06/05/2026 - 18:00

“Difendere la cultura e l’autonomia della cultura significa anche difenderla dalla propaganda filo-governativa russa. Il padiglione russo alla Biennale è una scelta gravissimo ed intollerabile. Crea un grandissimo imbarazzo al nostro Paese, che si colloca fuori dalla linea dell’Unione europea. Siamo davvero preoccupati per quanto sta accadendo per responsabilità di incapacità e divisioni di maggioranza e Governo”. Lo afferma Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari europei della Camera.

“Del resto è la stessa posizione espressa anche dai ministri della Cultura di Ucraina, Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia, con in testa la ministra ucraina Tetiana Berezhna, che hanno chiarito come la Russia utilizzi la cultura come strumento di propaganda e di legittimazione dell’aggressione. Un segnale politico chiaro che dovrebbe far riflettere il governo italiano. Il duo Meloni-Giuli gioca

allo scaricabarile con la presidenza della Biennale, ma quanto accaduto rappresenta il fallimento e la dimostrazione dell’incapacità di gestione delle istituzioni culturali da parte del governo. Non si va avanti per strappi, non si va avanti con personalismi e imposizioni. Serve invece una forte e continua attività di dialogo” conclude De Luca.

 

06/05/2026 - 17:40

“La libertà non è di per sé una condizione sufficiente a rendere giusta una scelta. Si può essere liberi e sbagliare. Nessuno mette in discussione l’autonomia, che resta un principio sacrosanto. Ma la scelta compiuta dalla Biennale, che ha finito per offrire un palcoscenico alla propaganda russa, è stata e continua a essere inaccettabile”. Lo afferma Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera. “Ora che il padiglione russo è stato aperto e il mondo dell’arte ha potuto visitarlo, emerge con ancora maggiore evidenza la gravità di quanto accaduto. È inaccettabile che una manifestazione culturale di rilievo internazionale venga piegata a logiche propagandistiche. Questa vicenda è il frutto di una gestione della cultura da parte del governo, a partire da Giuli e Meloni, fatta di imposizioni, strappi e personalismi, senza dialogo né capacità di ascolto. Un approccio che ha irrigidito tutto, producendo un grave danno per il Paese e per la credibilità delle nostre istituzioni culturali.

Anche i ministri della Cultura di Ucraina, Polonia e dei Paesi baltici hanno ribadito come la Russia utilizzi la cultura per ripulirsi dalle proprie responsabilità, sottolineando che la libertà artistica non può essere strumentalizzata per legittimare l’aggressione, ma va difesa proprio contro ogni uso propagandistico.

La gestione della Biennale sta diventando un danno per l’immagine del Paese. Un errore grave, di cui il governo porta la responsabilità. È inoltre stato discutibile e fuori luogo il tentativo di Buttafuoco nel suo intervento di apertura di tirare per la giacchetta il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per giustificare scelte che restano sbagliate”, conclude Manzi.

 

05/05/2026 - 14:12

"Il governo israeliano sta applicando ai due attivisti della Flotilla rapiti in acque internazionali, Thiago Avila e Saif Abukeshef, un trattamento simile a quello riservato ai prigionieri palestinesi: prorogare la detenzione a ogni scadenza senza arrivare ad un processo equo. E intanto, i detenuti vengono picchiati, maltrattati e brutalizzati.
Avila e Abukeshef, componenti di una missione umanitaria e pacifica verso Gaza, sono stati sequestrati in acque Sar greche, quindi europee, su una barca battente bandiera italiana, cioè su territorio italiano.
L'Italia e l'Europa devono pretenderne la liberazione immediata non solo perché l'abbordaggio e il prelevamento delle attiviste e degli attivisti sono avvenuti in violazione del diritto internazionale, ma perché non è accettabile che Israele tenga sotto scacco il nostro Paese e l'Ue continuando a comportarsi come se fosse il padrone del Medio Oriente e del Mediterraneo, in barba a qualsiasi norma internazionale, senza subire alcuna conseguenza.
Cosa sarebbe successo se Putin avesse sequestrato in territorio europeo attivisti diretti in Ucraina con un carico di aiuti umanitari?
Basta doppi standard: i valori del cosiddetto Occidente e il diritto internazionale o valgono per tutti o non valgono per nessuno". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato Permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

