"Il ministro Salvini, incurante dell'appello del Quirinale a non abusare dello strumento della decretazione d'urgenza, propone in cdm un decreto legge per nuovi e ulteriori posti di sottogoverno ben remunerati, con un cronoprogramma che non verrà mai rispettato. La spregiudicatezza di questo governo non ha limiti: specula, alla vigilia del voto per le amministrative in Sicilia, con la speranza della popolazione del mezzogiorno di ammodernamento delle infrastrutture”.
Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera e segretario regionale del Pd Sicilia.
Dichiarazione di Anthony Barbagallo, deputato Pd
“Nel giorno in cui parte il nuovo corso del Partito Democratico e di Elly Schlein ci sono alcuni temi emersi dal dibattito su cui voglio soffermarmi: la lotta per le diseguaglianze, la giustizia sociale e quella climatica, la lotta per la legalità e per il lavoro. Nel tempo che stiamo vivendo la lotta alle diseguaglianze è al centro del dibattito interno al PD . Ma la diseguaglianza più forte e netta è proprio quella tra Nord e Sud, il ritardo del Mezzogiorno rispetto all’altra parte del Paeese in questi anni non è diminuiti e continua ad essere marcato su alcuni temi: le infrastrutture, i viaggi con tempi fuori da ogni logica europea, i tassi di occupazione che impongono una discussione non più rinviabile ora che il reddito di cittadinanza, da luglio, scomparirà. Altro tema è quello dei comuni, dove il 60% è in stato di dissesto e certamente serve uno strumento che accompagni i comuni del Mezzogiorno a fornire servizi ai cittadini e la necessità di far atterrare sul territorio i fondi del PNRR”. Così il segretario regionale del PD e capogruppo Dem in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo, intervenendo all’Assemblea nazionale che ha proclamato Elly Schlein segretaria nazionale del Partito Democratico.
“Dal 13 marzo e fino al 2025, per il completamento del raddoppio della tratta Catenanuova-Bicocca, niente treni, sostituiti da bus con base di partenza/arrivo da Dittaino. Questo non è (neanche) un pesce d’aprile! E’ un diktat, una comunicazione inaccettabile nei tempi e nei modi che offende la Sicilia e i siciliani. Una scelta paradossale, oltre che inspiegabile, quella adottata da RFI nella regione, la Sicilia, con la velocità media dei treni più lenta d’Europa”. Lo dichiara il segretario regionale del PD Sicilia e capogruppo PD in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo.
“Si discute di autonomia differenziata ma – prosegue Barbagallo – così facendo, e questo è un esempio concreto, ci sarà sempre un’Italia a due livelli diversi: l’alta velocità al Nord e i cantieri infiniti in Sicilia con la chiusura di 2 anni per completare 38 chilometri per il raddoppio della tratta Catania-Palermo-Catania. Treni vecchi, binario unico, mezzi lenti e servizi sostitutivi con bus: questo è il triste ed amaro risultato. RFI, ci tratta come sudditi nel totale e assordante silenzio del Governo regionale. Il PD – conclude – presenterà un atto ispettivo alla Camera e chiederà conto in ogni sede dell’operato di RFI e di tutte le istituzioni coinvolte”.
"Sono ampiamente scaduti i termini previsti dal decreto carburanti, 30 giorni dalla sua approvazione, e il governo non ha ancora emanato il decreto attuativo per dare attuazione alla proroga, seppur con condizioni peggiorative rispetto alla norma in vigore nel 2022, del Bonus Trasporti. Si tratta di un grave caso di sciatteria che colpisce in particolare i più giovani, i lavoratori, i pendolari, i pensionati che dallo scorso settembre avevano usufruito di oltre tre milioni di bonus fino a 60 euro per il trasporto pubblico. Non si perda altro tempo perché a fronte dell'inflazione, dell'aumento dei costi di trasporto e del caro vita questa misura, che chiedevamo fosse prorogata senza modifiche, non può rimanere ferma per distrazioni del governo. A causa di questo incomprensibile ritardo gli utenti del Tpl sono stati privati della possibilità di utilizzare il bonus già per i mesi di gennaio, febbraio e marzo". Così il deputato del Pd Emiliano Fossi, membro della commissione Lavoro della Camera dei Deputati.
