"La presidente Meloni deve venire in Aula a dire qual è il suo pensiero rispetto a dei video che noi riteniamo inaccettabili e vergognosi, video che riguardano un territorio che sta soffrendo molto, che vede ogni giorno decine di morti civili, fra cui bambini e donne. E' importante prendere le distanze da questi messaggi sul sangue delle persone". Lo ha detto Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, intervistato a Montecitorio sui video diffusi da Trump sui social sul futuro di Gaza.
Lo strazio di Gaza è sotto gli occhi del mondo. Il video di Trump che ne fa un villaggio turistico è terribile: è morta anche la pietà. Nessuno può voltarsi dall’altra parte. La premier Meloni che - unica europea - era all’insediamento, non può far finta di nulla.
Lo h scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Un video raccapricciante è apparso poche ore fa sui profili social del presidente statunitense Donald Trump. Nel video si vede Gaza oggi, con le macerie dei bombardamenti, e dei bambini che camminano verso un altro scenario. Il nuovo scenario è come Trump immagina la "Riviera Medio Oriente": grattacieli, lusso, soldi che piovono dal cielo, Musk che beve cocktail circondato da banconote, statue d'oro che raffigurano Trump. Il video, con una canzone che parla di "golden future" si chiude con lo stesso Trump e Netanyahu in costume su due lettini che bevono drink a bordo piscina. Senza palestinesi". Lo ha denunciato intervenendo oggi nell'aula di Montecitorio, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"A Gaza sono state uccise, secondo Lancet, 70mila persone. Altre 10mila sono sotto le macerie, i palestinesi sono allo stremo, la situazione è drammatica e Trump pubblica un video oltraggioso e aberrante che conferma il piano di pulizia etnica che condivide con Netanyahu - ha proseguito -. Questo avviene nelle stesse ore in cui il vicepresidente della Knesset, Nissim Vaturi, dello stesso partito del premier Netanyahu, dice dei civili palestinesi: "Sono feccia, subumani, nessuno al mondo li vuole. I bambini e le donne vanno separati, e gli adulti eliminati". Di fronte ad affermazioni così riprovevoli, tutti dovremmo alzare la voce e avere reazioni durissime. Invece il silenzio della destra è assordante".
"Intanto "Breaking the silence", ong di ex militari israeliani, denuncia un pacchetto legislativo che attacca la libertà di espressione, colpisce la società civile che si occupa di diritti umani e comprime lo spazio democratico, già sottile, rimasto in Israele - ha aggiunto Boldrini -. Per non parlare di quello che accade in Cisgiordania dove 40mila palestinesi sono stati cacciati da Jenin, Tulkarem e altre località e il territorio della Palestina occupata è disseminato di 900 checkpoint a riprova dell'annessione in corso da parte di Israele".
"Davanti a tutto questo, l'Italia cosa fa? La presidente del Consiglio che posizione prende? Venga in aula a spiegarci in che direzione sta portando l'Italia" ha concluso la deputata dem.
"Tre anni fa la Russia invadeva l'Ucraina con l'obiettivo di conquistarla e annetterla. In questi tre anni abbiamo visto città distrutte, famiglie smembrate, bambini rapiti, centinaia di migliaia di morti, militari e civili. Ma soprattutto abbiamo visto l'incapacità diplomatica e politica dell'Ue. Limitarsi a mandare armi a Kiev, per tre anni, non solo non è servito a far vincere la guerra all'Ucraina, ma ha allontanato la pace che, adesso, è nelle mani di Trump e Putin ed è molto distante da quella "pace giusta" che in tanti auspicavano.
E' stato un grave errore non avviare immediatamente trattative di pace, negoziati pazienti e concreti, lunghi ed estenuanti ma necessari per aprire prima possibile la prospettiva di far cessare le ostilità. Invece si è puntato tutto sulla vittoria militare. La guerra è il terreno di Putin e seguirlo su quel terreno è servito solo a fare il suo gioco.
Ora, però, l'Europa deve sapersi imporre nei negoziati, evitare che Tr
"La svolta nella politica di Trump nei confronti del sostegno all'Ucraina, a tre anni dall'invasione russa, ci pone di fronte a nuove sfide. Il sostegno a un paese sovrano, sottoposto a continui bombardamenti, sembrava scontato appena due mesi fa; oggi appare tutto da ricostruire". E’ quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.
