"In Italia, la povertà assoluta coinvolge oggi circa 2,2 milioni di famiglie, pari a 5,6 milioni di persone, che non hanno risorse sufficienti per beni e servizi essenziali. Un fenomeno che colpisce tanti giovani, anziani e famiglie numerose. Le misure adottate in passato, pur con dei limiti, hanno sostenuto molte persone, mentre il governo attuale ha operato tagli significativi, lasciando senza aiuti chi, pur avendo una casa di proprietà, vive con una pensione minima e resta comunque in condizioni di povertà." Così il deputato Paolo Ciani, vicepresidente del Gruppo Pd-Idp alla Camera, intervenuto sui canali social dei deputati democratici.
"È necessario invertire questa rotta – ha concluso Ciani – e tornare a misure universalistiche che tengano conto della reale condizione delle persone. La povertà non si combatte con criteri rigidi ed esclusivi, ma con strumenti che garantiscano dignità e sostegno a chi è in difficoltà. Secondo l'ISTAT, 4,7 milioni di famiglie hanno ridotto le visite mediche, specialistiche e di prevenzione. Tra queste, 700.000 vivono in povertà assoluta, ma molte altre sono famiglie che, pur non essendo formalmente povere, hanno rinunciato a curarsi per mancanza di mezzi. In un Paese con un sistema sanitario pubblico universalistico, questo è un segnale allarmante e inaccettabile. Chiediamo un cambio di passo immediato: misure strutturali di contrasto alla povertà e un sistema sanitario accessibile a tutti. Non possiamo lasciare indietro nessuno".
Solo propaganda e retorica ma nessun rispetto per le donne
“La consigliera per le pari opportunità, in base all'articolo 1 della legge 162 del 2021 avrebbe dovuto rendicontare entro il 30 giugno 2024 sull'andamento delle certificazioni per la parità di genere ma non lo ha mai fatto. Dalla ministra Roccella otteniamo risposte già note sui giornali e non del perché tale rendicontazione non ci sia stata. La ministra è venuta in Aula a fare la solita manfrina fatta di propaganda e retorica”. Così la deputata dem Chiara Gribaudo intervenendo in replica alla ministra Roccella durante il Question Time alla Camera sulla parità salariale di genere.
“La verità è che questo governo non ha alcuna intenzione di occuparsi del gap tra donne e uomini nel mercato del lavoro e i suoi ministri preferiscono rilasciare interviste sul gender. L'unico gender che al Pd interessa è il gender gap salariale in questo Paese”.
“Roccella - continua la parlamentare Pd rispondendo alla ministra sui dati Istat - parla di dati positivi sull'occupazione femminile ma nasconde che la crescita è legata al lavoro precario e povero. Siamo il Paese d'Europa con il più basso tasso occupazionale femminile perché il governo Meloni lavora contro le donne con la liberalizzazione dei contratti di somministrazione, l'abrogazione dell'esenzione Irpef alle prestazioni di baby-sitting di welfare aziendale, l'aumento dell'Iva sui prodotti igienico-sanitari femminili e sui pannolini. Questo governo ha cancellato 'Opzione donna', non finanzia i consultori e inserisce le stanze dell'ascolto per non lasciare le donne libere di scegliere”. “Questo governo ha tagliato fondi sugli asili nido presenti sul Pnrr e, in ritardo di un anno, solo l'altro ieri ha reso note le risorse sul reddito di libertà per le donne. Voi non guardate al futuro del Paese e, soprattutto, non portate rispetto alle donne”, conclude Gribaudo.
"Ho depositato una serie di emendamenti al ddl sulla montagna per sostenere i territori della Sicilia, con particolare riferimento alla provincia di Enna. Si tratta, nello specifico, di proposte finalizzate alla creazione di una Zona franca montana nelle aree con costante calo demografico; per favorire il mantenimento dei servizi essenziali come scuola e sanità; per garantire il contrasto alla siccità e la prevenzione degli incendi e per assicurare presidi istituzionali per il sistema territoriale, come ad esempio il ripristino delle Camere di Commercio”. Lo dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino in merito provvedimento attualmente in discussione a Montecitorio.
