01/04/2026 - 11:12

“Abbiamo chiesto che nel Decreto Bollette venga inserito il credito di imposta per il gasolio agricolo: il caro energia sta costando troppo a chi lavora nell’agricoltura, andando a peggiorare la situazione. Il nostro odg è stato riformulato e il Governo sceglie di lasciare indietro un settore che, se non riesce ad avviarsi in primavera, porterà con sé gravi conseguenze non solo per le attività produttive ma anche per la sicurezza alimentare del Paese”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ieri ha presentato un ordine del giorno sulla necessità di introdurre un credito d'imposta per il gasolio agricolo.

“Tra il 2022 e il 2024 il settore agricolo ha subito un sovraccarico per l'acquisto di carburanti, energia elettrica, combustibili e lubrificanti superiore ai 6,5 miliardi di euro rispetto alla media del decennio 2010-202 - prosegue la deputata dem - Nel 2022 era stato inserito un credito di imposta per la guerra tra Russia e Ucraina, dimostrando la fattibilità di questo percorso: perché ora il settore agricolo è stato escluso dal Governo?”

“Abbiamo anche chiesto che l’agricoltura riceva sostegni e misure esattamente come nei settori dell’autotrasporto e della pesca e che in futuro questi provvedimenti di carattere energetico o di contrasto alla crisi internazionale non escludano automaticamente un settore che ricopre un ruolo così strategico per l’Italia. Ringrazio la capogruppo Antonella Forattini per aver combattuto insieme a me: l’odg è stato riformulato ma l’auspicio è che al Senato, dove si sta discutendo il decreto, la maggioranza scelga di stare veramente dalla parte del lavoro” conclude Gribaudo.

 

31/03/2026 - 18:51

Raccogliamo il grido di allarme che arriva con forza dall’intero comparto del trasporto passeggeri, messo in grave difficoltà dall’impennata dei costi del carburante. Come evidenziato dalle principali associazioni di categoria, il settore dell’autotrasporto persone – che garantisce servizi essenziali come il trasporto pubblico locale, scolastico, sociale e turistico – rischia di essere lasciato indietro rispetto ad altri comparti già destinatari di misure di sostegno.  Si tratta di una situazione non più sostenibile: senza interventi immediati, il rischio concreto è quello di aumenti dei costi per cittadini e famiglie, riduzione dei servizi e indebolimento competitivo delle imprese italiane. Per queste ragioni abbiamo già presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di intervenire con urgenza, estendendo anche al trasporto passeggeri le misure straordinarie adottate per fronteggiare il caro carburanti. Rivolgiamo quindi un appello al Governo affinché si dia rapidamente una risposta concreta a un settore strategico per la mobilità, la coesione sociale e l’economia del Paese. Non si possono abbandonare le imprese che ogni giorno garantiscono il diritto alla mobilità di milioni di cittadini, senza un correttivo immediato saranno gli studenti a pagare il prezzo più altro degli errori del Governo Meloni con servizi indispensabili che rischiano di saltare già durante il periodo pasquale, a partire dalle gite scolastiche e il trasporto per la fine dell’anno scolastico.

Lo dichiarano Antonio Misiani, senatore del Partito Democratico, responsabile Economia della segreteria nazionale, e Andrea Casu, deputato del Partito Democratico, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

 

26/03/2026 - 15:03

“Le lavoratrici e i lavoratori della navigazione interna devono avere gli stessi diritti di tutti i loro colleghi che lavorano ogni giorno per garantire il trasporto pubblico sulla terraferma. Grazie al primo firmatario Jonatan Montanariello insieme al capogruppo Giovanni Manildo e a tutte e tutti i consiglieri regionali che l’hanno sottoscritta, per l’iniziativa promossa oggi a Venezia insieme alle rappresentanze sindacali per presentare la proposta di legge per il pieno riconoscimento del carattere usurante del lavoro degli internavigatori. Un’ingiustizia che deve essere corretta al più presto e contro cui il Partito Democratico è pronto a battersi a livello nazionale al fianco del Circolo PD Mobilità e Trasporti di Venezia e tutto il Coordinamento Nazionale dei Circoli della Mobilità del PD. Porteremo la questione in Parlamento, incalzando il Governo Meloni e i Ministri Salvini e Calderone ad aprire gli occhi e intervenire immediatamente per impedire che nel tpl possano continuare a esserci lavoratrici e lavoratori di serie b dal punto di vista previdenziale.”

