“Anche nella manovra 2025 il Governo Meloni dimentica il Trasporto Pubblico Locale. Solo Palazzo Chigi non vede la crisi che sta bloccando il Paese: a nulla è servito l’appello di Regioni, Enti Locali, Sindacati e Imprese, negli annunci di queste ore nemmeno l’ombra del potenziamento del fondo nazionale indispensabile per garantire la sicurezza e il rinnovo dei contratti per lavoratrici e lavoratori e servizi più efficienti per tutte le cittadine e i cittadini sempre più penalizzati nelle aree interne e nelle periferie. E il ministro Salvini evidentemente è troppo occupato a organizzare vertici con Orban e Le Pen per accorgersene”. Lo scrive su X il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti alla Camera.
“Nella manovra del governo Meloni la parola trasporti è del tutto inesistente. Nessun investimento strutturale sul comparto, nessun incentivo sul fondo insularità e nessuna misura per fermare il caro voli. A questo si aggiunga il mancato incremento del fondo nazionale sul trasporto pubblico locale è la frittata è fatta!”. Questo il commento del deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo PD in Commissione Trasporti, sulla manovra 2025.
“Neanche le cose più evidenti sono state prese in esame – continua il parlamentare -: dopo un'estate e un autunno drammatico per i viaggiatori, è stato ignorato anche il potenziamento del monitoraggio delle criticità delle rete ferroviaria”. “Insomma una manovra completamente sbagliata dove i trasporti sono i grandi assenti”, conclude Barbagallo.
“L’Italia spenderà circa un miliardo per attuare il famoso accordo per i migranti con l’Albania; ingenti risorse pubbliche che potevano essere utilizzate per destinarle ai bisogni dei cittadini italiani a partire dalla prossima legge di bilancio. Ieri in Aula ci siamo permessi di ricordare alla premier Meloni che questo accordo, con il quale immaginava di risolvere tutto il problema dei migranti, è disumano, inefficace, e costa alle casse del Paese circa un miliardo di euro nei prossimi anni. Sono risorse buttate a mare. Un’operazione di pura propaganda ideologica che non risolve un’emergenza strutturale, ma aggrava solo il carico di difficoltà nella gestione dei flussi e vìola i diritti umani. Ma soprattutto costa risorse che potevano essere indirizzate anzitutto alla sanità, ma anche alla scuola, alle politiche sociali, al trasporto pubblico locale. Dal nostro punto di vista, un errore clamoroso. Abbiamo semplicemente chiesto conto di quello che si prefigura come un enorme danno erariale. La premier ha voluto buttare la palla in tribuna con una battuta diciamo sgrammaticata, ma non ha risposto sul tema. Non è stata sul merito”. Lo ha detto a Restart su Rai3 Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche dell’Unione europea alla Camera, replicando all’attacco della premier di cui è stato oggetto ieri a Montecitorio.
Per disservizi chiediamo rimborso immediato dei passeggeri
“Avete ammesso crescenti interferenze e ritardi ma non ci avete spiegato cosa sta facendo il Governo. Come sta esercitando i poteri di indirizzo e vigilanza il Ministro Salvini? Avete ricevuto nuove direttive per fronteggiare l’emergenza quotidiana per cui nella percezione dei cittadini ormai ogni guasto rischia di diventare un disastro”. È quanto chiede il dem Andrea Casu intervenendo in audizione dell’ad di RFI Gianpiero Strisciuglio in commissione Trasporti alla Camera, alla luce dei recenti disservizi e criticità del sistema ferroviario italiano.
“Anche perché di fronte a una rete intasata e disservizi crescenti serve un chiaro indirizzo politico: avete detto che siete al lavoro per alleggerire e specializzare ma con quale criterio? Tagliando fuori ancora di più le aree interne e penalizzando ancora di più il trasporto ferroviario merci o intervenendo complessivamente con azioni di sistema? Perché quello che serve a nostro avviso sono interventi strutturali di sistema e non continui interventi spot di cui pagano il prezzo più alto ogni giorno cittadini e lavoratori”, ha aggiunto Casu.