Dichiarazione di Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera
“La risposta del governo è generica, non ci soddisfa e siamo veramente preoccupati perché non riscontriamo la reale intenzione di accelerare la transizione ecologica dei trasporti garantendo nuove risorse per rafforzare il servizio ferroviario regionale e realizzare linee metropolitane, tranviarie , linee suburbane nelle aree urbane, investendo nei sistemi di trasporto urbano a trazione elettrica e biogas”.Lo afferma il capogruppo del PD in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo, dopo la risposta del governo all’interrogazione in commissione sui “ritardi nell’attuazione della transizione ecologica nel sistema dei trasporti pubblici, così come evidenziato anche dal rapporto Pendolaria 2023”.
“Sono 4 le criticità che riguardano il settore per quanto riguarda la transizione ecologica - ha osservato Barbagallo- ritardi infrastrutturali, treni poco frequenti, lentezza nella riattivazione delle linee ferroviarie interrotte e, infine, inadeguatezza delle risorse disponibili. Nel Mezzogiorno insiste un servizio – prosegue il parlamentare Dem - non paragonabile al resto del Paese: ex linee circumvesuviane, Roma-Lido e Roma Nord-Viterbo e la Catania-Caltagirone-Gela tra le linee peggiori d’Italia. Un quadro impietoso e su cui il governo non ci ha fornito risposte adeguate in particolare su quando le risorse, circa 30 miliardi, incluse quelle del PNRR, che saranno realmente disponibili e spendibili sul territorio”, ha concluso Barbagallo.
Presentata interpellanza urgente rivolta a Piantedosi, Salvini e Giorgetti
“In merito al tragico naufragio avvenuto dinanzi la spiaggia di Steccato di Cutro, come funziona normalmente la catena di comando per le diverse attività in capo sia alla Guardia Costiera che alla Guardia di Finanza? Perché le autorità italiane, successivamente alla comunicazione resa dall’agenzia Ue Frontex delle dieci di sabato 25, non hanno valutato di classificare l’operazione in atto come operazione Sar, impedendo di fatto l’intervento della Guardia Costiera in tempo utile per salvare la vita dei naufraghi? Quali responsabilità politiche e amministrative vi siano state nella gestione della catena di comando?”.
Sono le domande contenute nell’interpellanza urgente presentata dal Gruppo del Partito Democratico alla Camera e rivolta ai ministri dell’Interno, Matteo Piantedosi, dei Trasporti, Matteo Salvini, e dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sottoscritta dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, dalla presidente dei deputati, Debora Serracchiani, e da tutti i componenti dell’Ufficio di Presidenza.
“Quesiti che necessitano risposte immediate - si legge ancora nel testo - anche alla luce delle dichiarazioni del comandante della Capitaneria di porto di Crotone, Vittorio Aloi, in cui si afferma che la Guardia Costiera sarebbe potuta intervenire poiché ‘in quel giorno c'era mare forza quattro, non sei o sette, e le nostre motovedette avrebbero potuto navigare anche con forza otto’. Inoltre, per stessa ammissione del Comandante Aloi, in base alle regole di ingaggio, le operazioni condotte dalla Guardia di Finanza vengono classificate come operazioni di sicurezza, mentre qualora venissero classificate come un cd. evento Sar (Search and Rescue), ossia un’operazione di salvataggio, esse dovrebbero prevedere l’intervento della Guardia Costiera. Fatti - si legge ancora nell’interpellanza - che gettano ombre inquietanti sulla linearità della catena di comando che sarebbe stata seguita nel gestire i soccorsi tra il 25 e 26 febbraio scorso, e soprattutto sulle diverse responsabilità dei ministri coinvolti da cui dipenderebbero in ultima istanza la classificazione di un evento come ricerca e soccorso”.
“Contro ogni logica, fuori dal tempo e dallo spazio, il governo Meloni, attraverso il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, annuncia il ‘no’ dell’Italia alla proposta di regolamento europeo che prevede il bando, dal 2035, alla produzione e vendita di auto con motori diesel e benzina. Tutto questo in barba alla transizione ecologica, al rispetto dell’ambiente e soprattutto senza considerare l’emergenza dettata dal cambiamento climatico. Il parere contrario dell’Italia si associa a quello della Polonia, in controtendenza con gli altri grandi Paesi europei. E’ una posizione che il Partito Democratico non comprende e ancor meno condivide”. Lo dichiara il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera, a proposito della posizione annunciata dal ministro dell’Ambiente in vista della riunione degli ambasciatori dei Paesi Ue in programma domani a Bruxelles.
