"La soppressione alla stazione di Chiusi di tutti i treni ad Alta Velocità e di due Intercity diretti a Roma penalizzerà non solo la provincia di Siena ma tutta la Toscana del Sud e in particolare le aree interne di Grosseto. Queste riduzioni, decise unilateralmente da Trenitalia nel silenzio assoluto del ministero, non riguarderanno soltanto i moltissimi pendolari che utilizzano le tratte ogni giorno ma anche i turisti, i quali stanno tornando a viaggiare ai livelli pre-pandemia. Condividiamo pienamente le preoccupazioni dei sindaci interessati". Lo dichiara in una nota il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio.
"Chiediamo al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini - conclude Simiani - di occuparsi di questo problema, che non avrà sicuramente ripercussioni mediatiche e altisonanti come altre grandi opere, ma che riguarda la qualità della vita di migliaia di persone e lo sviluppo sociale ed economico di molte zone".
"Accertare le cause dei guasti dei treni verificati recentemente in Toscana ed in particolare nel nodo di Firenze; accelerare sui progetti del Pnrr relativi alla sicurezza ferroviaria ed impedire la dismissione della attività manutentive ad Osmannoro di Trenitalia". È quanto chiede al governo una interrogazione dei deputati del Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè e Federico Gianassi.
"Ogni giorno Salvini ci ricorda che lui è il ministro del fare, fino ad oggi però gli unici cantieri da lui inaugurati sono stati finanziati dai governi precedenti. Chiediamo un intervento urgente ed efficace per garantire la sicurezza del servizio ferroviario dopo i numerosi disservizi che hanno interessato il capoluogo toscano, strategico non solo per la mobilità locale ma anche per la complessiva viabilità nazionale. In questa direzione è inoltre necessario promuovere la piena attività delle officine di Osmannoro, da decenni punto di riferimento per la manutenzione dei convogli ma che Trenitalia vorrebbe però trasferire", concludono i deputati Pd.
Dichiarazione di Marco Saracino, responsabile coesione e Sud segreteria nazionale pd
"L'autonomia differenziata proposta dalla destra non fa altro che spaccare il paese. La maggioranza sta dando vita ad un vero e proprio diritto differenziato, ovvero l'idea che opportunità e diritti dipendano dal luogo in cui si nasce. Il Pd si opporrà duramente, perché riteniamo che questo percorso non farà altro che aumentare divari e diseguaglianze. Se poi consideriamo anche l'incapacità del Governo di spendere le risorse del Pnrr e di affrontare con le giuste misure l'emergenza sociale e salariale che c'è nel paese, rischiamo davvero di compromettere definitivamente il destino del Mezzogiorno. Calderoli infine chiede un confronto serio e poi si avventura nello slogan infelice del Paese che corre “come un treno ad alta velocità”. Non poteva usare esempio peggiore, perché proprio i treni sono l’emblema dell’Italia a due velocità. Questa è l'idea d'Italia che ha la destra, un'idea che noi contrasteremo con forza". Così il deputato e responsabile Coesione e Sud della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino.
“Tutta la nostra solidarietà e vicinanza ai familiari delle vittime dei cittadini, alle popolazioni e a tutti gli amministratori dell’Emilia Romagna e del ravennate, colpiti da questa violenta e preoccupante ondata di maltempo”. Lo affermano in una nota le deputate e i deputati dem eletti in Emilia Romagna, Ouidad Bakkalì, Paola De Micheli, Andrea Gnassi, Stefano Vaccari, Virginio Merola, Ilenia Malavasi, Andrea Rossi e Andrea De Maria.
“Una vera e propria tragedia – proseguono gli esponenti Pd – che vede 5mila cittadini a rischio evacuazione, l’evacuazione di scuole, i treni fermi in diverse zone e il rischio imminente di ulteriori esondazioni oltre a quelle già verificatesi”.
Accogliamo positivamente – concludono - la telefonata della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha espresso vicinanza al presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e alle comunità colpite. La gravità della situazione, che ha messo in ginocchio interi comuni, è sotto gli occhi di tutti. Auspichiamo la massima collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e il governo per attivare al più presto e rendere disponibili sin da ora tutti gli aiuti necessari per non lasciare soli cittadini e imprese sia per quanto riguarda i soccorsi e sia per quanto riguarda i ristori per i danni subiti”.
“Siamo al fianco dei lavoratori del settore autoferrotranviero che oggi scioperano per migliorare le condizioni di lavoro nel settore ferroviario. Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali confederali che oggi scioperano a livello nazionale per richiamare ancora una volta l’attenzione del governo sulle condizioni di lavoro nel settore. Sosteniamo le richieste per un piano di assunzioni per le attività lavorative e una maggiore attenzione ai tempi di lavoro degli equipaggi dei treni. Crediamo sia indispensabile trovare tutti gli strumenti per rafforzare la sicurezza dei lavoratori preda di continue aggressioni del personale a bordo treno e delle stazioni e al contempo rendere efficiente il settore manutenzione andando avanti con i processi di internalizzazione adeguando gli organici. Crediamo non più rinviabile un piano per riqualificare riorganizzare e modernizzare un settore strategico e vitale del nostro Paese”. Così in una nota il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, Roberto Morassut.
