Domani in vigore nuovo regolamento, rischio disservizi e aumento costi
“Preoccupa l’aumento di costi “modello Ryanair” per viaggiatori e pendolari già alle prese con frequenti ritardi e disservizi conseguente all’entrata in vigore dal prossimo 1 marzo del nuovo regolamento che consentirà di trasportare gratis solo un massimo di 2 bagagli a bordo dei treni. Fondamentale garantire sicurezza e regole precise per il trasporto, sempre ordinato dei bagagli sui treni, ma il nuovo modello rischia di disincentivare la scelta del treno rispetto all’auto e anche di rendere ancora più complicata, difficile e costosa la scelta dell’intermodalità nei trasporti pubblici locali. Per favorire lo shift modale sostenibile servono maggiori incentivi e strumenti e non solo più oneri, costi e sanzioni per chi ogni giorno sceglie di muoversi in treno e abbinarlo coraggiosamente con l’uso di bici e monopattini”. Così il deputato democratico, componente della commissione Trasporti della Camera, Andrea Casu commenta il nuovo regolamento di Trenitalia, che sarà in vigore da domani, per cui non si potranno portare più di due bagagli per passeggero a bordo delle Frecce (Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca) di Trenitalia.
È caos per investimenti strategici a Ravenna, Civitavecchia, Livorno, Genova, Spezia, Trieste, Venezia e Ancona
“Il Governo continua a rinviare l’emanazione dei decreti attuativi per l’istituzione delle Zone Logistiche Semplificate (ZLS), creando un danno economico ad una serie città portuali italiane come Ravenna, Civitavecchia, Livorno, Genova, Spezia, Trieste, Venezia e Ancona. Invitiamo dunque il Governo a procedere senza ulteriori rinvii all’emanazione dei decreti attuativi delle Zls per permettere l’operatività delle aziende di quei territori anche in ambito internazionale”. Così un odg del Pd a prima firma BAKKALI firmato anche dai deputati Pd GHIO, BARBAGALLO, CASU, MORASSUT, SIMIANI, MEROLA, SERRACCHIANI, CURTI.
“Per questi territori - spiegano i dem - si tratta di una grande ‘rete’ di collegamenti che andrebbe a beneficio di tutto il sistema di trasporto merci, del tessuto imprenditoriale e dell’occupazione; ad esempio, con la Zona Logistica Semplificata, si potrebbe, in tempi celeri, realizzare una seconda via per il Porto di Ravenna, opera strategica che darebbe un forte impulso a tutta l’area con diversi imprenditori della logistica pronti ad investire”.
Creare città più sicure e vivibili per tutti
“Dobbiamo mettere in campo misure per città che abbiano una visione complessiva sullo spazio urbano, quindi limitare la velocità delle auto per aumentare la sicurezza delle persone e diminuire l’inquinamento dell’ambiente.
Per questo dobbiamo mettere in condizione i sindaci di avere strumenti per rendere più sicuri e vivibili i centri storici le zone maggiormente frequentate da pedoni, a partire da quelli piu' vulnerabili.
287 persone over 65 morte sulla strada. nel 2022 e 6.000 feriti gravi ,sono dati che devono indurre il legislatore a introdurre misure per porre rimedio.
Alcune città in Italia hanno sviluppato percorsi nuovi, politiche nuove già in atto in altre città europee con una diminuzione significativa del 20/25% di morti e feriti gravi sulle strade.
Questa e' la direzione da intraprendere e proprio per questo siamo critici con il ministro Salvini e con alcuni punti del nuovo codice della strada che mettono sotto attacco la mobilità sostenibile e riducono l'autonomia degli amministratori locali.
Noi dobbiamo andare in una direzione contraria, dando ai sindaci facolta' di azione e risorse per città più accoglienti e sicure, per una idea di citta' inclusiva con arredo urbano, più aree verdi e più possibilità di socializzazione. E' un processo che non puo’ andare a compartimenti stagni, e non concentrarsi su un'unica azione ma sviluppare una idea di città e territorio che tuteli tutti e che metta nelle condizioni di vivere in sicurezza sia anche a chi vive la citta' da pedone, ciclista, utente del trasporto pubblico.
