"La mobilità dei cittadini siciliani non può essere ostaggio di ritardi e rimpalli di responsabilità. Per questo ho presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla grave situazione che interessa la dorsale ionica Messina-Catania-Siracusa, dove dal 13 novembre 2025 risultano chiusi tre fasci di binari su sette presso la stazione centrale di Catania, a seguito dell’incendio che ha colpito 'Le Ciminiere' e della conseguente installazione di un’impalcatura a ridosso del sedime ferroviario. Una condizione che, secondo il Comitato Pendolari, ha già comportato la cancellazione di migliaia di chilometri di tratte e pesanti disagi per pendolari, studenti e turisti, aggravati anche dai danni del ciclone Harry”. Lo dichiara la deputata del PD Maria Stefania Marino.
"Ho chiesto di chiarire le cause tecniche e amministrative che hanno determinato il protrarsi della chiusura, se il Ministero sia stato formalmente informato e quali iniziative urgenti intenda assumere nei confronti di Rfi e degli enti territoriali coinvolti per garantire la rimozione dell’impalcatura o la definitiva messa in sicurezza dell’area, con la riapertura dei binari interdetti e il pieno ripristino della capacità della linea", conclude la deputata dem.
“Non ha alcun senso pensare di realizzare un’opera come il Ponte sullo Stretto in un’area ad elevatissimo rischio sismico, quale è quella che interessa la Sicilia e la Calabria. Ora anche uno studio dell’Ingv conferma ciò che è evidente ma che solo il ministro Salvini, pervicacemente, continua a portare avanti per motivi esclusivamente di propaganda. Si tratta ora di prendere atto del lavoro di Ingv con Consiglio Nazionale delle Ricerche ed alcune università italiane ed europee che aggiunge nuovi dettagli a quanto già evidenziato negli anni e che fornisce una una visione più chiara e completa della struttura geologica dello Stretto. E fatto questo chiudere una volta per tutte il triste capitolo del Ponte voluto da questo governo e finanziato sottraendo fondi e risorse al Sud e alla Sicilia in particolare”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia e capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.
Nello studio i ricercatori hanno analizzato una grande quantità di dati, sismologici e marini, e ha preso ad esame oltre 2.400 terremoti avvenuti nella regione in quasi 30 anni, dal 1990 al 2019. Dal loro studio è emerso che nella regione dello Stretto di Messina l'attività sismica si concentra in due strati della crosta terrestre in cui si concentrano forze geodinamiche diverse che insieme concorrono alla deformazione dell'area : un fenomeno che che nel corso di milioni di anni ha dato origine a catene montuose, faglie e depressioni marine ed è ancora oggi all’origine di terremoti potenzialmente distruttivi.
“Per questo – prosegue – sono necessari ulteriori studi e approfondimenti prima di iniziare i lavori, di fronte ad una situazione molto più complessa di quello che si pensava, come ha detto anche il geologo Mario Tozzi. E’ da irresponsabili proseguire a testa bassa ignorando gli avvisi che provengono dalla comunità scientifica. Ci auguriamo che il Governo ne prenda atto e – conclude – si fermi in tempo”.
“La proposta di legge a prima firma Ghio mira da un lato alla sicurezza degli spostamenti per ciclisti e pedoni, e dall'altro lato ad mobilità più sostenibile. A fronte dei ritardi e dell’inadeguatezza del governo sull’utilizzo dei fondi del Pnrr sulla mobilità sostenibile e la sicurezza stradale, e dell’elevatissimo numero di incidenti stradali, questo testo offre un contributo decisivo sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile e sull’impatto che questi temi hanno sulla qualità della vita nelle grandi città.
C’è poi anche un investimento legato all'approccio culturale delle nuove generazioni che sono sempre pronte ad accogliere spunti sulla mobilità sostenibile e dobbiamo considerare anche il tema della fruizione turistica nelle varie regioni. C’è un’alta richiesta da parte di giovani e turisti ad utilizzare mezzi sostenibili come la bicicletta, e in commissione abbiamo fatto un grande lavoro in questa direzione”. Lo ha detto Anthony Barbagallo Deputato Pd e capogruppo in commissione trasporti della camera, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della proposta di legge della Deputata del PD Valentina Ghio sulla sicurezza stradale per tutelare pedoni e ciclisti.
