"Bagnoli è stato purtroppo negli ultimi anni un luogo simbolo di abbandono e di degrado, per cui è positiva l'attenzione da parte delle istituzioni verso questo sito, da riqualificare e bonificare completamente. Tuttavia, speriamo non si tratti della solita passerella e che gli interventi che sono programmati da qui ai prossimi cinque anni, possano davvero vedere attuazione. Quello che però come Partito Democratico stiamo contestando è riferito alla natura delle risorse che vengono utilizzate perché Meloni ieri ha omesso di ricordare che il miliardo e duecento milioni di euro di risorse stanziate sono prese nell'ambito dei Fondi Sviluppo e Coesione assegnati alla Regione Campania. Noi abbiamo chiesto invece che fossero destinate per questo intervento strategico risorse nazionali che il Governo ha a disposizione. Perché prendere un miliardo e due dalle risorse della Regione Campania vuol dire in realtà sottrarre questi questi fondi ad altri interventi che erano previsti e destinati alla stessa comunità campana, ai centocinquanta Comuni della Regione e ad altri interventi di riqualificazione infrastrutturale, ambientale, sociale e sanitaria". Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione bicamerale questioni regionali, intervenendo a Tgcom24
"Segnalo - ha aggiunto De Luca- che al netto di questi fondi utilizzati per Bagnoli, mancano ancora all'appello per la definitiva erogazione delle risorse alla Regione Campania quasi quattro miliardi. Allora non ci sono più ragioni per tenere bloccato l'accordo di coesione che il Governo deve siglare con la Regione. Registro che il governo purtroppo si è comportato con una logica non propriamente istituzionale. Casualmente le uniche tre Regioni che ancora non hanno avuto l'erogazione finale di questi fondi decisivi sono tre regioni governate dal centrosinistra, Campania, Puglia e Sardegna. E questo onestamente non fa onore al lavoro, che invece dovrebbe veder impegnate tutte le istituzioni, in particolare il Governo, per aiutare i nostri cittadini, soprattutto nel Mezzogiorno, a recuperare i divari e le distanze con altre aree del Paese".
Dichiarazione di Silvio Lai, deputato Pd
Dopo il PNRR anche il Fondo Complementare viene modificato dal Governo con tagli per 1,1 miliardi di euro. E la parte più consistente è quella che fa capo al Ministero della salute per il quale è prevista una riduzione delle risorse pari a quasi 700 milioni di cui oltre 500 previsti per la misura denominata “verso un nuovo ospedale sicuro e sostenibile.” Sull’argomento insieme ai colleghi deputati Dem presenteremo un’interrogazione per chiedere al governo di pubblicare immediatamente le informative e i decreti con cui si fa chiarezza sugli interventi oggetto di definanziamento e sulle iniziative intraprese per reperire i fondi da altri capitoli del bilancio.” Così il deputato del PD Silvio Lai che, dopo le modifiche al PNRR, penalizzanti per le regioni del mezzogiorno, esprime ulteriore preoccupazione per gli annunciati tagli al fondo complementare. Proprio dal PNC il governo avrebbe dovuto individuare le risorse per coprire gli interventi esclusi con la modifica del PNRR. “Oggi continua a regnare la più profonda incertezza sul futuro di opere di fondamentale importanza perché riguardano capitoli dedicati alla salute e al miglioramento strutturale e tecnologico degli ospedali. Incertezza che sarebbe dovuta venir meno con la presentazione, entro il 31 marzo, di un’informativa del Ministro dell’Economia al CIPESS (il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile). Dopo 20 giorni, dalla presentazione dell’informativa il governo avrebbe dovuto pubblicare uno o più decreti per individuare gli interventi definanziati. Ad oggi questi passaggi così importanti risultano del tutto assenti ed è dunque evidente la perplessità e soprattutto la preoccupazione, soprattutto per le regioni del mezzogiorno. Prendo ad esempio la situazione della mia Regione, la Sardegna. Quanto di questo miliardo e 100 la riguarderà e soprattutto quali sono i progetti per i quali bisognerà andare a cercare nuove forme di finanziamento, con la concreta prospettiva della cancellazione?