"L'avanzata delle autocrazie nel mondo ci impone decisioni cruciali. Il Partito Democratico e l'intero centrosinistra devono assumere posizioni assertive, sostenendo un'alleanza europeista, portatrice di speranza e inclusione e condannando qualsiasi altra posizione. È quindi essenziale che tutte le forze politiche europeiste si uniscano per promuovere un progetto comune, capace di affrontare le sfide globali e di costruire un'Europa più forte, democratica e solidale". Ha concluso Simiani.
“Persino Bardella annulla la sua partecipazione al CPAC (Conservative Political Action Conference) dopo il saluto nazista di Bannon. A questo punto la partecipazione della presidente del Consiglio Meloni al raduno di quella cricca di destra estrema sarebbe davvero la conferma di un disegno sciagurato”. Lo scrive su X la deputata Pd Lia Quartapelle commentando il saluto romano di Steve Bannon, ex collaboratore di Donald Trump, alla convention dei conservatori americani
"Ci troviamo in una fase di trasformazione che non ha precedenti. E' come se fossimo alla fine di un'epoca mentre se ne apre un'altra nella più totale incertezza. E in questo frangente cade il diritto internazionale, cadono le corti internazionali, cadono i principi sui quali per decenni si è riconosciuto il cosiddetto Occidente. Trump si rivolge a Putin perché lo riconosce come leader, ritenendolo l’unico interlocutore valido e alla sua altezza". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera, intervistata oggi da L'Unità.
L'Europa, però, appare frammentata e "per far cambiare passo all'Ue serve una forte determinazione a non abbandonare i pilastri su cui è nato e si è sviluppato questo grande progetto di pace - prosegue Boldrini -: la solidarietà, i diritti di tutte e tutti, l’uguaglianza, l'autodeterminazione dei popoli e delle persone, il diritto d'asilo, l'inclusione, il welfare. Ecco cosa vuol dire essere europei e di tutto questo dobbiamo essere orgogliosi. Esattamente il contrario di quello che sostengono le destre sovraniste che, invece, vogliono distruggere le nostre fondamenta".
"L'impressione è che Trump pensi di potersi insinuare nelle fragilità dell'Europa per scardinarla perché un'Europa salda, forte e compatta è per lui insopportabile. E lo fa sfruttando i suoi amici sovranisti che pur di conquistare qualche consenso in più si abbassano a fare gli utili idioti funzionali al progetto distruttivo del presidente statunitense - incalza l'ex presidente della Camera -. Bisogna che l'UE tenga testa a Trump e faccia valere le proprie posizioni e la propria storia: i modi felpati non funzionano. In appena un mese ha minato alle fondamenta un assetto multilaterale basato su luoghi di confronto condivisi e paritari, un sistema di regole che ci siamo dati sulla scia degli orrori della Seconda Guerra Mondiale: distruggere questo significa precipitare nel caos".
"I valori su cui si fonda l’Ue sono esattamente i valori considerati basilari dal cosiddetto Occidente - conclude -. Oggi sono proprio le forze sovraniste, i paesi guidati da leader nazionalisti, gli stessi che sbandierano “i valori occidentali” a minacciare quei principi. Di quali valori parlano? Di quali principi si ergono a difensori i Trump, i Salvini, gli Abascal, le Weidel se sono proprio loro a minare le basi del cosiddetto Occidente?"
"Abbiamo depositato un’interrogazione per sapere se la premier Meloni sia a conoscenza che lo staff di Elon Musk in Italia sta commissionando sondaggi sul gradimento del ministro dell’Interno in un momento così delicato per la sicurezza nazionale e internazionale. Meloni ritiene normale che uno dei suoi ministri più importanti sia sotto attacco da un suo amico e influente esponente vicino a Trump? Attendiamo una risposta chiara: Meloni che dice? Il governo non ravvisa alcuna ingerenza? Gradiremmo una risposta". Lo dice il deputato Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo Pd, intervistato sui social dei deputati dem.
Delusione" è la parola che più spesso è stata ripetuta oggi in Comitato diritti umani della Camera dai rappresentati di Kairos Palestina, un movimento cristiano palestinese che sostiene la fine dell'occupazione israeliana e la liberazione dalle posizioni più estremiste di entrambe le parti per arrivare a una riconciliazione tra i due popoli. Delusione per l'assenza di una presa di posizione chiara e netta della comunità internazionale - Italia inclusa- rispetto alle continue violazioni dei diritti dei palestinesi che il governo israeliano compie quotidianamente sia a Gaza che in Cisgiordania.
