“Ottaviano Del Turco fu vicesegretario generale della Cgil a fianco di Luciano Lama; segretario del Psi in anni turbolenti; deputato, senatore ed eurodeputato dell'Ulivo; presidente della Commissione Antimafia e ministro delle Finanze nel secondo governo Amato; e, infine, presidente della Regione Abruzzo, la terra natia a cui fu sempre profondamente legato. Incarichi ricoperti con un duplice profilo a cui sempre fu fedele: tensione unitaria, per l'unità del sindacato e per l'unità della sinistra e del campo progressista; e riformismo come espressione di una sinistra capace di far vivere i suoi valori in una cultura di governo. Sentiamo il dovere di rivolgere un atto di riconoscimento e di gratitudine ricordando che Ottaviano Del Turco è stato un galantuomo”.
Così il deputato democratico Piero Fassino, intervenendo nell’Aula della Camera in ricordo di Ottaviano Del Turco.
“Alla Presidenza della Regione - ha aggiunto - iniziò la parte più dura, dolorosa e ingiusta della vita di Ottaviano Del Turco. Impegnatosi a liberare la sua regione da pervasivi e opachi sistemi di potere, soprattutto in campo sanitario, fu da quegli stessi poteri accusato di atti corruttivi che, con clamorosa enfasi mediatica, condussero al suo arresto e alle dimissioni della Giunta regionale, innescando un interminabile iter processuale scandito da accuse e pesanti condanne che via via si ridimensionarono sempre di più, fino a ridursi ad un solo addebito non dimostrato e peraltro fondato su un articolo di legge successivo agli atti di indagine. Accuse che Del Turco respinse con sdegno sempre rivendicando la propria onestà e correttezza. Furono anni di amarezza e solitudine, aggravate da un male che ne minò corpo e spirito. Non mancarono - ha concluso - atti di accanimento giustizialista, anche nelle aule parlamentari: furono ragione di grande amarezza, troppi opportunistici silenzi, quando non addirittura parole ipocrite”.
“Un ulteriore grave strappo istituzionale, la nuova commissione d’inchiesta nasce a colpi di maggioranza. Più che un luogo di garanzia nasce oggi un tribunale politico che le forze di governo intendono utilizzare a proprio piacimento per colpire le opposizioni con sentenze già scritte”. Così la capogruppo democratica alla Camera, Chiara Braga, commenta l’insediamento della commissione bicamerale d’inchiesta sul Covid. “La Commissione d’inchiesta sul COVID – aggiunge Braga - è un’inaudita forzatura perché è il tentativo della maggioranza di mistificare la realtà dei fatti. Ha l’obiettivo, infatti, di creare una versione alternativa degli eventi, con l’unico scopo di attribuire colpe e responsabilità politiche a chi allora aveva la responsabilità di quelle scelte e che oggi per la maggioranza è solo un avversario politico. Ne è la prova l’esclusione dell’operato delle Regioni che hanno una competenza primaria nella gestione e nell’organizzazione della sanità nei propri territori e hanno avuto un ruolo fondamentale nell’organizzazione della risposta alla pandemia”.
"Un altro suicidio a Regina Coeli, il terzo dall'inizio dell'anno e tutti nella settima sezione del carcere romano. Ho potuto appurarlo con i miei occhi, le condizioni di detenzione in questa sezione sono disumane. Torniamo a chiedere l'immediata chiusura del reparto". Lo afferma la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia.
"Come hanno a più riprese denunciato il Garante dei detenuti del Lazio Anastasia e l'associazione Antigone, le persone recluse nella settima sezione restano in cella per 23 ore al giorno in una condizione di totale degrado, si superano i limiti della disumanità.
Poca luce, bagni senza intimità, ridotti posti letto perché i numeri del sovraffollamento hanno toccato vette mia viste prima" ha sottolineato la deputata Pd.
"Presenterò un'interrogazione parlamentare, perché è necessario che il Ministero attivi ogni verifica per fare luce sulle condizioni di detenzione, in modo particolare su quelle igienico-sanitarie, e sul piano di prevenzione del rischio suicidario" ha concluso Michela Di Biase.
