“Questo è un provvedimento che parla di palestre scolastiche e del loro utilizzo in orario extracurricolare, ma in realtà parla di un Paese che vuole liberare e far vivere i suoi spazi pubblici. Ci sono città e regioni dove questo problema non esiste, dove la collaborazione tra scuole, comuni e società sportive funziona, ma sono migliaia i casi dove dirigenti scolastici poco illuminati o procedure complesse rendono impossibile, spesso senza una reale motivazione, l’utilizzo delle palestre dopo l’orario scolastico”. Così il deputato e responsabile Sport del Pd, Mauro Berruto dopo l’approvazione all’unanimità della pdl sull’utilizzo degli impianti sportivi scolastici di cui è il primo firmatario.
“Tre sono i principali punti di cambiamento con il passato” sottolinea l’esponente dem. “1) Con questo provvedimento Comuni, Province, Città metropolitane tornano in pieno possesso della disponibilità dei loro beni. Non sarà più necessario il parere vincolante, spesso immotivato, del Consiglio d’Istituto o del dirigente scolastico, né quello del Consiglio scolastico provinciale. 2) Le società sportive potranno presentare progetti di riqualificazione e ammodernamento delle palestre scolastiche e, se l’ente locale ne riconoscerà l’utilità pubblica, le convenzioni con quelle società potranno essere gratuite e di durata non inferiore a cinque anni. 3) Le palestre scolastiche potranno restare aperte anche d’estate, nei periodi di chiusura della scuola accogliendo attività per i ragazzi, che in quel periodo liberi dall’impegno scolastico possono allenarsi di più, ma anche centri estivi o, per esempio, programmi di cultura del movimento per gli over 65”, conclude Berruto
“Quella del collega Mauro Berruto per l’utilizzo degli impianti sportivi scolastici da parte delle associazioni e delle società sportive non è solo una proposta di buon senso: è una scelta politica chiara che mette al centro i bambini e le bambine in un’ottica di opportunità e giustizia sociale”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, durante il discorso alla Camera in sostegno della Pdl che vorrebbe aprire le palestre scolastiche anche in orario extrascolastico.
“Servono strutture disponibili per tutte e tutti - ha proseguito la deputata dem - In un momento storico in cui purtroppo le famiglie sono spesso in difficoltà economica questo è un modo per pensare realmente alle loro esigenze, promuovendo il lo sport come opportunità educativa, sociale, per la salute”.
“Questa proposta di legge offre una risposta concreta ai bisogni di chi fa fatica per i costi troppo elevati. Noi pensiamo che lo sport sia un diritto, non un lusso, e debba essere accessibile a tutte e tutti, anche nei piccoli comuni, nelle periferie, nei quartieri meno serviti. Il provvedimento discusso oggi incoraggia la corresponsabilità tra pubblico e privato sociale, mantenendo la centralità della scuola e la tutela della sua funzione educativa ed è, in fondo, un atto di fiducia: nei dirigenti scolastici, negli amministratori locali, nei volontari e nei dirigenti delle associazioni sportive, nelle famiglie e nei cittadini che riconoscono nello sport un valore educativo e civile” ha concluso Gribaudo.
“La scelta della dirigente dell’Istituto Leonardo di Agrigento di sanzionare gli studenti che hanno partecipato alla manifestazione a sostegno di Gaza e contro il genocidio del popolo palestinese, è lesiva del diritto costituzionale a manifestare e aderire a forme legittime e pacifiche di protesta.
Una scuola che reprime il dissenso e il diritto alla partecipazione contraddice il suo compito educativo. Invece di sanzionare, l’istituzione scolastica dovrebbe promuovere il dibattito critico, il confronto consapevole e il rispetto delle idee”. Così la deputata dem Giovanna Iacono, componente della commissione Cultura.
“Mi appello – conclude Iacono - al buon senso della dirigente scolastica, perché revochi la sanzione imposta e consenta il rientro libero degli studenti alle attività scolastiche.
Presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro Valditara perché ci spieghi le ragioni di questa decisione e per sollecitare a un impegno futuro che impedisca misure repressive analoghe, riconoscendo la legittimità della partecipazione studentesca alle manifestazioni democratiche e pacifiche. Ribadisco il bisogno urgente di una cultura scolastica che valorizzi la partecipazione democratica, il pensiero critico e la responsabilità civica. Sarebbe un segno di una comunità scolastica matura e che non teme il dissenso”.