09/04/2026 - 20:00

“Siamo per votare un ulteriore decreto di aggiustamento del Pnrr, 209 miliardi che non servivano solo per la ripresa del Paese ma anche per la sua resilienza ad adattarsi ai cambiamenti di paradigma dovuti dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina e competere sui segmenti alti dell'economia internazionale e modernizzare l'Italia dentro un orizzonte di giustizia sociale. Ciononostante questo governo ha abbassato l'asticella delle aspettative del Pnrr con il ridimensionamento dell'idea innovatrice del piano e la centralizzazione delle azioni di comando nella cabina di regia di Palazzo Chigi”. Lo dichiara il deputato PD Claudio Mancini esprimendo il voto contrario dei dem al Dl Pnrr.  “L'esecutivo – sottolinea il parlamentare - si è limitato alla contabilità di quanti soldi si potevano prendere a ogni scadenza, pronto a ogni escamotage necessario. E così tutti i progetti sono andati al ribasso o addirittura col segno negativo e con 37 mesi su 42 di calo della produzione industriale”.
“A rimetterci - continua Mancini - sono i comuni e i sindaci che ricevono solo lettere di tagli degli investimenti già approvati e avviati: clamorosi sono quelli sulla disabilità e dei servizi domiciliari. Tagli solo tagli per ovviare ai ritardi e senza alcun confronto con i comuni, semplicemente perché sono quelli che non governa la destra e tutto ricade sulle spalle dei cittadini".
“Oggi il tira e molla ritorna per i residui dei fondi attuabili con un semplice Dcpm, con atto fuori dal Parlamento. L'ennesimo atto di smania di comando nella postura aggressiva di quello che il governo dice e fa. L'Italia ha perso un'opportunità con il Pnrr trasformato in un mediocre esercizio di maggioranza”, conclude il deputato dem.

01/04/2026 - 11:12

“Abbiamo chiesto che nel Decreto Bollette venga inserito il credito di imposta per il gasolio agricolo: il caro energia sta costando troppo a chi lavora nell’agricoltura, andando a peggiorare la situazione. Il nostro odg è stato riformulato e il Governo sceglie di lasciare indietro un settore che, se non riesce ad avviarsi in primavera, porterà con sé gravi conseguenze non solo per le attività produttive ma anche per la sicurezza alimentare del Paese”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ieri ha presentato un ordine del giorno sulla necessità di introdurre un credito d'imposta per il gasolio agricolo.

“Tra il 2022 e il 2024 il settore agricolo ha subito un sovraccarico per l'acquisto di carburanti, energia elettrica, combustibili e lubrificanti superiore ai 6,5 miliardi di euro rispetto alla media del decennio 2010-202 - prosegue la deputata dem - Nel 2022 era stato inserito un credito di imposta per la guerra tra Russia e Ucraina, dimostrando la fattibilità di questo percorso: perché ora il settore agricolo è stato escluso dal Governo?”

“Abbiamo anche chiesto che l’agricoltura riceva sostegni e misure esattamente come nei settori dell’autotrasporto e della pesca e che in futuro questi provvedimenti di carattere energetico o di contrasto alla crisi internazionale non escludano automaticamente un settore che ricopre un ruolo così strategico per l’Italia. Ringrazio la capogruppo Antonella Forattini per aver combattuto insieme a me: l’odg è stato riformulato ma l’auspicio è che al Senato, dove si sta discutendo il decreto, la maggioranza scelga di stare veramente dalla parte del lavoro” conclude Gribaudo.

 

27/03/2026 - 11:31

«Prendo atto dei chiarimenti del Governo, forniti durante l’interpellanza urgente alla Camera, sull’incontro tra il viceministro Cirielli e l’ambasciatore russo, nel quale è stata ribadita la condanna dell’aggressione all’Ucraina e il sostegno alle sanzioni europee. Tuttavia mi ritengo solo parzialmente soddisfatto: quando si incontra il rappresentante di un Paese aggressore, sottoposto a sanzioni, non può essere derubricato a semplice “routine diplomatica”. Ogni incontro di questo livello pesa sulla credibilità dell’Italia e sul messaggio che mandiamo ai nostri alleati europei e atlantici. Chiedere tracciabilità, chiarezza e coerenza non è polemica: è difendere l’interesse nazionale, la nostra piena affidabilità in sede UE e NATO e la dignità della diplomazia italiana».

Lo ha dichiarato l’on. Fabio Porta intervenendo nell’Aula di Montecitorio, a nome del Gruppo PD, durante l’interpellanza urgente al Governo sull’incontro tra il Viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Edmondo Cirielli e l'ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Aleksej Vladimirovič Paramonov.