“E’ davvero un personaggio singolare questo ministro della Pubblica Amministrazione che annuncia che in manovra si batterà per togliere il tetto di 240.000 euro annui agli stipendi dei supermanager pubblici, ma ammette di non riuscire a trovare tutti i soldi per rinnovare il Contratto del Pubblico Impiego e consentire ai dipendenti dello Stato di recuperare il potere d’acquisto perduto in questi anni. Zangrillo fa parte della stessa combriccola di Governo che ha negato 9 euro orari di salario minimo a tre milioni e mezzo di lavoratori poveri spiegando che era una misura inutile. E’ immorale chiedere i sacrifici sempre agli stessi, a quelli che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo, a chi continua a portare avanti la sanità, la scuola, la Pubblica amministrazione nonostante gli stipendi più bassi d’Europa”.
Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo Pd nella commissione Lavoro della Camera.
“Il Ministro Giorgetti sta ‘bullizzando' il Parlamento e il presidente Fontana per nascondere il suo fallimento. La verità è chiara: i conti non tornano. La Manovra presentata dal governo manca di coperture adeguate ed è basata su una stima di crescita del Pil che l’Istat ha dimezzato, smentendo le previsioni dell'esecutivo. Di fronte a questi numeri, la corsa all’aumento delle tasse a cui stiamo assistendo è il risultato dell’incapacità politica e gestionale del ministro Giorgetti e di chi lo sostiene. Anche la tassazione agevolata al 5% per gli infermieri, presentata come una misura a favore di una categoria strategica e che in sostanza non vi vede contro, viene in realtà coperta sottraendo risorse al Fondo Sanitario Nazionale. Questo significa una riduzione ulteriore delle risorse disponibili per i rinnovi contrattuali, per compensare l’inflazione, per l’aggiornamento dei macchinari diagnostici, per l’introduzione dei nuovi LEA e per l’abbattimento delle liste d’attesa. A pagare saranno sempre gli stessi: famiglie e imprese, che subiranno un ulteriore aumento della pressione fiscale mentre l’economia rimane ferma. Chiediamo trasparenza. In queste condizioni, non è possibile un esame completo e serio degli emendamenti che il governo ha presentato tramite i relatori”. Così il capogruppo democratico in commissione Bilancio alla Camera, Ubaldo Pagano.
“Una candidatura in piena continuità con Toti, che tradisce Genova e i genovesi” così la deputata democratica ligure, Valentina Ghio, commenta la candidatura del sindaco di Genova, Marco Bucci, alla presidenza della regione Liguria. “Era lo stesso Bucci a dire che candidarsi sarebbe stato un tradimento e una presa in giro nei confronti di Genova. Direi quindi che il commento alla sua candidatura se lo è già dato da solo.
Bucci incarna la politica fallimentare di Toti: dalle crisi industriali al sociale, non ha messo in campo una strategia per rispondere ai bisogni di giovani, lavoratori e cittadini. Mentre sulla sanità è rimasto in silenzio rispetto alle gravi carenze provocate dalla gestione di Toti e del centrodestra in Regione"
"Il Partito Democratico ha messo a disposizione per il dibattito sul rilancio del paese e per la costruzione della coalizione di centrosinistra le cinque proposte elencate dalla segretaria Elly Schlein. Investire in scuola e formazione, maggiori risorse per la sanità pubblica, creare lavoro ed aumentare i salari, sostenere il sistema economico e produttivo verso la transizione ecologica e digitale, garantire i diritti di tutti i cittadini sono i punti cardine della nostra proposta politica aperta a chiunque voglia creare una alternativa concreta e credibile al governo Meloni": è quanto dichiara la vicepresidente del Deputati Pd Simona Bonafè intervenendo oggi nel corso della trasmissione Tagadà, su La 7.