“Si tratta - conclude Marino - di norme che vengono incontro alla necessità di cittadini ed imprese, che contrastano quindi il calo demografico di alcune aree e incentivano la crescita locale economica, sociale e occupazionale. Queste proposte vogliono quindi porre l’attenzione sull’esigenza di predisporre risorse e leggi adeguate anche per le aree montane insulari che rischiano, proprio in virtù di parametri altimetrici e logistici peculiari, di non essere adeguatamente sostenute e troppo spesso penalizzate".
"Otto mesi di attesa per un esame istologico, mentre il tumore avanzava. La storia di Maria Cristina Gallo, professoressa siciliana che ha dovuto aspettare (lo ripeto) otto mesi per un esame istologico e che adesso ogni settimana è costretta a prendere l’aereo per Milano per sottoporsi alla chemioterapia, è sconvolgente, ma purtroppo non è un caso isolato. In Sicilia e in tutta Italia sono troppe le persone che vedono la loro salute compromessa a causa di ritardi inaccettabili nella diagnosi e nell’accesso alle cure. Un sistema sanitario che lascia le persone sole di fronte alla malattia è un sistema che ha fallito. E quando a essere violato è il diritto alla salute, l’unico diritto riconosciuto come fondamentale della nostra Costituzione, allora è lo Stato stesso a tradire i suoi cittadini. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute Schillaci: per chiedere di fare immediata chiarezza su questa vicenda e di spiegare quali misure intenda adottare affinché non ci siano zone d’Italia dove la situazione non è “semplicemente” problematica, ma drammatica, come appunto la Sicilia, dove quello di Maria Cristina non è un caso isolato: è la fotografia di una sanità che condanna le persone a un’attesa infinita, con conseguenze spesso irreversibili. La verità è che non si aiutano le persone con falsi annunci sul taglio delle liste d’attesa, ma mettendo risorse vere nella sanità pubblica, investendo sul personale e sulle infrastrutture, garantendo che gli esami diagnostici vengano effettuati e refertati in tempi certi. Il resto sono chiacchiere e propaganda sulla pelle delle persone. Il governo ha il dovere di agire immediatamente e di assumersi le proprie responsabilità. Ogni giorno perso è un giorno in cui un’altra persona rischia di trovarsi nella stessa situazione. E noi non possiamo permettere che accada". Così Marco Furfaro, capogruppo in commissione affari sociali e membro della segreteria del Partito Democratico, annuncia un'interrogazione urgente al Ministro Schillaci firmata con la deputata del territorio Giovanna Iacono, il membro della segreteria nazionale Peppe Provenzano, il segretario regionale Anthony Barbagallo e la deputata Stefania Marino.
“Oggi è la XVIII^ Giornata Mondiale delle Malattie Rare. Un momento importante per diffondere consapevolezza e attenzione visto che le malattie rare riguardano nel mondo oltre 300 milioni di persone. Di queste il 6% è senza diagnosi. In Italia parliamo di 2 milioni di persone e 30 milioni in Europa. Sono numeri che richiedono necessità elevata di mobilità sanitaria e il carico assistenziale troppo spesso ricade su tutto il nucleo familiare e non solo sull’ammalato. C'è bisogno delle istituzioni e di tutti gli sforzi necessari da parte della politica. Le difficoltà sono ancora tante dalle diagnosi sino ad arrivare al percorso organizzativo di presa in carico dei pazienti e delle loro famiglie ma tanti progressi sono stati fatti grazie alla scienza e alla ricerca. C'è bisogno di alzare sempre di più il livello dell’attenzione verso tutti gli aspetti medici e sociali legati alle malattie rare e soprattutto fare tutti gli sforzi possibili su prevenzione e diagnosi, trattamenti farmacologici, reti di cura, formazione, informazione, monitoraggio e soprattutto ricerca. Noi come Partito Democratico siamo e saremo in prima linea e faremo tutto il possibile per alzare l'attenzione delle istituzioni sulle malattie rare anche perché siamo consapevoli che quello che il governo sta mettendo in campo è davvero ancora troppo poco. Lo dichiara Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
"Gli unici a non accorgersi che la Sanità Toscana è una delle migliori d'Italia sono gli esponenti di destra che per mesi, nonostante i tagli del Governo Meloni e la mancata assegnazione delle risorse del payback, hanno parlato addirittura di servizi da 'terzo mondo'". Lo dichiara il deputato del Pd Marco Simiani sulla classifica redatta dal Ministero della Salute.
