“Giorgia Meloni da Trento rivendica i risultati sul lavoro e sui salari. Dice no al salario minimo perché indebolirebbe la contrattazione collettiva, di cui parla da perfetta neofita della materia. E dice perfino che ha rinnovato i contratti a differenza di chi l’ha preceduto. Peccato che quello sul pubblico impiego 2022-2024 di cui dovrebbe occuparsi direttamente il suo governo sta ancora lì fermo. Ci sono tavoli aperti da mesi su sanità, enti locali e forze dell’ordine che non si chiudono per la ristrettezza delle risorse messe in rapporto all’aumento del costo della vita. Quindi, la Presidente del Consiglio prima di rivendicare risultati guardi bene ai ritardi che sta accumulando. E che sta riguardando la vita di milioni di dipendenti pubblici. Oltre che di lavoratori poveri che aspettano un salario minimo sotto il quale non è dignitoso lavorare”.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
“Dopo le parole del presidente della repubblica albanese, Edi Rama, chiediamo al governo di riferire urgentemente in parlamento sullo stato di avanzamento degli investimenti previsti dall’accordo Italia-Albania” cosi la delegazione di deputati Pd che è stata nei giorni scorsi in Albania per documentare il reale stato di avanzamento degli investimenti nell’ex base militare di Gjader dove, secondo il cronoprogramma del governo, sarebbe dovuto già essere operativo un centro di accoglienza dei migranti. “Rama - sottolineano Enzo Amendola, Simona Bonafè, Matteo Mauri e Matteo Orfini - conferma la complessità dell’accordo gettando una lunga ombra sulla possibilità di gestire correttamente in Albania le procedure di sbarco, identificazione e le pratiche di asilo. Ma soprattutto conferma quello che abbiamo visto con i nostri occhi: al momento,
le strutture non ci sono e gli investimenti stanno viaggiando con ritardi enormi nonostante il forte incremento dei costi dell’intera operazione che determinerà un danno di oltre 800 milioni di euro per le casse dello Stato. “Il governo si fermi e utilizzi quei fondi per welfare e sanità come chiede la legge Schlein” conclude la delegazione dei deputati che ieri, in una conferenza stampa a cui ha partecipato la capogruppo democratica, Chiara Braga, ha mostrato le immagini dell’ispezione ai cantieri.
Pdl adottato come testo base in commissione, martedì prossimo termine emendamenti
“Nel nostro Paese ci sono oltre quattro milioni di persone che non riescono ad avere accesso alle cure per le liste d’attese infinite e il definanziamento dei servizi territoriali e di prossimità. Le audizioni dei Presidenti di regione, degli ordini e dei sindacati dei medici, del premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, avvenute in questi giorni in commissione affari sociali, ci dicono che il SSN nazionale è fortemente a rischio e che servono al più presto misure di investimento cospicue, a partire dall’assunzione di personale sanitario. Per questo è una bella notizia che oggi sia stato adottato come testo base la proposta di legge a prima firma Elly Schlein. Perché questo tema è prioritario non per il PD, ma per l'Italia intera. Ci auguriamo che la maggioranza adesso discuta e approvi con noi al più presto la legge in aula, perché la vita non aspetta”. Così il capogruppo democratico nella commissione Affari sociali della Camera, Marco Furfaro, nel giorno in cui l’ufficio di presidenza ha adottato la Legge Schlein come testo base fissando il termine per la presentazione degli emendamenti a martedì prossimo alle 15.
“Noi abbiamo sempre detto che questo accordo Italia Albania era inutile perché di fatto non fermerà il numero degli sbarchi e troppo costoso perché sono previsti 800 milioni di spesa. Abbiamo avuto ieri la prova che si è trattato solo di un tentativo da parte del governo Meloni di finanziare con 800 milioni la campagna elettorale per le europee, tentativo fra l’altro mal riuscito perché non c’è assolutamente niente di pronto nel territorio albanese. Quindi chiediamo alla presidente del consiglio di ritirare questo accordo e di investire questi 800 milioni sulla sanità pubblica così come abbiamo chiesto presentando la legge Schlein”. Lo ha detto Simona Bonafè vicepresidente vicaria del gruppo pd alla camera a margine della conferenza stampa del PD ‘fermiamo l’accordo Italia Albania’.
“Finalmente, dopo 24 ore, la maggioranza ritrova la parola sui centri fantasma in Albania. L'ingrato compito spetta a Foti che fa esattamente quanto avevamo annunciato. Rivendica i lavori nel centro portuale (che peraltro abbiamo documentato ed esposto). Peccato che come spiegò proprio Giorgia Meloni, quel centro senza il secondo è completamente inutile e inutilizzabile. Insomma Foti conferma involontariamente quanto abbiamo detto: si buttano 800 milioni di euro sottratti alla sanità e al welfare per finanziare uno spot elettorale”. Così in una nota il deputato democratico, Matteo Orfini.