Dobbiamo lavorare oltre che su ‘Città 30’ ad Città per tutti e tutte’”. Lo ha detto Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera e membro della commissione Trasporti di Montecitorio, intervenendo alla conferenza nazionale a Montecitorio su Città 30 “Siamo tutti pedoni. La citta' 30 per la citta' delle relazioni" promossa da SPI Cgil, CISL e UIL pensionati.
Stop dittatura urbana delle automobili, ma nuova civiltà urbana democratica
“Viviamo sotto la dittatura dell’automobile e dobbiamo arrivare invece ad una diversa idea di città, di movimento, di sicurezza, e non solo parlare di eccesso di velocità. Certamente bisogna limitare la velocità soprattutto all’interno dei luoghi urbani, perché la velocità produce omicidi stradali. Ma non dobbiamo parlare solo di velocità ed eccesso di velocità. Ma bisogna arrivare ad una idea diversa di civiltà urbana. Ricalcolare lo spazio pubblico, quanti mq abbiamo a disposizione? Ora sappiamo che lo spazio pubblico è nella mani delle automobili. Dobbiamo arrivare ad un concetto di spazio pubblico nuovo, risolvere i problemi di utilizzo dello spazio pubblico e del consumo di suolo, attualmente sotto la ‘dittatura’ delle automobili. Città 30 deve comprendere anche un modello di trasporto diverso, quindi aumentare i mezzi pubblici e renderli più efficienti; aumentare e favorire la ciclopedonalità; limitare lo spazio per le automobili.
Noi faremo la nostra battaglia parlamentare nell’ambito del codice della strada e poi proseguiremo con una vera e propria proposta di legge su Città 30.
Per rendere la nostra civiltà più avanzata e democratica e più vivibile da parte delle persone”. Lo ha detto Roberto Morassut, deputato Pd e vicepresidente della commissione Trasporti di Montecitorio, intervenendo in una conferenza stampa a Montecitorio su Città 30 “Siamo tutti pedoni”.
“Mentre in Europa – concludono gli esponenti Pd - si sperimenta il “biglietto climatico” a prezzi accessibili e le regioni guidate dal centrosinistra si battono per abbonamenti gratuiti su bus e treni per i più giovani, come già fatto in Emilia-Romagna e Campania, per offrire una valida alternativa al trasporto privato. Tuttavia, occorrerebbe incrementare la dotazione annua del fondo Tpl per almeno 700 milioni di euro al fine di consentire alle imprese di sostenere l’aumento dei costi dei fattori produttivi e 900 milioni annui per coprire i maggiori costi del nuovo contratto dei lavoratori del settore, come espresso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, guidata da Massimiliano Fedriga, e tra gli altri da agenzie e associazioni come Agens, Anav e Asstra, oltre che dai sindacati. Le risorse ci sono e si possono ottenere attraverso la rimodulazione o l’eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi, i cosiddetti SAD, come abbiamo chiesto nei nostri emendamenti alla Legge di Bilancio 2024, che, purtroppo, sono stati bocciati dal Governo Meloni. Per questo continueremo a batterci in Parlamento e nel Paese affinché venga potenziato una volta per tutte"
Dopo il nulla cosmico di impegni presi e non mantenuti, Salvini si accorge ora della Sardegna e riprende a fare il venditore di tappeti, dimenticando, lui e la Lega nell’isola, di essere il responsabile del disastro dei trasporti per terra, per mare, nel cielo.
Intanto annuncia, in maniera sospetta, a pochi giorni dal voto che ci sarà la ripresa dei lavori di completamento della strada Sassari Alghero. Già ha il sapore della burla il fatto che la priorità sarà la bonifica del tracciato da eventuale presenza di ordigni mentre la si da già per fatta e finita. Poi con grande sprezzo del ridicolo aggiunge l'annuncio della presenza dell'esercito, anziché potenziare le forze ordinarie della polizia, per garantire la sicurezza nella città di Sassari, come se fossimo in qualche città nelle mani della criminalità organizzata. E poi Salvini, che ricordiamo per la colpevole assenza sui rincari dei voli aerei per la Sardegna ed anche per l'inefficienza sul fronte del trasporto ferroviario, continua a sbandierare un investimento per 5 miliardi quando in realtà nella legge di bilancio vi sono solo 5 milioni a disposizione.
