"Da qualche giorno la presidente Meloni sta dando i numeri sulla sanità". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein ospite del programma "Dritto e rovescio" su Rete 4 a proposito della legge di Bilancio. "Proprio usando il suo metro - ha proseguito - noi abbiamo messo in fila i numeri e messi in questa tabella (che ha mostrato al pubblico ndr). Meloni dice abbiamo aumentato i fondi ed è vero in termini assoluti; ma lo potrebbe dire qualsiasi presidente del Consiglio italiano, perché in termini assoluti è normale che aumentino sempre: c'è l'inflazione, c'è la crescita del Pil. Il problema è che è normale che si calcoli la spesa sanitaria sul Pil: si fa così in tutto il mondo, e quelli che piangono sono gli italiani. Se guarda la spesa sul Pil è scesa e con Giorgia Meloni è scesa ai minimi storici degli ultimi 15 anni". "Sa chi se ne rende conto? - ha aggiunto Schlein - I 4 milioni di italiani che hanno rinunciato a curarsi e quegli altri italiani che per curarsi, non trovando le risposte nel pubblico devono andare dal privato, perché devi aspettare un anno e mezzo per una gastroscopia o una mammografia". "Ma non è una sciatteria; è un disegno. La destra abbia il coraggio di dire agli italiani che chi ha i soldi da solo salta la fila e va a curarsi dal privato; ma chi i soldi non li ha sta rinunciando a curarsi. Ieri c'è stata la proclamazione dello sciopero dei medici e noi saremo con loro, perché nel pubblico è diventato impossibile lavorare, con turni massacranti".
“La manovra di bilancio è finalmente bollinata e tutte le bugie raccontate da esponenti del Governo sono emerse, dalla sanità alle pensioni” dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente del PD.
“L’aumento di tre euro al mese alle pensioni annunciato tra le righe piccole della manovra è uno schiaffo a quei milioni di cittadini che vivono con pensioni misere come documentato oggi dall’Osservatorio pensionistico dell’INPS. Il quadro oggi è molto grave soprattutto per le donne la cui pensione da sempre è la fotografia di una carriera lavorativa frastagliata, povera e precaria” continua la deputata democratica.
“I dati presentati oggi, in continuità con i precedenti - ragiona ancora Gribaudo - ci interrogano anche sulle pensioni future perché una carriera di precarietà strutturale come quella che è stata riservata a milioni di giovani non potrà che portare a risultati anche peggiori.”
“Occorre agire e occorre farlo presto su pensioni basse senza ricorrere a vere e proprie elemosine. Ma soprattutto, essendo le pensioni strettamente collegate alla attività lavorativa delle donne e degli uomini dobbiamo creare le condizioni per lavoro e salari giusti, con il salario minimo, con la creazione di posti lavoro e infine abolendo i contratti più precari anziché peggiorare la situazione come ha fatto il Governo in questi anni, da ultimo con il collegato lavoro” conclude l’onorevole Gribaudo.
“La manovra introduce ulteriori ed insostenibili tagli di risorse agli enti territoriali che si sommano a quelli già varati dalla destra nei mesi scorsi. Si tratta di una riduzione aggiuntiva, nei confronti di comuni, province e Regioni, che ammonta a circa 7 miliardi e 780 milioni di euro nel prossimo quinquennio”. Così la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè.
“Con queste ulteriori riduzioni di spesa gran parte delle opere realizzate con il Pnrr diverranno ‘cattedrali nel deserto’ perché mancheranno le risorse per gestirle. Le amministrazioni locali, con questi definanziamenti, saranno inoltre costrette a tagliare ancora la manutenzione degli immobili pubblici, i servizi alla collettività, i sussidi alle famiglie, la scuola, i trasporti e, soprattutto, i servizi socio-assistenziali e la sanità. La manovra, definita falsamente ‘senza nuove tasse’ dalla Premier Meloni, avrà effetti devastanti per tutti i cittadini”.
