Oggi è la Giornata nazionale del personale sanitario, socio-sanitario, socio-assistenziale e del volontariato. I servizi sanitari si reggono sul lavoro di queste persone e troppo spesso, dietro alla giusta celebrazione dello sforzo immenso di questa categoria, si dimentica di porre l’accento sulle difficoltà che vivono ogni giorno: turni impossibili, carenza di organico, precarietà. Dobbiamo investire sul nostro servizio sanitario nazionale, iniziando ad assumere, a stabilizzare e a formare personale, aumentando il numero di posti disponibili per i corsi di laurea delle professioni sanitarie, ad oggi non sufficienti al fabbisogno del Paese. Dobbiamo dare il giusto valore alla capacità e alla rilevanza delle professioni sanitarie, tutte e senza distinzione, con attenzione alle peculiarità di ciascuna: migliorare la qualità del lavoro sanitario significa migliorare il servizio stesso. Lo Stato deve prendersi cura di chi ci cura.
Così la deputata del Pd Rachele Scarpa.
“Il 20 febbraio in Italia è la Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassitenziale e del volontariato. Oggi è doveroso ringraziare nuovamente donne e uomini che hanno offerto un contributo straordinario durante la pandemia da Covid_19, facendo orari di lavoro massacranti e sforzi incredibili per salvare vite. Negli ultimi anni abbiamo avuto la riprova di quanto la sanità pubblica sia fondamentale e vada rafforzata, per tutelare il diritto alla salute di tutte e tutti noi, così come garantito dall’articolo 32 della Costituzione. Potenziare la nostra rete e le nostre strutture mediche è un investimento, mai un costo”.
Ad affermarlo in una nota Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico.
“Non mi ritengo per nulla soddisfatto dalla risposta del governo, in relazione alle modalità e soprattutto ai tempi previsti per colmare il digital-divide tra le zone urbane urbane e le aree interne dove persiste un enorme problema di connettività e di copertura di rete che non interessa solo Internet ma anche la rete telefonica e addirittura il segnale televisivo”. Così il capogruppo del PD in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo, dichiarandosi insoddisfatto dopo la replica del governo all’interrogazione con cui si evidenzia il ritardo dei servizi a banda ultra larga, per le aree interne, i piccoli comuni e le isole minori.
“C’è un paese che viaggia a due velocità – ha detto Barbagallo – mentre per la Costituzione l’Italia è una e indivisibile. E il governo, anche per quanto riguarda le risorse del PNRR stanziate in questo ambito, non ha fornito risposte adeguate. Basti pensare che le risorse per questo obiettivo – ha concluso – coprono solo i settori come sanità e scuola e non sono neanche sufficienti a soddisfare le esigenze delle isole minori: bastano solo per 21 isole minori in tutta Italia ma solo in Sicilia sono 15. Prova evidente che si tratta di uno stanziamento insufficiente”.
“L’Università deve essere parte integrante dell’offerta sanitaria di ciascuna area vasta, non solo come percorso formativo, ma anche per promuovere l’inserimento lavorativo delle risorse umane. E’ necessario che le figure professionali formate sul territorio vengano utilizzate adeguatamente e valorizzate dalla sanità locale, oggi in grave difficoltà per la mancanza di specializzandi e medici. Il documento di programmazione integrata dell’Area Vasta Sud est, tra l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e l’Azienda Usl Toscana sud est, in sinergia con Estar e la Regione Toscana, siglato nelle scorse settimane, è quindi un progetto fondamentale che va attuato con efficacia e proposto in altre realtà”: è quanto dichiara Marco Simiani, deputato Pd, sul convegno “Gli obiettivi della Sanità toscana: Le esperienze dell'Azienda USL Toscana sud est nella sanità territoriale, nell'emergenza urgenza, nella Continuità assistenziale” in programma oggi, giovedì 16 febbraio a Grosseto.