Il ministro Salvini di contro porta la totale responsabilità di 5 anni di disastri in Sardegna del suo presidente Solinas che pure i suoi alleati si sono visti costretti a sfiduciare.
Così il deputato del Pd Silvio Lai.
“Il Terzo Valico è un’opera fondamentale per il territorio, per lo sviluppo della portualità e dell’economia di Liguria e Piemonte, oltre che essere un collegamento importante per il trasporto passeggeri e per lo sviluppo dell’intero Nord Ovest. Il sottosegretario Ferrante ha dato alcune rassicurazioni sull'inserimento delle risorse necessarie al completamento dell’opera, senza però dare garanzie precise sul rispetto dei tempi e sul quadruplicamento. È indispensabile e quanto mai necessario, dopo tutti gli stop and go che hanno interessato il cantiere, che venga garantito il completamento del quadruplicamento della tratta - per rendere il percorso davvero efficace - e il superamento degli ostacoli di natura economica e gestionale per risolvere le situazioni di stallo presenti per rispettare i tempi e finire i lavori nel 2026, come da programma e per non perdere i fondi del Pnrr. Torneremo ad affrontare il tema per essere certi del rispetto dei tempi e verificare l’evoluzione dei lavori, per non rischiare che venga perso tempo prezioso per il completamento di un’opera importante per la Liguria”, così Valentina Ghio deputata vicecapogruppo PD alla Camera e componente Commissione trasporti dopo la risposta in aula alla sua interrogazione, presentata insieme ai deputati Fornaro, Orlando e Pastorino.
“Invece di dare più risorse per il trasporto pubblico locale e per la sicurezza stradale la priorità del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti guidato dal Ministro Salvini è scaricare sui comuni con la nuova direttiva una valanga di nuove procedure burocratiche che produrranno un unico risultato: rendere più complicato e difficile il lavoro dei Sindaci di ogni colore politico impegnati per salvare le vite sulle strade. In questo modo il Ministro Salvini non agisce contro il Sindaco Lepore o contro le #città30 ma contro il diritto a una mobilità sicura per tutte e per tutti”.
Così il deputato democratico, Andrea Casu, complente della commissione trasporti della camera.
“La proposta di autonomia differenziata del Governo avrebbe effetti devastanti nel Paese creando un vero e proprio disastro sociale nel Mezzogiorno distruggendo l'unità nazionale. Già oggi al Sud la spesa pubblica pro capite complessiva è di 5000 in meno rispetto al Nord, cosa che porta ad avere minori servizi sanitari o scolastici. La destra propone di cristallizzare i divari esistenti e di aumentarli in futuro, poiché la riforma non prevede di finanziare prima i Lep in tutta Italia, non prevede un fondo di perequazione adeguato e ammette che residui fiscali possano sostenere le competenze che le Regioni più ricche richiedano togliendo risorse allo Stato da distribuire sul territorio nazionale. Questo porterà ad istituzionalizzare il fatto che in Italia ci siano cittadini di serie A e di serie B quanto ai servizi essenziali come sanità, assistenza sociale, scuola, trasporto pubblico locale. L'esatto opposto di quello che abbiamo fatto noi democratici con il Pnrr e di quello che serve per ricucire l'Italia. Daremo battaglia in ogni sede, in Parlamento e nel Paese, per evitare questo scempio”. Lo ha detto Piero De Luca, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, ospite di Agorà Rai Tre.
Ministro rispetti autonomia e potenzi fondo nazionale Tpl.
"La migliore risposta all’assurda polemica politica contro Bologna che ha avviato la sperimentazione della città 30, dopo aver raccolto le segnalazioni delle strade più pericolose da 20 mila cittadini, arriva oggi dai Sindaci di centrodestra di Olbia e Treviso che hanno orgogliosamente rivendicato di aver già compiuto la scelta di andare nella stessa direzione seguendo l’esempio di Amsterdam, Bruxelles, Londra e Barcellona che riducendo la velocità nei centri urbani hanno ottenuto una drastica limitazione del numero di morti sulle strade. Se il ministro Salvini intende difendere il diritto al lavoro rispetti l’autonomia dei Sindaci e dedichi le sue energie a una cosa davvero utile: intervenga subito per potenziare il fondo nazionale per il Trasporto Pubblico Locale al collasso in tantissime realtà e per rinnovare il contratto delle lavoratrici e dei lavoratori del settore sempre più in sofferenza”. Lo scrive sui social il deputato dem Andrea Casu, componente della commissione Trasporti.
“Un testo lacunoso, quello sul nuovo codice della strada, su cui abbiamo presentato una serie di emendamenti per migliorare la proposta del governo.
Resta forte la nostra preoccupazione per un provvedimento che non affronta il grande tema relativo alla garanzia per assicurare ai cittadini il diritto ad una mobilità sostenibile, attiva e sicura, di respiro europeo. Anzi abbiamo assistito ad un vero e proprio passo indietro in questo ambito. Peccato perché sono tante le amministrazioni che negli ultimi anni hanno maturato delle esperienze utili che coniugano mobilità sostenibile e sicurezza stradale per tutti gli utenti della strada, a partire dai soggetti più vulnerabili”. Così il capogruppo PD in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo, a margine dei lavori dell’organismo parlamentare in cui si sta discutendo il nuovo testo di legge di riforma del codice della strada.
“Il testo appare inoltre caotico e - aggiunge - in alcuni punti addirittura cervellotico. Ritengo sia necessario puntare di più alla semplificazione, anche per andare incontro ai cittadini. Con i nostri emendamenti inoltre –prosegue – puntiamo decisamente sulla tecnologia, applicata ai mezzi ed ai controlli, attraverso l’uso di strumenti al passo con le ultime tecnologie digitali. Ma abbiamo avanzato alcune proposte – conclude – per garantire e tutelare i lavoratori, in particolare per quelli del settore dell’autotrasporto e del trasporto pubblico locale”.
“Come denunciato recentemente durante l’audizione in commissione trasporti della Camera dei Deputati dall’assessore Patanè la Capitale riceve solo il 3,5 % del fondo nazionale trasporti pur rappresentando il 7% dei chilometri totali: uno squilibrio evidente che rende sempre più insostenibile il servizio pubblico nella Capitale e necessita di correttivi immediati. La mozione del Partito Democratico, a prima firma Baglio Tempesta e Zannola, approvata oggi all’unanimità in assemblea capitolina anche grazie al voto di tutte le opposizioni è un’ottima notizia per il paese perché rappresenta l’unità che nelle Istituzioni dobbiamo sempre puntare a costruire sul tema cruciale del rilancio del tpl, la rimodulazione dei criteri di assegnazione del fondo nazionale che lo finanzia, la necessità del rinnovo dei contratti per lavoratrici e lavoratori e del miglioramento della qualità del servizio per tutte le cittadine e i cittadini. Nel percorso che dobbiamo compiere per garantire a livello nazionale a tutte e a tutti il diritto a una mobilità sostenibile e sicura la capitale deve essere messa nelle condizioni di essere locomotiva e non fanalino di coda.
Dichiara Andrea Casu, deputato Pd e primo firmatario della risoluzione del Partito Democratico per il Trasporto Pubblico Locale in discussione nella commissione trasporti della Camera dei deputati
“Una quota del fondo per la progettazione previsto nel contratto di servizio Rfi dovrà essere destinato alla progettazione della nuova linea ferroviaria Cagliari-Sassari-Olbia in grado di garantire la percorrenza media della tratta a 150 km/h. Lo prevede un ordine del giorno, a prima firma del deputato Pd della commissione Bilancio Silvio Lai, approvato dalla Camera nel corso della discussione sulla legge di bilancio.
"È una notizia positiva - commenta Silvio Lai - perché, se come auspico il Governo darà seguito attuativo all'ordine del giorno, si potrà finalmente contare su una valutazione reale del costo di un sistema ferroviario minimo adeguato. Due ore di percorrenza per la Cagliari-Olbia e 1h20 per la distanza tra Cagliari e Sassari sarebbero un dato civile. Si ridurrà un gap che finora ha visto la Sardegna come fanalino di coda, tra tutte le regioni italiane, sulla dotazione di infrastrutture di trasporto. Basti pensare che a livello nazionale la quota di rete ferroviaria non elettrificata, cioè il livello più obsoleto, è pari al 27,9% della rete complessiva e al Sud, la quota di rete ferroviaria non elettrificata è il 35,3% del totale: ma in Sicilia sale al 42,2% e in Sardegna si arriva al 100,0%. La conseguenza è che la velocità media di percorrenza dei treni in Sardegna non supera i 70km/h sulla linea principale Cagliari-Sassari-Olbia. Ora, di contro, in base all'ordine del giorno, potrebbe abbondantemente superare i 150km/h. Ora - conclude il deputato democratico - l'attuazione è nelle mani dell'esecutivo Meloni e vigileremo, spero con il supporto della commissione competente presieduta da un collega sardo, affinché il Governo mantenga l’impegno preso in aula e sostenuto da tutto il Parlamento”.
La maggioranza ha votato contro l’emendamento del Partito Democratico illustrato in aula da Andrea Casu e sottoscritto anche da Antonino Iaria (M5S) e Francesca Ghirra (AVS) per potenziare il Fondo nazionale TPL 700 milioni nel 2024, 1 miliardo nel 2025 e 1,5 miliardi di euro nel 2026 utilizzando risorse attualmente destinate ai sussidi ambientalmente dannosi (SAD)
“Servono immediatamente più risorse per sostenere adeguatamente le Regioni e le amministrazioni di tutti i colori politici che non riescono più con gli attuali finanziamenti a garantire il diritto alla mobilità di milioni di persone: dobbiamo invertire la rotta perché la manovra del Governo Meloni non risponde all’emergenza trasporti che stanno vivendo città e comunità”
Lo dichiara Andrea Casu della presidenza gruppo Pd e primo firmatario dell’emendamento
"Abbiamo davanti una manovra che ignora le condizioni del Paese; che trascura la crescita e sovrastima le previsioni, che vive alla giornata limitando le poste principali, come il rinnovo del taglio del cuneo fiscale ad un anno soltanto, che soffia sul fuoco delle disuguaglianze colpendo le donne, i giovani, le persone e i territori che hanno meno possibilità.
Una manovra che lascia chi non ce la fa al proprio destino.
Una manovra iniqua, che non considera più la mobilità come un diritto dei cittadini: il rifinanziamento del trasporto pubblico locale risulta largamente insufficiente alle necessità della transizione ecologica. Non sono presenti interventi adeguati sulla continuità territoriale e soprattutto viene abbandonato completamente il concetto di mobilità sostenibile, riducendo gli investimenti su ciclabilità e sostenibilità e abdicando ad una idea di città e di territorio differente, ad un’aria più respirabile, a città più vivibili, alla promozione di stili di vita più sani.
Una manovra che non sostiene la portualità e non accoglie il nostro emendamento per il rinnovo del sostegni al lavoro portuale: gli effetti di questa decisione la pagheranno i lavoratori sulla loro pelle, se il Governo non rimediera' nell'ultima occasione utile con il Milleproroghe.
Una manovra iniqua sulla sanità, sulle scuola, sui lavoratori poveri e sui giovani. La priorità della maggioranza è stata quella di erogare mancette dallo sci nautico ai golf club, mentre solo grazie alle opposizioni unite verranno destinati 40 milioni per affrontare la violenza maschile contro le donne, finanziando i centri antiviolenza, il reddito di libertà, la formazione degli operatori e delle operatrici. Questa manovra evidenzia che le priorità di questa maggioranza e questo governo non sono le priorità del Paese. Non servono mancette, ma lungimiranza ed equità, che in questo provvedimento sono totalmente assenti". Lo ha detto in Aula Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, intervenendo sulla legge di bilancio.