“Dopo tante promesse e propaganda arrivano finalmente i numeri certi: la sanità italiana con il governo Meloni rischia il collasso. La manovra presentata dall'esecutivo registra la spesa sanitaria più bassa degli ultimi 17 anni e i tanto annunciati 3 miliardi sono solo un bluff. Questa è una manovra fatta di tagli indiscriminati che colpiscono i cittadini, oltre 4,5 milioni, costretti ad abbandonare le cure o affrontare interminabili liste d'attesa. Per questo saremo al fianco dei medici e degli infermieri che sciopereranno il prossimo 20 novembre”. Così il deputato dem Gian Antonio Girelli componente della Commissione Affari sociali alla Camera.
“Siamo al fianco dei medici e gli infermieri che il prossimo 20 novembre sciopereranno contro la manovra presentata dal governo Meloni. I numeri parlano chiaro: la spesa sanitaria sul Pil scenderà sotto al minimo storico. Dove sono i 3 miliardi annunciati dalla Presidente del Consiglio? Ma oltre al danno c'è anche la beffa. Tagliano sul diritto alla cura ma aumentano di tre euro le pensioni minime. È così che pensano di aiutare i 4,5 milioni di persone che hanno rinunciato alle cure? Questo è un governo inadeguato e incapace”. Così la deputata dem Ilenia Malavasi, componente della Commissione Affari sociali alla Camera.
“Dopo tanti annunci, dopo tante promesse, dalla sanità, ai trasporti, alla scuola, l'effetto di questa manovra è sempre lo stesso: una sonora batosta con tagli ai servizi pubblici essenziali per i cittadini, tagli ai diritti per le lavoratrici e per i lavoratori, per non parlare dell’imbarazzante aumento di soli 3 euro per le pensioni minime. Per questo, non solo continueremo ad opporci in Parlamento, ma saremo anche al fianco di tutte quelle donne e di tutti quegli uomini, medici, infermieri, autoferrotranvieri, insegnanti e tutte le categorie che scenderanno in piazza per fermarla”. Così il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente della commissione Trasporti, intervistato per i social del Gruppo del Pd alla Camera.
“È una manovra che colpisce i servizi pubblici che in un colpo solo falcidia il sistema sanitario nazionale e dà un colpo di grazia al trasporto pubblico locale che sta già vivendo una profonda crisi” così in una nota il deputato democratico, Andrea Casu che sottolinea come “questa manovra non tiene conto dell’aumento dei costi dell’inflazione e della necessità del rinnovo dei contratti di lavoro. Inutile giocare sui numeri per difendere l’indifendibile, l’unico effetto concreto di queste scelte sarà un drastico taglio dei servizi per i cittadini e dei diritti dei lavoratori”.
La manovra scellerata che il governo Meloni ha messo in campo conferma tutte le nostre paure. Non solo non c’è traccia del maxi piano di assunzioni di medici e infermieri annunciato dal ministro Schillaci ma non c’è traccia nemmeno dei fondi che dovevano servire per il personale in fuga dagli ospedali, le liste d'attesa infinite, le aggressioni e le minacce quotidiane. A conferma c’è il sacrosanto sciopero nazionale convocato dai medici per chiedere una volta per tutte risposte a questo governo di bugiardi. È l’ennesima prova dell’idea strutturale di distruzione del sistema sanitario nazionale che questa destra ha in mente. Lo dichiara Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali alla camera e membro della segreteria nazionale.
"Una legge di bilancio davvero deludente per il capitolo sanità tanto che i medici -a cui esprimiamo la nostra vicinanza- hanno proclamato lo sciopero nazionale per il 20 novembre. Il nostro è un giudizio senza appello: appena 1 mld stanziato per il prossimo anno, completamente insufficiente per affrontare la crisi drammatica in cui versa il sistema sanitario nazionale. Ma le bugie vengono a galla e il governo dovrà spiegare la riduzione del finanziamento promesso e sbandierato nelle scorse settimane. Peraltro, è lo stesso ministro Schillaci a dichiarare la sua grande preoccupazione.
