“Nel 2024 almeno 3.030 persone sono morte sulle strade italiane, tra cui troppi giovani. Oggi ci uniamo al dolore della famiglia per un ragazzo di 19 anni che ha perso la vita a Milano: l’ennesima vittima di una scia di sangue intollerabile che deve essere fermata. Chi ha responsabilità politiche non può girarsi dall’altra parte di fronte a questo dramma e deve agire senza divisioni, perché le istituzioni devono essere unite per salvare vite” dichiara l’on. Andrea Casu, deputato Pd e Vice Presidente Commissione Trasporti. “L’Europa chiede di dimezzare le vittime entro il 2030, ma questo non potrà accadere senza rendere strutturali le misure che ovunque nel mondo, e in Italia come dimostrano i dati ISTAT divisi per provincia, stanno garantendo i migliori risultati a partire dalle città a 30 km/h. Serve inoltre più educazione stradale già a partire dalle scuole, un ricorso maggiore alla tecnologia orientata alla sicurezza, formazione permanente alla guida durante tutta la vita, oltre a investimenti, assenti nella manovra che anzi taglia il
Fondo per la mobilità sostenibile e le ciclovie urbane, per rendere più sicura la ciclabilità e più efficiente il trasporto pubblico locale, necessari per offrire alternative concrete ai mezzi privati in circolazione su tutto il territorio, anche nelle aree interne e nelle periferie.” Continua Casu, che aggiunge: “Nella Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada, anche lo spot pubblicato dal MIT ha indica il rispetto del limite di velocità a 30 km orari nelle città come fondamentale per salvare vite ed evitare stragi. Il Ministro di quel dicastero e Fratelli d’Italia, invece, di fare campagna contro i Sindaci che vanno nella direzione che indica lo spot dovrebbero guardarlo e invitare tutti i Comuni a far crescere le zone a 30 km/h, perché i dati dimostrano chiaramente che abbassare la velocità riduce il numero di morti e feriti, come a Bologna”, conclude il deputato del Partito Democratico. “Ridurre la velocità dove c’è maggiore presenza di pedoni, bici e passeggini, non toglie libertà a nessuno, significa solo proteggere le vite di tutte e tutti. Noi scegliamo ogni giorno di stare al fianco delle famiglie e della prevenzione, sperando che cominci a farlo anche la destra. Nessuna legge restituirà chi non c’è più, ma possiamo evitare che altre famiglie vivano lo stesso dramma”.
“Venerdì pomeriggio parteciperò con piacere all’iniziativa ‘Ai ferri corti’ promossa dai Giovani Democratici di Roma, un momento di confronto sul futuro della mobilità nella nostra città e nel nostro Paese. Ringrazio i GD per aver messo al centro un tema che riguarda la qualità della vita di tutte e di tutti.” Lo dichiara in una nota il deputato del Partito Democratico e Vice Presidente della Commissione Trasporti Andrea Casu, che aggiunge: “Purtroppo, mentre le giovani generazioni chiedono più trasporto pubblico locale, più piste ciclabili, maggiore sicurezza stradale e tariffe accessibili, il governo Meloni continua a voltarsi dall’altra parte. Nessuna risorsa aggiuntiva in manovra per il TPL, nessun investimento per potenziare la mobilità sostenibile, nessun fondo per rendere gratuito il trasporto pubblico per gli studenti e per il diritto al ritorno a casa dei fuori sede come richiesto dal Partito Democratico con le proposte di legge che abbiamo presentato insieme alla segretaria Elly Schlein e il coordinamento dei circoli trasporti. Inoltre, non possiamo dimenticare che il rinnovo dei contratti per le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico locale è a forte rischio per il mancato rispetto da parte del Governo degli impegni siglati il 20 marzo con sindacati e imprese. Un segnale chiaro di disinteresse verso chi ogni giorno lavora nel settore e verso chi sceglie di spostarsi con mezzi pubblici per studiare o lavorare.” E sull’iniziativa di Fratelli d’Italia Roma, Casu conclude: “E come se non bastasse, domenica Fratelli d’Italia organizzerà un corteo di automobili contro il limite dei 30 km/h e contro i ciclisti, in una giornata particolarmente significativa essendo la Giornata Mondiale in ricordo delle vittime della strada. Una provocazione che dimostra tutta la distanza di questa destra dalla realtà e dal dovuto rispetto verso le oltre 3000 persone che ogni anno perdono la vita negli scontri stradali e le loro famiglie. Mentre in tutto il mondo si punta a ridurre insieme le vittime della strada e le emissioni, loro tornano indietro di decenni. Noi continueremo a batterci, dentro e fuori il Parlamento, per una mobilità più efficiente, sostenibile e sicura.”