Dichiarazione di Silvio Lai, deputato Pd
«Mentre il Governo Meloni racconta un’Italia di successi, i numeri ufficiali restituiscono un Paese che si impoverisce e si divide. secondo gli ultimi dati ISTAT nel 2023 vivevano in povertà assoluta circa 5,7 milioni di persone (9,7% della popolazione) e in povertà relativa quasi 8,5 milioni (14,5%). Il contrasto con la narrazione governativa è lampante: mentre la premier si vanta di presunti successi il calo dello spread lo pagano i dipendenti e il ceto medio, il Paese reale è schiacciato dal peso fiscale, dal caro-vita e dalla mancanza di servizi pubblici accessibili. La prossima manovra economica non può essere l’ennesimo esercizio di propaganda: servono misure concrete e immediate per ridurre le disuguaglianze. Ci sono priorità chiare se non si vuole mentire: Progressività fiscale vera, come chiede la Costituzione: rimodulare l’Irpef alleggerendo redditi bassi e medi, chiedendo di più a grandi patrimoni e rendite; Salario minimo legale e rinnovo dei contratti bloccati, per dare potere d’acquisto ai lavoratori e alle famiglie; Accesso gratuito o calmierato ai servizi essenziali (sanità, scuola, trasporti) per le fasce fragili; Stop a condoni e sanatorie, che premiano evasori e sottraggono risorse a chi le tasse le paga sempre; Razionalizzazione della spesa fiscale, eliminando bonus e detrazioni distorsive che oggi vanno in misura sproporzionata a chi ha redditi alti. Ci chiediamo - conclude Lai- se il ministro Giorgetti avrà il coraggio di mettere queste scelte in legge di bilancio o se assisteremo all’ennesimo condono e alla protezione di chi fa extraprofitti. E se la priorità del Governo sarà ancora una volta premiare chi evade e proteggere i grandi interessi”.
“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza era stato concepito anche come uno strumento per ridurre i divari sociali e territoriali, destinando maggiori risorse al Mezzogiorno, alla Sanità, alla scuola e agli asili nido. Il governo Meloni ha modificato profondamente quel piano, ma senza restituirgli la sua natura sociale: oggi il Sud è il grande assente”. Lo dichiara Nico Stumpo, deputato del Pd e componente della commissione Affari sociali, intervistato sui canali social dei deputati dem.
“Il ministro ha riferito che sono stati spesi 86 miliardi – aggiunge Stumpo – ma le risorse complessive sono 197 e l’esecutivo vorrebbe utilizzarne oltre 100 in un solo anno, quando in tre anni non è riuscito a superare i 97. È un ritardo clamoroso che rischia di tradursi in un fallimento per l’Italia. Senza il Pnrr, il nostro Paese sarebbe rimasto schiacciato dall’inflazione: eppure questo governo non trova il coraggio di ammettere i suoi limiti e di riconoscere il merito di chi aveva portato a casa le risorse europee”.
Secondo l’esponente dem, “anche quello che viene presentato come una grande scommessa, il ponte sullo Stretto, in realtà penalizza il Mezzogiorno, perché sono stati sottratti fondi di coesione a Sicilia e Calabria, tagliando risorse per l’alta velocità e lo sviluppo reale delle Regioni”.
“Se il governo non riuscirà a investire i 197 miliardi concessi dall’Ue – conclude Stumpo – perderemo una straordinaria opportunità per digitalizzazione, infrastrutture, sanità e scuola. Rischiamo un’occasione sprecata, l’ennesima del centrodestra”.
“L’Assestamento 2025 viene presentato come una manovra tecnica, ma in realtà fotografa la paralisi del governo: rafforza stanziamenti per difesa e incentivi alle imprese; non destina risorse straordinarie alla sanità; e congela Poste in attesa della Legge di bilancio 2026. Ci troviamo di fronte a un atto difensivo, che rinvia ogni scelta, scaricando i problemi sulle prossime sessioni di bilancio”.
Così il deputato democratico della commissione Bilancio, Silvio Lai, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo.
“Il Partito Democratico - ha aggiunto - nel denunciare queste criticità, chiede una chiara e netta inversione di rotta: sulla sanità, occorre portare la quota statale almeno a 100 miliardi per coprire davvero i Lea; su istruzione e ricerca, è necessario invertire i tagli e finanziare stabilmente scuola, università e giovani ricercatori; sul debito, servono politiche di gestione attiva, per ridurre la spesa per interessi; sull’Europa, sono necessarie risorse certe per i programmi comunitari, evitando crolli come quello della missione ‘Italia in Europa e nel mondo’; sul metodo, dobbiamo affrontare i ritardi nei pagamenti della Pa, perché ogni giorno di ritardo è un costo per imprese e lavoro. Il Rendiconto 2024 certifica una verità: i conti tornano solo sulla carta, non nella realtà. L’Assestamento 2025 non corregge nulla: ma rinvia e difende l’indifendibile. Noi diciamo con chiarezza: non serve un bilancio che vive di inflazione e scarica i costi sui cittadini. Serve un bilancio - ha concluso - che investa su sanità, scuola, ricerca, lavoro e che riporti trasparenza nel sistema bancario”.
