“É un dovere essere dove si ricorda chi va a lavorare e non torna a casa, perché ci impone di non togliere lo sguardo e di non aspettare la prossima tragedia per occuparci di sicurezza sul lavoro. È una memoria attiva, soprattutto nei confronti di un uomo che ha sacrificato la propria vita nel tentativo di trarre in salvo i colleghi, finché non ci sarà giustizia”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, oggi a Napoli all’Istituto Tecnico Industriale "A. Righi" nel quartiere di Fuorigrotta, dove si è tenuta la cerimonia di svelamento della targa commemorativa dedicata a Vincenzo Garzillo, morto sul lavoro nella strage della centrale idroelettrica di Bargi mentre tentava di dare l’allarme. L’evento è in occasione della Giornata cittadina per la sicurezza sul lavoro.
“Intitoliamo un laboratorio scolastico a un morto sul lavoro e questo non è un atto simbolico - ha proseguito la deputata dem - Rappresenta invece la volontà ferma delle istituzioni, che su questo tema devono muoversi insieme e senza bandiere politiche per migliorare la situazione, di ribadire che la sicurezza non è un costo ma il pilastro fondante della dignità del lavoro”.“Lo dico qui, in una scuola, a questi ragazzi e a queste ragazze: la cultura della sicurezza e la formazione sono fondamentali. Lo dobbiamo a loro, ai lavoratori e alle lavoratrici di domani, di proseguire oggi su questa strada affinché tragedie come quella di Bargi non avvengano più” ha concluso Gribaudo.
“Entro i prossimi 10 anni il mercato della crittografia post quantistica crescerà del 1000 per cento, nella storia della nostra generazione ci sarà un prima e un dopo l’imminente Q Day, il momento in cui la potenza dei computer quantistici renderà vulnerabili tutte le tecniche che utilizziamo oggi per proteggere i nostri dati. È fondamentale fare subito sistema anche in Italia e in Europa per costruire insieme le strategie, gli investimenti e il quadro normativo che servono per essere pronti ad affrontare questa straordinaria sfida collettiva.”
Dichiara Andrea Casu, deputato Pd e Vice Presidente della Commissione Trasporti Poste comunicazioni intervenendo alla quinta edizione Cybersec2026 presso la scuola superiore di Polizia di Roma
“A Bologna, nel rione Pilastro sta nascendo il museo dei bambini, che farà attività didattiche da 0 a -12 anni. Insieme alla apertura delle scuole al pomeriggio conferma la priorità dei giovani, della scuola e dell’educazione per la nostra città. Chi si oppone con metodi violenti, chi pensa che la partecipazione ci sia solo quando si fa quello che si pretende, chi ignora che in quartiere il progetto è stato presentato in molti incontri, non può invocare di essere vittima della ‘repressione’ . Occupare un’area pubblica per impedire un’opera in cantiere, dire che si abbattono alberi senza dire che ne vengono ripiantati il triplo, e agire per impedire che i lavori vadano avanti. Siamo davanti a notizie false e azioni antidemocratiche. Ringrazio le forze dell’ordine per avere ripristinato la legalità” così il deputato democratico, Virginio Merola.
“I numeri del rapporto Antigone sui minori detenuti sono drammatici e rendono plastiche le responsabilità delle scelte del Governo. Per la prima volta, dopo il decreto Caivano, si registra il sovraffollamento negli Istituti penali per i minorenni: un fatto gravissimo che rompe con la tradizione educativa della giustizia minorile italiana”.
Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase, capogruppo in Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza.
“L’aumento delle presenze negli Ipm è la conseguenza di un approccio che ha privilegiato la repressione alla prevenzione. Quando si restringono le misure alternative e si amplia il ricorso alla detenzione, il risultato è inevitabile" aggiunge la deputata Pd.
“Dobbiamo capovolgere l’impostazione: il carcere non è la soluzione per i minori. Servono investimenti su messa alla prova, scuola, servizi sociali, comunità educative e giustizia riparativa. La sicurezza si costruisce offrendo opportunità, non aumentando le celle”.
“A Bagno a Ripoli Fratelli d’Italia propone di affibbiare alle scuole pubbliche etichette come ‘ideologicamente comunista’ o ‘favorevole alle teorie woke’. È un fatto gravissimo, senza precedenti nella prassi repubblicana recente. La scuola non è un catalogo ideologico dove scegliere in base al bollino politico”.
