“Le notizie che arrivano dalla Sicilia sono gravissime e restituiscono un quadro di degrado politico e amministrativo inaccettabile”. Lo afferma Anthony Barbagallo, capogruppo del Partito Democratico in commissione Trasporti alla Camera e segretario regionale del PD siciliano, commentando l’inchiesta della Procura di Palermo che ha chiesto gli arresti domiciliari per 18 persone, tra cui l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, con accuse di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione.
“Ancora una volta – spiega l’esponente dem – emergono dirigenti e funzionari pubblici asserviti a un disegno criminoso, pronti a fornire in anticipo informazioni sui bandi per favorire le imprese amiche e sistemare concorsi o appalti su misura. È un sistema marcio che si regge sull’intreccio tra politica e affari, con logiche clientelari e spartitorie che paralizzano la Sicilia. Dentro questa dinamica c’è anche il cosiddetto sistema delle ‘mance e mancette’, di cui il presidente Schifani si è fatto garante per tenere insieme una maggioranza divisa. Una pratica che ha svuotato di serietà e di credibilità l’azione di governo regionale. Schifani non è riuscito a ripristinare un sistema degno di una Regione che merita riscatto: il suo tempo è finito”.
“Il presidente – conclude Barbagallo – deve avere il coraggio di fare un passo indietro e restituire la parola ai siciliani. Abbiamo lanciato un grande progetto d'accordo d'intesa con il campo progressista, ma anche con la società civile. Occorre costruire un'alternativa, soprattutto un'alternativa che deve essere nel metodo perché la stagione in cui si decidono i direttori Generali della sanità e gli altri posti apicali nelle cene nei pranzi deve finire. Noi, se andiamo al governo, sceglieremo i migliori per riscattare la Sicilia dagli ultimi posti in tutte le classifiche”.
“Una legge di bilancio che ignora la crisi della sanità pubblica e scarica i costi sui cittadini”. Così Ilenia Malavasi, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Affari sociali, commenta i contenuti della manovra economica del governo. “Non ci sono – spiega Malavasi – le risorse necessarie per garantire il diritto alla salute ai 5,8 milioni di persone che oggi rinunciano a curarsi, né per sostenere le famiglie che nel 2024 hanno speso 41 miliardi di euro di tasca propria per accedere ai servizi sanitari. Dietro gli annunci di un incremento di 7,7 miliardi si nasconde, in realtà, un definanziamento del Servizio sanitario nazionale. Se fosse stato mantenuto il livello del 6,3 per cento del Pil del 2022 fino al 2028, oggi avremmo 17 miliardi in più, non 7,7”.
Per la deputata dem, “questo significa depotenziare la sanità pubblica, ridurre il fondo sanitario e trasferire meno risorse alle Regioni, costrette così a tagliare i servizi o ad aumentare la tassazione. È una scelta miope, che ancora una volta colpisce i cittadini. Il Partito Democratico, propone un piano straordinario di investimenti e assunzioni nel personale medico e sanitario. Servono nuove risorse, salari più equi rispetto alla media europea e condizioni di lavoro sostenibili, per contrastare la fuga dal pubblico e ridare dignità alla professione sanitaria”.
“Il governo Meloni – conclude Malavasi – favorisce i privati: nella legge di bilancio ci sono 900 milioni per le aziende private, molto più di quanto si investe per assumere nuovo personale sanitario. Una scelta che indebolisce la sanità pubblica e mina il diritto universale alla salute”.
“Disposizioni per la tutela della fertilità, il sostegno alla natalità e l’inserimento della preservazione della fertilità e della diagnosi pre-impianto nella legge 40/2004 nei Lea”, è il titolo della proposta di legge che verrà presentata questa mattina alle ore 10 presso la Sala Conferenze Stampa di Palazzo Montecitorio dai deputati e dalle deputate del Pd, Gian Antonio Girelli, Ilenia Malavasi, Silvio Lai, Sara Ferrari, Ubaldo Pagano e Giovanna Iacono.
Oltre ai firmatari parteciperanno alla conferenza l’avv. Maria Paola Costantini, la dottoressa Laura Pisano presidente della Onlus ‘L’Altra Cicogna’, la dottoressa Maria Giuseppina Picconeri, ginecologa, esperta in riproduzione medicalmente assistita unitamente a rappresentanti di enti e organizzazioni del settore.