Sulle dita di una mano sta la sfida alla destra lanciata ieri dalla segretaria del Pd Elly Schlein. Cinque punti irrinunciabili del nostro impegno per l’autunno e per un percorso da fare insieme alle altre opposizioni: difesa della sanità pubblica, istruzione e ricerca, lavoro e salari, politiche industriali, diritti sociali e civili. Sono i temi che stanno a cuore al paese. Perché in due anni la destra non ha risolto alcuno dei problemi che colpiscono famiglie, imprese, lavoratori e lavoratrici. C’è una legge di bilancio alle porte, ma per ora solo molti vertici e poche idee. Siamo pronti con le nostre proposte e con le nostre battaglie. L’alternativa al governo di destra c’è e vogliamo cominciare a praticala con un’opposizione determinata e forte delle sue ragioni.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Concentrare risorse su sanità, scuola e politiche industriali”
“Una legge di bilancio in cui la destra continua a promettere tutto a tutti, quando in realtà le poche risorse a disposizione dovrebbero essere utilizzate per alcune missioni strategiche: rafforzare la sanità, garantire un'istruzione di qualità e delle politiche industriali che ci proiettino verso il futuro”.
Così Ubaldo Pagano, capogruppo PD in commissione Bilancio della Camera, in vista del vertice di maggioranza sulla manovra in programma oggi a palazzo Chigi.
“5 punti chiari per l’alternativa su cui ci impegniamo ad aprire un confronto largo nel paese e in parlamento” così la deputata democratica, responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani torna sulla proposta di governo presentata ieri a Reggio Emilia dalla segretaria del Pd, Elly Schlein. “Quella del Pd - spiega Serracchiani - è una proposta di governo fondata sulla difesa della sanità pubblica, dell’istruzione e della ricerca; sulle politiche del lavoro e salariali; sulle politiche industriali; sulla giustizia e i diritti civili”.
Dem presentano Interrogazione a Piantedosi e Schillaci
I componenti democratici della commissione affari sociali della Camera hanno presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’interno e della salute per sapere quali iniziative metterà in campo il governo per contrastare il fenomeno delle violenze al personale medico che mette a rischio la stessa vita degli operatori, tanto che molti di loro hanno lasciato la professione.
L’Interrogazione firmata dai deputati SPERANZA, FURFARO, CIANI, GIRELLI, MALAVASI E STUMPO prende spunto dall’ultimo episodio in ordine cronologico avvenuto all’inizio del mese di settembre, quando un vero e proprio “raid punitivo” è stato perpetrato nel reparto di chirurgia toracica del Policlinico Riuniti di Foggia.
la stampa riferisce che una cinquantina di persone hanno aggredito medici e personale infermieristico dopo la tragica notizia della morte di una persona durante un intervento chirurgico.
Ecco il testo dell’ interrogazione
Interrogazione a risposta in Commissione
Al Ministro dell’Interno e al Ministro della Salute, per sapere premesso che
Il fenomeno delle aggressioni nei confronti del personale sanitario è, purtroppo, molto diffuso nel nostro Paese;
secondo i dati forniti dall’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie (ONSEPS), nel 2023 Sono stati 16 mila gli episodi di aggressione al personale sanitario e sociosanitario e 18 mila le operatrici e gli operatori coinvolti;
la professione più colpita, sempre secondo i dati dell’Osservatorio, è quella degli infermieri, seguita daquelle dei medici e degli operatori socio-sanitari. Due terzi delle persone aggredite sono donne;
le violenze sono state commesse soprattutto nei Pronto Soccorso, nelle Aree di Degenza, nei servizi psichiatrici e negli ambulatori;
sempre secondo i dati dell’Osservatorio, i principali aggressori sono i pazienti (69%) contro il 28% di parenti. Il 68% delle aggressioni è di tipo verbale, il 26% fisico e il 6% contro beni di proprietà;
Per contrastare il fenomeno è stata, tra l’altro, approvate dal Parlamento la legge 14 agosto 2020, n. 113, recante "Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni", e successivamente sono stati introdotti altri provvedimenti legislativi analoghi, cosa che evidenzia l’ampiezza del fenomeno stesso;
per l’anno in corso non risultano ancora dati disponibili, ma notizie di stampa riportano quasi quotidianamente violenze fisiche e verbali nei confronti degli operatori della sanità;
ultimo episodio in ordine cronologico è avvenuto a Foggia all’inizio del mese di settembre, quando un vero e proprio “raid punitivo” è stato perpetrato nel reparto di chirurgia toracica del Policlinico Riuniti di Foggia;
la stampa riferisce che una cinquantina di persone hanno aggredito medici e personale infermieristico dopo la tragica notizia della morte di una persona durante un intervento chirurgico;
risulta sempre dalla stampa che un chirurgo sia stato colpito con diversi pugni al volto, riportando ferite e contusioni, mentre una dottoressa avrebbe subito la frattura di una mano. Altri membri del personale sanitario avrebbero dovuto barricarsi in una stanza perallertare le forze dell’ordine, come testimoniano anche video e foto;
non si tratta, come detto, di un fenomeno isolato, ed è necessario provvedere con efficacia e rapidamente, per garantire la sicurezza del personale medico;
quali iniziative di propria competenza intendano intraprendere i Ministri interrogati, ciascuno per quanto di propria competenza, per contrastare il fenomeno sopra esposto che mette a rischio la stessa vita degli operatori, tanto che molti di loro hanno lasciato la professione.