Per questi motivi, e nell’esclusivo interesse di quelle regioni che non possono continuare a vivere nell’incertezza di opere continuamente messe in discussione, chiediamo l’immediata presentazione e pubblicazione delle relazioni informative da parte del governo.
“Negli ultimi tre giorni, altri tre suicidi in carcere, uno a Montorio (Verona), un altro a Monza e l’ultimo stanotte a Venezia. Cosa aspetta il governo a fermare la strage?”
Questo il commento del Vice capogruppo PD-Idp alla Camera e segretario di Demos, Paolo Ciani, alle notizie giunte in queste ore di tre nuovi suicidi di detenuti.
“Il penitenziario di Verona ha visto il sesto suicidio dall’inizio dell’anno e detiene il triste primato di primo istituto per suicidi in Italia. Sabato un detenuto di si è tolto la vita nel carcere di Monza. Stanotte un uomo di 37 anni si è impiccato nel carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia. Ai suicidi tra i detenuti si aggiungono quelli tra gli agenti della polizia penitenziaria - il sesto la scorsa settimana a Roma - a manifestare un sistema malato, che non solo non risponde ai dettami della Costituzione, che vorrebbero la pena tendesse alla rieducazione del condannato, ma ha trasformato il carcere in luoghi invivibili per tutti quelli che li frequentano: detenuti, agenti, personale sanitario, personale civile, volontari. Non c’è più tempo: il governo deve intervenire subito”, conclude Ciani.
“È un vero e proprio schiaffo in faccia alla libera del governo quello che è arrivato ieri dalla conferenza delle Regioni” così in una nota il deputato democratico, Gian Antonio Girelli, componente della commissione Affari sociali della Camera, che ribadisce come: “il decreto liste d’attesa non è la risposta ai problemi della sanità italiana. Lo abbiamo detto con forza in queste settimane, ma la maggioranza non ha voluto darci ascolto e anzi ha bocciato la legge Schlein che chiedeva più investimenti e maggiore occupazione nel settore. Oggi siamo al paradosso - conclude Girelli - chiedono più autonomia ma si infastidiscono se le Regioni fanno sentire la loro voce”.
“Sulle liste d’attesa siamo al paradosso, governo e maggioranza vanno in tilt e cercano di attaccare il Pd dopo la sonora bocciatura della conferenza delle Regioni che ha rispedito al mittente il decreto Liste per carenza di coperture.” così in una nota la deputata democratica, Ilenia Malavasi, componente della commissione affari sociali della camera, che ribadisce come: “quel provvedimento è nato solo ed esclusivamente per motivi elettorali. Hanno approvato in fretta e furia un testo del tutto incoerente che serviva alla maggioranza a cercare di oscurare la legge Schlein che prevedeva un reale intervento di investimento sul sistema sanitario sia da un punto di vista economico che da un punto di vista occupazionale. Hanno affossato in parlamento quella legge perché ne erano spaventati ma oggi ad essere bocciata è la linea del governo Meloni e l’azione del ministro Schillaci che, di fatto, è stato sfiduciato da molti Presidenti di regione della sua maggioranza. Come può pensare di continuare a operare e senza la fiducia delle Regioni? Schillaci ne tragga le conseguenze”.
Migliaia di malati di gioco d’azzardo in carico al ssn
“Non sentivamo davvero il bisogno di questa novità. Ma l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha immesso sul mercato ben nove nuovi gratta e vinci, i cosiddetti Multiprice Epsilon perché sono di tutti i prezzi, dai 10 centesimi ai 20 euro, quello più caro può fare vincere fino a 100 mila euro. E la novità è che questi biglietti si comprano e si giocano online, senza più intermediari e come dice qualcuno "comodamente seduti sul divano". Lo dichiara Stefano Vaccari deputato del Pd.
“Non dobbiamo spiegare la pericolosità di tutto questo, nemmeno più la deterrenza dello sguardo degli altri, mentre in casa, da soli davanti ad un PC, cadono tutti i freni inibitori e le dipendenze si acuiscono.