E infine sulla questione dei passeggeri il dem Casu ha detto: “Uso spesso la app di Trenitalia. E qui le informazioni sui ritardi sono sempre più difficili da trovare. È un problema di coordinamento informativo? I cittadini hanno diritto ad avere informazioni puntuali sull’andamento della viabilità ferroviaria ed eventuali ritardi non vanno nascosti ma evidenziati al fine di mettere il cittadini nelle migliori condizioni di conoscerle in tempo reale. Inoltre ribadiamo che i rimborsi in caso di annullamento, ritardi e disservizi devono essere semplici e immediati: chi ha aspettato per ore un treno che non è partito non deve poi aspettare oltre ore nella stazione in fila per capire come ottenere un rimborso.”
“Meloni e Salvini sono direttamente responsabili della paralisi del Tpl nelle città italiane: senza maggiori risorse al fondo nazionale, richiesto non solo dal Pd e dalle opposizioni ma da Regioni, Comuni, sindacati e imprese, i servizi sono a rischio per i maggiori costi dei fattori della produzione, dal carburante alla manutenzione e per la carenza di autisti dovuta ai bassi salari, con conseguenze devastanti soprattutto nelle aree interne e nelle periferie già più penalizzate. Serve dare una risposta immediata al rinnovo del Contratto collettivo nazionale che riconosca il giusto salario per far fronte alla diminuzione del potere di acquisto delle retribuzioni”. Lo scrivono in una mozione i deputati Pd Casu, Barbagallo, Pagano, Bakkali, Ghio, Guerra, Lai, Mancini, Morassut e Roggiani.
“Lo scorso 27 settembre - continuano i parlamentari- rispondendo a una nostra specifica interpellanza in Aula il Governo ha ancora una volta scelto di non impegnarsi direttamente per garantire subito le risorse necessarie a salvare il trasporto pubblico locale. Ha però aperto perlomeno alla possibilità di una mediazione del Mit tra le parti interessate al rinnovo del contratto nazionale non più rinviabile. A distanza di oltre 10 giorni da quella risposta abbiamo deciso di convertire la nostra interpellanza in mozione per chiedere che questo tavolo ministeriale per la risoluzione della vertenza venga convocato al più presto”. “Anche nelle audizioni sul Piano Strutturale di Bilancio enti locali e regioni hanno evidenziato la mancanza di fondi adeguati per i trasporti ci aspettiamo dunque che nella scrittura della legge di Bilancio il Governo apra gli occhi e si renda conto che senza un immediato intervento si sta assumendo la responsabilità politica di bloccare il paese”, concludono i deputati Pd.
Trasporti, Ghio (PD): “È il fallimento del centrodestra: hanno governato per nove anni la Regione con nessun risultato per il miglioramento del trasporto ferroviario”
Un guasto a Pietra Ligure, uno a Voltri e il traffico ferroviario in Liguria va in tilt. Un’altra giornata di passione per pendolari, lavoratori e studenti che utilizzano il trasporto pubblico. Rixi e Salvini che fine hanno fatto? Sono al Ministero dei trasporti o pensano di trascorre un’altra giornata ad attaccare i loro avversari politici senza occuparsi dello stato dei trasporti in Italia e in Liguria. Era il 2015 quando con presentazioni roboanti Toti prometteva di collegare la Liguria a Milano in meno di un’ora, siamo al 2024 e non abbiamo visto nulla di quanto annunciato, anzi si assiste quotidianamente a ritardi, guasti e mancanze che continuano a rallentare gli spostamenti, a causa di una rete infrastrutturale obsoleta e senza l'attuazione di interventi realmente migliorativi.
È il totale fallimento del centrodestra che ha governato la Regione per nove anni e non ha portato a casa nessun risultato. Continuano a parlare di essere quelli del fare, ma qui l’unica cosa che hanno realizzato è stata quella di tenere fermi i cittadini liguri in stazione in attesa che il loro treno passi e nella speranza che non faccia ritardi”, così la deputata e vicepresidente PD alla Camera Valentina Ghio sui ritardi dei treni in Liguria di questa mattina.