“‘Ecco, ci mancava l’albanese’. ‘Torna a casa tua”. ‘Già il cognome dice tutto’. Sono alcuni degli insulti che sta ricevendo Bernard Dika, dopo la sua candidatura alle elezioni regionali toscane. Bernard, infatti, è arrivato in Italia dall’Albania quando aveva un anno e da allora la sua casa è Pistoia. Qui ha frequentato le scuole, qui ha costruito la sua vita, qui ha scelto di lottare per la sua comunità. Bernard è lo studente che ha chiesto più corse degli autobus per andare a scuola, il ragazzo che ha scritto la prima legge regionale contro il bullismo, il giovane che ha portato avanti battaglie per dare ai coetanei più opportunità di studio e per il suo impegno è stato proclamato Alfiere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella. Eppure oggi, da candidato capolista del Partito Democratico alle elezioni regionali toscane, deve subire la violenza inaudita delle solite offese razziste”.
Così il deputato e componente della segreteria nazionale del Pd, Marco Furfaro, in un post sui social.
“Perché per qualcuno - scrive - conta solo il pregiudizio, non quello che sei e che hai fatto. Ma la verità è che Pistoia è la sua città, che la Toscana è la sua terra e che lui è la dimostrazione vivente che integrazione, impegno e partecipazione possono cambiare il destino delle persone. A lui va la mia totale solidarietà e la vicinanza di tutto il Partito Democratico. La Toscana - conclude - è casa di chiunque scelga di viverla, amarla e migliorarla. Piaccia o non piaccia a chi preferisce vivere di odio”.
“Mentre i parlamentari del Pd sono in Aula da 36 ore senza dormire, l'unico a non essersi ancora svegliato da quando è in carica è il ministro della PA Zangrillo. Gli consigliamo di incominciare a leggere le migliaia di lettere che arrivano al suo ministero ogni giorno e dei 77mila contenziosi aperti nei confronti della PA, per capire che non è solo il Pd che si lamenta del suo operato e le chiede di cambiare rotta ma è l'intero Paese che è stanco di subire ingiustizie”. Così il deputato Pd, Andrea Casu, vicepresidente in Commissione Trasporti alla Camera intervenendo in replica al ministro Zangrillo durante il Question time.
“Il ministro – continua il parlamentare dem - non dà risposte concrete alle nostre interrogazioni e non si rende conto della reale condizione in cui versa la PA. Vogliamo sapere a quanto ammontano i costi diretti e indiretti dei contenzioni verso la PA conseguenti delle scelte sbagliate del governo Meloni. Ma ribadiamo che l'azione del Pd non è una attacco verso il ministro ma un 'aiuto' perché vogliamo diminuire il numero dei contenziosi, unico vero record del suo ministero, e garantire servizi migliori a tutti i cittadini”.
“Quando il Pd chiede un piano straordinario di assunzioni, di fare non solo nuovi concorsi, ma anche tutte le proroghe e gli scorrimenti degli idonei nelle graduatorie necessari, di non sbattere la porta in faccia ai precari, non lo facciamo solo per offrire un’opportunità nei confronti di chi ha studiato, fatto sacrifici e merita di entrare nella PA, ma perché vogliamo far funzionare meglio la scuola, la sanità, la giustizia, i trasporti, la sicurezza e gli enti locali”, conclude Casu.
«La vicenda del giovane Paolo, lo studente che si è tolto la vita nella provincia di Latina, ci lascia sgomenti, senza parole. Un dolore che tocca tutti, che interroga le coscienze e che non può restare senza risposte. Dobbiamo continuare a investire su modelli di inclusione e di ascolto, rafforzando il sostegno psicologico nelle scuole e costruendo una rete sempre più solida tra scuola e famiglia. Solo così possiamo prevenire e contrastare il bullismo e la violenza psicologica che, come in questo caso, rischiano di diventare insostenibili per i nostri ragazzi. La comunità scolastica deve essere un luogo sicuro, dove ogni studente si senta accolto e protetto. Per questo serve un impegno corale delle istituzioni, degli insegnanti e delle famiglie. A Paolo e alla sua famiglia va la nostra vicinanza e il nostro impegno affinché la sua storia non venga dimenticata e possa servire a rendere più forti le politiche di prevenzione e tutela dei minori.» Lo dichiara la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione Infanzia e Adolescenza, commentando la notizia dello studente morto suicida a Santi Cosma e Damiano, comune della provincia di Latina.
