“Garantire che gli elettori godano di un’adeguata conoscenza delle scadenze elettorali, delle candidature e dei relativi programmi per le elezioni suppletive che si volgeranno nelle giornate di domenica 22 e lunedì 23 ottobre nel collegio uninominale di Monza e Brianza”.
E’ quanto chiedono i componenti democratici della commissione di Vigilanza Rai in un’interrogazione all’amministratore delegato dell’Azienda.I presentatori ricordano inoltre le norme che garantiscono la parità di accesso ai mezzi di informazione nel corso della campagna elettorale e riportano le fonti di stampa secondo le quali il candidato Marco Cappato avrebbe appreso che i fondi pubblici per i consueti messaggi autogestiti sarebbero esauriti per l’anno in corso.
Si rivolgono quindi all’ad Rai per sapere se ritiene che per questo appuntamento elettorale il servizio pubblico stia adempiendo agli obblighi di legge.
Dichiarazione di Ouidad Bakkali, deputata Pd e componente la Vigilanza Rai
Il contratto di servizio, quello approvato oggi, farà fare molti passi indietro al servizio pubblico e orienterà a rappresentare nei media della Rai non l’Italia che esiste, ma quella che vorrebbe questa Destra: chiusa alle diversità, disposta a proteggere solo certe minoranze sociali e non altre. Definire le discriminazioni è l’unico modo per contrastarle davvero.
Allora bocciano tutti i nostri emendamenti a cominciare da quello che definisce quali discriminazioni nominare : razzismo/abilismo e omotransfobia.
Bocciato anche l’emendamento che chiede una corretta rappresentazione delle culture e la promozione della partecipazione delle persone di origine straniera nella programmazione Rai.
Clamorosa la bocciatura dell’emendamento nel quale chiediamo di mettere al centro della programmazione dedicata ai più giovani l’argomento della dispersione scolastica che fa parte della grande emergenza educativa del nostro Paese.
Avevo presentato un emendamento anche alla letteratura per l’infanzia, pensando che progetti come Nati per Leggere e il lavoro dei pediatri italiani potessero trovare spazio “ nella più grande industria culturale italiana”, ma no, nessuno spazio.
Abbiamo chiesto un impegno perché vi sia maggior promozione delle Istituzioni europee. E ancora, più educazione alla Pace e alla solidarietà, principi che non hanno trovato il favore di questa maggioranza.
Meno sorprendente, ma sicuramente grave, la bocciatura dell’emendamento sul linguaggio di genere e del linguaggio inclusivo nel servizio pubblico Rai.
Sono stati tutti bocciati anche gli emendamenti che tendevano a promuovere i modelli di riferimento femminile e maschile, paritari e non stereotipati, e quelli alle informazioni volte a promuovere il rispetto delle diversità di genere e di orientamento sessuale.
Dichiarazione di Ouidad Bakkali, deputata Pd
Il brutto spettacolo di Corona, l’ingerenza dei vertici contro Fedez e la caduta libera degli ascolti. TeleMeloni regala ormai solo spazio a personaggi come Corona e lo nega a Fedez perché non gradito mentre nessuna seria riflessione su come salvare il servizio pubblico dalla fuga di spettatori che ormai è inarrestabile.
“La decisione della Rai di lasciare senza lavoro e senza stipendio sette lavoratrici del servizio di sottotitolazione dei programmi tv per non udenti è immotivata, molto preoccupante e va contrastata con determinazione. Per queste ragioni presenteremo immediatamente una interrogazione parlamentare. La decisione lascia ancor di più di stucco perché la Commissione di Vigilanza è impegnata in questi giorni proprio nella discussione del contratto di servizio, che pone grande importanza alla sottotitolazione per i non udenti quale elemento qualificante e decisivo per aprire il servizio pubblico televisivo alle persone con problemi di udito”.
Lo dichiarano i componenti del Partito Democratico della Commissione di Vigilanza Rai.
“Purtroppo non è una Fake news ma nel bilancio del primo anno del governo di destra-destra, il partito della presidente del consiglio Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, supera qualsiasi immaginazione. Altro che ministero della cultura popolare. Tra i successi del ‘nuovo corso’ c’è un paragrafo sulla ‘nuova Rai’, libera dalla sinistra. Lo scempio della Rai meloniana è sotto gli occhi di tutti. Il crollo degli ascolti dei primi mesi dei telegiornali Rai, a impronta meloniana, la dice molto sui danni che il pensiero unico sta provocando al servizio pubblico. Abbiamo perso i pezzi pregiati dell’approfondimento giornalistico con autori e conduttori che non si sono riconosciuti nella mission di questa Rai monopolizzata dal pensiero sovranista. Per questo motivo resteranno accesi i nostri riflettori sulla Rai, l’industria culturale e informativa più importante del nostro Paese. Una Rai dei governati e non dei governanti”. Lo dichiarano in una nota congiunta Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai e Sandro Ruotolo, responsabile Informazione e Cultura del partito.