Obiettivo principale della proposta è inserire la preservazione della fertilità tra le politiche di tutela dei diritti alla genitorialità e alla procreazione attraverso il Servizio Sanitario nazionale estendendo tale preservazione mediante crioconservazione degli ovociti per ragioni non sanitarie ma sociali a tutte le donne italiane, superando le attuali disparità regionali e garantendo l’accesso indipendentemente dalle condizioni economiche. Necessità che è stata già colta dalla Regione Puglia, che nel 2024 ha approvato la legge regionale n. 42 del 31 dicembre 2024, recante ‘Norme in materia di preservazione della fertilità per fini sociali’. Attualmente nei Livelli Essenziali di Assistenza, definiti nel 2007 e aggiornati nel 2024, è prevista unicamente la crioconservazione per le pazienti oncologiche, mentre restano escluse tutte le situazioni in cui la finalità è quella di tutelare preventivamente la propria fertilità in assenza di una patologia.
«Apprendiamo con sollievo che, secondo il ministro Tajani, “non se ne sta occupando” e che, come conferma il portavoce di Forza Italia, “il governo non c’entra nulla” con l’arresto in Libia del generale Almasri. Visto il risultato, forse è il caso che il governo cominci a non occuparsi di molte altre questioni: giustizia, economia, sanità, scuola, ambiente. Potremmo finalmente assistere a qualche miglioramento. La maggioranza si limiti a lasciare che la giustizia faccia il proprio corso, invece di tentare continuamente di mettere i bastoni tra le ruote ai regolari procedimenti . Dopo la carcerazione del criminale Almasri in Libia, sarebbe un’onta gravissima per la Camera sollevare il caso davanti alla Corte costituzionale per estendere lo scudo giudiziario a Bartolozzi. La maggioranza ci ripensi e fermi questa squallida forzatura istituzionale” così il deputato democratico, componente della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, Matteo Orfini
“Disposizioni per la tutela della fertilità, il sostegno alla natalità e l’inserimento della preservazione della fertilità e della diagnosi pre-impianto nella legge 40/2004 nei Lea”, è il titolo della proposta di legge che verrà presentata domani mattina alle ore 10 presso la Sala Conferenze Stampa di Palazzo Montecitorio dai deputati e dalle deputate del Pd, Gian Antonio Girelli, Ilenia Malavasi, Silvio Lai, Sara Ferrari, Ubaldo Pagano e Giovanna Iacono.
Oltre ai firmatari parteciperanno alla conferenza l’avv. Maria Paola Costantini, la dottoressa Laura Pisano presidente della Onlus ‘L’Altra Cicogna’, la dottoressa Maria Giuseppina Picconeri, ginecologa, esperta in riproduzione medicalmente assistita unitamente a rappresentanti di enti e organizzazioni del settore.
Obiettivo principale della proposta è inserire la preservazione della fertilità tra le politiche di tutela dei diritti alla genitorialità e alla procreazione attraverso il Servizio Sanitario nazionale estendendo tale preservazione mediante crioconservazione degli ovociti per ragioni non sanitarie ma sociali a tutte le donne italiane, superando le attuali disparità regionali e garantendo l’accesso indipendentemente dalle condizioni economiche. Necessità che è stata già colta dalla Regione Puglia, che nel 2024 ha approvato la legge regionale n. 42 del 31 dicembre 2024, recante ‘Norme in materia di preservazione della fertilità per fini sociali’. Attualmente nei Livelli Essenziali di Assistenza, definiti nel 2007 e aggiornati nel 2024, è prevista unicamente la crioconservazione per le pazienti oncologiche, mentre restano escluse tutte le situazioni in cui la finalità è quella di tutelare preventivamente la propria fertilità in assenza di una patologia.
“L’Italia è ormai in una fase di stagnazione tecnica, con il Pil fermo per il terzo trimestre consecutivo e i consumi in frenata. La legge di bilancio 2026, secondo le stime del Mef, non produrrà alcun effetto positivo sulla crescita”. Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio.
L’esponente dem sottolinea come “perfino il Centro Studi di Confindustria riconosce che l’attuale, debole crescita è soltanto l’ultima coda degli investimenti del Pnrr. Senza quei fondi, l’Italia sarebbe già in recessione. La manovra del governo Meloni è la prima in molti anni a non avere alcun impatto sulla crescita: se si facesse o non si facesse, sarebbe esattamente la stessa cosa. Il Pnrr è stato usato per coprire spese ordinarie, sottraendo risorse a scuola, sanità, transizione digitale ed ecologica. Così si condanna il Paese a un futuro di bassa crescita e scarse opportunità”.