In rapporto al Pil, tra il 2010 e il 2022 il Fondo sanitario nazionale ha oscillato tra un minimo del 6,31% (2022 - governo Draghi) e un massimo del 7,18% (2020 - governo Conte 2). Nel biennio 2025-2026 si scenderà al 6,05%. Il punto più basso mai toccato negli ultimi 15 anni. Questa è la drammatica realtà per 4 milioni di italiani che non riescono più a curarsi. È una manovra senza prospettiva. Nel 2024 aumenta in modo preoccupante la spesa farmaceutica, di oltre il 15%, che significa 3,5 miliardi. Solo la spesa per comprare i medicinali eroderà parte del fondo. Per il piano assunzioni, annunciato in pompa magna dal ministro Orazio Schillaci, che avrebbe dovuto in un triennio portare nel sistema sanitario 30 mila professionisti, non ci sono quindi risorse. Tutto il resto è la fuffa di questo governo di imbonitori. È ormai chiaro a tutti che a Meloni e company della salute dei cittadini e della tutela del personale sanitario interessa meno di zero. Ci batteremo in Parlamento per difendere il diritto alla salute".
Lo scrive Ilenia Malavasi, deputata del Pd in commissione Affari sociali.
La manovra del governo Meloni incrementa di 1,3 mld il finanziamento del servizio sanitario nazionale nel 2025, di fatto risorse nemmeno sufficienti a rispettare i rinnovi contrattuali, effettuare possibili nuove assunzioni, affrontare l’aumento considerevole di ogni costo sia sanitario che gestionale. Senza un serio cambio di passo, investendo in prevenzione, in reti di prossimità, in multidisciplinarietà, sarà difficile reggere in futuro. Altro che manovra storica per la sanità, è economicamente debole, strategicamente fallimentare e dimentica il vero numero drammatico: i 4,5 milioni di cittadine e cittadini che rinunciano alle cure per mancanza di reti di servizio o per l’impossibilità di pagare un servizio garantito come diritto dalla Costituzione.
Così Gian Antonio Girelli, deputato del Pd in commissione Affari Sociali della Camera.
Finalmente la manovra è arrivata alla Camera e le bugie di Meloni sono ormai al capolinea. Sono i numeri scritti neri su bianco a dire che sulla sanità non ci sono nemmeno i soldi chiesti dal Ministro della Salute: solo 1,3 mld di euro quest’anno e 1 miliardo il prossimo. E in rapporto al Pil si raggiunge il livello più basso degli ultimi 15 anni. Della salute dei cittadini e di chi opera nella sanità a questo Governo non interessa nulla. Non lo diciamo noi, lo dicono i medici e gli infermieri italiani che hanno indetto il primo sciopero contro la legge di bilancio.
Difenderemo in Parlamento il diritto alla salute che è tutelato dalla Costituzione.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“È senza ombra di dubbio la legge di bilancio più disastrosa degli ultimi 10 anni. Le uniche misure utili ai cittadini, alle imprese e all’economia sono quelle introdotte dall’ultimo esecutivo guidato da Draghi e che questo Governo si limita a prorogare. Per il resto è una débacle”.
Così Ubaldo Pagano, Capogruppo Pd in Commissione Bilancio alla Camera.
“La sanità - aggiunge - vedrà crescere il suo budget di soli 1,3 miliardi, una cifra ampiamente insufficiente per coprire il fabbisogno e inadeguata persino per pareggiare gli aumenti inflazionistici di quest’anno. Ed intanto le liste d’attesa si allungheranno. L’aumento delle pensioni minime è una beffa per tutti, visto che alla fine dei conti coloro che le percepiscono vedranno accreditarsi solo pochi spiccioli in più al mese. Le tante promesse fatte al Mezzogiorno, come previsto, cadono un’altra volta nel vuoto: alla tanto ‘miracolosa’ Zes Unica si dedicano risorse addirittura inferiori a quelle ridicole stanziate lo scorso anno, passando da 1,8 miliardi a 1,6. E poi il taglio dei tagli: alle Regioni, alle province, alle città metropolitane e ai comuni d’Italia si chiede un sacrificio da più di 8,3 miliardi di euro nel prossimo quinquennio. Insomma - conclude - gli enti locali saranno costretti a pagare, tagliando i servizi pubblici ai cittadini, tutta l’incapacità del Governo Meloni”.