“La violenza contro gli operatori sanitari è inaccettabile. Le ultime immagini che arrivano da Foggia sono oltre i limiti. Presenteremo con altri colleghi una interrogazione parlamentare per avere chiarezza su quanto accaduto.
Serve una reazione unitaria di tutte le forze politiche e sociali a difesa di chi ogni giorno lavora nel Servizio Sanitario Nazionale” così il deputato democratico, già ministro della Salute, Roberto Speranza commenta la notizia dei medici e degli infermieri aggrediti all’ospedale di Foggia.
Scarse risorse per la sanità e nessuna riforma all’orizzonte. Siamo all’emergenza che diventerà drammatica con l’Autonomia. Si gioca con la vita dei cittadini in un Paese che invecchia e si impoverisce. Il Governo inverta la rotta nella manovra, la salute è un diritto per tutti.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati commentando i dati della Fondazione Gimbe sulla spesa sanitaria.
Ancora una volta la Meloni usa il comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri, che è uno strumento comunicativo tecnico e istituzionale, per fare propaganda politica. Una lunghissima dichiarazione dove tra l'altro attacca la sinistra e l’attacca sul Sud con una narrazione che non trova riscontro nella realtà. In quasi due anni il suo Governo infatti ha sistematicamente operato contro le cittadine e i cittadini del Mezzogiorno, tagliando sulla sanità, sulle infrastrutture, sulla protezione sociale e mettendo in campo l’autonomia differenziata. Ma dai risultati delle elezioni europee nel collegio “Italia meridionale” è arrivata una vera e propria operazione verità con il Pd primo partito e Fdi invece sotto la media nazionale.
Cosi in una nota Marco Sarracino, deputato Pd.
“Siamo qui per informare i cittadini dell'attività del Gruppo e costruire momenti permanenti di incontro con le elettrici e gli elettori del Partito Democratico. Ci saranno diversi di noi che si alterneranno qui nello spazio insieme ai funzionari del Gruppo che voglio ringraziare tantissimo per essere qui e per il lavoro straordinario che hanno fatto anche per realizzare questo stand straordinario anche quest'anno. Onestamente è particolarmente bello e voglio ringraziare chi ci ha lavorato”. Così il deputato dem Andrea De Maria, tesoriere del Gruppo Pd, durante l'inaugurazione dello stand del deputati dem ieri alla Festa nazionale dell'Unità a Reggio Emilia insieme al collega Andrea Rossi.
“Ci concentreremo - ha aggiunto De Maria - su alcuni temi, in particolare sia al contrasto del progetto di legge sull'autonomia differenziata che del premierato e alla raccolta di firme per quanto riguarda il salario minimo e con la stessa importanza al sostegno alla proposta di legge Schlein per finanziare il fondo sanitario nazionale. Queste sono alcune delle battaglie più importanti che stiamo conducendo in Parlamento e credo sia molto significativo farlo anche qui in mezzo alle cittadine e i cittadini di Reggio Emilia e di tante realtà del Paese che verranno a visitarci alla nostra Festa nazionale.”