“La Lombardia può cambiare. Abbiamo una grande occasione domenica e lunedì votando Pierfrancesco Majorino Presidente. La partita è aperta grazie ad un programma che mette al centro i cittadini e le cittadine lombarde. Vogliamo cambiare la sanità lombarda per dare a tutti il diritto di curarsi gratuitamente e senza tempi di attesa inaccettabili. Vogliamo far diventare la Lombardia il motore di uno sviluppo capace di ridurre le disuguaglianze tra territori e fasce della popolazione puntando sulla sostenibilità ambientale, sul lavoro di qualità e sicuro e sulle competenze che servono a non lasciare nessuno indietro. E infine vogliamo fermare il tentativo di dividere il Paese con un’idea di autonomia che privatizza i servizi e moltiplica disuguaglianze. Per tutto questo saremo in tanti oggi a Milano al Teatro del Buratto con i candidati alla segreteria del Pd. Perché solo un partito Democratico unito e forte può far vincere una Lombardia più giusta, solidale, democratica”.
Così Chiara Braga, deputata del Pd e segretaria di Presidenza della Camera dei deputati.
“L'esito del CIPESS di oggi è semplicemente imbarazzante. Approva tre progetti da 500 milioni di euro mentre continua a tenere bloccati 27 miliardi di risorse del Fondo Sviluppo e Coesione destinati al Sud. Come abbiamo ribadito pochi giorni fa durante il question time al ministro Giorgetti, sono mesi che si attende lo sblocco di questi fondi già previsti tra l’altro nella programmazione 2021/2027 e già ripartiti a giugno tra le varie Regioni meridionali. Eppure ancora nulla si muove. Dal CIPESS nessuna delibera attuativa. E così restano arenate risorse importanti che spettano al Mezzogiorno e di cui il Mezzogiorno ha assoluto bisogno per investimenti fondamentali in servizi, scuole, sanità, infrastrutture, ambiente. Una scelta che non fa bene all’intero Paese. Oggi poteva essere l’occasione giusta ma il Governo di destra ha preferito continuare a lavorare contro il Sud e quindi contro lo sviluppo di tutta l’Italia. Siamo senza parole davvero ma continueremo la nostra battaglia con convinzione”.
Lo dichiara il vice capogruppo del Pd alla Camera Piero De Luca
“Dispiace che il senatore Maurizio Gasparri quando parla dei conti della Regione Lazio e della gestione di Nicola Zingaretti prenda lucciole per lanterne, ma è tipico di questa destra di governo dalla memoria corta che non ne sta facendo una giusta, a cominciare dal caos sul caro carburante. Se Gasparri cerca i protagonisti del disastro nel Lazio, può trovarli tra i supporter di Francesco Rocca. Zingaretti grazie a 10 anni di buon governo ha risanato i conti e lascia il Lazio con in pancia 16 miliardi di investimenti per il futuro. Le destre avevano ridotto la sanità regionale sul lastrico ma grazie alla virtuosa gestione delle giunte di centro-sinistra guidate da Zingaretti e all’azione di Alessio D’Amato, il Lazio è uscito fuori dal commissariamento della Sanità e ha raggiunto traguardi importanti. Per i debiti che continuiamo a pagare dobbiamo ringraziare i governi della destra”. Così il deputato dem e segretario del Pd Roma, Andrea Casu, commentando quando dichiarato dal senatore Maurizio Gasparri sulla gestione del Lazio da parte del governatore uscente Nicola Zingaretti.
l candidato alla segreteria regionale con Elly Schlein a Massa Carrara, Viareggio, Lucca, Pistoia e Prato: “Il partito riparta da lotta alle disuguaglianze”
“Il Pd deve ripartire dalla lotta alle disuguaglianze. Non possono esserci una Toscana di serie A e una di serie B nelle condizioni sociali e nelle opportunità per donne e uomini. Ci deve essere una sola Toscana, giusta, aperta e libera”.
A dirlo è stato Emiliano Fossi, candidato alla segreteria del Pd toscano per la mozione “Una nuova speranza”, durante l'intervento davanti alle 400 persone venute ad ascoltare la presentazione della sua candidatura e quella nazionale di Elly Schlein oggi a Massa. Stamani Fossi e Schlein hanno partecipato a due iniziative partecipate da centinaia di persone, a Massa come a Viareggio, mentre nel pomeriggio sono a Lucca, Pistoia e Prato.