“Oltre 6000 insegnanti di religione cattolica immessi in ruolo nell’anno scolastico 2025/26 stanno subendo gravi disagi economici a causa della mancanza di istruzioni operative sul calcolo dell’assegno ad personam. Le segreterie scolastiche non hanno ricevuto alcuna indicazione chiara dal Ministero e le Ragionerie stanno sollevando rilievi sui decreti, con la conseguenza che molti docenti non percepiranno lo stipendio prima di ottobre”. Così si legge nell'interrogazione presentata dalla deputata Pd Nadia Romeo al ministro Valditara per chiarire le modalità di calcolo dell’assegno ad personam per gli insegnanti di religione cattolica, di emanare una circolare esplicativa e di garantire il pagamento puntuale degli stipendi.
“Gli insegnanti di religione cattolica sono una categoria già particolare sul piano contrattuale, poiché a differenza degli altri docenti matura progressione economica anche da precaria. Non è accettabile che i docenti, già sottopagati rispetto ai colleghi europei, debbano subire anche ritardi per carenze organizzative del Ministero”, conclude Romeo.
“La sentenza della Corte d’Assise di Chieti sull’omicidio di Alina Cozac a Spoltore rischia di tradursi in una insostenibile contorsione della Giustizia e della norma: pare quantomeno difficile comprendere come si possa derubricare un delitto da volontario a preterintenzionale valutando solo per quanto tempo le mani dell’uomo hanno stretto la gola della donna. Sarebbe come dire che il compagno voleva ucciderla, ma non troppo. Mi ritengo un garante del diritto alla difesa e del giusto processo, ma credo anche che il diritto non possa essere stiracchiato o sbrindellato come un elastico in virtù di valutazioni emozionali". Così in una nota il deputato abruzzese del Pd Luciano D'Alfonso sulla sentenza dell'omicidio di Alina Cozac.
Ma, al di là delle motivazioni - continua il parlamentare dem - quello che oggi suscita perplessità è l’impatto che l’esito delle investigazioni e degli interrogatori in aula ha generato: da una prima lettura della vicenda se ne deduce che la sera dell’omicidio l’uomo avrebbe voluto ferire la compagna, ma siccome le sue mani hanno indugiato sul collo della donna pochi minuti o secondi, vuol dire che dopotutto non voleva proprio ucciderla, e se poi è morta è stato un tragico incidente. Una tale lettura, che significa veramente fare un gioco di prestigio con il diritto penale, manderebbe in archivio anni di lotte sul femminicidio che pure hanno partorito la norma che disciplina i reati del Codice Rosso. E non credo che fossero queste le intenzioni dei magistrati giudicanti. Sicuramente la sentenza non ha determinato la chiusura di una vicenda tragica, drammatica, che ha segnato il nostro Abruzzo, una vicenda che a nostra volta non possiamo derubricare come l’ennesimo episodio da relegare a una fredda statistica di fine anno". "Spetterà agli ulteriori gradi della Magistratura, che è scontato verranno interpellati, decidere se eventualmente aggiustare, o meno, il tiro di una lettura della norma che effettivamente rischia di diventare un caso-scuola, apripista di sentenze difficili da accettare e da capire”, conclude D'Alfonso.
“Alla richiesta di risposte chiare e concrete per garantire il diritto universale allo studio, il ministro Valditara rimane vago e snocciola la solita storiella con numeri che si discostano molto dalla realtà. Servono invece risorse statali, non solo quelle regionali, che siano destinate alla progressiva gratuità dei libri di testo. Serve un sistema omogeneo su tutto il territorio nazionale che non discrimini chi non può permettersi l'acquisto di materiale scolastico”. Lo dichiara la deputata Pd, Giovanna Iacono durante il question time al ministro Valditara sul caro-scuola.
“Ancora una volta – ribadisce la parlamentare - l'inizio dell'anno scolastico si trasforma in un salasso per le famiglie italiane: il costo medio è oltre i 1300€ per l'acquisto dei libro di testo e il materiale scolastico. Le attuali misure previste a livello statale o regionale sono spesso insufficienti, non strutturali: sono limitate da soglie Isee troppo basse, non rispondendo alle esigenze di una platea più ampia di famiglie che si trovano in difficoltà". "Se molte famiglie restano escluse, il governo non può nascondersi solo nella propaganda”, conclude Iacono.
