03/11/2025 - 16:20

“Il Governo indebolisce la sanità pubblica. Quest’anno la spesa sanitaria sarà intorno al 6% del PIL, il livello più basso degli ultimi decenni, e secondo le previsioni scenderà ancora, tanto da raggiungere il 5,93% nel 2028.

La riduzione dei fondi si traduce in meno investimenti negli ospedali, nel personale sanitario e nei servizi territoriali, con conseguenze che graveranno sui cittadini. Sempre più persone sono costrette a rivolgersi al privato o, peggio, a rinunciare alle cure, e ampie aree del paese vivono grandi difficoltà, con servizi tragicamente sotto pressione.

La situazione è evidente a tutti: il Governo non interviene né per ridurre le liste d’attesa, né per aumentare gli stipendi di medici e infermieri, ma continua con coerenza a spostare risorse verso il privato.

Questa manovra è insufficiente su tutti i fronti, a partire dalla sanità. Del resto, ne prendono le distanze loro stessi, come conferma l’incapacità dei partiti di governo anche di indicare un relatore di maggioranza.”

Così in una nota la Deputata del Partito Democratico, componente della commissione Affari Sociali della Camera, Ilenia Malavasi.

 

30/10/2025 - 13:10

“La legge sulla montagna così come è stata impostata non affronta i problemi peculiari delle aree interne a partire dai servizi necessari ad evitare lo spopolamento. Durante il percorso parlamentare abbiamo presentato diversi emendamenti a supporto dei servizi essenziali, sanitari, scolastici, di trasporto e mobilità, per rendere più vivibili i comuni montani, ma nessuno di questi è stato accolto, così come abbiamo criticato fin da subito il fatto che non fossero espliciti e chiari i criteri di riclassificazione dei territori.  E le notizie che stanno emergendo,  anche da preoccupazioni espresse da Anci, fanno temere che tanti comuni delle aree interne, in questo modo, rischiano di essere esclusi dalla classificazione senza che nel frattempo il governo abbia messo in campo alcun provvedimento di supporto e sostegno. La Liguria, per la sua conformazione e per le sue peculiarità, rischia di essere particolarmente danneggiata, visto anche la mancanza di intervento dell’amministrazione regionale. Chiediamo alla Regione Liguria di far sentire la sua voce e al Governo di coinvolgere ancora di più i territori, per non lasciare fuori territori che presentano problemi di servizi, viabilità, trasporto e che vanno sostenuti”, così la vicecapogruppo PD alla Camera Valentina Ghio sulla legge per i comuni montani

30/10/2025 - 13:06

“Il caso Ranucci ha riportato all’attenzione il tema cruciale della libertà di stampa, pilastro della nostra democrazia. Come Partito Democratico abbiamo espresso piena solidarietà a Sigfrido Ranucci e a tutti i cronisti che negli ultimi tempi sono stati oggetto di minacce e intimidazioni. I dati sono allarmanti: 81 giornalisti minacciati nel primo semestre del 2025, con un incremento del 76% rispetto al 2024. Non basta più la solidarietà: bisogna agire con strumenti concreti”. Lo afferma il deputato Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche dell’Unione europea.

“La direttiva europea Anti-Slapp, approvata nel 2024, tutela i giornalisti da azioni temerarie e intimidatorie volte ad ostacolare o limitare la libertà di informazione. Ma l’Italia – spiega l’esponente dem – non l’ha ancora recepita nel proprio ordinamento. Per questo, abbiamo presentato un emendamento alla legge di delegazione europea per chiedere al governo di recepirla subito, rafforzando così le garanzie per la stampa libera e per il diritto dei cittadini a essere informati”.

“Il governo Meloni – conclude De Luca – deve smettere di avere un rapporto difficile con la stampa. La ritrosia alle conferenze stampa sono il segno di una chiusura verso un confronto trasparente sui temi reali: pensioni, salari, energia, sanità, scuola. Chiediamo che la maggioranza approvi subito la direttiva Anti-Slapp e che ministri e politici ritirino le querele temerarie contro i giornalisti. È tempo di difendere con forza la libertà di stampa e la trasparenza democratica”.

 

30/10/2025 - 11:37

Il ponte sullo stretto è insostenibile, sia dal punto di vista ambientale che su quello economico. Dopo il parere negativo della Corte dei Conti insistere su un progetto dannoso e costoso sarebbe una follia. Sono anni che il governo cerca fondi per un’opera che non dà alcuna certezza di migliorare la vita dei cittadini. E così, di fatto da anni si sottraggono risorse per altre infrastrutture fondamentali fino al saccheggio del Fondo Sviluppo e Coesione destinato alle regioni meridionali.