 

19/03/2026 - 16:50

“Raccogliamo il grido d’allarme lanciato da CGIL CISL e UIL e condividiamo la forte preoccupazione per l’orientamento della Commissione di garanzia sugli scioperi, che estende l’applicazione della legge 146 al settore della logistica e del trasporto merci. Si tratta di una scelta molto discutibile che rischia di alterare l’equilibrio costruito in oltre trent’anni tra il diritto di sciopero, sancito dalla Costituzione, e la tutela dei diritti dei cittadini nei servizi pubblici essenziali. Un equilibrio che, prima di oggi, non ha mai incluso in modo generalizzato il comparto della logistica merci.

Questa scelta non consentirà di risolvere in alcun modo i problemi del settore ma avrà come unico effetto la compressione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per questo siamo pronti come Partito Democratico ad aprire immediatamente un confronto diretto con sindacati e imprese sul tema. È necessario che siano al più presto calendarizzati momenti di confronto in Parlamento per ripristinare in tempi brevi un quadro coerente con i principi della legge e costruire in maniera condivisa tutti gli interventi necessari per contrastare le pratiche scorrette nel settore senza limitare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”

Lo dichiarano Andrea Casu Deputato Pd e Vice Presidente della Commissione Trasporti della Camera e Antonio Misiani Senatore Pd e responsabile economia, finanze, imprese e infrastrutture della segreteria nazionale del Partito Democratico.

 

19/03/2026 - 09:30

"L'allarme lanciato dalle Regioni in Conferenza Stato-Regioni è inequivocabile: il trasporto pubblico locale e regionale rischia l'interruzione dei servizi per mancanza di risorse. La normativa è chiara — entro il 15 gennaio il Governo è tenuto a trasferire alle Regioni l'80% del Fondo nazionale TPL, pari a circa 4 miliardi di euro. Siamo a metà marzo e quel decreto non è ancora stato emanato. Un ritardo inaccettabile.

La situazione è aggravata dalla crisi energetica. Le associazioni di categoria AGENS, ANAV e ASSTRA hanno quantificato in oltre 30 milioni di euro al mese i maggiori costi che le aziende di trasporto stanno sostenendo dall'inizio dell'anno, con le quotazioni del gasolio in aumento di circa il 25% a causa della guerra voluta da Trump e Netanyahu. L'energia rappresenta già la seconda voce di costo del settore, con un'incidenza superiore al 15% della spesa complessiva: variazioni così marcate rischiano di compromettere la continuità stessa dei servizi.
È una contraddizione insostenibile: mentre il costo del trasporto privato sale e i cittadini avrebbero tutto l'interesse a spostarsi su mezzi pubblici, il Governo lascia le aziende di trasporto senza liquidità e senza risposte. Il trasporto pubblico locale non è una voce di bilancio negoziabile: è un diritto di mobilità, uno strumento di coesione sociale e una leva essenziale per la transizione ecologica.
Chiediamo al Governo di agire su due fronti in modo immediato: emanare il decreto di trasferimento dell'80% del Fondo TPL alle Regioni, come prescritto dalla legge; e raccogliere le proposte avanzate dalle associazioni di settore, a partire dall'estensione della riduzione dell'accisa sul gasolio commerciale a tutto il comparto del trasporto pubblico locale e dalla promozione in sede europea di un nuovo Temporary Framework per misure straordinarie a compensazione dei maggiori costi energetici. Non ci sono margini per ulteriori rinvii".
Lo dichiarano Antonio Misiani, senatore del Partito Democratico, responsabile Economia della segreteria nazionale, e Andrea Casu, deputato del Partito Democratico, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

 