"L’occupazione in Cisgiordania avanza - ha riferito Munther Isaac, pastore e teologo cristiano palestinese - La sola Betlemme è circondata da 90 checkpoint e da 20 insediamenti israeliani ed è sempre più isolata, rischia di diventare un'altra Gaza, e la stessa cosa sta accadendo ad Hebron, Nablus e altre località. La vita per i palestinesi dei territori occupati è sempre più insostenibile, mentre i coloni israeliani possono fare tutto quello che vogliono, anche cacciare i palestinesi e occupare le loro case e le loro terre nella totale impunità".
"Israele si muove al di sopra delle leggi e del diritto internazionale con il sostegno dei suoi alleati - ha denunciato con fermezza Munther Isaac -. Noi palestinesi chiediamo che il diritto internazionale venga applicato e i diritti garantiti a noi come agli israeliani. Com'è possibile che il mondo non reagisca neanche quando Trump prefigura la pulizia etnica a Gaza? Il messaggio che viene mandato è chiaro: il diritto internazionale non esiste più, vale la legge del più forte. E tutto questo è documentato. La nostra comunità cristiana in Terra santa è a rischio di scomparire, tanti se ne stanno andando per mancanza di futuro.”
Un messaggio la cui responsabilità ricade anche sul governo italiano che non solo non riconosce lo Stato di Palestina, non chiede la fine dell'occupazione israeliana della Cisgiordania e, perfino, contravviene ai mandati di cattura emessi dalla Corte penale internazionale negando la possibilità di arrestare Netanyahu se venisse in Italia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Il Partito Democratico vota contro l’ottantesima fiducia al governo. La destra ci ha ricordato quanto la sua idea d'Italia sia diversa dalla nostra con un Milleproroghe fatto di mance e prebende, che vengono di nuovo distribuite da una maggioranza non ancora paga di quello che ha già fatto con la legge di bilancio e con lo scempio fatto con gli ordini del giorno. Con questo provvedimento la destra ci ricorda la sua idea d'Italia, che è quella che premia i furbi e che dice a chi ha sempre pagato le tasse che è più fesso degli altri. Un’idea di Italia di chi rompe i patti di solidarietà e di comunità, come hanno fatto cancellando le multe per i Novax. Un'Italia che probabilmente vogliono sempre più somigliante a quello che Trump sta facendo oltreoceano. In questo Milleproroghe non ci sono risposte per chi fa più fatica, per chi rinuncia a curarsi. Nessuna risposta al caro Energie, nessuna risposta alle imprese, nessuna risposta ai comparti più in difficoltà. Con la fiducia di oggi e il provvedimento perdiamo un'occasione. L'occasione la perde Forza Italia di essere coerente con quello che dichiara sui giornali e nelle dichiarazioni. Ma soprattutto l'occasione la perde il governo di dare risposte, risposte a chi paga le tasse e chiede sanità pubblica, trasporti accessibili, scuola, servizi”.
Così la deputata Pd, Silvia Roggiani, nel corso della dichiarazione di voto sulla fiducia al Dl Milleproroghe.
Non è passato nemmeno un mese dalla nuova amministrazione Trump e il mondo è completamente cambiato rispetto a come lo abbiamo conosciuto finora. Il presidente americano ha lanciato una sfida epocale all’Europa e proprio questo è il momento di dimostrare di essere all’altezza di rispondere con una voce unitaria e autorevole. È finito il tempo delle ambiguità. Dalla premier Meloni ci aspettiamo una scelta chiara e netta: scelga tra Trump e l’Unione europea. Perché abbiamo bisogno di costruttori di un’Europa forte.
Così Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera.
Pienamente condivisibile l'allarme lanciato nuovamente dal Presidente Draghi sull'urgenza di agire in un'ottica di maggiore integrazione ed unità perché è in gioco il presente e il futuro dell'Europa. Siamo di fronte a sfide e minacce globali, sempre più pericolose, che assumono un carattere esistenziale. Di fronte al nuovo atteggiamento del Presidente Trump, di fronte al rischio di irrilevanza, è urgente e necessario rafforzare l'Europa. E' del tutto evidente che se non saremo capaci di mettere davvero in comune tutti gli sforzi, agendo come se fossimo uno Stato unico, saremo sopraffatti e rischiamo un'implosione politica". Lo scrive in una nota Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione politiche Ue alla Camera.
"Dobbiamo rafforzare gli investimenti nei settori strategici decisivi dall'energia al digitale, dalla difesa comune all'industria, dalla ricerca alla cybersicurezza fino alla finanza, mettendo in campo un grado di coordinamento inedito, come fatto durante la pandemia. Contro le spinte a dividerci, la nostra risposta deve essere ferma e soprattutto celere: governi, parlamenti nazionali, istituzioni europee devono agire con un nuovo spirito "pionieristico" per usare un'espressione cara a David Sassoli. La Premier Meloni con il Governo e la maggioranza non hanno neppure presentato una propria mozione in aula durante la discussione del rapporto Draghi la scorsa settimana. Cosa pensano del futuro dell'integrazione europea? Meloni non può più glissare o pattinare. Guai a pensare di assecondare le sirene trumpiane che mirano a indebolirci e disgregarci". Così conclude il dem.