Più che prendersela con la magistratura contabile, Meloni farebbe meglio ad abbandonare un progetto ormai superato e pieno di forzature di carattere procedurale e legislativo. Le risorse promesse possono essere utilizzate per altri opere che incidano veramente nella vita delle persone, dalle strade alle ferrovie, a strutture sanitarie o scolastiche.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

29/10/2025 - 12:47

“Il Partito Democratico vota a favore di questa mozione e lo fa con orgoglio, perché ogni volta che il Parlamento riesce a trovare unità su temi come la lotta ai tumori, manda un messaggio di speranza e di fiducia alle donne e ai cittadini che affrontano patologie oncologiche. In questa legislatura abbiamo approvato importanti misure comuni, dall’aumento dei giorni di comporto alla legge sull’oblio oncologico e oggi, con questa mozione, riaffermiamo l’importanza della nutrizione come parte integrante dei percorsi di cura”. Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata dem Ilenia Malavasi, della commissione Affari sociali durante le dichiarazioni di voto alla mozione su alimentazione e terapie oncologiche.

“L’alimentazione non è un elemento secondario – prosegue l’esponente Pd – ma un pilastro terapeutico: la malnutrizione, spesso legata alla malattia o alle terapie, influisce sulla prognosi, sulla sopravvivenza e anche sui costi sanitari, che aumentano fino al 50 per cento. Le linee guida del 2017 sui percorsi nutrizionali vanno applicate in modo uniforme, superando le disuguaglianze regionali, per garantire equità e diritto alla cura in tutto il Paese”.

“La prevenzione e la presa in carico multidisciplinare – conclude Malavasi – sono la chiave per migliorare qualità e durata della vita. Servono investimenti e un impegno collettivo per rafforzare il Servizio sanitario nazionale, che resta uno dei più grandi patrimoni di democrazia e libertà del nostro Paese”.

 

 

29/10/2025 - 12:11

“Nella legge di bilancio 2026 il governo di Giorgia Meloni annuncia un rafforzamento della lotta alla criminalità nel settore dei giochi e delle scommesse. Bene figuriamoci, ma come sempre belle parole, e pessima coerenza: da un lato annunciano la lotta all’illegalità, dall’altro riconoscono alle Regioni una quota delle entrate del gioco d’azzardo senza alcun vincolo. È una scelta che svuota di senso ogni proclamato impegno contro la ludopatia e a tutela delle persone e delle famiglie. Non si possono finanziare la sanità pubblica o gli equilibri di bilancio degli enti locali con i proventi della dipendenza da gioco. È un paradosso etico e istituzionale vergognoso. Inoltre la Conferenza Stato-Regioni ha appena aggiornato i Livelli Essenziali di Assistenza per migliorare la prevenzione e l’accesso alle cure, e il Governo, invece di sostenerla, concretamente, ne mina la coesione aprendo alla logica del profitto sul disagio sociale.
È urgente ricostituire l’Osservatorio nazionale sul gioco d’azzardo patologico, invece di annacquare l’esperienza di 8 anni di progetti di prevenzione dentro ad un generico fondo sulle dipendenze, serve aumentare i fondi per la prevenzione e vietare definitivamente la pubblicità di giochi e scommesse nello sport e nelle piattaforme di streaming.
La legalità non si costruisce con gli annunci ma con la coerenza e la concretezza. Se davvero vogliamo un settore dei giochi trasparente e regolato, per tutelare le imprese sane, lo Stato non può e non deve speculare sulla fragilità dei cittadini”.

Lo dichiara Stefano Vaccari, deputato del Partito Democratico e Coordinatore dell’Intergruppo parlamentare sul gioco d’azzardo.

 

28/10/2025 - 14:37

“Il silenzio di Meloni sulle sconsiderate parole pronunciate ieri da Orbàn imbarazza il governo e il Paese. Noi chiediamo più investimenti e coraggio da parte dell'Europa per affrontare le sfide e i problemi reali delle famiglie e delle aziende. Tuttavia, è evidente che oggi quel coraggio manca.

Sono proprio i governi di destra, conservatori e sovranisti, a bloccare però le riforme e l'integrazione ulteriore dell'Europa. Sono proprio questi governi che si lamentano di un'Europa che non funziona, ma che non contribuiscono a semplificare il mercato o a prevedere fondi e interventi europei per la sanità, per le filiere industriali come l'Automotive, per l'energia, così come per rendere strutturale il Next Generation Eu. Oggi il diritto di veto è un grande problema. L'Europa ha bisogno di risposte rapide ed efficaci, soprattutto in politica estera e in materia di bilancio e fiscale.

Chiediamo a Meloni di cambiare idea per fare gli interessi dell’Italia e non continuare a inseguire una sterile propaganda sovranista. Non possiamo continuare a rimanere bloccati da singoli paesi che ostacolano decisioni fondamentali per il bene comune”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Coffee Break su La7.