16/03/2026 - 16:30

“Mentre il prezzo della benzina torna a pesare sempre di più sulle tasche degli italiani e trascina con sé l’aumento dei costi di trasporto e dei generi alimentari, dal governo continuano ad arrivare silenzi, propaganda e distrazioni. I costi dell’incapacità di Meloni stanno ricadendo direttamente sui cittadini e sulle imprese italiane”. Lo dichiara Toni Ricciardi, vicecapogruppo del Partito Democratico alla Camera. “Chiediamo misure chiare e strutturali per contenere il caro carburanti e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese. Invece assistiamo a un governo che sembra più impegnato a costruire narrazioni sui social che a mettere in campo soluzioni concrete per il Paese. Palazzo Chigi resta blindato e non arriva una strategia seria sul costo dell’energia e dei carburanti e il risultato è sotto gli occhi di tutti: inflazione che colpisce i beni di prima necessità e filiere produttive sempre più sotto pressione. Francamente – conclude Ricciardi – gli italiani avrebbero bisogno di decisioni e responsabilità, non di diversivi. Se la risposta alla crisi del caro benzina è invitare la ‘famiglia del bosco’ al Senato, significa che qualcuno ha perso il contatto con le priorità reali del Paese”.

10/03/2026 - 18:35

Domani question time dem alla Camera con Pichetto Fratin

 

Il Gruppo parlamentare del Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Pichetto Fratin, che sarà discussa domani nel corso del question time alla Camera. L’atto ispettivo sottolinea “l’azione militare unilaterale di Usa e Israele, in violazione del diritto internazionale, e le ritorsioni indiscriminate del regime iraniano stanno creando ulteriori, gravi, tensioni internazionali e instabilità geopolitica con nuovi effetti sul mercato dell’energia, in particolare, sul prezzo dei carburanti”. Nel testo si evidenzia come “siamo di fronte ad un vero e proprio ‘shock energetico’” e come nelle ultime settimane si registrino “aumenti rapidi e significativi dei prezzi dei carburanti alla pompa”, con il rischio di fenomeni speculativi e ricadute dirette su famiglie e imprese. Il documento richiama inoltre l’impatto dei rincari sui costi di trasporto, sulla logistica e sull’andamento dei prezzi al consumo, con effetti particolarmente pesanti per alcuni comparti produttivi, tra cui pesca e agricoltura. I deputati Pd chiedono quindi al Governo interventi immediati per garantire la sicurezza energetica e contenere gli effetti dei rincari, richiamando anche la necessità di rafforzare una strategia strutturale per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili importate e accelerare lo sviluppo delle rinnovabili, dei sistemi di accumulo e dei processi di elettrificazione dei consumi. L’interrogazione si conclude con la richiesta al ministro di chiarire “quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, nell’immediato e in prospettiva di medio e lungo termine, e per contenere l’impatto dei rincari dell’energia su famiglie e imprese.” Il Question time è firmato dalla capogruppo Chiara Braga a dalle deputate e deputati democratici Marco Simiani, Augusto Curti, Eleonora Evi, Sara Ferrari, Valentina Ghio, Federico Fornaro e Andrea Casu.

 

10/03/2026 - 18:28

“Le modifiche al decreto Infrastrutture richieste dalla Ragioneria dello Stato confermano la sonora bocciatura e tutte le incertezze che continuano a pesare sul progetto del Ponte sullo Stretto. A questo punto il governo dovrebbe prenderne atto e accantonarlo definitivamente: siamo all’accanimento terapeutico”. Lo dichiarano Marco Simiani e Anthony Barbagallo, capigruppo Pd nelle Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera.

 

“Il fatto che le procedure debbano essere portate avanti senza nuovi oneri per la finanza pubblica, utilizzando solo le risorse già disponibili, evidenzia le difficoltà di un’opera che continua a cambiare tempi e prospettive. Più che a un reale avanzamento assistiamo a un vero accanimento su un progetto che resta fermo tra rinvii e continui aggiustamenti”, aggiungono. “Il governo smetta con annunci e propaganda e concentri le risorse sulle infrastrutture davvero necessarie: ferrovie moderne, manutenzione della rete stradale e trasporto pubblico efficiente, a partire dal Mezzogiorno”, concludono.