Presentati emendamenti Pd su pluralismo, digital strategy e centri produzione
“Il Contratto di servizio in esame è stato oggetto di approfondita analisi da parte del nostro gruppo che ne contesta una impostazione davvero riduttiva, priva di ambizione, e non degna della più grande azienda pubblica di informazione e intrattenimento.
Si sofferma marcatamente su alcuni dettagli identitari, anacronistici, in un tempo in cui quello radiotelevisivo rimane uno degli strumenti di collegamento con il mondo.
Non vengono colte alcune priorità di questo tempo e declinate alcune sfide come ad esempio quella della transizione digitale in modo adeguato.
Registriamo oggettivamente due passi indietro rispetto al precedente contratto di servizio tuttora in vigore.
Abbiamo quindi proceduto ad utilizzare la dinamica emendativa in maniera costruttiva, con l’obiettivo di apportare nell’interesse generale miglioramenti ad uno strumento vitale per l’azienda”. Lo ha detto Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai, intervenendo in commissione.
“Con i nostri emendamenti puntiamo ad esplicitare meglio la tutela della divulgazione scientifica perché questo è il primo contratto che andiamo a rinnovare dopo la pandemia e dobbiamo far tesoro di quanto accaduto, valorizzando l’informazione scientifica, per non trovarci di fronte a situazioni imbarazzanti come quella che purtroppo abbiamo registrato ieri con l’ospitata in una trasmissione radiofonica di tesi no vax senza contraddittorio”, ha aggiunto Graziano, spiegando punto per punto tutti emendamenti presentati dal Pd.
“Ci auguriamo che vi possa essere un effettivo confronto di merito e confidiamo nel buonsenso affinchè si possa sottrarre la Rai ad un esercizio muscolare di potere e provare invece a contribuire a migliorarne la capacità di esercitare la propria funzione di servizio pubblico come la principale azienda culturale di questo paese. E che come tale possa vedere nei fatti garantiti i principi di pluralismo, di parità di genere, anche nella terminologia, di capacità competitiva sulla base della qualità”, conclude Graziano.
“La Rai deve con urgenza spiegare come sia stato possibile invitare a parlare di Covid Massimo Citro della Riva, lo psicoterapeuta sospeso dall’Ordine dei Medici proprio per le sue teorie No Vax. Questo signore, un complottista e negazionista che si è rifiutato di vaccinarsi affermando che non intendeva ‘diventare un Ogm’, per quindici minuti è stato intervistato su Rai Radio1 nella trasmissione condotta da Marcello Foa ‘Giù la maschera’. In un momento così delicato dell’azione di contrasto al Covid, con dati nuovamente preoccupanti sia nel numero dei contagi che delle vittime, il Servizio di informazione pubblico non dovrebbe avere l’obbligo di puntare sulla scienza nell’offrire le informazioni più corrette e utili alle cittadine e ai cittadini italiani?”.
Lo dichiarano i componenti del Partito Democratico della Commissione di Vigilanza Rai.
Avviata oggi in Commissione Trasporti la discussione sulla Risoluzione PD.
Dichiarazione di Andrea Casu, dell’ufficio di presidenza del gruppo Pd
“Aumentare lo stanziamento del fondo nazionale trasporti in modo da poter provvedere ad una rimodulazione dei criteri di definizione dei costi standard e degli adeguati livelli di servizio che tengano conto delle difficoltà oggettive del trasporto pubblico locale”. E’ la principale richiesta al governo contenuta nella risoluzione presentata dal Partito Democratico, a prima firma Andrea Casu insieme agli altri componenti Pd della Commissione Morassut, Barbagallo, Bakkali e Ghio il cui iter è stato avviato oggi in Commissione Trasporti.
“Chiediamo di aumentare le risorse per il trasporto pubblico locale ferme da anni a circa 5 miliardi di euro complessivi nonostante la crescente necessità di trasporto pubblico – sottolinea Casu - e di adeguare i criteri attuali, fondati sulla spesa storica, ai reali fabbisogni delle città, anche alla luce delle conseguenze della crisi climatica e della crescita del turismo”. Per l’esponente del Pd “mentre in Germania si sperimenta con successo, anche per contrastare il caro carburante, il biglietto climatico a 9 euro mensili, in Italia rischiamo di andare incontro a un peggioramento del servizio e a una crescita del costo del biglietto per tutti i cittadini. Per fronteggiare tutto questo è necessario prevedere subito interventi adeguati e immediati.” Inoltre, la risoluzione del Pd prevede di “adottare iniziative di competenza volte ad individuare, con urgenza, una soluzione contingente per Roma Capitale, visto che gli attuali criteri penalizzano fortemente la città impegnata nell’organizzazione del Giubileo del 2025”.