“Mentre le famiglie italiane si trovano ad affrontare un costo medio di oltre 1.300 euro a studente per far fronte alle spese scolastiche, il ministro Valditara ancora una volta si nasconde dietro la propaganda dileggiando le proposte del Partito Democratico contro il caro scuola e a favore di mense e trasporti gratuiti. Chiediamo che le misure a sostegno del diritto allo studio, già sperimentate positivamente in Emilia Romagna e Toscana, diventino strutturali e rispondano alla perdita del potere di acquisto delle famiglie italiane”. Così la deputata Irene Manzi, Capogruppo Pd in Commissione Cultura, in replica al ministro Valditara durante il question time sul caro-scuola.
“È il momento che il governo esca dalla propaganda - continua la parlamentare dem - perché tutte le promesse che ogni anno fa in vista della legge di bilancio che annunciano misure a favore del diritto allo studio, alla prova dei fatti non vengono mai realizzate. Serve allargare la platea di chi può usufruire delle misure di sostegno al diritto allo studio. Serve un sistema di welfare studentesco strutturato, che possa garantire l'accesso gratuito o agevolato a servizi essenziali”. “Le proposte il Pd le ha presentate in Parlamento, ora servono risposte e non promesse vuote, utili a scrivere qualche titolo di giornale, ma che puntualmente non vengono mantenute”, conclude Manzi.
«Manovra alle porte e Salvini come sempre torna in modalità venditore di pentole: oggi a Cernobbio ha promesso flat tax anche per i lavoratori dipendenti, pace fiscale con rottamazione delle cartelle e altri improbabili regali. Tutte misure prive di coperture, che non faranno altro che gonfiare il deficit e scaricare il peso sui cittadini onesti, quelli che le tasse le pagano davvero.
Salvini recita la parte di Robin Hood al contrario: annuncia condoni e sconti a pioggia per chi evade, mentre lascia sulle spalle delle famiglie e dei lavoratori i costi reali di bilancio, senza veri interventi per restituire capacità di spesa alle famiglie. E per giustificarsi delle favole che racconta, invece di assumersi le proprie responsabilità accusa Bruxelles, dimenticando che è lui stesso vicepresidente del Governo Meloni e non un passante.
Chissà cosa penserà del suo collega il ministro dell’Economia Giorgetti, che sia al Meeting di Rimini sia oggi a Cernobbio ha richiamato alla prudenza, alla sostenibilità dei conti pubblici, al rispetto delle regole europee e alla necessità di misure concrete per famiglie e imprese.
Intanto l’economia italiana rallenta da mesi, aumenta il lavoro precario e insicuro, diminuiscono le entrate pubbliche. Servirebbero investimenti pubblici in scuola e sanità, interventi strutturali e un piano industriale nazionale, lotta all’evasione e aumento dei salari, contrasto alle politiche dei dazi americani e rafforzamento dell’Europa. Salvini invece propone invece fantasie e promesse inconciliabili.
Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Bilancio della Camera.
“I dati diffusi da Tuttoscuola sullo stato di sicurezza degli edifici scolastici italiani sono allarmanti e non possono lasciare indifferenti. Su circa 40.000 scuole statali, ben 36.000 risultano prive delle certificazioni obbligatorie e oltre 3.500 istituti ne sono totalmente sprovvisti: significa che circa 700.000 tra studenti, docenti e personale ogni giorno studiano e lavorano in strutture non in regola con le normative vigenti”: è quanto dichiara una nota congiunta dei deputati Pd Marco Simiani, Irene Manzi, Chiara Braga, Augusto Curti, Eleonora Evi e Sara Ferrari che hanno depositato una interrogazione sul tema ai Ministri dell’Istruzione e delle Infrastrutture.
“Il quadro che emerge è ancor più grave nelle aree del paese a più elevato rischio sismico, dove troppo spesso le scuole non dispongono né del collaudo statico né del progetto antisismico. Nonostante le risorse del Pnrr e i fondi ministeriali già stanziati, molti interventi risultano ancora in fase di avvio o incompleti, mentre gli episodi di crolli e cedimenti aumentano di anno in anno”.
“Abbiamo chiesto al governo quali misure intenda adottare con urgenza per garantire, in tempi certi, tutte le certificazioni previste dalla normativa, prevedendo anche un monitoraggio straordinario sugli edifici nelle aree a più alto rischio. Inoltre, è necessario sapere a che punto siano i cantieri finanziati e se nella prossima Legge di Bilancio si intenda stanziare ulteriori risorse a supporto degli enti locali, chiamati a garantire la sicurezza dei nostri studenti. La scuola deve essere un luogo sicuro per tutti”: conclude la nota.