 

03/03/2026 - 16:21

“I dati diffusi oggi dall’Istat dicono una cosa molto semplice: la spesa quotidiana delle famiglie continua ad aumentare. L’inflazione generale è all’1,6%, ma i beni alimentari e quelli per la cura della casa e della persona crescono del 2,2%. L’inflazione di fondo, quella che misura l’andamento reale dei prezzi al netto dell’energia, è salita al 2,4%. I servizi registrano un aumento del 3,6%”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Silvio Lai.

“Non stiamo parlando di voci marginali, ma di ciò che incide ogni settimana sul bilancio delle famiglie. Aumentano i trasporti, aumentano gli alimentari freschi, aumentano i servizi. Intanto salari e pensioni non recuperano il potere d’acquisto perduto. E mentre questi numeri fotografano una pressione già in atto, i mercati energetici stanno reagendo all’escalation militare in Medio Oriente. Il prezzo del petrolio è già in forte rialzo e anche il gas sta registrando tensioni. Non è più un rischio teorico: è una dinamica che si sta producendo ora. Questo significa carburanti più cari, costi di trasporto in aumento e una nuova spinta inflattiva che rischia di scaricarsi direttamente sulle famiglie con il Governo italiano semplice spettatore”.

“Per questo il decreto bollette presentato dal Governo appena dieci giorni fa appare già superato. È stato costruito su uno scenario energetico stabile che oggi non esiste più. Senza meccanismi automatici di protezione contro gli shock energetici, rischia di diventare rapidamente inefficace. Le famiglie italiane hanno bisogno di certezze in una fase internazionale così instabile. Non si può continuare a rincorrere gli eventi. Serve una strategia strutturale per difendere il potere d’acquisto prima che l’onda dei rincari si scarichi di nuovo sui bilanci delle persone”.

 

26/02/2026 - 19:20

“Nel testo del Dl sicurezza è grave la totale assenza del trasporto pubblico locale e del trasporto aereo. Nel settore dei trasporti servono interventi in grado di garantire la sicurezza come diritto fondamentale per tutte le lavoratrici e i lavoratori, dobbiamo puntare sulla prevenzione oltre che sulla repressione, garantire il presidio umano stabile delle stazioni, tecnologie per la sicurezza, diritto di autotutela del personale, formazione e cultura della sicurezza, oltre al rafforzamento normativo delle tutele legali, assicurative e psicologiche dei lavoratori, come indicato dal manifesto per la sicurezza ferroviaria presentato unitariamente dai sindacati del settore ferroviario nell’audizione in Parlamento del 5 febbraio. Su questi punti specifici siamo pronti al confronto con il Governo, nell’interesse di tutte le lavoratrici e i lavoratori in prima linea ogni giorno per garantire il diritto alla mobilità e di tutti i cittadini. Questa riflessione non può e non deve limitarsi a singoli interventi spot ma garantire un’azione di sistema più ampia che deve necessariamente riguardare anche le lavoratrici e i lavoratori del TPL, a partire dall’ascolto delle loro istanze, per questo abbiamo chiesto che anche i sindacati del settore possano essere auditi al più presto. L’esclusione del TPL da tutte le misure previste nel testo del dl sicurezza, nonostante il lavoro portato avanti unitariamente da sindacati e parti datoriali in attuazione del protocollo per la sicurezza, è un segnale grave. Il Governo non può continuare a ignorare le continue aggressioni e il pericolo che subiscono ogni giorno oltre 110 mila autoferrotranvieri e internavigatori e il personale del trasporto aereo a cui devono essere garantite le stesse tutele dei loro colleghi ferrovieri”
Lo dichiarano in una nota il senatore e responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture Pd, Antonio Misiani e il deputato dem e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu.

 

 

26/02/2026 - 17:12

Sistema ferroviario leva industriale del Paese. Servono investimenti pubblici per opere post-PNRR e protocolli sicurezza nelle stazioni.