 

12/03/2026 - 15:47

Subalterno a Trump e spaccato su Russia e UE

“È ridicolo il Ministro Foti che si esercita ad attaccare le opposizioni mentre nel governo regna la più totale confusione e si naviga a vista in politica estera. È un governo imbarazzato e imbarazzante rispetto a Trump, da cui la Premier Meloni non riesce a prendere le distanze neppure quando viola il diritto internazionale, avvia guerre illegali o vuole annettere la Groenlandia. È un governo diviso sul sostegno all'Ucraina e sul rapporto con la Russia, considerando le posizioni filoputiniane di Salvini. È un governo spaccato sull'Europa, sulla difesa comune, sugli Eurobond, sull'eliminazione del diritto di veto. Prima di impartire lezioni agli altri, Foti farebbe bene a guardare in casa propria, ai suoi compagni di sventura, dove le posizioni sono tutt’altro che coerenti. Per non parlare delle tensioni interne che stanno provocando un immobilismo totale sulle risposte da dare all'aumento dei costi economici che colpiscono famiglie e imprese. In un momento così drammatico, questa è la responsabilità che invoca il governo, attaccare e fare polemiche strumentali contro le opposizioni? L'esecutivo provi a recuperare dignità, postura e credibilità nelle sedi internazionali ed europee, se vuole difendere davvero la nostra sicurezza e i nostri interessi in questa fase storica così difficile e delicata”. Lo dichiara il deputato, capogruppo del Partito Democratico in commissione politiche dell’Unione europea, Piero De Luca.

 

11/03/2026 - 12:36

"Sono più di 19mila, secondo stime del governo ucraino e di organizzazioni umanitarie, i bambini e le bambine ucraine deportate dall'esercito russo in territori della Federazione o nei territori ucraini occupati.
Una cifra spaventosa che potrebbe essere molto più alta perché solo la Russia ha i numeri reali di questa tragedia.
Oggi, al Comitato diritti umani della Camera che presiedo, abbiamo audito Maksym Maksymov, responsabile dei progetti di "Birng Kids Back UA", l'organizzazione voluta dal presidente Zelensky proprio per riportare a casa queste bambine e questi bambini.
Quello che succede loro, una volta prelevati dagli orfanotrofi o strappati alle loro famiglie e alla loro rete sociale, è un percorso di cancellazione dell‘identità che viene distrutta con l'indottrinamento, con la modifica dei documenti, perfino il luogo e la data di nascita vengono cambiati perché risultino nati in Russia. Gli effetti psicologici su bambini e bambine sono devastanti.
il dott. Maksymov ci ha riferito perfino di casi di suicidio tra i ragazzi più grandi che hanno tentato, senza riuscirci, di tornare in Ucraina.
Finora il progetto Bring Kids Back UA, a cui collaborano organizzazioni umanitarie, imprese e anche paesi stranieri tra cui l'Italia, è riuscito a riportare in Ucraina 2032 bambine e bambini.
Questo crimine orrendo è oggetto di un'inchiesta della Corte penale internazionale che ha emesso un mandato di cattura nei confronti di Putin. Ma il rimpatrio incondizionato di tutti questi bambini e bambine è un passaggio non trattabile per una società giusta, come ha sottolineato il dott. Maksymov". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

09/03/2026 - 18:00

"Accendete un faro sui minorenni detenuti nelle carceri russe di cui nessuno parla". E' questo l'appello che oggi Aleksandra "Sasha" Skochilenko mi ha rivolto oggi in un incontro. Aleksandra Skochilenko è una giovane artista russa, arrestata poco dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia perché, insieme ad altri attivisti, aveva sostituito delle targhette nei supermercati con bigliettini che riportavano frasi come “Basta guerra! Nei primi tre giorni, sono stati uccisi 4.300 soldati russi. Perché la TV non ne parla?”.
Per questo, è stata condannata a sette anni di reclusione. E' stata liberata dopo due anni e mezzo di detenzione nell'ambito di uno scambio di prigionieri, grazie anche alla campagna che sua madre ha coraggiosamente portato in tutta Europa, Italia inclusa.
Oggi Aleksandra, che è stata riconosciuta tra i Giusti da Gariwo, vive in Germania e sta continuando la sua battaglia contro la guerra in Ucraina, contro il regime russo e perché si parli dei detenuti politici in Russia. Tra loro, diversi minorenni, come Arsenij Turbin, arrestato a 15 anni per avere detto no alla guerra. Adesso ha 17 anni e le sue condizioni di detenzione sono inaccettabili. Purtroppo, spesso le famiglie di queste ragazze e questi ragazzi non denunciano per timore di ritorsioni sui loro figli. Sta all'opinione pubblica, a noi, ai governi europei, alla comunità internazionale tenere alta l'attenzione su questi detenuti perché è grazie alla pressione mondiale che possono essere liberati.
Insieme a lei c'era anche Boris Belenkin, tra i fondatori di Memorial, l'associazione che custodisce la memoria delle persecuzioni avvenute sotto il regime sovietico, chiusa dal governo russo e dichiarata illegale. Tra le attività di Memorial, c'è l'affissione delle targhe "Ultimo indirizzo" in corrispondenza delle ultime abitazioni note dei perseguitati dal regime sovietico prima e russo oggi. Tra loro, anche la giornalista Anna Politkovskaja la cui targa, però, è stata divelta per ben 24 volte a riprova di come si voglia cancellare il suo nome dalla memoria e dalla storia". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