“Per la prima volta il voto degli elettori, nelle primarie del Pd, ha completamente ribaltato quello degli iscritti, svolto nella prima fase del percorso congressuale. Non è una cosa da poco e occorre riflettere su questo. In sostanza ha vinto la comunità larga dei ‘Democratici’ e ha perso lo scheletro sempre più ridotto e dagli incerti profili degli ‘iscritti’. Così su HuffPost il deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, Roberto Morassut.
“Gli elettori - continua - ci hanno chiesto un partito più di sinistra? Non sono d'accordo e sarebbe un errore interpretare così i fatti. Gli elettori ci hanno chiesto un partito-movimento e aperto che sappia mettere in campo un programma di riforme, come quelle che Elly Schlein ha proposto con la sua candidatura vincente, che definirei un programma di riformismo radicale”.
“Chi come me la conta delle tessere non l’ha mai davvero fatta, non ha mai contato gli eletti da affiliare e i voti li ha presi sempre per strada, sogna un partito davvero diverso. Davvero un partito-movimento. Sorprendente e mobile. Aperto e creativo. Questa era l’ispirazione originaria del Pd del Lingotto che fu ostacolata quasi subito e mai sperimentata. Non è vero che quel Pd non fosse di sinistra perché molti temi oggi cruciali erano già inscritti nella carta dei valori. E non è vero che non avevamo una idea di partito nuovo: era pronta una conferenza organizzativa centrata su forum orizzontali e non si sterili dipartimenti verticali. Oggi quel cammino può riprendere, naturalmente aggiornato, con una visione critica delle nuove condizioni. Ed è Elly Schlein che può farlo, innovando quel cammino, coinvolgendo una generazione che ha vissuto i rovesci della politica italiana e mondiale e vuole cambiare le cose. E per questo serve un altro partito. Davvero senza correnti. Vere o mascherate che siano. Per questo ho sostenuto e spinto Elly anche quando non era formalmente candidata. Apprezzo Bonaccini che conosco da anni. Ma serve un cambio profondo, strutturale. Elly lo interpreta meglio di tutti secondo me”. Così in una nota il deputato e vicepresidente della Commissione trasporti della Camera, Roberto Morassut.
“Nello sviluppo delle Rete Transeuropea dei trasporti entrano la gronda ferroviaria merci ad ovest di Roma ed il corridoio intermodale della Roma - Latina. Grazie ad un mio emendamento al parere della Commissione Trasporti della Camera sul Regolamento degli orientamenti dell’UE torna in campo il grande progetto del bypass per le merci fuori dall’attraversamento interno di Roma. Una grande infrastruttura ferroviaria - prevista da anni nelle intese tra Rfi e Roma Capitale - che senza attraversare la Capitale renderà più celere il transito merci. Al tempo stesso l’indicazione della commissione richiama la necessità di operare sull’asse Roma - Latina, affiancando alla futura autostrada una infrastruttura su ferro realizzando un vero corridoio intermodale come da sempre previsto”. Così in una nota il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, Roberto Morassut.
“Chiediamo al ministro Salvini quali siano le intenzioni del governo in relazione al piano industriale e alla valorizzazione di Ita e degli aeroporti strategici con riferimento alle rotte nazionali e internazionali e al numero di tratte effettuate”. Così Valentina Ghio, della presidenza del Gruppo Pd, intervenendo in Aula durante il question time per illustrare l’interrogazione del PD.
Nella replica il capogruppo Pd in commissione Trasporti Anthony Barbagallo ha sottolineato che “sulla vicenda Ita-Lufthansa il governo Meloni ha cambiato completamente idea rispetto alle promesse della campagna elettorale, come è già avvenuto per il superbonus e per il taglio delle accise. Da leader dell'opposizione infatti Meloni si opponeva strenuamente ad ogni ipotesi di vendita, anzi rimproverava al premier Draghi ‘di liquidare un pezzo della nostra identità’. Nel merito della risposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti alla nostra interrogazione, non siamo per nulla soddisfatti e saremo vigili sull'operato del governo anche nei prossimi mesi con specifici atti ispettivi. Seguiremo con particolare attenzione le dinamiche dell'acquisizione e delle eventuali opzioni anche per la maggioranza della società. Verificheremo se le garanzie occupazionali verranno rispettate o meno, con particolare riferimento ai dipendenti di Alitalia che chiedono di essere riassunti in Ita, agli adeguamenti salariali, alle 1200 assunzioni già annunciate dalla società. Speriamo che alle affermazioni seguano i fatti, in particolare riguardo al miglioramento della flotta con l'acquisto di 39 nuovi velivoli e all’incremento delle rotte nazionali ed internazionali non solo per la qualità del servizio, ma anche perché il numero delle tratte incide direttamente su un tema di grande attualità come quello del caro voli verso le destinazioni del Mezzogiorno”.