“L'auto elettrica si è già imposta come innovazione del settore e richiede un radicale ripensamento organizzativo e tecnologico delle filiere produttive: su questa linea Stati Uniti e Cina si sono attivati in modo deciso supportando l'industria e il mercato dei consumi con enormi investimenti. Il 28 marzo scorso l’Unione europea ha adottato definitivamente il regolamento che stabilisce lo stop alla vendita di veicoli a motore endotermico dal 2035. Chiediamo al ministro Urso quali politiche industriali il governo intenda attuare per affrontare la transizione e realizzare un piano straordinario per l'automotive, valorizzando le potenzialità nazionali di innovazione, prevedendo strumenti per la trasformazione industriale e l'innovazione e stanziando risorse adeguate per investimenti, ricerca, ammortizzatori sociali e formazione per la salvaguardia occupazionale”. Così il deputato del Pd Roberto Morassut nel corso del Question time alla Camera, rivolgendosi al ministro delle imprese e del made in Italy.
Nella replica a Urso il capogruppo del Pd in commissione Attività produttive Vinicio Peluffo si è detto “del tutto insoddisfatto della risposta del ministro, che ha ereditato dal governo Draghi il fondo istituito per favorire la transizione ecologica della filiera automotive di 8,7 mld da qui al 2030. Così come ha ereditato i fondi del Pnrr. Per citare solo la Missione 2: sviluppo delle infrastrutture di ricarica elettrica (risorse 740 m di euro), rinnovo delle flotte bus e treni verdi (risorse 3,64 mld di euro), rinnovabili e batterie (risorse 1 mld euro), bus elettrici (risorse 300 milioni euro). A cui si aggiungono le misure trasversali previste dal Pnrr nella Missione 1, 2 e 5. Il ministro Urso ha ereditato questi fondi, non è merito suo e adesso dimostri almeno di saperli spendere. Infine, il governo dispone anche del lavoro dell’Osservatorio sull’automotive promosso da Federmeccanica Fim, Fiom e Uilm, un contributo sostanziale delle parti sociali, un laboratorio di idee, di studi e di approfondimenti che esprimono posizioni condivise sulle condizioni e sulle prospettive del settore automotive italiano, che ha ancora grandi potenzialità di innovazione ma ha bisogno di una politica nazionale strutturata di sostegno al settore per renderlo protagonista nella transizione ecologica e digitale”.
“Dal 13 marzo e fino al 2025, per il completamento del raddoppio della tratta Catenanuova-Bicocca, niente treni, sostituiti da bus con base di partenza/arrivo da Dittaino. Questo non è (neanche) un pesce d’aprile! E’ un diktat, una comunicazione inaccettabile nei tempi e nei modi che offende la Sicilia e i siciliani. Una scelta paradossale, oltre che inspiegabile, quella adottata da RFI nella regione, la Sicilia, con la velocità media dei treni più lenta d’Europa”. Lo dichiara il segretario regionale del PD Sicilia e capogruppo PD in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo.
“Si discute di autonomia differenziata ma – prosegue Barbagallo – così facendo, e questo è un esempio concreto, ci sarà sempre un’Italia a due livelli diversi: l’alta velocità al Nord e i cantieri infiniti in Sicilia con la chiusura di 2 anni per completare 38 chilometri per il raddoppio della tratta Catania-Palermo-Catania. Treni vecchi, binario unico, mezzi lenti e servizi sostitutivi con bus: questo è il triste ed amaro risultato. RFI, ci tratta come sudditi nel totale e assordante silenzio del Governo regionale. Il PD – conclude – presenterà un atto ispettivo alla Camera e chiederà conto in ogni sede dell’operato di RFI e di tutte le istituzioni coinvolte”.
Dichiarazione di Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera
“La risposta del governo è generica, non ci soddisfa e siamo veramente preoccupati perché non riscontriamo la reale intenzione di accelerare la transizione ecologica dei trasporti garantendo nuove risorse per rafforzare il servizio ferroviario regionale e realizzare linee metropolitane, tranviarie , linee suburbane nelle aree urbane, investendo nei sistemi di trasporto urbano a trazione elettrica e biogas”.Lo afferma il capogruppo del PD in commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo, dopo la risposta del governo all’interrogazione in commissione sui “ritardi nell’attuazione della transizione ecologica nel sistema dei trasporti pubblici, così come evidenziato anche dal rapporto Pendolaria 2023”.