“Chiediamo al ministro Tajani come intenda fare pressione sul governo israeliano affinché consenta alle persone che hanno già ricevuto il nulla osta per il ricongiungimento familiare di uscire da Gaza e recarsi presso l’Ambasciata italiana al Cairo per ottenere il visto per motivi familiari”. Così la deputata del Pd Laura Boldrini, presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, in un’interrogazione al ministro degli Affari Esteri firmata da tutti i componenti del gruppo PD in commissione Esteri.
“Nel mese di febbraio 2024 diverse famiglie palestinesi provenienti da Gaza, con numerosi bambini malati e feriti dai bombardamenti israeliani, sono giunte in Italia attraverso il corridoio sanitario organizzato dal Governo italiano. A molte di queste persone è stato riconosciuto lo status di rifugiato e sono state inserite nel sistema di accoglienza SAI. Alcune Prefetture, ad esempio di quella di Firenze, hanno rilasciato il nulla osta al ricongiungimento familiare per i parenti che sono ancora a Gaza, ma non possono recarsi presso l’Ambasciata italiana al Cairo per richiedere il visto di cui hanno diritto perché non viene consentito loro di uscire dalla Striscia. Il 9 ottobre 2024 alcuni genitori delle bambine e dei bambini giunti in Italia da Gaza con il corridoio sanitario, hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprimendo tutta l’angoscia che provano nel temere che i loro cari ancora a Gaza possano cadere vittime dei bombardamenti che stanno incessantemente distruggendo le loro città e i loro villaggi e uccidendo ancora migliaia di persone innocenti e chiedendo aiuto per consentire ai loro congiunti di raggiungere l’Italia in sicurezza. Il governo si attivi per togliere queste famiglie separate dalla guerra da una condizione ingiusta e dolorosa.
“Questa riforma è in realtà la scelta del governo di introdurre l'elezione diretta che ora non è prevista e non dà risposta ai bisogni dei cittadini: quali sono le funzioni affidate agli enti di area vasta e dove si trovano le risorse tali funzioni?”. Così la deputata dem Debora Serracchiani, nella dichiarazione di voto alla Camera sulla riforma del Friuli Venezia Giulia. “In FVG non è necessaria una riforma costituzionale – continua la parlamentare - per reintrodurre le province o enti di area vasta perché questi enti di decentramento regionale sono già esistenti. Se il fine fosse quello di avere enti intermedi di raccordo più 'ampi' dei comuni e meno 'lontani' dalla regione, per una migliore gestione del territorio, saremmo tutti d'accordo. Ma non è questo il caso”.
“Avremmo votato positivamente se fossero state specificate queste funzioni in modo chiaro ma tutto questo non c'è. Né funzioni, né soldi. Invece di una riforma che è una scatola vuota dovevate pensare alla sanità, alle infrastrutture, all'edilizia scolastica del FVG. Date risposta ad un ceto politico, non ai cittadini”, conclude Serracchiani.
“Anche oggi da Bari il sottosegretario Mantovano non ha perso l'occasione per denunciare la pericolosità degli attacchi informatici. E in particolare si è soffermato sulla sottrazione dei dati sanitari. Potrebbe non esserci nulla da eccepire. Se non fosse che Mantovano non è un commentatore qualsiasi, bensì un esponente di primissimo piano di un Governo che in questi giorni sta autocelebrando il secondo anno al potere. E quando si è al Governo bisogna trovare le soluzioni, non limitarsi a indicare i problemi. E invece il Governo non ha fatto altro in questi anni. Durante i quali è stato capace solo di imporre regole e minacciare sanzioni. Ma senza mettere mai un soldo per le realtà che devono combattere queste battaglie ogni giorno. Nè nella Legge Cyber di giugno, fatta in fretta e furia per far bella figura al G7, nè nel decreto di recepimento della Direttiva NIS 2. È troppo comodo spiegare agli altri cosa devono fare, senza mettere a disposizione le risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi utili al Paese. Così come è incomprensibile il motivo per cui sia stata respinta con fastidio la disponibilità che avevamo dimostrato come PD nel cercare insieme una nuova risposta concreta ad una delle peggiori minacce informatiche, ovvero gli attacchi ransonware. Se l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale serve solo per fare assunzioni e per riscuotere le multe, allora non si andrà per niente lontano.”. Così in una nota il responsabile nazionale sicurezza del Pd, il deputato Matteo Mauri.