“La costa e le aree interne della Toscana - dice Fossi - stanno scontando un ritardo intollerabile in termini di infrastrutture e di occasioni di crescita, un ritardo per gran parte dovuto al fatto che dal governo nazionale c’è stata poca attenzione a questi territori. Il nuovo Pd deve ripartire da qui, dall’ascolto di donne e uomini che da troppo tempo si sentono cittadini di serie B. Dobbiamo lavorare ad accorciare le differenze che ancora persistono tra la zona centrale della Toscana da una parte e la costa e le aree interne dall’altra. E nel farlo dobbiamo mettere in cima alla priorità il bene più prezioso, la salute: la sanità pubblica non va solo difesa ma sostenuta e finanziata, anche ricorrendo alla leva fiscale nei confronti di chi ha redditi alti”.
“Il Pd toscano - conclude Fossi - deve ritrovare una sua centralità, un suo protagonismo. La grande partecipazione e l’entusiasmo che stiamo vedendo nelle iniziative di oggi ne è la dimostrazione. La Toscana dei buoni amministratori non basta più… ognuno faccia il suo mestiere: il partito elabori e proponga politiche innovative, confrontandosi senza pudori e paure con la giunta regionale”.
Stefano Graziano, capogruppo PD in commissione Difesa di Montecitorio e il deputato Pd Nicola Carè, membro della commissione in questa legislatura e anche nella precedente, hanno incontrato il CoCeR Interforze confrontandosi su numerose questioni dell'interesse del personale in divisa.
"È solo un primo incontro - ha precisato Graziano - ci sono diversi argomenti da approfondire: trattamento pensionistico, tutela sanitaria, tutela legale, procedure di attribuzione e corresponsione dello straordinario, riduzione e invecchiamento degli organici militari”.
“Tra le problematiche più sentite vi è senza dubbio quella della previdenza che vedrà a breve una categoria di lavoratori con pensioni dimezzate rispetto alle ultime retribuzioni.
Al riguardo è emerso il forte risentimento dei militari tutti in merito alle affermazioni del Dottor Boeri alla trasmissione "che tempo che fa" dove considerava privilegiate le previdenze dei militari. Dissenso al quale tutto il gruppo si è unito”. In merito a tale argomento su iniziativa del deputato Graziano è stata presentata una iniziativa legislativa che si intende calendarizzare al più presto audendo le stesse parti sociali.
“Stiamo vivendo in un mondo che cambia continuamente, però il fattore umano rimane indispensabile, anche e soprattutto ora nell’ era della digitalizzazione delle Forze armate”, sottolinea Nicola Carè.
“Altro grave problema è la scarsità di personale dovuto agli effetti della riduzione imposta dalla legge Di Paola n.244/12”. Al riguardo i deputati si sono riservati di proporre una eventuale indagine conoscitiva riguardo la condizione professionale come conseguenza di tali effetti.
Tale percorso appena iniziato si ritiene prezioso sia per il contributo delle rappresentanze e soprattutto al fine di creare i presupposti perché i nostri militari possano servire con maggior efficacia e sicurezza il Paese e la comunità.
"Questa mozione dimostra la volontà politica del Parlamento nel perseguire un impegno a tutela della salute dei cittadini e cittadine su un tema drammatico, quello del cancro. L'unanimità dimostra che sulla salute non ci possono essere dei distinguo, rimane una priorità, un diritto alla cittadinanza che non può essere messo in discussione da nessun governo e da nessun partito politico". Lo ha detto intervenendo in Aula, la deputata del Pd, Ilenia Malavasi, dichiarando il voto favorevole del Pd alla mozione sulla prevenzione e cura del cancro.
“La salute è una questione di democrazia e giustizia sociale. Per il Partito Democratico, garantire una reale parità di accesso alle cure rappresenta un impegno che è anche un caposaldo del nostro vivere comune, perché questo deve avvenire indipendentemente dal territorio di residenza o dalle proprie possibilità economiche. Esiste un tema di diseguaglianza di accesso alle prestazioni sanitarie - come avevo già sottolineato in un emendamento alla legge di bilancio, riguardo agli screening mammografici - che è discriminatorio e contrario a quanto espresso anche dall'art. 32 della nostra Costituzione".