“Un progetto fallimentare 800 milioni una spesa abnorme per fare una violazione anche di quelli che sono i basilari diritti dei migranti. Noi chiediamo alla presidente Meloni di fermarsi di ragionare e soprattutto di rivedere quella che è una mera propaganda sull’immigrazione che non solo è in umana ma è anche troppo costosa in una fase in cui i beni pubblici italiani sono sotto attacco come per esempio la Sanità”. Lo ha detto il deputato del PD e capogruppo in commissione Esteri di Montecitorio, Vincenzo Amendola, a margine della conferenza stampa PD ‘fermiamo l’accordo Italia Albania’.
Spreco di risorse, vengano destinate a legge Schlein
“Chiediamo al governo Meloni di fermarsi di fronte a questo spot elettorale che è un grande fallimento e di destinare quegli 800 milioni per finanziare la legge Schlein sulla sanità. Chiederemo al governo di venire a relazionare in Parlamento perché non possiamo accettare questo spreco di risorse e questa risposta sbagliata e inumana ai problemi dell’immigrazione”. Lo ha detto la capogruppo del PD alla camera Chiara Braga a margine della conferenza stampa del PD ‘Fermiamo l’accordo Italia-Albania’.
Oggi conferenza stampa alla Camera con Braga e la delegazione dem che è stata in Albania
L’accordo Italia-Albania sui migranti, voluto dal Governo Meloni e venduto al Paese come la soluzione di tutti i problemi, è un bluff. Secondo la propaganda della destra doveva essere operativo dal 20 maggio. Ieri, 22 maggio, una delegazione di deputati del Pd si è recata in Albania dove ha constatato che nei luoghi destinati alla costruzione dei centri migranti ci sono solo ruspe. I dettagli del blitz verranno resi noti domani in una conferenza stampa a cui parteciperanno la capogruppo democratica, Chiara Braga e i 4 deputati della delegazione, Simona Bonafè, Enzo Amendola, Matteo Mauri e Mattero Orfini.
“800 milioni di euro di fallimento elettorale. Chiediamo che questi fondi siano ritirati e destinati alla sanità pubblica per potenziare il sistema sanitario nazionale, come previsto dalla legge Schlein” dichiarano i dem.
La conferenza stampa si terrà oggi, giovedì 23 maggio, ore 12, presso la sala Berlinguer del gruppo del Pd della Camera.
Ingresso Via Uffici del Vicario 21.
È necessario inviare un accredito all’indirizzo pd.ufficiostampa@camera.
L’accordo Italia-Albania sui migranti, voluto dal Governo Meloni e venduto al Paese come la soluzione di tutti i problemi, è un bluff. Secondo la propaganda della destra doveva essere operativo dal 20 maggio. Oggi, 22 maggio, una delegazione di deputati del Pd si è recata in Albania dove ha constatato che nei luoghi destinati alla costruzione dei centri migranti ci sono solo ruspe. I dettagli del blitz verranno resi noti domani in una conferenza stampa a cui parteciperanno la capogruppo democratica, Chiara Braga e i 4 deputati della delegazione, Simona Bonafè, Enzo Amendola, Matteo Mauri e Mattero Orfini.
“800 milioni di euro di fallimento elettorale. Chiediamo che questi fondi siano ritirati e destinati alla sanità pubblica per potenziare il sistema sanitario nazionale, come previsto dalla legge Schlein” dichiarano i dem.La conferenza stampa si terrà domani, 23 maggio alle ore 12 presso la sala Berlinguer del gruppo del Pd della Camera.
Ingresso Via Uffici del Vicario 21.
È necessario inviare un accredito all’indirizzo pd.ufficiostampa@camera.it
“Per mancanza di soldi, per liste di attesa troppo lunghe e per inefficienza delle strutture, oggi in Italia 4 milioni di persone non riescono più a curarsi. Con il Sistema sanitario nazionale in grave difficoltà, il diritto alla salute rischia di non essere più universale. Le audizioni in Commissione affari sociali e soprattutto le parole del premio Nobel Giorgio Parisi sulla carenza del personale e sulla necessità di un piano straordinario di finanziamento del sistema confermano la bontà della Legge Schlein che propone la ristrutturazione del Ssn e lo sblocco delle assunzioni come prima risposta alla salute delle persone”. Lo dichiara Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio e responsabile iniziative politiche del partito.
“Quella del Pd – ha aggiunto Furfaro - è una proposta che guarda al benessere di tutti. È un appello che ha a cuore gli italiani senza alcuna distinzione o appartenenza politica. E per questo ci auguriamo che maggioranza e opposizione possano confluire a sostegno della nostra proposta di legge così come a quella promossa da quattro regioni italiane che, come noi chiedono di finanziare il Sistema sanitario nazionale con risorse pari ad almeno il 7,5% del PIl, di sbloccare il vincolo assunzionale e sfoltire le liste di attesa”.
"È sempre più necessario un intervento di rifinanziamento e ristrutturazione del Servizio sanitario nazionale: è in gioco la garanzia del principio dell'universalità che ora rischia di scomparire. È impensabile che le lunghe liste d'attesa spingano i cittadini a pagare cifre esorbitanti ricorrendo alla sanità privata. È impensabile che chi non può permettersi tali cifre debba rinunciare alle cure". Lo ha dichiarato il deputato dem Gian Antonio Girelli in Commissione affari sociali nell’ambito delle proposte di legge per il sostegno finanziario del Servizio sanitario nazionale.