"Il Partito Democratico ha una grande passione per il nostro sistema ferroviario, che rimane il trasporto più sostenibile ambientalmente e più accessibile economicamente. Le nuove generazioni lo utilizzano sempre di più e noi guardiamo con attenzione alla politica di acquisizione di Ferrovie dello Stato per capire come le nuove aziende verranno messe al servizio dei cittadini". Lo afferma la deputata Paola De Micheli, ex ministra dei Trasporti, in un'intervista sui canali social dei deputati dem.

"Il Pd – spiega l’esponente dem - sta guardando con attenzione al finanziamento delle nuove opere che avevamo programmato. Penso alla Reggio Calabria-Salerno alta velocità, al completamento di altre tratte. Non siamo ideologicamente contrari all'intervento dei privati, ma dobbiamo trovare un modo che consenta di affiancare il finanziamento pubblico, non escluderlo, per realizzare anche le opere meno redditizie. Poi c’è il tema della sicurezza. In tutti i sistemi di trasporto i lavoratori sono messi alle strette da una condizione di rabbia sociale crescente. Il governo deve occuparsi delle ragioni profonde di questa rabbia, ma deve anche finanziare i protocolli d'intesa sottoscritti da aziende e sindacati per costruire sistemi di sicurezza attorno alle stazioni e sui treni. I lavoratori hanno diritto di essere sicuri nell'espletare il loro dovere. Il governo su questo è carente perché manca la consapevolezza della gravità della situazione. Molto spesso chi lavora nel settore trasporti e Tpl viene aggredito, magari solo per aver chiesto di verificare la validità di un titolo di viaggio. C'è sottovalutazione del problema sicurezza e del ruolo strategico dei trasporti. Quando li abbiamo chiusi per il Covid tutti si sono resi conto di quanto sia fondamentale potersi muovere a prezzi ragionevoli. Adesso si danno per scontati".
“Come Pd – conclude De Micheli - organizzeremo una serie di appuntamenti pubblici sul tema dei trasporti. Ascolteremo operatori e fornitori che lavorano sulle grandi opere finanziate col PNRR per organizzare le nostre idee in un'unica proposta da presentare al governo. Il trasporto è una leva industriale del Paese, un grande investimento di transizione e lo strumento per esercitare un diritto fondamentale: la mobilità. Non possiamo farlo senza un grande investimento sul sistema delle Ferrovie dello Stato, che resta e resterà, nonostante i ministri che cambiano, una grande azienda".

 

20/02/2026 - 13:56

“Dal 1° gennaio 2024 il sistema europeo di scambio delle quote di emissione è stato esteso al trasporto marittimo, generando un rilevante gettito per lo Stato. È doveroso sapere con chiarezza quante risorse siano entrate nelle casse pubbliche, dove siano confluite e come vengano utilizzate”.

Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta ai ministri dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, dell’Economia e delle Finanze e delle Infrastrutture e dei Trasporti.
“L’applicazione dell’Ets al settore marittimo – prosegue Lai – sta determinando un aumento significativo dei costi di trasporto merci e passeggeri, con effetti particolarmente pesanti per le regioni insulari, che non dispongono di alternative infrastrutturali terrestri. A fronte di questi impatti, non risultano misure compensative specifiche né una rendicontazione pubblica disaggregata delle entrate derivanti dal comparto marittimo”.
L’interrogazione chiede al Governo di chiarire: l’ammontare complessivo dei proventi ETS attribuibili al settore marittimo per il 2024 e 2025, nonché le previsioni per il 2026; se esista una contabilità separata che distingua le entrate del marittimo da quelle di industria ed energia; in quali capitoli di bilancio siano confluite tali risorse e con quali destinazioni; se e in quale misura siano state utilizzate per coprire interventi previsti nel recente decreto-legge in materia di energia e bollette; se si ritenga coerente, rispetto ai principi di equità territoriale e all’articolo 119 della Costituzione, l’assenza di una destinazione specifica a favore dei territori maggiormente colpiti; se si intendano introdurre strumenti di tracciabilità e pubblicazione periodica dei proventi ETS per settore.
“Non si tratta di mettere in discussione gli obiettivi ambientali europei, che condividiamo – conclude Silvio Lai – ma di garantire trasparenza nell’utilizzo di risorse che derivano da oneri ambientali e che incidono in modo differenziato sui territori. Le regioni insulari non possono essere penalizzate due volte: dall’aumento dei costi e dall’assenza di una redistribuzione equa delle risorse generate proprio da quei costi. Serve chiarezza immediata e un meccanismo strutturale di compensazione”.