Così l’on. Andrea Casu, vice presidente commissione trasporti Camera che sarà ospite dell’iniziativa dei Giovani Democratici di Roma sulla mobilità, in programma venerdì 14 novembre alle ore 18.30 in Via P. Giannone. L’evento, voluto dal segretario GD Roma Jacopo Augenti e dal responsabile mobilità Gabriele Vernucci, vedrà la partecipazione anche dell’assessore di Roma Capitale Eugenio Patanè, della Consigliera Regionale Michela Califano, del Presidente della Commissione Mobilità di Roma Capitale Giovanni Zannola, della Presidente della Consulta cittadina per la sicurezza stradale, mobilità dolce e sostenibilità di Roma Capitale, e del responsabile mobilità del PD Roma Mario Sala.
“Una grave contraddizione”, così il deputato democratico Roberto Morassut intervistato sui canali social dei deputati dem definisce la manovra del governo Meloni, che da un lato discute la legge costituzionale su Roma Capitale e dall’altro taglia le risorse destinate ai trasporti. “È un paradosso – spiega – perché stiamo parlando di una riforma che dovrebbe attribuire nuove competenze alla Capitale, ma senza garantire le risorse necessarie per esercitarle”.
L’esponente Pd ricorda che il Partito Democratico ha chiesto “una legge ordinaria da approvare contestualmente, che destini fondi adeguati alle nuove funzioni della Capitale. Tuttavia, il governo, mentre in teoria si impegna, in pratica già toglie risorse fondamentali, a partire dal trasporto pubblico locale e dai finanziamenti alla metropolitana. È un esecutivo che opera in un clima di confusione. I conti non tornano, non sanno dove reperire le risorse e stanno facendo una legge di bilancio puramente ragionieristica, priva di visione e di prospettiva. Ma quando si galleggia, alla fine si rischia di affondare”.
“Il trasporto pubblico locale – conclude Morassut - coinvolge circa 100 mila lavoratori che attendono il rinnovo del contratto. Se continuano i tagli, il rischio è un peggioramento delle condizioni di lavoro e dell’efficienza del servizio. Serve, invece, un piano di investimenti vero, soprattutto a Roma, dove il sistema dei trasporti sconta anni di difficoltà aggravate dal caro energia e dal post-Covid. Il costo dell’energia resta un nodo irrisolto: Meloni aveva promesso interventi rapidi, ma nulla è accaduto. Anzi, i costi in alcuni casi sono aumentati. Questo perché manca una strategia sull’ampliamento delle fonti rinnovabili: il governo resta ancorato alle energie fossili. Una linea miope che espone il Paese a problemi ancora più gravi”.
Salvini sfiducia Giorgetti, dice che non è la sua manovra. Chiede di rivederla sul fronte rottamazione, sicurezza e pensioni. Non una parola sulle vere carenze della legge di bilancio, la più piccola degli ultimi anni: zero per la casa, zero per il trasporto pubblico locale, tutte cose di cui Salvini dovrebbe occuparsi. Non c’è una strategia per lo sviluppo e mancano del tutto politiche industriali. Il taglio delle tasse è irrilevante mentre come da tre anni a questa parte sono consistenti i tagli alle voci sanità e welfare.