“Sono 4 le criticità che riguardano il settore per quanto riguarda la transizione ecologica - ha osservato Barbagallo- ritardi infrastrutturali, treni poco frequenti, lentezza nella riattivazione delle linee ferroviarie interrotte e, infine, inadeguatezza delle risorse disponibili. Nel Mezzogiorno insiste un servizio – prosegue il parlamentare Dem - non paragonabile al resto del Paese: ex linee circumvesuviane, Roma-Lido e Roma Nord-Viterbo e la Catania-Caltagirone-Gela tra le linee peggiori d’Italia. Un quadro impietoso e su cui il governo non ci ha fornito risposte adeguate in particolare su quando le risorse, circa 30 miliardi, incluse quelle del PNRR, che saranno realmente disponibili e spendibili sul territorio”, ha concluso Barbagallo.
Dichiarazione di Anthony Barbagallo, capogruppo Pd commissione Trasporti della Camera
“Ancora un voto di fiducia in poco meno di 100 giorni da parte del governo Meloni. Uno strumento straordinario che viene utilizzato, quindi, per paura: decreto legge prima e conversione con voto di fiducia poi per paura del confronto con le opposizioni, per sfuggire ai percorsi partecipativi, plurali e democratici”. Lo ha detto oggi alla Camera, il capogruppo PD in commissione Trasporti del PD e segretario regionale del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, annunciando il no dei Dm alla conversione del dl Carburanti del governo, che ha apposto il voto di fiducia.
“Siamo di fronte ad un testo iniquo e dannoso. Ci aspettavamo - ha proseguito - che il centrodestra desse seguito al taglio delle accise e dell’iva, cosi come annunciato il campagna elettorale dalla stessa Giorgia Meloni. E invece abbiamo assistito ad una clamorosa marcia indietro con una norma che addirittura non proroga neanche lo sconto sui carburanti. Lo abbiamo già visto anche con il super bonus, con promesse non mantenute e una evidente distonia tra quello che si dice e quello che si fa. Quando succede in politica, così come nella vita, questo - ha aggiunto - si può riassumere in un solo modo: Avete tradito la fiducia degli italiani. E’ incomprensibile il taglio di oltre 30% per il bonus trasporti e una riduzione consistente della platea dei beneficiari sostanzialmente dimezzati.
Bocciata anche una proposta di buonsenso che riguardava gli abbonamenti annuali fino a 150 euro: mentre in Spagna sono previsti abbonamenti dei treni gratuiti per tutti i cittadini e Danimarca, Estonia, Malta, Lussemburgo dal primo ottobre garantiscono la possibilità di trasporti pubblici gratuiti i governo italiano si pone in netta contraddizione - ha concluso - rispetto all’atteggiamento degli governi europei in un’epoca in cui l’inflazione fa sentire forte la sua morsa”.
Il candidato alla segreteria del Pd toscano ha viaggiato da Borgo San Lorenzo a Santa Maria Novella: “Pochi convogli e sempre pieni. Ferrovie deve darsi una mossa, noi come partito dobbiamo farci sentire”
“Ritardi costanti, treni sovraffollati. Così non va. I pendolari del Mugello che ho incontrato stamani mi hanno detto che ogni giorno è una roulette: sia all’andata che al ritorno non sanno quando il treno arriverà. E purtroppo non succede solo in Mugello, ma anche in altre aree interne della Toscana”.
Stamani alle 7 Emiliano Fossi, candidato alla segreteria del Pd toscano, ha preso il treno a Borgo San Lorenzo insieme a tanti pendolari diretti a Firenze.
“Il treno che ho preso - racconta Fossi - è uno dei treni 'forti' per studenti e lavoratori. Qui, come in altre aree interne della Toscana, i treni sono troppo pochi. Ferrovie si deve dare una mossa e dalla Toscana deve arrivare una richiesta forte in questo senso. Bene parlare di Tav, ma le pressioni per fare l’opera non possono essere dissociate dall’obbiettivo di potenziare il trasporto in superficie”.
“I toscani che si muovono in treno - dice Fossi - non possono essere cittadini di serie B. Anzi dovrebbe essere il contrario: bisogna aiutare chi usa mezzi alternativi all’auto. Non possiamo lasciare soli pendolari e istituzioni in questa battaglia. Il Pd della Toscana deve essere dalla loro parte, perché una mobilità efficiente tiene insieme il diritto a muoversi e una forte scelta ecologica”.
Interrogazione dei tre deputati toscani dei Democratici: “L’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie ha sollevato la criticità rappresentata dai pattini dei freni dei convogli merci come quello dell’incidente del 3 febbraio a Viareggio”
Roma, 7 febbraio 2023. “Basta promesse sulla sicurezza ferroviaria, Salvini faccia chiarezza. Come intende garantire che il trasporto ferroviario delle merci, e in particolare di quelle infiammabili, sia compatibile con la sicurezza pubblica e dei lavoratori coinvolti?”.