08/03/2026 - 21:58

“Il settore della pesca rimane in grande difficoltà e oggi a problemi strutturali mai risolti (come i mancati indennizzi per il fermo pessca del 2024 e del 2025) si aggiunge il forte rincaro del gasolio legato alle tensioni internazionali e alla guerra in Iran. Una situazione che rischia di mettere definitivamente in ginocchio molte imprese, in particolare della Toscana”: è quanto dichiara il capogruppo Dem in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani, dopo aver incontrato a Porto Santo Stefano e Porto Ercole (in provincia di Grosseto) le associazioni dei pescatori per fare il punto sulle principali criticità del comparto.

“Parliamo di un settore strategico che da anni chiede risposte senza ottenerle e che oggi vive una fase di emergenza. Anche i ritardi nei pagamenti dei ristori segnalati dal Ministero dell’Agricolturaconfermano le difficoltà del comparto. Servono interventi immediati, a partire da agevolazioni concrete e dal ripristino del credito di imposta sui carburanti, come fatto all'indomani della guerra in Ucraina, per sostenere lavoratori e imprese che rischiano di non riuscire più a sostenere i costi di uscita in mare”: conclude.

 

25/02/2026 - 12:58

“A quattro anni dall'aggressione russa in Ucraina, un'invasione inaccettabile, che ha provocato milioni di vittime tra civili e militari e messo in discussione l'autonomia e la sovranità di uno Stato e di un'intera popolazione, la diplomazia italiana ha fatto immensi passi indietro. Come Partito Democratico siamo orgogliosi di aver sostenuto da subito la resistenza del popolo e delle istituzioni ucraine per affermare la loro libertà, la loro indipendenza e la forza del diritto internazionale. Come ha ricordato il Presidente Mattarella, è intollerabile che ancora oggi si provino a riscrivere i confini degli Stati con la forza e con i carri armati”. Lo dichiara il deputato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Unione europea.

“Abbiamo sostenuto con tutte le forme di assistenza necessaria la popolazione ucraina: umanitaria, economico-finanziaria e militare. Ora – sottolinea l’esponente dem - chiediamo un'iniziativa diplomatica di pace sempre più forte e incisiva, con un elemento di chiarezza: non può essere un'intesa raggiunta sulla testa degli ucraini né senza il loro protagonismo. In questi anni l'Italia è purtroppo scivolata nelle retrovie della diplomazia internazionale. Con il presidente Draghi eravamo alla guida del treno insieme ad altri leader europei; ora non abbiamo più una linea, non abbiamo più un protagonismo perché siamo schiacciati sulle posizioni di Trump".

“A rischio – conclude De Luca - c'è la sicurezza, l'autonomia, la libertà e i valori del diritto internazionale che caratterizzano l'intera Europa. Chiediamo una pace giusta, sicura e duratura con garanzie precise: non una resa dell'Ucraina, ma uno strumento per riaffermare la sua autonomia e la sicurezza europea. Chiediamo al governo uno scatto d'orgoglio, che riporti l'Italia là dove le spetta, nel solco della grande tradizione diplomatica che caratterizza il nostro Paese”.

 

24/02/2026 - 10:47

“Quattro anni fa l'Ucraina veniva brutalmente aggredita dalla Russia di Putin. Siamo orgogliosi di aver sostenuto da subito con tutte le forme di assistenza necessarie la resistenza del popolo e delle istituzioni ucraine rispetto ad un attacco inaccettabile all'indipendenza, alla libertà di uno Stato sovrano e ad una violazione grave del diritto internazionale. Il conflitto purtroppo produce ogni giorno vittime innocenti ed enormi sofferenze. È necessario continuare ad aiutare l'Ucraina. Guai a dare segni di cedimento o stanchezza. Il messaggio da inviare oggi è netto: siamo con voi, non allenteremo il nostro sostegno. È in gioco l'esistenza stessa dell'Ucraina, ma anche la sicurezza dell'intera Europa. Continuiamo a chiedere dunque con forza un cessate il fuoco immediato e un tavolo diplomatico per la Pace sempre più incisivo, con la presenza vera e da protagonisti al negoziato di Kiev e di Bruxelles. La Pace non può essere una resa. La Pace dev'essere necessariamente giusta, sicura, duratura. Ne va del nostro futuro e della nostra libertà”. Così il capogruppo del Pd in commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.