Salvini sfiducia Giorgetti anche sulla spesa per la difesa: dimentica che quell’aumento è il frutto della decisione di Meloni di accettare, senza che sia sentita una parola da parte di Salvini, il diktat imposto da Trump per lo spropositato aumento della spesa militare in ogni paese Nato.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Il PD sta incontrando tutte le parti sociali per un confronto costruttivo sulla situazione economica del Paese. Un dialogo che, se anche il governo avesse avviato, avrebbe probabilmente portato a una manovra economica molto diversa da quella proposta. Quella che il governo ha presentato non è altro che una legge di bilancio di austerity che, se da un lato può sembrare un espediente per "galleggiare", rischia di far affondare davvero l'Italia. È un tradimento delle promesse fatte a chi aveva votato per il cambiamento. Il governo aumenta le tasse, chiede sacrifici ai cittadini e riduce i servizi essenziali per le famiglie, senza però mettere in atto misure per favorire la crescita delle imprese". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e segretario regionale Pd Campania, questa mattina ad Agorà su Rai3.
"Tra le misure più gravi, il governo ha deciso di aumentare l'età pensionabile, annullando completamente opzione donna e quota 103 e facendo lievitare l'età pensionabile anche per le forze dell'ordine. Un passo indietro rispetto a quanto promesso in passato e una palese incoerenza con le critiche mosse dalla destra contro i governi precedenti, come quello di Monti e Fornero. Inoltre, vengono tagliate risorse vitali per la sanità, con il rischio che il settore scenda sotto il 6% del PIL nei prossimi anni, nonostante le promesse di potenziamento. Nessun intervento serio sulle assunzioni di nuovi medici, mentre la sanità continua a soffrire per la carenza di personale. Anche il trasporto pubblico locale viene penalizzato, con tagli che finiranno per gravare sulle famiglie e sulle imprese. La scuola, che dovrebbe essere una priorità per ogni governo, riceve tagli per seicento milioni di euro. E ancora, ribadisce il dem, non viene affrontato in modo adeguato il caro bollette e l'inflazione che ha ridotto il potere d'acquisto delle famiglie italiane. La riforma dell'Irpef è iniqua, perché penalizza chi ha meno e favorisce chi ha di più. In un momento di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo, è fondamentale che la politica agisca con equità e giustizia sociale, riequilibrando il sistema fiscale in favore di chi è più vulnerabile. In Parlamento, lavoreremo per modificare una manovra che tradisce gli italiani e non risponde alle reali necessità del Paese".
“La Consulta certifica il fallimento totale delle norme contro gli NCC volute dal ministro Salvini che ha calpestato competenze e principi con l’unico obiettivo di colpire e vessare una singola categoria di imprese e lavoratori. Che si tratti di trasporto pubblico di linea o non, il peggior ministro della storia non fa nulla per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini e quando fa qualcosa sbaglia.” Così Andrea Casu (PD), vicepresidente Commissione Trasporti, Camera dei Deputati. “Salvini - conclude il democratico - è un re Mida al contrario, ogni cosa che tocca la peggiora”.
“Il 20 marzo è stato firmato un accordo chiaro tra governo, imprese e sindacati per garantire tutte le risorse necessarie a finanziare il rinnovo del contratto del Trasporto Pubblico Locale che riguarda oltre 100.000 lavoratori ogni giorno in prima linea per garantire il diritto alla mobilità di tutti noi. Ma come hanno denunciato le imprese del settore, la copertura attualmente prevista nella manovra economica è stimata in circa 150–180 milioni annui, a fronte di un costo complessivo pari a 270 milioni di euro nel 2025, 370 milioni nel 2026 e 510 milioni annui a regime dal 2027. Chiediamo al governo di ribadire l’impegno che ha sottoscritto non solo a parole in Aula ma anche nella manovra di Bilancio correggendo immediatamente il testo depositato al Senato per vincolare subito chiaramente tutte le risorse necessarie. Come Pd non permetteremo un nuovo rinvio: lavoratori, passeggeri e imprese meritano passi avanti, non passi indietro”. Lo dichiara il deputato e vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Casu in replica all’interpellanza urgente presentata oggi. “Il Partito Democratico ha già denunciato che nella manovra economica da poco bollinata – sottolinea il parlamentare - non è presente alcuna traccia di tutti gli interventi necessari per risolvere la crisi che sta vivendo il comparto dei trasporti ma solo incomprensibili tagli come quelli alla Metro C di Roma, alle metropolitane di Milano e Napoli e ai fondi per la mobilità sostenibile e le ciclovie urbane. La preoccupazione è ancora più alta perché il governo non solo non ha chiaramente vincolato le risorse promesse per il rinnovo del contratto ma non ha tenuto in alcun conto nemmeno dell'aumento dei costi dovuto all'inflazione nel TPL, prevedendo gli 800 milioni necessari per garantire l'adeguamento dei servizi.”, conclude Casu.