“Il Partito Democratico – conclude Lai - presenterà una contromanovra che punti davvero sullo sviluppo industriale, sulla ripartenza e sulle infrastrutture sociali. In Italia la povertà cresce, la disoccupazione aumenta e i giovani restano senza prospettive. Questo è un governo di pura propaganda, incapace di gestire l’economia di un Paese e di costruire una visione per il futuro. Serve un piano alternativo che rimetta al centro il lavoro, gli investimenti e la coesione sociale”.
“La proposta del Pd prende spunto dall'idea di Leonardo Impegno che per anni ha combattuto affinché sulla RC Auto venisse rispettato il sacrosanto principio dell'uguaglianza. Principio che oggi viene messo in discussione dai banchi della maggioranza. Il Pd propone una tabella dei virtuosi che non facendo incidenti da 5 anni, paghino la polizza nello stesso modo a prescindere dal luogo in cui risiedono. Nulla di straordinario, solo buon senso: equità e giustizia e rafforzamento dei controlli per chi vuole fare il furbo sulle tariffe dell'auto”. Lo dichiara il deputato e responsabile Sud del Pd, Marco Sarracino presentando la mozione dem sulla RC Auto.
“Il costo annuo dell'assicurazione auto – sottolinea il parlamentare - mangia molte volte una intera mensilità di un lavoratore italiano e a questo si aggiunge una grande discriminazione territoriale: i cittadini del sud pagano molto di più le tariffe rispetto al nord anche se non commettono sinistri. C'è da dire che nelle metropoli del nord si commettono gli stessi sinistri come in quelle del sud e lo stesso è valido anche per il numero dei furti”.
“Alla fine dei conti, a pagare sono sempre i cittadini onesti costretti a subire l'iniquità di un sistema assicurativo basato sul pregiudizio territoriale. Nello squallido contesto di cittadini di serie A e B, se sei meridionale, non solo hai meno servizi, opportunità e sanità ma devi pagare la RC Auto più che in altre regioni”, conclude Sarracino.
ra dal Pd impegno costante in Parlamento
“Il tumore della prostata metastatico non è solo una patologia complessa, ma una sfida per l’intero sistema sanitario: una questione di equità, qualità delle cure e responsabilità pubblica. Dove esistono modelli organizzativi integrati, multidisciplinari e continui, i pazienti ricevono diagnosi tempestive, terapie appropriate e un accompagnamento lungo tutto il percorso. Dove invece prevale la frammentazione, chi ne paga il prezzo sono i cittadini”. Così il deputato del Pd Gian Antonio Girelli, componente della Commissione Affari Sociali e Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Prevenzione e diminuzione del rischio”, commenta i risultati dell’incontro odierno alla Camera dedicato al tumore della prostata metastatico.
Nel corso della conferenza stampa sono emerse esperienze cliniche e organizzative che dimostrano come il modello delle Prostate Cancer Unit possa rappresentare la base per una rete nazionale capace di garantire uniformità e qualità dell’assistenza. “Non si tratta di creare qualcosa di estraneo al sistema – prosegue Girelli – ma di riconoscere, valorizzare e rendere replicabili le migliori pratiche già esistenti, mettendo a sistema competenze, strutture e risorse. La buona politica ha il dovere di costruire cornici che consentano al Servizio sanitario nazionale di offrire le stesse opportunità di cura ovunque, senza differenze geografiche”.
Per Girelli è necessario “assicurare continuità alle attività avviate oggi, definendo standard omogenei e sostenendo una rete nazionale integrata per la salute maschile che includa prevenzione, diagnosi precoce, qualità dei percorsi terapeutici e presa in carico globale dei pazienti”.
Il parlamentare ha annunciato che le indicazioni emerse dal confronto di oggi “diventeranno parte di un impegno politico stabile, attraverso iniziative parlamentari e atti di indirizzo. Il documento presentato non resterà sulla carta: sarà la base per un lavoro condiviso con istituzioni, professionisti e associazioni dei pazienti. I diritti alla salute non possono dipendere dal territorio di residenza. Trasformare le migliori evidenze scientifiche e organizzative in garanzie esigibili è il nostro compito”.
“Questa giornata non chiude un percorso – conclude Girelli – lo apre. Alla qualità clinica deve corrispondere la qualità delle scelte pubbliche. E su questo continueremo a lavorare con determinazione”.
Crescono in Italia i casi di malattie sessualmente trasmissibili (MST), una tendenza che impone un rafforzamento delle politiche di prevenzione, informazione e diagnosi precoce. Se ne discute oggi e domani a Firenze all’XI Congresso Nazionale SIMaST, appuntamento di riferimento per clinici e operatori sanitari impegnati nella tutela della salute sessuale.