Adeguamenti al Codice della strada, campagne di comunicazione mirate e risorse dedicate per promuovere una nuova cultura dello spazio urbano
Sempre più italiani si muovono a piedi o in bicicletta. Secondo l’ultimo Rapporto sulla mobilità dell’ISFORT oltre il 28% degli spostamenti quotidiani avviene in queste modalità: ma sicurezza e infrastrutture restano il nodo cruciale da sciogliere al fine di rafforzare la tutela di pedoni e ciclisti e promuovere concretamente la mobilità attiva. È in questo contesto che si colloca la nuova proposta di legge presentata oggi alla stampa dalla deputata Valentina Ghio: un progetto che ha visto la collaborazione di FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, coinvolta nella redazione del testo col supporto di Andrea Colombo, esperto legale di mobilità e sicurezza stradale.
“Questa proposta di legge nasce da un dato evidente: sempre più persone scelgono di muoversi a piedi o in bicicletta, ma spesso in condizioni di elevata vulnerabilità. Serviva quindi un intervento organico che aggiornasse le norme e introducesse una gerarchia della mobilità centrata sulla tutela di pedoni e ciclisti” – dichiara l’on. Valentina Ghio prima firmataria della proposta di legge
“Non si tratta solo di modifiche tecniche, ma di un cambio di prospettiva – prosegue Ghio –
Siamo tutti pedoni e le strade devono diventare luoghi più sicuri e vivibili, dove camminare o pedalare sia una scelta normale e non un rischio. Inoltre strade meno trafficate sono un vantaggio anche per chi non può fare a meno di utilizzare la macchina.
Per rendere concreto questo cambiamento istituiamo il Fondo nazionale per la mobilità attiva e introduciamo strumenti a supporto degli enti locali.
Investire sulla mobilità attiva significa investire in salute, ambiente e città più inclusive, a misura di tutte le persone”, conclude la deputata.
Puntuale e articolato, il testo si fa interprete di un nuovo scenario urbano, abbracciando numerosi aspetti della mobilità. I cambiamenti proposti non coinvolgono solo il Codice della Strada ma estendono la propria efficacia anche al Codice Civile. Fra i diversi punti del codice stradale interessati dalla proposta si trova, innanzitutto, l’ampliamento delle definizioni. Il concetto di mobilità attiva viene introdotto a monte, con una distinzione fra le figure di “utente più forte” – chi utilizza mezzi con maggior massa, potenza o velocità – e di “utente della mobilità attiva”. Le nuove definizioni sono determinanti per introdurre una gerarchia che tuteli gli utenti più esposti in caso di collisione. Con la modifica del secondo comma dell’articolo 2054 del Codice civile, infatti, viene stabilito che, in caso di incidente, il conducente del veicolo più pesante o potente è considerato, fino a prova contraria, maggiormente responsabile.
La proposta introduce numerose misure volte a incentivare gli spostamenti a piedi e in bici e a proteggere l'incolumità degli utenti attivi. Ad esempio, i marciapiedi dovranno avere una larghezza minima di 2 metri, e i guidatori dovranno superare i ciclisti almeno a un metro e mezzo di distanza in ogni caso. Inoltre, i Comuni potranno installare più facilmente attraversamenti pedonali rialzati (dove avviene la maggior parte degli investimenti mortali), e i mezzi pesanti dovranno essere dotati di sensori elettronici per rilevare la presenza laterale di pedoni e ciclisti negli angoli ciechi.
Luigi Menna, Presidente di FIAB Italia, ha dichiarato: “Questa proposta di legge concentra l’attenzione sulla mobilità ciclistica quotidiana, ritagliando un ruolo importante ai ciclisti che ogni giorno percorrono le strade cittadine, statisticamente più pericolose. La diminuzione delle collisioni stradali passa obbligatoriamente attraverso la prevenzione, in particolare limitando la velocità degli autoveicoli – ad esempio tramite i passaggi pedonali e ciclabili rialzati e ampliando gli spazi urbani sicuri per ciclisti e pedoni, come le zone urbane e scolastiche”
La proposta introduce chiare norme per la governance, risorse e monitoraggio: è infatti prevista l’istituzione del CIPOMA, Comitato Interministeriale per le Politiche di Mobilità Attiva, che ha il compito di assicurare il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici e la Direzione Generale per la Mobilità attiva preso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Comuni e altri enti si dovranno dotare di strumenti mirati per valutare in modo continuativo l’efficacia delle politiche adottate e la validità delle infrastrutture implementate.