 

23/10/2025 - 11:47

Ma quale governo della stabilità, quello Meloni è il governo dell’austerità: hanno presentato la manovra più piccola degli ultimi anni, con coperture incerte e senza misure per la crescita.

Litigano sugli affitti brevi, non hanno una strategia per lo sviluppo e mancano del tutto politiche industriali. Taglio delle tasse irrilevanti e pochi euro per le pensioni: quindi non sarà minimamente compensato l’aumento del carrello della spesa né i costi dell’energia che pesano su famiglie e imprese e che sono i più alti d’Europa. Per non parlare della sanità, dove gli investimenti raggiungono il minimo storico degli ultimi anni.

Mancano anche i 25 miliari di euro per le imprese annunciati per fronteggiare l’aumento dei dazi, tema che la Premier si rifiuta di affrontare dopo non aver ottenuto alcun vantaggio dal suo rapporto privilegiato con Trump.

L’unica certezza ancora una volta è il premio all’infedeltà fiscale perché in questo paese le tasse le pagano sempre e solo gli stessi: lavoratori e pensionati. A quest’ultimi la manovra cancella anche le ultime agevolazioni rimaste come opzione donna.

Lo ha detto ad Agorà Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

23/10/2025 - 10:48

“Quella del governo Meloni è una manovra figlia di nessuno: improvvisata, scritta all’ultimo minuto per tenere insieme una maggioranza divisa e senza visione. È un provvedimento che si caratterizza soprattutto per ciò che non c’è: misure per la crescita, per il lavoro stabile, per i salari, per contrastare la povertà. Si regalano piccole mance a categorie diverse, ma senza una strategia complessiva”. Lo afferma la deputata Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Partito Democratico, in un’intervista diffusa sui canali social dei deputati dem.

“Sul fisco – aggiunge l’esponente Pd – il governo restituisce solo briciole dopo aver tolto 25 miliardi ai lavoratori dipendenti, e sul lavoro continua a ignorare la necessità di regole sulla rappresentanza e sulla contrattazione negli appalti. Sulle pensioni poi siamo di fronte a un vero arretramento: cancellata ‘Opzione donna’, bloccati i canali di pensione anticipata e dimenticati disoccupati, persone con disabilità e donne con carichi familiari. È un’impostazione che tradisce ogni promessa elettorale.”

“Anche sulla Sanità – conclude Guerra – le risorse sono del tutto insufficienti. La spesa cresce, ma i finanziamenti non tengono il passo: a pagare saranno ancora una volta i cittadini, con l’aumento delle addizionali regionali e l’impossibilità di garantire i livelli essenziali di assistenza. E il tetto sulle assunzioni resta, condannando ospedali e servizi pubblici alla paralisi. È una manovra sbagliata nel metodo e nel merito, e a farne le spese saranno i più fragili”.

 

21/10/2025 - 18:37

“La carenza di infermieri non si risolve accorciando i percorsi di studio, ma valorizzando la professione: migliori condizioni di lavoro e riconoscimento del ruolo. Chi lavora ogni giorno per la salute pubblica merita più riconoscimento e più risorse, non scorciatoie che rischiano di compromettere la qualità e la sicurezza delle cure. Poi magari arriveremo a proporre anche un liceo per avvocati e uno per commercialisti? Sono davvero senza parole”.

 

Così sui social il deputato democratico Mauro Laus replica alle parole del leghista Garavaglia, Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato che ha detto “Crisi infermieri? Colpa della formazione troppo lunga. Meglio un liceo abilitante.”

 

21/10/2025 - 12:54

"Meloni, Tajani e Salvini litigano su tutto e non riescono a proporre una sola misura concreta. La manovra è di fatto un mistero. Le promesse di questi mesi si sono dissolte e restano irrisolti problemi cruciali come i salari fermi, il calo della natalità e la pressione fiscale sempre più alta. Il ‘Piano Casa’ promesso da Meloni e Salvini non c'è più, la norma sugli affitti brevi è un insieme confuso di algoritmi e aliquote crescenti, e la tassa sulle banche di Salvini è stata ridotta dopo il rifiuto di Tajani. Nel frattempo, la sanità continua a subire tagli, gli enti locali sono senza risorse e i LEP restano un'incognita. Per giunta, oltre i tagli alle Regioni, si introduce un patto di stabilità vincolante fino al 2050 a differenziazione territoriale. E i ministri di questo governo che fanno? Continuano a scaricare la colpa su tecnici della Ragioneria, mentre si rimpallano responsabilità senza riuscire a spendere le risorse dei propri dicasteri. Ogni giorno c’è un annuncio e ogni giorno arriva una smentita. Ma qualcuno, in questa maggioranza, è disposto a prendersi la responsabilità di qualcosa?". Così attacca il governo il Vice Capogruppo del PD alla Camera, Toni Ricciardi. "Siamo a fine ottobre. L'unica certezza che abbiamo è che la maggioranza litiga continuamente, lasciando famiglie, giovani e lavoratori senza risposte. Gli Italiani vogliono fatti concreti, non promesse. In Parlamento presenteremo una proposta alternativa al caos della destra." Conclude Ricciardi.