 

18/02/2026 - 13:20

Adeguamenti al Codice della strada, campagne di comunicazione mirate e risorse dedicate per promuovere una nuova cultura dello spazio urbano

Sempre più italiani si muovono a piedi o in bicicletta. Secondo l’ultimo Rapporto sulla mobilità dell’ISFORT oltre il 28% degli spostamenti quotidiani avviene in queste modalità: ma sicurezza e infrastrutture restano il nodo cruciale da sciogliere al fine di rafforzare la tutela di pedoni e ciclisti e promuovere concretamente la mobilità attiva. È in questo contesto che si colloca la nuova proposta di legge presentata oggi alla stampa dalla deputata Valentina Ghio: un progetto che ha visto la collaborazione di FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, coinvolta nella redazione del testo col supporto di Andrea Colombo, esperto legale di mobilità e sicurezza stradale.

“Questa proposta di legge nasce da un dato evidente: sempre più persone scelgono di muoversi a piedi o in bicicletta, ma spesso in condizioni di elevata vulnerabilità. Serviva quindi un intervento organico che aggiornasse le norme e introducesse una gerarchia della mobilità centrata sulla tutela di pedoni e ciclisti” – dichiara l’on. Valentina Ghio prima firmataria della proposta di legge

“Non si tratta solo di modifiche tecniche, ma di un cambio di prospettiva – prosegue Ghio –

Siamo tutti pedoni e le strade devono diventare luoghi più sicuri e vivibili, dove camminare o pedalare sia una scelta normale e non un rischio. Inoltre strade meno trafficate sono un vantaggio anche per chi non può fare a meno di utilizzare la macchina.

Per rendere concreto questo cambiamento istituiamo il Fondo nazionale per la mobilità attiva e introduciamo strumenti a supporto degli enti locali.

Investire sulla mobilità attiva significa investire in salute, ambiente e città più inclusive, a misura di tutte le persone”, conclude la deputata.

Puntuale e articolato, il testo si fa interprete di un nuovo scenario urbano, abbracciando numerosi aspetti della mobilità. I cambiamenti proposti non coinvolgono solo il Codice della Strada ma estendono la propria efficacia anche al Codice Civile. Fra i diversi punti del codice stradale interessati dalla proposta si trova, innanzitutto, l’ampliamento delle definizioni. Il concetto di mobilità attiva viene introdotto a monte, con una distinzione fra le figure di “utente più forte” – chi utilizza mezzi con maggior massa, potenza o velocità – e di “utente della mobilità attiva”. Le nuove definizioni sono determinanti per introdurre una gerarchia che tuteli gli utenti più esposti in caso di collisione. Con la modifica del secondo comma dell’articolo 2054 del Codice civile, infatti, viene stabilito che, in caso di incidente, il conducente del veicolo più pesante o potente è considerato, fino a prova contraria, maggiormente responsabile.

La proposta introduce numerose misure volte a incentivare gli spostamenti a piedi e in bici e a proteggere l'incolumità degli utenti attivi. Ad esempio, i marciapiedi dovranno avere una larghezza minima di 2 metri, e i guidatori dovranno superare i ciclisti almeno a un metro e mezzo di distanza in ogni caso. Inoltre, i Comuni potranno installare più facilmente attraversamenti pedonali rialzati (dove avviene la maggior parte degli investimenti mortali), e i mezzi pesanti dovranno essere dotati di sensori elettronici per rilevare la presenza laterale di pedoni e ciclisti negli angoli ciechi.