“La legge sulla montagna così come è stata impostata non affronta i problemi peculiari delle aree interne a partire dai servizi necessari ad evitare lo spopolamento. Durante il percorso parlamentare abbiamo presentato diversi emendamenti a supporto dei servizi essenziali, sanitari, scolastici, di trasporto e mobilità, per rendere più vivibili i comuni montani, ma nessuno di questi è stato accolto, così come abbiamo criticato fin da subito il fatto che non fossero espliciti e chiari i criteri di riclassificazione dei territori. E le notizie che stanno emergendo, anche da preoccupazioni espresse da Anci, fanno temere che tanti comuni delle aree interne, in questo modo, rischiano di essere esclusi dalla classificazione senza che nel frattempo il governo abbia messo in campo alcun provvedimento di supporto e sostegno. La Liguria, per la sua conformazione e per le sue peculiarità, rischia di essere particolarmente danneggiata, visto anche la mancanza di intervento dell’amministrazione regionale. Chiediamo alla Regione Liguria di far sentire la sua voce e al Governo di coinvolgere ancora di più i territori, per non lasciare fuori territori che presentano problemi di servizi, viabilità, trasporto e che vanno sostenuti”, così la vicecapogruppo PD alla Camera Valentina Ghio sulla legge per i comuni montani
“La manovra del governo Meloni non incide né sulla vita delle persone né sulla crescita del Paese. È una legge di bilancio che non risponde ai bisogni reali di lavoratrici, lavoratori e famiglie. Gli aumenti promessi con il taglio dell’Irpef, tra 138 e 440 euro l’anno, sono irrisori rispetto ai 25 miliardi sottratti con il fiscal drag. Anche sulle pensioni, dopo tanta propaganda, l’aumento di 3,7 euro al mese per le minime si commenta da solo”. Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio.
“Sul fronte del pubblico impiego – prosegue l’esponente dem – il governo ha stanziato appena 50 milioni per il rinnovo dei contratti negli enti locali, una cifra del tutto insufficiente a riconoscere il valore del lavoro pubblico. Allo stesso tempo, ha operato tagli pesanti al trasporto pubblico locale, colpendo direttamente le grandi città e i cittadini che ogni giorno si spostano per lavorare o studiare”.
“Parliamo – conclude Roggiani – di 50 milioni tagliati alla metro C di Roma, 15 milioni in meno per la metro 4 di Milano e altri 15 milioni per i collegamenti tra Napoli e Afragola. Il governo che si proclama vicino alle città in realtà le penalizza, tagliando risorse strategiche per la mobilità sostenibile e per la transizione ecologica. Il Partito Democratico darà battaglia in Parlamento per cambiare questa manovra sbagliata, ingiusta e miope”.
“La manovra del Governo Meloni rappresenta un pugno in faccia all’intero sistema del trasporto pubblico locale. La manovra 2026 non sostiene il settore adeguandolo all’aumento dei costi per l’inflazione e mette anche a rischio il rinnovo dei contratti per le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico locale. Come spiega la lettera inviata da Agens, ANAV e Asstra la copertura attualmente prevista è stimata in circa 150–180 milioni annui, a fronte di un costo complessivo pari a 270 milioni di euro nel 2025, 370 milioni nel 2026 e 510 milioni annui a regime dal 2027”. Lo dichiarano in una nota il senatore e responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture Pd, Antonio Misiani e il deputato e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu.
