“Il vice presidente della commissione eu Schinas afferma che “la tassa sui super ricchi è una questione di equità” e che in Europa ci si impegnerà per “una politica di tassazione efficace e progressiva”. Ci auguriamo che Fitto riesca a spiegare in Europa che il suo governo sta andando in direzione ostinata e contraria, intaccando il principio di progressività e tagliando diritti, tutele e servizi, come sanità pubblica e giustizia”. Così in una nota la deputata democratica e responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani.
L’onorevole Foti cerca di giustificare la pessima figura rimediata ieri in Parlamento sull’elezione del giudice costituzionale. Le parole della Segretaria del Pd sono state chiarissime e non occorrono le interpretazioni distorte di Foti: la Corte costituzionale non è proprietà della maggioranza e il dialogo con le opposizioni lo prevede la Costituzione. Piuttosto FdI spieghi perché dopo le tante promesse al vento gli italiani si ritroveranno a fare i conti con la tassa Meloni sui carburanti e nuovi tagli a sanità pubblica e welfare.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Il Psb è l'ennesima occasione mancata: è una manovra vuota e priva di progettualità, insomma è il compitino fatto per l’Europa in cui si dice poco e quello che si dice non può che preoccuparci. Mentre il Paese cresce meno di quello che vi siete affannati a raccontare in questi mesi, proponete misure dal cuneo fiscale al taglio dell’Irpef, senza dire come saranno realizzate. Giorgetti conferma che aumenterete le tasse sulla casa per fare cassa mentre sulla sanità non aumenterete di un solo euro le risorse che servono a salvare il SSN”. Così Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera intervenendo in Aula sul Psb.
“I 'sacrifici' – continua Braga - li dovranno fare sempre i lavoratori e i pensionati costretti a pagare una bella “tassa Meloni” sui carburanti – altro che eliminazione delle accise! – rinunciare alle cure mediche, vedere vuoto il carrello del supermercato e a pagare prezzi incontrollati dell’energia. Del Piano casa di cui non c’è traccia, al massimo un nuovo bel condono edilizio. Annunciate tagli pesantissimi a Comuni e Regioni e nuove privatizzazioni a partire dalle ferrovie, quelle che il Ministro Salvini non sa far funzionare e che pensate soltanto di svendere per fare un po’ di cassa”.
“Qui oggi muore il populismo con cui vi siete riempiti la bocca nelle promesse elettorali. Questo piano ci dice che così impegnati a fare la storia avete perso il senso della misura e soprattutto la misura dei vostri fallimenti”, conclude Braga.
“Nella prossima legge di bilancio il PD proporrà emendamenti al governo per invertire la rotta e ricominciare a mettere più risorse in sanità ed investire in salute. Il rischio che la salute non sia più un diritto garantito è enorme soprattutto se non verrà fermata l'autonomia differenziata che favorisce la qualità della vita di pochi a scapito di molti”. Così il deputato dem Gian Antonio Girelli a seguito del settimo rapporto Gimbe presentato oggi al Senato.
“Come emerge dal report Gimbe – continua il parlamentare - il SNN rischia l'implosione in termini di capacità di garantire il diritto universale alla cura consegnando al mercato privato l’offerta sanitaria”. “È inaccettabile che 4,5 milioni di persone rinuncino alle cure così come è inaccettabile il calo dell'investimento in prevenzione”, conclude Girelli.
"I dati che ha illustrato la fondazione Gimbe oggi, nel corso della presentazione del settimo rapporto sul SSN, sono a dir poco allarmanti. La spesa per la salute delle famiglie italiane è cresciuta del 10,3% nel solo 2023 e sono più di 4,5 milioni le persone che hanno smesso di curarsi. Sono numeri angoscianti che uniti alle disuguaglianze regionali, alla migrazione sanitaria, alle liste d’attesa e alla carenza di medici fotografano quella che è a tutti gli effetti una vera e propria emergenza per il Paese. Il governo si fermi immediatamente: siamo l’ultimo paese all’interno del G7 per spesa sanitaria. Basta tagliare i fondi per il SSN, basta con condoni e mancette e si aumentino subito le risorse, come stiamo proponendo noi, con forza, negli ultimi mesi. Bisogna incrementare la spesa sanitaria e portarla al 7,5% del Pil. Noi siamo disponibili a sederci ad un tavolo e trovare le soluzioni migliori, come si fa nelle emergenze. Bisogna salvare il SSN e bisogna farlo adesso. Il governo la smetta con condoni e mancette, se inizia a pensare seriamente al Paese ci troverà pronti" Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
“Non vorrei che Ugolini si trovasse in una situazione così difficile che alleati e spin doctor le abbiano evidentemente imposto il silenzio e di non partecipare più a confronti pubblici con De Pascale in Emilia Romagna”, afferma il deputato democratico Andrea Gnassi. “Vero che candidarsi a una Regione, ancor più come la nostra richiede competenze e fatica, ma rispettare i cittadini offrendo loro la possibilità di conoscere idee e programmi penso sia prima di tutto un dovere. Se dopo l’esito dell‘unico confronto a Parma con De Pascale la candidata della destra è stata 'invitata' a evitare ulteriori appuntamenti per non ampliare ancor più il divario con De Pascale, non è dato a sapersi, ma è intuibile. Vorremmo rincuorare che è normale vi sia qualche scivolata nel corso della campagna e non è detto che non si possa migliorare. Non credo che a nessuno in questa regione, faccia piacere di non conoscere programma e idee della Ugolini e al contrario notarla solo ogni tanto per sprezzanti giudizi elitari. Ora verso molti lavoratori, come chi fa e ha fatto la stagione da bagnino, ora contro le strutture sociosanitarie, paragonati a lager. Sarà anche che non ha votato, come ha detto, alle ultime europee, speriamo almeno che seppur fuggendo dai confronti sul programma si ricordi di andare a votare , almeno alle regionali”.
