“Quanto accaduto il 30 giugno lungo la linea ferroviaria Pisa–Livorno è l’ennesima prova del disastroso stato in cui versa il trasporto ferroviario italiano sotto la gestione del Ministro Salvini: guasti tecnici, incendi, mancanza di manutenzione e una gestione dell’emergenza semplicemente inadeguata. Su questa vicenda presenteremo una interrogazione parlamentare”: così i deputati del Pd Marco Simiani ed Andrea Casu, in riferimento al grave episodio che ha causato l’interruzione della circolazione ferroviaria all’altezza di Pontedera a partire dalle ore 16:10, con la cancellazione di tutti i treni – regionali e Frecce – in transito sulla linea.
“Ma il vero caos è iniziato quando i passeggeri, evacuati dai treni, si sono ritrovati senza adeguata assistenza. A Pisa, oltre mille persone – tra cui famiglie, turisti e stranieri – sono state abbandonate nel piazzale della stazione, con un sacchetto contenente due biscotti e una bottiglietta d’acqua come unica forma di supporto. Alle 20:30, più di quattro ore dopo l’incendio, non era ancora stato predisposto un numero adeguato di pullman sostitutivi, lasciando le persone sotto il sole, confuse, senza informazioni, con appena tre operatori presenti, sovrastati dalla folla. I guasti possono sempre accadere, quello che non è accettabile è che migliaia di persone vengano lasciate sole per ore, senza soccorso e senza informazioni. È inaccettabile che tutto questo accada con temperature torride, mettendo a rischio la salute dei viaggiatori e del personale. Salvini ha trasformato il Ministero dei Trasporti in un palcoscenico elettorale, dimenticandosi della sicurezza e della dignità dei cittadini. Serve una svolta immediata nella gestione delle infrastrutture e dell’assistenza: basta propaganda, servono risposte concrete".
"L'odissea quotidiana che ormai sono costretti a vivere i pendolari e i passeggeri di Trenitalia, dovuti ai gravissimi disservizi che si verificano quotidianamente nella principali stazioni ferroviarie del Paese, a partire da quella di Roma Termini, ma anche Firenze, Napoli, il nodo di Genova e su tutta la linea a macchia di leopardo, dovrebbero imporre alla presidente Meloni un intervento immediato con il ministero dei Trasporti, delega che Salvini non ritiene di esercitare dedicandosi ad altro, e con gli stessi vertici di Ferrovie dello Stato. Quello che si verifica nelle stazioni e lungo i binari del Paese è una vera e propria limitazione di un diritto alla mobilità, gravemente pregiudicata, che un'azienda pubblica evidentemente non è in grado di garantire a danno dei cittadini, in giornate particolarmente difficili viste le temperature torride. Non si può tollerare che sia penalizzato chi non ha alternative all'utilizzo del mezzo privato o chi per scelta preferisce muoversi con i mezzi su rotaia". Così la deputata e vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Valentina Ghio.
“Dopo il weekend nero dei voli e dei treni e i disagi di ieri, anche oggi la condizione dei trasporti in Italia è a dir poco indecente. Per l'ennesimo guasto sulla linea di Alta Velocità tra Roma e Firenze, si stanno registrando ritardi di oltre 90 minuti e cancellazioni di treni. Una situazione imbarazzante gestita, anzi 'non gestita' da un ministro fantasma: Salvini, il peggior ministro dei Trasporti d'Europa. La stazione di Roma Termini vive la sua quotidiana emergenza fatta di passeggeri parcheggiati a terra, persone soccorse per il grande caldo, file interminabili ai box di informazioni dove gli operatori, loro sì incolpevoli, sono costretti a reggere da soli alla rabbia dei viaggiatori”. Così in una nota il deputato Andrea Casu, vicepresidente in Commissione Trasporti alla Camera.
“Non ci sono più parole per evidenziare il completo fallimento del Governo Meloni nel comparto Trasporti: il Ministro Salvini smetta di fuggire calla realtà e venga in Parlamento”, sottolinea il deputato Pd.

“Il ministro Salvini non può continuare a scappare dalle sue responsabilità perché il sistema complessivo dei trasporti in Italia continua ad essere al collasso. Solo questo fine settimana abbiamo assistito ad aerei a terra per il blocco dei radar, infiniti ritardi dei treni e persone che aspettano al sole per ore il traghetto per le isole maggiori. Un tam tam di comunicati e scaricabarile dalle parti in causa e nessuna scusa per i tanti passeggeri, in primis da parte del ministro. L'Italia merita più rispetto, Salvini venga in Aula a informare sul caos dei trasporti”. Lo dice il deputato Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in Commissione Trasporti alla Camera.