Viene istituito il Fondo nazionale per la mobilità attiva, con una dotazione iniziale pari a 300 milioni di euro per il triennio.
La costruzione di un reale cambiamento culturale nella mobilità passa inevitabilmente attraverso un’adeguata formazione e informazione. In questa prospettiva, la proposta a cui anche FIAB ha dato il proprio contributo prevede interventi specifici sull’educazione alla tutela della mobilità attiva. Un ruolo centrale è assegnato anche alla comunicazione: la pubblicità degli autoveicoli dovrà essere accompagnata da messaggi che promuovano la guida sicura, l’uso della mobilità attiva, di quella condivisa e del trasporto pubblico. A tal fine, una quota pari al 5% delle spese pubblicitarie destinate alla promozione dei veicoli sarà utilizzata per realizzare campagne istituzionali dedicate alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale.
Pdl promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio
Mercoledì 18 febbraio 2026, ore 11:30 Sala Stampa della Camera dei Deputati
Mercoledì 18 febbraio 2026 alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla Mobilità attiva promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio.
L’iniziativa nasce dalla crescente diffusione degli spostamenti a piedi e in bicicletta e dalla necessità di rafforzare il quadro normativo in materia di sicurezza e infrastrutture, al fine di garantire maggiore tutela a pedoni e ciclisti.
La proposta di legge è stata elaborata in collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e con il contributo di Andrea Colombo, esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale.
Intervengono:
- Chiara Braga, Presidente Gruppo PD Camera dei Deputati;
- Annalisa Corrado, Eurodeputata Pd;
- Anthony Barbagallo, Capogruppo PD in Commissione Trasporti della Camera;
- Valentina Ghio, Vicepresidente Gruppo PD Camera e prima firmataria della PDL;
- Luigi Menna, Presidente nazionale FIAB;
- Massimo Gaspardo Moro, Coordinatore Centro Studi FIAB;
- Andrea Colombo, Esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale;
- Luca Valdiserri, Giornalista Corriere della Sera;
Modera:
- Alfredo Di Giovampaolo, Giornalista Rai.
Flash mob davanti alla Camera a favore dell’emendamento dem al Milleproroghe che cancella la Tassa Meloni
In Piazza Montecitorio Flashmob del Circolo PD Trasporto Merci e Logistica in occasione della riapertura delle votazioni sugli emendamenti al Dl Milleproroghe. Presenti al fianco delle lavoratrici e i lavoratori i deputati Pd Silvia Roggiani e Andrea Casu, che hanno presentato l’emendamento segnalato, attualmente accantonato, che consente di sospendere immediatamente gli effetti dell’assurda “tassa Meloni” da 2 euro sui pacchi provenienti da Extra Ue, che dal 1 gennaio sta danneggiando gravemente la filiera della logistica nazionale e spostando i traffici verso altre destinazioni europee con una riduzione del 50 per cento degli arrivi nello scalo di Malpensa e significative riduzioni anche presso altri scali. Le lavoratrici e i lavoratori del settore hanno rivolto verso il Parlamento cartelli con le scritte “Stop tassa Meloni sui pacchi” e “La destra tradisce la logistica”, per ricordare l’importanza e la necessità di un intervento immediato. “Il Governo ha ammesso l’errore, ma adesso è necessario intervenire subito per correggerlo. Ogni giorno che passa comporta un costo immenso per lavoratori e imprese. Grazie al Circolo PD Trasporti Merci e Logistica per essere qui, e a tutte le persone che si stanno mobilitando a livello nazionale. La maggioranza di destra ascolti il grido di dolore della logistica italiana e approvi subito il nostro emendamento.” Concludono i deputati democratici.
