozione relativa alle aree interne e alle zone montane.
"Questo governo – ha aggiunto l’esponente dem - ha fatto molto poco, se non nulla. La mozione del 2024 conteneva un elenco preciso e non banale di cose da fare: non ha trovato alcuna applicazione nei bilanci successivi. La legge sulla montagna Calderoli è oggettivamente banale e irrispettosa del territorio montano, e gli emendamenti presentati da più parti per introdurre elementi di concretezza e novità sono stati ignorati. Basta anche con la demagogia sull'immigrazione applicata alle aree interne: chi visiti le stalle della pianura padana, le case degli anziani delle zone montane, le fonderie, i lavori più duri, sa bene chi ci lavora. L'integrazione è dare speranze, le stesse che in altri tempi chi veniva da fuori trovava in questo Paese. La terra non è un'appartenenza da difendere muscolarmente: è qualcosa da valorizzare e far crescere. Servono sanità, scuola, trasporti e condizioni di sviluppo reali. Il trasporto pubblico locale nelle aree interne è stato tagliato, e senza auto non ci si muove”.
“Le aree interne e montane – ha concluso Girelli - sono state spesso innovative nella produzione e nell'impresa, penso alla siderurgia del mio territorio, ma oggi i costi di trasporto e produzione rischiano di renderle anti-competitive, smantellando non solo la manodopera ma anche la capacità di invenzione. E c'è il tema dell'autonomia: più che decidere dall'alto cosa serve a quei territori, bisognerebbe ascoltarli e metterli in condizione di programmare e gestire risorse certe. Prenderemo nota di ogni impegno che la maggioranza assumerà con questa mozione, per verificarne la traduzione nella prossima legge di bilancio. Usciamo dall'ipocrisia di fare di questi atti un esercizio dialettico tra di noi: è in quella sede che si misurerà la serietà di tutti”.

05/05/2026 - 12:25

A livello europeo, il governo non è riuscito finora ad ottenere nessun risultato concreto rispetto alla crisi in atto. Sapete perché? Perché non è credibile, diviso al suo interno, ha assunto tre posizioni diverse su ogni scelta strategica, non ha mai parlato seriamente di Eurobond. Noi invece chiediamo un Next Generation strutturale con investimenti europei per sostenere le filiere industriali, l’occupazione e l’economia. Meloni peraltro non ha mai sostenuto l'eliminazione del diritto di veto. Se ci sono difficoltà nella definizione di misure economiche, queste sono determinate anche dall’unanimità richiesta: siete disponibili a lavorare per eliminare il diritto di veto? Sì o no? Questo è il tema centrale.

 

"Anche sul patto di stabilità, oggi si ragiona sulla possibilità una sospensione collettiva o singola delle sue regole. Ricordiamo però che è un patto che ha sottoscritto questo Governo, e noi abbiamo contestato che avrebbe prodotto difficoltà finanziarie. La destra è responsabile della situazione in cui versano famiglie e imprese per la poca credibilità a livello europeo ma anche per l'incapacità sul piano nazionale. La situazione economica era al collasso già prima del conflitto in Iran: bassi salari, inflazione alle stelle, nessuna politica industriale, nessun investimento sulle rinnovabili, pressione fiscale ai massimi da 11 anni e definanziamento su sanità, trasporti, scuola, per restare sotto il deficit al 3% e neppure ci sono riusciti. Una debacle totale, di cui il governo dopo 4 manovre di bilancio ha il dovere di assumersi le responsabilità". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Coffee Break su La7

 

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