"La sanità toscana è ai vertici nazionali per i livelli essenziali di assistenza territoriale, prevenzione e ospedali, migliorando peraltro nettamente rispetto ai precedenti dati riferiti al 2022. Sicuramente occorre migliorare nelle liste d'attesa e nei presidi locali ma la strada intrapresa è quella giusta", conclude Marco Simiani.
Grave la mancanza di case comunità nel Municipio VIII di Roma
“Il governo conferma che l’edificio fatiscente di Via Cerbara nel Municipio VIII di Roma, non verrà rimesso a nuovo e utilizzato come casa e ospedale di comunità come previsto dal piano Pnrr. Dopo 2 anni dall'insediamento della nuova amministrazione, c'è dunque da domandarsi il perché la Regione Lazio abbia atteso così tanto, per definire insieme all'Asl RM2, un nuovo programma di realizzazione di case e ospedale di comunità per il Municipio VIII”. Così il deputato dem Roberto Morassut intervenendo in Aula in un'interpellanza urgente al governo sulla realizzazione di case e ospedali di comunità nel Comune di Roma.
“Oltre alla gravità socio-sanitaria – continua il parlamentare Pd - dovuta alla mancanza delle case e ospedali di comunità in una zona periferica di Roma, resta aperta la questione su quale sviluppo avrà l'edificio di Via Cerbara destinato alla demolizione, senza ricostruzione, con conseguente vuoto urbano”. “I fondi Pnrr del progetto iniziale sono stati perduti o sparpagliati, con rimodulazione, in altri progetti di cui non c'è alcuna certezza di realizzazione entro la scadenza del 2026. Tutto questo non risolve i problemi dei cittadini del Municipio VIII e la questione è solo rimandata a data da destinarsi”, conclude Morassut.
"Due anni fa ci davano per morti e invece siamo qui, in piena forma, il primo partito dell'opposizione. Ho apprezzato che Elly Schlein abbia iniziato la sua relazione da un'analisi dello scenario internazionale che stiamo vivendo, condannando fermamente le parole del vice presidente della Knesset che ha parlato dei palestinesi di Gaza come "feccia e subumani" auspicando l'eliminazione degli adulti. E la ringrazio per avere condannato altrettanto fermamente il raccapricciante video di Trump su Gaza "riviera del Medio Oriente".". Lo ha dichiarato, intervenendo alla direzione del Pd, Laura Boldrini, deputata dem e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Se siamo tornati a crescere è perché abbiamo una linea politica chiara: lo è sull'immigrazione, avendo preso le distanze dalla stagione dei memorandum con la Libia, lo è sulle questioni sociali che riguardano da vicino le vite delle persone: il salario minimo, la sanità pubblica, le crisi aziendali sulle quali le lavoratrici e i lavoratori sanno che sanno che siamo al loro fianco - ha proseguito -. Questo impegno ci porta naturalmente a sostenere i cinque referendum della CGIL, in perfetta coerenza con le nostre scelte per un lavoro stabile e sicuro, oltre che per la riduzione dei tempi per ottenere la cittadinanza italiana per quei ragazzi e quelle ragazze che sono nati e cresciuti in Italia".
"Ora serve meno timidezza sulla tassazione dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari: i fondi per il welfare vanno cercati dove ci sono - ha sottolineato Boldrini -. E serve anche che il Pd spinga il Partito socialista europeo e l'Ue a una risposta compatta e ferma alle pulsioni autocratiche degli Usa di Trump dove i pilastri dello stato di diritto stanno pericolosamente vacillando con l'attacco al diritto internazionale, i licenziamenti in massa di dipendenti pubblici e delle agenzie federali, le deportazioni di migranti, l'annullamento delle politiche per le persone LGBTQIA+, l'offensiva contro la libertà di stampa e l'autodeterminazione delle donne. Difronte a questa minaccia, l'Europa come ha reagito? Finora si è limitata a parlare solo di alzare la spesa militare magari pensando che ogni Stato debba riarmarsi fino ai denti, forse comprando le armi dagli Usa. Questa non è difesa comune e non è la risposta adeguata alla gravità del momento che impone un'elaborazione politica che manca". "Questi temi devono essere al centro del dibattito, anche pensando a mobilitazioni pubbliche per costruire, insieme, proposte politiche concrete che arginino questa deriva e dare un futuro alle nuove generazioni". ha concluso.