Luigi Menna, Presidente di FIAB Italia, ha dichiarato: “Questa proposta di legge concentra l’attenzione sulla mobilità ciclistica quotidiana, ritagliando un ruolo importante ai ciclisti che ogni giorno percorrono le strade cittadine, statisticamente più pericolose. La diminuzione delle collisioni stradali passa obbligatoriamente attraverso la prevenzione, in particolare limitando la velocità degli autoveicoli – ad esempio tramite i passaggi pedonali e ciclabili rialzati e ampliando gli spazi urbani sicuri per ciclisti e pedoni, come le zone urbane e scolastiche”

La proposta introduce chiare norme per la governance, risorse e monitoraggio: è infatti prevista l’istituzione del CIPOMA, Comitato Interministeriale per le Politiche di Mobilità Attiva, che ha il compito di assicurare il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici e la Direzione Generale per la Mobilità attiva preso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Comuni e altri enti si dovranno dotare di strumenti mirati per valutare in modo continuativo l’efficacia delle politiche adottate e la validità delle infrastrutture implementate.

Viene istituito il Fondo nazionale per la mobilità attiva, con una dotazione iniziale pari a 300 milioni di euro per il triennio.

La costruzione di un reale cambiamento culturale nella mobilità passa inevitabilmente attraverso un’adeguata formazione e informazione. In questa prospettiva, la proposta a cui anche FIAB ha dato il proprio contributo prevede interventi specifici sull’educazione alla tutela della mobilità attiva. Un ruolo centrale è assegnato anche alla comunicazione: la pubblicità degli autoveicoli dovrà essere accompagnata da messaggi che promuovano la guida sicura, l’uso della mobilità attiva, di quella condivisa e del trasporto pubblico. A tal fine, una quota pari al 5% delle spese pubblicitarie destinate alla promozione dei veicoli sarà utilizzata per realizzare campagne istituzionali dedicate alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale.

 

16/02/2026 - 17:37

Flash mob davanti alla Camera a favore dell’emendamento dem al Milleproroghe che cancella la Tassa Meloni

In Piazza Montecitorio Flashmob del Circolo PD Trasporto Merci e Logistica in occasione della riapertura delle votazioni sugli emendamenti al Dl Milleproroghe. Presenti al fianco delle lavoratrici e i lavoratori i deputati Pd Silvia Roggiani e Andrea Casu, che hanno presentato l’emendamento segnalato, attualmente accantonato, che consente di sospendere immediatamente gli effetti dell’assurda “tassa Meloni” da 2 euro sui pacchi provenienti da Extra Ue, che dal 1 gennaio sta danneggiando gravemente la filiera della logistica nazionale e spostando i traffici verso altre destinazioni europee con una riduzione del 50 per cento degli arrivi nello scalo di Malpensa e significative riduzioni anche presso altri scali. Le lavoratrici e i lavoratori del settore hanno rivolto verso il Parlamento cartelli con le scritte “Stop tassa Meloni sui pacchi” e “La destra tradisce la logistica”, per ricordare l’importanza e la necessità di un intervento immediato. “Il Governo ha ammesso l’errore, ma adesso è necessario intervenire subito per correggerlo. Ogni giorno che passa comporta un costo immenso per lavoratori e imprese. Grazie al Circolo PD Trasporti Merci e Logistica per essere qui, e a tutte le persone che si stanno mobilitando a livello nazionale. La maggioranza di destra ascolti il grido di dolore della logistica italiana e approvi subito il nostro emendamento.” Concludono i deputati democratici.

 

14/02/2026 - 12:26

“È di nuovo caos sul trasporto ferroviario. Da questa mattina si susseguono informazioni che si contraddicono tra loro e che lasciano nel completo disagio passeggeri e lavoratori. I ritardi sulla rete al momento raggiungono anche i 90 minuti ma non è dato di capire il perché. Sulla linea alta velocità sono stati prima comunicati rallentamenti per maltempo, pochi minuti dopo per accertamento da parte dell'autorità giudiziaria e, infine, il ministro Salvini ha parlato di un nuovo atto di sabotaggio. Esprimiamo totale condanna nei confronti di ogni atto doloso, vista la rapida successione delle diverse comunicazioni chiediamo al Governo di fare piena luce su quello che sta accadendo realmente oggi, perché i cittadini italiani hanno il diritto di sapere i motivi dell'ennesimo caos nei trasporti”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente della Commissione Trasporti alla Camera, Andrea Casu.

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