“Da parte del governo ancora un cambio di rotta su quanto promesso in campagna elettorale, che stavolta andrà a discapito dell’Autotrasporto. Apprendiamo per mezzo stampa della volontà del governo di voler riallineare le accise del gasolio con quelle della benzina. Questa ipotesi desta sconcerto, ma conferma quanto il governo di centrodestra durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2022 abbia usato solo slogan per far leva sull’elettorato. Le dichiarazioni odierne, infatti, smentiscono clamorosamente quanto detto dalla stessa premier Meloni negli scorsi anni, parole che risultano essere ancora più incredibili dopo le levate di scudi avute nelle ultime settimane in Toscana rispetto a eventuali ipotesi che hanno visto il centrodestra scagliarsi contro il presidente Giani e la maggioranza che lo sostiene. Sorge il sospetto che questo tipo di atteggiamento così arrembante fosse solo un modo per distrarre l’opinione pubblica perché non potevano non conoscere la volontà del loro governo di riallineare le accise. Come Partito Democratico seguiremo con attenzione questo tema; registriamo le numerosissime prese di posizione da parte delle associazioni di categoria e non escludiamo di promuovere iniziative, con strumenti come la raccolta firme, in rappresentanza del dissenso rispetto a questa ipotesi se dovesse essere prima confermata e poi resa definitiva” dichiarano congiuntamente Emiliano Fossi, deputato e segretario regionale del Pd Toscana, e Francesco Gazzetti, consigliere regionale e responsabile infrastrutture del Pd Toscana.
“Meloni predica bene e razzola male. In campagna elettorale aveva promesso l'abolizione delle accise sul carburante e a distanza di pochi anni, fa cassa sul trasporto privato aumentandole sul gasolio per racimolare 3 miliardi. Come vorrà giustificare l'ennesima promessa non mantenuta e addirittura aggravata per le tasche degli italiani?” Lo dichiara la deputata Ouidad Bakkali commentando il dietrofront del governo contenuto nel Piano strutturale di bilancio 2025-2029. “È fondamentale che l'esecutivo smentisca immediatamente e corregga una manovra che danneggia operatori e famiglie perché, citando Meloni, 'il grosso deve finire nella mia macchina e non in quella dello Stato”, conclude Bakkali.
Aumentano le accise sul diesel e nemmeno un euro per il trasporto pubblico. Tasse per i cittadini e condoni per gli amici: ecco come fanno quadrare i conti rimangiandosi le promesse elettorali. Ve la ricordate la scenetta dal benzinaio?
Lo scrive su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Il Governo Meloni ha scelto di aumentare ulteriormente il prezzo del trasporto privato, incrementando le accise sui carburanti, mentre continua a disinvestire sul trasporto pubblico locale. Una decisione folle che penalizza milioni di cittadini e rappresenta un vero e proprio tradimento nei confronti degli elettori. Durante la campagna elettorale, infatti, la Presidente del Consiglio aveva promesso l'abolizione delle accise sui carburanti, una promessa che ora viene completamente disattesa. Con questa mossa, Meloni dimostra di non avere a cuore le esigenze quotidiane degli italiani, già gravati dal costo della vita in aumento, e di non voler investire in un sistema di trasporto pubblico efficiente, accessibile e sostenibile. Ancora una volta, sono i cittadini a pagare il prezzo di scelte politiche incoerenti e dannose: il governo Meloni lascia a piedi gli italiani”. Così il capogruppo democratico nella commissione trasporti della Camera, Anthony Barbagallo.
“Alle 6.30 un guasto nel nodo di Roma ha bloccato completamente la rete ferroviaria per 3 ore. Le conseguenze drammatiche le stiamo vivendo ancora adesso dal Brennero a Palermo e le immagini dei turisti, dei pendolari e viaggiatori disperati stanno facendo il giro del mondo e la crisi è ancora in corso solo abbiamo già contato oltre 186 treni cancellati o parzialmente cancellati e ritardi fino a 255 minuti con un treno partito a Viterbo che ha impiegato 5 ore per arrivare a Roma”. Lo dichiara il deputato Andrea Casu, vicepresidente in Commissione Trasporti chiedendo un'informativa urgente del ministro Salvini.