"La prevenzione - ha proseguito Malavasi - è il primo strumento importante per sensibilizzare ed educare la popolazione. La patologia del cancro è in costante aumento in Italia e in tutto il mondo. Dobbiamo mettere al centro il malato e fornire assistenza a 360 gradi. Potenziare le cure vaccinali, come il vaccino contro l'hpv. Dobbiamo arginare fattori di rischio comportamentali che aumentano il rischio di tumore di 1 su 3: il fumo, la mancanza di sport, la cattiva alimentazione. L'obiettivo della UE è ambizioso: aumentare il tasso di sopravvivenza per tutti i tumori entro il 2030 dal 47 al 75 per cento e da qui deriva anche il nostro piano nazionale contro i tumori. Aumentare screening e attività diagnostica che siano accessibili a tutti. Per questo servono investimenti, bene il Pnrr ma dobbiamo fare di più, finanziando la medicina pubblica e del territorio, monitorando il lavoro delle regioni, che deve fornire un servizio omogeneo su tutto il territorio nazionale. La ricerca, dobbiamo evitare che i nostri giovani vadano a fare ricerca all'estero perché non hanno condizioni dignitose di lavoro qui in Italia. E infine non dobbiamo lasciare sole le famiglie, i caregiver, chi assiste i malati oncologici e la loro riabilitazione. Quindi serve aumentare le risorse e il personale nei pronto soccorso, negli ospedali, con personale adeguato e formato", ha concluso la deputata dem.
La notizia che Alfredo Cospito sia stato trasferito dal carcere Bancali di Sassari a quello di Opera è una buona notizia. Potrà essere seguito con maggiore adeguatezza dal punto di vista sanitario.
Ora spetta al ministro Nordio affrontare con responsabilità anche il secondo aspetto. Verificare se permangono le condizioni del regime di 41bis per un detenuto che è stato condannato all’ergastolo ostativo per un crimine che non ha provocato alcun ferito. E’ una decisione da assumere con solerzia applicando le norme che già ci sono. Già dal Cdm di questa sera si può arrivare ad una definitiva scelta. Recedere dal regime 41bis non significa dare ragione a chi in queste ore si sta macchiando, in giro per l’Italia, di reati che vanno avversati e condannati.
Avere fermezza non pregiudichi il fatto che regole e garanzie costituzionali siano applicate a tutti, senza farsi condizionare da alcunché.
Così il deputato del Pd Silvio Lai.
“Ancora nessuna risposta dal Governo per sbloccare l'erogazione delle risorse per il Sud del Fondo Sviluppo e Coesione. Quello della destra - tra annunci e smentite che affiancano continuamente la già pericolosa proposta di Autonomia differenziata di Calderoli- sembra davvero un accanimento nei confronti del Mezzogiorno. Come Partito democratico stiamo chiedendo da tempo un intervento che liberi queste risorse e abbiamo ottenuto l'approvazione di uno specifico ordine del giorno alla Camera. Ciononostante però continua un silenzio assordante e un disinteresse sconvolgente da parte della destra. Stiamo parlando di almeno 22 miliardi di euro del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), per la programmazione 2021/2027, già ripartiti a giugno e ancora fermi nel cassetto per mancanza di un'ultima delibera del CIPESS. Miliardi di euro che spettano alle Regioni del Sud, che ne hanno assoluto bisogno per investimenti fondamentali in servizi, scuole, sanità, infrastrutture. Ci auguriamo che il governo non stia progettando di dirottarli altrove, abbandonando il Mezzogiorno e i suoi cittadini. Noi non lo consentiremo”.
"Un governo non dovrebbe alimentare scontri e violenze ma sopirle. Sul caso Cospito la destra e Palazzo Chigi tentano di scaricare sugli altri le responsabilità che sono proprie e al tempo stesso devono aver messo a tacere il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il quale, per competenza, dovrebbe occuparsene. Ma si sa il garantismo del ministro Nordio è a fasi alterne e viene evocato solo quando è utile a sostenere determinati interessi. Di contro servirebbe affrontare una emergenza che è sotto gli occhi di tutti. C’è un detenuto che sta male e sta rischiando di perdere la vita e vi è una evoluzione criminale che va condannata e fermata non solo evocando una pelosa fermezza. Alfredo Cospito va subito trasferito in una struttura in grado di dare adeguata assistenza sanitaria. Il carcere Bancali di Sassari non può farlo per carenze di servizi e di personale. Al tempo stesso il ministro Nordio può decidere, avendone la potestà, sulla richiesta di revoca del regime di 41bis valutando se per i reati commessi e i comportamenti del detenuto l’ergastolo ostativo è una pena congrua ed imprescindibile.