20/10/2025 - 15:37

«Le condizioni in cui versano le donne incinte detenute nella Casa circondariale femminile di Rebibbia sono allarmanti e non più tollerabili». Lo dichiara la deputata Michela Di Biase (Pd), che ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia e al Ministro dopo la visita ispettiva effettuata presso l’istituto romano.

«Durante la visita – spiega Di Biase – ho potuto constatare personalmente la presenza di otto donne in stato di gravidanza, alcune affette da gravi patologie incompatibili con la detenzione, tra cui diabete gestazionale e tromboflebiti. In tre casi la situazione sanitaria è apparsa particolarmente critica. Si tratta di condizioni che mettono a rischio non solo la salute delle detenute, ma anche quella dei nascituri».

Nell’interrogazione si sottolinea inoltre la presenza di cinque madri con cinque bambini nella sezione Nido. «Le recenti modifiche introdotte dal cosiddetto decreto sicurezza hanno reso non obbligatorio il rinvio della pena e ristretto la possibilità di accedere a misure alternative alla detenzione, aggravando ulteriormente una realtà già fragile e drammatica. L’articolo 3 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – prosegue Di Biase – impone di considerare l’interesse superiore del minore come criterio prioritario in ogni decisione che lo riguarda. È dovere dello Stato garantire che né le donne in gravidanza né i bambini trascorrano mesi o anni in un ambiente carcerario inadeguato, privo delle cure e dell’assistenza necessarie».

«Per questo – conclude la deputata dem – chiediamo al Ministro Nordio di disporre verifiche immediate sulle condizioni sanitarie e sociali delle detenute incinte e delle madri con bambini a Rebibbia e di adottare misure urgenti affinché siano garantiti il diritto alla salute, alla dignità e alla maternità, nel pieno rispetto dei principi costituzionali e delle convenzioni internazionali».

 

18/10/2025 - 15:43

"Sarà pure uno dei più duraturi, ma quello Meloni è un governo che pensa solo a sopravvivere. Ne è la riprova la legge di bilancio, una manovra dove non c’è crescita, non ci sono investimenti ma solo e ancora tagli ai servizi essenziali che sono poi anche diritti: sanità, scuola, lavoro. Non possiamo accettare che che non ci siano risposte per le famiglie, per le imprese, per i giovani. Ieri la premier è fuggita dalla conferenza stampa, oggi attacca la segretaria del Pd, ma non potrà fuggire per sempre davanti ai problemi del paese". Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

17/10/2025 - 18:17

«Ogni anno i report dell’Istat sulla povertà ci ricordano che in Italia c’è un dramma che cresce e che il governo continua a ignorare. Oggi, nella Giornata mondiale contro la povertà, dovremmo parlare di soluzioni, ma nella manovra del governo Meloni non c’è nulla. I numeri sono impietosi: 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, 2,2 milioni di famiglie che non riescono a sostenere le spese essenziali e 1,3 milioni di minori che crescono senza il necessario per vivere. La destra ha cancellato il Reddito di cittadinanza, precarizzato il lavoro e tagliato welfare e sanità, mentre l’inflazione ha divorato il potere d’acquisto. Il risultato è un Paese più povero, più fragile, più diseguale. Ma la povertà non è una condanna: si può combattere, se c’è la volontà politica di farlo. Serve un piano vero di contrasto, che unisca sostegno economico, inclusione e opportunità di lavoro, e la costruzione di un reddito minimo garantito e stabile, come esiste in tutti i Paesi europei. Perché la povertà non si cancella con gli slogan: si combatte con la giustizia sociale, con politiche che mettano le persone al centro. E questo governo, ancora una volta, sceglie di non farlo». Così Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria PD, nel presidio contro la legge di bilancio organizzato dalla Rete dei Numeri Pari in Piazza Capranica, a Roma.

17/10/2025 - 14:52

“È la solita legge di bilancio: senza coraggio e senza risorse. In un confronto impietoso, si assiste al solo aumento delle spese militari per 23 miliardi di euro, a differenza della spesa sanitaria che cresce di solo 2 miliardi. Nel frattempo sono 41 miliardi i soldi spesi dagli italiani per le prestazioni sanitarie private perché impossibilitati a riceverle dal pubblico”. Lo afferma il deputato e capogruppo Pd in Commissione Bilancio, Ubaldo Pagano commentando il via libera alla nuova manovra finanziaria.

 

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