Lo dichiara Marco Furfaro, deputato Pd e membro della segreteria nazionale.“La Repubblica è antifascista e l’articolo 33 della Costituzione tutela la libertà di insegnamento proprio per impedire ogni forma di controllo o marchiatura ideologica. Trasformare gli istituti in bersagli da classificare significa esporre dirigenti, docenti e studenti a tensioni e delegittimazioni”.
“Con la collega Irene Manzi abbiamo depositato un’interrogazione ai ministri competenti su questa barbarie. Chiediamo una presa di distanza pubblica e immediata del governo e un intervento formale del ministro dell’Istruzione e del Merito per ribadire che le scuole pubbliche non si schedano e non si etichettano. Su questo non sono ammesse ambiguità”.
"La destra ammette che ‘schedare le scuole è una provocazione’ e poi aggiunge subito che però l'indottrinamento di sinistra esiste. È un classico: prima riconosci di aver fatto una cosa sbagliata, poi la giustifichi lo stesso. Un esercizio dialettico che ha un nome preciso: contraddizione. Dopo queste dichiarazioni è necessaria una presa di posizione del Ministro Valditara. Le scuole sono istituzioni libere ed autonome o devono rendere conto a Giorgia Meloni e a Fratelli d'Italia?”. Così Emiliano Fossi, deputato e Segretario del Pd Toscana annunciando una interrogazione parlamentare sulla mozione di Fdi Bagno Ripoli poi difesa dai vertici regionali del partito.
"Vorremmo capire - sottolinea il parlamentare dem - di quale indottrinamento parlano? Quello di insegnare la Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza? Quello di spiegare che le leggi razziali furono un crimine? Quello di formare cittadine e cittadini capaci di pensare in modo critico? Se è questo l'indottrinamento che li preoccupa, allora sì, siamo colpevoli e ne andiamo fieri. La realtà è un'altra. La destra italiana non riesce a tollerare una scuola libera, plurale, fondata sulla conoscenza e sul confronto. Preferisce insegnanti sorvegliati, classi monitorate. Questo non è interesse per la qualità dell'istruzione: è un riflesso autoritario che ha radici precise nella storia, e che la nostra Costituzione ha esplicitamente voluto seppellire. La libertà di insegnamento non è un privilegio dei professori: è una garanzia per gli studenti, per le famiglie, per la democrazia. Ogni tentativo di comprimere quella libertà — anche quando si ammette che ‘è una provocazione’ — va contrastato con chiarezza". "Noi saremo sempre dalla parte della scuola pubblica, dei suoi insegnanti e di chi crede che educare significhi liberare le menti, non controllarle", conclude Fossi.
"Cuba è stremata, strangolata, ferita.
Il 29 gennaio scorso il presidente statunitense ha firmato un ordine esecutivo che minaccia dazi contro tutti i Paesi che intendono portare petrolio a Cuba, dopo avere interrotto, con il blitz a Caracas, le forniture dal Venezuela. Da quando Trump ha resuscitato la “Dottrina Monroe”, l’America Latina è tornata a essere considerata il cortile di casa degli Stati Uniti.
A Cuba, ci ha detto l’ambasciatore cubano in Italia incontrato questa mattina, manca l’energia negli uffici, nelle aziende alimentari e farmaceutiche. Senza mezzi pubblici è diventato impossibile andare a lavorare e a scuola. Quello che è più grave è che negli ospedali manca l’energia anche per alimentare le macchine che garantiscono la vita dei malati e le incubatrici per i neonati. Migliaia di malati abbandonati al loro destino con un sistema sanitario costretto alla resa.
È la legge del più forte, la legge del più cinico, del più spietato dei potenti.
Non possiamo dimenticare che durante il Covid, nel momento più buio per il nostro Paese, fu Cuba a mandare i primi medici a sostegno della nostra sanità in affanno. E ancora oggi ci sono centinaia di medici cubani che lavorano negli ospedali calabresi in difficoltà.
L'Italia può voltare le spalle a chi ci ha teso la mano? Il Ministro Tajani tace perché secondo lui anche per la popolazione cubana il diritto internazionale “vale fino a un certo punto”?