“Dopo il sopralluogo è emerso che, considerata la neve di questo inverno e la necessità per i lavori di un meteo stabile, sono indispensabili programmazioni maggiori di treni puntuali per garantire ai lavori nel cantiere di procedere il più celermente possibile e ai lavoratori frontalieri di avere trasporti sicuri”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico e deputata cuneese, ed Enrico Ioculano, consigliere regionale Pd in Liguria, dopo l’ispezione al cantiere del Tunnel del Tenda.
“Siamo tornati questa mattina, anche nel 2026, al Tunnel perché noi qui siamo sempre stati non solo per le inaugurazioni ma anche per vedere l’avanzamento dei lavori - prosegue la deputata - La neve non manca e questa è una delle questioni che ci hanno spiegato: con l’inverno importante che abbiamo avuto i lavori necessitano di tempistiche diverse”.
“Nella complessità di questo cantiere sarebbe necessario non avere più chiusure spot dopo la stagione sciistica perché portano a un rallentamento del cantiere - così Il consigliere regionale - Andrebbe rafforzato il collegamento tra l’Italia e la Francia con i treni”.
“Sappiamo che fino al 19 aprile c’è chiarezza degli interventi e delle aperture e chiusure, ma dopo no: chiediamo quindi trasparenza da parte della CIG e una tempestiva comunicazione di aperture e chiusure con una programmazione di lungo respiro per consentire alle persone di organizzarsi in contemporanea all’avanzamento dei lavori. Continueremo a monitorare, come abbiamo sempre fatto, quest’opera finché non sarà conclusa” concludono Gribaudo e Ioculano.
Pdl promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio
Mercoledì 18 febbraio 2026, ore 11:30 Sala Stampa della Camera dei Deputati
Mercoledì 18 febbraio 2026 alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla Mobilità attiva promossa dalla deputata democratica Valentina Ghio.
L’iniziativa nasce dalla crescente diffusione degli spostamenti a piedi e in bicicletta e dalla necessità di rafforzare il quadro normativo in materia di sicurezza e infrastrutture, al fine di garantire maggiore tutela a pedoni e ciclisti.
La proposta di legge è stata elaborata in collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e con il contributo di Andrea Colombo, esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale.
Intervengono:
- Chiara Braga, Presidente Gruppo PD Camera dei Deputati;
- Annalisa Corrado, Eurodeputata Pd;
- Anthony Barbagallo, Capogruppo PD in Commissione Trasporti della Camera;
- Valentina Ghio, Vicepresidente Gruppo PD Camera e prima firmataria della PDL;
- Luigi Menna, Presidente nazionale FIAB;
- Massimo Gaspardo Moro, Coordinatore Centro Studi FIAB;
- Andrea Colombo, Esperto di mobilità sostenibile e sicurezza stradale;
- Luca Valdiserri, Giornalista Corriere della Sera;
Modera:
- Alfredo Di Giovampaolo, Giornalista Rai.
“È di nuovo caos sul trasporto ferroviario. Da questa mattina si susseguono informazioni che si contraddicono tra loro e che lasciano nel completo disagio passeggeri e lavoratori. I ritardi sulla rete al momento raggiungono anche i 90 minuti ma non è dato di capire il perché. Sulla linea alta velocità sono stati prima comunicati rallentamenti per maltempo, pochi minuti dopo per accertamento da parte dell'autorità giudiziaria e, infine, il ministro Salvini ha parlato di un nuovo atto di sabotaggio. Esprimiamo totale condanna nei confronti di ogni atto doloso, vista la rapida successione delle diverse comunicazioni chiediamo al Governo di fare piena luce su quello che sta accadendo realmente oggi, perché i cittadini italiani hanno il diritto di sapere i motivi dell'ennesimo caos nei trasporti”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente della Commissione Trasporti alla Camera, Andrea Casu.
“Altro che chiarimenti: dal Viceministro Rixi non è arrivata alcuna risposta nel merito e questo silenzio conferma tutte le nostre preoccupazioni su una riforma confusa e accentratrice, che riduce autonomia, risorse e funzioni delle Autorità di sistema portuale. Le rassicurazioni del Governo sono smentite dal testo approvato dal Consiglio dei Ministri, che prevede il trasferimento delle entrate da canoni e tasse portuali, con tagli stimati intorno al 40 per cento — circa 30 milioni per Genova, 13 per La Spezia, 20 per Trieste — e la sottrazione di competenze decisive come la pianificazione e la manutenzione straordinaria.