“Sabato – sottolinea il parlamentare - il blocco dei radar nel Nord Ovest ha portato ritardi per 320 voli aerei. Enav ha scaricato le colpe su Tim che, a sua volta, si è detta estranea a tutti i fatti accaduti. Qualsiasi siano le ragioni dei guasti, gli italiani hanno diritto di sapere cosa è successo veramente e avere la garanzia che questi disguidi non accadano più. Vedere migliaia di turisti 'parcheggiati' in aeroporto o nelle stazioni non è l'immagine che vogliamo vedere della nostra Italia”, conclude Barbagallo.
“Dopo aver annunciato con enfasi che avrebbe seguito "personalmente" l’evoluzione del disservizio aereo che, secondo il presidente di ENAC, rappresenta lo stop ai voli più grave degli ultimi 30 anni, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini è letteralmente scomparso dai radar. Da allora, nessuna dichiarazione ufficiale, nessuna assunzione di responsabilità, nemmeno la buona educazione di scusarsi pubblicamente con le migliaia di cittadini bloccati negli aeroporti in piena estate. È anche fallito il tentativo di scaricabarile, immediatamente smentito dai chiarimenti di Tim, e non è stata invece fornita nessuna informazione utile a verificare il concreto funzionamento delle norme per garantire la sicurezza e la continuità dei servizi essenziali per il Paese. Indipendentemente dalla natura dell’incidente infatti, è indubbio che l’evento abbia messo alla prova la resilienza del nostro sistema. È il governo non può fare finta che non sia accaduto. Un atteggiamento che purtroppo non è nuovo, ma che ormai è diventato una vera e propria patologia gestionale nel comparto trasporti sotto il governo Meloni. Quel che è certo è che Matteo Salvini si conferma il peggior Ministro dei Trasporti della storia repubblicana: treni in ritardo, aerei fermi, caos logistico e nessuna strategia per affrontare il periodo di massimo flusso turistico dell’anno.
Dopo il sabato nero del trasporto aereo abbiamo vissuto infatti l’ennesima domenica da incubo per il trasporto ferroviario: con oltre 760 treni in ritardo, 93 cancellati, 81 cancellati in parte e con l’altissima media ritardo per treno di 23 minuti nel sistema Frecce.”
“Davanti a un’intera nazione in ostaggio dell’inefficienza, Salvini ha scelto il silenzio. Serve chiarezza, responsabilità e un cambio di passo immediato. Il trasporto pubblico non può essere lasciato nelle mani di chi scappa nel momento del bisogno.” così una nota del vicepresidente della commissione trasporti della Camera, Andrea Casu.
“Il ministro Salvini invece di assumersi le sue responsabilità sui disservizi nei trasporti pubblici preferisce occuparsi del reato di tortura, proponendo di rivederlo e circoscriverlo. Un’uscita grave, inaccettabile, che getta un’ombra inquietante sulla volontà della destra di depotenziare una norma di civiltà, introdotta per tutelare la dignità delle persone nei luoghi di detenzione.”
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia, commentando le parole del vicepremier al convegno della Lega sul sistema penitenziario.
“Il reato di tortura è stato introdotto dopo anni di pressioni internazionali e non è un attacco alle forze dell’ordine, ma uno strumento per isolare chi, tradendo il proprio ruolo, compie abusi – prosegue la deputata Pd -. La grande maggioranza degli agenti penitenziari lavora ogni giorno con serietà e fatica, ma la tutela dei diritti umani non è negoziabile e non può essere sacrificata sull’altare della propaganda. Se davvero Salvini vuole occuparsi della sicurezza dei cittadini – conclude Di Biase - cominci a far funzionare i treni, invece di cercare titoli sui giornali a scapito dello Stato di diritto.”
“Anche oggi guasti sulla rete e adesso a Termini caos totale con ritardi anche di 160 minuti e file interminabili dei passeggeri in attesa di avere informazioni e assistenza. Il fallimento di Meloni e di Salvini continua”. Lo scrive Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti alla Camera sui canali social dei deputati Pd, pubblicando una foto che fa vedere l'attuale situazione di enorme disagio per i passeggeri alla Stazione Termini di Roma.