Coinvolgere territorio e avviare decarbonizzazione
“La bocciatura da parte dell’Istituto Superiore di Sanità della Vis presentata dai commissari AdI dimostra che con il ciclo integrale non si raggiungeranno mai gli obiettivi di sostenibilità ambientale e di salvaguardia della salute. Continuare ad autorizzare una produzione di questa portata avrà la sola conseguenza di fornire al nuovo acquirente un ottimo alibi per non avviare nemmeno gli investimenti per la decarbonizzazione”.
Così Ubaldo Pagano, capogruppo in commissione Bilancio alla Camera e deputato pugliese del Partito Democratico.
“Per quanto riguarda i profili ambientali e di salute - aggiunge - ribadiamo l’importanza di non slegare procedimenti come Vis e Vds dagli interessi del territorio. È per questo motivo che con i nostri emendamenti all’ultimo decreto Ilva chiediamo che ci sia il coinvolgimento di autorità come Ispra, Arpa e Asl nella valutazione del danno prodotto da determinati livelli produttivi. Credere che l’acciaieria sia solo una ‘questione di Stato’ vuol dire tornare al tempo in cui la città di Taranto, il territorio e la sua comunità devono pagare da soli il prezzo enorme di un interesse nazionale. Questo - conclude - non dobbiamo permetterlo”.
“Migliaia di opere pubbliche rischiano di essere bloccate in tutta Italia a causa dei ritardi del governo nello stanziamento delle risorse necessarie a coprire gli ‘extracosti’, già ampiamente previsti dalla legge. Siamo sconcertati dall’inerzia della destra, che da mesi nega agli enti locali i fondi indispensabili per completare progetti fondamentali per il Paese”. Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Ambiente alla Camera.
"I cantieri fermi riguardano infrastrutture essenziali, dalla sanità alla viabilità, dai trasporti ai servizi pubblici, con conseguenti ritardi pesanti sui tempi di completamento. Il paradosso è che è lo stesso Ministero delle Infrastrutture, dalla seconda metà del 2024, a segnalare ufficialmente questa situazione, mentre il Ministero dell’Economia continua a ignorare il problema. È evidente un braccio di ferro interno alla Lega tra Salvini e Giorgetti, che sta paralizzando il paese e mettendo in difficoltà migliaia di imprese in attesa di pagamenti, con ripercussioni gravi sui bilanci comunali. Chiediamo al governo di sbloccare immediatamente le risorse necessarie per far ripartire i lavori e garantire ai cittadini servizi e infrastrutture essenziali. L’inerzia e i conflitti interni alla maggioranza non possono continuare a danneggiare l’Italia”: conclude.
“Ambasciatore di pace”, con queste parole in tanti descrivono la personalità di Luca Attanasio e i valori che animavano il suo impegno che non era solo quello di un eccellente diplomatico.
In una recente intervista, Zakia Seddiki Attanasio, moglie dell’ambasciatore ucciso, ricordava ad esempio che nel 2017 a Kinshasa lei e suo marito diedero vita alla Fondazione Mama Sofia, con l’obiettivo di sostenere la scolarizzazione, l’accesso alla sanità e alla formazione professionale di giovani africani.
Io stessa, quando nel maggio 2017 da Presidente della Camera mi recai in Nigeria dove Luca Attanasio era vicecapo missione, ho conosciuto un uomo e un diplomatico che amava il suo lavoro, lo svolgeva con estrema competenza e con un profondo interesse per il futuro del continente africano.
Per questo, come ha ricordato la moglie, diceva: “Se l’Africa sta bene, il mondo sta bene”.
A quattro anni dal suo assassinio, assistiamo alla violenta invasione di truppe ruandesi nel territorio della Repubblica Democratica del Congo esattamente nella regione dove il 22 febbraio del 2021 un gruppo armato uccise l’Ambasciatore Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista del Programma Alimentare Mondiale Mustapha Milambo.