E la Presidente Meloni tace perché continua a genuflettersi di fronte ai desideri di Trump e perfino a quelli di Marco Rubio che lo stesso Trump ha designato come futuro presidente cubano. Sembra uno scherzo, ma è proprio quello che ha detto.
La dignità, lo sappiamo, è dote rara nelle stanze del governo Meloni. Ma noi non possiamo assistere in silenzio alla morte lenta di un popolo. E non lo faremo, denunceremo quello che sta accadendo nell’indifferenza di troppi". Lo ha dichiarato in aula Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera, chiedendo un'informativa urgente al ministro Tajani
Quanto accaduto a Chioggia durante le celebrazioni del Giorno del Ricordo è un fatto grave che merita piena chiarezza».
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Rachele Scarpa, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione e del Merito in merito all’esecuzione, da parte di studenti della scuola secondaria di primo grado “Pascoli-Galilei” dell’Istituto Comprensivo Sottomarina Nord, del brano “Di là dell’acqua”, riconducibile al repertorio della Compagnia dell’Anello, durante la cerimonia organizzata dal Comune di Chioggia il 10 febbraio scorso.
«Stiamo parlando di un gruppo storicamente associato all’area neofascista italiana. È inaccettabile che, in un contesto istituzionale e con il coinvolgimento di studenti minorenni, possa essere proposta musica legata a quell’immaginario culturale e politico», afferma Scarpa.
«Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza che appartiene a tutta la Repubblica e deve essere celebrata nel rispetto rigoroso dei valori costituzionali. La scuola pubblica è presidio di pluralismo, educazione democratica e memoria condivisa. Per questo ho chiesto al Ministro se sia a conoscenza dei fatti, se siano state avviate verifiche tramite l’Ufficio scolastico regionale e quali iniziative intenda assumere per evitare il ripetersi di episodi analoghi».
«Non si tratta di alimentare polemiche – conclude Scarpa – ma di ribadire un principio fondamentale: nelle istituzioni della Repubblica non può esserci spazio, nemmeno in forma indiretta o simbolica, per riferimenti culturali riconducibili a ideologie incompatibili con la nostra Costituzione».
“La Commissione Affari Costituzionali ha respinto l’emendamento del Partito Democratico che chiedeva di rinviare la decisione sul dimensionamento della rete scolastica. Una bocciatura grave, che conferma come il governo voglia procedere con una scelta autoritaria, commissariando il dimensionamento e riducendo il ruolo delle autonomie regionali. Il dimensionamento non può essere ridotto a freddi parametri numerici: applicare criteri rigidi rischia di penalizzare le aree interne, montane e insulari, dove la scuola rappresenta spesso l’ultimo presidio pubblico”. Così le capogruppo del Pd in commissione affari costituzionali e cultura della Camera, Simona Bonafè e Irene Manzi. “Il Partito Democratico - concludono le
democratiche - ribadisce la necessità di aprire un confronto serio con Regioni ed enti locali, nel pieno rispetto delle autonomie sancite dalla Costituzione, per proteggere le scuole e garantire equità territoriale”.
“Sosteniamo con tutte le nostre forze la comunità scolastica del Righi che sta facendo grandi sacrifici per andare avanti e non può essere lasciata sola. Giorgia Meloni non può continuare a fare finta di non vedere che quello che sta succedendo mette a repentaglio ogni giorno la sicurezza e la serenità di tutta la comunità scolastica. La nostra segretaria Elly Schlein e tutto il Pd condanna sempre, senza distinguo, ogni forma di violenza politica e chiede che anche la Presidente del consiglio prenda posizione quando chi la commette si dichiara fascista, firma con una svastica e usa lo stesso slogan 'la scuola è nostra' che solo poche settimane fa abbiamo visto sventolare ad Atreju. Con la nostra interrogazione chiediamo alla Presidente del Consiglio di esprimere finalmente le parole di condanna e di mettere in campo le azioni concrete che fino a oggi sono mancate per impedire che episodi gravi e intollerabili come questi possano ripetersi.”