“L’audizione in Commissione Trasporti del ministro alle Politiche del Mare, Nello Musumeci, ci lascia allarmati riguardo l’efficacia delle politiche del Governo e dello Stato su uno dei temi centrali dell’economia nazionale, della sostenibilità ambientale e delle grandi infrastrutture. Il ministero non ha un profilo chiaro. Le sue competenze si sovrappongono a quelle del Ministero dell’Ambiente e a quello delle Infrastrutture. Si rischia il caos decisionale e la paralisi su temi centrali come il dissesto idrogeologico e la portualitá, la soluzione di nodi essenziali come quello della laguna di Venezia e del ruolo delle aree marine protette. Ancora una volta la necessità di sventolare una bandierina ha preso il sopravvento sul governo reale. La relazione generica del ministro Musumeci non ha toccato alcuni dei temi essenziali, limitandosi ad una formale enunciazione della esigenza di un coordinamento interministeriale. Ci aspettiamo purtroppo un arretramento delle politiche sul mare e una maggiore confusione che sarà pagata dagli operatori, dalle imprese e dai territori”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Risulta indifferibile l’avvio di un percorso di confronto tra la politica, le parti sociali, le categorie produttive e i rappresentanti dei lavoratori che operano all’interno dei Porti italiani, anche a seguito della recente pronuncia dell’Antitrust. Noi riteniamo di dovercene fare carico considerando quello dei porti un sistema strategico per lo sviluppo e la crescita del Paese. Un sistema che però non può essere soltanto affidato alla gestione del libero mercato che punta sì alla ricerca di cospicui investimenti spesso, però, in danno della forza lavoro che opera sia in ambito commerciale, sia logistico. In un settore strategico per la nostra economia occorre scongiurare il rischio dell’abbassamento del costo del lavoro e allo stesso tempo garantire una competizione sana tra le imprese e una qualità elevata dei servizi”. Così Anthony Barbagallo, capogruppo PD in commissione Trasporti della Camera e segretario regionale del PD Sicilia, dopo che l’Antitrust ha dato il via libera all’acquisizione di Trieste Marine Terminal (TMT) e Rimorchiatori Riuniti da parte del gruppo MSC.
“Risulta indifferibile l’avvio di un percorso di confronto tra la politica, le parti sociali, le categorie produttive e i rappresentanti dei lavoratori che operano all’interno dei Porti italiani, anche a seguito della recente pronuncia dell’Antitrust. Noi riteniamo di dovercene fare carico considerando quello dei porti un sistema strategico per lo sviluppo e la crescita del Paese. Un sistema che però non può essere soltanto affidato alla gestione del libero mercato che punta sì alla ricerca di cospicui investimenti spesso, però, in danno della forza lavoro che opera sia in ambito commerciale, sia logistico. In un settore strategico per la nostra economia occorre scongiurare il rischio dell’abbassamento del costo del lavoro e allo stesso tempo garantire una competizione sana tra le imprese e una qualità elevata dei servizi”. Così Anthony Barbagallo, capogruppo PD in commissione Trasporti della Camera e segretario regionale del PD Sicilia, dopo che l’Antitrust ha dato il via libera all’acquisizione di Trieste Marine Terminal (TMT) e Rimorchiatori Riuniti da parte del gruppo MSC.
Dichiarazione on. Simona Bonafe’, vicepresidente deputati Pd
“Sbloccare il nuovo svincolo di Scandicci che collegherà la A1 alla Fi -Pi - Li, snellendo così i flussi locali e garantendo la riduzione di traffico nel nodo autostradale di Firenze”. È quanto chiede, in una interrogazione depositata a Montecitorio, la vicepresidente dei Deputati Pd Simona Bonafè.
“Il progetto esecutivo di Autostrade per l’Italia è fermo da mesi a causa dei ritardi burocratici tra Ministero dell’Ambiente e Ministero delle Infrastrutture. Questa situazione ha già costretto a posticipare di un anno tutto l’iter dell’opera la cui conclusione è oggi ipotizzata entro il mese di novembre 2027. E’ necessario che il governo intervenga per garantire che i cantieri partano nei tempi previsti e che non si perda ulteriore tempo per realizzare una infrastruttura che migliorerà la percorribilità e la sicurezza stradale riducendo conseguentemente la concentrazione di emissioni nocive nell’aria”, conclude Bonafè.