"Se infine la proposta di Autonomia differenziata andasse in porto, che cosa ne sarebbe del Ssn con 21 modelli differenti? Anche in questo caso, oltre al tema dell'universalità di accesso alla cura, non ci sarebbero garanzie di razionalità della spesa e mi riferisco ai farmaci, al personale, all'innovazione scientifica, alla ricerca e soprattutto alla risposta ai bisogni dei cittadini" ha concluso Girelli.
“Le regioni sono tutte d'accordo su due punti: servono più risorse e va eliminato il tetto di spesa del personale. Sono due condizioni obbligatorie per salvare il ssn e la voce delle regioni va ascoltata. Non c'è più tempo. La situazione nei territori è particolarmente complessa, anche a seguito del cambiamento dei bisogni primari di salute. L'allungamento della vita ha portato un aumento delle cronicità a cui far fronte con una nuova alleanza ospedale-territorio, che necessita di nuovi organici, oggi purtroppo carenti e spesso mortificati, senza alcuna valorizzazione del ruolo. Il rifinanziamento del Sistema sanitario nazionale va infatti necessariamente unito all'abbattimento delle liste d'attesa e all'adeguamento numerico del personale. È dunque fondamentale superare il limite del tetto di spesa per assicurare una campagna di assunzioni con giuste retribuzioni che rendano attrattiva la professione sanitaria e fermino il fenomeno dei gettonisti che ha aggravato la crisi del Ssn”. Lo ha dichiarato la deputata dem Ilenia Malavasi in Commissione Affari sociali durante le audizioni per il sostegno finanziario del Servizio sanitario nazionale.
Le Regioni e i soggetti auditi oggi alla Camera hanno detto una cosa chiara: servono più risorse e più personale per evitare il collasso del servizio sanitario nazionale. E invece ogni mese la situazione peggiora, a causa dei tagli e dell’inerzia del Governo Meloni. Si smetta di fare regali ai privati, con l’unico effetto di mettere in ginocchio la sanità pubblica e il diritto alle persone di potersi curare. Abbiamo una grande opportunità, la maggioranza voti insieme a noi la legge Schlein, per portare al 7.5% del Pil la spesa sanitaria, assumere medici e infermieri e abbattere le liste di attesa. È quello che chiedono anche le Regioni governate dalla destra con le loro proposte di legge.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Chiediamo al governo di smetterla con la propaganda, il tema non è discutere sul passato ma affrontare con serietà il presente. Oggi le regioni audite in commissione affari sociali hanno lanciato un grido d'allarme: siamo a un punto di non ritorno, ci dicono, con il sistema sanitario nazionale a rischio e il diritto alla salute che rischia di subire un colpo mortale. Sono intervenute regioni di destra e di sinistra, che hanno approvato proposta di legge simile alla Schlein, che chiede di portare i finanziamenti del SSN al 7,5% del Pil”. Lo dichiara Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio e relatore della proposta di legge Schlein.
“Il governo la smetta di prendere in giro gli italiani. Anche gli ordini e i sindacati dei medici lamentano mancati finanziamenti e la necessità di sbloccare il vincolo assunzionale che non permette di assumere e stabilizzare nuovi medici e operatori sanitari. Alla Presidente Meloni diciamo che qui c'è in ballo qualcosa di più del suo risultato elettorale alle europee, c'è in ballo la vita degli italiani. Fregarsene per tornaconti di partito significa tradire l'Italia” ha concluso Furfaro.
“La partecipazione della Premier Meloni alla Kermesse di Vox a Madrid è stata una pagina nera della sua campagna elettorale, in cui ha svelato la maschera rispetto agli atteggiamenti istituzionali con cui aveva provato a rivestire la sua immagine anche in Europa, per dare segnali di affidabilità. Purtroppo la propaganda sovranista serve solo in campagna elettorale, ma si sgretola alla prova del governo come sta accadendo in Italia. Metterla in atto vuol dire non aver capito gli insegnamenti che ci sono arrivati dalla storia. La retorica sovranista mina anzitutto i princìpi fondanti dell’integrazione europea: la tolleranza, il rispetto di diritti fondamentali, la non discriminazione e la libertà di espressione. Ma non solo. Questa retorica danneggia gravemente anche i nostri cittadini. È ridicolo pensare infatti di tornare indietro verso soluzioni nazionali, muri e confini, mentre i problemi del nostro tempo richiedono risposte globali per sanità, politiche sociali, lavoro, sviluppo economico sostenibile, difesa comune. Avremmo bisogno di un Governo che lavori per rafforzare l'integrazione europea e provi a non isolare ulteriormente l'Italia anche nei futuri assetti di governo europei. Ma il vero volto politico della Meloni purtroppo lo sta impedendo”. Così il capogruppo dem in Commissione Affari Europei dí Montecitorio in un’intervista a notizie.com.