E allora, il primo impegno che tutte e tutti dobbiamo assumere, nel ricordare Luca Attanasio, è fare in modo che la guerra in Congo finisca, che il governo insieme al Parlamento italiano faccia pressione perché la comunità internazionale la smetta di voltare la testa altrove e agisca per imporre la pace.
L’altro impegno che dobbiamo alla memoria di Luca Attanasio è quello per la verità e la giustizia. Dopo quattro anni ancora non si conosce cosa sia esattamente avvenuto quel giorno e soprattutto chi sono i mandanti, chi e per quale scopo ha ordinato l’omicidio di Luca Attanasio e delle persone che erano con lui. Chi e per nascondere che cosa, ha manomesso indizi, organizzato depistaggi?
Vogliamo finalmente la verità. Ancora una volta il gruppo del Partito Democratico si stringe attorno ai famigliari, agli amici e ai colleghi di Luca Attanasio, di Vittorio Iacovacci e di
Mustapha Milambo. Ancora una volta, perché noi non dimentichiamo chi ha servito il nostro Paese con dignità e onore". Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, ricordando nell'aula di Montecitorio l'ambasciatore Luca Attanasio a quattro anni dal suo assassinio.
"L'avanzata del partito postnazista Afd in Germania preoccupa molto per la sua agenda razzista, negazionista sul clima, anti europeista. Rimane, comunque, sotto le aspettative, nonostante le fortissime ingerenze di Musk e del vicepresidente Usa J.D. Vance che, invece, hanno mobilitato la sinistra radicale. Ha retto il cordone sanitario degli altri partiti mettendo in sicurezza la democrazia tedesca e l'Europa: Afd non governerà e tutte le altre forze politiche hanno già fatto sapere che non intendono allearsi con il partito di Alice Weidel. Certo, il partito socialdemocratico ha molto lavoro da fare per recuperare il pesante colpo subito in questa tornata elettorale.
E' certamente positivo l'84 per cento di affluenza alle urne, un dato che passerà alla storia e che racconta quanto le tedesche e i tedeschi vogliano partecipare al futuro del proprio paese e dell'Ue". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Meloni adesso lo faccia dimettere = (AGI) - Roma, 20 feb. - "Delmastro condannato per aver usato segreti di Stato contro le opposizioni dimostra quanto questa classe dirigente sia inadeguata. Giorgia Meloni adesso lo faccia dimettere anziche' continuare a mentire sui fondi alla sanita' pubblica e a non far nulla sulle bollette piu' care d'Europa". Lo afferma la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein
“Oggi ricorre il quinto anno della giornata nazionale degli operatori sanitari. Sull’onda della pandemia, dal 20 febbraio 2020 si ricordano gli eroi che con coraggio, abnegazione e disponibilità completa fronteggiavano la tragedia del Covid. Rinnovando il ringraziamento a tutti gli operatori sanitari è tempo che la politica si assumi precisi impegni. Oggi dobbiamo fare i conti con stipendi inadeguati, carenze organizzative, mancanza di una vera strategia nel riscrivere la sanità del futuro. Da qui la carenza di personale e l'inserimento spesso inadeguato degli operatori nel Servizio sanitario nazionale”. Così in una nota la deputata Pd, Ilenia Malavasi.
“Occorre ridare dignità a tutti gli operatori sanitari, valorizzare le retribuzioni, tutelare la sicurezza durante il lavoro, recuperare a pieno titolo il valore del lavoro nella sanità. Superare l’eccesso di frammentazione regionale, stabilire regole precise nel rapporto pubblico privato, investire in prevenzione e prossimità e coinvolgere gli operatori sanitari e le associazioni di pazienti”, conclude Malavasi.
“Finalmente dopo un ritardo di quasi due anni è pronto il nuovo piano pandemico e sono soddisfatto che questo sia conforme alle disposizioni e alle direttive dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Sicuramente un passo in avanti a cui devono seguire azioni efficaci di prevenzione e cura. Ma soprattutto va interrotto il cortocircuito politico di chi strizza gli occhi ai movimenti no-vax solo per fini elettorali. Quando si parla di salute nazionale non è ammissibile avere posizioni ondivaghe e questo vale per tutti e in primo luogo per la politica”. Così in una nota il deputato dem Gian Antonio Girelli, vicepresidente in Commissione Covid alla Camera.