In più si delinea un modello opaco, con una nuova società sottratta ai controlli previsti per le partecipate pubbliche dal decreto 175 del 2016, mentre lo stesso Ministro ha messo in dubbio la capacità delle Autorità di gestire opere rilevanti. La verità è che questa riforma svilisce il ruolo dei territori e svuota gli enti che oggi rappresentano l’ossatura del sistema portuale nazionale.
Nessuna risposta concreta, inoltre, sul superamento o meno dei rilievi mossi alla riforma dalla Ragioneria dello Stato. Senza tempi certi sull’iter e con un impianto così sbilanciato, è evidente che qualcosa si è inceppato e che il Governo sta procedendo senza una visione chiara.
Se e quando il testo arriverà in Parlamento lo contrasteremo nel merito, perché il sistema portuale italiano ha bisogno sì di coordinamento e investimenti, non di centralismi confusi e strutture che, così delineate, hanno più la funzione di capo cantiere che di soggetto in grado di coordinare e semplificare lo sviluppo dei porti", dichiara la deputata del Partito Democratico Valentina Ghio, intervenuta oggi in Commissione Trasporti alla Camera durante il question time.
“Non va tutto bene. Fingere di non vedere i problemi non li sta risolvendo, ma li sta aggravando.”
Le notizie emerse sulla situazione finanziaria e industriale del gruppo Ferrovie dello Stato delineano un quadro preoccupante, che il Governo continua a sottovalutare e a gestire in modo confuso. L’aumento dei costi dei cantieri, le tensioni sulla cassa e il rischio di rimodulazioni di opere strategiche mettono in discussione la tenuta del sistema ferroviario e infrastrutturale del Paese.
La battuta d’arresto della riorganizzazione di FS, annunciata e poi di fatto congelata, è il segnale evidente di una mancanza di visione. Nel frattempo, come anticipato oggi da Repubblica il confronto sul futuro delle ferrovie si svolge esclusivamente nelle stanze dei ministeri, senza trasparenza e senza un reale coinvolgimento del Parlamento, che invece deve essere il luogo naturale di una discussione così strategica.
Preoccupano in particolare i riflessi sul PNRR. In assenza di scelte in grado di garantire certezze finanziarie, capacità di spesa e una governance stabile dei cantieri il rischio di perdere risorse o di doverle riorientare in modo affrettato è concreto. Sarebbe un danno enorme per il Paese.
Tutto questo avviene mentre cittadini e imprese registrano un deterioramento significativo della qualità del servizio, tra ritardi e disservizi, e mentre cresce il rischio di una grave crisi occupazionale lungo tutta la filiera.
Non servono soluzioni spregiudicate né propaganda. Serve un’assunzione di responsabilità collettiva. Il Governo Meloni-Salvini, dopo aver bloccato l’Italia non affrontando la crisi dei trasporti, rischia ora di compromettere anche le infrastrutture che servono davvero al Paese.
Per questo chiediamo che il confronto su FS, sulle scelte industriali e sull’uso delle risorse pubbliche avvenga subito in Parlamento, alla luce del sole, prima che l’attuale confusione si trasformi in un fallimento annunciato.”
Così una nota del responsabile infrastrutture del Pd, il senatore democratico Antonio Misiani e del vicepresidente della Commissione trasporti della Camera, il deputato democratico Andrea Casu.
I deputati e le deputate emiliani del PD, Vaccari, Bakkali, Malavasi, Guerra, Merola, Gnassi e De Maria, hanno presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla grave situazione determinata dallo sgombero del cosiddetto Grattacielo di Ferrara.
Dopo l’incendio della Torre B, l’amministrazione guidata dal sindaco, Alan Fabbri, ha disposto lo sgombero dell’intero complesso, a partire da questa mattina alle 6, lasciando circa 500 persone senza certezze abitative. Molti cittadini, lavoratori, famiglie, minori, si trovano oggi ospitati in soluzioni precarie, da parenti e associazioni, o addirittura costretti a dormire in auto.