“Se fossero confermate le anticipazioni della Stampa saremmo di fronte all’ennesima forzatura inaccettabile: prima Salvini sceglie Musk per connettere via satellite i treni italiani e solo dopo viene realizzato un bando per giustificare la decisione? Chiederemo conto con un’interrogazione immediata di questa grave forzatura e dell’iter anomalo avviato dal peggior ministro dei trasporti della repubblica per distogliere risorse dall’implementazione e lo sviluppo dei piani già avviati a livello europeo per realizzare nuovi sistemi di comunicazione ferroviaria e offrire l’ennesimo assist sovranista all’amico e alleato che ha partecipato al Congresso della Lega. Per Matteo Salvini le difficoltà che vivono ogni giorno passeggeri e lavoratori non contano nulla, l’unica preoccupazione è accreditarsi come promoter italiano di Space X”.
Così il vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, il deputato democratico Andrea Casu.
“L’unico a non accorgersi della giornata nera che sta vivendo il trasporto ferroviario della Capitale è il Ministro Salvini: a distanza di 10 ore dal guasto di stamattina il nodo di Roma è ancora in tilt con circolazione ferroviaria sospesa tra Roma Tiburtina e Roma Ostiense. Un’intera giornata lavorativa bruciata per migliaia di pendolari che dopo decine di treni cancellati e ritardi record senza informazioni e servizi sostitutivi adeguati non possono più attendere l’indicazione di una ipotesi di massima sul ripristino” così una nota del vicepresidente della commissione trasporti della camera, il deputato democratico Andrea Casu.
“Dopo l’approvazione in Aula del nostro ordine del giorno, che impegnava il Governo a ripristinare i 55 milioni tagliati dal contributo “Loco e Carri” salvati grazie ai nostri emendamenti al Dl Pnrr dello scorso anno, e dopo le dichiarazioni del Viceministro Rixi in audizione, che aveva espresso la posizione favorevole del MIT al “ripristino della misura sui locomotori” assistiamo a un preoccupante passo indietro. Infatti, nonostante il MIT, rispondendo alla nostra interrogazione, abbia ribadito un generico impegno a “sostenere il settore ferroviario delle merci e della logistica” non c’è stata alcuna rassicurazione per quelle imprese che hanno investito 700 milioni in nuovi locomotori non inquinanti. Si continua a parlare di “monitoraggio per l’individuazione tempestiva di norme volte al rifinanziamento” senza adottare nessun intervento concreto. Non ci arrendiamo. Di fronte al disinteresse evidente del Ministro Salvini per questo settore, come Partito Democratico continueremo a portare avanti la nostra azione parlamentare per chiedere conto degli impegni presi nei confronti degli operatori del trasporto ferroviario delle merci” così sui social il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, il deputato democratico, Andrea Casu.
“Salvini pretenda risposte da Trenitalia e apra confronto con territorio”
Il governo non può cavarsela con formule vuote, serve una risposta vera su Bardonecchia. L’interrogazione che ho presentato al ministro Salvini sulla soppressione della fermata dell’alta velocità a Bardonecchia non nasce da una logica di parte, né da uno spirito polemico. È, al contrario, l’espressione di una preoccupazione concreta e condivisa da un territorio che chiede semplicemente buonsenso. Non stiamo difendendo un privilegio, ma una scelta razionale che tiene insieme vocazione turistica, sostenibilità, mobilità internazionale e sicurezza. Bardonecchia non è una fermata secondaria, ma una località alpina strategica, snodo delle valli olimpiche e punto di riferimento per un modello di turismo integrato e rispettoso dell’ambiente. La risposta ricevuta dal governo è stata, purtroppo, generica e deludente. Parlare di “rimodulazione dell’offerta” e di “valutazioni tecniche” significa nascondere un problema dietro il paravento del linguaggio burocratico, senza affrontarne le ricadute reali. La verità è che Bardonecchia viene esclusa da un collegamento internazionale di alta velocità pur rimanendo sede operativa per i controlli di frontiera. I treni si fermano, ma i passeggeri non possono scendere: una contraddizione che grida vendetta alla logica. È inaccettabile che un’intera comunità venga penalizzata in silenzio. Il Ministero avrebbe dovuto farsi carico di questa anomalia, pretendere risposte da Trenitalia e aprire subito un confronto con le istituzioni locali. Invece si è trincerato dietro la logica del mercato, come se lo Stato non avesse alcun ruolo nella difesa dell’equilibrio tra i territori. La mobilità moderna o è coesione, o non è. E chi governa ha il dovere di non lasciare indietro le aree montane, né considerarle “distanze trascurabili” su una cartina. Chiedo al governo di tornare sul punto, con atti concreti e tempi certi. Se questa è l’idea di sviluppo che si ha per il Piemonte, allora sì, il problema è politico. Perché un’Italia che viaggia a due velocità, tra aree centrali che decidono e territori alpini che aspettano, è un Paese ingiusto. E noi non possiamo accettarlo.