“Il Piano strutturale di bilancio conferma le nostre preoccupazioni anche sui profili del finanziamento della sanità pubblica. Oggi questi timori sono stati condivisi da tutti gli auditi, a partire da Regioni ed enti locali, fino al Presidente del Cnel che ha dovuto ammettere la necessità di uno sforzo maggiore da parte del governo per colmare la grave carenza di organico nel comparto. Il SSN è ampiamente sottofinanziato rispetto agli altri Paesi Ue e Ocse e le previsioni contenute nel documento di Giorgetti preannunciano una ulteriore riduzione della spesa sanitaria. Al contrario, il governo dovrebbe smetterla di mistificare la realtà e cominciare a dare un contributo concreto alla sanità pubblica. Il rischio, altrimenti, è andare incontro a un collasso del sistema che si tradurrebbe immediatamente nell’incapacità di raggiungere chi non può permettersi l’assistenza sanitaria privata e, di conseguenza, nella rinuncia alle cure di milioni di cittadini”.
Così Ubaldo Pagano, Capogruppo del Partito Democratico in commissione Bilancio alla Camera, commenta le audizioni in corso nell’ambito del Piano strutturale di bilancio di medio termine.
“Il tentativo del vicepremier Tajani di silenziare Giorgetti è una toppa peggiore del buco perché conferma che il ministro dell’economia è ormai commissariato” così in una nota il capogruppo democratico in Commissione Finanze della Camera, Virginio Merola, che sottolinea “i fallimenti dell’azione di politica economica del governo Meloni è stata certificata dall’Istat che ha rivisto a ribasso le stime di crescita del Pil, nascondere questi dati è impossibile: Il governo si appresta a mettere in campo una manovra di bilancio fatta di nuove tasse, incremento della pressione fiscale e tagli a welfare e sanità”.
Sacrifici per tutti come dice il Governo saranno sacrifici per i soliti. Per chi già fatica a fine mese e chi già paga le tasse. Sacrifici per tutti, saranno tasse indirette a pensionati e lavoratori. Sacrifici per tutti, saranno liste d’attesa e più ricorso alla sanità privata. Un tempo la destra era sociale ora solo fa solo macelleria sociale.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Sul decreto liste di attesa le bugie del governo hanno le gambe corte. Non ci stupisce che sia l'ennesimo decreto annunciato in modo propagandistico, senza consequenzialità e concretezza.
Un decreto che non prevede risorse aggiuntive, che scarica sulle Regioni le decisioni per accorciare ed eliminare le liste di attesa senza risorse e soprattutto oggi, dopo quattro mesi, non ci sono i decreti attuativi. Continuiamo a leggere nelle carte del governo tantissimi bluff a dimostrazione della totale incapacità del governo di agire per il bene dei cittadini”. Così la deputata democratica Ilenia Malavasi, componente della commissione Affari sociali, intervistata per il sito web dei deputati Pd.
“Oggi la sanità – ha concluso Malavasi - ha sicuramente alcune situazioni di criticità: l'abbiamo messa al centro delle nostre azioni politiche per chiedere maggiori risorse che ci mettano nelle condizioni di essere in linea con gli investimenti europei arrivando al 7,5 per cento del Pil, togliere il tetto di spesa sul personale che vincola la capacità programmatoria delle Regioni per fare nuove assunzioni e migliorare le liste di attesa, le quali, senza nuove figure professionali e senza risorse, non si possono comunque accorciare. Questa rimane una priorità perché stiamo ledendo il diritto alla salute dei cittadini e delle cittadine”.