"Persona di assoluta qualità e spessore morale"
Esprimiamo il nostro profondo cordoglio per la scomparsa di Riccardo Laganà e tutta la comunità del Partito Democratico si stringe intorno alla sua famiglia e ai suoi affetti. Persona di assoluta qualità e di spessore morale e professionale, nel CDA della Rai ha sempre saputo rappresentare la voce e lo spirito del pluralismo dell’informazione e di un servizio davvero pubblico.
È stato per noi un interlocutore “speciale”, con cui abbiamo dialogato e ci siamo spesso ritrovati sulla stessa linea. È un giorno triste per la Rai e per tutti noi”.
Così in una nota i componenti del Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai.
Rai: Europa dice bisogna fare la riforma il rischio Influenza politica è alta. Il pd disponibile non solo a fare proposta unitaria dell’opposizione ma a discutere con la maggioranza affinché si arrivi a una sintesi per una legge del servizio pubblico indipendente. Così su Twitter il capogruppo democratico in commissione di Vigilanza Rai Stefano Graziano
Nostra risoluzione per potenziare servizio pubblico
“Già a maggio abbiamo presentato una risoluzione in commissione Trasporti alla Camera per chiedere una rimodulazione dei fondi per il Trasporto pubblico locale per superare il criterio storico e potenziare tutto il servizio pubblico che da allora chiediamo alla maggioranza di calendarizzare al più presto: basta aprire gli occhi sulle nostre città per capire che l’attuale erogazione di fondi non tiene conto delle conseguenze del boom turistico, della crisi climatica, dello sviluppo della mobilità e degli eventi eccezionali che il nostro paese deve affrontare, come i Giubilei del 2025 e 2033 e le Olimpiadi Milano-Cortina del 2026. Questa situazione sta portando il sistema al collasso, specialmente nelle grandi città, mettendo a repentaglio il diritto alla mobilità di tutte le cittadine e i cittadini”.
Lo dichiarano i parlamentari Pd della commissione Trasporti della Camera, Andrea Casu, Anthony Barbagallo, Ouidad Bakkali, Valentina Ghio e Roberto Morassut.
“Nella risoluzione - aggiungono - indichiamo chiaramente che in questo nuovo scenario la grave sofferenza che si sta registrando nell’ambito del Tpl non di linea è solo la punta dell’iceberg di una situazione ormai insostenibile che non può essere scaricata esclusivamente su un singolo settore. Ma deve essere affrontata nella sua interezza attraverso risposte immediate e risorse adeguate a rafforzare a ogni livello il servizio pubblico sia di linea che non. Occorre offrire alle amministrazioni locali nuovi strumenti normativi che consentano di monitorare i dati reali e programmare il servizio non di linea intervenendo tempestivamente sui picchi di domanda e sulle azioni necessarie al potenziamento dell’offerta tenendo conto delle specificità e delle esigenze di ciascuna città. Senza poteri e risorse adeguate - concludono - ci opporremo in ogni sede allo scaricabarile su regioni e comuni dell’emergenza mobilità e chiediamo che su questo tema si apra al più presto il confronto anche in Parlamento”.
Interrogazione Pd in Vigilanza
“Depositeremo un'interrogazione in Vigilanza per chiedere come si stia garantendo, o meglio non garantendo il pluralismo dell’informazione nel servizio pubblico. Tra poche settimane si approverà il nuovo contratto di servizio della Rai e i presupposti di questo nuovo corso sono inquietanti sotto il profilo del pluralismo e del diritto di parola delle opposizioni.
204 minuti di Meloni a fronte di percentuali intorno al 5% per ciascuna forza dell’opposizione sono il dato inconfutabile che l’occupazione dell’informazione e del racconto del Paese agli italiani sia a senso unico e questo deve preoccupare chi ha a cuore qualità, imparzialità e la libertà di informazione.
Così la deputata del Pd Ouidad Bakkali, componente della commissione di Vigilanza Rai.
“Incomprensibile scelta di cacciare Saviano dalla Rai. Scelta scellerata che farebbe da contraltare a quella di eliminare la fascia condotta da Facci? Inquietano parecchio le scelte del governo Meloni che sta letteralmente militarizzando il servizio pubblico televisivo. Bruttissimo segnale anche nella lotta alla mafia nonché perdita di prestigio internazionale per la Rai e per il Paese”. Lo dichiarano i componenti Pd della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai.
"Un giornalista sotto scorta per le minacce della mafia sarebbe "incompatibile con il servizio pubblico". Mentre è evidentemente compatibile celebrare il lutto nazionale per un esponente politico che ha pagato Cosa Nostra, attaccare chi come Don Ciotti è in prima linea contro le mafie e affidare la vicepresidenza della Commissione Vigilanza Rai a una deputata condannata in via definitiva per peculato. La destra ha una strana concezione della legalità. Solidarietà a Roberto Saviano". Così Marco Furfaro, deputato e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico, in un tweet.