Ciò che non può fare il ministro Nordio, se non costretto da Palazzo Chigi e dai suoi alleati, è rifugiarsi nel silenzio perché le attuali criticità potrebbero non essere più controllabili. Ed allora se ne assumerebbe per intero la responsabilità". Lo dichiara il deputato dem Silvio Lai.
Il deputato in corsa per la segreteria regionale dei Democratici: “Serve un nuovo Pd, più forte e più capace di valorizzare territori e persone”
“C’è bisogno di un nuovo Partito democratico, anche in Toscana: più forte e più capace di valorizzare i territori, la sua classe dirigente diffusa, i militanti, chi si avvicina a noi per la prima volta e chi si riavvicina”.
Emiliano Fossi, deputato, 49 anni, un impegno politico iniziato da ragazzo nel circolo vicino a casa sua, si candida ufficialmente alla segreteria del Partito democratico toscano. Oggi i militanti e sostenitori toscani della mozione “Parte da noi!” a sostegno di Elly Schlein consegneranno le firme necessarie per la corsa di Fossi.
“Mi sento parte di una comunità umana e politica - dice Fossi - che mi ha insegnato tre cose fondamentali: la fedeltà ai nostri valori, la capacità di declinarli nel lavoro quotidiano, il coraggio di fare battaglie giuste anche controvento. E quando la tua comunità chiama, non puoi dire di no. È quello che è accaduto in questi giorni e soprattutto nelle ultime due assemblee molto partecipate della mozione Schlein”.
“Questo congresso - continua Fossi - sarà una occasione irripetibile non per una resa dei conti, ma per un sfida sulle idee e sul futuro. Una bella sfida collettiva ispirata alle due parole che a me piacciono di più: costruire e insieme”.
“Il nuovo Pd, anche in Toscana, deve mettere al primo posto un obbiettivo: la lotta alle disuguaglianze economiche, sociali, territoriali, dei diritti. Dobbiamo costruire una proposta politica concreta - conclude Fossi - per rilanciare la sanità pubblica, far tornare centrali la scuola e l’istruzione, realizzare una transizione ecologica che non lasci indietro i più svantaggiati. Parte da noi una storia nuova”.
“La risposta sulle aggressioni al personale sanitario che ha raggiunto livelli allarmanti, sia per numerosità che per gravità dei casi, senza differenze tra presidi di guardia medica e ospedali, non può tradursi in una presa d’atto, ma deve accompagnarsi nell’intervento diretto ad istituire ed attuare quanto previsto dalla legge, monitorando quanto avvenuto sulle singole realtà territoriali. Perché il numero di aggressioni, ben superiori a quelle ufficialmente denunciate, ha bisogno di una concreta presa d’atto e di eventuali rafforzamenti legislativi”. Lo dice il deputato dem Gianni Girelli in replica alla risposta del ministro della Salute in merito all’interrogazione a risposta immediata a sua prima firma in commissione Affari sociali.
“La legge n. 113 del 2020 – conclude Girelli - prevede tra le varie misure, l'istituzione della giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, la costituzione di un osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, l'estensione dell'articolo 583-quater del codice penale anche alle lesioni gravi e gravissime contro gli operatori sanitari e la procedibilità d'ufficio se ci sono le aggravanti delle minacce, nonché all'articolo 7 la possibilità per le strutture sanitarie di prevedere nei propri piani per la sicurezza misure volte a stipulare protocolli operativi con le forze di polizia per garantire un tempestivo intervento in caso di aggressioni. Misure queste necessarie ma che, ad oggi, si sono rilevate insufficienti ad arginare l'escalation di un fenomeno ormai quasi più sotto controllo”.