“Sono in gioco i cardini della nostra collocazione nel mondo”
Giorgia Meloni deve venire in aula, perché siamo alla fine del mondo di ieri. Gli alleati che ci avevano aiutato a liberarci dall’abisso del nazifascismo, oggi spalleggiano gli estremisti di destra, nostalgici del nazismo, in Germania. L’idea di escludere l’Europa dal negoziato per la pace in Ucraina è un attacco diretto al nostro continente. A quel tavolo l’Europa deve starci, perché la pace, una pace giusta e sicura, è il nostro primo interesse.
Il governo nelle scorse settimane, con l’improvvida solitaria presenza della premier alla cerimonia giuramento di Trump, aveva chiarito la sua strategia. Un rapporto privilegiato con la nuova amministrazione americana da far valere nel nostro continente. Ma in pochi giorni si è aperta una voragine nell’Atlantico. Una voragine strategica, politica, economica e persino morale. Bisogna prenderne atto. E reagire. Certo, serve la difesa comune, non liberare le spese nazionali magari per comprare dalle industrie belliche americane. Ma serve anche e soprattutto la politica. Una reale autonomia strategica. La costruzione di un’architettura di sicurezza e di pace. Il rilancio del multilateralismo. Sono in gioco i cardini della nostra collocazione nel mondo. L’Italia deve scegliere da che parte stare. Il Governo deve dirci da che parte vuole stare. Se partecipare al rilancio di un necessario protagonismo dell’Europa o continuare a stare dalla parte di chi vuole picconare la nostra costruzione comune.
Così il deputato Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Partito democratico.
È in atto un attacco all’Europa per dividerla e indebolire la sua forza. Un obiettivo delle destre di tutto il mondo che va contrastato con determinazione perché solo un’Europa più forte e coesa può garantire una soluzione di pace per l’Ucraina. Per questo chiediamo alla Premier Meloni oggi a Parigi di abbandonare le sirene trumpiane e di collocare l’Italia nel campo europeista dove pace, democrazia e sicurezza sono valori irrinunciabili.
Così in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo PD alla Camera dei Deputati e al Senato, e Nicola Zingaretti, capo delegazione PD al Parlamento Europeo.
Nei giorni scorsi con grande sollievo il Parlamento italiano è riuscito a eleggere i quattro giudici della Corte costituzionale. Questo fatto è avvenuto grazie a un accordo tra la prima ministra Giorgia Meloni e Elly Schlein.
È questa prova di lavoro comune che mi ispira a rivolgere, dalla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, un caloroso e pressante invito a Giorgia Meloni e alla mia segretaria Elly Schlein.
Siamo in uno dei momenti più difficili della storia europea del secondo dopo guerra. Ora che gli Stati Uniti di Trump hanno deciso di procedere in un dialogo diretto con Putin sull’Ucraina che esclude l’Europa e indebolisce la NATO, c’è in gioco molto di più. C’è in gioco l’unità nazionale e la sicurezza europea e italiana. Cioè un terreno sacro che richiede la collaborazione tra maggioranza e opposizione.
A fronte delle provocazioni contro l’Europa pronunciate dal vice presidente Vance, a fronte della possibilità che si chiuda un accordo tra Stati Uniti e Russia sulla testa degli ucraini, bene ha fatto Ursula von der Leyen, a annunciare azioni concrete per integrare l’Europa sul terreno della difesa, proponendo di scorporare le spese in difesa dal patto della stabilità, di creare risorse comuni per gli investimenti europei sulla difesa e di accelerare l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea.
L’Italia deve essere al centro di questo sforzo comune per costruire con urgenza una solida Europa della difesa.
Mentre in Italia, come negli altri paesi europei, non mancano le correnti, a destra e a sinistra, arrendevoli rispetto alla propaganda del Cremlino, la presidente del Consiglio e la leader dell’opposizione sono state sono sempre state limpide e coerenti a sostegno dell’Ucraina che, come dice sempre Schlein, si difende con coraggio dalla criminale aggressione russa. Raccogliamo ora la sfida e ribadiamo con decisioni e atti la scelta di difendere l’Italia e fare l’Europa della difesa. Facciamolo subito, facciamolo insieme.