 

24/02/2026 - 10:29

"Secondo alcune stime, sarebbero circa 2 milioni, su entrambe le parti, le persone uccise, ferite o scomparse da quando quattro anni fa la Russia di Putin invase l'Ucraina pensando che sarebbe bastato un blitz per spodestare Zelensky e prendere il controllo del Paese. Non ci sono cifre ufficiali sulle conseguenze disastrose, in termini di vite umane, della scelta scellerata di Putin di usare la forza militare contro Kiev, ma quattro anni dopo quel 24 febbraio, le condizioni umanitarie sono gravissime in molte aree dell'Ucraina, intere città sono al gelo e senza elettricità, devastate dai bombardamenti, decine di migliaia di sfollati sono in rifugi precari e la trattative sono in stallo. L'Ue ha commesso l'errore di appiattirsi fin da subito sul solo invio di armi all'Ucraina, tralasciando ogni tentativo diplomatico e politico fino a lasciar campo libero a Trump e ai suoi metodi ricattatori. Ma l'unico interesse di Trump è stato ricattare Zelensky per ottenere un accordo capestro sulle terre rare, togliendole poi il sostegno militare e disinteressandosi di fatto del conflitto una volta che gli è stato chiaro che Putin non lo avrebbe seguito nei suoi progetti.
Chi sta pagando il costo altissimo di tutto questo, è il popolo ucraino che da quattro anni subisce bombardamenti, rapimenti di bambini, annessione di territori. È indispensabile, per il bene del popolo ucraino e per stabilizzare il continente europeo, incrementare gli sforzi negoziali credibili anche da parte di soggetti internazionali finora rimasti estranei. L'Ue si impegni con determinazione sul piano politico e diplomatico per porre fine a questo conflitto garantendo sicurezza a Kiev e fermando le criminali mire espansionistiche di Putin". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

24/02/2026 - 10:28

"Quattro anni dopo l'Ucraina è un paese che è rimasto, ha resistito. Un Paese che è cambiato, è diventato più piccolo per i morti, i profughi, la russificazione delle zone conquistate. Ma è un Paese più determinato, che ha scelto la strada dell'Europa. E' un paese che ha affrontato anche uno scandalo di corruzione. Un Paese che è diventato anche più vicino, un Paese per il quale tifiamo alle Olimpiadi e che sentiamo parte dell'Europa. Resistere, vivere, sperare. E' quello che gli ucraini hanno deciso di fare. Avevano un'altra scelta: arrendersi e farsi occupare, ma hanno voluto decidere del loro futuro. Dall'Ucraina arriva una grande lezione per l'Europa: anche noi possiamo tenere in mano il nostro futuro". Lo ha detto la deputata del Pd e vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Lia Quartapelle, intervenendo in Aula in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.

"Quando l'Ungheria di Orban fa il gioco di Putin, come ieri, ci lamentiamo dell'Europa ma dimentichiamo quanto l'Europa sia cambiata in questi anni. In questi quattro anni è cambiata anche la Russia. Stando alla propaganda è un paese vicino alla vittoria, ma manda a morire migliaia di uomini ogni giorno per qualche metro di territorio, è un Paese che manda miliziani africani perché ha finito gli uomini da mandare al fronte. Noi, ucraini, italiani, francesi, polacchi, spagnoli, noi europei sappiamo di potere fare solo una cosa: rendere l'Europa più unita, più forte, più sicura", ha concluso la dem.

 

22/02/2026 - 17:09

"Oggi ho partecipato e sono intervenuto in Piazza Maggiore a Bologna alla manifestazione promossa dalla comunità ucraina, a quattro anni dalla invasione russa del 24 febbraio 2022. Un modo per testimoniare la vicinanza al popolo ucraino, vittima della guerra voluta dal regime di Putin. Bologna, città Medaglia d' Oro, si è stretta intorno alla comunità ucraina che vive nella nostra città, in nome dei valori di libertà e democrazia che nella sua storia ha sempre difeso".  Così Andrea De Maria, deputato Pd.

 

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