Per questo è folle scrivere, come fa un pezzo su "il Veggente", "un'estate all'insegna del divertimento", e “attenzione che potrebbe creare dipendenza”, ma quale divertimento? Ma come si fa a ironizzare sulla dipendenza in positivo quando ci sono migliaia di malati di azzardo in carico al servizio sanitario nazionale? Vediamo solo grossi pericoli. Per tutti, in particolare per i più giovani e i più fragili. Non ne sentivamo davvero il bisogno. Per il Governo tutto a posto?”, conclude Vaccari.
Foti faceva lezioni al Pd su coperture legge Schlein, si vergoni e si scusi pubblicamente
“Il parere contrario delle Regioni al dl liste d’attesa è una sonora bocciatura di cui Palazzo Chigi non può far finta di niente. Meloni e Schillaci sono stati sfiduciati anche dai loro presidenti di regione perché il decreto non risolve i problemi della sanità e non ha adeguate coperture finanziarie” così il capogruppo democratico nella commissione Affari sociali della Camera e responsabile welfare del Pd, Marco Furfaro. “Il decreto aveva solo finalità elettorali – aggiunge il dem - ed è stato presentato unicamente per cercare di coprire in modo goffo la legge Schlein che rappresentava una risposta determinata e concreta alla richiesta di un SSN efficiente, universale e accessibile, al fine di salvaguardare il diritto alla salute di tutti i cittadini. Il capogruppo di Fdi, Foti, che faceva la lezioncina al Pd sulle coperture economiche della legge Schlein dovrebbe scusarsi pubblicamente e vergognarsi davanti a questa sonora bocciatura”.
Le Regioni bocciano il decreto liste di attesa. Il bluff di un provvedimento che non mette un euro per garantire prestazioni sanitarie adeguate e per assumere personale, non regge. Chi amministra - anche a destra - sa che non bastano gli annunci per salvare il servizio sanitario.
Lo scrive su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“È un vero e proprio atto di ribellione contro il governo. E a renderlo ancora più forte è che arriva dalla conferenza delle regioni che prende le distanze dalla linea di Palazzo Chigi e mette nell’angolo il ministro Schillaci che viene, di fatto, sfiduciato” così in una nota il deputato democratico, Gian Antonio Girelli, componente della commissione Affari sociali della Camera, che sottolinea come: “il decreto liste d’attesa non è la risposta ai problemi della sanità italiana. Lo abbiamo detto con forza in queste settimane, ma la maggioranza non ha voluto darci ascolto e anzi ha bocciato la legge Schlein che chiedeva più investimenti e maggiore occupazione nel settore. Una considerazione politica però va fatta, mentre la maggioranza approva l’autonomia le regioni bocciano la linea del governo perché non prevede finanziamenti: Meloni, Tajani e Salvini dovrebbero trarne le conclusioni”.
“Il parere negativo della conferenza delle Regioni al decreto Liste d’attesa è una bocciatura senza precedenti. Ed è la conferma che l’intervento del governo è parziale, lacunoso e non risolve i reali problemi del sistema sanitario nazionale” così in una nota la deputata democratica, Ilenia Malavasi, componente della commissione affari sociali della camera, che sottolinea come: “quel provvedimento è nato solo ed esclusivamente per motivi elettorali. Hanno approvato in fretta e furia un testo del tutto incoerente che serviva alla maggioranza a cercare di oscurare la legge Schlein che prevedeva un reale intervento di investimento sul sistema sanitario sia da un punto di vista economico che da un punto di vista occupazionale. Hanno affossato in parlamento quella legge perché ne erano spaventati ma oggi ad essere bocciata è la linea del governo Meloni e l’azione del ministro Schillaci che, di fatto, è stato sfiduciato da molti Presidenti di regione della sua maggioranza”.