“L’aumento delle malattie sessualmente trasmissibili è un campanello d’allarme che non può essere ignorato”. Lo dichiara il deputato del Pd, Gian Antonio Girelli, membro della Commissione Affari Sociali della Camera. “La salute sessuale è parte integrante della salute pubblica: occorre investire su informazione corretta, accesso tempestivo ai test, presa in carico multidisciplinare e servizi territoriali capaci di intercettare precocemente bisogni e fragilità. Prevenzione e diagnosi precoce significano equità, tutela dei cittadini e sostenibilità del sistema sanitario”.
Il Congresso SIMaST 2025 riunisce esperti da tutta Italia per condividere buone pratiche sulla gestione clinica delle MST e promuovere un approccio che integri competenze dermatologiche, infettivologiche, urologiche, ginecologiche e di salute pubblica.
“È essenziale – conclude Girelli – promuovere un dialogo chiaro sulle MST, migliorare l’accesso agli screening e sostenere i professionisti sanitari nella diffusione di strumenti e percorsi efficaci. La prevenzione è una responsabilità collettiva e la politica deve fare la sua parte, rafforzando servizi e programmi dedicati”.
“Le analisi Gimbe confermano ciò che denunciamo da mesi: dietro l’apparente aumento delle risorse per la Sanità contenuto nella prossima legge di Bilancio si nasconde un vero e proprio definanziamento strutturale. Il gap di 17,5 miliardi tra quanto sarebbe necessario per mantenere il livello di finanziamento al 6,3% del Pil e quanto realmente stanziato nel periodo 2023-2026 certifica una scelta politica chiara: continuare a indebolire il Servizio sanitario nazionale”.
Così commenta il deputato del Pd Gian Antonio Girelli la proposta di bilancio aggiungendo, inoltre che “non basta sbandierare aumenti nominali. In rapporto al Pil, dopo un breve rialzo nel 2026, il finanziamento tornerà a scendere fino al 5,93% nel 2028, toccando un minimo storico. È un segnale gravissimo: meno risorse significa liste d’attesa più lunghe, più spesa privata per le famiglie, maggiori diseguaglianze di accesso alle cure e un sistema sanitario pubblico sempre più in affanno”.
“Il Governo – conclude Girelli - fermi questa deriva. Servono investimenti veri e strutturali, programmazione, personale e strumenti per garantire universalità, equità e qualità delle cure. La sanità pubblica è un pilastro della nostra democrazia: continuare a indebolirla significa mettere a rischio la coesione sociale e il diritto alla salute di milioni di cittadini”.
“Il Governo indebolisce la sanità pubblica. Quest’anno la spesa sanitaria sarà intorno al 6% del PIL, il livello più basso degli ultimi decenni, e secondo le previsioni scenderà ancora, tanto da raggiungere il 5,93% nel 2028.
La riduzione dei fondi si traduce in meno investimenti negli ospedali, nel personale sanitario e nei servizi territoriali, con conseguenze che graveranno sui cittadini. Sempre più persone sono costrette a rivolgersi al privato o, peggio, a rinunciare alle cure, e ampie aree del paese vivono grandi difficoltà, con servizi tragicamente sotto pressione.
La situazione è evidente a tutti: il Governo non interviene né per ridurre le liste d’attesa, né per aumentare gli stipendi di medici e infermieri, ma continua con coerenza a spostare risorse verso il privato.
Questa manovra è insufficiente su tutti i fronti, a partire dalla sanità. Del resto, ne prendono le distanze loro stessi, come conferma l’incapacità dei partiti di governo anche di indicare un relatore di maggioranza.”
Così in una nota la Deputata del Partito Democratico, componente della commissione Affari Sociali della Camera, Ilenia Malavasi.