Così il deputato del Pd Mauro Laus.
“Mai come adesso la situazione dei trasporti in Italia è disastrosa. Seguendo il trend negativo iniziato nella scorsa estate, solo nelle ultime settimane si sono registrati ulteriori clamorosi ritardi nel trasporto ferroviario. E il tema non riguarda solo i treni ma anche le strade. Nella mia regione, la Sicilia, i ritardi e il numero dei cantieri hanno trasformato la Catania-Palermo e la Catania-Messina in veri e propri percorsi ad ostacoli più' che in autostrade. L'incompetente ministro Salvini resta prima in silenzio e poi viene in Aula a dire che va tutto bene, anzi che, mai come ora, i treni sono puntuali. Evidentemente non vive in Italia”. Così il deputato Anthony Barbagallo, Capogruppo PD in Commissione trasporti intervenendo a Montecitorio durante il Question time.
“In questi giorni vicini alla Pasqua – continua il deputato PD - per i passeggeri oltre al danno pure la beffa: il costo del biglietti dei treni è aumentato di oltre il 50% per emulare quanto già accade sul prezzo dei biglietti aerei, su cui il suo governo non ha posto in essere nessuna misura efficace”. “Nonostante non ci aspettiamo nulla di buono, è necessario che Salvini faccia un immediato cambio di passo, anche in vista della stagione estiva e la smetta di negare la realtà”, conclude Barbagallo.
“Il Congresso della Lega non servirà a scegliere il prossimo segretario del Partito perché il nome del candidato unico lo sappiamo già ma magari aiuterà finalmente ad aprire gli occhi del peggior Ministro dei Trasporti della Storia sui ritardi, disagi e disservizi con cui ogni giorno si scontrano ogni giorno passeggeri e lavoratori”. Lo dichiara Andrea Casu deputato Pd e vicepresidente Commissione Trasporti commentando i ritardi odierni sull’alta velocità anche nei treni che stanno portando giornalisti e delegati a Firenze per il congresso della Lega.
“L'unica certezza che il governo Meloni e il ministro Salvini garantiscono agli italiani sono i ritardi dei treni. E il problema non è solo legato al numero di inconvenienti tecnici, ma il fatto che ogni guasto diventa un disastro con costanti disagi e disservizi per passeggeri e lavoratori e il caos informativo cui stiamo assistendo anche oggi a Roma Termini.” Così in una nota il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente PD in Commissione Trasporti alla Camera, dopo l'ennesimo guasto sulla linea Av tra Roma e Napoli con ritardi che arrivano alle 2 ore.
“Il peggior Ministro dei Trasporti della storia è troppo impegnato a fare da megafono agli interessi di Trump e Musk per occuparsi del diritto alla mobilità delle italiane e degli italiani.”, conclude Casu.
Il deputato democratico Mauro Laus ha depositato oggi un’interrogazione parlamentare al Ministro delle Infrastrutture in merito alla decisione di Trenitalia e SNCF di escludere Bardonecchia dalle fermate dei treni ad alta velocità Frecciarossa e TGV sulla linea Torino-Milano-Parigi, a partire dal 31 marzo 2025. Una decisione che per il deputato democratico “rischia di creare un grave danno al territorio. Il nuovo assetto prevede peraltro fermate a Oulx in Piemonte e a Modane e Saint Jean de Maurienne in Francia, penalizzando le valli olimpiche piemontesi a vantaggio di destinazioni sciistiche d’Oltralpe”.
“Bardonecchia - ricorda Laus - è una delle principali mete turistiche invernali ed estive del Paese, con circa un terzo dei visitatori che raggiungono la località in treno. Negli ultimi anni, il comprensorio ha investito significativamente nel modello di trasporto sostenibile “sci + treno”, guadagnandosi un posto tra le prime dieci località europee per questa tipologia di mobilità. La soppressione della fermata ferroviaria non solo danneggia il turismo locale, ma crea anche disagi dal punto di vista della sicurezza, costringendo la polizia di frontiera a spostarsi su Oulx”.
L’interrogazione chiede quindi al ministro Salvini di chiarire le motivazioni dietro questa scelta scellerata e di adottare misure urgenti per garantire il mantenimento della fermata di Bardonecchia”.
L’interrogazione è stata sottoscritta dai democratici: Alberto Pandolfo, Antonella Forattini, Claudio Stefanazzi, Marco Simiani, Federico Fornaro, Mauro Berruto, Stefania Marino, Marco Lacarra, Maria Cecilia Guerra, Arturo Scotto.