"È inaccettabile - sostengono i deputati Dem - che il sindaco continui a definire questa vicenda una ‘questione privata’, negando l’evidenza di un’emergenza abitativa e sociale. Ancora più grave è lo scontro istituzionale aperto con la Prefettura proprio nel momento in cui sarebbe stata necessaria la massima collaborazione".
Con l’interrogazione i deputati del PD chiedono al governo di intervenire con urgenza per evitare che la situazione degeneri in una crisi sociale e sanitaria; per garantire tutela e continuità abitativa alle famiglie coinvolte; per verificare eventuali responsabilità dell’amministrazione comunale.
"Ferrara - sottolineano i parlamentari del PD - non può essere teatro di uno dei più grandi sgomberi degli ultimi anni senza un piano serio di gestione dell’emergenza. Le persone non sono un problema da rimuovere, sono cittadini da tutelare, soprattutto i minori e le donne".
“Anche oggi a Milano basta un treno fermo per mandare in tilt la rete ferroviaria, con ritardi fino a 100 minuti sulle principali direttrici. In pieno periodo olimpico è un danno grave per pendolari, viaggiatori e per l’immagine dell’Italia. Grazie alle lavoratrici e ai lavoratori che stanno intervenendo, è sempre più evidente che manca un vero piano di prevenzione e gestione delle emergenze. Il Ministro, come sua abitudine, si limita a commentare i disservizi e a cercare ogni volta qualcuno su cui scaricare le responsabilità. Dal suo ruolo servirebbero invece serietà, programmazione e soluzioni concrete, subito”.
Lo dichiara il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, il deputato democratico Andrea Casu.
«Condanniamo i fatti gravi avvenuti in queste ore sulla rete ferroviaria e chiediamo con forza che venga fatta piena luce e giustizia. Grazie alle donne e agli uomini al lavoro per tutti gli accertamenti necessari, basta con le disgustose strumentalizzazioni politiche di chi arriva ad evocare pericolosamente gli anni bui del terrorismo solo per cercare di nascondere il fallimento quotidiano del peggior ministro dei Trasporti della storia».
«Il MIT dovrebbe accorgersi della crisi dei trasporti non solo oggi ma ogni giorno, quando cominceranno a pagare loro i danni per i disagi e i disservizi che le scelte di Meloni e Salvini scaricano su passeggeri e lavoratori?».
«Non è un rischio, è ormai una certezza: questa legislatura verrà ricordata come una delle più inconcludenti della storia repubblicana».
Lo dichiara Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati e deputato del Partito Democratico.
«Le dichiarazioni del sottosegretario Morelli che arrivano a evocare il ritorno dell’Italia agli “anni bui del terrorismo” a seguito di episodi gravi ma circoscritti sulle infrastrutture ferroviarie, dovrebbero essere oggetto di condanna unanime delle istituzioni e non strumentalizzate politicamente per dare vita polemiche allucinanti, irresponsabili e totalmente scollegate dalla realtà. Siamo molto preoccupati per l’ennesimo uso strumentale di fatti ancora oggetto di accertamento da parte delle autorità competenti, piegati a una narrazione utile solo a creare allarme sociale e a distrarre gli italiani dalle evidenti incapacità di governo.
Chi ha responsabilità istituzionali dovrebbe garantire serietà, misura e rispetto della verità, non utilizzare il proprio ruolo per alimentare paura e tensioni nel Paese. Paragonare quanto accaduto a una stagione storica segnata dal terrorismo significa mancare di rispetto alla memoria collettiva e alle vittime di quegli anni.
A pochi mesi dalla fine della legislatura, Giorgia Meloni e la sua maggioranza tentano di riscrivere il racconto di questi anni per nascondere il proprio totale fallimento, ma il bilancio è sotto gli occhi di tutti: nessuna riforma strutturale, nessuna visione per il futuro, solo propaganda, vittimismo e continuo scaricabarile.
È questa l’eredità che lasceranno agli italiani. Ed è una certezza, come
lo sono le inefficienze del sistema trasporti italiano create da Salvini che colpiscono ogni giorno passeggeri e lavoratori e nessuna strumentalizzazione riuscirà mai a nascondere».