“La legge sulla montagna così come è stata impostata non affronta i problemi peculiari delle aree interne a partire dai servizi necessari ad evitare lo spopolamento. Durante il percorso parlamentare abbiamo presentato diversi emendamenti a supporto dei servizi essenziali, sanitari, scolastici, di trasporto e mobilità, per rendere più vivibili i comuni montani, ma nessuno di questi è stato accolto, così come abbiamo criticato fin da subito il fatto che non fossero espliciti e chiari i criteri di riclassificazione dei territori. E le notizie che stanno emergendo, anche da preoccupazioni espresse da Anci, fanno temere che tanti comuni delle aree interne, in questo modo, rischiano di essere esclusi dalla classificazione senza che nel frattempo il governo abbia messo in campo alcun provvedimento di supporto e sostegno. La Liguria, per la sua conformazione e per le sue peculiarità, rischia di essere particolarmente danneggiata, visto anche la mancanza di intervento dell’amministrazione regionale. Chiediamo alla Regione Liguria di far sentire la sua voce e al Governo di coinvolgere ancora di più i territori, per non lasciare fuori territori che presentano problemi di servizi, viabilità, trasporto e che vanno sostenuti”, così la vicecapogruppo PD alla Camera Valentina Ghio sulla legge per i comuni montani
“Il caso Ranucci ha riportato all’attenzione il tema cruciale della libertà di stampa, pilastro della nostra democrazia. Come Partito Democratico abbiamo espresso piena solidarietà a Sigfrido Ranucci e a tutti i cronisti che negli ultimi tempi sono stati oggetto di minacce e intimidazioni. I dati sono allarmanti: 81 giornalisti minacciati nel primo semestre del 2025, con un incremento del 76% rispetto al 2024. Non basta più la solidarietà: bisogna agire con strumenti concreti”. Lo afferma il deputato Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche dell’Unione europea.
“La direttiva europea Anti-Slapp, approvata nel 2024, tutela i giornalisti da azioni temerarie e intimidatorie volte ad ostacolare o limitare la libertà di informazione. Ma l’Italia – spiega l’esponente dem – non l’ha ancora recepita nel proprio ordinamento. Per questo, abbiamo presentato un emendamento alla legge di delegazione europea per chiedere al governo di recepirla subito, rafforzando così le garanzie per la stampa libera e per il diritto dei cittadini a essere informati”.
“Il governo Meloni – conclude De Luca – deve smettere di avere un rapporto difficile con la stampa. La ritrosia alle conferenze stampa sono il segno di una chiusura verso un confronto trasparente sui temi reali: pensioni, salari, energia, sanità, scuola. Chiediamo che la maggioranza approvi subito la direttiva Anti-Slapp e che ministri e politici ritirino le querele temerarie contro i giornalisti. È tempo di difendere con forza la libertà di stampa e la trasparenza democratica”.
Il ponte sullo stretto è insostenibile, sia dal punto di vista ambientale che su quello economico. Dopo il parere negativo della Corte dei Conti insistere su un progetto dannoso e costoso sarebbe una follia. Sono anni che il governo cerca fondi per un’opera che non dà alcuna certezza di migliorare la vita dei cittadini. E così, di fatto da anni si sottraggono risorse per altre infrastrutture fondamentali fino al saccheggio del Fondo Sviluppo e Coesione destinato alle regioni meridionali.
Più che prendersela con la magistratura contabile, Meloni farebbe meglio ad abbandonare un progetto ormai superato e pieno di forzature di carattere procedurale e legislativo. Le risorse promesse possono essere utilizzate per altri opere che incidano veramente nella vita delle persone, dalle strade alle ferrovie, a strutture sanitarie o scolastiche.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Il Partito Democratico vota a favore di questa mozione e lo fa con orgoglio, perché ogni volta che il Parlamento riesce a trovare unità su temi come la lotta ai tumori, manda un messaggio di speranza e di fiducia alle donne e ai cittadini che affrontano patologie oncologiche. In questa legislatura abbiamo approvato importanti misure comuni, dall’aumento dei giorni di comporto alla legge sull’oblio oncologico e oggi, con questa mozione, riaffermiamo l’importanza della nutrizione come parte integrante dei percorsi di cura”. Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata dem Ilenia Malavasi, della commissione Affari sociali durante le dichiarazioni di voto alla mozione su alimentazione e terapie oncologiche.
“L’alimentazione non è un elemento secondario – prosegue l’esponente Pd – ma un pilastro terapeutico: la malnutrizione, spesso legata alla malattia o alle terapie, influisce sulla prognosi, sulla sopravvivenza e anche sui costi sanitari, che aumentano fino al 50 per cento. Le linee guida del 2017 sui percorsi nutrizionali vanno applicate in modo uniforme, superando le disuguaglianze regionali, per garantire equità e diritto alla cura in tutto il Paese”.
“La prevenzione e la presa in carico multidisciplinare – conclude Malavasi – sono la chiave per migliorare qualità e durata della vita. Servono investimenti e un impegno collettivo per rafforzare il Servizio sanitario nazionale, che resta uno dei più grandi patrimoni di democrazia e libertà del nostro Paese”.