“Nella manovra – sottolineano i parlamentari dem - non c’è traccia di iniziative per sostenere la crisi dei trasporti, potenziare servizi e collegamenti sempre più difficili con le aree interne, evitare il taglio di diritti e servizi per cittadini e lavoratori. Nemmeno un euro per reintrodurre il bonus abbonamenti e garantire la gratuità per gli studenti come già avviene in Campania ed Emilia-Romagna insieme al diritto al ritorno a casa dei fuori sede come abbiamo chiesto di fare con le proposte di legge che, come Partito Democratico, abbiamo da tempo presentato insieme al Coordinamento nazionale dei circoli della mobilità del PD”.
“Le uniche iniziative del Governo sulla mobilità sono i tagli che rischiano di compromettere opere fondamentali per la mobilità delle città come la Metro C di Roma, la linea M4 di Milano e la metropolitana di Napoli e al tempo stesso riducono sensibilmente i fondi per la mobilità sostenibile, le ciclovie urbane e per lo sviluppo infrastrutturale. Come PD ci batteremo in Parlamento e nel Paese per cambiare la manovra, che colpisce insieme passeggeri, pendolari, lavoratori, enti locali, sindacati e imprese impegnandoci a depositare tutti gli emendamenti necessari per portare nelle Camere la loro voce, che evidentemente la Presidente Meloni e il Ministro Salvini hanno deciso di non ascoltare” concludono Misiani e Casu.
“Nelle bozze che circolano della manovra la crisi dei trasporti non esiste. Non solo non ci sono le risorse necessarie a evitare i tagli di servizi nel trasporto pubblico locale, garantendo almeno gli 800 milioni di euro necessari a coprire l’aumento dei costi per l’inflazione, ma manca anche la destinazione vincolata di tutte le risorse necessarie a coprire interamente il rinnovo dei contratti per le lavoratrici e lavoratori che il governo, nell’accordo siglato il 20 marzo 2025, aveva promesso di trovare con la rimodulazione della accise che ancor prima Meloni e Salvini avevano, a più riprese, promesso di abolire. Ma quante volte vogliono riuscire a rimangiarsi la parola nella stessa legislatura?”. Così in una nota congiunta i componenti democratici della commissione Trasporti alla Camera, Andrea Casu e Anthony Barbagallo, rispettivamente vicepresidente della commissione e capogruppo, Ouidad Bakkali, Valentina Ghio vicepresidente del Gruppo Pd e Roberto Morassut, componente della presidenza del Gruppo Pd.
Tra la vecchia Alitalia e la nuova Ita Airways ci sono circa duemila lavoratori lasciati senza alcuna tutela: professionisti con oltre venticinque anni di esperienza che oggi si trovano senza ammortizzatori sociali, senza garanzie occupazionali e con la Naspi ormai in scadenza. È una situazione inaccettabile che rischia di cancellare un pezzo di storia e di competenza del trasporto aereo italiano”. Lo dichiara il deputato Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti, in un’intervista diffusa sui canali social dei deputati democratici.
“Il Partito Democratico – prosegue l’esponente dem – ha chiesto la proroga degli ammortizzatori sociali e l’apertura immediata di un tavolo di confronto permanente tra governo, azienda e sindacati. Dopo la fusione con Lufthansa, non ci sono elementi certi sul piano delle assunzioni e non è accettabile che nuovi ingressi possano avvenire a discapito di chi per anni ha rappresentato con professionalità e competenza l’immagine del Paese nel mondo. Abbiamo presentato un’interrogazione urgente e un’istanza di accesso agli atti per fare piena chiarezza.”