“Abbiamo appreso – continua Casu - che il ministro ha annunciato un'inchiesta nei confronti di chi ha conficcato 'un chiodo nel posto sbagliato' ma non è questo il solo problema: Salvini non deve rispondere solo su quello che è successo oggi ma su quello che succede ogni giorno! Come testimoniano i dati della relazione dell’autorità per la regolazione dei trasporti sono 10mila le interruzioni della linee ferroviaria e la loro durata aumenta anno dopo anno sotto la sua guida. La rete viene utilizzata ben oltre l'85% della capacità commerciale. Le scelte di questo Governo stanno anche mettendo in crisi il trasporto ferroviario merci con il taglio di 55 milioni di euro per l’incentivo acquisto locomotori e carri previsti dai governi precedenti rischia di mandare in fumo investimenti già pianificati solo negli ultimi 2 anni per circa 200 locomotive e 700 milioni di euro. Il Ministro Salvini cosa ha fa e cosa ha intenzione di fare? Basta capri espiatori, si assuma le sue responsabilità” conclude Casu.
“Dopo l'estate calda arriva un autunno ancora peggiore per i trasporti italiani. Il guasto ferroviario a Roma ha messo in tilt l'intero trasporto su rotaia in Italia: un blocco totale aggravato dalla completa disinformazione per i viaggiatori. Salvini fa tutto tranne che il ministro dei Trasporti dove si conferma inadeguato e incapace a risolvere i problemi, tranne i suoi personali. Siamo davanti ad un'emergenza nazionale ed è gravissimo che venga affidata al peggior ministro dei Trasporti di sempre”. Lo dichiara il deputato dem Anthony Barbagallo, Capogruppo Pd in Commissione Trasporti.
“Il trasporto ferroviario di nuovo al collasso con il nodo di Roma in tilt: un'altra giornata di disagi senza fine. Ancora una volta emerge la totale inadeguatezza del ministro Salvini, che continua a negare il problema e non fa nulla per garantire treni affidabili”. Lo scrive su X la deputata dem Valentina Ghio; vicepresidente Gruppo Pd, dopo il guasto tra le stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina con il blocco della circolazione dei treni.
Il governo continua a sottovalutare la carenza di risorse del fondo per il Trasporto Pubblico Locale. Il PD, con una interpellanza al governo dell’onorevole Casu, ha posto la necessità di potenziare con urgenza il fondo al quale servirebbero circa 1 miliardo e 700 milioni. Nelle condizioni attuali ad essere penalizzate sono soprattutto le aree interne che vedono la riduzione del kilometraggio e la soppressione conseguente di collegamenti indispensabili. L'8 novembre i sindacati unitariamente sciopereranno un'altra volta per chiedere al governo una netta inversione di tendenza. Per il PD il trasporto pubblico locale è fondamentale per la coesione e per garantire il diritto alla mobilità anche per chi vive nelle aree più marginali. Il governo non può fare finta di nulla perché siamo davanti ad una situazione davvero drammatica.
Così il deputato dem Marco Sarracino, responsabile nazionale coesione, sud e aree interne per il Partito Democratico.
“La manifestazione nazionale del prossimo 8 novembre è la logica conseguenza dell’assurda scelta del governo di non potenziare il fondo nazionale trasporti: saranno Meloni e Salvini non le lavoratrici e i lavoratori che scenderanno in piazza per il giusto salario e per la sicurezza a condannare gli italiani ai disagi che subiremo con lo sciopero di 24 ore proclamato da tutti i sindacati. Come partito democratico continueremo in ogni sede a batterci per convincere il governo ad aprire gli occhi e affrontare l’enorme crisi che tutto il Trasporto Pubblico Locale sta affrontando”. Così in una nota il vicepresidente della commissione Trasporti della camera, il deputato del Pd, Andrea Casu, che sta partecipando al dibattito ‘Bologna Città 30’ nell’ambito del Tpi Fest.