“In questi giorni il ministro Schillaci ha pubblicato un decreto che include il cannabidiolo, CBD, uno dei principi attivi della cannabis, tra i farmaci sotto stretto controllo perché stupefacenti. Il cannabidiolo è un principio attivo non incluso nelle Convenzioni Onu sulle sostanze narcotiche e psicotrope. A parte l’approccio antiscientifico a cui ormai ci sta abituando questo governo e il disinteresse per le esperienze virtuose di altri paesi nel mondo la cosa che fa rabbrividire è il totale menefreghismo per i tantissimi pazienti che usano il CBD come terapia per molti disturbi e malattie. La giustificazione del Ministro, per il decreto in questione, sarebbe l’aver ricevuto una nuova istruttoria da parte dell’Istituto superiore di sanità e dal Consiglio superiore di sanità che aggiornerebbe le informazioni ritenute necessarie per la decisione. Ovviamente di tali informazioni non troviamo traccia. L'obiettivo vero di questo governo è chiaro e semplice: disintegrare il settore della cannabis light. Un settore articolato e in crescita formato da migliaia di realtà imprenditoriali e che impiega migliaia di persone. È davvero vergognoso e inaccettabile, daremo battaglia in parlamento per impedire a Giorgia Meloni, al ministro Schillaci e al loro codazzo di novax di riportarci indietro nel tempo”. Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
"Altro che "alleanza del disonore" come dice Bardella. Quella che ha sconfitto lui e Le Pen è stata l'alleanza dell'onore, che non ha permesso all'ultradestra di arrivare al governo preservando la storia della Francia. Una grande mobilitazione, con oltre il 67 per cento di affluenza alle urne, ha dimostrato che le francesi e i francesi sono maturi abbastanza da votare anche chi, per anni, è stato considerato un avversario, in nome di un valore più alto.
E in nome di quel valore più alto bisogna cercare il massimo dell'unità possibile, anche in Italia, costruendo alleanze solide sui temi che segnano le vite delle persone: il lavoro sicuro, il salario minimo, la sanità pubblica, i diritti. Ed è su questo che stiamo lavorando". Lo scrive sui suoi canali social Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Secondo l’Unicef e l’Organizzazione mondiale della Sanità il morbillo ha effetti devastanti sulla salute dei bambini, con i più piccoli maggiormente a rischio di gravi complicanze con alti tassi di ospedalizzazione e l'indebolimento duraturo del sistema immunitario. Per fortuna oggi nel nostro Paese i vaccini per il morbillo sono gratuiti e obbligatori. Tutta la comunità scientifica è d’accordo su queste misure, ma la Lega, per racimolare disperatamente qualche voto tra i no-vax e cercare visibilità dopo i flop elettorali, propone di abolire questo obbligo mettendo a repentaglio il benessere dei minori. In questo quadro sconcertante il governo e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rimangono in silenzio mentre la maggioranza è spaccata. Sottoscrivo quindi l’appello dell’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri di Firenze per cancellare la proposta della Lega e invito soprattutto i parlamentari della destra, soprattutto della Toscana, a prendere immediatamente una posizione netta contro questa follia”. Lo dichiara il deputato dem Emiliano Fossi, segretario Pd della Toscana.
Combattere le destre su temi importanti come sanità, autonomia, lavoro
“Dobbiamo ripartire dai territori, da nord a sud passando per il centro, per combattere le destre e puntare su riforme strutturali e utili al nostro Paese. Questo Governo Meloni sta distruggendo l’Italia, con l’autonomia differenziata che indebolisce le regioni e aumenta le disuguaglianze. Noi dobbiamo combattere per una sanità pubblica più equa, un lavoro dignitoso per tutti, dicendo basta alle morti sul lavoro, scuole, asili, e più servizi per tutti. Serve una mobilitazione che parta dai territori”. Lo dichiara Stefano Graziano deputato Pd.
Ha ragione Elly Schlein, non fermiamoci agli ottimi risultati di queste elezioni. C’è bisogno di una forte mobilitazione per raggiungere i luoghi del non voto, per la sanità pubblica e il lavoro dignitoso, per difendere il Paese dai progetti distruttivi della destra.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati commentando i lavori della Direzione del Partito Democratico