Lo dichiarano in una nota Andrea Casu primo firmatario dell’interrogazione depositata insieme alla Responsabile Scuola del Partito Democratico Irene Manzi e i deputati PD Berruto, Boldrini, Ciani, Curti, De Maria, Di Biase, Evi, Fassino, Ferrari, Forattini, Fornaro, Furfaro, Ghio, Gianassi, Girelli, Gribaudo, Guerra, Iacono, Lai, Laus, Madia, Malavasi, Marino, Morassut, Orfini, Pandolfo, Porta, Prestipino, Quartapelle Procopio, Ricciardi, Roggiani, Romeo, Rossi, Sarracino, Scarpa, Scotto, Serracchiani, Simiani, Stefanazzi, Stumpo, Tabacci, Viggiano.
“È dura la condanna del PD su quanto accaduto questa notte al Liceo Righi di Roma vandalizzato e imbrattato con la scritta 'Righi fascista la scuola è nostra' con tanto di svastica nazista. Ci troviamo davanti ad una nuova ferita per le istituzioni e per la democrazia, addirittura il terzo attacco al liceo romano in pochi mesi. Presenteremo un'altra interrogazione perché pretendiamo che il governo apra gli occhi su quanto sta succedendo, e sia la presidente Meloni a rispondere direttamente in Aula. Bisogna fermare questa campagna ideologica che sta mettendo nel mirino le scuole italiane”. Lo dichiara il deputato romano del PD, Andrea Casu.
“Nei giorni scorsi abbiamo assistito all'assurda proposta di Azione Studentesca di schedare i professori per le loro idee di sinistra, mentre continua il silenzio di questo governo a condannare la violenza fascista e nazista che colpisce i licei, ferma il diritto allo studio e rende le classi inagibili, con danni pari a migliaia di euro”. “Fratelli d'Italia attacca il PD sui social dicendo che 'è surreale tollerare la violenza'. È vero ma hanno sbagliato destinatari della campagna perché il PD la condanna sempre a prescindere dal colore politico di chi la commette. Dovrebbero rivolgersi al governo che continua a fallire sul tema sicurezza. Quella sicurezza che non riesce a garantire neanche nelle scuole, incapace di fermare l'onda nera di violenza neo fascista”, conclude Casu.
La relazione della Segretaria Schlein, approvata dalla Direzione nazionale, indica una linea politica chiara per i prossimi mesi: il PD lancia una campagna d'ascolto centrata su temi sociali chiave (lavoro, sanità, scuola e impresa) per costruire un'alternativa concreta al governo di destra.
Accanto a questo l'impegno prioritario rimane la campagna per il NO alla riforma costituzionale: vogliamo difendere il sistema di "pesi e contrappesi" democratici per impedire lo smantellamento dell’equilibrio costituzionale. Ha fatto bene la segretaria Schlein a denunciare l'uso strumentale del tema sicurezza da parte della maggioranza, che punta a delegittimare la magistratura e reprimere il dissenso.
Il PD tutto è in campo al fianco della società civile per mobilitare l'elettorato e fermare questa pessima riforma costituzionale che non migliorerà in niente la qualità della giustizia per i cittadini.
Così Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, a margine della Direzione Nazionale del Partito Democratico.
"Nelle ore in cui la comunità di Masafer Yatta, in Cisgiordania, subisce un violentissimo attacco da parte dei coloni israeliani che bruciano case, rubano pecore e feriscono le persone, al Comitato diritti umani della Camera abbiamo audito le rappresentanti dell'Operazione Colomba che hanno testimoniato come la violenza contro la popolazione palestinese in Cisgiordania sia drammaticamente aumentata e mai così estesa come ora.
"Mai vista tanta violenza in 21 anni di nostra presenza" hanno riferito le volontarie dell'organizzazione pacifica e non violenta la cui presenza a Masafer Yatta ha lo scopo di fare da deterrenza e fornire protezione ai palestinesi accompagnandoli nelle attività quotidiane: dalla scuola al pascolo alla coltivazione degli olivi.
Dal 7 ottobre si è aggiunta un nuova figura: i soldati-coloni, riservisti a cui è stato chiesto di entrare nell'esercito e che indossando la divisa sono legittimati a usare le armi contro i civili palestinesi, anche a scopo privato. È a questa categoria che appartiene il colono che ha minacciato i carabinieri italiani a Ramallah.