Lo chiedono con una interrogazione i deputati toscani del Partito Democratico Emiliano Fossi, Marco Simiani e Marco Furfaro, dopo il principio d’incendio su un vagone carico di Gpl verificatosi lo scorso 3 febbraio alla stazione di Viareggio.
“Vorremmo ricordare che soltanto nel corso del 2022 il Comitato macchinisti cargo ha indotto sette scioperi per denunciare le attuali criticità sulla sicurezza chiedendo a Trenitalia maggiori investimenti tecnologici capaci di limitare i margini di errore umano - sottolineano i deputati Pd -. E, secondo i dati resi noti dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Anfisa), lo scorso anno sono stati controllati 400 treni merci con lo stesso sistema frenante del convoglio fermato il 3 febbraio scorso a Viareggio. Anche Marco Piagentini della onlus ‘Il Mondo che vorrei’ che riunisce i familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009, ha dichiarato di aver spesso denunciato che i pattini dei freni di questi treni sono difettosi. Nel 2021 Anfisa ha sollevato la questione sia in sede nazionale, richiedendo agli operatori come misura immediata di abbassare la velocità di marcia, sia in sede comunitaria sollecitando l’Agenzia europea per la sicurezza delle Ferrovie che ha avviato una procedura d’urgenza. Dal 2014 sono in vigore norme comunitarie che obbligano a tracciare manutenzione e veicoli europei e dal 2009 è stata istituita per tale settore una task force europea”.
“Il sindaco di Viareggio Del Ghingaro ha chiesto più volte, ma senza ottenere risposta, la costituzione di un osservatorio con sede a Viareggio riguardo al transito delle merci pericolose sui binari - ricordano Fossi, Furfaro e Simiani -. Va segnalato che non è la prima volta che sulla linea costiera si verificano episodi del genere: il 22 ottobre del 2021 il principio d’incendio si era verificato alla stazione di Sarzana, anche in quel caso si trattò di un surriscaldamento dell’impianto frenante”.
Presentata interrogazione al ministro dei Trasporti Salvini
“A causa delle forti piogge che hanno eroso la sede ferroviaria, dal 20 gennaio è interrotta la circolazione dei treni lungo la Salerno-Taranto. La riattivazione è prevista per le ore 14 del 1° febbraio, ma la situazione si è ulteriormente complicata a causa del forte maltempo, mettendo in difficoltà i viaggiatori lasciati senza informazioni e mezzi sostitutivi. Il governo deve intervenire immediatamente per richiamare Trenitalia affinché si attivi per dare risposte adeguate agli utenti fino al completo ripristino della linea ferroviaria interrotta”.
Così il deputato del Partito democratico, Enzo Amendola, che ha presentato un’interrogazione in commissione rivolta al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.
I deputati toscani dei Democratici: "Servono misure urgenti per tutelare gli investimenti fatti, la continuità produttiva e i posti di lavoro"
"Abbiamo presentato un'interrogazione per chiedere se il Governo è a conoscenza del ridimensionamento da parte di Trenitalia del Polo Tecnologico Ferroviario di Firenze Osmannoro e della Direzione tecnica di viale Lavagnini e quali iniziative intenda adottare per salvaguardare questa struttura all’avanguardia”.
Lo affermano Emiliano Fossi e Marco Simiani, deputati toscani del Pd, membri rispettivamente della Commissione Lavoro e della Commissione Ambiente.
"C’è il rischio di una progressiva perdita di posti di lavoro e di valore - dicono Fossi e Simiani - per quella che è una delle officine più nuove d'Italia, come hanno sottolineato i sindacati. Una sede dedicata alla manutenzione sia ciclica che corrente dei mezzi nazionali e regionali, e su cui Trenitalia aveva negli anni scorsi annunciato importanti investimenti. Riteniamo che il Governo debba monitorare questa situazione: sono già stati fatti degli investimenti importanti che non possono andare in fumo. Ed è necessario tutelare la continuità produttiva e l'attività dei lavoratori oggi impiegati all'Osmannoro. Si contano circa 400 ferrovieri e 120 addetti appartenenti a imprese esterne".
“Il governo riconsideri il parere contrario agli odg del Partito Democratico per la reintroduzione dell'obbligo di mascherina nei mezzi di trasporto se il virus dovesse continuare a crescere! Mentre a Malpensa una persona su due proveniente dalla Cina è positiva e i numeri dei morti tornano a crescere anche in Italia, la destra con il decreto rave condona le scelte dei medici no vax e si rifiuta di agire per impedire che treni, traghetti, aliscafi, pullman, aerei e bus possano trasformarsi in dei covid party”. Lo ha detto il deputato democratico Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula sul suo odg al decreto rave.