"F. D., un ragazzo di nazionalità marocchina, in questo momento giace all’interno del modulo detentivo del CPR Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza lamentando dolori atroci, impossibilitato a dormire o a urinare nonostante l’inserimento di un catetere vescicale, e non sta ricevendo da parte del personale sanitario dell’ente gestore alcuna forma di assistenza. Pochi giorni fa F. D. era stato ubicato e abbandonato su un materasso nello spazio aperto adibito a campo sportivo del CPR al freddo e alla pioggia senza coperte e, per ragioni non chiare, il personale del CPR si era rifiutato di condurlo in luoghi al chiuso. Dopo una visita al Pronto Soccorso per il riposizionamento del catetere vescicale è stato riportato nel centro dove la sua salute è ancora critica. L'esempio di F.D. non corrisponde a una situazione di eccezionalità: le condizioni di detenzione nel CPR di Palazzo San Gervasio sono degradanti, pericolose, inaccettabili. Quanto descritto è stato fatto oggetto anche di due segnalazioni al Garante Nazionale dei diritti delle persone private di libertà personale e alla Procura della Repubblica". Questo è parte del testo dell'interrogazione parlamentare della deputata dem Rachele Scarpa per denunciare una preoccupante ed emblematica situazione di negligenza sanitaria che si sta consumando all’interno del CPR di Palazzo San Gervasio.
“La maschera è caduta, le bugie della destra vengono svelate da Giorgetti. Sarà una Manovra lacrime e sangue che colpirà le pensioni, il welfare, la sanità, gli enti locali, le imprese, i lavoratori e i giovani. Il Paese è fermo, senza chiodi da incolpare, solo la loro incapacità.” Così la vicepresidente del Pd, la deputata democratica, Chiara Gribaudo.
“Il problema delle liste d’attesa non è un problema strettamente politico ma è un problema di sanità pubblica; è un problema che tocca da vicino tutti gli italiani, tutti i cittadini che hanno bisogno di accedere a delle cure per le quali restano in attesa mesi poiché non vi è disponibilità di posti.
In molte Regioni e in alcune aree l’attesa di queste prestazioni tende all’infinito, come nel caso della neuropsichiatria infantile, per citare un esempio.
Il governo continua imperterrito a rimanere silente di fronte ad un problema reale che a distanza di mesi ancora non è stato risolto. Ma soprattutto rimane silente di fronte agli avvertimenti che medici infermieri personale sanitario personale ospedaliero associazioni di categoria puntualmente manifestano.
Non sono stati stanziati fondi sufficienti anzi quei pochi denari stanziati direi che sono scarsissimi e il dl liste d’attesa è stato un flop. Noi del Partito Democratico vorremmo sapere quando e quali sono i tempi affinché si possano ridurre queste liste d’attesa”. Lo dichiara Gian Antonio girelli Deputato del PD membro della commissione Affari Sociali della Camera.
"Condivido profondamente la preoccupazione di don Armando Zappolini della campagna 'Mettiamoci in gioco' e della Consulta Nazionale Antiusura per i dati sulla diffusione del fenomeno nel nostro Paese resi noti dal sottosegretario all’Economia Federico Freni, in risposta a una nostra interrogazione parlamentare presentata alla Camera dei deputati. Il governo ha infatti dato l’impressione di non aver chiara l’entità del fenomeno e il danno che esso provoca, considerando le entrate che quest’anno, purtroppo, subiranno un’impennata, come 'una risorsa fondamentale' per il Paese. Senza considerare appunto il costo economico, sociale e sanitario che questa crescita comporta e comporterà. Servirebbe un’inversione di rotta che questo governo non vuole fare perché ha 'dopato' con gli incassi del gioco il bilancio dello Stato". Così il deputato dem Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera.
“Ennesimo provvedimento senza il minimo senso da parte del governo di Giorgia Meloni. In un momento in cui si tagliano ingenti risorse a comparti essenziali del nostro servizio sanitario nazionale, la maggioranza decide di estendere il regime di esenzione dall’Iva per alcune tipologie di prestazioni sanitarie di chirurgia estetica. Tra questi, anche agli interventi effettuati prima del 17 dicembre 2023, ovvero il giorno in cui è entrato in vigore il regime di esenzione. Una misura che peserà per 3,5 milioni di euro per il solo 2024. I nostri ospedali stanno esplodendo, non si trovano risorse per il personale medico e paramedico, le famiglie non hanno più la garanzia del medico di base, ma in compenso il governo dei patrioti trova i soldi per defiscalizzare gli interventi di chirurgia estetica. Queste sono le priorità della destra. Che vergogna”. Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale