"Salvini ossessionato solo dal Ponte sullo Stretto"
Il settore della logistica e del trasporto ferroviario delle merci costituisce un comparto economico imprescindibile per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, «circolarità» dell'economia, sostenibilità della circolazione delle merci e integrazione tra le diverse modalità di trasporto. Tuttavia, in Italia, tale settore rappresenta una quota ancora minoritaria in riferimento al complesso della mobilità delle merci in Europa. Sono necessari investimenti ed interventi mirati per sostenere la competitività della logistica e del trasporto ferroviario delle merci che risulta decisivo per concorrere sui mercati internazionali e per realizzare la transizione ecologica. Al contrario, il ministro Salvini appare concentrato solo ed esclusivamente su questioni di propaganda politica connesse al progetto del ponte sullo Stretto di Messina che non solo rischia di divorare tutte le risorse per le infrastrutture dei prossimi anni, ma già oggi monopolizza l’attenzione del governo causando ritardi su tutti gli altri fronti. Chiediamo con la nostra interpellanza urgente al governo Meloni di aprire gli occhi sulla situazione e avviare immediatamente un tavolo tecnico di confronto con gli operatori del sistema logistico ferroviario per individuare tutte le criticità emergenti, mettere in campo le più adeguate soluzioni per l'intero comparto del trasporto su ferro, soprattutto nel corso della fase attuativa del PNRR, con riferimento agli investimenti che prevedono interventi e lavori sull'infrastruttura ferroviaria. Il ritardo di 10 mesi nell'adozione dei provvedimenti attuativi per l'erogazione del contributo «ferrobonus» per l'annualità 2023 e l’assenza di indicazioni chiare per il 2024 è un campanello di allarme che non può essere ignorato.
Così il deputato PD Andrea Casu primo firmatario del l’interpellanza urgente depositata insieme alla Presidente del Gruppo PD Chiara Braga, ai Capigruppo in Commissione Trasporti e Ambiente Barbagallo e Simiani e ai parlamentari Bakkali, Ghio, Morassut, Curti, Ferrari, Scarpa.
“In materie significative come qualità dell'aria, ambiente, tutela della salute e mobilità sostenibile ci saremmo aspettati un intervento normativo del governo di ben altre proporzioni e, soprattutto, con un metodo diverso fatto di concertazione, partecipazione e confronto. Serviva alimentare l'iniziativa legislativa condividendola con le parti sociali, le città, le categorie produttive, le associazioni, che su scala diffusa si mobilitano ogni giorno per l'ambiente, per la sostenibilità e, naturalmente, con le regioni, che in materia di tutela della salute, per venire alla pregiudiziale di oggi, hanno potestà legislativa concorrente”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti, durante le pregiudiziali di costituzionalità al decreto Qualità dell’Aria.
“Quella in esame – ha aggiunto l’esponente dem - non è altro che una 'proroghetta', che certamente non risolve il problema, anzi, al contrario, serve soprattutto a sostenere, per ragioni elettorali, alcune Regioni inadempienti a non agire, superando le richieste europee con espedienti burocratici. Ma la questione che non possiamo è l'insopportabile violazione della prerogative parlamentari in ordine alla trattazione del testo. Qual è l'urgenza che spinge a comprimere cosi tanto l'esame in commissione ed in Aula se il termine ultimo per la conversione è l’11 novembre? Noi ci opporremo con ogni mezzo, dentro e fuori il Palazzo, per garantire l’esercizio delle nostre prerogative costituzionali”.
“Nel merito del testo – ha concluso Barbagallo - sono stati bocciati tutti i nostri emendamenti. Nel tempo in cui viviamo, in cui i dati sull'inquinamento sono inconfutabili, servirebbero scelte strategiche di politica industriale e risorse strutturali per il trasporto pubblico locale e per la mobilità pubblica. Dobbiamo restituire al Paese un ambiente più sano, moderno, capace di salvaguardare la salute dei cittadini, capace di essere competitivo nell'attrarre e conservare le competenze. È chiaro ormai che di questo non volete occuparvi. Serve un disegno una visione che questo governo non ha. Serve la spinta verso il green che hanno i paesi europei che producono di più. Serve una risposta convincente per migliorare la qualità dell'aria lontana anni luce dal testo che arriva in Aula oggi”.
Serve una riforma complessiva del trasporto merci italiano che consenta di intervenire su molteplici criticità, sulle priorità, le sfide e le opportunità del sistema. Grazie al Circolo PD Trasporto Merci, al fianco del Segretario Rocco Lamparelli e alla Presidente Carla Bozzini, è stato molto importante il confronto di ieri con le associazioni del settore e le organizzazioni sindacali presso la Città dell’Altra Economia di Roma, insieme a lavoratrici e lavoratori. Dobbiamo investire sempre più convintamente nella crescita intermodale per garantire opportunità e sviluppo a tutti i comparti del trasporto merci, integrandoli al meglio per rendere sempre più forte e competitiva la nostra economia, difendendo il destino di milioni di posti di lavoro. Per quanto riguarda le questioni specifiche dell’autotrasporto non sono più rinviabili gli interventi per rispondere alla carenza di autisti e alle conseguenze del caro carburante, accorciare tempi di pagamento e tempi di attesa in sosta fino a garantire incentivi necessari a non scaricare il costo della transizione ecologica e degli interventi per la sicurezza stradale sugli operatori, ma considerarli investimenti necessari per tutta la comunità. Infine l’urgenza condivisa di un’azione definitiva per debellare, anche grazie al ricorso alle nuove tecnologie, le infiltrazioni malavitose e la disapplicazione dei contratti per garantire finalmente legalità e sicurezza sul lavoro per tutte e per tutti. Se si fermano i trasporti, si ferma l’Italia e dall’opposizione siamo pronti a fare il massimo per impedirlo.
Così Andrea Casu, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“Per ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell'aria nel Paese servivano ben altre misure che un decreto di un solo articolo. Infatti, tra ‘proroghette’ e qualche pannicello caldo, il testo del Dl Aria non contiene novità significative. La salvaguardia dell’ambiente e la contestuale tutela della salute dei cittadini non è dunque una priorità per il governo Meloni che ha prorogato gli attuali limiti vigenti per quanto riguarda le polveri sottili, respingendo tutti gli emendamenti del Pd volti ad ottenere nuovi finanziamenti al trasporto pubblico locale per l’incremento del parco mezzi elettrici di un settore comunque gravemente danneggiato dal vertiginoso aumento del carburante”.
Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, a proposito del Dl Aria approvato ieri in commissioni congiunte Trasporti e Ambiente.
“Come Pd - aggiunge - siamo critici sulla scelta del governo di non accogliere miglioramenti alla norma. E registriamo anche il malumore di alcune regioni del Nord guidate dal centrodestra, con Zaia e Fontana che evidentemente hanno dovuto prendere atto, anche loro, che il governo promette e non mantiene quanto promesso in sede di conferenza Stato-Regioni”.
“Di nuovo un gravissimo episodio ai danni di un operatore delle ferrovie lungo la tratta Roma-Lido che solo per un puro caso non si è trasformata in una vera e propria tragedia. Insieme al vicepresidente della Commissione Trasporti Roberto Morassut, al capogruppo Anthony Barbagallo, e alle colleghe parlamentari Ouidad Bakkali e Valentina Ghio esprimiamo la nostra totale vicinanza al lavoratore e a tutte le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno subiscono aggressioni verbali e fisiche nell’esercizio del proprio dovere. A seguito di questa ennesima violenza abbiamo presentato un’interrogazione per chiedere al governo di intervenire immediatamente per rafforzare la sicurezza per tutto il personale del frontline. Come abbiamo indicato chiaramente, anche attraverso la nostra risoluzione in discussione in commissione, ormai la situazione del trasporto pubblico locale è critica e necessita immediatamente di maggiori finanziamenti nazionali, che possono essere garantiti dalle maggiori entrate ottenute tramite l’Iva per effetto dei rincari sul carburante.
Così Andrea Casu, deputato dem e primo firmatario della Risoluzione PD per il potenziamento del Trasporto Pubblico Locale.
Dichiarazione on Marco Simiani capogruppo Pd in commissione Ambiente
“Per garantire la qualità dell’aria, ridurre le emissioni nocive e salvaguardare la salute dei cittadini, occorrono interventi strutturali e risorse adeguate: ancora una volta però il Governo Meloni mette una toppa che è peggiore del buco. Nel Dl Aria approvato oggi dalla Commissione Ambiente della Camera ci sono infatti soltanto proroghe agli attuali e pericolosi limiti di polvere sottili, mentre sono stati respinti tutti gli emendamenti del Pd che avrebbero garantito, ad esempio, nuovi finanziamenti al trasporto pubblico locale, fortemente penalizzato dall’aumento dei carburanti, e nuovi stanziamenti per mezzi elettrici”. È quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, che aggiunge: “Nonostante i deputati della maggioranza abbiano soltanto ratificato le decisioni del governo, senza proporre o discutere modifiche migliorative, le Regioni del Nord stanno criticando apertamente le decisioni prese dall’esecutivo. Evidentemente anche i governatori di destra come Zaia e Fontana si stanno rendendo conto di quanto sia pericoloso l’operato di un governo incapace di affrontare i problemi con serietà e le cui scelte non rispettano gli impegni presi in Conferenza Stato- Regioni”. Per Simiani “siamo di fronte ad un governo che mette a rischio la salute dei cittadini e non riesce a garantire la qualità dell’aria come negli altri paesi europei”.
Dichiarazione di Andrea Casu , ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera
Il Governo Meloni ancora una volta contro la giustizia sociale e climatica. Sono stati appena bocciati in commissione gli emendamenti che abbiamo presentato come @pdnetwork per destinare le maggiori entrate garantite dall’aumento iva per il caro carburante al rifinanziamento del #bonustrasporti e al rafforzamento del Trasporto Pubblico Locale nelle città di Torino Milano Bergamo Brescia Roma
Catania e tutte le zone per cui l’Italia è stata già sanzionata dalla Corte di Giustizia europea per il superamento sistematico e continuato dei valori limite previsti dalla direttiva comunitaria sulla qualità dell’aria. Grazie al collega @marcosimiani , @AntoninoIaria5 del M5S e @DevisDori di Avs per essere intervenuti a sostegno di una proposta condivisa dalle opposizioni e fondamentale per difendere il diritto alla mobilità e alla salute di tutte e di tutti.
"È gravissimo che per il secondo anno consecutivo il Governo scelga la scuola come obiettivo per i tagli in manovra fiscale. Sommato ai tagli alla sanità e al trasporto pubblico si rischia di produrre un danno alle famiglie, in modo particolare a quelle più fragili". Lo afferma in una nota la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.
"Il quadro che si delinea da questa legge di bilancio presentata dal Governo - aggiunge Di Biase - è la rinuncia a colmare le diseguaglianze economiche e territoriali. Si fa debito senza un'idea di Paese, per rincorrere gli slogan politici come con il Ponte sullo Stretto. Il risultato - conclude la deputata Pd - è che con questa manovra economica l'Italia rischia di essere più fragile".
Interrogazione al Ministro della salute su gravi disfunzioni e carenze del sistema sanitario ligure
"La manovra di bilancio è insufficiente e inadeguata: senza misure strutturali per affrontare il caro vita e per sostenere scuola, trasporto pubblico e sanità. In particolare nella manovra di bilancio non sono previste misure puntuali e capitoli di spesa adeguati per sostenere la sanità pubblica. L'incremento di soli tre miliardi della spesa sanitaria, previsto in manovra di bilancio, è totalmente insufficiente e inadeguato a garantire nuove assunzioni e ridurre le liste d’attesa. Il rapporto tra spesa sanitaria e Pil ci colloca in coda rispetto agli altri Paesi europei e, dallo scorso anno, è un rapporto in progressiva riduzione. Ieri la trasmissione Report ha reso tangibile quello che in Liguria il Partito Democratico evidenzia da tempo e in modo puntuale nelle sedi istituzionali e sui territori. Liste di attesa di oltre un anno per la prenotazione di esami medici e visite specialistiche; privatizzazione di strutture ospedaliere pubbliche per oltre il 20 per cento; chiusura di servizi di pronto soccorso; ospedali sottoutilizzati; sottovalutazione dei costi delle case di comunità previste dal Pnrr e in alcuni casi, la loro sovrapposizione con strutture già esistenti. Soprattutto è emersa l'assenza di una pianificazione organizzativa e previsione pluriennale di incremento di personale per consentire il funzionamento delle nuove strutture e per sopperire alla carenza di personale medico sanitario che determina disfunzioni e attese non più sopportabili dai cittadini liguri. Ho impostato una interrogazione parlamentare al Ministro della Salute per chiedere se è a conoscenza di queste gravi disfunzioni e carenze nel sistema sanitario ligure e come intende intervenire per garantire ai cittadini e alle cittadine liguri, oltre il 5 per cento dei quali ha rinunciato a curarsi, il diritto costituzionale di una sanità universale che garantisca a tutti la cura”, così la deputata e vicepresidente PD alla Camera Valentina Ghio commentando la manovra di bilancio e dopo la trasmissione di Report sulla sanità ligure.
“Con il DL Asset arriva un’altra stangata per la Puglia e il Sud Italia e questa volta ad essere colpito è il comparto del trasporto pubblico locale. Equivale ad almeno 40 milioni, infatti, il danno procurato alla nostra Regione dalla riforma dei criteri di riparto del fondo nazionale TPL decisa dalla maggioranza di Governo. Un modello, quello che entrerà in vigore a partire dal 2025, che nontiene affatto conto dei grandi divari che esistono tra le regioni anche nell’ambito del trasporto pubblico e tratta territori profondamente diversi in maniera identica, sfavorendo chi è indietro o ha necessità più pressanti. D’altronde cos’altro aspettarsi dal Ministro Salvini? Ogni giorno che passa dimostra sempre di più come l’illusorio progetto del Ponte sullo Stretto serva soltanto a sviare l’attenzione dal graduale definanziamento di qualsiasi altra opera o servizio pubblico al Sud già in atto. Ciò che stupisce maggiormente però è il silenzio colpevole di tutti i colleghi meridionali di maggioranza, evidentemente complici delle ambizioni autonomistiche della Lega”. Così Claudio Stefanazzi, deputato pugliese del Partito Democratico
"E' veramente allucinante che la maggioranza abbia votato compattamente contro l’ordine del giorno a mia prima firma sottoscritto in aula da tutti i membri dei Gruppi Pd M5S e AVS che chiede al Governo maggiori incentivi e fondi per avere finalmente nelle nostre città taxi ed ncc elettrici, colonnine di ricarica e quant'altro necessario a fare sì che le auto che circolano per tutto il giorno possano produrre emissioni zero. A questo punto prendiamo atto che la maggioranza fa di tutto per andare contro i mezzi elettrici, votando contro un sostegno reale alla transizione ecologica anche nel settore del trasporto pubblico non di linea per taxi ed ncc". Lo ha detto intervenendo in Aula il deputato del Pd, Andrea Casu.
"Purtroppo questa volontà contraria del governo evidenzia la loro impostazione contro l'elettrico, ma la cosa ancor più grave e sconcertante è che nessuno del Governo e della maggioranza abbia preso le distanze dalle dichiarazioni del ministro Salvini a proposito della tragedia di Mestre. Chiediamo al ministro di avere rispetto per le vittime, i feriti, le famiglie e la magistratura che accerterà tutte le responsabilità e smetterla con la sua crociata quotidiana contro l'elettrico, che colpisce un settore strategico e tutta la filiera della componentistica e di lasciare almeno le tragedie fuori dalla propaganda politica", ha concluso il dem.
Dichiarazione di Valentina Ghio, vicepresidente dei deputati Pd
"Noi pensiamo che sottrarre risorse al fondo così importante come quello del bonus trasporti rappresenti un duro colpo per chi va a scuola e per chi va al lavoro. E’ una scelta contro le famiglie e contro l’ambiente."
Così la vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Valentina Ghio , replicando al ministro dei Trasporti Matteo Salvini nel corso del Question time di oggi. In precedenza, il collega Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti, aveva stigmatizzato “la proroga, per il 2023, del bonus che ha fatto perdere a studenti e lavoratori la possibilità di utilizzarlo in maniera integrale, con un impatto negativo diretto sulla loro vita lavorativa e scolastica e sui bilanci delle famiglie.” “Passare da un finanziamento statale della misura di 190 milioni di euro dello scorso anno ai 100 milioni attuali per poi rimpinguarlo con 12 milioni soltanto e in zona Cesarini e accorgersi solo dopo una manciata di ore dalla riapertura del sistema che non sono risorse sufficienti per far fronte alla domanda – ha esclamato Ghio all’indirizzo di Salvini- vuol dire non supportare il trasporto pubblico delle persone . Ci auguriamo – ha aggiunto l’esponente del Pd- che ci sia la consapevolezza di questo mancato sostegno e si rimedi questa volta con la giusta capienza, di modo che accedere al bonus trasporti non sia una gara da incubo, dove vince il bonus chi clicca prima, ma sia uno strumento realmente rivolto ai bisogni delle persone in difficoltà e della mobilità sostenibile. Ci auguriamo lo facciate adesso - ha concluso Ghio- per il pieno utilizzo dell’anno scolastico appena iniziato, e in sede di bilancio per il prossimo anno.”
“Dopo i ritardi dei primi mesi dell’anno, poi di agosto e ancora di settembre, che hanno lasciato migliaia di famiglie e studenti in attesa, senza alcun sostegno per viaggiare con il trasporto pubblico, dopo sollecitazioni e interrogazioni parlamentari, il Consiglio dei ministri ha dichiarato il rifinanziamento del bonus Trasporti. Si tratta però, ancora una volta, di risorse che arrivano tardi e che non sono sufficienti per rispondere alle necessità e alle aspettative. Registriamo infatti che il reddito complessivo per richiederlo rimane a 20mila euro rispetto ai 35mila precedenti, con la platea degli aventi diritto ridotta anche a causa del corposo taglio intervenuto rispetto allo stanziamento del 2022. Per chiederne le ragioni a governo e maggioranza di destra abbiamo presentato una nostra interrogazione. Ancora una volta, mentre gli stipendi vengono erosi dall’inflazione, queste mancate risposte alle persone mettono in difficoltà le famiglie e gli studenti che hanno il diritto di poter contare su questa misura che incentiva anche il trasporto pubblico locale, oltre a rappresentare uno dei concreti supporti al diritto allo studio”.
Lo dichiara la vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Valentina Ghio, prima firmataria dell’interrogazione sottoscritta anche dagli altri colleghi democratici della commissione Trasporti, il capogruppo Anthony Barbagallo, Roberto Morassut, Andrea Casu e Ouidad Bakkali.
Aumentare risorse e fondi in legge di Bilancio
“La rete del trasporto pubblico nel Lazio è palesemente in grave difficoltà. Alla luce delle conseguenze della crisi climatica e della crescita del turismo post covid è ormai improcrastinabile intervenire. Sono stati segnalati moltissimi disservizi su ferro per una serie di anomalie tecniche, legate alla usura delle ruote dei treni dovute al caldo anomalo di questa estate e per questo sono saltate oltre mille corse di treni da e per Roma.
Con la riprese del pendolarismo scolastico si sono accentuati i disagi dovuti ai disservizi del trasporto pubblico locale. Chiediamo al governo pertanto di intervenire con urgenza e aumentare le risorse per i trasporti anche in vista della prossima legge di Bilancio”. Lo chiedono i deputati Pd della commissione Trasporti di Montecitorio Casu, Barbagallo, Bakkali, Ghio e Morassut, in una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e Trasporti.
“È necessario andare incontro alle esigenze di tutti i cittadini che per lavoro o per studio quotidianamente utilizzano il trasporto pubblico locale; Nel Lazio la situazione peggiora di giorno in giorno, raggiungendo situazioni paradossali.
ha suscitato sconcerto la notizia riportata dai media di studenti addirittura costretti a percorrere a piedi la pericolosissima via Flaminia per raggiungere la scuola dopo la soppressione delle fermate a Morlupo”, concludono i deputati dem.
"Non solo un grande ritardo di attuazione ma ad inizio settembre il bonus trasporti risultava già esaurito, poiche', come segnalato da noi da diversi mesi, sottofinanziato rispetto al passato e rispetto ai bisogni crescenti.
Il grande ritardo con cui è stato adottato il decreto della proroga per il 2023 del bonus, ha fatto perdere a studenti e lavoratori la possibilità di utilizzarlo in maniera tempestiva con un impatto negativo diretto sulla vita lavorativa, scolastica dei cittadini e sui bilanci delle famiglie. Un trasporto pubblico locale efficiente ed accessibile è una scelta importante per sostenere le famiglie sempre piu' in difficolta' e per realizzare una ‘giusta’ transizione ecologica, migliorando la qualità della vita nelle città e nelle grandi aree metropolitane, attraverso la realizzazione di una vera mobilità sostenibile. Per questo chiediamo al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al ministro dell'economia e delle finanze e al ministro del lavoro e delle politiche sociali di agire subito per rendere il bonus trasporti di nuovo utilizzabile dai cittadini e dalle famiglie italiane e per favorire il più possibile modalità di trasporto sostenibili ed alternative”. È la richiesta dell’interrogazione presentata in commissione dai deputati del Pd Valentina Ghio, Anthony Barbagallo, Ouidad Bakkali, Andrea Casu e Roberto Morassut.
“Il governo – aggiungono gli esponenti dem - continua a non sostenere la difficoltà delle famiglie alle prese con l’inflazione e il carovita, mentre ci sono alcune citta' che stanno attuando modalita' di utilizzo del trasporto locale in modo agevolato in particolare per giovani e studenti. Invece il governo Meloni in un primo momento non ha ritenuto di prorogare la misura già in vigore nel 2021 e nel 2022, per poi fare marcia indietro e reintrodurre il bonus trasporti a seguito delle proteste degli oltre 3 milioni di utenti dei servizi di trasporto pubblico, che grazie al bonus di 60 euro mensili avevano avuto un aiuto concreto per affrontare la crescita dell'inflazione”.