Le volontarie di Operazione Colomba hanno riferito come in Cisgiordania stiano esponenzialmente aumentando gli avamposti che poi diventano nuovi insediamenti illegali dei coloni usurpando terre, e sottraendo energia elettrica e acqua ai palestinesi. Interi villaggi non esistono più, come Khallet Athabà che è stato totalmente raso al suolo e i cui abitanti sono stati costretti a fuggire. È solo uno dei tanti esempi del piano di pulizia etnica che il governo Netanyahu sta attuando in Cisgiordania e davanti al quale l'intera comunità internazionale tace colpevolmente". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Il Partito Democratico voterà a favore della proposta di legge in memoria delle vittime della strage di Gorla perché rappresenta un atto di giustizia, di verità e di ricucitura della memoria collettiva”. Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata milanese del Pd Lia Quartapelle, nel corso delle dichiarazioni di voto finale.
“Il 20 ottobre 1944 il bombardamento del quartiere milanese di Gorla colpì anche la scuola elementare ‘Francesco Crispi’ – ha aggiunto l’esponente dem - causando la morte di 198 persone, di cui 184 bambini e 14 insegnanti. Una storia rimasta a lungo scomoda e nascosta, segnata da errori tragici e da un riconoscimento arrivato troppo tardi, con le condoglianze ufficiali degli Stati Uniti giunte solo 75 anni dopo. La storia di Gorla è la storia dei fratelli e delle sorelle rimasti sotto le macerie, di chi è sopravvissuto per una coincidenza o per un minuto, portando per tutta la vita il peso di essere vivi. È anche la storia delle madri che hanno perso i figli, per le quali non esiste nemmeno una parola capace di nominare una perdita contro natura. Il dolore delle famiglie e del quartiere è un dolore così grande da rendere insopportabili persino le voci dei bambini sopravvissuti nei mesi successivi alla strage, come hanno raccontato tanti tanti anni dopo, Silvia Nucini e Mario Calabresi nel documentario ‘Finché sono al mondo’.
“Oggi – ha concluso Quartapelle - votiamo questa legge all’unanimità in una giornata simbolica, quella del ricordo della Shoah in tutta Europa. Questo provvedimento è un risarcimento morale e una ricucitura della memoria, rafforzata anche dalla recente visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Milano per l’80° anniversario della strage. Come Pd, abbiamo voluto estendere il senso di questo ricordo a tutte le piccole vittime della guerra. Ricordare Gorla restituisce la materialità della guerra dalle macerie di ieri a quelle di oggi, dai rifugi di Gaza a quelli di Kharkiv, fino ai conflitti dimenticati in Africa. Bambini che non hanno nulla a che fare con la guerra e che ne sono soltanto vittime”.
Bocciata alle elezioni, nominata nel Cda dei Musei statali d’Abruzzo
“Apprendiamo dalla pubblicazione sul sito del MiC che il ministro Giuli è stato accompagnato per la nomina nel Cda dei Musei statali della regione Abruzzo di una candidata bocciata dagli elettori alle ultime elezioni regionali con Marsilio, oggi probabilmente richiedente e riconoscente. Una scelta che appare come una ricompensa politica e che sconcerta, anche alla luce di precedenti noti alle cronache, come la gestione di un istituto scolastico in cui agli studenti veniva imposto di cantare Faccetta nera. Una decisione che non può essere considerata isolata, ma che si inserisce in un sistema di potere avallato e sostenuto dal presidente Marsilio, che continua a causare – se non a promuovere da protagonista – scelte spregiudicate e di chiara matrice partitica nella gestione delle istituzioni pubbliche.
Con quale criterio il ministro continua a consentire l’occupazione delle istituzioni culturali con esponenti del proprio partito, trasformando incarichi di prestigio in parcheggi per candidati bocciati e figure ideologicamente segnate e discutibili? Il tutto avviene nell’anno in cui l’Italia e l’Abruzzo celebrano L’ Aquila Capitale italiana della Cultura, un appuntamento che meriterebbe competenza, autonomia e una netta distanza da nostalgie che l’Italia democratica dovrebbe aver definitivamente sepolto. Queste nomine non fanno bene né alla cultura abruzzese né a quella italiana” così una nota del deputato democratico Luciano D’Alfonso.