“Il rischio – conclude Barbagallo – è quello di archiviare una delle eccellenze del nostro sistema dei trasporti, lasciando senza prospettive migliaia di famiglie. Il governo intervenga subito per garantire continuità occupazionale e rispetto per i lavoratori Alitalia”.
“Un ottimo segnale contro il caro bottigliette d’acqua negli aeroporti italiani. Apprendiamo infatti con soddisfazione da Assaeroporti che, così come più volte sollecitato durante questa legislatura dal Partito Democratico, crescono gli aeroporti italiani in cui sono state installate, fontanelle per la distribuzione gratuita dell’acqua potabile. Una iniziativa per cui ci siamo battuti al fine di contrastare la speculazione attorno alla vendita di bottiglie di acqua da bere che, spesso, raggiungono prezzi esorbitanti”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.
“Entro la fine dell’anno saranno 22 le aerostazioni che – prosegue – forniranno questo servizio gratuitamente nelle aree di imbarco, dopo i controlli di sicurezza. Monitoreremo lo stato di avanzamento del refill gratuito affinché le fontanelle siano installate in luoghi ben visibili e correttamente segnalate e monitoreremo altresì - per il tramite degli enti competenti - il livello di qualità dell'acqua.
Infine per la mia Sicilia il servizio è stato recentemente attivato a Palermo; mi auguro poi che vengano installati erogatori gratuiti di acqua potabile anche negli aeroporti di Catania, Comiso, Trapani, Pantelleria e Lampedusa”.
“Restiamo sconcertati dalla burocratica risposta del Governo alla nostra interrogazione sulle fermate fuorilegge del trasporto pubblico in Molise, in spregio al Codice della Strada e alla sicurezza di passeggeri e lavoratori. A distanza di 8 mesi da quando avevamo depositato il testo non solo vengono confermate tutte le preoccupazioni che avevamo denunciato a livello nazionale e locale, grazie a una interpellanza del gruppo consiliare del partito democratico del Molise, ma non viene nemmeno indicata la data in cui potranno essere completati tutti gli interventi urgenti di messa in sicurezza indispensabili. E inoltre nemmeno una parola viene spesa per manifestare vicinanza e sostegno concreto agli autisti che vivono il paradosso di dovere effettuare fermate che non dovrebbero nemmeno esistere rischiando così anche sanzioni, pesanti multe e decurtazioni di punti sulla patente. Nessuna ‘comprovata utilità pubblica’, per usare le parole scelte oggi dal rappresentante del Governo, può giustificare scelte che continuano ogni giorno a mettere a repentaglio la sicurezza dei passeggeri e dei lavoratori. Il Pd continuerà unito, in Molise e a Roma, a sostenere la coraggiosa denuncia delle forze sindacali e chiedere al Governo di intervenire per sanare immediatamente questa gravissima situazione, il diritto alla sicurezza non può continuare a essere calpestato in questo modo dall’indifferenza di chi finge di non cogliere la gravità del problema che stiamo denunciando”.
Così Andrea Casu, Deputato Pd e vice presidente della Commissione trasporti della Camera, in replica alla risposta all’interrogazione presentata insieme al responsabile coesione territoriale, sud e aree interne della segreteria nazionale PD Marco Sarracino e ai deputati dem Barbagallo, Ghio e Simiani.
Salgono i costi per tornare a scuola. Altro che cappellini patrioti della Meloni: libri e quaderni non si comprano con le faccette. Qualche aiuto verrà dalle regioni, ma il governo non ci mette un euro in più. Ecco la prima delle stangate d’autunno: perché dopo la scuola pubblica, non ci saranno risorse per la sanità e nemmeno per il trasporto locale. Troppo presa dalle tensioni della sua maggioranza sulla politica estera e sulle candidature per le regionali, Meloni dà così il bentornato agli italiani. Noi invece vogliamo che sia garantito il diritto alla scuola. E per questo abbiamo depositato una proposta di legge per i libri gratuiti per le scuole secondarie. Una risposta concreta contro il caro scuola e l’indifferenza del governo.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.